Individuato uno degli aggressori di Abu Al Quassim

Erika Noschese

E’ stato individuato nelle scorse ore uno degli aggressori di Abu Al Quassim, il salernitano doc convertitosi all’Islam vittima di un linciaggio lo scorso 25 agosto. Si tratterebbe di un salernitano, M.B., già noto alle forze dell’ordine per precedenti legati allo spaccio di sostante stupefacenti. Al momento, l’uomo è stato solo individuato ma le forze dell’ordine sono a lavoro per risalire al complice, coinvolto in questo vile attentato. Intanto, si susseguono gli episodi di razzismo ai danni della comunità islamica di Salerno. Nei giorni scorsi, infatti, un 15enne musulmano è stato aggredito verbalmente a bordo dell’autobus. «Non capisco queste aggressioni contro di noi», ha dichiarato Abu Al Quassim, intenzionato ad andare fino in fondo alla questione per consegnare alla giustizia i responsabili dell’aggressione. Stando a quanto si mormora in queste ore, i due aggressori avrebbero agito mossi dalla “furia” di chi li circondava, incitandoli a procedere con violenza contro il salernitano, ”responsabile” di aver abbracciato una fede che non è quella cattolica. Abu Al Quassim, nonostante i vari episodi non ci sta a far passare il messaggio di una città poco incline all’accoglienza. Subito dopo l’aggressione, infatti, aveva dichiarato che non si tratta di razzismo ma di islamofobia. Una versione che ancora oggi conferma. Nel frattempo, a Battipaglia e Bellizzi potrebbe presto nascere una nuova Moschea. «Potrebbe essere questa la ragione di questi episodi di violenza che si stanno verificando in queste ore», ha poi aggiunto il salernitano che spera nel lavoro delle forze dell’ordine affinché chi ha commesso un reato coosì grave quale il linciaggio, paghi il suo conto con la giustizia




«La mia aggressione? Una lezione per tanti. Fermatevi e riflettete»

Erika Noschese

«Che l’Italia sia un paese alquanto islamofobo, lo sembrano suggerire anche i dati. Secondo un sondaggio del 2017 del Pew Research Center, il 63% degli italiani ha un’opinione sfavorevole dei musulmani presenti nel nostro paese. forse ad alimentare il crescendo islamofobo contribuisce, in maniera decisiva, l’ignoranza. La non-conoscenza». Lo ha dichiarato il salernitano Abu Al Quassim, salernitano convertitosi all’Islam, recentemente vittima di un linciaggio da parte di un gruppo di balordi.

Recentemente, sei stato vittima di un’aggressione da parte di balordi. Hai già dichiarato che non si tratta di razzismo ma di Islamofobia. Credi ci sia una sorta di timore nei confronti dell’Islam?

«Ci sono sicuramente, nel dibattito pubblico, posizioni islamofobiche, talvolta anche piuttosto becere. E c’è un’ostilità diffusa nei confronti dei musulmani, soprattutto se praticanti. In quest’ostilità ritroviamo una paradossale alleanza tra gli elementi più clericali della società italiana, che continuano a coltivare il sogno di un paese mono-religioso, e di elementi laicisti che sono in realtà ostili alle religioni rivelate nel loro complesso, più che all’Islam in quanto tale. Vi è poi un forte elemento strumentale, che fa sì che in alcuni momenti come l’attuale molti si sentano autorizzati a “prendersela” con i musulmani, esattamente come in altri momenti ce la si prende con gli zingari o con i meridionali».

Attraverso le Cronache, tempo fa, hai dichiarato che Salerno è una città accogliente. Pensi che sia ancora così?

«Salerno è accogliente e anche il suo popolo. Alla gente perbene di Salerno del mio quartiere, dico: lottate contro la fuga dalla realtà e dalla condizione umana, quale forma di complicità cieca con il male, per trarne degli insegnamenti positivi e utili soprattutto in un’epoca come la nostra in cui difficilmente ci si sofferma a pensare e riflettere, nella speranza che un simile degrado e tali atrocità non avvengano più. Il sonno del pensiero, genera mostri come i miei aggressorri. Il peggiore di tutti è l’uomo privato della propria dignità, che si lascia trascinare passivamente in balia di correnti, che lo riducono a strumento di ideologie antiche o moderne che siano.

Si può parlare di razzismo, oggi in città?

