Toscano: Salerno sarebbe la piazza ideale

di Marco De Martino

SALERNO. Dei nomi fatti per la successione di Angelo Gregucci alla guida della Salernitana, è quello di Mimmo Toscano (nella foto) a stuzzicare maggiormente le fantasie della tifoseria. Allenatore giovane, ma con una buona esperienza sul campo visto che ha già conquistato due campionati di Lega Pro (conquistò la Panchina d’oro dopo aver vinto il torneo di Prima Divisione alla guida della Ternana) e si è fronteggiato con la serie B, Toscano è il classico emergente con idee innovative concentrate in un mix di calcio spettacolare e risultati.

A Salerno si parla di lei come possibile successore di Gregucci, ne è a conoscenza?

«Onestamente no. Sono stato all’estero per una settimana per ricaricare le pile in vista della nuova stagione e ho staccato completamente».

Una chiamata della Salernitana le farebbe piacere?

«Assolutamente sì. Indipendentemente dalla categoria, ho bisogno della situazione giusta e Salerno è una piazza che potrebbe concedermela. Ho tanta voglia di far bene, di ripartire e continuare il discorso professionale interrotto a Terni».

Dopo una stagione deludente, la Salernitana non potrà permettersi il lusso di fallire ancora:

«Le sfide mi sono sempre piaciute. E’ stato così anche a Cosenza e Terni, quando scelsi a sensazione e vinsi quattro campionati. La prossima Lega Pro sarà ancora più difficile visto che ne salirà soltanto una, ma io sono pronto».

Conosce Fabiani, Lotito e Mezzaroma?

«Non personalmente. Ho incontrato Fabiani da avversario: ha sempre costruito squadre vincenti dimostrandosi un grande dirigente. Lotito e Mezzaroma hanno portato fatti e risultati da quando sono a Salerno».

La passione di Salerno è nota, può esaltarti o buttarti giù nel giro di una settimana. Soprattutto quando si tratta di allenatori…:

«Ne sono consapevole ma fa parte del nostro mestiere, soprattutto in una piazza esigente come Salerno. Ero all’Arechi per Salernitana-Pisa e sono rimasto impressionato dalla passione che lo stadio trasmetteva e che ho visto in poche piazze, anche di categorie superiori, in Italia. Anche per questo per me Salerno ha delle potenzialità incredibili».

Dunque ha visto all’opera la squadra che ha chiuso senza gloria la stagione. Cosa ne pensa?

«Mi sono fatto un’idea ma di certo non si possono fare valutazioni dopo aver visto una sola gara. Questo sarà compito della società e dei dirigenti».

Quindi Toscano non ha esigenze particolari?

«Solo quella di lavorare con un progetto serio e con idee chiare».

Il suo modulo preferito è il 3-4-3, mi corregga se sbaglio:

«Sì, è il mio sistema di gioco anche se per farlo ci vogliono gli interpreti adatti. In ogni caso quello che contano sono l’idea di gioco e l’atteggiamento».

Questo era anche il credo del Delio Rossi prima maniera…:

«Rossi è un grande maestro che ha fatto tanto a Salerno. Forse anche per questo il pubblico salernitano vuole i risultati attraverso il gioco, una filosofia che è anche la mia».




