«Impossibilitati a far valere le nostre ragioni in Consiglio»

di Erika Noschese

La maggioranza del sindaco Napoli sembra essere sempre più in bilico. Un esempio concreto possono essere proprio gli atteggiamenti di alcuni consiglieri, tra cui Corrado Naddeo che proprio nel corso dell’ultimo consiglio comunale ha abbandonato l’aula, in segno di protesta perchè, dice, «vorremmo essere coinvolti almeno in un confronto prima di prendere decisioni».

Non mancano polemiche con il sindaco. Durante l’ultimo consiglio comunale l’ennesima dimostrazione, qualcosa non funziona come dovrebbe, forse…

«Sicuramente, non sono pochi i consiglieri che vorrebbero essere coinvolti almeno in un confronto prima di prendere delle decisioni che, pur rispettando l’autonomia della giunta, devono essere arricchite dal contributo dei consiglieri, soprattutto quando ci sono argomenti sui quali non c’è univocità di punti di vista. E’ un metodo sul quale, secondo me, bisogna fare le giuste riflessioni e tornare a condividere altrimenti non si crea un percorso comune e un lavoro di squadra».

Cosa manca, secondo lei, a questa maggioranza per essere compatta?

«La capacità del sindaco e della giunta di volerne utilizzare le potenzialità. L’impressione purtroppo è che ci sia una sorta di etero direzione che non si confronta con la necessità che hanno tutti i consiglieri di metterci del proprio, senza stravolgere il percorso antico di buon amministrazione che negli anni passati ha fatto crescere molto Salerno. Negli ultimi 8 anni invece ci sono molte criticità: non c’è manutenzione; non c’è equilibrata gestione delle municipalizzate; le tariffe di tutti i servizi essenziali sono molto elevate; molte opere importanti sono al palo. Ci sono troppe situazioni che lasciano un po’ a desiderare ma quello che sembra mancare è un effettivo controllo su settori strategici: l’igiene della città lascia a desiderare, a fronte di costi molto elevati; abbiamo cambiato lo statuto, abbiamo dato la possibilità di avere un manager però se facciamo tante proposte, in consiglio o durante le riunioni di maggioranza che un tempo si tenevano, per eliminare dal centro storico le campane di vetro; per verificare e controllare la presenza degli operatori sul territorio attraverso app molto semplici da utilizzare; sfruttare le guardie ambientale per fare controlli sul territorio; far utilizzare la tassa di soggiorno che i turisti lasciano e abbiamo proposto di utilizzarla con progetti che andiamo a scegliere noi consiglieri. Alla fine della consiliatura a tutti noi verrà chiesto conto del nostro operato ma siamo in una situazione nella quale vai i consiglio e non hai avuto preventivamente la possibilità di confrontarti in maggioranza. Un esempio p il piano d’ambito sui dehors che va ad offuscare l’intera facciata del palazzo e lanostra Soprintendenza è totalmente su altri canoni estetici rispetto a quelli delle persone semplici e normali. Altro esempio è piazza della Libertà: ipotizzare dopo anni che l’unica cosa da fare su quel progetto era abbassarlo di pochi centimetri mentre si inseriva in modo molto bello all’interno del contesto architettonico mentre la Soprintendenza va a fare le pulci ai cittadini mi sembra strano. Io, Gallo e D’Alessio non abbiamo avuto neanche la possibilità di esprimerci rispetto a queste tematiche ed è chiaro che quando non c’è più un metodo condiviso la forma di protesta più alta è quella di non votare in maniera compatta, di uscire dall’aula».

L’anno prossimo la città di Salerno sarà chiamata al voto per il rinnovo del consiglio comunale. Ora, sarebbe pronto a lasciare la maggioranza?

