Inchiesta presunti appalti truccati, avviso di garanzia per il governatore

Il governatore della Campania, Vincenzo De Luca, ha ricevuto oggi un avviso di proroga indagini per la vicenda relativa alle coop di Salerno sulla quale sta indagando la Procura. Lo si apprende da fonti dello staff dello stesso De Luca. L’avviso gli sarebbe stato notificato questa mattina dalla squadra mobile di  Salerno mentre era al Genio Civile. La notizia era stata anticipata da Le Cronache nei giorni scorsi e, questa mattina, da Massimo Giletti di Non è L’Arena.




“Dirigente di De Luca trovava sempre una soluzione giusta”

di Pina Ferro

“Quando c’era De Luca Vincenzo come sindaco e che questo chiamava il suo capo dirigente e diceva di fare la cosa, questo tanto studiava che trovava la soluzione”. E’ quanto si afferma in una conversazione intercettata e inerente il bando per la gestione delle spiagge libere del litorale salernitano.
Enzo Landi chiama Vittorio Zoccola, la conversazione riguarda il bando delle spiagge. Enzo dice che lo ha contattato Gianluca Izzo per parlargliene e Vittorio dice che è una cosa vergognosa e che hanno a che fare con persone incompetenti. Vittorio dice che la gara così com’è andrà sicuramente deserta perchè solo un pazzo potrà partecipare e accettare una cosa del genere perchè partecipare ad una gara dove non ti pagano ed il solo guadagno consiste nel noleggio degli ombrelloni e con una concessione per tre mesi.
Vittorio dice che così non parteciperà e che li aveva anche avvisati riferendo che per fare il servizio garantendogli il personale che dovrà essere pagato ad ore ovvero a l 3 euro all’ora e che per le IO spiagge ci vogliono 50/60 persone allora avrà bisogno di 6000 euro al giorno. Vittorio continua a conversare con Enzo me dice che hanno a che fare con incapaci che che la questione sta andando avanti da un mese e che hanno fatto qualcosa come 20 riunioni.
Enzo dice che Gianluca gliel’ha detto di questo e Vittorio dice che quando c’era De Luca Vincenzo come sindaco e che questo chiamava il suo capo dirigente e diceva di fare la cosa, questo tanto studiava che trovava la soluzione. Vittorio dice che quando ieri sera gli hanno detto gli ha risposto che se la possono fare loro la cosa e che poi questa mattina Davide Pelosio dovrebbe iniziare Davide Pelosio a preparare il bando.
Vittorio continua e dice che ieri hanno detto che avrebbero fatto un bando con la procedura d’urgenza e riservato alle cooperative così per accelerare la cosa e invece ieri sera ha scoperto che il bando è aperto a tutti, Vittorio “e fatevelo voi”, Enzo ‘fatevelo voi… e Peppe Ventura ohi”.
Vittorio dice che queste persone non hanno capito quanto sono importanti le cooperative.
Il riferimento è al bando emesso dal Comune di Salerno per la gestione degli arenili liberi: nessun pagamento per la discesa a mare ma solo per noleggiare, se richiesto espressamente, sdraio e ombrelloni dai bagnanti. Dunque, nessun guadagno certo ma giorno per giorno la difficoltà di raccimolare soldi. Da qui, l’ennesima intercettazione tra Vittorio Zoccola che, di fatto, si era rifiutato di partecipare al bando e Landi, il commercialista della cooperativa San Matteo, guidata da Davide Francese.

Vittorio Zoccola era tutte le mattine al Comune, voleva assicurarsi che tutto procedesse bene

La fervida dedizione con cui opera Zoccola, agli investigatori fin dall’inizio dell’attività investigativa, “in relazione alla sua continua presenza, quasi a mo’ di presidio, presso la casa Comunale, con cadenza pressoché giornaliera, alla predisposizioni di incontri e riunioni aventi come reale scopo quello di programmare, anche grazie al contributo fornito dalla rete di conoscenze di personaggi politici e funzionari, molti dei delitti-fine.
Grande interesse viene mostrato anche alla eventuale gestione delle spiagge pubbliche durante il periodo della pandemia.
Di seguito la conversazione tra Vittorio Zoccola e Gianluca Izzo (finito ieri mattina ai domiciliari dopo lo scandalo dell’audio fatto girare su whatsapp a pochi giorni dal voto per le elezioni amministrative nella città capoluogo), amministratore di fatto della cooperativa sociale “San Matteo”
Gianluca chiama Vittorio, gli dice che stamattina ha incontrato ad Enzo (Luciano, capostaff del primo cittadino ndr) il quale gli chesto di fornirgli, orientativamente, in base al progetto da loro fatto, il numero di persone da impiegare nel servizio di vigilanza delle spiagge libere e Vittorio gli risponde che già erano in grado di fornirlo, poiché, in media, dovevano considerar, per ogni spiaggia, l’impiego di due persone a turno, aggiunge, tranne per la spiaggia di Santa Teresa, dove occorreva impiagarne quattro. Vittorio, fa l’esempio della spiaggia di Torrione e dice a Gianluca che, in questa spiaggia saranno impiegate due persone. Gianluca sollecita Vittorio a fornire i dati per stasera e Vittorio lo rassicura, dicendogli. che avrebbe fatto i conteggi.
Vittorio Zoccola chiede a Gianluca Izzo dove è in questo momento e Gianluca gli risponde di essere in giro e che alle ore 19:00 di stasera, ha un appuntamento, con Nino Savastano al Dipartimento delle Politiche Sociali e lo invita a raggiunger/o in quell’Ufficio.

