Salernitana, “Escluso che la società torni a Lotito”

“Non capisco perché non arrivino offerte per una società sana, che produce utili. Ma escludo nella maniera più assoluta che la Salernitana torni a Lotito. Chiariamo: Lotito e Mezzaroma davanti a un notaio hanno ceduto le partecipazione ai trustee i quali hanno l’incarico di vendere. Se non dovesse accadere o non ci esse essere una deroga, a loro ritornano le quote ma solo se la società va in un campionato di terza categoria. Lotito e Mezzaroma non possono più fare nulla, non possono nemmeno parlare con me. Anche a Salerno c’è molta disinformazione, la realtà dei fatti è diversa. Mi auguro che anche i tifosi capiscano come stanno le cose. Loro due non c’entrano più nulla con la Salernitana. E privarla di questo campionato, con una società che produce milioni di euro di utili, sarebbe assurdo Questo club non ha mai fatto plusvalenze, non per aggiustare i bilanci. Il problema non è l’allenatore. Bisogna trovare un presidente. Una proprietà che dia continuità a un lavoro fatto in 8 anni. La salvezza è ancora possibile”. Così a Radio anch’io sport, su Radio Uno, il direttore generale della Salernitana Angelo Mariano Fabiani. La Salernitana rischia di essere estromessa dal campionato se entro il 31 dicembre non dovesse trovare un acquirente.




Il consiglio Federale non lascia spazio a dubbi: Lotito dovrà cedere la Salernitana

Cedere la Salernitana, pena l’esclusione dal campionato di serie A di Salernitana e Lazio. E’ quanto deciso dal consiglio Federale della Figc in merito alla questione della multipropietà che coinvolge direttamente i Granata. Lotito, infatti, ad oggi è presidente anche della Lazio e con la Salernitana in A è costretto a cedere. Stando a quanto confermato dal consiglio Federale, infatti se non arriva la cessione, si verificherà la mancata ammissione del campionato sia per la Salernitana che per la Lazio. Patron Lotito avrà fino al 25 giugno per poter vendere la Salernitana, in sostanza gli sono stati dati 14 giorni in più per cedere la squadra granata.




Lotito non ce l’ha fatta: fuori da Palazzo Madama

Erika Noschese

Claudio Lotito, patron della Lazio, resta fuori dal Parlamento. Il suo nome era stato dato per certo già dalla serata di ieri ma, a conti fatti, resta effettivamente fuori. Per lui, il sogno da parlamentare termina qui. Per una manciata di voti non è scattato il secondo seggio per il listino di Forza Italia per il collegio plurinominale al Senato di Benevento, Avellino e Salerno e, dunque, Lotito è fuori da Palazzo Madama poichè la capolista Alessandra Lonardo non potrà rinunciare al seggio e optare per il collegio di Napoli, perché la legge le impone il collegio più piccolo, quello di Benevento appunto.

A schierarsi dalla parte del patron della Lazio e co-patron della Salerrnitana è il sindaco di Benevento, Clemente Mastella: “Ho detto al mio amico Lotito di fare ricorso perché ci sono almeno sette schede che sono state annullate in quanto la croce non era stata centrata sul simbolo o sul nome”, ha infatti dichiarato il primo cittadino. Vedremo Lotito cosa deciderà di fare: se optare per il ricorso o restare tra le panchine del calcio.