Salernitana, regalaci una notte magica

di Marco De Martino

SALERNO. L’esplosione di gioia di Ciccio Tudisco ai piedi della curva B, la disperazione di Magliocco nella bolgia di Marassi, le lacrime di Antonino Ragusa sotto la curva sud: momenti indimenticabili che, negli ultimi venti anni, hanno fatto la storia della Salernitana. Questa sera verrà scritto, al Matusa di Frosinone, un altro capitolo. Contro i giallazzurri di Stellone i granata di Gregucci proveranno a compiere l’impresa: estromettere dalla corsa alla serie B i ciociari che, appena una settimana fa, l’hanno solo sfiorata al Curi di Perugia. Per chi tornasse sulla Terra dopo essere stato rapito dagli alieni e consultasse la classifica finale maturata giusto sette giorni fa, non ci sarebbero dubbi su chi designare come favorita. Frosinone secondo, Salernitana nona, 16 punti di differenza ergo… passeggiata di salute per i padroni di casa. Chi invece conosce gli equilibri sottilissimi esistenti, sa bene che tutto questo divario non esiste. Per tre buoni motivi. Innanzitutto perché su tre sfide stagionali la Salernitana ne ha vinta una (in casa), ne ha quasi vinta un’altra (al Matusa) e ne ha pareggiata un’altra in Coppa Italia. Poi perché il Frosinone ha subito un indubbio contraccolpo psicologico dopo il ko di domenica scorsa. L’aver condotto in testa un campionato intero e vedersi superare sulla linea del traguardo, abbatterebbe anche un elefante. Infine perché il regolamento cogitato dalla Lega Pro ad inizio stagione azzera tutto il vantaggio accumulato dal Frosinone in campionato. Niente passaggio del turno in caso di parità al termine dei tempi regolamentari e degli eventuali supplementari, ma saranno i rigori a deciderlo. L’unico vero vantaggio sarebbe dovuto essere il fattore campo, ma i dati fatti registrare dalla tifoseria granata hanno quasi azzerato anche quello. Nonostante le restrizioni delle Forze dell’Ordine e le sollecitazioni dello stesso Frosinone, saranno circa 2000 i salernitani presenti stasera al Matusa. Un’ondata granata che dovrà spingere la Salernitana verso le semifinali. In campo però andranno i calciatori. Gregucci ha preparato minuziosamente, nella quiete di Roccaporena, la sfida con il Frosinone. Finalmente nessuno spiffero dagli spogliatoi, finalmente nessun infortunio e nessuna squalifica sulla strada dei granata. Insomma una settimana di lavoro tipo lontano da polemiche e distrazioni. La maniera ideale per preparare un match di tale portata. Per compiere l’impresa, come lui stesso l’ha definita in settimana, Gregucci si affiderà all’undici che ritiene più affidabile. La difesa tornerà quella che all’inizio della sua gestione ha garantito impermeabilità e sicurezza. Gori tra i pali, Scalise e Piva sulle corsie laterali, Bianchi e Tuia (anche se Sembroni potrebbe scalzare in dirittura d’arrivo l’ex laziale) in mezzo a fronteggiare gli spauracchi Ciofani e Curiale. A centrocampo sono imprescindibili Pestrin e Perpetuini. I due mediani sia in fase d’interdizione che d’impostazione della manovra sono fondamentali. Qualche metro più avanti ci saranno Montervino a destra, Volpe in mezzo e Fofana a sinistra. Sembra essere infatti il franco maliano il favorito per la maglia numero undici, con Mancini che invece dovrebbe accomodarsi almeno inizialmente in panchina. Accanto a lui ci sarà Ciro Ginestra, oltre a Berardi, Sembroni, Luciani, Gustavo e Ampuero, dal momento che come centravanti Gregucci preferirà schierare Mendicino. Tra l’altro nella rifinitura di ieri il Cobra ha avvertito un dolore che comunque non dovrebbe metterne a rischio la presenza in panca. In preallarme c’è comunque Mounard. Per il resto c’è poco da dire… c’è solo da attendere che arrivino le 21 e che uno dei granata arricchisca la galleria d’immagini che hanno fatto la storia dei play off. Magari come vent’anni fa, s’intende…

Così al Matusa ore 21. Diretta Raisport1

FROSINONE (4-4-2): Zappino; Frara, Blanchard, Biasi, Ciofani M.; Paganini, Carrus, Gucher, Soddimo; Ciofani D., Curiale. A disp.: Mangiapelo, Frabotta, Viola, Bertoncini, Gori, Altobelli, Carlini. Allenatore: Stellone

SALERNITANA (4-2-3-1): Gori; Scalise, Tuia, Bianchi, Piva; Pestrin, Perpetuini; Montervino, Volpe, Fofana; Mendicino. A disp.: Berardi, Sembroni, Luciani, Mancini, Ampuero, Gustavo, Ginestra (Mounard). Allenatore: Gregucci

Arbitro: Ros di Pordenone (Gori/Raspollini). Quarto uomo: Verdenelli




La Salernitana perde a Pagani: ai quarti c’è il Frosinone

di Marco De Martino

PAGANI. Sarà Frosinone-Salernitana il match di quarti di finale che si disputerà in gara secca al Matusa tra sette giorni. La sconfitta per 1-0 maturata nel derby di Pagani (gol firmato da Delì al 58′ con un tiro da fuori deviato da Luciani) è ininfluente ai fini della classifica finale, con i granata che chiudono al nono posto ultimo utile per la qualificazione ai play off. Gli altri accoppiamenti vedono Lecce-Pontedera, Catanzaro-Benevento e L’Aquila-Pisa. Il Perugia è invece promosso in serie B avendo sconfitto proprio il Frosinone al Curi per 1-0 (rete decisiva di Moscati). La prossima settimana il match contro i ciociari in cui mancherà molto probabilmente Foggia, infortunatosi nuovamente ieri dopo 36′ di gioco. Per quanto riguarda il derby del Torre, c’è davvero poco da dire. A parte qualche conclusione di De Sena da una parte e di Ginestra dall’altra non si sono registrate emozioni a parte il gol decisivo di Deli, frutto più del caso che di una effettiva supremazia azzurrostellata.

