Salerno città ludopatica, prima in Italia

Erika Noschese

Salerno la prima città ludopatica in Italia. A lanciare l’allarme l’associazione Udicon, Unione per la Difesa dei Consumatori, che si sta battendo contro la decisione della Banca Intesa San Paolo circa l’apertura Atm nelle tabaccherie che permette, di fatto, di prelevare denaro, favorendo così la ludopatia. Da qui la campagna nazionale Vinco Se Smetto, che prenderà il via proprio da Salerno per far tappa in tutte le principali spiagge italiane, partendo da Riccione, fino a Mondello, Cagliari e nelle principali città italiane per raccogliere circa 10mila firme da consegnare, entro fine settembre, al ministro Luigi Di Maio e all’amministratore delegato di Intesa San Paolo. Dati allarmanti, quelli resi noti da Udicon, secondo cui la provincia di Salerno non dà servizi, lascia giocare e lo fomenta ancora di più. «Per noi, questa scelta aziendale di Intesa San Paolo è una scelta aziendale che penalizza fortemente i malati di gioco e abbiamo chiesto, attraverso una comunicazione ufficiale fatta anche al presidente della Repubblica, di stoppare quest’iniziativa», ha dichiarato il presidente nazionale Udicon, Denis Nesci, secondo cui il dato in provincia di Salerno è allarmante come è allarmante in tutta Italia ma «per quello che riguarda Salerno abbiamo dati che fanno rabbrividire perchè se si paragona il dato di Salerno a quello di tutta Italia si capisce che è un fenomeno molto pericoloso, un fenomeno che questo governo fin da subito ha detto di voler contrastare anche attraverso iniziative – ha dichiarato ancora Nesci – Condividiamo la volontà del governo di non far fare più la pubblicità ai giochi e di contrastare la ludopatia. Noi staremo al fianco del governo e staremo al fianco dei consumatori». A lanciare l’allarme sulla ludopatia in provincia di Salerno è stato proprio il presidente provinciale dell’associazione, Romano Ciccone: «Noi siamo rimasti basiti quando abbiamo visto che Banca Intesa San Paolo metteva i soldi a disposizione dei ludopatici nei tabacchini. Questa è una vergogna per l’Italia perchè ormai le famiglie si stanno impoverendo, perchè non riescono a pagare nemmeno gli alimenti per i figli, pur di giocare». Da qui, una serie di iniziative per prevenire il dilagante fenomeno e tentare di arrestarlo in maniera decisa, come il congresso organizzato proprio a Salerno circa due anni fa. In tutta Italia, la provincia di Salerno stampa il 20% dei biglietti sulla lottomatica e l’1% di tutto il pianeta. «In Italia è un fenomeno allarmante e credo che con l’aiuto della stampa ma soprattutto della gente comune che non è ludopatica si possa aiutare i ludopatici, cercando di evitare soprattutto di farli giocare». Un fenomeno, quello della ludopatia, che «finanziare l’usura, la delinquenza e anche Banca Intesa che è in difficoltà e neanche a farlo apposta è la Banca di lottomatica. Tutto questo ci fa rabbrividire e per questo dobbiamo cercare di non far giocare», ha dichiarato infine l’avvocato Ciccone.




Scafati. Minorenni scommettitori: “task force dei vigili urbani”

