Tangenti nella sanità e università: 6 arresti e 4 obblighi di soggiorno, tra i quali anche Guglielmo Manna

Nuova inchiesta sulla sanità in Campania ed ancora arresti e perquisizioni nel capoluogo. Sono 10 complessivamente le misure cautelari eseguite, tra le quali l’arresto ai domicliari dell’avvocato Guglielmo Manna, il marito del giudice Anna Scognamiglio (che non figura in questa inchiesta), nome noto per essere stata coinvolta nelle indagini su presunte induzioni indebite alla vigilia della decisione sul l’applicazione della legge Severino al governatore Vincenzo De Luca.
Indagine di questa mattina con arresti e perquisizioni è diretta dai pm Henry John Woodcock, Celeste Carrano e Enrica Parascandolo riguardano presunte tangenti pagate per appalti dell’azienda ospedaliera Santobono-Pausillipon.

All’obbligo di soggiorno nel comune di residenza Danilo Bernardi, già direttore divisone pubblico e poi divisione mercati internazionali della Manutencoop, mentre altri dirigenti della società sono indagati.
In carcere è finito l’infermiere Giorgio Poziello
In cinque ai domiciliari: oltre a Manna anche il dirigente Sicurezza, prevenzione e protezione del “Santobono”, Pasquale Arace, l’impiegato Gaetano Russo e Umberto Accettulo, direttore amministrativo dell’Adisu Orientale, Parthenope e Federico II e il geometra Pasquale Greco, coinvolti in altro filone dell’indagine, che prende in esame appalti di pulizia e facchinaggio presso gli istituti universitari.

Quattro sono all’ obbligo di soggiorno, fra i quali l’imprenditore napoletano Pietro Coci. Quest’ultimo, presentatosi spontaneamente in Procura il 19 maggio scorso confessò agli inquirenti di aver ricevuto da Poziello la richiesta di una tangente pari al 4% per l’aggiudicazione di un appalto e di averne parlato con due dirigenti della Manutencoop (fra i quali non c’è Berardi). Questi dirigenti, secondo Coci, gli avrebbero dettoche  Manutencoop era solita pagare tangeti pari al 2-2,5% del prezzo di aggiudicazione e non il 4%.




Sarno/S.valentino/Scafati. Furti di medicinali e visite gratis all’ospedale: la ricostruzione dell’inchiesta

Gli 11  articoli sulla vicenda, pubblicati  il 13 gennaio 2017

La vendita dei farmaci nella scena del film cult “Febbre da Cavallo”

La vendita dei farmaci nella scena del film cult “Febbre da Cavallo”

Concetta Barba e Alfonso Ferrante

Concetta Barba e Alfonso Ferrante

Immacolata Caldarelli

Immacolata Caldarelli

—–Furti di farmaci e visite gratis. In 4 nei guai e altri 24 indagati

Ai domiciliari l’infermiere sanvalentinese Alfonso Ferranti, provvedimenti più lievi per la compagna Concetta Barba, la collega Immacolata Caldarelli di San Giuseppe Vesuviano e l’addetto alle pulizie Giovanni Strino di Angri

Le medicine sparivano dagli ospedali di Sarno, Scafati e Nocera Inferiore, dove lavoravano i principali protagonisti

 

SARNO/SCAFATI/SAN VALENTINO TORIO/NOCERA INFERIORE/ANGRI. Rubavano farmaci dall’ospedale e facevano eseguire analisi di laboratorio o visite mediche ospedaliere grazie a medici compiacenti attraverso il pronto soccorso dell’ospedale di Sarno, simulando l’urgenza per fare prima e non pagare i ticket. Quattro misure cautelare eseguite ieri mattina in base alle indagini del pm Roberto Lenza e dei carabinieri della stazione di San Valentino Torio, comandati dal maresciallo Corvino. Il Gip Paolo Valiante del tribunale di Nocera Inferiore ha valutato sei richieste di misure cautelare nell’inchiesta che conta complessivamente 28 indagati, tra personale infermieristico e medico e addetti delle pulizie. Il giudice delle indagini preliminari ha ordinato gli arresti domiciliari per il 51enne Alfonso Ferrante, infermiere di San Valentino Torio, padre dell’assessore comunale sanvalentinese con delega – tra l’altro – alle politiche sanitarie. Nei guai anche la convivente di Alfonso Ferrante, la 48enne Concetta Barba di Nocera Inferiore, dipendente di una cooperativa di pulizie operante al “Martiri di Villa Malta” destinataria di un provvedimento di dimora a Sarno. Barba  si sarebbe appropriata di materiale sanitario e farmaci ed inoltre in casa sua hanno anche trovato dei cardellini di specie protetta che non poteva detenere. Divieto di dimora anche per il 39enne Giovanni Strino di Angri, dipendente della cooperativa “Consorzio Nazionale servizi” in servizio all’Ospedale Civile “Mauro Scarlato” di Scafati, indagato per diversi furti nel suo nosocomio e per la ricettazione di altri provenienti dal “Martiri di Villa Malta” di Sarno e dall’Umberto I di Nocera Inferiore.  Interdizione dai pubblici uffici, invece, per la 46enne infermiera Immacolata Caldarelli di San Giuseppe Vesuviano  che per tre mesi non potrà svolgere il suo lavoro all’ospedale di Sarno, indagata per la sparizione di numerose confezioni di farmaci ad uso esclusivo ospedaliero ed anche per aver concesso delle prestazioni ambulatoriali alla figlia fingendo che avesse un malore.  Rigettare invece la richiesta di misura cautelare nei confronti di Barbara Krystyna Liwosz, di origine polacca, la 46 enne residente a Sarno, che nascondeva in casa questi farmaci per il suo uso privato ed ovviamente illegale. Misura cautelare negata anche per Oksana Shestopalova, 35 enne residente a Sarno, che aveva preso e nascosto i farmaci ospedalieri ricevuti da Giovanni Strino.

I PRECEDENTI
Alfonso Ferrante è di fatto residente al centro Nocera Inferiore. L’uomo già in passato era stato coinvolto in numerose inchieste, in particolar modo nel 2007 per droga, nel 2008 nell’inchiesta Taurania per il traffico di stupefacenti. Nel 2010 era stato condannato proprio per droga e quindi sul suo casellario giudiziario risultava una condanna ed aveva avuto – come pena accessoria – l’interdizione perpetua dai pubblici uffici ma nonostante questo, continua a lavorare presso l’ospedale Sarnese. Il suo nome era spuntato fuori anche nell’inchiesta Nocerina Beton del 2015. Lo stesso Ferrante era finito nei guai anche nell’ambito di un’inchiesta su un giro milionario di farmaci rubati nell’ ospedale di Sarno, Nocera Inferiore, Mercato San Severino e Scafati nel marzo 2016. In quell’inchiesta era coinvolto anche lo stesso Giovanni Strino

 

—– Coinvolti 9 sanitari, tra cui un sindacalista e 11 “pazienti”

Coinvoltediverse persone e anche per fatti non connessi all’inchiesta principale. E’ il caso di Armando Della Porta, amico di caccia del principale protagonista, l’infermiere Alfonso Ferrante. Per l’indagine principale sonocoinvolti anche i medici dell’ospedale “Villa Malta” di Sarno  Giuliana Vespere,  Teresa Carfora, Paolo Scarpato (che ha lavorato anche a Scafati), Rosalba Ferrante, Luciano Iovino,  Filippo Angora, così come Nancy Tortora (dipendente Asl). E poi l’infermiere di Sarno e sindacalista Domenico Tortora, e i suoi colleghi Patrizia Albano e Sergio Crescenzo,  sempre in servizio a Sarno.
Finiscono nei guai anche i beneficiari di prestazioni non dovute: Antonio Vergati,  Antonio Nappi, Mattia Baselice, Giuseppe Landucci,  Mario Crescenzo, G.M.K, Giuseppe Comunale, Domenico Marciano, Alfonso D’ambrosio,  Attilio Marrazzo e Marianna De Filippo.

