Dopo Pasqua il centrodestra annuncia il candidato sindaco

Il centrodestra scioglierà la riserva sul nome del candidato sindaco dopo Pasqua. Lo ha annunciato il parlamentare di Forza Italia, Vincenzo Fasano, intervenuto ieri a Tribuna Politica, il nuovo format politico lanciato dal quotidiano Le Cronache e condotto dal direttore Tommaso d’Angelo e da Erika Noschese. Ospiti della prima puntata, dal titolo “centro destra quale futuro” il consigliere regionale della Lega Campania Attilio Pierro, il coordinatore provinciale dell’Udc Mario Polichetti, il coordinatore provinciale del Nuovo Psi Antonio Di Cunzolo, il coordinatore provinciale di Cambiamo Luigi Cerruti. Nel ruolo di “disturbatori” per attenzionare i settori più colpiti dall’emergenza Coronavirus, il direttore artistico del Premio Charlot e del Teatro delle Arti Claudio Tortora, l’imprenditore Domenico Sorgente e la responsabile della Fenailp Agnese Ambrosio. Al centro del dibattito il centrodestra, anche alla luce delle scelte recenti di Fratelli d’Italia che, tanto a Salerno città quanto a Battipaglia, si è staccato dalla coalizione per iniziare, in solitaria, la campagna elettorale. “Se siamo divisi non abbiamo possibilità di vincere, quando la coalizione di centrodestra si divide non riesce ad arrivare neanche al ballottaggio mentre quando è unita ha una speranza di andare al ballottaggio e di poter raggiungere un risultato positivo”, ha dichiarato il consigliere Pierro, evidenziando la richiesta della Lega di presentarsi compatti alla prossima competizione elettorale che accusa Fratelli d’Italia di aver compiuto la “fuga in avanti”. Rifiuta la politica dei due forni il segretario dell’Udc Polichetti: “Noi siamo un partito di centro, il mio obiettivo è di ricostruire il centro. Laddove ci sono democratici cristiani che hanno militato nel partito storico della Dc e, scomparso il centro, si sono ritrovati a destra e sinistra noi abbiamo l’obiettivo di riportarli a casa, ricostruendo un centro moderato”. Sembra non credere più in una coalizione unita l’onorevole Vincenzo Fasano che evidenzia il passaggio particolare della politica, anche a livello nazionale. “Il ciclone Draghi ha cambiato le carte in tavola e questo è fuori discussione – ha dichiarato – Io credo si possa tornare a discutere della possibilità di andare insieme se c’è la volontà di tutti e chi ha fatto un passo avanti deve farne uno indietro. La politica è l’arte della mediazione e con questo spirito lancio un appello alla ragionevolezza e al fatto che giochiamo una partita importante, noi ragioniamo di città”. Si presenta per la prima volta alle comunali Cambiamo, riconosciuta come quarta forza politica. Per Luigi Cerruti, Salerno città merita un discorso “speciale che non può confondersi con Eboli e Battipaglia, dobbiamo fare valutazioni oggettive, non dobbiamo riportare a casa nessuno”, ha chiarito il coordinatore provinciale. A chiarire il ruolo del Nuovo Psi Antonio Di Cunzolo: “O troviamo il coraggio di costruire programmi elettorali, non cappelli. Non serve il tutti a bordo se non si condivide una comune visione dei territori”. Per il coordinatore provinciale del Nuovo Psi bisogna rinunciare ai nomi calati dall’alto e – ha aggiunto – “noi rispondiamo a rigori e meriti”. Intanto, il parlamentare Fasano ha annunciato che dopo Pasqua il centrodestra riunirà il tavolo provinciale per lanciare ufficialmente il candidato sindaco. Proposta condivisa anche da Cerruti che sta portando avanti la fase di ascolto con i possibili candidati alla carica di primo cittadino.

