«Troppi incarichi dall’Autorità Portuale», Annunziata nel mirino dell’Anac

Andrea Pellegrino

Troppi incarichi diretti all’Autorità Portuale di Salerno, l’Anac contesta il «metodo Annunziata». I fatti raccolti riguardano il periodo della presidenza affidata all’ex sottosegretario ai trasporti, prima, dunque, della fusione con Napoli e Castellammare e la nomina di un commissario. Centosessanta gli incarichi che sono stati affidati senza gara, soprattutto a studi tecnici e di ingegneria. Alcuni di questi sono finiti nel mirino dell’Anac di Raffaele Cantone: «L’analisi dei dati e delle informazioni acquisite hanno consentito di rilevare un uso piuttosto frequente dell’affidamento diretto, soprattutto per gli incarichi di servizi attinenti all’architettura e ingegneria (progettazione, sicurezza, collaudo) di importo inferiore a euro 40.000,00. Tuttavia, a fronte di numerosi affidamenti diretti prevalentemente di lavori e/o servizi di ingegneria (140 totali) si deve dare atto della sussistenza di una discreta rotazione degli operatori affidatari, anche se in taluni casi si sono registrati, come sopra riportato, affidamenti ripetuti ai medesimi soggetti. In ordine alla ricorrenza di tali affidamenti diretti, che l’Autorità Portuale e l’ex presidente incaricato temporalmente in relazione al periodo assunto come riferimento, hanno ritenuto di giustificare adducendo motivi di urgenza, si ritiene di poter confermare i profili di contestazione formulati». Tra gli incarichi contestati anche quelli alla Rcm costruzioni, l’impresa che sta realizzando anche il Crescent nell’area di Santa Teresa. «Si richiama – si legge nella delibera – la mancata corretta applicazione dei principi generali di cui all’articolo 2 del decreto legislativo 163/2006 in ragione soprattutto della carenza rilevata in sede di attività programmatoria e comunque di pianificazione degli interventi da eseguire, quale corollario per una corretta azione amministrativa, che avrebbe potuto evitare il ricorrere dell’esigenza di procedere ripetutamente ad affidamenti in via d’urgenza». Dall’Anac, dunque, tre contestazioni: mancata programmazione degli interventi, l’uso della chiamata diretta e la non corretta effettuazione della stima del valore globale dei lavori e/o servizi da affidare.




Scafati. La triade irrompe nel Consorzio farmaceutico: “restituire le indennità non dovute”

Di Adriano Falanga

Rischiano di dover restituire 7 o 5 anni di indennità percepita, i componenti degli organi di indirizzo e controllo del Consorzio Farmaceutico Intercomunale. Dopo l’Acse e la Scafati Sviluppo, come da cronoprogramma, la commissione straordinaria arriva al Cfi dove il Comune di Scafati è socio di maggioranza, detenendo il 41% del capitale. In convenzione anche i comuni di Capaccio, Eboli, Salerno, Cava dei Tirreni. La triade ha subito chiesto contezza degli atti prodotti e una relazione (con cadenza mensile) sulle attività gestionali, amministrative ed economiche dell’ente. Non solo, i commissari intendono anche verificare eventuali posizioni di incompatibilità dei componenti di tutti gli organi consortili, a partire dal cda, dove presidente è lo scafatese Andrea Inserra, già presidente del consiglio comunale, mentre a sedere nel consiglio c’è Filippo Accardi, nominato da Pasquale Aliberti dopo la sua esperienza come assessore alla Pubblica Istruzione. Secondo lo slogan “Impegno, competenza e serietà” lanciato dal prefetto Gerardina Basilicata, i commissari hanno chiesto un parere presso la Corte dei Conti in merito al recupero delle indennità corrisposte ai membri del cda a far data dall’entrata in vigore della legge 122/2010. Andiamo per ordine. E’ il 28 marzo 2017 quando l’assemblea dei soci si tiene presso lo studio salernitano del notaio Giovanni De Bartolomeis. All’ordine del giorno anche l’adeguamento ai nuovi riferimenti normativi (appunto le legge 122 del 2010) dello statuto del Consorzio. Presenti i soci, nella persona di Raffaele Barlotti per Eboli; Gerardina Basilicata, Maria De Angelis e Augusto Polito per Scafati, Roberto De Luca per Salerno, Massimo Cariello sindaco di Eboli, e Paola Moschillo per Cava dei Tirreni. Viene definita la natura dell’ente, che in quanto Consorzio, è un ente pubblico non economico, dotato di personalità giuridica pubblica e di autonomia imprenditoriale. I nuovi riferimenti normativi e soprattutto la natura di ente pubblico non economico del Consorzio, comporta l’azzeramento di ogni indennità di carica percepita dai componenti lo cda.

