Civica Popolare scende in campo: Cobellis prende quota Arriva il no di Torquato e Cariello

Erika Noschese

Civica Popolare, nuova formazione centrista alleata del Pd è pronta a scendere in campo in vista delle elezioni del prossimo 4 marzo. Nei giorni scorsi si è tenuta a Roma l’assemblea pubblica per eleggere i candidati che si sfideranno per aggiudicarsi un posto alla Camera o al Senato. All’incontro era presente anche il sottosegretario alla Difesa, Gioacchino Alfano, tra i fedelissimi di Angelino Alfano che tenterà una riconferma in Parlamento, candidandosi nella provincia di Napoli.  Ancora da stabilire chi si candiderà nei collegi uninominali e chi nelle liste civiche ma i nomi sembrano essere stati già decisi. A scendere in campo con Civica Popolare anche il deputato uscente Giuseppe De Mita, nipote del ben più noto Ciriaco che potrebbe rientrare anche in un collegio uninominale per il Senato, nonostante la quasi certa candidatura in provincia di Avellino. Nel salernitano, i nomi più quotati sono quelli di Vincenzo In- verso, Luigi Cobellis, l’assessore regionale al turismo Corrado Matera, la consigliera regionale Maria Ricchiuti ed il consigliere provinciale Marcello Ametrano. A dare il benservito Manlio Torquato e Massimo Cariello, rispettivamente sindaci di Nocera Inferiore ed Eboli.




Alfieri e Cobellis vogliono lo stesso collegio elettorale

di Andrea Pellegrino

Finisce l’era di Nicola Landolfi ed inizia quella di Enzo Luciano alla guida del Partito democratico di Salerno. Ieri l’assemblea democrat salernitana ha eletto l’unico candidato in corsa per la segreteria. Una strada spianata anche grazie all’abbandono del campo da parte delle altre correnti del partito in provincia di Salerno. Così un deluchiano subentra ad un deluchiano doc, investito dallo stesso primogenito del governatore De Luca. Per Landolfi, oltre i ringranziamenti di rito, per ora c’è il posto nel consiglio d’amministrazione dell’Asi come rappresentante della Regione Campania. Poi, con il tempo si vedrà. Si dice che guardi al Parlamento o, in subordine, alla segreteria regionale del Partito democratico. Ma questo dipenderà solo e soprattutto da Vincenzo De Luca, che per ora guarda anche alla sfida interna al Pd napoletano, sperando che Nicola Oddati riesca ad avere la meglio. Ma il vero scontro interno è sulle candidature. Franco Alfieri pare che non voglia mollare la presa. L’ex sindaco di Agropoli pare sia pronto a barattare una sua candidatura al Senato solo e soltanto con un posto nell’esecutivo regionale e quindi con la delega all’agricoltura. All’attuale capostaff del governatore starebbe stretto il vestito cucitogli da Vincenzo De Luca a Santa Lucia, nonostante lo stipendio (ottimo) ritrovato. Il piano di Alfieri contemplerebbe anche Sabrina Capozzolo (parlamentare uscente) alla Camera dei Deputati ma non avrebbe fatto i conti, per ora, con il Nazareno. Qui pare che non vogliano saperne, per le stesse motivazioni che spinsero Alfieri a dover rinunciare alla candidatura , Consiglio regionale, nonostante l’apertura dei comitati e la stampa dei manifesti. I big del partito, Renzi compreso, avrebbero scaricato il problema nelle mani di Vincenzo De Luca che a sua volta, ha da blindare la candidatura del figlio Piero, soprattutto alla luce degli ultimi sondaggi che vedono un Pd in affanno in Campania nei collegi uninominali. Ma non solo. Lo stesso Partito democratico dovrà farsi carico di Alternativa Popolare. In pratica un paio di collegi dovranno andare al gruppo di Alfano che qui in provincia di Salerno deve riproporre l’uscente Nino Marotta. Manovre, inoltre, vedrebbero un interessamento ad Ap di Luigi Cobellis rimasto ormai orfano dell’Udc di Ciriaco De Mita, ritornato a destra e pronto all’accordo con il Cavaliere. Una virata che non ha convinto Cobellis che vorrebbe restare nel centrosinistra e soprattutto nell’area deluchiana. L’ex consigliere regionale mirerebbe dritto al Senato della Repubblica e, manco a dirlo, allo stesso collegio opzionato da Franco Alfieri. La grana Cobellis, insomma, potrebbe allungare l’elenco dei “problemi da risolvere” di Vincenzo De Luca che in virtù di accordi locali ed anche regionali dovrà garantire anche una collocazione a Luigi Cobellis.