PAGANESE – SALERNITANA  1-0

PAGANESE (3-5-2): Volturo, Tortora (46’Cerqua), Toppan, Palma, Masi, Acunzo (64′ Pugliese), De Risi, Deli, William (81′ De Luca), Palomeque, De Sena. A disposizione: Novelli, Monopoli, Acampora, De Luca, Grassadonia. All.: Limone (Belotti squalificato)

SALERNITANA (4-2-3-1): Berardi, Luciani, Pasqualini, Nappo, Bianchi, Sembroni (55′ Pestrin), Foggia (37′ Montervino), Esposito (59′ Gustavo), Ginestra, Ampuero, Ricci. A disposizione: Iannarilli, Rodio, Gabbiano, Volpe, Gustavo. All.: Gregucci

ARBITRO:  Alessandro Caso (Sez. Verona). Assistenti: Nicola Croce (Sez. Fermo) – Emanuele Bellagamba (Sez. Macerata).

MARCATORI: 58′ Deli

NOTE: Spettatori 300 circa. Ammoniti: Ampuero (S), Deli (P), Pugliese (P). Recuperi 1′ e 4′




Lite tra Bianchi e Ginestra

di Marco De Martino SALERNO. Salernitana ad alta tensione. Nonostante sia stato appena conquistato l’obiettivo minimo stagionale, ovvero la qualificazione ai play off, in casa granata i nervi restano a fior di pelle. Ieri pomeriggio l’ultimo episodio che testimonia lo stato d’animo non proprio tranquillo in seno allo spogliatoio. Durante la seduta d’allenamento, la prima della settimana, è scoppiato un acceso diverbio in campo tra Ginestra e Bianchi. I due esperti calciatori hanno avuto una discussione che è stata sedata dal pronto intervento dei compagni di squadra e del tecnico Gregucci. La diatriba tra Ginestra (domenica scorsa rimasto incredibilmente in panchina per 80’ nonostante sia in una condizione fisica smagliante e nella partita da lui più sentita) e Bianchi è poi proseguita, con toni molto più pacati, negli spogliatoi. Uno strascico che è servito comunque ai due per chiarirsi e riappacificarsi. Se da un lato diverbi e liti sono all’ordine del giorno anche nelle squadre più importanti del pianeta (oltre che naturalmente nel quotidiano, nelle migliori famiglie e tra amici di vecchia data) dall’altro questo è il segnale che non è tutto oro quello che luccica in casa granata. Tanti sono in questa stagione gli episodi che potrebbero essere citati: dal caso Mancini, all’esclusione di Mounard di domenica scorsa, giusto per fare un paio d’esempi e non tornare indietro fino al tormentato inizio di stagione. La società naturalmente non si è pronunciata ufficialmente né in passato né, probabilmente, lo farà ora. Toccherà a Gregucci ma soprattutto a Fabiani mettere i puntini sulle I e non è escluso che qualche provvedimento, nelle prossime ore, possa essere preso. Nel frattempo ieri Gregucci ha perso per infortunio un centrocampista ma, in compenso, ne ha ritrovato un altro. Alla ripresa il tecnico infatti non ha potuto contare su Giuseppe Capua mentre era a sua disposizione Gennaro Esposito. Capua dovrà restare fermo per almeno due settimane. Il mediano si è sottoposto ieri ad un controllo ecografico che ha evidenziato un’elongazione a carico del bicipite femorale destro. Esposito invece, unitamente a Ricci, si è aggregato al gruppo ed è nuovamente a disposizione di Gregucci. L’allenatore ha diviso gli uomini a sua disposizione in due gruppi. Montervino, Volpe (affaticati), Molinari, Foggia, Fofana e Tuia (tutti infortunati) hanno lavorato in palestra, mentre il resto del gruppo ha svolto un lavoro tecnico sul campo. Con la prima squadra ieri si sono allenati anche cinque giovani elementi del settore giovanile: il centrocampista Nappo, il terzino Gabbiano, il bomber Martiniello ed il difensore Rodio dalla Berretti di mister Mauro Chianese e la punta Cappiello (di cui si dice un gran bene) dagli Allievi di Giovanni Pisano. In pratica c’era “la meglio gioventù” granata. Molto probabilmente i cinque giovanissimi granata saranno convocati anche per la trasferta di domenica prossima a Pagani per rimpinguare il gruppo che molto probabilmente dovrà fare a meno di diversi titolari tra infortuni e rischio squalifiche. E’ intenzione infatti di Gregucci di risparmiare Gori e Tuia (tra l’altro quest’ultimo ha subito un piccolo infortunio muscolare domenica scorsa), oltre ai vari Foggia, Molinari, Fofana e Capua, tutti infortunati ed allo squalificato Perpetuini. E’ molto probabile dunque che al Torre possa toccare a tanti elementi che ultimamente hanno trovato poco spazio, come Iannarilli, Luciani ed Ampuero. Difficile che Esposito possa essere in campo dall’inizio, ma Gregucci potrebbe riservargli qualche minuto per aiutarlo a ritrovare la migliore condizione in vista dei play off. I giovani della Berretti potrebbero addirittura trovare posto anche nell’elenco dei diciotto. La Salernitana intanto si ritroverà questo pomeriggio, sempre a partire dalle 15, al campo Volpe per proseguire la preparazione in vista del derby. Con l’auspicio che gli animi siano più distesi.