1-gerardina basilicataUna prima ricezione della normativa è stata già deliberata dal Cfi nel novembre 2016, dove furono anche azzerati i compensi. Davanti al notaio accade però che i soci chiedano la revoca della parte di delibera in cui si dispone l’azzeramento economico, ponendo come esempio un caso ritenuto simile, relativo alla regione a statuto speciale del Friuli Venezia Giulia. Ed è qui che la triade alla guida del Comune di Scafati “rompe” le uova nel paniere ai presenti. E’ infatti la prefetto Basilicata (in foto) a chiarire che il caso friuliano è diverso da quello in discussione, e non solo, la triade pone anche un interrogativo: bisognerà pure restituire i compensi già recepiti? E così si dispone, con l’avallo dei soci consortili, di chiedere un parere presso la Corte dei Conti per appurare sia la legittimità del rimborso, ma anche gli anni della sua retroattività. Bisogna restituire i compensi a partire dal 2010 (anno di entrata in vigore della legge) oppure dell’ultimo quinquennio? Attualmente siedono nel cda Andrea Inserra come presidente, e i componenti Filippo Accardi, Antonio Agresti, Gaetano Criscuolo, Mauro Gnazzo. Ma ad essere chaimati alla restituzione dei compensi saranno, nel caso, anche gli ex componenti, tra cui gli “scafatesi” Antonio Fogliame, Antonio Monaco, Maria Rosaria Vitiello.

M5S: “PRONTO UN DOSSIER SU SETTE ANNI DI SPRECHI”

2-affitti farmacieContinua il braccio di ferro tra il Consorzio e il M5S scafatese. Dopo le accuse di scarsa trasparenza sul bando per un addetto stampa e la successiva replica dell’Ente, gli attivisti rilanciano. <<Ben 7 anni di spreco e sperpero contra legem. Uno spreco a cui il Consorzio ci ha già abituato, basti guardare il costo dei fitti delle sedi che ospitano le farmacie comunali, siamo attorno ai 20 mila euro al mese. Sarebbe anche interessante sapere chi sono i proprietari di questi stabili, memori della vicenda che vide coinvolta una delle ex farmacie presenti sul nostro territorio, quella di via Passanti>>. Questa farmacia fu spostata su via Aquino, ufficialmente perché necessitava di parcheggio antistante la struttura. <<Ci chiediamo perché negli anni non è stata mai presa in considerazione la possibilità di acquisto di locali accedendo ad un mutuo o in alternativa, collocarli in qualche proprietà già in possesso dei comuni – continuano gli attivisti – Ribadiamo e chiediamo ancora: perché non si è effettuata ancora una selezione pubblica per l’addetto stampa e si rinnova di mese in mese quello che “vinse”, unico partecipante, in pieno Natale? Come mai a vincere e sapere di queste selezioni sono sempre e solo le stesse persone saltate dalle grazie di Bottoni ad Aliberti passando per Santocchio? Come mai nessuno apre indagini interne su come un capannone valutato circa 6/700 mila euro fu acquistato ad 1 milione di euro? Lo stesso capannone super pagato ritornato poi nella disponibilità del proprietario per soli 2500/3000 euro al mese. L’impianto di refrigerazione dei farmaci dove è andato a finire? Come si trovavano assunte mogli e fidanzate di persone di spicco di due clan di Scafati?>> Infine la “minaccia”: <<consegneremo alla triade un dossier sulle spese fatte anche attraverso affidamenti diretti ad una azienda in particolare>>.




Scafati. Piano di Zona, polemiche sulle ultime assunzioni disposte dalla Di Somma