 

—– Barba, la pasisone per Ferrante e i cardellini

Doveva dimostrare una gravidanza in tribunale per un caso di violenza sessuale che la riguardava. Una donna, lo scorso dicembre, contattatò Alfonso Ferrante per farsi fare una visita e ottenere il certificato.
Ferrante, grazie a Mimmo Tortora riuscì ad ottenere visita ed ecografia. Missione compiuta fingendo il suo caso come “urgente”, da quello che emerge dai dati ritrovati in ospedale.

 

—– Giovanni Strino e la caccia ai medicinali

ANGRI.  Divieto di dimora per l’angrese Giovanni Strino. Il dipendente della cooperativa “Consorzio Nazionale servizi” in servizio presso l’ospedale di Scafati si è appropriato di diversi farmaci ed inoltre li ha ceduti anche ad altre persone in più occasioni, anche su commissione. Addirittura nel febbraio del 2016 li aveva portati a casa di Oksana Shestopalova per evitare un sequestro da parte della polizia giudiziaria.

 

—– Farmaci da rubare, addirittura ordinati al telefono

Ferrante disponibile per gli amici e non solo

Alfonso Ferrante era stato condannato per droga nel 2010 e quindi, era stato interdetto in maniera perpetua dal lavoro negli uffici pubblici: ma, dal 2010 ad oggi, ha continuato, senza freni a lavorare all’ospedale di Sarno e, addirittura, aveva messo in piedi il suo business. Dalle indagini condotte dai carabinieri di San Valentino Torio e da quelli del reparto territoriale di Nocera Inferiore, coordinate dal pm Roberto Lenza, è stato scoperto che l’infermiere professionale, impiegato nel reparto di Pronto Soccorso dell’Ospedale Martiri del Villa Malta di Sarno aveva messo in piedi una rete in cui gestiva favori per amici e conoscenti garantendo gli esami e visite in ospedale senza fargli pagare il ticket e senza rispettare l’ordine di prenotazione. Tra le altre cose procurava anche medicinali gratis a suoi amici e conoscenti se pure si trattava comunque di farmaci destinati ad esclusivo uso ospedaliero.  Un giro di favori che molto probabilmente gli aveva fatto mettere in piedi un grande sistema di consenso della città di San Valentino Torio e non solo. In particolare dalle indagini sono emersi degli elementi in base ai quali gli inquirenti hanno ipotizzato l’appropriazione da parte di infermieri professionali in servizio di medicinali destinati all’uso ospedaliero ma anche l’effettuazione presso l’ospedale di Sarno in favore di amici e conoscenti.  Gli indagati hanno utilizzato gli strumenti dell’ospedale e hanno procurato a terzi ingiusto vantaggio di velocizzare i tempi degli esami delle visite, evitando la prenotazione, l’attesa e il pagamento del ticket. Si tratta di un grande danno alle casse dello Stato: infatti facevano passare in precedenza al pronto soccorso i propri “amici” per codici più gravi, ovvero verde, giallo oppure rosso, codici che in realtà erano bianchi e che quindi avrebbero dovuto pagare il ticket.  Dalle numerose intercettazioni è emerso che a Ferrante ordinavano i farmaci per telefono, lui dopo averli cercati glieli forniva. I militari poi, in alcune perquisizioni a casa di soggetti intercettati, avevano trovato effettivamente i farmaci ospedalieri provenienti dal nosocomio di Sarno. Ma questo giro di medicinali non riguardava solo gli amici più stretti ma anche conoscenti che chiamavano per conto di amici, titolari di famosi bar oppure personaggi in vista. Non è un caso che nella perquisizione a casa di Ferrante, lo scorso gennaio, i carabinieri hanno trovato 77 scatole di medicinali costosi e destinati solo agli ospedali.

 

—– L’inchiesta partì da una perquisizone per droga

L’inchiesta che ha scosso il settore sanitario di tre ospedali dell’Agro nocerino e  è partita nel 2015 sulla scia di una perquisizione domiciliare effettuata a casa di un uomo nel mirino dei carabinieri per la detenzione di sostanze stupefacenti.
Si trattava di Pietro Martorelli. Quest’ultimo  nascondeva in casa sua marijuana per oltre un chilo, ma anche una pistola della Beretta,  calibro otto a salve, ma modificata, oltre ad alcune munizioni da guerra.
Ben presto i militari, scoprirono dei rapporti tra Martorelli e Ferrante, grazie ad un’intercettazione telefonica e quindi iniziarono a seguire la pista delle loro attività riuscendo a scoprire che Ferrante rigava, tutt’altro che diritto e che era al centro di un tarffico illegale di medicinali.

 

—– L’infermiere sanvalentinese con la passione per la caccia

Il padre dell’assessore, supervotato di San Valentino Torio, aveva avuto altri guai e diversi

Alfonso Ferrante, padre di Enzo, assessore alle politiche sanitarie del comune di San Valentino Torio (reduce di un grande consenso alle ultime elezioni), aveva le mani in pasta in più cose.
I militari dell’Arma dei carabinieri scoprirono che Ferrante nel 1995, aveva avuto il divieto di detenzione di armi, emesso dalla Prefettura di Salerno, dopo una condanna di 6 anni e 3 mesi in quanto praticava abusivamente l’attività venatoria, usando armi da fuoco in maniera illecita, insieme ai suoi compagni della  caccia.
L’infermiere continuava a svolgere la sua attività di cacciatore fuorilegge infatti non aveva il permesso di detenzione nel porto d’armi e pure col fucile di Armando Della Porta, metteva a segno numerose battute di caccia .di solito nella zona montana di Missanello, in provincia di Potenza.
I militari in collaborazione con i carabinieri della stazione di Contursi Terme avevano anche effettuato una perquisizione ad Armando della porta ed avevano scoperto che l’uomo aveva inviato all’assessore Enzo Ferrante alcune fotografie raffiguranti suo padre Alfonso, ora arrestato, vestito in abiti da caccia con un fucile in spalla e una beccaccia in mano. Peccato però che non aveva l’autorizzazione a detenere un fucile né tantomeno ad usarlo.