 

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«A Salerno c’è una Lega effervescente Siamo pronti per regionali e comunali»

di Andrea Pellegrino

«A Salerno una Lega effervescente». Nicholas Esposito, segretario provinciale della Lega di Matteo Salvini prepara le prossime mosse in vista delle elezioni regionali con un occhio alle amministrative del 2021 a Salerno città. Nessuna ufficialità sul candidato governatore mentre il programma – affidato all’ex rettore dell’Unisa Aurelio Tommasetti – è «a buon punto». Segretario, quale è lo stato di salute della Lega a Salerno? «C’è tanta voglia di fare da parte di un partito che ha dimostrato voglia di saper fare. Ci sono tante anime: donne, uomini, consiglieri comunali, assessori che conoscono bene la politica e si impegnano per il territorio. Ci stiamo organizzando, copriamo tutte le aree. Nelle prossime settimane continueremo a scendere in piazza con banchetti perché ci piace stare tra la gente». Passiamo alle prossime regionali, qualche notizia sul candidato governatore del centrodestra? «Stiamo trovando accordo con il centrodestra. Su quest’accordo stanno lavorando le segreterie nazionali. Il nome che uscirà fuori saprà rappresentare le istanze del centrodestra unito e contrastare il centrosinistra che ha fatto solo danni». Il programma della Lega, invece, per la Campania? «Penso che la Lega sia stata il primo partito che in Campania ha fatto venir fuori qualche idea perché siamo convinti che vengono prima le idee e poi gli uomini, insieme al professor Tommasetti le abbiamo messe a punto. Tommasetti – nostro coordinatore di programma – ha già fatto qualche tavolo insieme ai rappresentanti della società civile e i professionisti. Gli abbiamo affidato questo compito che sta espletando in maniera eccelsa. Per noi prima vengono le idee e poi gli uomini». A che punto è la lista degli aspiranti consiglieri regionali in provincia di Salerno? «Metteremo in campo una lista che sia innanzitutto espressione dei militanti attivi sul territorio ma che apra anche alla società civile in modo da portare un quid in più». Un giudizio sui cinque anni di De Luca a Palazzo Santa Lucia? «La gestione è stata pessima. Non è possibile che un cittadino campano per curarsi debba confrontarsi con liste d’attesa infinite o curarsi fuori regione. Siamo l’unica regione che non ha un piano di smaltimento dei rifiuti, abbiamo un solo termovalorizzatore ad Acerra che peraltro è malfunzionante. Siamo l’unica regione d’Italia che sui rifiuti crea malaffare e povertà mentre tutte le altre regioni creano ricchezza ed energia. Anche sul lavoro non è stato fatto nulla e non può essere lo spot del miniconcorso a risolvere il problema del lavoro. Stesso discorso anche per quanto riguarda i fondi europei, siamo gli ultimi nella spesa degli stessi». Il prossimo anno si voterà a Salerno città, come vi state organizzando? «Abbiamo un consigliere, Giuseppe Zitarosa, che sta facendo benissimo il suo lavoro. Abbiamo un bel gruppo e saremo presenti nella competizione».




«Sono e resto della Lega di Salvini La mia militanza è indiscussa»