Strada in salita per Alfieri Lotito pensa alla candidatura

Andrea Pellegrino

Strada in salita per Franco Alfieri. La proposta sul tavolo è assessorato regionale e candidatura alle future elezioni europee. Ma al momento l’offerta sarebbe stata rispedita al mittente, eccezion fatta di un rimpasto fissato prima della presentazione delle liste. Si mormora, infatti, che l’ex sindaco di Agropoli, anche all’indomani della nomina (a costo zero) di capostaff del governatore, non si fidi delle promesse di Vincenzo De Luca, tanto da avanzare l’ultimatum. Alfieri, che compare nella griglia vidimata dalla segreteria provinciale e da quella regionale del Pd, teme che lo stop arrivi direttamente da Roma. Colpa del caso delle “fritture di pesce” ed anche di fuoco amico che arriva direttamente dai “compagni di partito” salernitani. All’ex sindaco – macchina del consenso – non mancano corteggiatori. Se dovesse fallire la candidatura democrat, alcuni partiti sono già disposti ad accoglierlo, con tutti gli onori del caso. Manovre anche sul collegio di Salerno città. Il Pd nazionale vorrebbe piazzarci Piero De Luca che a sua volta, però, preferirebbe una corsa blindata solo sul plurinominale. Se dovesse passare la linea del primogenito del governatore, il Nazareno potrebbe catapultare un nome nazionale. Si vocifera, oltre quello di De Vincenti, anche quello di Lucia Annibali, l’avvocato sfregiata dall’acido, protagonista della battaglia contro la violenza sulle donne e recente- mente vicina alle posizioni di Matteo Renzi. Pressing sul nazionale anche da Tino Iannuzzi che attende e spera la deroga per la ricandidatura. Per ora il lasciapassare, secondo voci romane, spetterà solo ai membri del governo. A sua volta, però, il deputato uscente conta sul sostegno di Franceschini e Rosato. Se non dovesse spuntarla, al suo posto è già pronto Alfonso Andria. Nel centrodestra, invece, spunta il nome di Claudio Lotito, patron della Lazio e della Salernitana. A Salerno città avanza la candidatura di Lello Ciccone mentre l’Agro sarebbe già chiuso su Fratelli d’Italia. Restano da chiarire le posizioni del listino. Sulla candidatura di Aurelio Tommasetti ci sarebbe il veto di Mara Carfagna pronta, invece, a sponsorizzare Stanislao Lanzotti, figlio dell’ex assessore regionale Caterina Miraglia che ha già annunciato ai vertici del partito la sua volontà di non scendere in campo. Posto assicurato (o quasi) per Enzo Fasano che dovrebbe guidare la testa del listino, anche grazie al placet di Maurizio Gasparri. Tre, per ora, i collegi assicurati alla quarta gamba. Il primo spetterà a Mastella che farà candidare nella sua Benevento il primogenito Pellegrino. Altro figlio d’arte ad Avellino, dove dovrebbe scendere in campo Ettore Zecchino, già consigliere regionale e figlio dell’ex ministro Ortensio. Il terzo collegio, invece, dovrebbe spettare all’Udc a Napoli. Percorso in salita, dunque, per Nino Marotta che aveva già opzionato un posto a Battipaglia.




‘Il rispetto non si compra’, ultras Nuova Guardia replicano a Lotito

“La risalita della Salernitana dai Dilettanti alla serie B è storia nota – si legge – riconosciuta e di per sé chiara nella memoria di tutti. Ma “questo non va per quello”, e il fatto di tener ben presente il passato non significa esser condannati ad accontentarsi per il futuro. Il campionato è equilibrato e indecifrabile, con un piccolo sforzo i granata potrebbero, e l’hanno dimostrato nelle ultime due partite, ambire a qualcosa di più d’un calvario a lieto fine come lo scorso anno, e pure d’un’anonima transizione che, da un certo punto di vista, sarebbe persino peggio d’una salvezza sofferta. Bastano un paio di rinforzi importanti, il resto potrebbe venire sé. Il “prima” l’abbiamo visto e applaudito tutti, pensiamo al “poi”adesso che si può…

IL RISPETTO NON SI COMPRA, SI DIMOSTRA! SENZA SCUDETTI O TROFEI, MA PER PASSIONE E ATTACCAMENTO NON SIAMO SECONDI A NESSUNO! FIERI DI ESSERE SALERNITANI!