Di Adriano Falanga

Minori al centro scommesse, dopo le denunce della Guardia di Finanza di Scafati, che ha scoperto diversi minorenni intenti a scommettere, tra cui un bambino di dieci anni in compagnia dello zio, arriva la proposta dell’ex consigliere comunale Angelo Matrone. <<Siamo sicuri che le sale da gioco presenti in città non vengano frequentate da minorenni? Dopo gli ultimi controlli della Finanza non credo. Per questo chiedo ai Commissari ministeriali di creare un ‘mini nucleo’ della polizia municipale in borghese da destinare alla verifica capillare ed al controllo di queste attività>>. Una task force composta da vigili urbani, con il compito di monitorare costantemente l’accesso alle sale gioco scafatesi. Dobbiamo pensare alle strutture presenti nei cosiddetti luoghi sensibili, come le scuole – continua l’esponente di Fdi – Non possiamo rimanere indietro come amministrazione comunale, anche se attualmente siamo commissariati. Servono maggiori controlli perché, a fronte di tante persone che gestiscono le sale nel pieno rispetto delle leggi e dei regolamenti, purtroppo sono molti anche i comportamenti illegali di gestori senza scrupoli. C’è da approvare ancora un regolamento per frenare la ludopatia e spero che l’operazione della Finanza possa essere da sprono per tutti>>. Un’apposita mozione per frenare il triste fenomeno del gioco compulsivo fu approvata in consiglio comunale su proposta del Pd, ma tutto è rimasto nel cassetto delle buone intenzioni. Da qui l’idea di Matrone di invitare la triade ministeriale ad avviare una sorta di percorso informativo nei confronti della città. <<La polizia municipale ha il dovere di individuare chi lavora senza rispettare le leggi. Qui si parla del futuro dei nostri figli. Serve potenziare l’azione già importante della Guardia di Finanza>>. Negli ultimi anni Scafati assiste ad una escalation delle sale slot e tra ludopatia e usura il collegamento è diretto e buona parte dei casi patologici ha come origine il gioco d’azzardo. La mozione voluta dai democratici chiedeva la redistribuzione sul territorio delle sale da gioco, prevedendo distanze minime dai luoghi “sensibili”, quali scuole, oratori, strutture sportive e strutture sanitarie; la limitazione degli orari di apertura; limiti alla pubblicità, prevedendo il divieto di “esposizione esterne al locale di cartelli, manoscritti e/o proiezioni che pubblicizzano vincite temporali appena accadute o storiche” e la divulgazione del marchio “slot free”; campagne di sensibilizzazione, in particolare nelle scuole di ogni ordine e grado e nei “centri anziani”, contro il gioco d’azzardo; e misure volte a favorire la disinstallazione (o la non installazione) di slot machine all’interno degli esercizi pubblici., come la decisione di destinare agli esercizi commerciali e ad altri che scelgono di non installare nel proprio esercizio apparecchiature per il gioco d’azzardo, una riduzione della TARI pari al 10%.

LUDOPATIA PIAGA SOCIALE

1-slot-machineIl fenomeno della ludopatia è una delle maggiori piaghe che colpiscono tanti cittadini e tante famiglie della città. Si sono moltiplicate le Sale da Gioco, i Centri per le Scommesse e i Bingo, ed è sempre più frequente imbattersi in locali aperti al pubblico (bar, tabaccherie, circoli privati) che, tra i vari servizi riservati alla propria clientela, offrono la possibilità di giocare alle “slot machine” (o meglio: macchine mangia soldi) e ad altre forme di gioco d’azzardo. Secondo i dati forniti dal Codacons, almeno il 50% dei disoccupati presenterebbe forme più o meno gravi di ludopatia, e ad esserne affetto ci sarebbe un minorenne su cinque: ben l’85% dei puntatori subirebbe una perdita media di 40 euro giornalieri. Dalle storie raccolte attraverso lo sportello Microcredito della Caritas Diocesana di Nola è emerso che il 48% delle persone bisognose di un prestito sono afflitte da debito di gioco e, come raccontato da padre Giorgio Pisano del Centro Antiusura di Portici, tra ludopatia e usura il collegamento è diretto. Un fenomeno devastante per molte famiglie in un momento storico in cui già la crisi economica contribuisce pesantemente sui già precari equilibri familiari. E’ proprio nei periodi di maggiore stress o depressione che la necessità di dedicarsi al gioco d’azzardo diventa incontrollabile. Coloro che ne sono vittime spesso trascurano il lavoro e gli altri impegni fino ad arrivare in taluni casi a commettere reati. Il dato più allarmante è la sempre maggiore diffusione del fenomeno tra gli adolescenti, e le indagini delle Fiamme gialle lo hanno verificato.