di Adriano Rescigno

«La mia militanza ed il mio impegno per la Lega sono indiscussi, da consigliere provinciale sono presente in tutte le battaglie del partito». Così l’ex sindaco di Pontecagnano Faiano, Ernesto Sica, il cui nome è su una ideale graticola in vista delle prossime regionali. Il consigliere provinciale che punta ad uno scranno a Palazzo Santa Lucia dunque rivendica la sua appartenenza al Carroccio: «Sono un tesserato, il mio rapporto con il partito è ottimo, vengo da tre campagne elettorali e la mia militanza è indiscussa così come il mio impegno da consigliere provinciale su ogni battaglia del partito». Sica ha le idee chiare anche sul come è possibile contrastare e vincere su Vincenzo De Luca: «Sarà una campagna elettorale dura e difficile, l’avversario è dei peggiori e la coalizione del centrodestra può trovare la sua forza all’interno di liste composte da amministratori radicati sul territorio e dal massimo delle espressioni della società civile». In merito alla “campagna acquisti” del Carroccio: «Sono felice e saluto con gioia i nuovi innesti del partito, ne vorrei sempre di più e sempre di maggior profilo per il bene di tutti, del partito e del centrodestra». Allontana dunque le voci di una sua vicinanza o riavvicinamento a Forza Italia, amore burrascoso del suo passato politico Sica che tiene a ribadire con forza la sua appartenenza al partito di Salvini: «Sono l’unico consigliere provinciale della Lega sui territori di Salerno che mai prima di me ha avuto un rappresentante del Carroccio e che costantemente è sui territori, tra le comunità per cercare di capirne e rappresentarne al meglio le istanze in tutte le sedi. Credo che questo sia il nocciolo dell’attività politica, essere vicini alle persone nei loro territori, non farli sentire abbandonati e far diminuire quel distacco troppo spesso percepibile tra istituzioni e cittadini. Per quanto mi riguarda il mio agire è esclusivamente sotto il simbolo del Carroccio»




«Meglio le Province che le Regioni» La Lega? «Sia meglio organizzata»

di Andrea Pellegrino

«Spero che la Lega non sia come gli altri: si faccia un congresso e ci sia rappresentatività e soprattutto tenga ben presente chi sale all’ultimo momento sul carro dei vincitori. Anzi sul Carroccio». Pino Palmieri è sindaco di Roscigno. Ha lasciato Roma, dove è stato anche consigliere regionale, per amministrare il suo comune di origine. Già da tempo è un iscritto della Lega di Matteo Salvini, fin da quando al sud era impossibile raggiungere percentuali a due cifre. «Non sono interessato a candidature, non sono interessato ad incarichi», dice Palmieri: «Sono interessato a far crescere il mio territorio e a sostenere un progetto politico che mi convince».

Tra qualche mese si voterà per il rinnovo dei vertici della Regione Campania, lei sarà in campo?

«Mi hanno offerto la candidatura. Io ho detto no. Anche perché sono stato consigliere regionale del Lazio e da questa esperienza ho appreso solo l’importanza delle Province e la poca utilità delle Regioni. Sono favorevole al ritorno di amministrazioni provinciali forti e rappresentative, anche al costo di abolire le regioni che sono, ad oggi, solo pachidermi istituzionali». Centrodestra. Ad oggi siamo ancora in alto mare «Penso che occorra abbandonare il tatticismo partitico a favore del progetto. Non è possibile che a sessanta giorni circa dalla presentazione delle liste non ci sia ancora l’indicazione sul candidato. Noi siamo persone che danno anima e corpo sui territori ma abbiamo bisogno di riferimenti certi».

Cosa pensa di Caldoro?

«E’ una persona perbene, pacata e preparata. Penso che abbia amministrato bene. Naturalmente non tocca a me stabilire logiche politiche o strategie che spettano ai partiti».

Un centrodestra unito pensa che sia vincente?

«L’unione fa la forza. Ora è indispensabile indicare il candidato e avviare la campagna elettorale. Il centrodestra ha un trend positivo in tutta Italia ed anche in Campania, ma naturalmente gli avversari non stanno a guardare. De Luca, inoltre, è un personaggio politico di spessore e sa bene come si fa una campagna elettorale».

Ha mai conosciuto Vincenzo De Luca?

«No, mai incontrato».

Torniamo al Carroccio..

«Io ho aderito convintamente alla Lega, anche quando era difficile farlo in questa terra. Però ora occorre una classe dirigente che sia rappresentativa, che sia capace, che sostenga noi amministratori locali. La critica non è sinonimo di abbandono, anzi è qualcosa di cui si necessita, a mio avviso, per costruire e non distruggere. Non sono interessato a candidature o incarichi, vorrei solo che questo partito non sia come gli altri. Spero in un congresso e spero che siano i tesserati ad eleggere i propri dirigenti di partito. Io ribadisco la mia appartenenza alla Lega e la mia volontà di far crescere questo partito».