 

—– Barba, la pasisone per Ferrante e i cardellini

nocera inferiore Coinvolta insieme ad Alfonso Ferrante, c’è anche la sua convivente Concetta Barba. La donna era stata assunta come dipendente in una cooperativa che effettuava pulizie presso l’ospedale di Sarno ed insieme a lui, in diverse occasioni nel 2016 è stata scoperta mentre si appropriava di confezioni di farmaci ad uso esclusivo ospedaliero e di vario materiale sanitario trovato all’interno degli uffici dell’Asl. I carabinieri a casa loro a Nocera hanno trovato di tutto: da guanti, aghi a farfalla, flebo e anche medicinali di ogni genere e tipo. Addirittura i carabinieri hanno segnalato la donna anche perché e accusata insieme al compagno di detenere in maniera illecita 13 gabbiette di legno e ferro in cui erano detenuti 13 esemplari di cardellino, una specie protetta di cui è vietata la caccia e la detenzione.

 

—– La squadra di Ferrante negli ospedali di Sarno e di Scafati

Grazie alle intercettazioni, i carabinieri sono riusciti a ricostruire una rete di amicizie che l’infermiere utilizzava per fare favori anche a conoscenti

Una parola del sanvalentinese per fare prima e gratis analisi e visite

SCAFATI/SARNO. Alfonso Ferrante insieme alla convivente Concetta Barba ed alla complicità di due medici ell’ospedale di Sarno, Teresa Carfora e Giuliana Vespere, avrebbero effettuato ad un uomo degli esami di laboratorio del valore di oltre 240 euro, simulando l’accesso in emergenz,a quando invece si trattava di un codice bianco.
Il beneficiario aveva così risparmiato sul ticket e tolto quindi soldi alle casse dello Stato.
Stesso discorso anche per un altro “paziente” che poi paziente tanto non sarebbe stato. Grazie all’intercessione dell’infermiere sanvalentinese  il paziente  avrebbe ricevuto, grazie anche all’aiuto del medico Paolo Scarpato, la possibilità di effettuare una visita specialistica gastroenterologica presso il reparto di Endoscopia Digestiva dell’ospedale di Scafati, senza aver pagato, come l’ipotesi d’indagine, il ticket.
Nel novembre 2015, un altro episodio sempre da parte di Alfonso Ferrante, con la complicità di un infermiere Domenico Tortora, sindacalista: i due avevano fatto effettuare degli esami del sangue in ospedale senza pagare la compartecipazione dell’utente, il famose ticket, mentre era stato simulato un accesso di emergenza al pronto soccorso per effettuare una serie di esami ad una donna grazie alla complicità di Alfonso Ferrante e della dottoressa Rosalba Ferrante.
Tortora insieme a Rosalba Ferrante, in più occasioni, sono stati coinvolti con l’infermiere Ferrante per svolgere prestazioni non dovute a pazienti che si fingevano in emergenza per il pronto soccorso, ma di fatto volevano semplicemente effettuare delle visite o esami gratis.
Coinvolto in questo sistema anche il medico Luciano Iovino: in un’occasione l’uomo aveva prescritto in maniera illecita un farmaco ad un amico di Ferrante che ne aveva fatto richiesta. Ferrante poi gliel’aveva dato. Stesso discorso per Filippo Angora e Sergio Crescenzo che avevano fatto entrare al pronto soccorso come emergenza un uomo e gli avevano fatto effettuare una serie di prestazioni senza pagare il ticket.

 

—– Il caso di Imma Caldarelli e la visita di emergenza a sé stessa e a sua figlia

Immacolata Caldarelli, infermiera presso l’ospedale di Sarno è finita nei guai ed ha ottenuto dal giudice la sospensione dall’esercizio della pubblica attività per tre mesi, per diversi episodi.
In particolare, anche lei aveva portato via dei farmaci ad uso esclusivo del nosocomio che poi erano stati trovati anche a casa sua ma, soprattutto, è indagata anche per aver approfittato della sua posizione di infermiera presso il pronto soccorso della struttura ospedaliera di Sarno, per accompagnare la figlia minore presso il reparto, simulando un malore e le aveva fatto sottoporre un esame del sangue, un tampone faringeo ed aveva evitato di pagare ticket sanitari previsti per questo genere di prestazioni.
Si era fatta fare anche un esame specialistico su se stessa, per evitare di pagare il ticket, con la complicità del medico Giuliana Vespere.
L’infermiera aveva anche dato dei farmaci a Barbara Krystyna Liwosz che li deteneva presso la sua abitazione per scopi privati.

 

—– Il medico candidato Teresa Canfora avrebbe favorito Ferrante in due occasioni

SARNO. Episodi simili hanno coinvolto in diversi casi anche l’infermiera Nancy Tortora e due volte il medico Teresa Carfora. In particolare quest’ultima di Sarno molto famosa perché impegnata in politica tanto che nelle ultime elezioni amministrative a Sarno, nel 2014, era stata candidata nella lista a sostegno del candidato sindaco Antonio Crescenzo.
L’ipotesi investigativo a carico degli indagati la tira in ballo, al pronto soccorso di Sarno, per una visita ortopedica transitata la strada dell’ermergenza per evitare tempi lunghi e il pagamento del ticket per 102,98 euro oppure ad un altro con esami di laboratorio oer 243,65 euro .




Scafati. E’ possibile presentare la domanda per l’assistenza domiciliare per anziani e disabili

SCAFATI. Dalla giornata di ieri é possibile presentare la domanda per l’assistenza domiciliare per anziani e disabili che vivono in difficoltà. La scadenza del bando é prevista per il prossimo 14 giugno, le domande devono essere presentate all’ufficio protocollo del Comune di Scafati.  In riferimento al nuovo bando per l’assistenza domiciliare agli anziani e ai disabili , pubblicato dal l’istituzione Scafati Solidale, é intervenuto l’ex consigliere comunale e membro del cda dell’Istituzione Scafati Solidale. Queste le parole di Luca Celiberti sul bando :”devo prendere atto con piacere di alcune prerogative positive riscontrate , ma anche e soprattutto di altre negative o quantomeno opinabili e sulle quali mi preme esprimere varie considerazioni. Devo , in primis, dare atto al nuovo giovane e volenteroso direttore(Gaetano De Lorenzi ndr) della celerità e della determinazione con la quale ha partorito il nuovo bando , partendo dalla data del suo insediamento. Altresì-continua Celiberti-  va dato merito al responsabile De Lorenzi delle modifiche effettuate ai requisiti e finalizzate alla correzione di quelle discrasie paradossali che prima si venivano a creare. In pratica sono stati aumentati giustamente i punteggi ad anziani soli e disabili con handicap gravi , i quali anacronisticamente si trovavano esclusi nei bandi precedenti. Qui si conclude l’analisi positiva di Celiberti sul bando, l’ex membro di Scafati Solidale  prosegue sottolineando alcune criticità tecniche del bando:” Per quanto attiene invece alla parte politica e burocratica sono più di una le noti dolenti e le perplessità da elevare , nel merito, della istruttoria del succitato. Si nota un evidente denominazione di Settore Scafati Solidale, creato da quando? E soprattutto sarei curioso di sapere il perché? Ancora oggi mi risulta che il regolamento che dovrebbe portare la trasformazione di Scafati Solidale da Istituzione a Settore, non mi risulta ancora approvato in alcun consiglio comunale.” Da qui le osservazioni nel merito del bando:” Si evince un mancato riferimento a quale sia il Piano di Zona , non essendo specificato ed in particolare ricordandoci che l’ambito S1 precedente, risulta essere stato riformato  in tre differenti ambiti. Ergo che se fosse il nuovo , quello in oggetto, mi risulta che alcuni comuni partecipanti , oggi sono sospensivamente al voto amministrativo e non è stato ancora costituito ufficialmente.”  Celiberti continua le sue osservazioni sull’albo delle cooperative che dovrebbero occuparsi dell’assistenza domiciliare :” Avendo  riformato il settore ed  il Piano , può essere lo stesso elenco , contenenti le stesse cooperative iscritte alla compartecipazione o si dovrebbe dare il là ad una nuova formulazione di soggetti partecipanti? La scheda di valutazione che assegna i punteggi segue le linee guida regionali dettate dal DRGC del 3/7/2012 ?  Infine a margine noto una leggera assenza della firma in calce del delegato ai servizi sociali , comunque degnamente sostituita da quella del nostro amato Sindaco.” Chiude ironico Celiberti.