Focus amministrative a Battipaglia: il Pd candida Landolfi; caos a destra. E i Cinque Stelle…

di Carmine Landi

IL PD CANDIDA NICOLA LANDOLFI

BATTIPAGLIA. Il Pd s’affida a Nicola Landolfi.

Nelle ultime ore, s’è decisamente rafforzata la pista che potrebbe portare i democrat battipagliesi a candidare alla poltrona di primo cittadino il segretario provinciale del partito. Da qualche settimana a questa parte, infatti, il gruppo dirigente del Partito democratico di Battipaglia, coordinato dal segretario Davide Bruno, stava provando a praticare due strade, sì da tenersi spalancate entrambe le porte: da un lato, s’aspirava a un influente membro della società civile, mentre, dall’altro, era troppo forte la tentazione di proporre all’elettorato un nome che, da un po’ di anni a questa parte, è l’uomo di punta del Pd salernitano.

Una mossa, la più politica che ci sia, che pare aver preso il sopravvento, dopo che, venerdì scorso, i vertici dem cittadini hanno incassato il no del presidente provinciale d’un’organizzazione di settore, che è anche un eminente imprenditore appartenente a una storica famiglia battipagliese. Con la candidatura di Landolfi, ad ogni modo, Bruno e i suoi sperano di riuscire a ricostruire quella grosse koalition partitica che, in occasione delle scorse elezioni regionali, è scesa in campo a sostegno di Vincenzo De Luca.

Nel nome di Landolfi, d’altronde, l’intellighenzia dem cittadina s’è già riscoperta unita: paiono ricomposte, infatti, le profonde spaccature che, nei mesi scorsi, dividevano la maggioranza della direzione cittadina dall’opposizione interna.

«Il bene del partito va anteposto a tutto»: lo ha dichiarato ai nostri taccuini l’ex segretario cittadino, Luca Lascaleia, che è uno degli uomini di punta della minoranza del direttivo, riunita attorno ad Angelo Reggente, e che siede al tavolo della segreteria provinciale in qualità di responsabile dei rapporti istituzionali.

Landolfi sta pensando seriamente alla proposta che gli è arrivata dai vertici del Pd battipagliese. Il coordinatore provinciale dei democrat, nato e cresciuto a Salerno, è stato adottato dalla città del Tusciano: da diversi anni, infatti, vive a Battipaglia insieme alla moglie, che è battipagliese. Non vi sarebbe, poi, alcun tipo di incompatibilità tra la fascia tricolore e la carica, ricevuta di recente, di amministratore unico di Salerno Energia, che è una partecipata del Comune di Salerno.

Nel caso d’un diniego landolfiano di fronte alle advances di Bruno, il leader cittadino avrebbe già pronto un altro nome in grado di federare il fronte dei progressisti. Se, poi, dovessero andare a male entrambi i tentativi, il centrosinistra dovrebbe mettere in moto la logorante macchina delle primarie. In tal caso, i nomi sarebbero quelli di Pietro Ciotti (l’unico, durante il direttivo cittadino di martedì scorso, a dare la propria disponibilità), Piero Lascaleia, Alfonso Pace, Andrea Toriello e Nicola Vitolo.

 

E Bruno incontra l’Udc.

Nella serata di ieri, il segretario dei democrat ha già incontrato Michele Toriello, vicesegretario provinciale dell’Udc e punto di riferimento battipagliese – riconosciuto dal demitiano segretario salernitano Luigi Cobellis – per discutere d’amministrative e di strategie elettorali. «Vogliamo offrire alla città – aveva dichiarato ai nostri taccuini, nel pomeriggio, Bruno, che, però, non ci aveva detto nulla in merito all’incontro con Toriello – un governo stabile agganciato a quello della regione, e scenderemo in campo con il simbolo e con una nostra lista». Il leader renziano parla di «una consultazione interna al partito già avviata» e va all’attacco di chi si autocandida: «questo modo di fare autoreferenziale non ci appartiene».