La Lega frena su Caldoro “Da oggi ne discutiamo”

di Andrea Pellegrino

Nel giorno delle elezioni regionali in Emilia Romagna e in Calabria, la Lega si riunisce in provincia di Salerno. Riorganizzazione del partito nel salernitano ma, soprattutto, messa a punto in vista delle prossime elezioni regionali, naturalmente con gli occhi ben puntati sulle sfide di ieri. Sala piena quella del Polo Nautico: tanti volti noti ma soprattutto tanti militanti del partito di Matteo Salvini che cerca di superare le turbolenze interne a Salerno e ripartire. Mezza apertura su Stefano Caldoro candidato del centrodestra ma Gianluca Cantalamessa annuncia: «Ci sono anche altri nomi sul tavolo, compresi quella della Lega». Obiettivo primario sono anche le prossime elezioni comunali a Salerno, Nicholas Esposito annuncia: «Il 1 febbraio ci incontreremo ma la Lega ci sarà». Saluto di benvenuto del consigliere comunale della Lega, Giuseppe Zitarosa, in sala c’è anche Ernesto Sica che attende una candidatura alle prossime elezioni regionali strizzando l’occhio anche verso Forza Italia, suo ex partito d’appartenenza. «Le regionali in Campania sono una tappa fondamentale e sono un punto di partenza del progetto di Matteo Salvini. La Lega in Campania diventerà il punto di riferimento di tutto il centrodestra», dice Luca Molteni, coordinatore regionale della Lega.

LE REGIONALI

L’unità del centro destra non è in discussione, annuncia il deputato Cantalamessa. «Stefano Caldoro – dice – è un caro amico e ho grossa stima nei suoi confronti ma il nome è un ragionamento che inizierà da domani mattina. La cosa fondamentale è andare a vedere una politica agroalimentare della Campania che è solo terza nel meridione. Bisogna parlare di infrastrutture, di sanità perché se cambiamo i nomi ma i problemi restano è normale che i cittadini si allontanino dalla politica. Vogliamo parlare di sanità, trasporti e vogliamo avere figli che vanno alle stazioni per andare a fare un viaggio e non perché non hanno futuro qui». Nessun veto neppure su Cirielli (nome proposto da Fratelli d’Italia): «E’ un caro amico. Qualsiasi nome potrebbe andar bene ma va contestualizzato con le altre regioni al voto. Noi abbiamo – conclude Cantalamessa – più di un nome ma ripeto la soluzione non è il nome ma affrontare i problemi e il nome dovrà essere una sintesi delle altre regioni chiapenultimi per i tanto sbandierati Lea, sui rifiuti, le ecoballe allora di cosa stiamo parlando. Non credo che la campagna elettorale vada impostata contro De Luca, che lo inchioderemo di fronte alle sue responsabilità, ma dobbiamo parlare del nostro programma e delle nostre proposte». Sul programma annuncia: « Deve essere a favore dei giovani, della sanità, della qualità in continuazione con quanto fatto all’interno della mia università. Questo è l’impegno che io ho, una grossa responsabilità e sono grato a Matteo Salvini per avermi concesso questo ruolo e poi verranno le candidature».

IL CASO SALERNO

«Nessuna polemica», chiarisce Esposito: «Solo una discussione all’interno del partito, utile per la sua crescita». «Io – prosegue il coordinatore provinciale – sto lavorando da qualche mese sulla provincia di Salerno, ho incontrato tanti militanti e continuerò a farlo. Le polemiche le spegneremo con i fatti e con il nostro lavoro. Ci impegneremo e lavoreremo tanto anche per le comunali, sicuramente presenteremo una lista e il prossimo 1 febbraio sarò a Salerno per cercare una quadra anche su Salerno città».