Amatrice, l’infanzia di Lotito

di Marco De Martino

Ha il cuore a pezzi Claudio Lotito. Le origini della sua famiglia dimorano ad Amatrice (i bisnonni e la madre ne sono originari), uno dei centri maggiormente colpiti dal devastante terremoto di ieri. Il patron è ancora in vacanza a Cortina ma il suo telefono è bollente. A decine arrivano le telefonate dei suoi amici e conoscenti per esprimere la solidarietà a lui che è uno degli esponenti di spicco della comunità amatriciana: «E’ una ferita mortale nel mio cuore -esordisce il patron della Lazio e della Salernitanapur essendo nato a Roma la mia famiglia è originaria di una frazione di Amatrice, San Lorenzo. In quella zona ci sono ben 69 frazioni, tutte ricche di storia. Amatrice fu sotto il dominio dei Borboni e dello Stato Pontificio ed è ricca di monumenti, chiese e opere d’arte quasi tutte andate purtroppo distrutte o danneggiate. Quello che però è ancora più drammatico è lo scotto pagato in termini di vite umane a cui nessuno potrà porre rimedio». Claudio Lotito ha trascorso tutte le estati della sua infanzia ad Amatrice: «Facevo parte della squadra del paese, l’Amatrice Calcio. Ero il portiere e conquistammo anche un torneo molto ambito, il Trofeo delle Frazioni. Conservo i ricordi più belli della mia infanzia lì, ricordo quando mi sedevo sui leoni della chiesa di fronte casa mia. Una chiesa che aveva un rosone inestimabile e che ora mi dicono sia andato distrutto. E’ terribile». Lotito si sofferma sulla comunità amatriciana, conosciuta quasi esclusivamente per questioni culinarie: «In principio si viveva di pastorizia ed agricoltura -spiega il patron- poi a cavallo tra gli anni 60 e 70 ci fu il boom economico e quasi tutti si trasformarono in imprenditori, principalmente nel campo della ristorazione, trasferendosi a Roma, che dista circa un’ora e un quarto. Tutti però tornavano in estate ad Amatrice per riassaporare la grande tranquillità di quei posti: ci sono due laghi, prati appenninici stupendi oltre, come detto, alle bellezze storiche e culturali». Claudio Lotito si è già mobilitato per aiutare la sua Amatrice, diffondendo un comunicato attraverso il sito della Lazio in cui si annunciano raccolte di fondi per la ricostruzione post sisma: «Tutti dobbiamo fare qualcosa per aiutare questa gente affinché -conclude Lotito- la ferita apertasi non diventi mortale».




Calcio. Evasione fiscale: 64 indagati tra calciatori, dirigenti e procuratori. Sott’inchiesta De Laurentis e Lotito. Finanzieri nella sede del Milan

Evasione fiscale e false fatturazioni: perquisizioni e sequestri in corso da parte della Guardia di Finanza a carico di 64 indagati tra i quali tra i più importanti dirigenti, calciatori e procuratori di squadre di calcio di serie A e B.

L’inchiesta è diretta dai pm della procura di Napoli Danilo De Simone, Stefano Capuano e Vincenzo Ranieri, coordinati dal procuratore aggiunto Vincenzo Piscitelli.
Sequestrati beni per circa 12 milioni. Tra glòi indagati ci sarebbero l’Ad del Milan Adriano Galliani, il patron del Napoli Aurelio De Laurentiis, il presidente della Lazio Claudio Lotito e Jean Claude Blanc. Tra i calciatori, indagati anche “il Pocho” Lavezzi ed Hernan Crespo. Coinvolt diversi procuratori, tra cui Alessandro Moggi.
I finanzieri sono arrivati nella sede del Milan per acquisire documenti
“OPERAZIONE FUORIGIOCO” . Il calcio, o buona parte di esso, si reggerebbe su un radicato sistema finalizzato ad evadere le imposte. Sarebbero 35 società calcistiche di serie A e B coinvolte ed oltre un centinaio di persone fisiche, tra calciatori e loro procuratori. Il meccanismo fraudolento sarebbe stato architettato per sottrarre materia imponibile alle casse dello Stato italiano è stato adottato nel contesto delle operazioni commerciali sulla compravendita di calciatori.