Scafati. “Così le slot machine hanno distrutto la mia famiglia”

Di Adriano Falanga

“Il gioco d’azzardo ci ha rovinati, portando una famiglia nella disperazione. Mio marito, da anni schiavo di questo vizio, oltre ai debiti ha venduto anche i regali della prima comunione di nostra figlia”. Si scrive gioco d’azzardo, si legge, spesso, ludopatia. Una vera e propria patologia che negli anni delle sale slot, degli internet point, dei casino on line, sta mettendo in ginocchio intere famiglie. E’ il caso di Marianna, 41 anni, tornata da pochi mesi a Scafati dopo essere letteralmente scappata via dieci anni fa, dopo che il marito, un operaio suo coetaneo, aveva dissipato il patrimonio familiare al gioco. “Non ci rimase più nulla, per giustificare la scomparsa di soldi e oro dall’abitazione inscenò addirittura un finto furto in casa. Solo dopo alcuni anni ho saputo la verità”. Sommersi dai debiti, la giovane Marianna prese sua figlia, all’epoca una bambina, e si trasferì presso alcuni parenti a Modena, lasciando a Scafati il marito. “Siamo stati sposati per quindici anni, cinque dei quali annientati da quella malattia terribile che si chiama dipendenza dal gioco d’azzardo – continua la donna – fino alla separazione. L’ho fatto per me, perché da tempo sentivo che a questa situazione non sarei riuscita a sopravvivere, e per la bambina, che lentamente stava vendendosi scippare anche il futuro. Ma l’ho fatto anche per lui, nella speranza che questa scelta lo rendesse più responsabile, consapevole di una situazione ormai impossibile per me da gestire”. Il marito ancora oggi segue un percorso di recupero. “Più volte in questi anni ci è ricaduto, adesso mi dicono essere sulla strada giusta”. La donna oggi ha un lavoro, commessa in un centro commerciale. La figlia è all’università e grazie anche al sostegno della famiglia risce a tirare avanti. Non nasconde di non aver rotto del tutto il legame con l’ex marito. “E’ un uomo buono, io non gli ho mai chiuso tutte le porte, ma è chiaro che deve ritornare completamente rinsavito”. Secondo Marianna l’uomo sarebbe caduto nel vizio del gioco dopo aver scoperto, a meno di trent’anni, di avere dei problemi congeniti che gli comportavano una cardiopatia. Seppur lieve, l’operaio non l’ha mai presa bene. “All’improvviso cominciò a raccontarmi delle bugìe, non era da lui. E sono iniziati i sospetti. Poi sono cominciati a sparire i soldi, a casa e sul conto corrente. E quando ho capito che era prigioniero delle slot-machine, per me è stata una sofferenza incredibile. Mi è crollato il mondo addosso. Ci eravamo sposati presto e avevamo condiviso tutto. La situazione economica non è mai stata delle migliori ma si andava avanti. Avevamo un bellissimo rapporto. E anche i momenti negativi erano stati superati insieme. Ho capito che se aveva iniziato a mentirmi il problema era grave”. Così la donna decide di lasciare Scafati, cambiando ambiente, per allentare la pressione dei debitori. “Oggi, dopo diedi anni, alcuni dei quali decisamente difficili, ho capito che andare via è stata la soluzione migliore. I debiti sono stati saldati grazie alla famiglia di mio marito, costretta a vendere alcune proprietà. Lentamente sta nascendo anche un nuovo rapporto padre-figlia”. Oggi Marianna vive ancora separata dall’ex coniuge, con il quale non ha mai divorziato. Non esclude un ritorno assieme. “Non è mai stato un cattivo compagno, sono sempre stata consapevole che la sua era una vera malattia, ed andava curato. Il difficile però era farglielo capire, perché chi cade nel vizio, come i tossicodipendenti, non sono mai realmente consapevoli della gravità della situaione. Dicono sempre di uscirne quando vogliono”. E così, ogni scommessa diventava “l’ultima” fino a che successe l’irreparabile. “Lo Stato purtroppo è primo complice, in quanto permette il gioco d’azzardo, oltre a non attuare politiche dissuasive. Ma il loro guadagno è un guadagno sporco, frutto della disperazione di centinaia e centinaia di famiglie”.