Di Adriano Falanga

Servizi sociali tra le priorità della gestione commissariale. Vittorio Saladino lo ha spiegato fin dalla prima ora, i servizi sociali sono prioritari e nulla sarà bloccato o sospeso, oltre ciò, il neo commissario ha anche lasciato intendere che interverrà in prima persona in questo delicato settore, fino ad oggi ripetutamente finito tra le polemiche per la sua gestione, oltre ad essere attenzionato dalla magistratura, sia ordinaria che antimafia. Il vecchio Piano Di Zona S1, guidato dal Comune di Scafati come ente capofila e coordinato dalla dottoressa Maddalena Di Somma non è mai stato un modello per gestione trasparente. Per capirlo basta andare sul sito, oramai fermo e non più aggiornato dopo lo spacchettamento voluto da Enzo De Luca. Alla voce, obbligatoria per legge “amministrazione trasparente” non è che c’è poco materiale, ma addirittura la sezione non è stata neanche mai creata. Impossibile quindi poter verificare e monitorare le attività, salvo le determine, pubblicate sull’albo del Comune di Scafati come ente capofila. Sono anni che le opposizioni denunciano strane procedure nelle assunzioni, quasi sempre filtrate dall’agenzia interinale Tempor di Roma e in cui compaiono esponenti politici o persone a loro vicino, parenti compresi. L’ultimo concorso poco prima dello spacchettamento, con la redazione di apposite graduatorie professionali triennali da cui attingere. Poi lo spacchettamento, voluto affinché ogni distretto sanitario potesse far capo ad un proprio piano di zona, in modo tale da snellire e ottimizzare le procedure per l’erogazione dei servizi socio assistenziali. Così Scafati resta capofila, in convenzione con i comuni di Angri, Sant’Egidio del Monte Albino e Corbara. Il ritardo nell’approvazione della convenzione ha di fatto comportato la chiusura del centro disabili “Raggio di Sole” ospitato presso il centro sociale di San Pietro, lasciando così senza struttura una trentina di ospiti. Firmata la convenzione, dopo apposita ricognizione interna è stata riconfermata la Di Somma a capo della nuova struttura. Una nomina fatta dal vicesindaco Giancarlo Fele, essendo Pasquale Aliberti già dimissionario, due giorni prima dell’arrivo del commissario prefettizio. Un ruolo ad interim, di natura provvisoria e fiduciaria che dovrebbe (il condizionale è d’obbligo) decadere con l’avvento del commissario prefettizio. Nonostante ciò però, la coordinatrice a fine 2016, con il commissario già insediato a Palazzo Mayer, ha dato il via a un piano assunzioni attingendo in parte dalla graduatoria e in parte dalla Tempor. Di queste assunzioni il commissario Saladino non sembra essere stato messo al corrente. “E’ decisamente scandaloso – spiega Mario Santocchio, consigliere uscente di opposizione – ricorrere alla Tempor, assumendo sempre i soliti noti, laddove esiste un’apposita graduatoria. La dottoressa Di Saia avrebbe dovuto avvisare il dottor Saladino, e non l’ha fatto, procedendo arbitrariamente alle assunzioni”. Una decisione che ha messo in agitazione anche gli altri comuni convenzionati. “Tutto questo è inaccettabile e condiziona la democrazia. Il Piano di Zona è una società pubblica – prosegue Santocchio che polemizza anche sul compenso della professionista – non è in linea con la politica di spending review, necessaria per la precarietà delle risorse disponibili. Al commissario prefettizio chiediamo di fare luce su questa vicenda”. Saladino, investito sulla questione, ha già chiarito di volerci vedere chiaro, lasciando trapelare anche che con la gestione commissariale “cambia tutto”, anche i dirigenti.




Scafati. Casciello all’Acse, protesta anche la maggioranza

Di Adriano Falanga

Gli ultimi scampoli di questa amministrazione comunale regalano anche l’ultima (si spera) polemica. Mimmo Casciello ritorna alla vicepresidenza dell’Acse, dopo aver rassegnato le dimissioni da consigliere comunale. Una decisione che dimostra, a chi ancora avanzava qualche dubbio, la netta volontà di Pasquale Aliberti di non ritornare sui suoi passi, e ritirare le dimissioni. Casciello in quasi tre anni infatti mai ha potuto “godere” di un incarico, a partire dall’assessorato, perché a subentrargli sarebbe stato l’ex vicesindaco Giacinto Grandito, oggi considerato vicino a Pasquale Coppola. Casciello si è dimesso perché tra una settimana circa arriverà il commissario prefettizio, a traghettare il Comune verso le elezioni anticipate. Naturalmente il tutto in attesa della decisione del Ministero dell’Interno di sciogliere il consiglio comunale per infiltrazioni mafiose, in tal caso, il ritorno alle elezioni non arriverà prima del 2019. La (ri)nomina del fedelissimo però ha sollevato molte più polemiche del previsto, percvhè avvenuta decisamente in sordina e in modi piuttosto ambigui. A nominare Casciello è stato infatti l’assessore Diego Chirico, dietro delega del vicesindaco Giancarlo Fele. E la notizia è venuta fuori grazie ad indiscrezioni, tant’è che fino a ieri mattina c’era ancora chi, tra le stesse fila della maggioranza, ammetteva di non saperne nulla. “Avrei almeno voluto dire la mia sulla opportunità temporale di questa ri-nomina. Mi auguro non porti altri malumori o bufere nella nostra città – ammette Diego Del Regno – Nulla da dire sulla scelta del componente del cda che ha già ottenuto dall’intero Consiglio meriti per il suo operato nella partecipata. Ma da qui a presumere che lo dovessimo telepaticamente sapere, ce ne passa”. Nessuna riunione, nessuna concertazione, perché il tutto parte dall’alto, è stato infatti Pasquale Aliberti a insistere su Fele, non facendo venire meno la promessa fatta al suo fedelissimo. “Se l’Amministrazione si fosse astenuta dal fare certe rinomine, in questi ultimi giorni prima del 18 Dicembre, sicuramente avrebbe fatto meglio. Il messaggio che passa, senza se e senza ma, è uno solo: attaccamento morboso alle poltrone”, a scrivere questo post su Facebook è Roberto Barchiesi. E a condividere quest’opinione è anche l’assessore Raffaele Sicignano e l’ex consigliere Pasquale De Quattro. Una nomina definita inopportuna, non tanto nel merito, ma nell’opportunità. Casciello tutto sommato è forse l’unico consigliere comunale operativo h24, ma fare nomine, nonostante le dimissioni irrevocabili del sindaco, a pochi giorni dal commissariamento e con la scure, quasi certa, dell’infiltrazione mafiosa, è decisamente un azzardo. “Questa nomina sostanzialmente non è una novità, ma un voler dare continuità all’ottimo lavoro, per altro riconosciuto anche dalle opposizioni nell’ultimo Consiglio Comunale, del Dottor Domenico Casciello all’interno della partecipata – difende così la sue scelta Diego Chirico – Lo stesso Casciello di fatto lascia il Consiglio Comunale dalle ore 14 di ieri. Dunque una scelta corretta dal punto di vista politico e dal punto di vista formale”. L’assemblea dei soci della partecipata, che ha ratificato la nomina dell’oramai ex consigliere comunale, si è tenuta alle 16:30. “Un’operazione svolta nel pieno rispetto delle norme che regolano la materia. Una nuova opportunità, per continuare a servire una città per la quale nutro un amore smisurato. D’altronde , il mio impegno è stato più volte riconosciuto ed apprezzato, non solo dalla stessa maggioranza ma anche dalle opposizioni consiliari” spiega Mimmo Casciello. Da incompatibile l’interessato passa però a rischiare l’inconferibilità, perché nella sua qualità di ex consigliere comunale la legge prescrive in due anni il tempo minimo per ricevere incarichi in società pubbliche.