Dopo una perquisizione ritrovato un manoscritto: tessere elettorali

Tra il materiale sottoposto a sequestro nel corso delle varie perquisizioni vi è anche un documento manoscritto, che riporta come titolo “tessere” e segna un elenco dove sono indicati dieci soggetti e due società, in corrispondenza dei quali vi è una numerazione che dovrebbe indicare il numero di tessere, con un totale di 620 e, alla fine, l’indicazione di un importo per un totale di euro 4.570. In merito a tale appunto manoscritto è verosimile che il contenuto sia riferito a tessere “di partito” pagate dai soggetti indicati.
Adolfo Salsano dice: “a Vittorio!”. -Adolfo: Vittorio;
Vittorio: aho;
Adolfo: Vittorio, non hai capito, sto dicendo il fatto delle tessere… il fatto del tesseramento; – Vittorio: eh;
Adolfo: arriva Piero De Luca..chiama a Franco Picarone…dice così….”stammi a sentire Franco mi devi dare una mano perché c’è uno che vuole prendere…vogliono occupare il partito..inc”,…..Franco Picarore prende e che fa…chiama a Vittorio Zoccolo (nel frattempo si ascolta la risata di Vittorio Zoccola)…dice “scusa, mi puoi dare una mano vorreifare due tre tessere”… ; -Vittorio: questi scemi; -Adolfo: fa Vittorio…”ma che cazzo vi siete messi in testa..io adesso ne hofatto duecento” (si ascolta la risata di Adolfo); -Vittorio: quello mi chiamò…mi chiamò a mezzanotte;




