Scafati. Aliberti incassa il “tfr”, polemiche dal M5S e dalla commissione, che striglia i dirigenti

Di Adriano Falanga

<<Lo stipendio ad ex sindaco e ex assessori sì, le sanzioni no?>>. Il Movimento 5 Stelle scrive alla triade commissariale, ponendole davanti la vicenda Anac e incompatibilità di Andrea Granata alla Scafati Solidale e Mario Ametrano alla Scafati Sviluppo. <<Una richiesta che verte sulle responsabilità economiche a cui l’ex sindaco non può sottrarsi: quelle contestate ufficialmente dall’Anac con il deliberato 156 del 10 dicembre 2015  il quale decretava: “All’esito del procedimento così instaurato il RCP, deve dichiarare la nullità della nomina ed irrogare la sanzione (ex art. 18 del d.lgs n. 39/2013)” – spiegano i grillini – l’organismo guidato da Raffaele Cantone, oltre che dichiarare illegittime le nomine di Andrea Granata a presidente del cda di Scafati Solidale e di Mario Ametrano come amministratore delegato di Scafati Sviluppo, imponeva anche la restituzione di quanto economicamente corrisposto ai vertici contestati, tutto ciò è stato ottemperato?>> A scuotere gli attivisti la recente liquidazione di oltre 13 mila come indennità di fine rapporto di Pasquale Aliberti. <<Chiediamo, nel caso in cui non sia stato disposto che si provveda al più presto prima che vengano liquidate altre somme all’ex sindaco di Scafati>>. La determina è partita dall’area Servizi al Cittadino, guidata dalla dottoressa Laura Aiello. Il Testo Unico Degli Enti Locali prevede l’integrazione dell’indennità dei Sindaci, a fine mandato, con una somma pari ad una indennità mensile spettante per ciascun anno di mandato, proporzionalmente ridotta per periodi inferiori all’anno. L’indennità del sindaco per un comune come quello di Scafati è pari ad euro 3.904,41 mensili. Pertanto l’indennità di fine mandato, spettante per la carica di Sindaco del Comune di Scafati ricoperta nel periodo 14.06.2013/19.12.2016, ammonta ad euro 13.730,71.

Giacomo Cacchione

Ma a finire tra le polemiche anche il ragioniere capo Giacomo Cacchione, ritenuto forse troppo solerte. <<Cacchione risulta essere stato collaborativo con la magistratura, (uno degli elementi chiave dell’inchiesta e dello scioglimento, ndr) ma a noi poco interessa: nulla lo esula dalle sue responsabilità politiche e dirigenziali, passate e presenti. Ricordiamo che il dirigente Cacchione era super pagato dall’amministrazione Alberti ed era pagato per servire i cittadini e non essere asservito all’ex sindaco. A noi era chiaro, a lui forse no – puntualizzano i grillini – Anche agli ex assessori, oltre al sindaco, ultimamente sono state liquidate alcune cifre: ci sembra quantomeno intempestivo questo indirizzo delle risorse economiche, soprattutto a beneficio di persone che “servivano e guidavano” un’amministrazione responsabile e oggetto di scioglimento per infiltrazioni camorristiche. Che facciamo, lì premiamo? E ‘vero che i soldi gli spettano di diritto, ma non certo in via prioritaria. Tanti cittadini, professionisti e imprese attendono a lungo i pagamenti dall’Ente, sarebbero di serie B?>>