UN DOCUMENTO INDIRIZZATO AL COMMISSARIO
minoranzaLe forze di opposizione stanno pensando ad un documento, da sottoscrivere anche con esponenti della maggioranza, che funga da “indirizzo politico” al commissario prefettizio, che si insedierà dopo il 18 dicembre. Sarà chiesto a chi rileverà i poteri di sindaco, giunta e consiglio comunale di revocare ogni nomina sindacale, e azzerare gli cda delle partecipate Acse e Scafati Sviluppo. Non una questione di merito, ma di opportunità, essendo questi incarichi di natura politica. Del resto, Aliberti non è dimissionario perché sfiduciato o perché stanco di essere primo cittadino, la sua scelta è conseguenza diretta della richiesta di arresto che pende nei suoi confronti, a seguito dell’inchiesta che lo vede accusato di voto di scambio politico mafioso. Secondo l’antimafia un sistema che nasce fin dal 2008 perpetrato dal primo cittadino uscente, fondato su incarichi, nomine e appalti pilotati, in cambio di voti. Ed è per questo motivo che si andrà in pressing sul funzionario prefettizio, nonostante sia sua facoltà lasciare i cda in piedi. “Con una città che a breve sarà commissariata si continuano a fare nomine in dispregio della legge – così Pasquale Coppola, presidente del consiglio comunale – è uno schiaffo ancora più forte all’immagine di questa città, alle persone oneste e capaci. Purtroppo al peggio non c’è mai fine”. Preannuncia battaglia Mario Santocchio: “chiediamo l’intervento dei revisori dell’Acse e dell’ente di verificare la legittimità della nomina, tenendo conto che in assemblea e’ andato un soggetto sprovvisto di potere perché delegato dal vice sindaco e non dal Sindaco e di riscontrare la nomina del consigliere alla luce dell’inconferibilita. Ricordo che l’Anac già sanzionò il Sindaco dimissionario per le nomine a Scafati Sviluppo e Scafati Solidale. Questi Signori non hanno alcun rispetto delle Istituzioni e della legge”. Dure le parole dell’ex alleato Stefano Cirillo: “la rovina di Aliberti sono soprattutto loro, volti nuovi ma pieni di sete di potere, disposti ai colpi più bassi verso gli avversari, e disposti a tutto pur di mantenerlo, sono letteralmente disgustato da questo modo di fare politica fatto di bassezze che arrivano anche sul personale, quindi non mi meraviglia più nulla”. Non è da meno Angelo Matrone, Fdi: “questa nomina dimostra il disprezzo che gli uomini di Pasquale Aliberti hanno per la legge ed il loro tentativo di rinsaldare il consigliere Mimmo Casciello alla poltrona come premio per la sua fedeltà. Il vicesindaco Fele ha dimostrato di essere  un degno successore di Pasquale Aliberti. Un mero esecutore delle sue volontà come sempre. Chiederò ai parlamentari di centro-destra di intervenire immediatamente sulla questione Scafati e di chiedere l’immediato scioglimento del Comune”. E promette di intervenire sui loro parlamentari anche il M5S: “Scafati va sciolta al più presto, presseremo i nostri parlamentari affinché questo accada prima possibile. Appena si insedierà il commissario, chiederemo che rimuova il cda Acse e tutte le nomine politiche riconducibili a questa amministrazione.  Per dignità e orgoglio, tutte le nomine sindacali dovrebbero presentare le dimissioni senza attendere che il prefetto le chieda o si attivi in tale senso – così gli attivisti di Scafati in Movimento – La nomina di Casciello è solo una spasmodica ricerca a qualunque costo di ruoli, medaglie e stellette”. Nulla contro Casciello da Scafati Arancione, però: “definire la sua nomina inopportuno in un momento di così grande confusione è dire poco. Eppure la sua incompatibilità è stata accertata finanche nelle sedi deputate, ma ciò nonostante si è proceduto alla sua nomina.  L’unica cosa che ci dà conforto è questa gestione del potere avrà durata per altri pochi giorni” spiega Francesco Carotenuto.