Nome di Nino Savastano tirato in ballo in passato dai collaboratori di giustizia

di Pina Ferro

Giovanni Savastano, nel corso del tempo, è stato tirato in ballo da alcuni collaboratori di giustizia che hanno descritto il legame tra il consigliere comunale ed alcuni soggetti noti alle forze dell’ordine. Si tratta di personaggi di spicco nel panorama criminale della città di Salerno. Va precisato che in passato Savatano è stato coinvolto in vicende giudiziarie. Era accusato di concorso esterno in associazione camorristica, abuso di ufficio aggravato dalla finalità di agevolare l’associazione a delinquere facente capo a D’Agostino Giuseppe . Procedimento che si concluse con un’assoluzione. “E se in tempi trascorsi -scrive il Gip – tali accordi erano stati qualificati in sede processuale come mero scambio di favori nei confronti di “amici di quartiere” (il riferimento è agli accertati rapporti tra il Savastano ed i fratelli D’Agostino Giuseppe e D’Agostino Antonio”, che “erano sì camorristi, ma anche i compagni di infanzia del Savastano cresciuto nel Rione Petrosino”), essendo carente la prova di un nesso tra le condotte contestate al Savastano e le competizioni elettorali nel corso delle quali il medesimo aveva ottenuto l’appoggio del clan D’Agostino – Panella, le indagini effettuate nel presente procedimento penale non lasciano, invece, residuare dubbi sulla contiguità tra patto corruttiva elettorale e condotte illecite finalizzate a plurimi delitti di turbativa d’asta, con lo Zoccola”.
A parlare, per la prima volta, di Giovanni Savastano e del suo coinvolgimento con Peppe D ‘Agostino è il collaborante di giustizia Pisapia Adamo.
Alle sue dichiarazioni hanno fatto eco le successive dichiarazioni di Cuomo Andrea, Esposito Carmine, Iannone Bruno e, da ultimo, in seguito alla scelta di collaborare con la giustizia maturatasi nell’aprile del 2006, anche Ubbidiente Angelo.
Il primo riferimento a Savastano fu fatto, infatti, da Pisapia nel corso dell’interrogatorio rilasciato il 6 novembre 2000, dunque, in epoca precedente all’ultima competizione elettorale dell’anno 2001.
In particolare, Pisapia riferiva che in entrambe le competizioni elettorali in cui la lista aveva avuto a capo il sindaco Vincenzo De Luca, “era stato portato” un politico, Nino Savastano, su ordine di Peppe D’Agostino.
E’ evidente il riferimento di Pisapia alle elezioni tenutesi negli anni 1993 e 1997, elezioni in cui, a Salerno, concorreva per la carica di sindaco Vincenzo De Luca, e Pisapia riferiva testualmente: “Si, l’abbiamo portato noi questo politico perché… Peppe D’Agostino disse (…) anche perché nel rione nostro si può dire, Rione Petrosino, via Capone, stiamo là… e Peppe disse di portare lui, assolutamente lui e infatti nelle votazioni ci mettemmo tutti davanti alle scuole e chiunque persona passava li là gli dicevamo di dare questo voto a questa persona perché serviva per … tante cose insomma, avere un politico come amico… tipo gare d’appalto insomma, qualche lavoro che si doveva prendere soldi”.
Secondo la ricostruzione di Pisapia l’assessore Savastano era stato sempre molto vicino al clan essendo legato a Matteo Palumbo, ed era stato proprio il clan a spingere il Savastano a candidarsi confidando nella possibilità che questi, dopo De Luca, potesse diventare addirittura sindaco con il loro appoggio poiché essi, anche attraverso Ciro Marigliano ed il Panella, avevano il controllo in varie zone di Salerno. Successivamete Pisapia precisò di non sapere come facesse Savastano a far prendere i lavori alla ditta di Palumbo in quanto questi argomenti venivano discussi tra Savastano, Giuseppe D ‘Agostino e Matteo Palumbo anche se gli altri associati ne erano, comunque, a conoscenza.
Il 12 aprile 2006 il Pisapia, dichiarrò, inoltre di conoscere Fiorenzo Zocco/a , persona che riferiva essere legalissima a D ‘Agostino Giuseppe e che aveva ricevuto tanti soldi con i lavori ricevuti al Comune da costruirsi una mega villa nei pressi dell’aula bunker dì Salerno. Alla domanda del magistrato circa le modalità con cui venivano assegnati i lavori a Zoccola Pisapia rigferì,: <venivano assegnati perché questi apparteneva al D’Agostino e pertanto veniva favorito.
Preciso meglio che dei rapporti tra il D ‘Agostino ed esponenti del Comune di Salerno, in particolare Savastano e qualcun altro, beneficiava lo Zocco/a. E’ stato proprio quest’ultimo a consigliare al D’Agostino di aprire una ditta per fare tali lavori sul Comune di Salerno> Dei rapporti di amicizia tra Savastano e D’Agostino hanno parlato anche i collaboratori di giustizia Andrea Cuomo, il l9 gennaio 2005, Carmine Esposito il 6 dicembre del 2005, Bruno Iannone. Anche Angelo Ubbidiente, interrogato dai magistrati nel giugno 2006 riferì di conoscere Giovanni Savastano da una vita “rapporti proprio, cose normali” ed alla domanda su cosa significasse l’espressione “cose normali” replicava: “ha fatto cambiare il cognome a mio figlio, prima perchè portava il cognome di…mi sono rivolto a lui come dovevo fare, che carte… poi lui mi spiegò quali cose, qualche sussidio che ha fatto mia moglie, però rapporti di cose no, di illeciti no, non l’ha mai fatto. Lo conosco proprio…da ragazzi ci conosciamo”.
Ubbidiente ricordò anche dell’episodio in cui si era presentato nella stanza di Savastano, al Comune, in quanto l ‘assessore gli aveva organizzato un incontro con una persona che aveva una ditta per conto del Comune al fine dì verificare la possibilità dì poter esserne assunto.
Le indagini della Dia hanno accertato che la persona con cui Angelo Ubbidiente si incontrò al Comune era Bruno De Rosa B presidente del Consiglio di Amministrazione della Cooperativa Albanova, dalla data della sua costituzione fino al mese di ottobre dell’anno 2002.