LA TRIADE: “intempestivo” il pagamento e diffida i dirigenti

Galeotti furono quei 13 mila euro all’ex sindaco, e cosicché la triade commissariale dirama una comunicazione di servizio in cui si stigmatizza la intempestività del provvedimento: “giunto appena pochi giorni dopo l’insediamento della Commissione Straordinaria, senza che la stessa ne fosse portata a conoscenza”. Insomma, che fretta aveva la dirigente Laura Aiello di liquidare prioritariamente i 13 mila euro di fine mandato all’ex sindaco? Non che l’operazione fosse illegittima, ma quantomeno risulta essere “intempestiva”. I tre commissari non l’hanno presa bene, e nella nota ammettono di aver avuto contezza della determina “tramite gli organi di stampa” e quindi scatta la diffida a tutto il personale di “fare attenzione all’obbligo di riservatezza in relazione a procedure in fase di adozione, evitando che vengano diramate notizie oltre ai normali canali di pubblicazione e diffusione previsti dalla legge”. Ergo, vietato parlare con i giornalisti, come se l’Ente fosse stato sciolto per “infiltrazioni giornalistiche” e non “criminali”. Si perdoni l’ironia, ma la stessa stampa la notizia l’ha appresa tramite il canale ufficiale che è l’albo on line, pubblico per legge (e meno male). Del resto la Prefetto Gerardina Basilicata lo aveva subito chiarito di non amare i giornalisti, quando al suo arrivo a Palazzo Mayer rispose alle domande dei cronisti con un “rivolgetevi in Prefettura”. E’ chiaro che non essendo politici non hanno bisogno di consenso e visibilità e non essendo eletti non devono dar conto alla città, ma al Ministero Degli Interni e alla Prefettura di Salerno. Ma spesso la stampa è semplicemente il megafono della città, non necessariamente è dedita al pettegolezzo istituzionale. E l’indennità di fine mandato, è una notizia che necessita essere divulgata. Altroché.




Scafati. Liquidati i gettoni di presenza ai consiglieri comunali relativi al terzo trimestre

Di Adriano Falanga

Liquidati i gettoni di presenza ai consiglieri comunali, relativi al terzo trimestre, o meglio, al periodo luglio-agosto-settembre 2016. Lo stallo istituzionale in cui versa Palazzo Mayer è lampante, pochissime le sedute, e non solo per l’intermezzo feriale di agosto, bensì perché le commissioni sono ferme, ergo, non si lavora a palazzo di città. L’unica commissione più prolifica è quella relativa agli affari sociali presieduta da Teresa Formisano, mentre le altre sono pressoché ferme, questo perché, dopo il voto al bilancio di giugno e dopo la fuga di consiglieri dalla maggioranza, non si capisce più chi sia governo e chi opposizione. E’ la ragione per cui giovedì sera si proverà a ricomporre le commissioni, durante il consiglio comunale. Nulla è però scontato, perché allo stato di fatto gli alibertiani, che rivendicano presidenze e la quota di 5 componenti per commissione, sono numericamente inferiori all’opposizione, che può contare (compreso i dissidenti) in 13 esponenti. Tutto questo sta comportando lo stallo delle attività istituzionali e gli alibertiani pur di non finire sotto, sono costretti a contare sul voto della (ex) minoranza. Una situazione che ha del paradossale, ma che esiste e resiste, e giovedi il primo cittadino sarà chiamato, alla luce di ciò che con ogni probabilità accadrà, a trarne le dovute conseguenze. In compenso, l’unica nota positiva è il risparmio economico per le casse dell’Ente, perché i consiglieri comunali non ricevono una retribuzione fissa, bensì un gettone di presenza per ogni seduta di commissione o consiglio comunale. Non arriva neanche a 2 mila euro la somma totale da stanziare sull’apposito capitolo di bilancio, al contrario degli oltre 12 mila del secondo trimestre e dei 7500 del primo. Sulla scia del primo trimestre, il gruppo ex maggioranza di Identità Scafatese, assieme a Roberto Barchiesi, hanno devoluto al fondo di solidarietà Tari il 50% dei loro emolumenti, ma sono appena 136 euro, rispetto ai mille dello scorso trimestre. A Scafati gli eletti all’Assise percepiscono un gettone di presenza pari a 34,15 euro lordi per ogni seduta di commissione e consiglio comunale.

2-teresa formisanoLo Statuto fissa un tetto massimo di presenze oltre il quale la retribuzione resta invariata. Tetto fissato a 28 sedute mensili tra commissioni e consigli. Con appena 9 sedute spettanti è la forzista Teresa Formisano la più “presente”, portando a casa 307 euro. Tra gli alibertiani la seguono Dalila Borriello, subentrata al dimissionario Pasquale De Quattro e alla sua prima “busta paga” da consigliere, per lei 210 euro. Michele Raviotta e Carmela Berritto ex aequo con 6 sedute e 204 euro. Segue Filippo Quartucci con 170 euro per 5 presenze. Tra le fila dell’opposizione (tecnicamente impossibile definirla minoranza) spiccano le 5 presenze di Bruno Pagano: 170 euro di cui 85 devoluti al fondo Tari. Segue il piddino Michelangelo Ambrunzo: 102 euro. Ancora un ex di maggioranza a seguire, Alfonso Carotenuto con i suoi 102 euro. I restanti consiglieri sono pressoché fermi a soli 34 euro, relativi a una sola presenza, quella del consiglio comunale di fine luglio. Cifra tonda, pari a zero, per il capogruppo Fdi Cristoforo Salvati. Una sola presenza anche per l’alibertiano e vice presidente Acse Mimmo Casciello. I suoi 34 euro restano però nelle casse comunali in quanto il consigliere è dal marzo 2014 che ha ufficialmente rinunciato a percepire gettoni. Nonostante ciò, essendo consigliere comunale non può percepire neanche l’indennità di 13 mila euro annui dalla società partecipata ma anzi, il consiglio comunale ha avviato la decadenza per il doppio incarico ricoperto, vietato dalla legge. Giovedì la seconda fase del procedimento.