Michele Toriello (UDC)

Michele Toriello (UDC)

Le incognite. Ciotti da solo? Che fa Motta?

Gerardo Motta

Gerardo Motta

I democrat s’interrogano su due spinose questioni.

Pietro Ciotti, presidente di Comunità Storia & Futuro, accetterebbe di ritirare la propria candidatura a sindaco al termine d’un percorso continuo, intrapreso nel 2013, al tramonto dell’era Santomauro?

E il deluchiano Gerardo Motta, che ha annunciato la propria candidatura a sindaco e che ha dichiarato d’aver già pronte diverse liste civiche, interloquirebbe con il deluchiano Landolfi o continuerebbe a correre da solo?

Lo scopriremo solo votando.

 

Pietro Ciotti

Pietro Ciotti

IL TAVOLO DELLE DESTRE

3.4. Il tavolo delle destre

BATTIPAGLIA. I moderati fanno la conta.

Nella mattinata di ieri, all’Hotel Palace, s’è riunito il tavolo delle destre, convocato da Carmine Pagano, ex consigliere comunale che s’è candidato alle scorse regionali tra le fila di Fratelli d’Italia.

Oltre all’organizzatore, hanno preso parte all’incontro Fernando Zara, Aldo Giulio Zangaro, Michele Gioia, Romeo Leo e Vincenzo Inverso.

I presenti, «sulla scorta di quanto indicato dai dirigenti provinciali», auspicano l’unitarietà del centrodestra nella città. Fattore che, in termini politici, va letto come “candidato unico”, che sarà definito in un secondo summit.

I conservatori, infatti, attendono di conoscere ufficialmente la posizione di Forza Italia, che ieri mattina non ha preso parte all’incontro per via di problematiche organizzative interne, motivate dal fatto che il futuro coordinatore – che, al 99%, sarà Giuseppe Provenza – non ha ancora ricevuto la nomina. In settimana, tuttavia, l’ex capogruppo consiliare del Pdl, in compagnia del vice coordinatore provinciale, Domenico Di Giorgio, e di Giuseppe Salvatore, aveva incontrato Cecilia Francese durante uno degli incontri della campagna d’ascolto promossa da “Etica”. Pagano e i suoi, dunque, attendono una presa di posizione ufficiale da parte dei forzisti. Assente ingiustificato Michele Ventriglia, referente cittadino di “Noi Con Salvini”, che probabilmente correrà da solo.

Un’occasione per guardarsi negli occhi, quella di ieri. «Non ho mai fatto fughe in avanti», ha fatto sapere Pagano. «Per l’unitarietà del centrodestra, io sono pronto a fare un passo indietro», Zara dixit. «Spero che la riorganizzazione del centrodestra stimoli pure il centrosinistra», ha fatto sapere Romeo Leo.

S’è parlato di indicazioni dei dirigenti provinciali, ma, stando alle dichiarazioni rilasciate da Luigi Cobellis («Il partito, a Battipaglia, è rappresentato solo da Michele Toriello») alla vigilia dell’incontro, il presidente provinciale dell’Udc non avrebbe preso parte alla riunione in rappresentanza dell’Udc. «Sono qui – ha dichiarato Inverso – perché gentilmente invitato dal dottor Carmine Pagano, e per me l’educazione viene prima di tutto, anche delle appartenenze politiche e partitiche, e perché il gruppo #perunnuovoinizio è al lavoro per il bene comune, per unire le migliori energie e non per creare altre divisioni in questa città».

E SE SI PUNTASSE SU TOZZI?

Ugo Tozzi

Ugo Tozzi

Si tratta solo di illazioni, ma la presenza di Gioia, coordinatore di Fratelli d’Italia e amico di Ugo Tozzi, potrebbe far pensare a quest’ultimo –  che tuttavia s’è detto «non attratto dalla lodevole iniziativa personale di Pagano» e ha dichiarato d’essere intenzionato a «scendere in campo senza i partiti» – nelle vesti di candidato federatore del centrodestra. Una candidatura che si giocherebbe sull’asse FdI Edmondo Cirielli – Alberico  Gambino, lungo il quale non è vista di buon occhio la forzista Mara Carfagna.