«Il tema non è lasciare la maggioranza bensì abbracciare un progetto e io posso avere interesse a proseguire l’impegno personale nell’amministrazione della città se c’è un progetto condiviso e nel quale io posso offrire un contributo. Il metodo che non consente l’espressione dei consiglieri comunali è sbagliato, non possiamo pensare che per ogni questione si debba fare una mega riunione di condominio ma è anche vero che non possiamo continuare a fare deroghe, utilizzando il passaggio della Soprintendenza quasi scellerato. E questo vale anche per la musica: lasciano che i gestori facciano musica fino all’alba senza avere una pattuglia della municipale sul territorio. La mia idea della città non è quella di un auditorium finito che sta lì da 3 anni chiuso e non se ne può parlare, non è quella di opere private e non c’è edilizia sportiva pubblica. Abbiamo dovuto, con alcuni consiglieri, tra cui Sara Petrone, Pietro Stasi, D’Alessio e Gallo, fare una battaglia per evitare che il destino del Pip nautico fosse stravolto. Dal punto di vista infrastrutturale è di importanza eccezionale per Salerno, così come lo è l’aeroporto per il quale bisognerà assolutamente fare una mobilitazione fortissima e noi non possiamo pensare che nella nostra città consentiamo che si costruisce un porto commerciale in una delle zone più belle. Noi non possiamo consentire che venga bloccato l’aeroporto, non possiamo».

Lei prima ha puntato l’attenzione sulla città sporca. Oggi Salerno Pulita è al centro del dibattito dopo le dimissioni di Nicola Sardone…

«Non ho purtroppo un pensiero perché non ho mai avuto la possibilità di conoscere le criticità di questa azienda. Noi come consiglieri non abbiamo accesso ad alcun tipo di discussione; possiamo protestare uscendo dall’aula senza votare, votando in dissenso. Questa è l’unica forma di protesta».

Anche a Salerno si parla di coronavirus, un primo caso in provincia di Salerno. Un momento delicato che coinvolge tutto il Paese.

«Io penso che si tratti di un momento difficile. Più passano i giorni e più viene affrontato in modo corretto perché secondo me la situazione è nuova per tutti e ci vuole la massima tutela e cautela. L’isolamento precoce di piccoli focolai o singoli pazienti, per evitare la diffusione è indispensabile perché il problema di questo virus è la facilità di contagio e credo che l’atteggiamento di cautela sia indispensabile, anche se alle volte non è coordinato alla perfezione. Sarebbe opportuno un maggior livello di coordinamento per quanto l’obiettivo finale di concedersi ancora qualche giorno avrà un suo valore, ci consentirà di valutare se si identificano o meno nuovi casi. La sanificazione, poi, non fa male nelle nostre strutture ma credo che tutto sommato ci stiamo incamminando sulla strada giusta».




Movida, il sindaco incontra il prefetto: attivazione task force

di Erika Noschese

La movida salernitana torna sotto l’occhio dei riflettori. Dopo i fatti accaduti in questi giorni, per l’amministrazione comunale guidata dal sindaco Vincenzo Napoli si è reso necessario un intervento concreto che possa definitivamente mettere la parola fine ai fatti di cronaca che, in questi mesi, stanno caratterizzando la città capoluogo. Ieri mattina, a Palazzo di Città, il sindaco Napoli ha convocato una riunione della Giunta Municipale e dei Capigruppo di Maggioranza per definire una serie di azioni urgenti e prioritarie da sottoporre all’attenzione del Comitato Provinciale Ordine Pubblico e Sicurezza convocato per domani mattina in Prefettura. Vendita di alcol ai minori, presenza di ambulanti abusivi sul lungomare cittadino e violenza sono stati i tre argomenti all’ordine del giorno. Di fatti, nei giorni scorsi, già alcuni consiglieri di maggioranza hanno scritto al comandante della polizia municipale per chiedere di incrementare i controlli all’interno dei locali per debellare il fenomeno della vendita di bevande alcoliche ai minori. «La movida salernitana è un patrimonio economico e sociale della nostra comunità – ha spiegato il sindaco Napoli – E’ un fenomeno di aggregazione che richiama decina di migliaia di fruitori e determina importanti occasioni d’impresa e di lavoro. E’ impegno ed interesse comune garantire che tutto si svolga, come avvenuto anche nel recente periodo di Luci d’Artista e degli eventi collegati alle festività natalizie, in totale serenità e sicurezza per tutti: avventori, consumatori, residenti». Da qui, dunque, la necessità di prevenire e stroncare nell’immediato atteggiamenti incivili, irregolarità gestionali, atti criminali verificati in alcuni recenti episodi. Nel corso della riunione del Comitato, il Comune di Salerno chiederà di sviluppare una severa azione sinergica delle Forze dell’Ordine (cui è demandata la gestione dell’ordine pubblico e delle sicurezza) e della Polizia Municipale fin dalle prossime ore per assicurare un controllo minuzioso della movida con particolare riguardo per la mescita di sostanza alcoliche ai minori che purtroppo assume contorni inquietanti, l’emissioni moleste dai locali, parcheggio e commercio abusivo, spaccio di droga. Una presenza sul campo supportata anche dal sistema di videosorveglianza esteso progressivamente alle zone sensibili del territorio. Intanto, proprio questa mattina alle 10, il sindaco Napoli incontrerà il prefetto Francesco Russo per chiedere l’attivazione di una task force tra forze dell’ordine, con controlli serrati soprattutto al centro storico dove la notte tra sabato e domenica si è verificato un accoltellamento ai danni di un parcheggiatore abusivo mentre saranno aumentati i controlli contro lo spaccio di droga e la piaga dei parcheggiatori abusivi. Nel frattempo la Polizia Municipale ha da tempo attivato controlli serrati sulle modalità di esercizio dei locali e di vendita delle bevande alcoliche in specie ai minorenni.




