Luciano Brigante deve versare 35mila euro nelle casse del Ruggi

di Pina Ferro

Liste di attesa con il trucco al Ruggi, la Corte dei Conti proscioglie il dottor Renato Saponiere e la coordinatrice infermieristica Annarita Iannicelli (difesa in questo procedimento dall’avvocato Alfredo Messina), dichiara il difetto di giurisdizione nei confronti del neurochirurgo Gaetano Liberti e condanna il dottor Luciano Brigante , all’epoca primario facente funzioni della Neurochirurgia del Ruggi, al pagamento di 35mila euro in favore dell’Azienda ospedaliera “San Giovanni di Dio e Ruggi d’Aragona” di Salerno. A rivolgersi alla Corte dei Conti – sezione della Campania era stata la Procura generale che riteneva responsabili i dipendenti del Ruggi, ognuno per il proprio ruolo , di un pregiudizio erariale, ai danni dell’azienda ospedaliera quantificato in 566.600 euro nonchè di un ulteriore posta di danno pari a 36.727,40 e addebitata al solo dottore Brigante. I fatti risalgono al periodo compreso tra il 2013 ed il 2015. A conclusione di un’indagine venne evidenziato dalla pubblica accusa come presso l’azienda ospedaliera di via San Leonardo il dottore Brigante ed alcuni suoi collaboratori fossero soliti effettuare prestazioni mediche in sostanziale regime di intramenia, ricorrendo, in luogo della normale procedura di prenotazione e pianificazione dell’intervento chirurgico, al pagamento di un corrispettivo in nero che non versavano nelle casse del nosocomio lasciando che a coprire i costi fosse per intero il sistema sanitario nazionale. La vicenda ha anche già avuto un percorso penale. Ieri anche la Corte dei Conti di è espressa in merito alla questione condannando il solo neurochirurgo Luciano Brigante al pagamento della somma stabilita al Ruggi.




Mazzette in neurochirurgia, torna in libertà Luciano Brigante

Mazzette per scavalcare le liste di attesa: revocati gli arresti domiciliari al dottor Luciano Brigante assistito dagli avvocati Alberico Villani, del Foro di Avellino, e Paolo Carbone, del Foro di Salerno. A firmare il provvedimento di revoca della misura cautelare dei domiciliari è stato il Gip del Tribunale di Salerno Elisabetta Boccassini. La notifica del provvedimento al dottor Brigante è giunta nel primo pomeriggio di ieri, a notificargliela sono stati i carabinieri di Avellino dove il professionista risiede. La decisione del Gip di Salerno arriva all’indomani della decisione dei colleghi di Pisa, dove è stato incardinato uno stralcio del procedimento. I giudici del tribunale del Riesame di Pisa, il 10 giugno scorso avevano revocato le misure per Brigante e Gaetano Liberti asserendo che mancavano i gravi indizi per dire che i medici fossero colpevoli di concussione nei confronti dei pazienti dirottati dalla Toscana al Ruggi di Salerno. Libertì torno subito libero mentre Brigante restò ai domiciliari a causa del procedimento giudiziario in corso a Salerno. Ora anche i giudici di Salerno si sono espressi in merito. In particolare il Gip ha asserito che oltre ad essere cessate le esigenze cautelari che nel caso in cui il camice bianco riprenda l’attività lavorativa “è ragionavole pensare che si asterrà dal commettere reati e dal subire nuove spinte recidivanti”. Intanto la direzione del Ruggi aveva sostituito qualche tempo fa il professionista finito sotto inchiesta.