Salernitana-Perugia: altro che Baci… sarà una battaglia

di Marco De Martino

SALERNO. Qualcuno, lo scorso agosto, l’aveva sussurrato: “Immagina se quel Salernitana-Perugia alla penultima di campionato fosse determinante…”. Detto, fatto. Come una sceneggiatura tratta da un romanzo di Stephen King, la sfida tra i granata e gli umbri, in programma questo pomeriggio in un Arechi mai così pieno da tre anni a questa parte, è davvero da brividi. Da una parte c’è la Salernitana a caccia di una vittoria per materializzare il sorpasso a Pisa e Pontedera mancato clamorosamente due settimane fa dopo il tonfo di Prato, dall’altra c’è il Perugia che in caso di risultato pieno sarebbe praticamente promossa in serie B. Posta in palio alta quanto l’Everest, insomma. Una gara decisiva che ha richiamato il pubblico delle grandi occasioni. Il record stagionale, stabilito nella prima giornata di questo altalenante campionato nella sfida che aveva fatto sognare tutti contro il Lecce, vacilla guarda caso proprio nell’ultima di campionato contro un’altra big, il Perugia. Millecinquecento barra duemila da una parte, dodicimila almeno dall’altra: una cornice da due categorie superiori accompagnerà i novanta minuti di Salernitana-Perugia. «I granata corrono e menano, ma ogni tanto s’addormentano»: su questa affermazione del tecnico umbro Camplone -che da volpone navigato ha provato ad incendiare ancora di più il match- ha lavorato alacremente Angelo Gregucci. L’allenatore granata ha preso in parola il collega, visto che schiererà un undici molto muscolare e compatto. Il modulo 4-2-3-1 non si tocca, gli interpreti sì. Fuori Foggia per infortunio e Mounard e Fofana per scelta tecnica, Mentre Gregucci lascerà inalterata la sua squadra dalla cintola in giù con i recuperi pesantissimi di Bianchi al centro della difesa e di Pestrin in cabina di regia, il tecnico rimpasterà i quattro al di là della trequarti. A destra sembra scontato l’utilizzo di Montervino, così come quello di Volpe nel ruolo di -per dirla alla Gregucci- sottopunta. A sinistra toccherà a Mancini. Nelle ultime ore di meditazione, era balenata in testa a Gregucci anche l’idea di schierare una squadra con due punte di ruolo, come accaduto nei minuti finali di Salernitana-Monza in Coppa Italia. Poi però, avendo a disposizione Mendicino e Ginestra, peraltro entrambi ancora non al meglio della condizione atletica, il trainer pare sia orientato ad optare per Mancini nel ruolo di esterno di sinistra, con Gustavo prima alternativa. Difficile infatti che possa essere rispolverato il peruviano Ampuero in una gara tanto delicata. Ultimo ma non meno importante dubbio della vigilia, l’assegnazione della casacca numero nove. Ginestra, che attende questa partita da tempo, scalpita avendo ritrovato il gol ed una forma accettabile. Mendicino, titolare indiscusso fino a qualche tempo fa, è a secco da oltre un mese ed è reduce da un acciacco muscolare che ne ha stravolto la settimana lavorativa. Il ballottaggio tra i due centravanti andrà avanti fino alla consegna delle distinte, ma alla fine potrebbe spuntarla almeno inizialmente il Cobra. In ogni caso appare più che probabile una staffetta tra i due a gara in corso. Dalla parte opposta, ha pochi dubbi Camplone che schiererà il miglior undici eccezion fatta per lo squalificato Filipe che a centrocampo sarà rimpiazzato da uno dei tanti ex Carcione. Molto più temuti Fabinho e Mazzeo che, con il capocannoniere Eusepi, formano un tridente da brividi. La Salernitana però non può proprio più permettersi di tremare.