I procuratori dei calciatori provvedevano a fatturare in maniera fittizia alle sole società calcistiche le loro prestazioni, simulando che l’opera di intermediazione fosse resa nell’interesse esclusivo dei club, mentre di fatto venivano tutelati gli interessi degli atleti assistiti dagli agenti medesimi. È questo, secondo il procuratore aggiunto di Napoli, Vincenzo Piscitelli, uno dei meccanismi fraudolenti che ha portato a perquisizioni e sequestri nei confronti di società di calcio di A e B. Inoltre, le società, da parte loro – sempre per la Procura – approfittavano dell’indebito vantaggio di potersi completamente dedurre dal reddito imponibile queste spese, beneficiando altresì della detrazione dell’imposta sul valore aggiunto relativa alla pseudo prestazione ricevuta in esclusiva. In questo modo – si sottolinea – veniva consentito ai calciatori di non dichiarare quello che sostanzialmente era un benefit riconosciuto agli stessi dalla società calcistica che si accollava, a vantaggio dell’atleta, anche la spesa per l’intermediazione. Alcuni agenti stranieri, di nazionalità argentina, peraltro, mediante il ricorso a documentazione fiscale e commerciale fittizia e attraverso l’interposizione di società `schermo´ con sede anche in `paradisi fiscali´, delocalizzavano i proventi derivanti dalle attività professionali. A fronte dei rilevanti importi fraudolentemente evasi (oltre 12 milioni di euro), la misura patrimoniale del sequestro applicata – dice Piscitelli – ha lo scopo di tutelare in maniera cautelativa le casse dello Stato, facendovi rientrare le somme che illecitamente erano state sottratte al Fisco dagli indagati.

L’ORIGINE . L’inchiesta che ha portato ai provvedimenti di oggi nasce con la Guardia di Finanza che nel 2012 nelle sedi del Napoli e della Figc acquisisce i contratti di Ezequiel Lavezzi, ceduto dal Napoli al Psg, e del quasi sconosciuto attaccante argentino Cristian Chavez. Partendo da quella attività, nove mesi dopo, i finanzieri si sono presentati nelle sedi di 41 società di serie A e B per acquisire ulteriore documentazione. Gli investigatori parlarono di un “fenomeno generalizzato” nel calcio italiano, vale a dire la “progressiva ed esasperata” lievitazione degli oneri relativi agli ingaggi dei calciatori. E questo, era l’ipotesi investigativa, avrebbe fatto sì che nel tempo si determinasse una situazione di squilibrio gestionale sul piano economico-finanziario che potrebbe aver spinto le società a compiere una serie di illeciti fiscali.



Lotito: ”Sia la vittoria della svolta. Gli ottomila di oggi i veri tifosi granata”

Contento Lotito a fine gara dopo la vittoria della Salernitana sul Novara:“Speriamo sia la vittoria della svolta dopo tante prestazioni buone passate ma sfortunate per via anche di tanti infortuni. Squadra valida in campo e questi tre punti spero ci diano il morale per il prosieguo. Numeri spettatori? All’Arechi ci sono sempre gli stessi 8-9 mila. Rimprovero i tifosi occasionali e non i sempre presenti. Abbiamo voluto fare la giornata granata confidando nello zoccolo duro degli ottomila tifosi salernitani. I veri tifosi che sanno che se la posizione in classifica è deficitaria è anche per colpa di infortuni ed espulsioni. Quest’anno il nostro obiettivo era una salvezza tranquilla e a quella puntiamo non alla vittoria del campionato, anche se recuperando gli infortunati poteremo vedere anche belle cose. Bene la prestazione di Odjer e ci fa piacere. Ricordatevi che la squadra è stata completata sul finale del calciomercato e ci vuole il tempo per l’amalgama che ora si va rafforzando. Torrente sta lavorando bene e a parte la debacle di Crotone non ricordo partite dove siamo stati messi sotto tecnicamente. La squadra ha acquisito la chimica giusta speriamo non la perdono. Si punta sui giovani e non su Pollace? Il mister fa le sue scelte ed arriverà il turno di tutti quando sono pronti per dare la mano. Coda sta entrando in forma e fa salire la squadra ed è importante per questo. Donnarumma ha velocità e riesce a tagliare la difesa. Oggi il primo tempo abbiamo lavorato ai fianchi e nel secondo tempo abbiamo inflitto il ko.” 