Via Croce, scoppia il caso politico Il sindaco vuole il ritiro dell’odg

di Andrea Pellegrino

Non c’è accordo completo sulle mozioni per chiedere il ripristino della ztl in via Monti e del doppio senso di circolazione. Il sindaco Napoli propone il ritiro degli argomenti dal Consiglio comunale fissato per lunedì, azionando un inevitabile caso politico. Ieri pomeriggio il vertice di maggioranza in vista della seduta consiliare. Nonostante le molte assenze, a quanto pare si sarebbe stabilito un ritiro dei due argomenti che da mesi ormai tengono banco in città. Soprattutto la vicenda legata al ripristino del doppio senso di circolazione, la cui mozione, all’ordine del giorno del Consiglio comunale d’inizio settimana, vede in calce 21 firme di consiglieri comunali, sia di maggioranza che di opposizione. In pratica se dovesse passare il principio stabilito nel vertice di maggioranza, ad eccezione di conclusioni tecniche, si aprirebbero due strade: il ritiro della mozione su proposta del sindaco o dell’assessore al ramo o una frattura politica interna alla maggioranza dalle inaspettate conseguenze. In mattinata, Donato Pessolano ha presentato una raccolta firme di cittadini che si oppongono alla riapertura del doppio senso di circolazione di via Croce. Dall’altro lato, molti dei consiglieri comunali di maggioranza e opposizione, proseguono la loro battaglia. La mozione presentata al sindaco qualche giorno fa e calendarizzata dall’ultima conferenza dei capigruppo, porta la firma di Nico Mazzeo, consigliere comunale di maggioranza che da sempre si batte per sperimentare il doppio senso di circolazione in via Croce e soprattutto per avviare seri interventi di messa in sicurezza del viadotto Gatto. Tra gli altri firmatari, oltre l’opposizione (ad eccezione di Antonio Cammarota), c’è il gruppo socialista al completo, poi i consiglieri comunali Mimmo e Peppe Ventura, Horace Di Carlo, Felice Santoro, Corrado Naddeo, Antonio D’Alessio, Leonardo Gallo, Pietro Stasi, Antonio Fiore, Rosa Scannapieco, Lucia Mazzotti e Paky Memoli. All’orizzonte, dunque, un ennesimo braccio di ferro con una seduta che, considerati gli ultimi sviluppi, si prevede scoppiettante.