Scafati. “Nessun falso ideologico”: Aliberti presenta la parcella del legale, pagano gli scafatesi

Di Adriano Falanga

“Il fatto non sussiste”, l’indagato non viene rinviato a giudizio e l’avvocato, giustamente, presenta il conto: 26.474,27 euro. A pagare però saranno gli scafatesi, perché l’assistito è Pasquale Aliberti, nella sua carica istituzionale di primo cittadino. Da premettere subito che il rimborso delle spese legali è dovuto. Il fatto è legato alla nomina dell’avvocato Diego Del Regno (già staffista) a responsabile del servizio Avvocatura di Palazzo Mayer. Lo stesso Del Regno (in foto con il sindaco) che diventerà poi consigliere comunale nel 2015, subentrando a Nicola Acanfora nominato Assessore. Siamo a maggio 2012, negli uffici comunali si presenta la Guardia di Finanza di Salerno su disposizione del sostituto procuratore della Repubblica di Nocera Inferiore, Roberto Lenza, per acquisire l’intera documentazione e atti del procedimento, presso l’ufficio del personale. Dietro l’esposto la mancata stabilizzazione dell’avvocato Lucia Fiorillo, assunta nel 2005 a tempo determinato. Aliberti conferì infatti l’incarico a Del Regno per dirimere le controversie legali dell’ente scafatese, un incarico di seimila euro lordi l’anno, oltre a indennità di risultato, successivamente, da quantificare. Il sindaco, secondo la Procura, avrebbe attestato il falso nel decreto sindacale con il quale conferiva l’incarico, non considerando la decisione del Tribunale del Lavoro di Nocera Inferiore, che aveva disposto il reintegro della Fiorillo. A difendere il primo cittadino il suo storico legale Antonio D’Amaro, che ancora oggi lo assiste nella delicata inchiesta condotta dalla Dda. La linea difensiva spiegò tutti i dettagli di quella nomina legale, in un ruolo di responsabile e non di dirigente, con diciotto ore part-time settimanali e un compenso irrisorio, all’insegna del risparmio e in assenza di figure professionali adatte. Una tesi totalmente accolta dal Giudice dell’udienza preliminare, che il 13 marzo 2013 pronunciò la sentenza di non luogo a procedere perché il fatto non sussiste. Nessun falso ideologico quindi, ma scelta legittima.

2-Aliberti con Del RegnoArchiviato il tutto, restavano le spese legali da pagare, quasi 27 mila euro (per un processo non cominciato) che il sindaco ha girato all’ufficio Avvocatura del Comune, chiedendone il rimborso. Tutto dovuto, in quanto il falso ideologico per cui fu accusato e rinviato a giudizio era legato alla sua attività istituzionale. Una cifra però che, a seguito di un accordo tra le parti, è stata ridimensionata a 10 mila euro. Questo sarà l’importo definitivo che l’ufficio Avvocatura ha determinato il 21 ottobre scorso per l’avvocato D’Amaro. “Non ho mai avuto dubbi sull’esito di questa vicenda giudiziaria, in quanto la trasparenza e l’onestà hanno sempre guidato le scelte di questa amministrazione e l’operato messo in campo in questi anni – commentava quasi tre anni fa Pasquale Aliberti – L’unico dispiacere resta il fango gettato sulla mia persona, sulla mia famiglia e sulla città, con continui attacchi mediatici da parte dei miei avversari politici, che non hanno esitato a condannare e sbattere sulle prime pagine i miei cari, pur di demonizzare il Sindaco di Scafati. Per non parlare di chi, prova a darsi credibilità candidandosi a Sindaco, appellandosi alla questione morale”. Si era in procinto della campagna elettorale che lo riconfermerà sindaco di Scafati. “La questione morale sarà invece, al centro della nostra battaglia di campagna elettorale, durante la quale non faremo sconti a nessuno e non accetteremo nelle nostre liste condannati e rinviati a giudizio: la nostra condotta morale non è in discussione”. Profezia sbagliata, anche da quelle liste nascerà l’inchiesta che lo vede indagato per voto di scambio politico mafioso, e per cui pende nei suoi confronti una richiesta d’arresto, su cui si attende la pronuncia della Cassazione.