Un Torrente… di emozioni

SALERNO. Determinato ma quasi commosso, ieri è stata la prima volta da mister della Salernitana per Vincenzo Torrente (nella foto Ag. Pica/Palumbo). L’allenatore cetarese si presenta così: “Volevo ringraziare il presidente Marco Mezzaroma ed il presidente Claudio Lotito, insieme al direttore mi hanno dato una possibilità importante per la mia carriera e farò di tutto per regalare grandi soddisfazioni ai nostri presidenti. E’ un onore essere l’allenatore della Salernitana: non ho avuto il piacere di indossare la maglia granata da calciatore, lo farò da tecnico e ne sono lieto. Qui non basta vincere, ma bisogna convincere ed il mio obiettivo è quello di dare alla mia squadra un’idea di calcio propositiva: la gente va emozionata e divertita, il popolo granata sarà il nostro valore aggiunto ed ha una passione che non ha eguali”. Torrente prosegue: “Vi suggerisco un titolo: Torrente di emozioni. Come ho detto prima, voglio che la gente venga allo stadio ed esulti non solo per una vittoria, ma anche perchè la squadra ha espresso un buon gioco. Da salernitano e tifoso granata posso dire che le motivazioni sono doppie, ritorno in B in una piazza che è nel mio cuore e non si può certo sbagliare. Quanto alla tattica, ritmo ed aggressività sono le due parole d’ordine: l’idea è partire con tre punte, sono cresciuto col 4-3-3. Durante una gara o nel corso della stagione si può variare, mi ispiro molto a Delio Rossi che è stato un maestro per me”. Torrente entra nel merito della trattativa che lo ha spinto ad accettare la proposta della Salernitana: “E’ successo tutto sabato, ho ricevuto la telefonata del direttore sportivo e mi ha prospettato la possibilità di giocare a Salerno. Avevo letto qualcosa sui giornali e ci ho sperato, posso assicurarvi che prima non ero stato contattato da nessuno. Lunedì ci siamo visti, martedì abbiamo concluso e sono felicissimo di tornare a casa. Siamo tutti consapevoli che ci aspetta un campionato difficile, basta leggere il nome delle squadre che sono retrocesse per capire quanto sarà importante mantenere la categoria. Rispetto al passato c’è meno qualità, ma tatticamente sono tutti molto preparati e dovremo essere all’altezza senza aver paura di nessuno. La squadra? Base importante per dare continuità al progetto, apporteremo i miglioramenti necessari insieme al direttore sportivo”. Il nuovo tecnico della Salernitana, salutato con affetto dal presidente del Salerno Club 2010 Salvatore Orilia, parla della sua carriera e dell’esperienza di Gubbio: “Lì ho fatto bene, successivamente scelsi di andare a Bari ed abbiamo fatto ottime cose. Dopo un biennio importante ho fatto un passo indietro scegliendo Cremona, è stata un’esperienza formativa che purtroppo non si è conclusa come tutti avevamo sperato. Mi mandarono via quarto in classifica e dopo nove risultati utili consecutivi, la delusione c’era, ma posso dire che sono cresciuto come uomo. A gennaio ho risolto il contratto, ma ho preferito dire di no ad alcuni club di serie B per aspettare la grande occasione che, oggi, finalmente è arrivata. Vengo a Salerno stimolato dalla piazza e dalla forza di questa società, vi assicuro che non ho pensato assolutamente all’aspetto economico. E’ una tappa fondamentale della mia carriera”. Gaetano Ferraiuolo




Club Mai Sola lascia il Centro di Coordinamento

Il Club “Mai Sola Salernitana”  comunica che dal 9 giugno 2015 non fa più parte del Centro di Coordinamento Salernitana Clubs.
Contestualmente hanno rassegnato le dimissioni dai loro rispettivi incarichi il Sig. Antonio Carmando, responsabile per i rapporti con la società US SALERNITANA 1919, ed il Dott. Domingo Petrocelli delegato F.I.S.S.C. ITALIA.
Ringraziando per quanto finora sviluppato nell’interesse comune e per il bene unico della nostra Salernitana si augura, a tutto lo staff del CCSC ed al Presidente Riccardo Santoro, il raggiungimento di nuovi e prestigiosi traguardi.