1-terzo-trimestre




Scafati. Gettoni di presenza, quattro consiglieri devolvono mille euro al fondo Tari

Di Adriano Falanga

Risparmi anche in consiglio comunale, grazie alla devoluzione del 50% del gettone di presenza di alcuni consiglieri comunali. A differenza però della giunta, il taglio in questo caso è di tipo solidale, e non punta al risparmio per l’ente, bensì al sostegno delle fasce sociali in disagio. Il gruppo Identità Scafatese: Stefano Cirillo, Bruno Pagano e Daniela Ugliano, assieme al collega Roberto Barchiesi, hanno infatti devoluto la metà dei loro gettoni ad un fondo solidarietà Tari, per coloro che hanno difficoltà a pagare la salatissima imposta comunale sulla spazzatura. A certificarlo è la determina di liquidazione dei gettoni di presenza relativi al primo trimestre 2016. Un totale di quasi 7.500 euro per 24 consiglieri comunali. Ogni eletto percepisce un gettone di presenza di euro 34,15 lordi, per ogni seduta di commissione o di consiglio comunale. Lo Statuto fissa un tetto massimo di presenze oltre il quale la retribuzione resta invariata. Tetto fissato a 28 sedute mensili tra commissioni e consigli. Sulla scia degli anni precedenti, l’alibertiano Pasquale De Quattro si conferma il più presente, registrando 26 sedute totali per 887 euro di gettoni. Lo seguono i colleghi di maggioranza Alfonso Carotenuto e Alfonso Pisacane con 580 euro (e 17 sedute). Dalla minoranza è Michele Grimaldi il più presente: 478 euro per 14 sedute, lo segue l’amico di partito (Pd) Michelangelo Ambrunzo: 443 euro e 13 sedute. Poco più di mille euro è la somma totale che nei primi tre mesi finisce nel fondo solidarietà Tari grazie alla devoluzione di Roberto Barchiesi: 324 euro, frutto del 50% di 658 euro di indennità, di Stefano Cirillo: 153 euro (indennità di 307), Bruno Pagano: 307 euro (614 l’indennità) mentre Daniela Ugliano devolve 221 euro, frutto del 50% di una indennità di 443 euro. Non percepisce gettone dal marzo 2014, per sua scelta, Mimmo Casciello. Qui però il risparmio è zero, perché lo stesso non ha registrato nessuna presenza. Zero euro per zero presenze anche da Cristoforo Salvati, Angelo Matrone Nicola Pesce per l’opposizione e da Francesco Vitiello per la maggioranza. Agli atti non risulta nessuna devoluzione da parte di Brigida Marra (che ha percepito 409 euro) che pure aveva pubblicamente dichiarato di devolvere la sua indennità a favore della campagna informativa per la sicurezza stradale.

2-gettoni presenza primo trimestre 2016




Scafati. Anno nuovo, stipendio vecchio. Le retribuzioni degli amministratori comunali