Fine dell’era del sì a prescindere/ LA NOTA

di Andrea Pellegrino

Dall’epoca deluchiana è la prima volta: una modifica statutaria bocciata dal Consiglio comunale. Naturalmente, con i voti decisivi della maggioranza. Una questione politicamente rilevante ma anche tecnica che mette fine, comunque, a una ventennale stagione dei sì a prescindere. Stavolta alcuni consiglieri di maggioranza (forse ex maggioranza) hanno fatto sentire la propria voce opponendosi a una modifica statutaria (insomma dell’atto principe del Comune di Salerno) che di pratico, sostanzialmente, non aveva nulla, se l’eliminazione della figura del difensore civico. Una scelta politica che sicuramente cozza però con la tempistica. O meglio che fa emergere qualche sospetto. Il teorema che emerge potrebbe essere questo: il difensore civico regionale invia il commissario ad acta per l’approvazione del regolamento degli istituti di partecipazione; l’amministrazione comunale si oppone con tutte le sue forze chiamando in causa – per due volte – perfino il Tar; il commissario non si insedia e la maggioranza mette a punto il regolamento a sua immagine e somiglianza, escludendo anche lo streaming; poi alla fine con una modifica statutaria elimina direttamente la figura del difensore civico. Schema legittimo, sicuramente, ma dai tempi un po’ sospetti. Stavolta però il pallottoliere ha giocato un brutto scherzo al sindaco Napoli che, tra gli applausi che si sono sollevati dalla platea ieri mattina in aula consiliare indirizzati ai “ribelli”, ha dovuto incassare il no alla proposta che più che la bocciatura dell’atto evidenzia una frattura quasi insanabile all’interno della sua maggioranza.




Difensore civico al Comune, la maggioranza si spacca: no all’abrogazione

di Erika Noschese

E’ ancora una volta la figura del difensore civico a spaccare la maggioranza guidata dal sindaco Vincenzo Napoli. Tra i punti all’ordine del giorno del consiglio comunale tenutosi ieri, infatti, le modifiche allo statuto comunale che, di fatto, prevedeva l’abrogazione della figura del difensore civico. «Non è più obbligatorio e noi preferiamo abrogare la figura del difensore civico», ha infatti dichiarato il sindaco Napoli, scatenando l’ira della “sua” maggioranza. Per il consigliere Ermanno Guerra però, il difensore civico altro non farebbe che appesantirebbe i “lavori” oltre a portare un aggravio di costi. «Negli ultimi anni c’è stata una ventata di partecipazione», ha poi aggiunto il presidente della commissione Statuto e regolamento. Per il presidente della commissione Trasparenza si parla di uno statuto che risale ormai a 27 anni fa ma, soprattutto, «non si può abrogare uno statuto mai stilato». Immediata la replica del consigliere Cammarota anche in merito alla questione relativa “ai soldi”: «Basta prenderne uno a titolo gratuito – ha detto il consigliere d’opposizione – Ecco io farei il difensore civico senza prendere soldi». Si tratta, secondo Cammarota, di una figura importante che favorisce il controllo, senza contare che alle amministrazioni comunali è concesso delegare un difensore civico provinciale o regionale. «I veri giudici saranno i cittadini – ha attaccato Dante Santoro – Il difensore civico è una figura essenziale e non è ammissibile che un mese fa è stato commissariato l’organo mentre oggi lo volete abrogare». Standing ovation per il consigliere di maggioranza Antonio D’Alessio che, al termine del suo discorso, è stato applaudito dai presenti, tra cui una delegazione del Meet Up amici di Beppe Grillo Salerno che ha contrastato il sindaco Napoli alla richiesta di abrogare la figura del difensore civico. «Lo statuto non serve a quest’amministrazione ma anche a chi viene dopo», ha infatti dichiarato D’Alessio che ha trovato consenso anche nelle parole del consigliere Gallo, contrario al l’abolizione della figura: «Dopo 10 dire alla città di Salerno che abroghiamo il difensore civico non è positivo. E’ uno strumento che tutela i cittadini». Favorevole alle dichiarazioni del sindaco Napoli il capogruppo del Psi Massimiliano Natella secondo cui in questo momento è necessario che l’amministrazione dia risposte concrete ai cittadini: «Il Comune ha tutti gli strumenti necessari alla partecipazione popolare», ha detto Natella, annunciando così che avrebbe votato parere favorevole all’abrogazione, così come gli altri due socialisti Paolo Ottobrino e Veronica Mondany. Contrario anche Pietro Stasi secondo cui la figura del difensore civico avrebbe evitato tanti “grattacapi” all’amministrazione come la vicenda che riguarda Eduardo Bruscaglin, ancora in causa con il Comune di Salerno. Duro con il primo cittadino anche il consigliere di maggioranza Naddeo: «Gli strumenti democratici non sono mai eccessivi e non si può derubricare la figura del difensore civico. Ci interroghiamo sui costi della democrazia?», si chiede Naddeo. Vota a favore dell’abrogazione – ma per l’ultima volta – il consigliere di maggioranza Di Carlo: «Il difensore civico dei cittadini sono io, siamo noi», ha dichiarato provocatoriamente. Dunque, con 20 voti contrari – tra cui quello di Stasi, Gallo, D’Alessio e Naddeo – il consiglio comunale boccia la mozione per l’abrogazione della figura del difensore civico.