«Non possiamo consegnare la Campania agli affaristi della Lega»

di Erika Noschese

«Come cittadini della Cam- pania siamo seriamente pre- occupati per l’inquietante scenario che ci restituiscono alcuni sondaggi in vista delle prossime regionali». A puntare il dito contro il centrodestra, in vista delle prossime elezioni regionali, è la capogruppo in Regione Campania del Movimento 5 Stelle, Valeria Ciarambino che punta il dito contro il candidato alla carica di go- vernatore Stefano Caldoro e contro la Lega. Al centro della polemica la questione Lega: secondo la Ciarambino, infatti, Caldoro presidente significherebbe «consentire che la nostra terra sia governata da chi oggi rappresenta il centrode- stra in Italia equivale a con- segnarla a partiti come la Lega che, fingendo ipocrita- mente di eliminare la parola Nord dal simbolo, avrebbe finalmente vita facile nel- l’opera di smantellamento e delocalizzazione delle no- stre imprese a tutto vantag- gio del Nord». Per la capogruppo del Movi- mento 5 Stelle a Palazzo Santa Lucia, il partito gui- dato a livello nazionale da Matteo Salvini è «una forza politica rappresentata da gente che da decenni si prende gioco del nostro no- bile dialetto, delle nostre tra- dizioni, della nostra millenaria cultura e che punta allo smantellamento dei nostri servizi essenziali nell’ambito di un più ampio piano di autonomia diffe- renziata». Da qui, dunque, l’attacco di- retto sulla vicenda rifiuti, tema ancora oggi estrema- mente delicato: «con la Lega al governo della Campania si aprirebbero le porte a in- ceneritoristi e affaristi dei ri- fiuti, che finirebbero la loro opera di avvelenamento di una terra già devastata dagli scarichi abusivi prodotti delle imprese del Nord. Salvini, del resto, non ha mai fatto mistero di preten- dere almeno un inceneritore per ciascuna provincia della Campania, nell’esclusivo in- teresse di chi gestisce im- pianti di questo tipo, a cominciare da A2A di cui il segretario della Lega è risul- tato essere uno degli azioni- sti». Una sorta di appello, quello lanciato dalla consigliera pentastellata, che di fatto chiede di non cedere al cen- tro destra: «Non possiamo consegnare la nostra terra a una coalizione che esprime il maggior numero di espo- nenti coinvolti in indagini e processi per voto di scambio politico-mafioso, alcuni dei quali siedono oggi in Consi- glio regionale – prosegue la Ciarambino – Né possiamo permettere che, dopo il falli- mento certificato di De Luca e di Caldoro prima di lui, che hanno precipitato la no- stra regione agli ultimi posti in tutti gli indici di vivibilità, la Campania sia governata per cinque anni da Mara Carfagna, l’amica di Berlu- sconi tenuta in formalina nell’operazione che vede oggi un usurato Caldoro im- molato per la causa, nel- l’ambito di una squallida strategia, nell’attesa che il nome dell’ex ministra berlu- sconiana sia tirato fuori come il coniglio dal cilindro. Confidiamo in un rigurgito di dignità dei cittadini di questa terra, che siamo certi non consentiranno di essere rappresentati dai nemici nu- mero uno della Campania. Ovvero, da un esercito di af- faristi, imputati e rappresen- tanti di lobby di potere che hanno a cuore esclusiva- mente i loro interessi e non certo il bene della colletti- vità e che hanno visto lievi- tare i loro consensi attraverso una becera propa- ganda di disprezzo e odio per il Sud, la Campania e il popolo napoletano».