Di Adriano Falanga

Anno nuovo, stipendio vecchio. Per il quarto anno consecutivo gli amministratori di Palazzo Mayer hanno determinato di percepire la stessa indennità e stesso gettone per i consiglieri comunali. Con determina 162 del 15 aprile, l’ufficio Servizi al Cittadino guidato dalla dirigente dottoressa Laura Aiello ha stabilito i compensi che a diverso titolo percepiranno gli amministratori scafatesi. Si è deciso di confermare gli importi del 2014, a loro volta già uguali a quelli del 2013. Nello specifico, il primo cittadino Pasquale Aliberti quest’anno percepirà 3.904,41 euro lordi mensili, stesso importo annuale sarà accantonato per l’indennità di funzione che percepirà a fine mandato. Il presidente del consiglio Pasquale Coppola porterà a casa uno stipendio mensile di euro 2.342,63 lordi, alla pari della Giunta, composta da Nicola Acanfora, Diego Chirico, Antonio Fogliame, Antonio Pignataro, Raffaele Sicignano. Percepirà di meno Annalisa Pisacane, in quanto diversamente dagli altri assessori la sua indennità è decurtata del 50% in quanto dipendente non in aspettativa, cioè che non ha lasciato il lavoro; per lei 1.171,31 euro. L’assessore ai Lavori Pubblici Giancarlo Fele ha un compenso di 2.928,31 euro lordi, in quanto ricopre anche la carica di vice sindaco. Confermati anche i 34,15 euro come gettone di presenza per i consiglieri comunali, che percepiranno sia per le sedute di consiglio comunale che per le commissioni cui fanno parte. I consiglieri possono stare anche in più commissioni. Non riceverà emolumenti per nessun titolo Mimmo Casciello, per sue espressa volontà. Il totale impegnato sul bilancio per l’anno in corso è di 330 mila euro.




Scafati. Ecco i consiglieri più presenti e più pagati

Di Adriano Falanga

Anche per il 2015 è Pasquale De Quattro (in foto) il consigliere comunale più presente e di conseguenza, più pagato. Lo Statuto comunale del comune di Scafati non prevede una retribuzione per i suoi consiglieri, bensì un gettone di presenza che ogni eletto percepisce ad ogni seduta consiliare o di commissione, pari a 34,15 euro lordi. Fissato anche un limite massimo oltre il quale non è possibile andare, e previsto un rimborso spese, a richiesta, che arriva fino a 500 euro annuali. Il 2015 ha visto la liquidazione di quasi 47 mila euro di gettoni di presenza. Non è noto il numero complessivo di sedute, ma è chiaro però che De Quattro le ha fatte tutte, o quasi. Sono 143 le sedute a cui De Quattro ha preso parte, sia come componente di commissione (è anche presidente della commissione Commercio) che a quelle consiliari. De Quattro, che di professione è commerciante ed è stato eletto in maggioranza, porta a casa un totale lordo di 4.883 euro. Lo segue l’indipendente eletto in minoranza, Michele Raviotta, del Cotucit: per lui un totale annuale di 120 sedute e 4.098 euro di indennità. Medaglia di bronzo per un altro consigliere di opposizione, il piddino Michelangelo Ambrunzo: 116 le presenze e 3.961 euro di gettoni. Al quarto posto Bruno Pagano, eletto in maggioranza: 107 sedute e 3.654 euro di gettoni percepiti. E’ consigliere di maggioranza anche Alfonso Pisacane, quinto con 87 sedute e 2.971 euro di indennità percepita. Buon piazzamento anche per Nicola Acanfora, è riuscito infatti a raggiungere quota 82 presenze in tre trimestri su quattro, in quanto da luglio è stato nominato assessore. Gli è subentrato l’avvocato Diego Del Regno, che pure è arrivato a 33 sedute con un incasso di 1.126 euro. Sicuramente una “promessa” per il 2016.