Maggioranza in bilico? Il sindaco dice “no” Ragosta chiede l’azzeramento della Giunta

Erika Noschese

Azzerare la giunta comunale di Salerno. E’ la richiesta avanzata da Michele Ragosta, fondatore del gruppo Davvero Verdi e già parlamentare. La maggioranza, a Salerno, sembra essere ormai seriamente in bilico, anche dopo la decisione del consigliere di maggioranza, Peppe Ventura, di scrivere alla Corte dei Conti in merito alla vicenda Arena del Mare e Salerno Mobilità. Quest’ultima, società partecipata del Comune non solo ha concesso gli spazi adibiti a parcheggio nel sottopiazza della Concordia, in occasione dell’evento estivo, ma sarebbe anche disponibile a versare un eventuale contributo economico per patrocinare la manifestazione, suscitando l’ira dello stesso Ventura che ha chiesto di rimuovere dall’incarico il presidente e amministratore unico della società in house Massimiliano Giordano. «I consiglieri comunali di Davvero Verdi hanno condiviso la linea di critica alla Giunta Comunale di Salerno,sopratutto la preoccupazione dello stato di salute del Centro Sinistra», ha poi aggiunto l’ex parlamentare, che intende chiedere una verifica del programma del partito democratico e di dare forti segnali di cambiamento, azzerando la Giunta Comunale e tutti i vertici delle società pubbliche». Opinione differente, quella del sindaco di Salerno Enzo Napoli che respinge con fermezza l’ipotesi di una spaccatura all’interno del gruppo di maggioranza. Un secco “no” ribadito a più riprese che non lascerebbe spazio a dubbi. Del resto, non è la prima volta che il primo cittadino vedela sua maggioranza in bilico, costretto a correre ai ripari anche grazie alla mediazione del governatore della Regione Campania, Vincenzo De Luca. Intanto, Ragosta sembra irremovibile sul suo pensiero, sempre più intenzionato a far chiarezza sul Pd che sembra ormai ad un passo dal declino, dopo il deludente risultato ottenuto alle politiche dello scorso 4 marzo e alle amministrative del 10 giugno.




Ragosta contro l’amministrazione «I “miei” fuori dalla maggioranza»

Andrea Pellegrino

«Se non si cambia rapidamente, il mio gruppo politico valuterà la permanenza in maggioranza». L’altolà è di Michele Ragosta, ex deputato ed ispiratore del gruppo “Davvero Verdi” che a Palazzo di Città conta la presenza di un assessore nella giunta Napoli e di due consiglieri comunali. L’attacco dell’ex deputato è frontale ed il messaggio è per il sindaco e la giunta. «Non si può tacere – tuona Ragosta – Salerno rischia di ritornare una città del Sud insignificante. Sindaco e giunta non hanno una visione di sviluppo della nostra città. Diamoci una mossa». «Ho sostenuto questa amministrazione – prosegue Ragosta – ma le cose non vanno bene e le voglio denunciare da uomo libero». Non è la prima volta che il gruppo “Davvero Verdi” prende le distanze da scelte amministrative. Ma ora l’attacco arriva direttamente da Ragosta, che fino ad ora aveva svolto il ruolo di paciere e mediatore tra i suoi consiglieri comunali (Antonio Carbonaro e Peppe Ventura) ed il primo cittadino Enzo Napoli, nonché con lo stesso governatore Vincenzo De Luca. Oggi il caso Verdi potrebbe approdare nel vertice di maggioranza, convocato in vista del Consiglio comunale del 13 giugno. Alcuni argomenti iscritti all’ordine del giorno già agitano la maggioranza. Tra questi la modifica dello statuto della società “Salerno Pulita” con l’introduzione della figura del direttore generale (il sospetto è che possa essere nominato Bruno Di Nesta) ed il progetto della chiesa del Galiziano, che ancora una volta potrebbe destare polemiche e dubbi da parte dei consiglieri comunali sia di maggioranza che opposizione. L’attacco di Ragosta, ora, potrebbe accendere ancor più il clima interno alla maggioranza.