Così all’Arechi inizio ore 15

SALERNITANA (4-2-3-1): Gori, Scalise, Tuia, Bianchi, Piva; Pestrin, Perpetuini; Montervino, Volpe, Mancini; Ginestra (Mendicino). A disp.: Iannarilli, Pasqualini, Sembroni, Capua, Ampuero, Gustavo, Mendicino (Ginestra). All.: Angelo Gregucci

PERUGIA (4-3-3): Koprivec; Comotto, Sini, Scognamiglio, Conti; Moscati, Carcione, Nicco; Fabinho, Eusepi, Mazzeo. A disp.: Stillo, Rossi, Franco, Sprocati, Sanseverino, Vitofrancesco, Henty. All.: Andrea Camplone.

Arbitro: Ros di Pordenone (Caliari/Di Salvo)




Il doppio ex Accursi: Che sia d’esempio l’impresa di Alessandria

SALERNO. Una vita al Perugia e una stagione intensissima alla Salernitana. C’è da giurare che tra i tantissimi occhi rivolti sull’Arechi domani, in occasione di Salernitana-Perugia, ci saranno anche quelli di Salvatore Accursi. Uno che di Lega Pro e playoff se ne intende avendoli giocati sia con gli umbri che coi granata, società cui è rimasto profondamente legato: “Sono state due esperienze diverse- spiega l’ex difensore- a Perugia sono stato cinque anni, una vita calcistica. Ho tantissimi ricordi di quell’esperienza che fu molto importante e formativa per me. Purtroppo non riuscimmo a raggiungere mai l’obiettivo della promozione ma rimane un periodo importante della mia carriera. L’esperienza di Salerno purtroppo fu più breve, durò solo un anno ma fu una stagione incredibile. Nonostante le mille vicissitudini societarie riuscimmo ad arrivare ai playoff e sfiorammo la serie B in quella finale col Verona. Al ritorno io ero squalificato ma fu una delusione immensa per tutti, soprattutto per i nostri tifosi perché ricordo il pubblico incredibile di Salerno. Quando arrivammo allo stadio quel giorno, fummo sommersi dal calore della gente già nel piazzale antistante lo stadio”. Ma il ricordo più vivo dell’eperienza a Salerno di Accursi è un altro, come rivela: “La semifinale di Alessandria. Fu un match incredibile, andammo lì da sfavoriti sia per la classifica che per il match d’andata. Al nostro seguito c’erano tanti tifosi e riuscimmo a ribaltare il risultato. Fu una grande gioia”. Seppure a distanza, Accursi continua a seguire entrambe le sue ex compagini e domani si aspetta una grande partita: “Il Perugia sta avendo una continuità impressionante per la categoria ed esprime un buon gioco. La Salernitana però sarà galvanizzata dalla vittoria della coppa Italia e dal fatto di giocare in casa. Sarà una gran partita, aperta a ogni tipo di risultato”. Infine Accursi dice la sua sulla lotta playoff: “Diciamo che la Salernitana è praticamente già certa di prendere parte ai playoff, bisogna vedere se riesce a migliorare il proprio piazzamento. Questo però conta fino a un certo punto, quando arrivammo in finale col Verona per esempio eravamo le due peggio piazzate. I playoff sono una lotteria, dove i valori tecnici contano meno rispetto al campionato. A questo punto ciò che può essere decisivo sono la condizione fisica e il morale. In più nel girone B saranno tutti campi caldi come Salerno, Lecce, Perugia, Catanzaro, Frosinone e il fattore ambientale conterà molto, anche se poi i tifosi non mettono il pallone in porta. Onestamente sul piano esclusivamente tecnico io penso che Frosinone, Lecce e Perugia siano una spanna superiori alle altre. Però la Salernitana può giocarsela con tutti e le faccio il mio in bocca al lupo”.