 

Francese e Forza Italia. «Niente inciuci: solo incontri ufficiali»

6. CECILIA FRANCESE

Cecilia Francese

BATTIPAGLIA. Etica Per il Buon Governo incontra Forza Italia.

Giovedì sera, nella sede di Piazza Aldo Moro, Cecilia Francese ha incontrato alcune personalità di spicco di Forza Italia.

All’incontro, infatti, erano presenti il vice coordinatore provinciale, Domenico Di Giorgio, il commissario cittadino, Raffaele Francese, il futuro coordinatore di FI Battipaglia, Giuseppe Provenza, e il numero uno provinciale della giovanile azzurra, Giuseppe Salvatore.

«Abbiamo avviato una campagna di ascolto per costruire, con tutte le energie che si vogliono mettere a disposizione, questo percorso di ricomposizione sociale, senza alcuna preclusione o pregiudizio», spiega la pasionaria endocrinologa.

«Abbiamo iniziato incontrando Forza Italia – prosegue la Francese – con la quale abbiamo discusso dei principali problemi di Battipaglia; della depurazione e la sua ricaduta sulle prospettive economiche legate al turismo; del tema ambientale; del ripristino di democrazia a partire dal Forum dei Giovani alla elezione dei Consigli Circoscrizionali previsti dallo Statuto Comunale; della tutela dei diritti individuali troppo spesso vessati dall’Amministrazione».

Gli etici e i forzisti hanno trovato ampia condivisione sul «focus sui contenuti, sulle iniziative concrete e sulla  necessità di valorizzare le giovani professionalità cittadine».

A breve, in solidum con Forza Italia – e con gli altri movimenti e le associazioni che vorranno partecipare – , Etica organizzerà un convegno sulle tematiche ambientali.

«L’incontro del 17 settembre con Forza Italia, come tutti gli altri che seguiranno, si è svolto alla luce del sole, nella sede di “Etica”, fra delegazioni ufficiali; niente più “inciuci ” o accordi segreti in qualche ristorante, ma soltanto incontri ufficiali». Parla così la Francese che, nei prossimi giorni, chiederà un incontro a Pietro Ciotti e ai vertici di Csf.

C’è una corposa parte di Forza Italia, ad ogni modo, che, come anticipato lo scorso 2 agosto da “Le Cronache”, vuol candidare la Francese: in prima fila, oltre ai membri della delegazione, ci sono il coordinatore provinciale Enzo Fasano e, a quanto pare, anche la stessa Mara Carfagna.

Quel che è certo, tuttavia, è che l’endocrinologa correrà con la casacca di Etica: da FI, insomma, può arrivare soltanto un supporto.

 

GLI OUTSIDER 

BATTIPAGLIA. Tra i due litiganti, il terzo gode.

Dopo gli ultimi fatti di cronaca, la politica, a Battipaglia, non è di certo vista di buon occhio.

I rappresentanti dei partiti ostentano sicurezza, ma la verità è che sono particolarmente temuti i civici e i movimenti.

 

Terrore a Cinque Stelle.

Enrico Farina (M5S)

Enrico Farina (M5S)

 

Sono i pentastellati il vero e proprio cruccio della politica cittadina. I rappresentanti battipagliesi del movimento di Beppe Grillo hanno già riscosso ottimi risultati in occasione delle elezioni regionali, ed è probabile che possano accumulare un vasto consenso derivante dal voto di protesta dei cittadini.

Eppure, almeno sulle schede elettorali, dovranno fare a meno del frontman delle regionali. Enrico Farina, infatti, ha declinato ogni invito alla candidatura: non scenderà in campo alle prossime amministrative né come aspirante sindaco né come potenziale consigliere. Il motivo della scelta sarebbe legato a una proposta di candidatura alla Camera in occasione delle prossime politiche. Ad ogni modo, gli attivisti stanno valutando diversi profili ma, almeno nella composizione delle liste, si muoveranno nell’imminenza delle elezioni. Discorso differente per il candidato sindaco, che, invece, dovrebbe essere ufficializzato a stretto giro di posta.

 

Lanaro e Inverso ai ferri corti.