Gennaro Avagnano




Giffoni Valle Piana. Piero De Luca, Franco Picarone e i sindaci dei Picentini incoronano Antonio Giuliano

GIFFONI VALLE PIANA. La Regione Campania e il PD sostengono Antonio Giuliano come sindaco di Giffoni Valle Piana. Lo ha palesato domen icio  sera, in un Giardino degli Aranci gremito per la presentazione del programma di governo della lista civica “Giffoni Bene Comune”, la presenza di Piero De Luca, membro dell’Assemblea Nazionale del Pd e di Franco Picarone, consigliere regionale e presidente della Commissione Bilancio del Consiglio Regionale.
«La mia presenza qui testimonia una stima nei confronti della persona Antonio Giuliano e dell’amministratore» ha detto Piero De Luca. «Un amministratore capace che credo sia la persona adatta a guidare il rilancio di Giffoni nei prossimi anni. Giffoni ha bisogno di recuperare da un punto di vista di immagine e di investimenti.  Il lavoro, start up, tutela ambientale, il programma della lista civica “Giffoni Bene Comune” è una “bibbia”. Dimostra la necessità di un impegno enorme da mettere in campo nei prossimi anni. Antonio Giuliano può farcela, basti vedere le centinaia di persone presenti all’evento di questa sera e l’affetto che Giffoni nutre nei suoi confronti. Sono sicuro ce la possa fare, per il bene suo ma soprattutto per il bene di Giffoni. C’è bisogno di un amministratore capace che pensi alle esigenze della propria comunità, prima ancora che alla propria carriera e al proprio tornaconto personale. Antonio è così ed è amato da tutti. Ci tenevo ad essere qui, a testimoniare il mio appoggio ed il mio affetto ad una persona che sta mettendo in campo un impegno straordinario».  Sostegno ribadito anche dal consigliere regionale Franco Picarone che ha confermato l’impegno dell’ente campano nel voler favorire le iniziative di governo di Antonio Giuliano.
Vicinanza e collaborazione anche dalle più alte cariche istituzionali dei Picentini. Presenti all’incontro di ieri sera anche il sindaco di Giffoni Sei Casali Gerardo Marotta, di Montercorvino Rovella Egidio Rossomando e di Castiglione dei Genovesi Generoso Matteo Bottigliero.
«Ho messo in campo un progetto con tutti i sindaci dei Picentini – ha dichiarato Antonio Giuliano – non mi fermerò un secondo perché a me non interessano i percorsi politici ma le nostre comunità: Giffoni ed i Picentini. Nella politica l’affetto si conquista quando non ci sono speculazioni personali. Io ho stretto rapporti con i Giffoniesi e con chi ci rappresenta in Regione nati dalla passione che ci accomuna. Di questo ha bisogno Giffoni, non più di chiacchere. Tutto quello che è nel programma sarà portato avanti.  Farò partecipare la comunità alla mia attività di governo. Partirò dalla salute, uno studio di acqua, aria, suolo. Poi alleggerirò la pressione fiscale sulle famiglie. Bonificherò la casa comunale, ad entrarci devono essere i cittadini e saranno messe in campo tante azioni per favorire l’occupazione dei nostri giovani».
Maria Rosaria La Marca  Piero De Luca- Franco Picarone




Pagani. La visita al “Tortora”, Gambino: «Governatore, porta il Dual Energy»

PAGANI. Visita di De Luca all’ospedale  “Andrea Tortora”, la nota di Gambino (Fdi-An). «Si è finalmente reso conto che il Polo Oncologico, in esso voluto e realizzato – anche contro i desiderata del Pd – dal Presidente Caldoro e dal centrodestra, “è un’eccellenza che può essere additata all’attenzione nazionale”… Se il governatore vuole veramente tradurre in fatti concreti, almeno questa volta, i consueti impegni solo mediatici… può, e deve, semplicemente dare attuazione agli obiettivi indicati e codificati nel Decreto dell’allora Commissario ad Acta Caldoro n. 50/2015 e, conseguentemente, trasferire “l’acceleratore lineare Dual Energy, acquisito in data 03 Agosto 2015 (era De Luca) a seguito di gara espletata da So.Re.Sa” dall’Azienda Ospedaliera Ruggi D’Aragona (che ne ha già due e che realizza non più di 600 cicli di cure in un anno) al P.O. Andrea Tortora di Pagani”… Contestualmente poi… in solo tre ore potrà effettuare le verifiche del caso e quindi autorizzare, attraverso il nominato Commissario straordinario dell’Asl Salerno, l’effettuazione delle cure radioterapiche presso il Centro Polidiagnostico D’Am di Nocera Inferiore, regolarmente convenzionato e che, con Delibera Asl Salerno n. 344/2015, è stato ritenuto “accreditabile per l’attività di Radioterapia in regime ambulatoriale per n. 1 acceleratore lineare e con struttura in possesso di tutti i requisiti e di tutte le condizioni previste dalle norme vigenti per il rilascio dell’accreditamento definitivo».