LUDOPATIA, FENOMENO DEVASTANTE, IN CRESCITA TRA GLI ADOLESCENTI

1-campitielloLa dottoressa Anna Maria Campitiello è mediatrice familiare presso lo sportello gratuito “Ascolto Famiglia”, attivo ogni martedì dalle 15:30 alle 18:30 nei locali della biblioteca comunale Morlicchio. Lo sportello è curato dall’associazione Futuro Famiglia, e conta anche del supporto di una psicologa e di un legale. Di casi simili a quello di Marianna la dottoressa Campitiello ne ha visti, purtroppo, diversi. “La ludopatia è ormai un fenomeno devastante per molte famiglie in un momento storico in cui già la crisi economica contribuisce pesantemente sui già precari equilibri familiari. E’ proprio nei periodi di maggiore stress o depressione che la necessità di dedicarsi al gioco d’azzardo diventa incontrollabile. Coloro che ne sono vittime spesso trascurano il lavoro e gli altri impegni fino ad arrivare in taluni casi a commettere reati – spiega la Campitiello, che lancia l’allarme – Il dato più allarmante è la sempre maggiore diffusione del fenomeno tra gli adolescenti”. La ludopatia è a tutti gli effetti una malattia psichiatrica che può e deve essere trattata. Intervenire fin dai primi segnali di problematicità connessa al gioco aumenta le possibilità di risolvere il problema in tempi brevi, evitando di complicare la situazione personale e familiare con contrasti relazionali scatenati dalla dipendenza e dalle perdite economiche conseguenti, peggioramento del benessere psicofisico globale, difficoltà lavorative e, talvolta, problemi con la giustizia. La disponibilità di un familiare o di un amico a supportare la persona che soffre di gioco patologico durante il percorso di cura, rafforzandone la motivazione all’astinenza e offrendo comprensione, affetto e occasioni di interazione e svago alternative può rivelarsi estremamente preziosa per facilitare il recupero. Non si tratta, evidentemente, di un compito facile, ma vale la pena fare almeno un tentativo.




Scafati. Mercoledi consiglio comunale. Tra liceo e regolamenti, spunta il consiglio del 27 novembre

Di Adriano Falanga

Arriva il tanto atteso consiglio comunale, a lungo invocato dalle forze di opposizione per avere chiarimenti dal primo cittadino riguardo la bufera che si è abbattuta sulla Casa Comunale, con le indagini della Dia e della commissione d’accesso, la strana “girandola” di incarichi dirigenziali, la rimodulazione della giunta e lo stato di fatto delle società partecipate, soprattutto dopo le dimissioni del presidente della Scafati Sviluppo Antonio Mariniello e la revoca dell’amministratore delegato Mario Amitrano, dichiarato inconferibile dall’Anac. Si parlerà anche di Acse e del suo credito di 5,5 milioni di euro verso il Comune. La seduta è stata fissata per mercoledi 13 alle ore 18. Tanti gli argomenti, molti di natura tecnica, come l’approvazione di una serie di regolamenti, e il rinnovo delle convenzioni con l’Acse. Si voterà anche il regolamento per le riprese televisive del consiglio comunale, un tema che costò le dimissioni di Stefano Cirillo da presidente della commissione Statuto, dopo la pesante bordata che Aliberti gli rivolse in aula, contestando aspramente il lavoro fatto in commissione. Si parlerà di vecchio Liceo scientifico e di un immobile abusivo da acquisire a patrimonio comunale. Al voto anche una serie di interrogazione presentate dal Pd, quale una mozione contro il dilagare della ludopatia e un’altra per l’istituzione del registro delle unioni civili. Fdi chiederà invece lumi sulla nomina della Di Saia a responsabile dei procedimenti disciplinari e spiegazioni su voci che vogliono l’uscita di un cannone del 1700 dal Polverificio Borbonico per la sua ristrutturazione, effettuata però senza i dovuti e necessari permessi. Ad accendere però la miccia l’approvazione del famoso e contestatissimo verbale della seduta consiliare del 27 novembre 2015. La tristemente nota seduta definita illegittima nella sua convocazione dalla Prefettura, e che ha comportato l’apertura di un fascicolo di inchiesta da parte della Procura di Nocera Inferiore, a seguito dell’esposto presentato da Pasquale Coppola, presidente del consiglio in carica e nel pieno delle sue funzioni, esautorato di fatto dal consigliere anziano Teresa Formisano, che convocò, presidiandola, la seduta della discordia. Si parlava di decadenza. Oggi si parla di rischio scioglimento consiglio comunale. Insomma, un bel da fare, per una seduta che si preannuncia incandescente.