Scafati. Energy Manager, Protezione Civile e Datore di Lavoro: Il Comune assume

Di Adriano Falanga

Nuova manifestazione di interesse per un posto di responsabili dei settori “Datore di Lavoro”, “Protezione Civile”, “Energy Manager”. L’avviso è unico, ma non si escludono anche tre possibili assunzioni diverse. L’incarico, in posizione organizzativa in staff, sarà a tempo determinato e parziale, pari a 12 ore settimanali ciascuno. Durata fino al 30 settembre, prorogabile. La scelta dei responsabili avverrà previo esame dei curriculum vitae dei candidati e colloquio conoscitivo con il sindaco. Come per gli incarichi da poco assegnati all’Avvocatura e a Scafati Solidale, le nomine, indipendentemente dall’esperienza maturata, sono comunque di natura fiduciaria e sindacale. In poche parole, la scelta non è affatto vincolata ai curriculum, che restano puramente indicativi. A conferma di ciò, l’avviso riporta testualmente questa clausola: “la selezione avviene a fini conoscitivi preliminari, non assume caratteristiche concorsuali, non determina alcun diritto al posto, ne deve necessariamente concludersi con l’affidamento dell’incarico ai soggetti partecipanti, rientrando nella discrezionalità del Sindaco valutare la sussistenza di elementi sufficienti che soddisfino le esigenze di professionalità richieste”. Al sindaco vanno infatti indirizzate le domande, secondo la modalità indicata nell’avviso pubblicato sul sito del Comune. L’ultimo bando per la scelta dell’energy manager risale allo scorso, quando fu scelto l’ingegnere paganese Paolo Guadagno, poi revocato dopo aver appreso di una precedente rimozione dallo stesso incarico in un altro ente pubblico. Ruolo poi ricoperto ad interim dal dirigente Nicola Fienga, a cui è succeduto a febbraio di quest’anno l’ingegnere Michele Russo, dimissionario dopo poche settimane.




Scafati. Avvocatura, scartato anche l’ex assessore Cozzolino. Il sindaco difende la sua scelta

Di Adriano Falanga

Non si placano le polemiche sulla nomina di Ivano Donnarumma a responsabile del settore Avvocatura. Si è presto capito che la decisione di ricorrere alla manifestazione di interesse a mezzo presentazione curriculum e colloquio con il primo cittadino, era solo una “perdita di tempo” perché la scelta alla fine è comunque ricaduta su di un professionista di fiducia non solo professionale, ma soprattutto politica. Il Donnarumma infatti è iscritto all’albo degli avvocati da un mese circa, ma ha dalla sua la sponsorizzazione del consigliere di maggioranza Brigida Marra. Una manifestazione di interesse a cui hanno partecipato noti legali scafatesi, alcuni con anni di esperienza e avviati studi professionali. Tra questi Sabato Cozzolino, che ha ricoperto il ruolo di assessore all’Avvocatura nella passata consiliatura di Pasquale Aliberti, prima di rompere con il sindaco e dimettersi. Al colloquio, tenutosi come da promesse a porte aperte, erano presenti oltre ad Aliberti il capo staff Maria Antonietta De Nicola, la dirigente ad interim all’Avvocatura Anna Sorrentino e la segretaria comunale Immacolata di Saia. Ed è stata proprio quest’ultima a tenere “banco” con i candidati. Sono state poste diverse domande, tra cui “come intendi organizzare l’ufficio” e “sei disposto a seguire la linea politica dell’amministrazione”? Domande a cui l’ex assessore non ha avuto difficoltà a rispondere, almeno alla prima: “ho già ricoperto questo ruolo da amministratore e le pratiche le ho seguite personalmente”. Quanto alla linea politica da rispettare, Cozzolino ha risposto: “Fosse stato un bando per un posto da assessore non avrei partecipato, ma io sono qui per un posto da dirigente amministrativo”. Alla fine, è stato chiaro che tutto era finalizzato a dare si un esempio di trasparenza, ma la scelta sarebbe stata comunque di nomina fiduciaria e politica da parte del primo cittadino. E Aliberti non pare smentirlo: “All’Avvocatura, incarico fiduciario, abbiamo preferito un avvocato giovane e scafatese che non avesse le incompatibilità che in passato ci sono sempre state ma che solo negli ultimi tempi sono state denunciate da questa opposizione”. Il sindaco replica anche a Mario Santocchio: “Il suggerimento o le pressioni di Fdi ad assumere l’avvocato Fiorillo che ha in corso peraltro una causa di stabilizzazione ancora pendente, sembrano le stesse che ho subito, anche con ricatti politici, all’inizio del mio mandato da parte di qualche esponente del Pd che chiedeva l’assunzione di un proprio parente. Ancora una volta si finge di confondere un’assunzione a tempo indeterminato con un incarico a tempo e di natura fiduciaria”. Infine, Aliberti profetizza: “Sono sicuro che anche su questa vicenda partirà l’ennesima denuncia alla Procura, all’ANAC e alla Corte dei Conti: è l’unica attività alla quale questa opposizione si è dedicata”. E non sbaglia, l’esposto è già partito.

 