Cava. Ospedale, Cirielli stronca De Luca

CAVA DE’ TIRRENI.  «Dov’è finito De Luca? Cosa sta facendo per dare dignità all’ospedale di Cava de’ Tirreni? Ginecologia è chiusa. È questo il lavoro serio che ha promesso ai cavesi? Smetta di fare lo struzzo e dia le risposte di cui il nostro territorio ha bisogno. La campagna elettorale è finita ormai da un pezzo. Qualcuno glielo dica. È l’ora dei fatti». È quanto dichiara Edmondo Cirielli, deputato di Fratelli d’Italia-Alleanza Nazionale.
«I ridimensionamenti degli ospedali di Cava de’Tirreni e di Mercato San Severino – spiega – hanno determinato una situazione gravissima. Il Ruggi, designato da Caldoro quale grande polo ospedaliero universitario, riferimento non solo per Salerno e provincia ma per tutto il Sud, è praticamente al collasso».
«Per le donne cavesi – continua Cirielli – oltre al danno, c’è la beffa. Non solo non potranno partorire al Santa Maria dell’Olmo, ma dovranno farlo tra gravi disagi, in una struttura, purtroppo ridimensionata e ingolfata, quale è oggi il Ruggi».
«De Luca non offenda e non mortifichi la nostra comunità – conclude-. Dimostri di non essere venuto a Cava de’ Tirreni a prendere i voti, ingannando con falsi proclami i cittadini». D’altro canto la questione del ridimensionamento e della chiusura di molti dei più noti presidi ospedalieri della provincia di Salerno, è una questione che sta andando avanti ormai da anni, a tutto discapito della funzionalità del servizio sanitario ospedaliero nel suo complesso. Gli utenti, siano essi pazienti o parenti, si ritrovano dunque da anni, immersi in una situazione che li vede sballottati a destra e a manca, alla ricerca spesso vana e beffarda di un posto letto o anche solo di una semplice visita ambulatoriale. Anche la questione dei Pronto soccorso è di quelle che fanno discutere e anche su di essa si assiste ad uno scontro politico che coinvolge tutti i maggiori esponenti delle varie coalizioni in gioco, dal centrodestra al centrosinistra. Questa volta è il deputato di Fratelli d’Italia-Alleanza nazionale, a scendere in campo, rivolgendo un duro attacco contro i vertici dell’Amministrazione regionale della Campania, e al governatore Vincenzo De Luca in particolare, additandolo come autore di una delle tante sortite a soli effetti di propaganda elettorale che in cui i politici di ogni schieramento sono soliti cimentarsi nelle varie campagne elettorali. D’altronde, ci sarà probabilmente da attendersi per i prossimi giorni, una replica da parte del diretto interessato.  Frattanto però le problematiche riguardanti la sanità e il funzionamento del servizio ospedaliero, risultano notevolmente aggravate nel corso di questi ultimi mesi. Numerosi presidi del territorio provinciale, dall’Agro nocerino sarnese alla Valle dell’Irno, al Cilento e via dicendo, ne risultano notevolmente e gravemente sottopotenziati, con gravi ripercussioni e conseguenze per larghe fasce di popolazione da una parte come dall’altra. A subirne dei forti contraccolpi è tra l’altro anche la stessa percezione di funzionalità complessiva del servizio da parte degli utenti, molti tra di loro appaiono semplicemente scorati e scoraggiati.




Speciale sanità 2a parte. A Cava le nascite sono part-time. L’attacco di Cirlielli, l’iniziativa di Paolino per Scafati, Sica per il Fucito, e su Ravello

 

  1. A Cava le nascite sono part-time Servalli sorride, la gente protesta
    Salta il consiglio comunale dedicato all’ospedale ma arriva la notizia che ostetricia sarà attivo per 12 ore al giorno e scatta la protesta. Ieri sera alle 17 al Palazzo di città ci sarebbero dovute essere le assise cittadine per evitare il ridimensionamento del Santa Maria Incoronata dell’Olmo, ma d’ultimo fiato sono state annullate a favore di una piccola conferenza con i cittadini che si è trasformata in una sorta di mercato rionale. Il sindaco Vincenzo Servalli insieme al direttore sanitario dell’ospedale di Cava, Vincenzo De Paola, hanno presentato la “conquista” della riapertura dei reparti di ortopedia ed altri però, garantendo solo 12 ore per Ostetricia che ha fatto sobbalzare tutti i manifestanti presenti che erano attenti ad ascoltare. Nonostante l’ospedale sia “salvo” , nonostante tutti i nonostante presentati in questi ultimi giorni che vedevano spacciata la struttura a causa di una direttiva europea, i manifestanti, poco più di 60, hanno inveito contro tutti pretendendo che l’ospedale avesse anche un ostetricia aperta 24 ore al giorno.  Ad alimentare le proteste c’erano anziane con la voce rauca e donne incinte che, nonostante la durata di una gravidanza normale sia sempre intorno ai 9 mesi, si lamentava di non sapere dove andare a partorire il proprio bambino, forse dimenticato la vicinanza degli ospedali di Nocera e Salerno. A buttare benzina sul fuoco non potevano mancare i sindacalisti, il quale, senza dati alla mano infervoravano la folla portandola poi a manifestare a piazza Duomo per pochi minuti. (Carmine Benincasa)

    ospedale consiglio comunale4 ospedale consiglio comunale3 ospedale consiglio comunale2 ospedale consiglio comunale1

    Sica in campo con l’associazione “Per il diritto alla salute” per Curteri

  2. Vincenzo Sica

    Vincenzo Sica

    Un manifesto ed un’associazione per salvare l’ospedale di Curteri e tutelare la salute dei cittadini. L’iniziativa è del dinamico ex consigliere comunale di Fisciano, dottor Vincenzo Sica. Quest’ultimo ritiene “che tutti debbano dare il proprio contributo in quanto la tutela della salute dei cittadini non ha colore politico”.   In queste feste natalizie, Sica (foto)è stato tra i pochi politici a scendere in campo sulla chiusura dei reparti di pediatria, ginecologia, Oncologia, emodialasi e nefrologia che saranno trasferiti al “Ruggi” di Salerno. Nel murale il medico denuncia anche “la carenza del personale medico e paramedico, i turni di lavori massacranti, le lunghe liste di attesa, le strutture sanitarie carenti” al nosocomio di Curteri di Mercato San Severino. “Come ho sempre fatto – si legge sempre nel manifesto di Sica – per i miei concittadini e per l’intera Valle dell’Irno, mi batterò anche con il vostro aiuto affinche l’ospedale di Curteri non venga smantellato. Facciamo appello al consigliere regionale Tommaso Amabile, e all’onorevole Tino Iannuzzi affinchè intervengano per rfisolvere questa grave situazione”. Anche per questo scopo il medico ha costituito l’associazione “Per il diritto alla salute” che già annovera centinaia di iscritti. “Scopo di questa associazione – dichiara il presidente Vincenzo Sica – che non ha motivo di lucro, è assistere il paziente indifeso dal momento che si presenta al pronto soccorso e seguirlo in tutta la degenza fino alle dimissioni. E’ il presidente in prima persona con i membri del comitato ad intervenire se si commette un atto di mala sanità che può compromettere la dignità del paziente. Una patologia- prosegue Sica –  grave va presa subito in considerazione è inutile dire che non ci posti dal momento in cui ho constato che vi sono stanze libere e vanno subito utilizzate in caso di emergenze”. Questa affermazione conferma l’esperienza nel settore di un politico e di un medico che ha fatto dell’impegno verso gli altri un suo stile di vita. “L’uomo- prosegue Sica – non è solo di materia ma anche di un’anima che pal,pita, e la sua dignità da parte dei sanitari e parasanitari da rispettare. Le inadempienze saranno sempre vagliate e in caso di malasanità verranno inviate alla Procura della Repubblica. Noi crediamo nella giustizia e ne risponderemo in prima persona”. Per chiarimenti in merito all’associazione è possibile telefonare ai seguenti numeri telefonici: 3312447247 oppure 3459472057.