«Assolutamente no! Ma certi attegiamenti, alcune prese di posizioni estreme generano conflitti.Certamente il binomio centro-periferia ha ancora una sua corrispondenza al reale ma non racchiude tutto. Più corretto appare dunque parlare complessivamente di “città” e tematizzare l’esistenza di una “questione urbana dei quartieri” come il Rione Calcedonia” . Il centro di questa “questione urbana” è lo squilibrio assoluto, giunto ormai ad un limite estremo, tra la città privata (nel senso della proprietà e dell’ambito privato dello spazio sia esso residenziale che produttivo) e la città pubblica (intesa come servizi, trasporti, ambiente, beni culturali, spazio pubblico). Il volto del male banale che si rintraccia nei nuovi carnefici che investono i quartieri periferici come il rione Calcedonia rievoca una concezione di male antica, secondo cui il male peggiore che gli uomini commettono è causato dal vuoto lasciato in loro dalla totale assenza di pensiero. Ma è proprio questo a rendere ancora più inquietante e spaventosa la realtà di un male così disumano come quello del mio quartiere, la consapevolezza che i peggiori criminali del “21esimo secolo sono uomini che non pensano. Una conclusione sulla quale meditare, per non convivere in modo banale con l’assassino in cui ciascuno di noi potrebbe mutarsi».

A condannare fermamente la tua aggressione anche la Lega di Salerno, attraverso il presidente provinciale Mariano Falcone. Cosa ne pensi? «

Ringazio l’esponente della Lega Falcone per aver mostrato grande sensibilità! Questo mi conferma che oltre gli schieramenti vi è l’insidacabilità di alcuni principi». Abu Al Quassim ora sta meglio ma l’aggressione non è stata senza conseguenze: soffre ancora di perdita di equilibrio, abbassamento della vista anche se, rassicura, nel complesso sta bene.




Abu Al Quassim aggredito Linciato da ignoti

Erika Noschese

Ennesimo episodio razzista in città. A farne le spese, questa volta, Abu Al Quassim, il salernitano convertitosi all’Islam, nonché curatore della Moschea di Salerno. L’episodio risale allo scorso 25 agosto ma solo ieri Abu ha avuto la forza di raccontare quanto accaduto. Dopo le visite in ospedale è tornato a casa con un trauma cranico, dolore allo stomaco e lividi. «Non ho ben idea di quante siano state le persone che mi hanno aggredito, credo due ma non ne sono certo». ha dichiarato Abu Al Quassim. Il salernitano, infatti, era in via Settimio Mobilio quando è stato linciato da questi balordi. «Più che razzismo credo si tratti di Islamofobia», ha poi dichiarato l’uomo, seriamente preoccupato per il clima d’allarme generale che si sta creando, non solo a livello locale ma anche e soprattutto nazionale, in virtù degli ultimi episodi che si sono susseguiti. Abu Al Quassim, come suo solito, indossava una tunica bianca il kami, e racconta di essere stato avvicinato con una scusa per poi essere stato strattonato a forza fuori e picchiato sulla testa, in faccia, sputato addosso. «Mi apostrofavano con “mussulmano di merda, bastardo, crepa” e giù botte, senza il.minimo intervento da parte degli astanti. Mi ha impressionato la totale indifferenza dei passanti, di chi era lì e ha visto, fortuna che quando mi sono rifugiato nel bar più vicino, con forti dolori e giramenti di testa, hanno subito chiamato il118, i cui operatori mi hanno trovato la glicemia altissima. Il referto ospedaliero ha registrato trauma cranico con elevata glicemia, lividure su braccia e gambe», ha raccontato ancora l’uomo. I carabinieri che sono tempestivamente intervenuti hanno acquisito le immagini delle telecamere mentre la Procura ha aperto un’inchiesta. Non è la prima volta che Abu Al Quassim è vittima di episodi a sfondo razzista, non solo per il suo credo religioso ma anche per gli abiti che utilizza di solito e che richiamano la sua fede. Ora, Abu è preoccupato per sé stesso e per la sua famiglia ma non si arrende, intenzionato ad andare fino in fondo per risalire ai vigliacchi che lo hanno barbaramente aggredito. Solo pochi giorni fa, l’uomo era stato impegnato con la festa del Sacrificio, evento molto atteso dalla sua comunità.