Scafati. Iscritto all’albo da un mese, è responsabile dell’Avvocatura

Di Adriano Falanga

L’importante è essere giovani ed avere il titolo, che poi manca l’esperienza poco importa, almeno secondo il criterio di valutazione di Pasquale Aliberti. Il primo cittadino ha infatti scelto, quale responsabile del settore Avvocatura, delicato comparto che impegna circa un milione di euro in bilancio, il giovane Ivano Donnarumma, classe 1976. Una nomina subito finita tra le polemiche in quanto, secondo Mario Santocchio, ancora una volta il sindaco avrebbe disatteso una sentenza del Tribunale che impone la scelta dell’avvocato Lucia Fiorillo, vincitrice del concorso nel 2005. Da qui è partito un nuov esposto all’Anac. Dopo Scafati in Movimento, anche Scafati Arancione scopre che il neo responsabile dell’Avvocatura risulta iscritto all’albo professionale da appena un mese. “Ci piacerebbe sapere se gli altri candidati al ruolo di responsabile avvocatura, fossero iscritti all’ordine degli avvocati da più tempo e soprattutto conoscere il loro curriculum vitae e la loro esperienza – è la richiesta di Francesco Carotenuto –  Vogliamo augurarci che la scelta non ricada da logiche parentali o di tornaconti elettorali da dover saldare, perché sarebbe mortificante”. E sulla scia del M5S: “Chiediamo lumi e soprattutto aspettiamo di conoscere gli altri candidati esaminati dal Sindaco e relativi curriculum, così da poter sgombrare dubbi e perplessità che, alla luce di tutto ciò, sono inevitabili”. Oltre all’Avvocatura, anche la scelta di Gaetano De Lorenzi alla guida di Scafati Solidale è stato frutto di una valutazione di curriculum e colloqui diretti con il primo cittadino: “Ci sembra evidente che, qualora si possa parlare di trasparenza e correttezza, il primo cittadino a questo punto dovrebbe pubblicare e far conoscere i nomi e le storie degli altri concorrenti al “colloquio” e rispettivi curriculum – conclude Carotenuto – perché se è vero che la scelta è di nomina fiduciaria, è altrettanto vero che non si può sbandierare la trasparenza e la meritocrazia solo quando fa comodo”.




Scafati. Nomine Donnarumma e De Lorenzi, esposto all’Anac

Di Adriano Falanga

Non c’è nomina che tenga, e il giorno dopo che Aliberti sceglie Ivano Donnarumma all’Avvocatura e Gaetano De Lorenzi alla guida di Scafati Solidale, arrivano le contestazioni dell’opposizione. Nello specifico, sono Mario Santocchio e Scafati in Movimento ad evidenziare le loro criticità sulle nomine dei due giovani professionisti, entrambi scafatesi. “Ancora una volta dobbiamo contestare al Sindaco la violazione dell'art. 110 del Testo Unico degli enti locali. Chi crede sia una semplice violazione sbaglia, perché da qui inizia poi la mancanza di imparzialità e quindi inizia il sistema clientelare – spiega Santocchio – La nomina di Donnarumma non solo vìola l’art. 110 del Tuel ma non tiene conto che c’è una vincitrice di concorso Lucia Fiorillo, che non viene assunta nonostante ci siano due sentenze del Tribunale che lo impongono”. Quanto alla Scafati Solidale, il consigliere di Fdi aggiunge: “stiamo ancora aspettando il provvedimento del responsabile anticorruzione che ripristina la legalità violata con la nomina inconferibile del presidente. (Delibera Anac, che chiede revoca di Andrea Granata, ndr). Qui va detto senza mezzi termini che la persona poteva essere scelta all'interno della struttura comunale, ma sappiamo che Aliberti predilige gli esterni perché più deboli” chiosa polemicamente Santocchio, preannunciando un nuovo ricorso all’Autorità Nazionale Anticorruzione. Da specificare che il neo responsabile del settore Scafati Solidale, Gaetano De Lorenzi, è in forza al Piano Di Zona. E il nome di quest’ultimo girava nei corridoi di Palazzo Mayer già da qualche settimana, venendo indicato come sponsorizzato da Teresa Formisano, che ricopre contemporaneamente il ruolo di consigliere delegato e presidente della commissione Affari Sociali. “Perché Aliberti non comunica gli altri nominativi e rende pubblici i loro curriculum?” contestano gli attivisti di Scafati in Movimento. “Stiamo vagliando la possibilità di un esposto all'organo guidato da Raffaele Cantone per chiedere se il primo cittadino ha attuato in piena regola la pubblica selezione e se fosse lui il solo deputato a decidere sulla selezione”. I grillini incalzano il primo cittadino: “In nome della trasparenza di cui si vanta sono due le domande che vorremmo porre: è vero che il nuovo responsabile dell’Avvocatura è stretto parente di una ex responsabile dello stesso settore? (L’avvocato Germana Pagano) Qual’è la sua esperienza professionale, visto che risulta iscritto all’albo professionale da neanche tre anni?”.




Scafati. Energy Manager, quell’incarico “maledetto”