  3. Il consigliere regionale Monica Paolino (Forza Italia) interviene sugli ospedali di Scafati e Agropoli, nell’ambito della V Commissione consiliare permanente e dell’audizione convocata martedì avente ad oggetto ‘Rete ospedaliera – atto aziendale e organizzazion

    monica-paolino

    Monica Paolino

    e attività 2016’. Al sub commissario Asl Salerno Giuseppe Longo, il consigliere di Forza Italia ha chiesto l’immediata apertura del Punto di Primo Intervento per il presidio ospedaliero di Scafati.  “La Provincia di Salerno – ha dichiarato il consigliere Paolino (foto) – è stata mortificata e penalizzata dal decreto 49, che non è stato attuativo per tutta la Provincia bensì solo per gli ospedali di Scafati e Agropoli. Tali presidi ospedalieri, infatti, sono stati chiusi prima ancora che venisse approvato un Piano per l’Emergenza, e con un pronto soccorso chiuso il territorio non può considerarsi in sicurezza. Eppure esiste un deliberato comunale con il quale si chiede la correzione del decreto 49 disposto da Bortoletti, che certificava nel Piano Attuativo Aziendale – sulla base di un falso presupposto –  un tempo di percorrenza inferiore a cinque minuti tra Scafati e il pronto soccorso di Nocera inferiore a dieci minuti da Sarno. Esiste, inoltre, un atto ufficiale in Regione Campania, un Piano dell’Emergenza approvato nel 2012, che individua il presidio ospedaliero di Scafati come Punto di Primo Intervento, una struttura più organizzata capace di mettere in sicurezza il territorio. Tale PPI, nonostante le nostre sollecitazioni, non è stato mai attivato a Scafati. Al sub commissario dell’Asl Sa Giuseppe Longo, ho chiesto, vista la necessità nel nostro territorio di salvaguardare la salute dei cittadini, di aprire, nell’immediato, il Punto di Primo Intervento presso l’ospedale Mauro Scarlato e di dotarlodi personale e mezzi necessari al suo funzionamento”.

  4. “Pensavo che De Luca facesse la differenza Ruggi ridimensionato”
    “De Luca abband

    cirielli 1

    Edmondo Cirielli

    ona la sanità salernitana. Dal piglio decisionista e peronista del governatore della Campania ci saremmo aspettati onestamente la riapertura degli ospedali di Agropoli e Scafati, il potenziamento di quelli di Cava de’Tirreni, Pagani, Mercato San Severino e Polla, e il rilancio definitivo di Nocera Inferiore e Battipaglia-Eboli, senza dimenticare il consolidamento del lavoro già avviato per Sarno, Oliveto Citra, Vallo della Lucania, Roccadaspide e Sapri, grazie alla sperequazione della differenza dei posti letto tra Napoli e Salerno, oltre uno ogni mille abitanti”. È quanto dichiara Edmondo Cirielli, deputato di Fratelli d’Italia-Alleanza Nazionale.
    “Pensavamo, pur essendo di destra, che un presidente salernitano facesse la differenza e, invece, si arretra. Perfino il Ruggi – continua – viene ridimensionato. Il nosocomio che avevamo designato come grande polo ospedaliero per tutto il Sud con mille posti letto e a cui avevamo accorpato Cava, Amalfi e San Severino per salvarli. E noi li abbiamo salvati per cinque anni dalla volontà di chiuderli, espressa dal Pd di Bassolino con il piano Zuccatelli”.
    “Chiudono punti nascita – aggiunge Cirielli – e si spacciano per risultati positivi la non chiusura di reparti ad Amalfi piuttosto che a Cava de’Tirreni. Un vero disastro. I cittadini che, fiduciosi, avevano gioito per il fatto di avere finalmente un governatore salernitanoche mettesse la parola fine a decenni di napolicentrismo, sono stati ingannati”.
    “Bisogna dare atto aCaldoro – conclude – che, su spinta del piano sanitario alternativo a quello Zuccatelli, presentato dalla Provincia di Salerno, su mia richiesta, e grazie al lavoro della dottoressa Sara Caropreso, la sanità salernitana è stata garantita, rilanciata e difesa per cinque anni. Ora attendiamo i sindaci del Pd che sbraitavano annunciando i tagli del centrodestra che non ci sono stati e che adesso tacciono di fronte allo scempio operato da De Luca”.

  5. ospedale ravelloIl Comune di Ravello, tramite il consigliere delegato alla salute, Franco Lanzieri, unitamente alla Conferenza dei Sindaci della Costa d’Amalfi, ringraziano il presidente Vincenzo De Luca, il responsabile alla salute della Regione Campania, Enrico Coscioni ed vertici della sanità regionale, nonché il direttore Generale dell’A.O.U dell’azienda ospedaliera San Giovanni e Ruggi d’Aragona, Vincenzo Viggiani e il direttore sanitario Angelo Gerbasio, per avere tenuto ben presente le giuste esigenze della popolazione residente e dei numerosissimi turisti, scongiurando la chiusura della Cardiologia al Pronto Soccorso del locale presidio ospedaliero.
    “Il reparto del “Costa d’Amalfi” si è dimostrato in questi anni, ed in particolare in questi ultimi giorni, una insostituibile presenza, che ha permesso di salvare la vita a più persone, confermando la funzione salvavita dell’ospedale, collocato in una zona tanto bella e prestigiosa, quanto lontana da altri centri – spiega il sindaco di Ravello, Paolo Vuilleumier – Così come sostenuto dalla Conferenza dei Sindaci, la collaborazione tra le istituzioni continua a dare dei frutti positivi nell’interesse generale della collettività, per garantire la difesa del diritto alla salute”.

 

 




Servalli e De Luca, accordo e firma per il Piu Europa

CAVA DE’ TIRRENI. Più Europa: sottoscritto ieri mattina dal sindaco Vincenzo Servalli e dal governatore Vincenzo De Luca, l’accordo sulla riprogrammazione del Programma Integrato Urbano (PIU) Europa, che assegna a Cava de’ Tirreni circa 14 milioni di euro. Presenti anche l’assessore Adolfo Salsano con delega al Bilancio, Programmazione economica, Fondi Europei, il dirigente dei LL. PP. Luigi Collazzo, con il supporto dell’Ufficio Più Europa. L’accordo prevede tra l’altro, il finanziamento di due nuovi interventi: la riqualificazione dell’intera area antistante il complesso di San Giovanni con l’abbattimento della palestra Parisi di via Nigro e la riqualificazione dell’area esterna del Palaeventi “cosiddetto palazzetto dello sport”. «Ringrazio il governatore De Luca – afferma il sindaco Servalli – per questo ulteriore risultato e per la sensibilità dimostrata, a coronamento degli sforzi dell’amministrazione, dei dirigenti e dei tecnici che lo hanno consentito». La riprogrammazione presentata dal Comune di Cava de’ Tirreni e condivisa dalla “Cabina di Regia” della Regione Campania, consentirà di ultimare tutti i cantieri non completati alla data del 31 dicembre: ristrutturazione di Casa Apicella; 2° e 3° lotto di Villa Rende; recupero complesso monumentale di San Giovanni, recupero e rifunzionalizzazione di contenitori pubblici e parzialmente dismessi; parco urbano corso Principe Amedeo; recupero funzionale dell’ex mercato di viale Crispi; sistemazione e riqualificazione traverse e corso Umberto I; riqualificazione Piazza Bassi ai Pianesi; lavori di restauro e copertura Palazzo di Città e ex mattatoio; riqualificazione aree centro storico e limitrofe. «Questa mattina è stato l’epilogo di un lavoro importante (ieri per chi legge) – afferma l’assessore Adolfo Salsano – anche di riaccreditamento della nostra città nei confronti della Regione. Il cambio di marcia che abbiamo imposto ha consentito di recuperare il terreno perso e porre le basi per la rimodulazione del finanziamento. Grazie all’ottimo lavoro degli uffici siamo stati l’unica città del salernitano e tra le cinque campane ad aver avuto parere favorevole dalla “Cabina di Regia” regionale». E ora comincia una nuova storia cittadina.