De Luca jr chiama i consiglieri: «Ora più unità, recuperiamo»

Andrea Pellegrino

Un vertice di maggioranza consiliare con Piero De Luca. Accade a Palazzo di Città dove il deputato dem ha chiamato a raccolta i consiglieri comunali dei gruppi di maggioranza. Naturalmente alla presenza del padrone di casa, ossia il sindaco Enzo Napoli. E tra assenti ed invitati all’ultimo momento, Piero De Luca ha varcato la soglia del municipio poco dopo le 12,00. All’ordine del giorno le vicende nazionali e locali. Partendo, proprio, dall’ipotesi (pare scongiurata) del voto estivo. La paura fa 90, a prescindere. Soprattutto dopo i risultati del 4 marzo, che hanno visto sconfitto il primogenito del governatore, proprio nel suo fortino. Così De Luca jr ha preferito organizzarsi per tempo e scongiurare qualsiasi emergenza. Più coesione, più squadra, meno polemiche e strappi: questa la ricetta del deputato che mira a recuperare il terreno perso in città. Poi la lista delle cose che non vanno in città presentata proprio dai consiglieri comunali, i quali da tempo attendono un confronto con i vertici amministrativi del Palazzo. Pulizia, sicurezza e viabilità i punti critici portati all’attenzione del deputato dem. Poi la richiesta di deleghe da affidare ai consiglieri ed infine una maggiore partecipazione nelle scelte amministrative e politiche. Piero segna e dà la carica alla squadra. Ma al terzo piano il nervosismo non si placa. Mimmo Ventura conferma la scelta di restare nel gruppo misto e pretende la sua nuova stanza; delle presidenze delle commissioni consiliari (dopo le dimissioni di Nico Mazzeo) manco a parlarne ancora. Infine, del Consiglio comunale neppure l’ombra. Così come della partecipazione degli assessori alle rispettive commissioni. Insomma un quadro complesso e sfilacciato. Tant’è che il vertice di maggioranza è stato convocato da Piero De Luca.




Peppe Ventura: «Con mio fratello pronti a lasciare la maggioranza»

Erika Noschese

I consiglieri comunali Peppe e Mimmo Ventura presto potrebbero lasciare la maggioranza. La scelta è riconducibile all’ennesimo rinvio ad una decisione del sindaco Enzo Napoli sulle autorizzazioni al caldarrostai, in questi giorni al centro della polemica ed in piena protesta da sabato scorso, dopo quanto accaduto venerdì quando la polizia municipale sequestrò loro i carrelli per la cottura delle caldarroste, nonostante il possesso dei documenti necessari all’esercizio da parte dei venditori ovvero la licenza di itinerante ambulante di tipo B. In quell’occasione, i vigili urbani sequestrarono con la forza i “cuoppi” di alcuni turisti acquistati presso una delle braci disposte lungo il corso Vittorio Emanuele ed elevarono una contravvenzione da 5mila euro ad un altro venditore. Nella mattinata di ieri, infatti, si è tenuto l’ennesimo incontro che – ancora una volta – si è concluso con un nulla di fatto, rimandando ad oggi la decisione. L’amministrazione comunale sostiene che a non voler autorizzare i venditori di caldarroste sarebbe la prefettura, in virtù dell’ordinanza sulla sicurezza in vigore nel periodo di Luci d’Artista che vieterebbe l’utilizzo – tra le altre cose – del fuoco e di prodotti per appiccarlo. Giorni fa, Peppe e Mimmo Ventura – che si stanno occupando del rilascio delle autorizzazioni e di fare da intermediari tra sindaco e caldarrostai – hanno richiesto la commissione Annona proprio per affrontare il caso in questione. All’unanimità, i 16 consiglieri hanno approvato la richiesta di Peppe Ventura sul concedere per quest’anno le autorizzazioni per poi procedere con un bando il prossimo anno. Dunque, se a dover rilasciare le autorizzazioni è il primo cittadino che sta prendendo tempo pur di non farlo i Ventura sono pronti a lasciare la maggioranza: «a questo punto, evidentemente, la maggioranza non ci appartiene», ha dichiarato Peppe Ventura.