Di Adriano Falanga

Un incarico che nessuno vuole, una poltrona traballante quella dell’Energy Manager, e il perché non è dato saperlo. Forse solo una questione di sfortunate coincidenze, fatto sta che da diversi mesi il settore dedicato alla pubblica illuminazione, o meglio, alla “razionalizzazione dell’energia” sembra essere maledetto. Un ruolo, quello dell’Energy Manager, che si rende necessario, secondo il sindaco Pasquale Aliberti: “per abbassare i costi del servizio, in quanto la spesa che grava sul Bilancio Comunale è di 1 milione e 700 mila euro. Un risparmio che cerchiamo di ottenere attraverso l’utilizzo delle energie rinnovabili e una buona manutenzione”. Per fare questo, occorre una figura professionale competente. Il tortuoso cammino comincia nell’agosto del 2015, quando il primo cittadino decide di istituire il settore “Conservazione ed uso razionale dell’energia”. Viene anche bandita una manifestazione di interesse, chiunque sia in possesso dei titoli richiesti, può presentare curriculum all’indirizzo del sindaco, a cui spetta il potere di nomina. L’11 settembre viene firmato il decreto sindacale, l’incarico è affidato all’ingegnere paganese Paolo Guadagno, già in forze al Comune di Vico Equense, dove ha ricoperto lo stesso incarico. Come sempre più spesso accade a Scafati, la polemica politica è conseguenziale e parte dalle fila della “maggioranza nemica” rappresentata da Pasquale Coppola e Pasquale Vitiello. “Per quanto riguarda il risparmio energetico questo è possibile anche installando i led e pagando puntualmente le fatture Enel, e risparmiando quel 30% in più di interessi derivanti dal ritardato pagamento. Inutile la gestione esterna” facevano sapere i due dissidenti di centrodestra. In particolare Coppola nell’operazione amministrativa paventava l’apertura verso un Global Service, il mega appalto pluridecennale dell’illuminazione pubblica. Una “preoccupazione” nata dal fatto che il Global Service era stato concretizzato nel Comune di Vico Equense proprio durante il mandato di Guadagno.

4-pasquale-coppolaPasquale Aliberti però smentiva il suo presidente del consiglio comunale: “il suo interesse continua ad essere la sostituzione delle lampadine, una delle sue attività principali da amministratore di questa Città – il sarcasmo del sindaco – Prima delle sue critiche sul tema energia elettrica, mi aveva più volte sollecitato la nomina di un “Energy Manager”. Prendo atto del fatto che abbia cambiato idea al riguardo ma, non vorrei fosse allora solo un problema di nomi”. A togliere le castagne dal fuoco ci pensa la stampa, che scopre una precedente revoca dall’incarico del professionista paganese. Bastò una banale ricerca sul web per apprendere che Guadagno fu revocato nel 2014 per un provvedimento del responsabile anticorruzione, dall’incarico di responsabile dei Servizi al Territorio del Comune di Vico Equense. E così, dopo un paio di settimane, il Comune corse ai ripari. “Dopo la nomina dell’ing. Guadagno, scelto per suo ricco curriculum, sono emerse dalla stampa notizie relative ad una presunta rimozione da un altro ente pubblico, notizie a noi non comunicate –si giustificava Pasquale Aliberti – Pertanto, a garanzia di tutti e dello stesso professionista, nonostante la sua notevole esperienza, nelle more è stato chiesto all’ing. Fienga la disponibilità, ad interim, ad accettare l’incarico”. L’ex responsabile del settore “Ambiente e Territorio” ha detenuto l’interim fino al gennaio 2016, quando Aliberti decide di promuoverlo dirigente capo del settore Urbanistica (la stessa operazione vede anche il passaggio della delega assessoriale, da Giancarlo Fele a Nicola Acanfora). Il pacchetto di competenze, tutte in posizione organizzativa in staff, da Fienga viene “ceduto” a Michele Russo i primi giorni di febbraio. Giusto il tempo di pubblicare il decreto di nomina che il professionista, che già si occupa del settore Pip, comunica al sindaco la sua rinuncia, per motivi personali. Nuovo decreto e nuovo passaggio di consegne, questa volta a Vittorio Minneci, dirigente di ruolo a sua volta rinunciatario a guidare Scafati Solidale, dopo anni di onorata carriera ai servizi sociali. Insomma, su Palazzo Mayer sembra essere piombata la “maledizione dell’incarico”, che destabilizza la macchina amministrativa. O forse, la continue e ripetute visite dell’antimafia contribuiscono ad alimentare un clima di incertezza e di preoccupazione?

L' INGEGNERE CHE AVEVA PRESENTATO DOMANDA PER QUEL RUOLO

Salvatore Scutiero

Ad agosto del 2015 non fu soltanto l’ingegnere Paolo Guadagno a presentare il proprio curriculum al primo cittadino. Sulla sua scrivania     infatti arrivò anche la documentazione presentata da un altro professionista, questa volta scafatese, Salvatore Scutiero (in foto). Ma essere scartati non piace mai a nessuno: “Avevo presentato la mia candidatura, in qualità di esperto in gestione dell’energia certificato UNI 11339, esperienza decennale in ambito impiantistico e energetico e consulente di importanti Esco del nord Italia, tutt’ora impegnato su diagnosi energetiche per grandi aziende e P.A. nonché gestione di progetti di finanziamento tramite terzi FFT, che è la formula adottata dalle PA per l’attuazione di interventi di efficientamento energetico – raccontava a Cronache Salvatore Scutiero – Ad oggi il territorio nazionale conta poco più di 200 esperti in gestione dell’energia certificati. Insomma da scafatese e da competente sono meravigliato”. Non essendo però una selezione per titoli e meriti, al primo cittadino bastò che l’ingegnere Guadagno avesse ricoperto lo stesso incarico per cinque anni al comune di Vico Equense, per convincerlo all’assunzione. Nonostante lo stesso ente lo avesse revocato anticipatamente dall’incarico.