Scafati. Baldini presenta il suo libro, per lui anche un rimborso di 400 euro

Di Adriano Falanga

Non solo libro, non solo pubblicità, ma anche testimonianza, quella che Marco Baldini ha portato a Scafati. Il noto conduttore radiofonico, già spalla di Fiorello, è conosciuto oltre che la simpatia e le sue gag, anche per il vizio del gioco. Indebitato per centinaia di migliaia di euro, dopo aver toccato il fondo Baldini decide di uscirne e di mettere nero su bianco la sua esperienza. Nasce così il libro autobiografico “Il Giocatore, ogni scommessa è debito”, e parte il tour in tutta Italia. Arrivato a Scafati, Marco Baldini resta folgorato dalla città e del suo primo cittadino, tanto da volergli dedicare un video di encomio per la sua attività amministrativa, che Aliberti, orgoglioso, non manca di condividere sulla sua pagina web. Baldini nella stessa giornata ha tenuto di mattina un interessante e partecipato convegno con gli alunni delle superiori presso la sala dell’Istituzione Scafati Solidale, a cui ha preso parte anche il vescovo della Diocesi di Nola monsignor Beniamino Depalma. Lo stesso giorno, di sera, ha promosso il suo lavoro editoriale presso la sala consiliare della biblioteca Morlicchio. Iniziative che si collocano, come raccontava il primo cittadino, all’interno delle attività di prevenzione contro la ludopatia messe in campo dal Piano di Zona e dai servizi sociali. Non basta però la sola promozione del libro, passata anche per manifesti istituzionali. Il testimonial è famoso, per lui è stato previsto un gettone di presenza di 400 euro, a cui vanno ad aggiungersi ulteriori 150 per il catering presso un noto ristorante scafatese. Importo liquidato con detemrina del settore Biblioteca a firma del dirigente Laura Aiello e del caposettore Servizi Sociali Vittorio Minneci.




Scafati. Lotta alla ludopatia. “Prevenzione migliore cura”, il convegno con il vescovo Depalma e Marco Baldini