Le intercettazioni/ Angelo Caramanno si rifiuta di partecipare alla giunta comunale

Durante una conversazione telefonica intercettata, l’assessore Caramanno si mostra chiaramente preoccupato per la vicenda cooperative e per l’adozione di questa ulteriore proroga, affermando in maniera tassativa di non voler aver nulla a che fare con loro: “Noooooooooo, io non mi gioco niente perché io con quella gente … no ci voglio avere a che fare”. In quell’occasione, Caramanno non partecipa alla giunta comunale, forse fuori Salerno.
Luca Caselli ad un certo punto non ti sentivo più…
Angelo Caramanno neanche io, scusami…
Luca Caselli: chiama un attimo, per me c’è la fate anche domani non è un problema, cioè voglio dire..•
Angelo Caramanno domani- quindi oggi scade comunque..
Luca Caselli: oggi scade il rapporto di lavoro del giorno 15, per fare io poi le proroghe con le determine senza soluzione di continuità, le devo fare entro domani, dopodomani·- insomma posso scrivere dal 15 in poi, non è che posso andare troppo oltre, sarebbe stato bene…•pronto…•
Angelo Caramanno: ehi …
Luca Caselli: sarebbe stato buona norma che avessimo fatto tutto prima, però come al solito non si sa mai niente ·- pareva che queste benedette Commissioni le riuscivano a fare, invece non le hanno fatte,
Angelo Caramanno: però vista la delicatezza dell’argomento io te lo chiedo a livello personale • e visto che io sto in “mezzo al fuoco” per questa cosa, anche a livello personale-· informami non •••
Luca Caselli: ma io per questo ieri ti ho mandato la determina-·
Angelo Caramanno: ho capito, ma comunque ieri .•. (si accavallano le voci)-·
Luca Caselli: a me ieri hanno scritto, perché onestamente, se tu .. si io avevo detto “guardate dopo il 15 possiamo andare perché abbiamo scritto che non c’era una proroga, era la risoluzione del rapporto di lavoro”, poi visto e considerato che come al solito le gare perdono tempo, ma c’è ancora il fatto che sono sempre…
Angelo Caramanno: e l’hai messa a proposta mia … l’hai messa quindi·-
Luca Caselli: e come delibera d’indirizzo la proposta tua, che da solamente l’indirizzo a me di fare le proroghe, come tutte le altre volte Angelo, •.. no, c’è grande differenza •.. è come le altre volte che le abbiamo fatte, io adesso in questo momento visto e considerato che non hanno terminato diciamo gli atti di gara •.. che erano relativi alla cosa, si prorogano per altri due mesi nelle more che si finisce· tieni conto che sono già stati tutti quanti ammessi alla fase successiva, eh
Angelo Carammanno: ok.••
Luca Caselli: quindi stiamo più tranquilli…
Angelo Caramanno: ok..
Luca Caselli: no, no, stasera è una cazzata, anzi ti posso dire una cosa giocatela in un altro modo, nel senso che …
Angelo Caramanno: Noooooooooo, io non mi gioco niente perché io con quella gente … no ci voglio avere a che fare
Luca Caselli: ho capito, però voglio dire questa è una cosa buona, che stai facendo per i dipendenti per evitare che vadano in mezzo alla strada … per i prossimi mesi..
Angelo Caramanno: va bene, fammi chiamare un attimo al Sindaco…ciao..