Speciale sanità, ospedali di Scafati, Nocera, Cava, Mercato S.S, Battipaglia, Eboli, Agropoli, Vallo, Polla e Sapri

 

  1. CAVA DE’ TIRRENI. Uno spiraglio per salvare il Santa Maria dell’Olmo
    Anche il Governatore De Luca contrario al piano di riassetto deciso dal manger Viggiani dell’azienda universitaria del “Ruggi”
    Conferenza dei capigruppo permanente per seguire le sorti dell’ospedale cavese ed oggi consiglio comunale ad hoc. L’intervento della Cgil

    CAVA DE’ TIRRENI. «De Luca ha espresso un giudizio negativo sul piano di riassetto deciso dal manager Vincenzo Viggiani ed ha espresso la volontà di fare quanto possibile per la salvaguardia dei livelli di assistenza del Santa Maria Incoronata dell’Olmo». A rendere pubblico il pensiero del Governatore della Regione è stato il sindaco Vincenzo Servalli che con il presidente della Giunta regionale ha avuto un incontro per sottoscrivere il Piu Europa. Ai margini dell’incontro si è parlato anche delle sorti dell’ospedale di Cavai, che ha parte dell’azienda universitaria di Salerno e che proprio al Ruggi cederà i reparti di ginecologia e ortopedia. Uno svuotamento in terra metelliana che rientra in una riprogrammazione più ampia dell’azienda universitaria e che penalizzerà altri ospedali. Di mezzo c’è il non facile capitolo della riorganizzazione dei turni di lavoro con ll’entrata in vigoro della niova normativa sul lavoro. Contro la sostanziale chiusura dell’ospedale di Cava de’ Tirreni, lunedì scorso, c’era stata anche una manifestazione dei cittadini cavesi e il consiglio comunale di Vietri sul Mare aveva approvato un ordine del giorno per non far chiudere la strurra sanitaria metelliana.  Ieri pomeriggio, nel corso della Conferenza dei Capigruppo si è deciso all’unanimità l’insediamento in via permanente della conferenza per monitore l’evoluzione della situazionedel santa Maria incoronata dell’Olmo. Oggi, alle 16.30 si terrà un ulteriore riunione dei capigruppo ed a seguire alle 17.30 una seduta del Consiglio Comunale.
    Sul tema la Cgil  scrive:«Da quanto è dato apprendere da fonti ufficiose, sarebbero mantenute le attività di alcuni reparti, sospesi nella proposta di Viggiani. Alla Cgil  preme sottolineare che è necessario mantenere l’efficienza dei pronto soccorso, e la disponibilità dei radiologi h 24, quindi stabilmente anche in orario notturno. Questo è un aspetto nodale da risolvere, e non può passare per la reperibilità, ipotesi oggi manifestata. Occorre riflettere anche, in prospettiva, su una risposta alla possibilità di far nascere bambini nel territorio dell’Azienda Ospedaliera, e non solo al Ruggi, magari definendo con l’Asl l’apertura di Case del parto, come a Cava e a Mercato San Severino».

  2. «Si lavora per salavare gli ospedali  di Cava e Castiglione»
    Nessuna fuga in avanti, resta aperto il dialogo. Questo in sintesi la situazione sul riassetto della sanità campana dopo le recenti polemiche per la riorganizzazione (leggi chiusura e accorpamento di ospedali eo di reparti) in tutta la Campania. In particolare allo studio soluzioni per salvaguardare gli ospedali di Castiglione di ravello e di Cava de’ Tirreni.
    Dal consiglio regionale fanno sapere che «Continuano le audizioni dei dirigenti di Asl e Aziende ospedaliere presso la struttura dell’assessorato alla Sanità, per un monitoraggio delle aree di criticità a seguito dell’introduzione dell’orario unico di lavoro europeo. Questa mattina si è svolto nella sede del Centro Direzionale l’incontro con l’Asl Salerno e l’Azienda Ospedaliere Ruggi. La metodologia di lavoro prevede razionalizzazione dove è possibile, e implementazione del personale attraverso le forme previste dall’ultima legge di stabilità del governo Renzi. Nel mentre si stigmatizzano le deprecabili fughe in avanti e le iniziative estemporanee di alcune Aziende rispetto a decisioni che riguardano il territorio – e che per questo devono prevedere i necessari passaggi politico-istituzioni di condivisione – si è soddisfatti delle soluzioni trovate per la preservazione di attività come quella della struttura di Castiglione di Amalfi e dell’Ortopedia di Cava de’ Tirreni. Durante l’intero periodo delle festività continueranno gli incontri con tutte le Asl e le Aziende fiduciosi che ogni criticità verrà brillantemente superata».
  3. NOCERA INFERIORE. Chiudono gli altri e l’Umberto I collassa
    NOCERA INFERIORE. Chiusa Scafat, ridimensionato Cava, ospedalità insufficiente dell’area sud della provincia di napoli e il pronto soccorso dell’Umberto I a Nocera Inferiore collassa. In particolare in queste feste natalizie, il presidio di emergenza nocerino è stato preso d’assalto da un’utenza in cerca di prestazioni sanitarie alle quali ha dovuto far fronte nonostante la grave carenza di personale. In particolare mancavano medici e se fossero arrivate ulteriori emergenze la situazione sarebbe stata ancora peggio del previsto. Grazie all’aiuto dei colleghi dei reparti, si è evitata un’emergenza non controllabile, ma è anche vero che non si può andare avanti in questo modo. Medici e infermieri, quindi, hanno deciso di intraprendere la strada della denuncia sindacale per cercare di ottenere risposta dalla direzione ospedaliera di Nocera inferiore.  Gli utenti sono davevro provati da lunghe attese. per un codice verde, ad esempio, si può attendere anche più di un’ora per essere visitati.  Il pronto soccorso sembra una stazione ferroviaria nell’ora di punta, tanto che è affollato. In più, in un Dea di terzo livello non c’è sempre presente un neurologo, nonostante l’alto numero di ictus. Ormai le lamentele sono le solite ma le risposte non arrivano mai.
  4. MERCATO SAN SEVERINO. Allargare il protocollo  Asl-”Ruggi” anche all’emergenza e trasferire il 118 al “Fucito”
    MERCATO SAN SEVERINO. «L’applicazione della normativa europea avra dei riflessi negativi sui turni di guardia ai pronto soccorso che venivano completati con straordinario e con attivita libero professionale integrata. Invito i Sindaci della Valle Irno a chiedere al direttore dell’azienda ospedaliere Vincenzo Viggiani ed al commmissario dell’Asl Antonio Postiglione di allargare il protocollo di intesa Ruggi-Asl anche alla emergenza e promuovere il trasferimento del 118 presso l ospedale Fucito». Questa la proposta di Carmine Landi, consigliere comunalòe delegato alla sanità ed ai rapporti con l’università del Comune di Mercato San Severino.
    «In questo modo -afferma Landi- avremo un organico completo che fara anche formazione e quindi pronto per la rete dellinfarto e dell ictus cerebrale.I dati sul nostro territorio sono di circa 350 infarti nel 2015 e secondo gli indici di prevalenza nel 2016 saranno circa 400. Siccome gli acuti vengono dall intero territorio irnese e dai territori vicini se vogliamo tutelare queste persone dal rischio di morte abbandoniamo i campanilismi e chiediamo il trasferimento del 118 presso l ospedale .Tal cosa va fatta pure perche per la rete dell’infarto si dovraà ancora aspettare in quanto e’bene chiarire che essa diventa tale solo se le ambulanze possono trasmettere l’elettrcardiogramma alle unita coronariche per via telematica. Ebbene questo richiede il bandire una gara di appalto e di una societa vincitrice cose che i tecnici regionali vicini al governatore  devono avere ben chiaro se vogliono essere di supporto rigoroso».
  5. «Sulla programmazione sanitaria della provincia solo bugie elettorali da parte del Pd».
    Per il consigliere regionale Gambino di Fratelli d’Italia non si parla più del pronto soccorso di Scafati e di Agropoli e si accorpono reparti di diversi ospedali (Cava, Mercato San Severino, Ravello, Roccadaspide, Polla, Oliveto Citra, Sapri, Vallo della Lucania, Battipaglia, Eboli