Un tema caldo, caldissimo potremmo dire. Il gioco d’azzardo e la dipendenza dallo stesso è un problema cruciale attualmente, uno di quei tarli che si sottovaluta solo perché spesso non lo si vede. Si tratta di uno di quei “mali” che va debellato alla radice, che le istituzioni trattano con delicatezza cercando di mettere in campo quante più iniziative volte a combatterlo. Ieri mattina, venerdì 29 gennaio presso l’auditorium “Scafati solidale” si è svolto un incontro che ha coinvolto alcune classi del liceo scientifico “Renato Caccioppoli” e dell‘ITIS “Antonio Pacinotti”. Ospite d’onore dell’incontro Marco Baldini, conduttore radiofonico con una corposa carriera alle spalle iniziata nel corso degli anni’80 e culminata a Milano con Fiorello a “Radio dj”. Nel 1991, proprio all’apice della sua carriera di conduttore Baldini cade nella ludopatia, un vortice da cui solo ora sta uscendo. ”Era il 1991, ero a Radio Dj e avrei potuto spiccare il volo” dice Baldini“ collaboravo con Fiorello, Linus, Gerry Scotti, Jovanotti. Il gioco mi ha preso e mi ha trascinato fuori dal mondo. Ti senti distante da tutti, perdi gli amici e la fiducia della famiglia.” Baldini ha deciso di raccontare la sua esperienza, di diffonderla, di sensibilizzare i giovani che secondo i dati statistici sono i maggiormente colpiti dalla malattia del gioco d’azzardo. I maschi sono i soggetti più a rischio. “Le donne si avvicinano al gioco da adulte, quando vogliono sfuggire alla depressione, ai problemi della quotidianità, ai pesi familiari” riferisce la dottoressa Maddalena Di Somma, responsabile del piano di zona S1, attivato da poco per prevenire la ludopatia. “La ludopatia si accompagna sempre ad una serie di disturbi comportamentali come il deficit di attenzione, il bipolarismo e l’abuso di sostanze stupefacenti. Chi è ludopatico è ossessionato dal gioco, programma le future giocate, diventa irascibile se non gioca e trova soddisfacimento solamente nel gioco. Il Ministero della pubblica istruzione ha avviato delle campagne educative perché prevenire questa vera e propria malattia è molto meglio che curarla. Trattare i ludopatici non è facile.” Presenti all’incontro anche il sindaco di Scafati Pasquale Aliberti che ha aperto il convegno con i più sinceri ringraziamenti agli studenti presenti, il vescovo di Nola Monsignore Beniamino Depalma che proprio lo scorso anno ha inviato una lettera di sensibilizzazione verso la ludopatia a molto sindaci dei comuni della diocesi. Il vescovo interviene con parole forti, sicure che mirano al punto e si rivolge soprattutto agli studenti presenti “Non buttate la vostra vita alle ortiche. La ludopatia getta una cupola di piombo sulle famiglie, vi allontana dalla realtà. E’ necessario un cammino di prevenzione, non la cura. Guardatevi bene dal diventare schiavi del nulla.”

Ilaria Cotarella




Scafati. Ludopatia, Venerdi convegno con S.E. Monsignor Depalma e Marco Baldini

Di Adriano Falanga

Se lo sono chiesto in tanti: “che ci fa Marco Baldini in giro per Scafati in compagnia dei fratelli Aliberti? (Sindaco e fratello minore). La risposta arriva dopo qualche giorno, dopo che lo stesso show man aveva pure registrato un video “promozionale” della città di Scafati. L’ex spalla di Fiorello sarà testimonial di un convegno contro la ludopatia, oltre a presentare il suo libro “Il giocatore: ogni scommessa è un debito”. Venerdì 29 gennaio alle ore 10.30 presso l’Auditorium dell’Istituzione Scafati Solidale Marco Baldini, incontrerà gli studenti delle scuole superiori del territorio per raccontare la sua esperienza di giocatore d’azzardo. Sarà presente anche il vescovo di Nola Sua Eccellenza Monsignor Beniamino Depalma che proprio di recente, in una lettera inviata ai sindaci dei comuni del territorio diocesano, ha lanciato l’allarme sulla preoccupante diffusione del fenomeno della ludopatia, invitando i primi cittadini a mettere in campo azioni di prevenzione. Interverranno, tra gli altri, il sindaco di Scafati Pasquale Aliberti, i dirigenti scolastici dell’Itis Pacinotti (Adriana Maria Loredana Miro) e del liceo scientifico “Renato Caccioppoli” (Domenico D’Alessandro) e la coordinatrice del Piano di zona Ambito S1 Maddalena di Somma, che anticiperà l’avvio di un imminente progetto destinato alle scuole superiori del comune di Scafati, quale azione di supporto e prevenzione del gioco di azzardo patologico (denominato “Gap”).