L’11 dicembre 2002 il Comune decide di suddividere il territorio in 7 ambiti

A cura di Pina Ferro

Era l’11 dicembre del 2002 quando il comune di Salerno con apposta delibera di giunta stabiliva di procedere alla manutenzione del patrimonio stradale suddividendo il territorio comunale in 7 ambiti o lotti e di avvalersi anche delle prestazioni professionali delle cooperative, sia sociali che di produzione e lavoro, presenti sui territorio.
Successivamente, l’Ente stabiliva di volersi avvalere, per l’espletamento dei servizi in questione, della sola cooperazione sociale (e non anche a quella di produzione lavoro) e di operatori economici individuati sui libero mercato. A tal fine, quindi, l’Ente s’impegnava ad affidare il 50% dell’intero progetto manutentivo (costituito da 7 lotti) a cooperative sociali di tipo “B” da individuarsi secondo una ben determinata procedura e con le quali, successivamente, sarebbe stato stipulato specifico atto convenzionale. Successivamente i lotti furono ridotti a sei e affidati alle cooperative sociali individuate con l’anzidetta procedura, escludendo il ricorso al libero mercato. A seguito di ciò, con determinazione dirigenziale 6172 del 2.12.2003, a firma del dirigente Basile Matteo, preso atto dell’indisponibilità di bilancio, che non consentiva di far fronte all’impegno complessivo di 1.455.876 euro, si è proceduto alla stipula degli atti contrattuali per l’affidamento dei seguenti 4 lotti: lotto numero 4 alla “Società Cooperativa Sociale Alba Nova”; lotto numero 5 alla “Societa Cooperativa Sociale Terza Dimensione2; lotto numero 6 alla “Societa Cooperativa Sociale Lavoro Vero”; lotto numero 1 alla “Società Cooperativa Sociale II Leccio”. L’affidamento aveva una durata di 12 mesi. Successivamente l’affidamento fu prorogato di anno in anno fino al 2007 con vari provvedimenti amministrativi. Il 3 marzo del 2007 (delibera di giunta 458/07) il Comune di Salerno approvava il quadro degli interventi di manutenzione ordinaria e conservativa del patrimonio cittadino, distinti in 8 ambiti territoriali, per l’importo complessivo di 1.600.000 euro IvA esclusa, stabilendo l’affidamento del progetto manutentivo, per la durata di un anno rinnovabile, a cooperative sociali di tipo B. Con !a medesima deliberazione veniva, altresi, stabilito che la selezione delle cooperative sociali di tipo B sarebbe avvenuta, previo invito a negoziare e sulla base di apposita richiesta di partecipazione, a seguito della valutazione di specifici requisiti (progetto di inserimento o stabilizzazione lavorativa, precedenti esperienze lavorative in analoghe attività, adeguata organizzazione del servizio ed adeguata dotazione di mezzi ed attrezzature). Con determinazione dirigenziale numero 1895 del 14.5.2007, il dirigente Di Lorenzo Alberto dava atto che, per Ia procedura d’evidenza pubblica oggetto d’analisi, erano pervenute 16 offerte da parte di cooperative sociali e che la gara si era sviluppata nelle sedute del 7 e 9 maggio 2007. La Commissione aveva formato Ia seguente graduatoria: Eolo coop. sociale punti 100; Alba nova coop. sociale punti 95,22; Lavoro vero coop. sociale punti 94,78; Il Leccio coop. sociale punti 91,11; Terza Dimensione coop. sociale punti 89,33; 3 SSS coop. sociale punti 84,89; le Ali coop. sociale punti 73,33; Gea coop. sociale punti 72,67; Socofasa coop. sociale punti 63,78 ; Social sSogno coop . sociale punti 62,78; La Quercia coop. sociale punti 60,44 ; Il Verde Pino coop . sociale punti 44,78 ; I Cento fiori coop . sociale punti 44,00; Prime work coop . sociale punti 41,67; Cronos Raito arl onlus coop. sociale punti 35,44. Successivamente vennero effettuati gli affidamenti alle prime 8 cooperative.a ciascuna delle quali venivano riconosciuto un corrispettivo di 200.000 euro oltre Iva. Con la delibera di giunta 959 del 30.11.2012, l’amministrazione comunale salernitana disponeva l’espletamento di una procedura d’evidenza pubblica riservata alle cooperative sociali di tipo B iscritte nell’Albo Regionale per la provincia di Salerno- finalizzato all’affidamento dei medesimi servizi per i quali, per ciascun lotto, sarebbe stato riconosciuto un corrispettivo di 200.000 euro oltre Iva. Con determinazione dirigenziale, a firma del dirigente Luca Caselli, venivano approvati gli atti necessari per procedere alla gara che si concludeva con successiva determinazione dirigenziale 2211 del 19.6.2013 con !a qua!e il predetto dirigente approvava la graduatoria provvisoria: Lotto 1 alla Società Cooperativa Sociale Il Leccio; lotto 2 alla Società Cooperativa Sociale Le Ali; lotto 3 alla Società Cooperativa Sociale 3 SSS Servizi Sociali Salernitani; lotto 4 alla Societa Cooperativa Sociale Eolo; lotto 5 alla Società Cooperativa Sociale Alba Nova; lotto 6 alla Societa Cooperativa Sociale Terza Dimensione; lotto 7 alla Società Cooperativa Sociale Lavoro Vero; Lotto 8 alla cooperativa sociale San Matteo. Con determinazione dirigenziale 3789 del 27.10.2014, il dirigente Caselli prorogava di un ulteriore anno gli affidamenti , con conseguente sottoscrizione, sempre a firma del medesimo dirigente, di specifiche convenzioni con le cooperative sociali affidatarie dei servizi. Avendo deciso di individuare nuovi contraenti, con determinazione dirigenziale 2097 del 29.6.2015, Caselli approvava g1i atti propedeutici alla celebrazione di una nuova procedura d’evidenza pubblica, ancora una volta riservata alle sole cooperative sociali di tipo B, per l’affidarnento, per !a durata di 1 anno, di 8 lotti per la manutenzione ordinaria e conservativa del patrimonio cittadino per ciascuno dei quali sarebbe stato riconosciuto un corrispettivo di 200.000 euro oltre Iva. Nelle more dell’espletamento della procedura di selezione del contraente, con i seguenti provvedimenti amministrativi il dirigente Caselli a prorogava ulteriormente gli affidarnenti sopra indicati: con determinazione dirigenziale 3669 del 22.l0.2015 peril periodo dall’l.l0.2015 a! 30.3.2016; con determinazione dirigenziale 1643 del 6.4.2016 per il periodo dal 31.3.2016 al 30.6.2016; con determinazione dirigenziale 3355 del 14.7.2016 per il periodo dall’ 1.7.2016 a! 30.9.2016; con determinazione dirigenziale 4589 del 12.10.20!6 per il periodo dall’1.10.2016 al 30.11.2016.
Anche per fronteggiare le gravi carenze di igiene e pulizia della città il Comune di Salerno stabiliva di: (delibera di GM n. 748 del 7.7.2006)
avvalersi, in via temporanea, per il tempo strettamente necessaria a[ superamento delle cattive condizioni igieniche in cui versa la maggior parte delle aree pubbliche comunali ed a tutela dell’igiene pubblica, stante anche l’attuale periodo estivo e comunque sino a tutta il 3010912006, delle prestazioni delle seguenti cooperative sociali di tipo “B “, ricorrendo alla stipula di atti convenzionali ex art. 5, comma I della predetta Iegge n. 381191 per !o svolgimento dei lavori di manutenzioni ordinaria e conservativa del patrimonio comunale e per la pulizia dei capistrada: Cooperativa “II Leccio “; Cooperativa “Alba Nova”; Cooperativa “Lavoro Vera”; Cooperativa “Terza Dimensione”.