Simone Perrotta




Ravanelli: Ecco perché rifiutai la Salernitana

SALERNO. Salernitana-Perugia. Storia di tante battaglie, di un gemellaggio interrotto, di una salvezza degli umbri e una tragica retrocessione in serie B dei granata. Ma, soprattutto, di una rivalità che, seppur non giustificata dal campanile, è rimasta viva al di là di ogni categoria. Chi, in maniera diretta e indiretta, è stato protagonista di questa storia infinita è Fabrizio Ravanelli. Perugino di nascita, con alle spalle una carriera straordinaria, culminata con il gol nella finale di Champions League del ‘96, e che ha legato proprio alla Salernitana un episodio particolare. Quello del clamoroso rifiuto al trasferimento in granata nell’estate del ‘90 sul quale Penna Bianca prova a fare chiarezza: “In quell’estate avevo due proposte, quella della Salernitana e quella della Reggiana. Prima di quella a Caserta ebbi in serie B un’esperienza difficile ad Avellino, in cui faticai ad ambientarmi. In più la Reggiana mostrò maggiore interesse nei miei confronti, mi fece sentire importante e per questo la mia scelta ricadde su Reggio Emilia, non fu un no a Salerno e alla Salernitana”. Nel 1991, prima di Salernitana-Reggiana, Ravanelli fu beccato ed insultato dalla curva sud. Lui per tutta risposta lanciò verso gli spalti una zolla al rientro negli spogliatoi dopo il riscaldamento. Un episodio che però Panna Bianca ci tiene a smentire: “Non è assolutamente vero. Non so quale mente diabolica abbia messo in giro questa voce totalmente falsa. Non ho mai fatto nulla del genere in carriera, ho sempre avuto rispetto per ogni tifoseria, figuriamoci per una piazza come Salerno, per la quale ho sempre nutrito un rispetto e un affetto particolare per tanti motivi”. Motivi che fondamentalmente sono due: il primo è il grande affetto che legava Ravanelli al compianto Andrea Fortunato. Tra qualche giorno, il 25 aprile, ricorrerà il 19esimo anniversario dalla sua prematura scomparsa: “Con Salerno c’è un feeling particolare-spiega l’ex centravanti- soprattutto legato ad Andrea. Era la sua città, me ne parlava sempre benissimo. Eravamo grandi amici e, di conseguenza, rispettavo particolarmente Salerno”. Il secondo è legato all’esordio con gol in Nazionale proprio all’Arechi: “Questo è un’altro aspetto che mi lega a Salerno. Ebbi la fortuna di esordire in Nazionale proprio all’Arechi nel 1996 contro l’Estonia. Finì 4-1 ed io segnai. Una gioia immensa e indimenticabile e mi fa piacere che Salerno ne abbia fatto da sfondo”. E poi un gol segnato all’Arechi nell’ultima vittoria, nella stagione 2004/05, del Perugia a Salerno (nella foto la sua esultanza in compagnia di un altro doppio ex, Beppe Mascara). Un 2-0 che condannò Ammazzalorso all’esonero e aprì il primo atto sulla panchina granata di Angelo Gregucci. Una storia, quella tra Salernitana e Perugia che Ravanelli si augura possa concludersi, finalmente, con un lieto fine: “Sono due piazze straordinarie che meritano altri palcoscenici. Io naturalmente sono perugino ed ex capitano del Perugia, ma sarei felice -conclude Ravanelli- se a fine anno potessero festeggiare entrambe la promozione in serie B”.

Simone Perrotta




Salernitana choc a Prato: granata sconfitti, addio quinto posto

di Marco De Martino

PRATO. Dovevano essere tre punti già nel carniere, si è rivelata una Caporetto. La trasferta di Prato si conclude con una sonora sconfitta per la Salernitana che a questo punto dice addio alle residue velleità di agganciare il quinto posto e mette addirittura a rischio la propria partecipazione ai play off. A salvare parzialmente la giornata, il pareggio del Grosseto a Viareggio che riduce a quattro punti la distanza tra le due squadre in classifica. I granata vengono scavalcati dal Benevento mentre Pontedera e Pisa, nonostante abbiano incassato zero punti, restano davanti. La partita della Salernitana, a Prato, comincia subito male. Al 4′ Corvesi approfitta di una dormita generale della retroguardia che salta in blocco con una finta di corpo, si ritrova a tu per tu con Gori che trafigge senza problemi. Prato in vantaggio. Chi si aspetta la reazione granata rimane deluso. Di tiri in porta nemmeno l’ombra, anzi è il Prato, proprio in chiusura, a trovare ancora la via del gol. Corvesi stavolta veste i panni di assist man. Il cross dalla destra sembra innocuo ma Tuia non interviene, lascia solo Lanini libero di colpire di testa e di raddoppiare. Poco prima era uscito un evanescente Foggia per un guaio muscolare.