Enrico Lanaro e Vincenzo Inverso

Enrico Lanaro e Vincenzo Inverso

 

Erano seduti l’uno accanto all’altro in occasione d’una recente conferenza stampa con la quale veniva ufficializzato l’ingresso del veterinario in seno al progetto #perunnuovoinizio. Poi, però, stando a quanto riferito da fonti accreditate, i rapporti tra Enrico Lanaro e Vincenzo Inverso si sono raffreddati. Entrambi continuano a lavorare alle amministrative: mentre il secondo s’è seduto al tavolo delle destre, il primo parrebbe intenzionato a migrare verso altri lidi.

 

Incognita Sagarese.

Antonio Sagarese

Antonio Sagarese

Tre liste civiche: una di sole donne. Anche Antonio Sagarese scenderà in campo in vista delle prossime amministrative, ma occorre capire se andrà fino in fondo. Lui, storico zariano, potrebbe far propria la scelta di tanti altri ex commilitoni, che hanno sposato la causa d’un altro medico: Cecilia Francese.




Battipaglia. Destra al voto…con la Francese? Fdi con Tozzi. Zara passa a Rivoluzione Cristiana.

di Carmine LANDI

BATTIPAGLIA. Moderatamente elezioni.

Seppure in sordina, il centrodestra sta lavorando per riconquistare una città che, al di là dell’era di Giovanni Santomauro, è moderata per tradizione.

Enzo Fasano

Enzo Fasano

Una via irta di ostacoli. Tuttavia, il coordinatore di Forza Italia Salerno, Enzo Fasano, è già al lavoro per garantire una credibile proposta politica moderata a Battipaglia: «sono molto legato – racconta il senatore ai nostri taccuini – a quello che fu il collegio che mi elesse deputato per la prima volta».

«Non abbiamo ancora un candidato – spiega il coordinatore – ma faremmo bingo se designassimo un aspirante sindaco in grado di federare il centrodestra: confido molto, nel merito, nel parere di Domenico Di Giorgio».

Capitolo “volti nuovi”: «Pur di giungere a un accordo – aggiunge l’onorevole – digerirei anche un nome del passato, ma i veleni sono tanti e preferirei che chi ha già amministrato facesse un passo indietro».

Fasano si dice pure «disposto a supportare qualche candidato civico che dia una sterzata al centrodestra».

Si tratta di illazioni, è ovvio, ma il profilo tratteggiato ricorda quello di Cecilia Francese, presidente di “Etica per il Buon Governo”, che piace molto a Mara Carfagna. E che è gradita pure a Giuseppe Provenza, l’ex consigliere comunale che, secondo voci insistenti, dovrebbe essere il prossimo coordinatore cittadino di FI dopo Raffaele Francese, cugino dell’endocrinologa.

Fernando Zara

Fernando Zara

Chi non vedrebbe di buon occhio un centrodestra “Francese” è Fernando Zara. L’ex sindaco, che ha aderito di recente a “Rivoluzione Cristiana” e che è nella direzione nazionale del nuovo partito di Gianfranco Rotondi, vuole ricandidarsi. Un mese fa, parlò della Francese a guida dei moderati come di «una iattura», poiché «significherebbe affidarsi a una rifondarola che alle scorse regionali ha fatto votare Gerardo Rosania». Zara lanciò pure un appello ai candidati del centrodestra, chiamati «a sedere intorno a un unico tavolo per ricostruire una coalizione unitaria», ma la pista pare difficilmente praticabile per via delle ruggini tra la Carfagna e Edmondo Cirielli (Fratelli d’Italia).

Probabile che FdI scelga di correre da sola, affidandosi a Ugo Tozzi, amico del consigliere regionale Alberico Gambino. Alla finestra resta Enrico Tucci, che spera in un’investitura da Forza Italia.

Fa riferimento al centrodestra pure il presidente provinciale dell’Udc, Vincenzo Inverso, che in occasione delle regionali ha rotto con il demitiano Luigi Cobellis per sposare la causa dei moderati e di Stefano Caldoro. Uno tra lui e Enrico Lanaro dovrebbe candidarsi in rappresentanza delle liste che verranno fuori dalla campagna d’ascolto “#perunnuovoinizio”.

Stando alle dichiarazioni di Mariano Falcone, dovrebbero correre da soli anche i battipagliesi di “Noi con Salvini”, forse con Michele Ventriglia. Alla guida di altre tre civiche, infine, c’è Antonio Sagarese.