«Polemiche di menti poco serene»

Erika Noschese

Non accenna a placarsi l’ira furiosa post consiglio comunale, tenutosi lo scorso 31 ottobre a Palazzo di Città. A dispetto delle altre volte, infatti, qualcosa è andato storto e la maggioranza inizia a scricchiolare, nonostante l’apparente tranquillità di sindaco e consiglieri. Durante le discussioni sui vari punti all’ordine del giorno, infatti, il Piano di alienazione ha creato non poche perplessità agli occhi del consiglieri e avvocato Leonardo Gallo e del suo collega Corrado Naddeo, presidente della commissione sport. Nel corso del dibattito per l’approvazione del punto in questione, infatti, Gallo e Naddeo hanno espresso parere contrario, votando no al Piano di alienazione. Non sono certo mancate le perplessità dei colleghi di maggioranza e minoranza, così come non sono mancate le polemiche in merito. A prendere le difese dell’avvocato salernitano, dopo le sue dichiarazioni definite pretestuose, è il segretario regionale di Centro Democratico, Michele Pisacane che, in una lunga nota, dichiara: “Le questioni sollevate dal consigliere avvocato Leonardo Gallo nello scorso Consiglio comunale di Salerno, dettagliatamente argomentate e motivate, sono apparse pretestuose solo a chi le ha ascoltate con mente poco serena. Quanto da Gallo correttamente evidenziato circa il Piano di alienazione proposto alla città e le risorse che da queste ne deriverebbero, a un’attenta e scrupolosa valutazione, destavano perplessità in quanto in contraddizione con la dichiarata intenzione dell’amministrazione di procedere a una revisione del Piano regolatore che prevedrebbe, al contrario, una riduzione delle aree edificabili”. Pisacane punta l’attenzione anche sulla ratifica di un provvedimento dell’Asi che rischierebbe di precludere la proclamata intenzione di attrarre a Salerno imprenditori pronti a investire e produrre ricchezza per tutti, le cui motivazioni di Gallo sono apparse “del tutto ragionevole”, come sostiene il segretario regionale. In consiglio comunale Gallo ha evidenziato gravi incongruenze contenute nell’atto con citazioni e riferimenti a norme regionali inesistenti e riferite ad altra materia. Va ricordato, infatti, che tra le leggi citate per stabilire i criteri a cui dovrebbero rispondere gli imprenditori per potersi guadagnare un posto all’interno dell’area della zona Industriale, vi è la norma che fa riferimento all’accorpato dei comuni di Montoro Superiore e Inferiore.   “Ecco perché riteniamo che la sua contrarietà non possa produrre alcun rischio di crisi o di riperimetrazioni della maggioranza posto che le riflessioni di Gallo, come ben sapranno riconoscere tutti quelli che vogliono il bene di Salerno a cominciare dal sindaco e dai colleghi di maggioranza, sono fondate e costruttive in quanto tese a evitare un danno alla collettività, non già a distinguersi se non da chi vuole il male dei salernitani”, ha poi aggiunto il segretario regionale di Centro Democratico, La contrarietà espressa da Gallo e Naddeo in consiglio comunale sta facendo tremare la maggioranza. Lunedì prossimo dovrebbe esserci la verifica del perimetro di maggioranza, richiesta dal sindaco Enzo Napoli per scongiurare il pericolo di una sfiducia da parte dei suoi stessi fedelissimi. La situazione però non sembra preoccupare particolarmente l’amministrazione comunale, in quanto già tra gli stessi oppositori di maggioranza sembra “esagerato” parlare di crisi per quanto, tanto l’avvocato salernitano quanto il presidente della commissione sport, si sono rifiutati di esprime le loro opinione per ben due giorni.  E’ stato in primis l’avvocato Gallo a smentire categoricamente le voci di una possibile crisi in maggioranza. A rimarcare il concetto poi anche il governatore De Luca che ha liquidato la questione, definendola “un’effervescenza fisiologica”.