Ad inizio ripresa la Salernitana ha un sussulto d’orgoglio. Prima con una conclusione a botta sicura di Gustavo, deviata dalla schiena di Fofana, poi il palo clamoroso colto da Sembroni, lasciavano ben sperare. Sul ribaltamento di fronte il Prato trova incredibilmente il tris. De Agostini viene lasciato libero di crossare, i centrali granata fanno le belle statuine e dalla parte opposta arriva Romanò che batte con una fucilata Gori. Mentre i tifosi abbandonano il Lungobisenzio e chiedono a Fabiani il rimborso del biglietto, la Salernitana a metà ripresa nel giro di 5′ rientra nel match. Prima Ginestra e poi Volpe accorciano le distanze. Tutto inutile. Nel finale il Prato blinda il risicato vantaggio e porta a casa i tre punti. Per la Salernitana è notte fonda.

PRATO-SALERNITANA 3-2
PRATO (4-3-3):
Brunelli; Malomo (88′ Bagnai), Lamma, Ghinassi, De Agostini; Romanò (75′ Bengala), Corvesi, Roman, Grifoni; Corvesi, Silva Reis, Lanini (61′ Magnaghi). A disp.: Gabrieli, Armenise, Bengala, Grifoni, Gambardella. All. V. Esposito.
SALERNITANA (4-2-3-1): Gori; Scalise, Tuia, Sembroni, Pasqualini; Capua (53′ Ginestra), Perpetuini; Foggia (39′ Gustavo), Volpe; Fofana; Mendicino (81′ Mounard). A disp.: Iannarilli, Luciani, Piva, Mancini. All. A. Gregucci.
ARBITRO: Illuzzi (Sez. Molfetta)
RETI: 5′ Corvesi, 42′ Lanini, 52′ Romanò, 69′ Ginestra (S), 74′ Volpe (S)
NOTE: Spettatori 300 circa. Ammoniti: Corvesi (Pr), Tuia (S), Perpetuini (S), Angoli 5-4. Recupero 2′ pt, 3′ st




Salernitana d’assalto a Prato

di Marco De Martino

SALERNO. C’è un solo risultato per la Salernitana questo pomeriggio a Prato. La vittoria è d’obbligo se i granata vogliono continuare a coltivare sogni di aggancio al quinto posto, l’ultimo buono per affrontare la prima ed unica gara secca dei play off davanti al proprio pubblico. Gli uomini di Gregucci, almeno sulla carta, non dovrebbero avere particolari problemi ad avere la meglio dei toscani, che all’andata s’imposero all’Arechi e che diedero il la alla seconda crisi tecnica della Salernitana poi culminata con l’esonero di Perrone. Dopo una stagione al di sopra delle aspettative, il Prato è letteralmente crollato nelle ultime settimane collezionando nelle due precedenti giornate altrettante sconfitte condite da otto gol subiti e nemmeno uno realizzato. Non per questo Foggia e compagni potranno permettersi il lusso di entrare in campo pensando di aver già in tasca i tre punti. La Salernitana ha sempre dato il meglio di sé quando è stata sotto pressione ed ha tenuto alto il livello di guardia. Caratteristiche fondamentali se non si vuole incorrere in figuracce che, a questo punto della stagione, sarebbero assolutamente irrimediabili. Vincere invece potrebbe innanzitutto significare sorpasso ai danni del Pisa, che oggi riposa, e del Pontedera impegnato al Curi di Perugia. Inoltre facendo bottino pieno i granata non perderebbero terreno rispetto a L’Aquila, che oggi sfrutterà il “bonus Nocerina”, e Catanzaro che dovrebbe avere vita facile a Barletta. E poi c’è da guardarsi le spalle dal ritorno del Benevento, che comunque sarà impegnato nella trasferta non proprio scontata ad Ascoli. Ed infine, complice un poco probabile stop del Grosseto in quel di Viareggio, la Salernitana potrebbe aritmeticamente essere già da stasera nei play off. Insomma, per tutti questi motivi vincere rappresenta un obbligo per la Gregucci band. Il tecnico, viste le assenze di Montervino e Pestrin, avrà modo di rilanciare il redivivo Mancini che riprenderà posto alle spalle di Mendicino nel tris di rifinitori che sarà completato da Foggia a destra e da Fofana a sinistra. Questo presupporrà l’arretramento in mediana, accanto a Perpetuini, di Volpe che si sta rivelando sempre più prezioso per il roster di Gregucci. Invariata la linea difensiva con Scalise a destra, Tuia-Sembroni coppia centrale e con l’unico ballottaggio rappresentato da Pasqualini (favorito) e Piva per la maglia di terzino sinistro. Saranno circa un centinaio i sostenitori granata, tutti tesserati, presenti a Prato per sostenere la squadra. Un numero non elevatissimo che potrebbe comunque essere superiore a quello che faranno registrare i sostenitori di casa. Sarà ancora una volta assente Lotito, che probabilmente sarà al San Paolo per Napoli-Lazio, mentre Mezzaroma potrebbe decidere di essere accanto alla squadra per la seconda settimana di fila. Di sicuro ci sarà, dall’Alto, anche Carminuccio ‘O Siberiano che è stato ricordato in queste ore dal popolo granata con tanti striscioni a quattro anni dalla sua prematura scomparsa (nella foto la lapide del grande ultras). Una vittoria della Salernitana è d’obbligo anche per onorare al meglio la memoria di chi, gran parte della propria vita, l’ha sacrificata per difendere i suoi colori in giro per lo Stivale.