Inoltre, sempre nell’ambito delle iniziative di contrasto alla ludopatia nella stessa giornata alle ore 18 presso la Biblioteca Comunale “Morlicchio”, Marco Baldini presenterà il suo libro “Il giocatore: ogni scommessa è un debito”. “Il convegno apre ad una serie di eventi per la lotta alla ludopatia – spiega Pasquale Aliberti – A dare valore alla giornata la presenza di SS.E. Mons. Depalma in prima linea sul tema e il testimonial d’eccezione Marco Baldini che a Scafati porterà la sua testimonianza sperando di lanciare un messaggio ai giovani affinché riconoscano i rischi che si celano nel circuito del gioco e delle scommesse. Un problema reale e preoccupante che ci ha spinto a proporre la realizzazione di punto di ascolto e riferimento per quanti saranno segnalati o vogliono provare ad uscire dalla ludodopatia”. Una curiosità sul noto conduttore radiofonico, nei suoi confronti penderebbe un decreto di ingiunzione alla restituzione di circa 280 mila euro che Baldini ha accumulato nei confronti di un suo amico. Il decreto non è però arrivato a destinazione perché, come racconta il quotidiano La Repubblica, Baldini non ha più un domicilio a Roma e dal 2014 è sparito dalle liste anagrafiche del Comune, insomma, sarebbe irreperibile e senza dimora.




Scafati. Una mozione contro la ludopatia da approvare in Consiglio

SCAFATI. Ludopatia, arriva la mozione di Michele Grimaldi sul delicato tema. La mozione dell’esponente democratico verrà discussa nel prossimo consiglio comunale. Articolato e mirato l’atto di indirizzo tocca un tema molto sentito e che riguarda una moltitudine di cittadini. Di seguito il testo della mozione che certamente avrà molti consensi ma la cui attuazione dovrà fare i conti con le normative nazionali ed eventualmente i molti ricorsi alla giustizia amministrativa ma che una volta approvata  darebbe un risultato socialmente ed economicamente rilevante in favore delle molte famiglie. Così Grimaldi :”Il fenomeno della ludopatia è una delle maggiori piaghe che colpiscono tanti cittadini e tante famiglie della nostra Città. Si sono moltiplicate le Sale da Gioco, i Centri per le Scommesse e i Bingo, ed è sempre più frequente imbattersi in locali aperti al pubblico (bar, tabaccherie, circoli privati) che, tra i vari servizi riservati alla propria clientela, offrono la possibilità di giocare alle “slot machine” (o meglio: macchine mangia soldi) e ad altre forme di gioco d’azzardo. Secondo i dati forniti dal Codacons, almeno il 50% dei disoccupati presenterebbe forme più o meno gravi di ludopatia, e ad esserne affetto ci sarebbe un minorenne su cinque: ben l’85% dei puntatori subirebbe una perdita media di 40 euro giornalieri…. dalle storie raccolte attraverso lo sportello Microcredito della Caritas Diocesana Nola è emerso che il 48% delle persone bisognose di un prestito sono afflitte da debito di gioco e, come raccontato da padre Giorgio Pisano del Centro Antiusura di Portici… tra ludopatia e usura il collegamento è diretto e buona parte dei casi trattati ha come origine il gioco d’azzardo… Chiedendo l’adesione della Città di Scafati al “Manifesto dei sindaci per la legalità contro il gioco d’azzardo”, documento che chiede una nuova legge nazionale che disciplini il gioco e metta in evidenza i rischi che corre chi viene afflitto da ludopatia. E chiedendo all’Amministrazione comunale di adottare provvedimenti per arginare la diffusione e l’uso dello “slot machine”. Tra le tante proposte fatte chiediamo la redistribuzione sul territorio delle sale da gioco, prevedendo distanze minime dai luoghi “sensibili”, quali scuole, oratori, strutture sportive e strutture sanitarie; la limitazione degli orari di apertura; limiti alla pubblicità, prevedendo il divieto di “esposizione esterne al locale di cartelli, manoscritti e/o proiezioni che pubblicizzano vincite temporali appena accadute o storiche” e la divulgazione del marchio “slot free”; campagne di sensibilizzazione, in particolare nelle scuole di ogni ordine e grado e nei “centri anziani”, contro il gioco d’azzardo; e misure volte a favorire la disinstallazione (o la non installazione) di slot machine all’interno degli esercizi pubblici., come la decisione di destinare agli esercizi commerciali e ad altri… che scelgono di non installare nel proprio esercizio apparecchiature per il gioco d’azzardo… una riduzione della TARI pari al 10%….” .