Militanti “delusi” pronti a lasciare il partito di Salvini Nascerà un nuovo movimento politico?

di Erika Noschese

Non c’è pace per i militanti salernitani della Lega. La scelta del coordinatore regionale, Nicola Molteni di nominare l’ex rettore dell’Università di Salerno, Aurelio Tommasetti, a responsabile del programma elettorale per le regionali e Nicholas Esposito coordinatore provinciale di Salerno, pur essendo entrambi napoletani, non è stata esente da conseguenze. Di fatto, sarebbero numerosi i militanti che, in queste ore, stanno lasciando il partito di Matteo Salvini per cercare una nuova casacca da indossare, magari proprio in vista delle prossime elezioni regionali. Ad aver abbandonato il partito soprattutto i militanti leghisti del Vallo di Diano, delusi dalle scelte del coordinamento regionale. Infatti, nei giorni scorsi i militanti salernitani hanno scritto al loro leader nazionale per chiedere un passo indietro nella scelta del coordinatore provinciale e del responsabile del programma elettorale, “premiando” un militante salernitano sulla base della meritocrazia e dell’impegno che in questi hanno riservato al territorio. Un dietro front che invece non sarebbe avvenuto, portando i militanti a dire addio al “Carroccio”. Non si esclude al momento che a breve possa nascere un nuovo movimento politico che vedrebbe protagonisti proprio i leghisti delusi dalle scelte del coordinamento regionale, soprattutto in vista delle prossime scadenze elettorali.




La curiosità: Nicholas Esposito, il leghista di sinistra

di Erika Noschese

E’ destinata a suscitare non poche polemiche la nomina del nuovo coordinatore provinciale della Lega. Nicholas Esposito, napoletano doc, nato a Portici. La sua carriera politica sembrava nota: leghista doc? A suo dire, o meglio mostrare, sì eppure i conti non tornano. Alle elezioni comunali del 2017 si è candidato – senza però essere eletto – in una lista civica di centro sinistra, “I democratici e popolari” voluta dal consigliere regionale Mario Casillo, a sostegno del candidato sindaco – poi eletto – Vincenzo Cuomo, esponente del partito democratico. Quando si è candidato a sostegno dei dem, Esposito vantava già la sua militanza nel partito di Salvini.




I militanti scrivono al leader Salvini: “Non siamo nè servi né schiavi di nessuno”

di Erika Noschese

“La provincia di Salerno non è nè serva nè schiava di nessuno”. E’ questo, in sintesi, il pensiero di molti militanti leghisti di Salerno che, dopo le nomine avvenute nei giorni scorsi (coordinamento provinciale soprattutto), hanno deciso di scrivere al loro leader Matteo Salvini. “Siamo stati mortificati per l’ennesima volta, viene meno la politica alla quale abbiamo creduto e portato avanti per anni, quella territoriale – scrivono ancora i militanti – A Salerno non esiste meritocrazia, non accettiamo un ex Rettore che possa gestire le regionali con il nostro Collegio, dopo chi ha appoggiato per poi approdare in Lega, non accettiamo per l’ennesima volta un napoletano che non conosce nemmeno i problemi territoriali di Portici. I voti di Salerno vanno a Salerno. Non soccomberemo senza lottare per ciò che la Lega ci deve”. Una presa di posizione che non lascia spazio a dubbi o fraintendimenti: la nomina di Nicholas Esposito a coordinatore provinciale e quella di Aurelio Tommasetti a responsabile del programma elettorale in occasione delle prossime regionali, entrambe decise dal coordinatore regionale Nicola Molteni, non sono state apprezzate né condivise dai militanti di Salerno. Molti infatti sembrano essere pronti a “boicottare” le prossime regionali, non concedendo il voto alla Lega. Parole forti sono state pronunciate anche da Vincenzo Albano, 47enne di Eboli, fondatore di uno dei primi circoli Noi con Salvini nel lontano 2015 e già vice coordinatore provinciale: “Rabbia e sconcerto all’indomani delle nomine dei coordinatori e responsabili della Lega per la Campania e Salerno in vista della prossima tornata elettorale. Con una logica non condivisa dalla base del movimento, si è premiata Napoli, ed i napoletani, conferendo una leadersheep non suffragata da riscontri elettorali recenti o passati dal momento che in quei luoghi la Lega è da sempre ai minimi regionali», ha dichiarato Albano secondo cui i salernitani sarebbero stati completamente isolati e messi da parte. «Un colpo basso che compromette quanto di buono è stato fatto sinora e smentisce le stesse dichiarazioni di Salvini che, presentando Molteni a Napoli, promise che sarebbero stati rispettati i territori tenendo conto degli attivisti di riferimento – ha dichiarato ancora il militante – Da qualche parte si pensa alle bandierine e non a radicare il partito sul territorio. Senza voler portare la questione sul piano personale, vorrei sapere quale valenza può avere la nomina di un giovanissimo napoletano a coordinatore per Salerno e provincia. Questa logica mortifica Salerno ed i salernitani, smorza sul nascere ogni entusiasmo e in questo momento centinaia di iscritti e simpatizzanti sono in fibrillazione perché vedono in questa situazione il vecchio modo di fare politica, retaggio della Prima Repubblica». I militanti della Lega di Salerno sembrano dunque disposti a tutto pur di veder riconsciuto il loro impegno sul territorio. Non resta che attendere e vedere se il Capitano ascolterà le loro istanze e, di conseguenza, apporterà cambi al vertice