Colonnello muore dopo vari controlli in ospedale

di Pina Ferro

Sarà l’inchiesta della magistratura ad accertare eventuali colpe mediche nel decesso di un colonnello dei carabinieri in pensione residente a Montecorvino Rovella e deceduto durante il trasporto presso l’ospedale “San Giovanni di Dio e Ruggi d’Aragona di Salerno” a causa di un trombo. Il ricorso ai medici del Ruggi era avvenuto a seguito di diverse visite ed un breve ricovero presso l’ospedale “Santa Maria della Speranza” di Battipaglia. E sarebbero proprio alcuni sanitari del nosocomio della Piana del Sele ad essere stati iscritti nel registro degli indagati dopo la denuncia presentata dalla figlia dell’uomo. L’ex colonnello dei carabinieri Andrea Magazzeno è spirato lo scorso 13 aprile. Era il 28 marzo scorso quando l’uomo fu ricoverato presso l’ospedale di Battipaglia a seguito di una caduta da un alberio che gli aveva causato una ferita all’inguine. Sottoposto alle cure del caso e, suturata la ferita, il paziente, dopo due giorni di permaneza in ospedale, fu dimesso con l’invito a ritornare, per una visita di controllo il 9 aprile. In taele data il colonnello in pensione si reca in ospedale e racconta ai medici di avvertire dei dolori alla gamba in corrispondenza della ferita. Al termine della visita il paziente riferì alla figlia che i medici avevano riscontrato un cordone sottocutaneo all’inguine ed un ematoma in corrispondenza della ferita per i quali erano stati prescritti ulteriori farmaci entre era stata tolta la somministrazione di antibiotici. nei giorni successivi ha avuto ulteriori dolori. Lo scorso 13 aprile il dolore si è ripresentato accompagnato da sudorazione e problemi respiratori. A questo punto la figlia decide di richiedere l’intervento di un’ambulanza e per questo contatta il 118. Secondo quando denunciato ai carabinieri dalla figlia del colonnello, il mezzo di soccorso con medico a bordo, sarebbe intervenuto dopo 40 minuti. Il personale sanitario dell’ambulanzo dopo aver sottoposto il paziente ad un elettrocardiogramma e ipotizzando anche un contagio da Covid, decide di trasportare il paziente presso l’ospedale “San Giovanni di Dio e Ruggi d’Aragona” di Salerno. Purtroppo in ospedale il paziente è giunto cadavere. Successivamente si dirà che l’uomo è spirato a seguito di un trombo. La figlia ha presentato una denuncia ai carabinieri chiedendo che venisse accertato la reale causa del decesso del genitore e eventuali responsabilità dei medici dell’ospedale di Battipaglia che hanno visitato il padre. Sull’accaduto è stata aperta un’inchiesta da parte della procura affidata al sostituto procuratore Cioncada la quale ha immediatamente disposto il sequestro delle cartelle cliniche. Lo scorso 22 aprile, sulla salma dell’uomo, il medico legale Cornetta. incaricata dalla procura ha effettuati