Stadio Lungobisenzio ore 15 (Diretta Tv Telecolore)

Prato (4-3-3): Brunelli, Bagnai, De Agostini, Roman, Lamma, Ghinassi, Corvesi, Grifoni, Magnaghi, Silva Reis, Lanini. A disp.: Gabrieli, Armenise, Malomo, Romanò, Gambardella, Serrotti, Bengala. All. Esposito

SALERNITANA (4-2-3-1): Gori; Scalise, Tuia, Sembroni, Piva; Volpe, Perpetuini; Foggia, Mancini, Fofana; Mendicino. A disp.: Iannarilli, Luciani, Pasqualini, Capua, Gustavo, Mounard, Ginestra. All.: Angelo Gregucci

Arbitro: Illuzzi di Molfetta (Margani/Cordeschi)




Gregucci: Voglio la massima concentrazione

di Raffaele de Angelis

SALERNO. Ostenta fiducia Gregucci. Il trainer granata, alla vigilia della delicata e soprattutto decisiva sfida di Prato, si dice fiducioso sulle possibilità della sua Salernitana di fare bottino pieno in terra toscana anche se allo stesso tempo ci tiene a precisare come il Prato sia un avversario da prendere con le cosiddette molle: “Quella di oggi sarà una partita molto combattuta. Giocheremo contro un avversario che, a dispetto dei risultati negativi degli ultimi tempi, ha quasi sempre fatto delle ottime prestazioni. Contro l’Ascoli il Prato ha giocato un primo tempo ad alti livelli, poi nel calcio si sa che troppi errori ti fanno perdere le partite. Dovremo affrontare quest’impegno con la massima concentrazione perché se pensiamo di andare a Prato senza incontrare alcuna difficoltà, rischiamo di tornare a casa leccandoci le ferite”. Poi continua: “Bisogna interpretare questa gara come se fosse l’ultima, come la partita che chiude il nostro campionato. Sta a noi di domenica in domenica tenere aperta quella finestra da cui poter continuare a respirare. Dobbiamo affrontare questo impegno con la massima concentrazione e con grande umiltà. I miei giocatori sanno bene che ci attende una partita difficilissima, determinante per le nostre sorti, fondamentale per i nostri giochi. Guai a trascurare le insidie che porta questo weekend”. In Toscana i granata dovranno fare i conti con le pesanti assenze di Pestrin e Montervino. Il mister tuttavia non appare preoccupato convinto che chi giocherà non farà rimpiangere gli assenti: “Sono defezioni che possono capitare nell’arco di una stagione e poter disporre di una rosa ampia serve anche per sopperire a situazioni del genere. Faremo la nostra partita con i giocatori che abbiamo a disposizione e, come ogni domenica, sceglierò gli undici che riterrò più adatti per lottare e fare bene per la squadra. Mancini play-maker? Manuel è a disposizione. Abbiamo diverse soluzioni in quel ruolo e valuterò domenica quale sarà la migliore”. La gioia in trasferta manca dal lontano 22 febbraio, ma per Gregucci la prolungata astinenza da vittoria lontano dall’”Arechi” non rappresenta un peso: “La Federazione mette in palio tre punti in ogni partita, noi lavoriamo durante la settimana per cercare di conquistarli. Che questo avvenga in casa o in trasferta non ha importanza. Mancano tre gare alla fine del campionato e ne guarderemo, come sempre, una alla volta, provando a trarre il massimo da ognuna di esse. L’importante è salvaguardare la qualificazione ai play-off, che non abbiamo ancora raggiunto. La strada da percorrere è in salita e solo alla fine tireremo le somme”.