Il Cav conferma Caldoro Mara insiste per il no

di Andrea Pellegrino

Il nome sulla scrivania di Silvio Berlusconi resta quello di Stefano Caldoro. Anche durante il vertice ad Arcore, il Cavaliere avrebbe ribadito la sua scelta: ricandidare Caldoro alla Regione Campania. Un nome non condiviso dalla schiera di Mara Carfagna e da Clemente Mastella alla ricerca di nuovo candidato. Si racconta che proprio mentre era in corso un vertice ad Arcore tra i leader del centrodestra, un gruppo di parlamentari si riuniva a Montecitorio con Mara Carfagna. Tra questi, i salernitani Gigi Casciello, Marzia Ferraioli ed Enzo Fasano (coordinatore azzurro in provincia di Salerno), oltre il sindaco di Benevento Clemente Mastella, da tempo ostacolo sulla strada dell’ex governatore. I dissidenti avrebbero posto una questione di metodo e di sostanza. «Il candidato – avrebbero fatto sapere – va scelto coinvolgendo tutti gli azzurri». In particolare, il gruppo campano avrebbe chiesto all’ex ministro alle pari opportunità Mara Carfagna di rappresentare le loro istanze a Berlusconi e di informare il coordinatore regionale De Siano, che presto potrebbe convocare tutti i deputati e senatori campani di Fi per fare il punto della situazione. De Siano, però, insieme al senatore Luigi Cesaro, è pronto a sostenere l’ex governatore, rispettando così l’indicazione di Silvio Berlusconi. I più vicini al Cavaliere, infatti, avrebbero dimostrato che il metodo non è altro che quello utilizzato alle ultime elezioni politiche. Lo stesso, insomma, che avrebbe eletto gli stessi dissidenti alla Camera dei Deputati, sotto la bandiera di Forza Italia. Intanto il nome di Caldoro resiste. Ed anche la Lega di Matteo Salvini si ammorbidisce intorno alla figura dell’ex presidente. Per Salvini è necessario risolvere il nodo legato alle altre regioni chiamate al voto, prima del disco verde su Caldoro. Ma nessuna pregiudiziale sul nome. Così come ci sarebbe il via libera da parte dei Fratelli d’Italia, con lo stesso Edmondo Cirielli, candidato indicato alla presidenza da Giorgia Meloni, pronto al passo indietro a favore di Caldoro. Insomma, la guerra politica è tutta interna a Forza Italia, innescata da una parte che da tempo vive con insofferenza all’interno delle mura azzurre. Tant’è che la via verso Renzi non sarebbe completamente sbarrata. Vale per la Carfagna ma anche per Clemente Mastella, forse il primo a guardare con interesse al nuovo progetto dell’ex presidente del Consiglio.