Muore al Ruggi, c’è l’inchiesta

di Pina Ferro

Era stata investita il giorno di San Silvestro, giunta al pronto soccorso viene sottoposta agli esami diagnostici di rito e successivamente dimessa. Due giorni dopo ritorna in ospedale accompagnata dai familiari in quanto aveva avuto un malore, successivamente sarà stabilito che si tratta di emorragia cerebrale, ricoverata spira il 10 gennaio. Sul decesso della salernitana Antonietta Scannapieco è stata aperta un’ inchiesta da parte della Procura di Salerno. Al momento sono 12 i camici bianchi del Ruggi iscritti nel registo degli indagati. Un atto dovuto in quanto è stata disposta ed eseguita l’autopsia al fine di stabile se vi è un nesso tra l’incidente stradale subito e l’evento morto e se vi sono eventuali condotte negligenti da parte di coloro che hanno avuto in cura la paziente. Non è da escludere che l’emorragia cerebrale non abbia alcun nesso con l’evento traumatico subito alcuni giorni addietro. A rivolgersi alla magistratura sono stati i familiari dell’anziana donna. Ora non resta che attendere i risultati degli esami istologici sui tessuti prelevati in sala autoptica.




Cure ai cittadini, la Campania fanalino di coda: i dati forniti da Gimbe

di Erika Noschese

La regione Campania fanalino di coda per quanto riguarda le cure ai cittadini. E’ quanto rende noto l’inchiesta pubblicata ieri da Il sole 24 ore che rivela i dati resi noti dalla fondazione Gimbe relativi al monitoraggio sui Lea. Dall’indagine emerge, inoltre, che oltre un quarto delle risorse spese per garantire le cure non hanno prodotto alcun servizio. Nello specifico, andalizzando gli adempimenti dei livelli essenziali di assistena nelle regioni emerge che la Campania è al ventunesimo posto, con un adempimento inferiore ai 62,6%. Il check pluriennale di Gimbe arriva nei giorni caldi del dibattito sul nuovo Patto per la salute, che vede il gelo tra Stato e Regioni sull’ipotesi di nuovi commissariamenti, anche per inadempienza sui Lea. Secondo il presidente di Gimbe, Nino Cartabelotta, è necessario che la griglia Lea ceda il passo al Nuovo sistema di garanzia (Nsg) che scatterà a gennaio 2020. «La nostra valutazione pluriennale – dice infatti il presidente – fornisce numerosi spunti per definire le regole di implementazione del Nuovo sistema di garanzia che, salvo ulteriori ritardi, dovrebbe mandare in soffitta la griglia Lea dal gennaio 2020». Il nuovo strumento, di fatti, è stato sviluppato per documentare meglio gli adempimenti regionali oltre a mettere in atto strategie per prevenirne il progressivo “appiattimento”, è necessario utilizzarlo per rivedere interamente le modalità di attuazione dei Piani di rientro e permettere al ministero di effettuare “interventi chirurgici” selettivi sia per struttura, sia per indicatore, evitando di paralizzare con lo strumento del commissariamento l’intera Regione. «In un momento storico per il Ssn – conclude Cartabellotta – in cui il ministro Speranza ha ripetutamente dichiarato che l’articolo 32 è il faro del suo programma di Governo, i dati del nostro report parlano chiaro. Senza una nuova stagione di collaborazione politica tra Governo e Regioni e un radicale cambio di rotta per monitorare l’erogazione dei Lea, sarà impossibile ridurre diseguaglianze e mobilità sanitaria e il diritto alla tutela della salute continuerà ad essere legato al Cap di residenza delle persone».




Processi civili: il più lento è il Tribunale di Vallo

di Pina Ferro

Il tribunale di Vallo della Lucania è il più lento d’Italia nei tempi del processi civili. E’ quanto emerge dai dati diffusi dal ministero e riportati ieri dal Sole 24 ore. Dalle statistiche effettuate viene fuori una Penisola spaccata anche sui tempi della Giustizia. Secondo le stime del ministero presso il Tribunale di Vallo della Lucania, n media, prima di chiudere un procedimento passano 1.231 giorni. Il più veloce è quello di Ferrara. L’anno di riferimento è il 2018, ed il quadro che viene fuori, nella nostra provincia circa la durata dei processi civili presso i tribunali è: Salerno 573 giorni, Nocera Inferiore 622 e poi Vallo della Lucania con i suoi 1231 giorni. E andando ad analizzare i vari motivi per i quali ci si ritrova a ricorrere ai tribunali civili italiani ci si rende conto che il divario tra Nord e Sud è ancora pù netto. E, ad avere il primato negativo resta sempre il Tribunale di Vallo della Lucania il quale risulta il primo dei cinque tribunali più lenti con un tempo di durata del procedimento pari a 3340 giorni per quanto concerne le risoluzioni delle controversie legate ai contratti bancari (il più veloce Savona con 310 giorni). E, Vallo della Lucania è in testa alla classifica anche per la lughezza dei processi riguardanti proprietà e possesso con 3254 giorni; Contratti e obbligazioni con 4822 giorni, Pensioni 2558 giorni, Assistenza sociale 4769, lavoro dipendente e privato 2348 e nelle locazioni 2418. Il palazzo di giustizia più lento in provincia di Salerno per quanto concerne divorzio e contenzioso è quello di Nocera Inferiore con 1011 giorni (quarto nella classifica nazionale dei Tribunali più lenti nella materia specifica). Insomma, in provincia di Salerno la giustizia si è fermata a Vallo della Lucania.