1-pesce nicolaCapovolgendo la speciale classifica, troviamo all’ultimo posto l’ex sindaco Nicola Pesce (in foto), attualmente capogruppo del Partito Democratico. Il noto cardiologo lo si è visto solo ai consigli comunali. Pesce totalizza appena 8 presenze, che portano via alle casse scafatesi solo 273 euro lordi. Arriva a 10 Mario Santocchio, consigliere di minoranza in quota Fdi, recepirà 341 euro. Siede in maggioranza la medaglia di bronzo dei “peggiori”, Francesco Vitiello: 12 presenze e 409 euro. Quarto peggior posto un altro consigliere in quota Fdi: Angelo Matrone. Il giovane eletto ha fatto sapere però di portare avanti una “protesta silenziosa” contro la maggioranza, ragion per cui diserta le commissioni. Matrone totalizza 16 presenze, pari a 546 euro di gettoni. La stessa protesta silenziosa è portata avanti anche dal capogruppo di Fdi, l’ex candidato sindaco Cristoforo Salvati. Nonostante ciò Salvati risulta presente 44 volte, con un compenso di 1.502 euro. A seguire troviamo ancora consiglieri di maggioranza, Brigida Marra è stata eletta in lista Forza Italia: per lei 40 presenze e 1.366 euro. Segue Stefano Cirillo, per diversi mesi del tutto lontano da palazzo Mayer a seguito di incomprensioni con il suo leader e primo cittadino Pasquale Aliberti. Un dissenso poi rientrato quest’anno, dopo la fase decadenza. Cirillo è stato presidente della commissione Statuto: per lui il 2015 registra 26 sedute e 887 euro di indennità. Non in classifica Michele Grimaldi, subentrato ad ottobre al dimissionario ex capogruppo Pd, Vittorio D’Alessandro. Nonostante i proclami di qualcuno, che pubblicamente dichiara di devolvere i suoi gettoni di presenza in beneficenza, l’unico che di fatto ha ufficialmente rinunciato a percepire l’indennità è il consigliere di maggioranza Mimmo Casciello. La sua rinuncia fu protocollata nel marzo 2014, quando entrò nel cda di Agroinvest. Il consigliere eletto in lista Udc preferisce stare più in mezzo alla strada e di fianco al primo cittadino che nelle commissioni in cui è stato nominato. Lo dimostrano le scarne 25 presenze registrate a tutto il 2015. Chi percepisce invece un regolare stipendio è la Giunta con il presidente del consiglio comunale. Al sindaco Pasquale Aliberti viene corrisposto uno stipendio lordo di 3.904 euro mensili. Al vicesindaco Giancarlo Fele 2.928 euro lordi. Segue Pasquale Coppola, Presidente del Consiglio: 2.342 euro. Gli assessori sono inquadrati alla pari di Coppola, anche per loro una indennità mensile lorda di euro 2.342. Siedono attualmente nell’esecutivo Nicola Acanfora, Raffaele Sicignano, Annalisa Pisacane, Antonio Pignataro, Antonio Fogliame, Diego Chrico.

gettoni 2015 COMMISSIONI CONSILIARI, DI COSA REALMENTE DISCUTONO? (clicca qui)




Scafati in Movimento propone tagli alla politica a favore delle famiglie disagiate

Tagli a gettoni di presenza, indennità e accorpamenti di settore, questa le richieste di Scafati in Movimento a favore della costituzione di un fondo di sostegno per i redditi familiari in difficoltà. La proposta tramite una nota stampa.

“Mentre la politica continua ad essere sempre più autoreferenziale noi siamo sempre attenti alle esigenze dei cittadini a partire dai più deboli e in situazione di necessità!
La crisi economica e sociale infatti, presente soprattutto nei territori del Sud, impone ai Comuni di intervenire per mitigare i disagi dei cittadini meno abbienti.
L’Associazione Scafati In MoVimento ritiene doveroso garantire un reddito mensile atto a restituire una vita quantomeno dignitosa ai cittadini scafatesi che vivono in condizioni di forte precarietà e povertà economica. Riteniamo giusto inoltre che cittadini richiedenti  tale misura di necessità , si rendino disponibili a servizi di pubblica utilità presso l’ente comunale.  Chiediamo che le coperture economiche vengano individuate effettuando gli opportuni tagli individuabili nei tanti sprechi presenti nella gestione amministrativa del Comune , partendo da una drastica riduzione delle  spese di rappresentanza alle indennità della giunta comunale e del sindaco oltre che dall’abbattimento dei costi esorbitanti delle partecipate e dei numerosi settori dirigenziali. In particolare riportiamo di seguito alcune voci di spesa per finanziare questo reddito minimo comunale ai cittadini disagiati. Da premettere che si tratta solo di esempi di alcuni tagli effettuabili ma saranno ben accetti altri suggerimenti da parte dell’attuale amministrazione a cui chiediamo di impegnarsi affinché garantisca una misura di necessità a chi ne ha davvero bisogno!
Stipendi dell’amministrazione (dimezzamento delle indennità di carica di giunta e sindaco)
Azzeramento dei gettoni di presenza
Quota ricavata dalle imposte comunali
riduzione del Cda delle Partecipate
Affitti d’oro attraverso una più efficiente riallocazione dei locali comunali
Accorpamento dei settori amministrativi e netta riduzione dei ruoli di vertice.

Continueremo a raccogliere i moduli dei cittadini scafatesi in difficoltà economiche che distribuiremo ai nostri gazebo nelle piazze scafatesi” conclude la nota.