    Solo chiacchiere. Il consigliere regionale del Fdi-An, Alberico Gambino, in una nota, scrive che le riforme nel mondo del lacvoro e e il decreto balduzzi sui posti letto erano già noti prima delle elezioni regionali ma, nonostante ciò, il Governatore De Luca ed il Pd hanno alnciato una serie di proclami sulla sistema sanitario della provincia finalizzato a mantenere in vita tutti gli ospedali e a riattivare i Pronto Soccorso dei nosocomi di Agropoli e di Scafati. «A distanza di soli pochi mesi “i proclami della campagna elettorale del Pd” si sono trasformati prima in “ promesse elettorali” e poi definitivamente “ in bugie elettorali” scrive Gambino-. E’ sotto gli occhi di tutti, infatti, che non si parla più dei Pronto Soccorso di Agropoli e Scafati e che addirittura, adducendo a scusa la legge 161/2014 e il Decreto Balduzzi, le uniche decisioni in attuazione riguardano “accorpamenti di reparti” e “soppressione di Presidi Ospedalieri” sulla scorta di un concetto ragionieristico della sanità che già tanti danni ha fatto con il Decreto 49/2010 adottato dall’allora Commissario ad Acta Bassolino. Il Piano Sanitario programmato dal Pd, ed in parte già attuato, è chiaro e mira alla soppressione di fatto, attraverso una prima fase denominata “ accorpamento di reparti”, degli Ospedali di Scafati, Cava dei Tirreni, Mercato San Severino, Castiglione di Ravello, Roccadaspide, Polla, Oliveto Citra, Sapri e finanche Vallo della Lucania – per non parlare di Battipaglia ed Eboli – per accentrare tutto in pochi Presidi Ospedalieri che, evidentemente, per spazi e posti letto finiranno solo per ingolfarsi e peggiorare anche l’erogazione degli eccellenti servizi che oggi erogano…. In materia di potenziamento organico, infatti, omette di utilizzare gli specialisti ambulatoriali, la stabilizzazione dei precari, l’assunzione di medici e operatori sanitari almeno per le quote di turn over 2012/2015 già sbloccate, la mobilità extra regionale, il convenzionamento degli specializzandi ultimo anno e quello delle cooperative e delle associazioni infermieristiche.
    In materia di Presidi Ospedalieri e posti letto,  non considera la dislocazione di essi in territori disagiati, i tempi di percorrenza di una viabilità provinciale sempre più disastrata, gli incrementi notevoli della popolazione stanziale per gran parte dell’anno, la possibilità di Dipartimentazione dei settori sanitari, le esigenze reali e concrete – costituzionalmente garantite – di tutelare il diritto alla salute di tutti.
    Per queste ragioni il Gruppo Consiliare Regionale FDI ha chiesto, a termini regolamentari e statutari, la convocazione di un Consiglio Regionale Monotematico per discutere ed approvare Linee di indirizzo per il Piano Sanitario Regionale da sottoporre alle valutazioni del nuovo Commissario ad acta,  al fine di aiutarlo nella conoscenza dei territori su cui inciderà la sua azione, essendo proveniente dalla terra del premier Renzi, in modo che possa evitare di applicare solo ed esclusivamente concetti numerici e ragionieristici come già preannunciato in estemporanee e affettate interviste mediatiche».




Da Scafati a New York: Fabrizio De Luca stella nascente del calcio italiano

Piccoli talenti del calcio crescono, dallo Sporting Scafati all’Accademia satellite del New York City di Andrea Pirlo e dell’allenatore Viera. Classe 2001, Fabrizio De Luca giovane promettente del calcio locale, allievo della scuola calcio Sporting Scafati è stato convocato per un torneo calcistico nei mesi estivi del 2016 a New York con squadre di juniores.
Per alcuni mesi è stato un sorvegliato speciale dei selezionatori americani che l’hanno portato alla prima convocazione il 17 novembre allo stadio di Brooklyn, in attesa della seconda convocazione che dovrebbe arrivare ad Aprile.
Sul giovane De Luca voci non ancora confermate parlano di un interessamento a visionarlo nel suo ruolo da difensore, degli osservatori dell’Inter che vorrebbero averlo nel team degli allievi.
Arrivata anche la richiesta del team dell’accademia del Venezia (sezione Allievi) per portarlo alla corte del patron del Venezia calcio, l’avvocato newyorchese Joe Tacopina.
L’italo americano si è mostrato molto interessato al giovane difensore approdato a New York e non vorrebbe perdere ciò che definito un “gioiellino italiano”. Pausa calcistica a Natale per tutti tranne per il giovane De Luca che in questi giorni dovrebbe scegliere insieme alla famiglia (il papà è stato ex assessore allo Sport) il suo primo procuratore di tiratura internazionale.              (a.f.)