Lasciano il carcere per i domiciliari il giudice Mauriello e altri cinque

E’ durata una giornata la detenzione dei 6 dei 7 arrestati dell’operazione sulle tangenti per aggiustare le sentenze della commissione tributaria. Resta ancora in carcere a Roma Casimiro Lieto, difeso dall’avvocato Giovanni Sofia, che sarà interrogato domani. Ieri mattina invece gli interrogatori degli altri indagati che poi hanno ottenuto i domiciliari. Davanti al Pm Guarino e il Gip Indinnimeo si sono alternati con i loro avvocati Antonio Mauriello (membro del Consiglio nazionale della giustizia tributaria), Giuseppe Pagano (giudice tributario), Rosario Attilio Passarella (dipendente presso la commissione tributaria), Francescopaolo Savo (professionista tributario), Giuseppe Somma (rappresentante della Full Project) In sostanza un po’ tutti hanno ammesso le loro responsabilità ma dagli interrogatori è venuto fuori ancora altro elementi per continuare le indagini, soprattutto sul ruolo che avrebbero svolto Naimoli e Sammartino, definiti i signori dei big l i e t t i n i .   Chiarita anche la posizione di Giuseppe Somma, commercialista della stessa ditta che ha dimostrato di nonn aver svolto nessun ruolo avendo compiti diversi da quello di consulente. Anche lui, difeso dall’avvocato Orazio Tedesco, ai domiciliari. Secondo le voci raccolte dagli interrogatori sarebbero stati gli stessi uomini infedeli a contattare le possibili vittime che erano in attesa di giudizio millantando conoscenze in alto. Un altro dipendente della commissione tributaria Rosario Attilio Passarella, difeso dall’avvocato Carmine Guadagno, ha ammesso parzialmente le prorpie responsabilità affermando solo di aver fatto da corriere per consegnare una busta a Fernando Spanò, presidente della V commissione tributaria ma non di essere a conoscenza del contenuto. Anche Mauriello, detto il bell’Antonio, difeso dal figlio Claudio (patron dell’Avellino) è andato ai domiciliari. Diversi gli addebiti l più eclatante riguarda la Soigea del sarnese Pappacena, già patron della Sarnese calcio. In ballo c’erano ben 35 milioni di euro di euro. «Pappacena era roba di Mauriello», si legge nelle carte. Ed è Mauriello che promette 10 mila euro al giudice in cambio della pronuncia favorevole per l’imprenditore. Soldi che vengono elargiti il giorno dopo il deposito delle motivazioni




Mauriello, l’Avellino e la Sidigas

Il nome di Antonio Mauriello, il giudice arrestato nell’operazione ammazza sentenze, è molto conosciuto anche ad Avellino. Conosciuto anche il figlio Claudio, avvocato, che non risulta coinvolto nell’indagine, attuale presidente dell’Avellino calcio. Il professionista è arrivato alla poltrona più alta del sodalizio irpino nel settembre dello scorso anno affiancato da Gianandrea De Cesare, proprietario del club e amministratore delegato, e Alessandro Iuppa, già dirigente del gruppo Sidigas. Poi la situazione economica del club è precipitata. un forzista amico di Cosimo Sibilia, Claudio Mauriello ha vissuto mesi difficili. C’è stata una estate di fuoco con la squadra dei lupi che rischiava di essere cancellata dal campionato di Lega Pro, dopo la vittoria dello scorso anno del torneo di serie D. Una crisi che ha coinvolto anche il basket per il crollo della società Sidigas di proprietà di Gianandrea De Cesare. Un rapporto tra i Mauriello e il titolare dell’azienda venuto fuori dalle carte dell’inchiesta, dove secondo le accuse della Procura avrebbe pilotato l’iter dei ricorsi a favore dell’azienda del gas, secondo incontri che ha raccontato agli investigatori Giuseppe Naimoli, un dipendente dell’ufficio tributario di Salerno, addetto ai terminali e indagato nelle due inchieste. In un caso Mauriello avrebbe versato 10mila euro per fa risparmiare alla Sidigas poco meno di un milione di euro. Inoltre, il giudice Spanò (si legge nel dispositivo di misura cautelare) accettava la promessa di ulteriori utilità al fine di interessarsi alle definizioni favorevoli di altri appelli proposti dalla Sidigas.