Debiti e appalti: 21 indagati

di Andrea Pellegrino

Sono 21 gli indagati nell’inchiesta su «Ecoambiente», la società provinciale finita sotto la lente d’ingrandimento della Procura della Repubblica di Salerno dopo le denunce presentate da Giuseppe Canfora nel 2015 e da Mimmo Volpe l’anno successivo, con tanto di relazione approvata dal Consiglio provinciale di Salerno. Debiti per oltre 2,5 milioni di euro non saldati nei confronti di una società partecipata della provincia di Avellino; acquisizione di certificati di investimento ed appalti, i tre punti cardine della relazione di Mimmo Volpe, attuale sindaco di Bellizzi, all’epoca consigliere provinciale con delega all’ambiente. Nel 2015 fu lo stesso Tribunale di Salerno a trasmettere i primi atti all’attenzione della Procura della Repubblica. Questo dopo il decreto ingiuntivo promosso dalla Provincia nei confronti della società per il debito di 2,5 milioni di euro. Si tratta di una somma che Ecoambiente avrebbe dovuto restituire ad una società partecipata delle provincia di Avellino. «La società – si legge nella relazione firmata da Volpe – ha totalmente inadempiuto la propria obbligazione di pagamento e disatteso anche il piano di pagamento rateale che era stato definito in transazione». Da qui la successiva delibera provinciale che ricostruisce l’intera vicenda e propedeutica anche al cambio del management della società a totale capitale pubblico. «La gravità della situazione – si legge in delibera – impone al socio unico Provincia di Salerno di attivare ogni azione consona a ristabilire un corretto equilibrio tra la proprietaria e la partecipata. Allo stato la società è totalmente fuori controllo, con prevedibili ricadute economiche e finanziarie sulla Provincia e sul suo bilancio». Ed ancora sui lavoratori, si legge: «La governance ha utilizzato un assoluto arbitrio in merito al reperimento delle risorse umane per i servizi di propria competenza, ricorrendo, spesso in spregio alla legge, a nomine fiduciarie in violazione ai diritti riconosciuti agli e sodati dei cessati enti del ciclo dei rifiuti». Ora, a quanto pare, in ventuno sarebbero finiti sul registro degli indagati dal pubblico ministero Silvio Marco Guarriello. Tra questi l’allora presidente del consiglio d’amministrazione Mario Capo, i componenti del Cda, consulenti e funzionari e dipendenti della società provinciale. Attualmente alla guida di Ecoambiente c’è Marilena Russo, ex magistrato, subentrata alla guida della società dopo la rinuncia di un altro ex magistrato Alfredo Greco, che non preferì assumere l’incarico per le precedenti indagini da lui compiute. Russo, affiancata dal commercialista Giovanni D’Antonio, ha avuto il compito di far chiarezza su conti ed atti della società, informando naturalmente la Procura della Repubblica. Ma ora attendono chiarimenti i lavoratori, ed in particolare la Cgil che attraverso il segretario provinciale della funzione pubblica Angelo De Angelis ha chiesto un incontro con il presidente. «Vogliamo capire cosa sta accadendo – spiega De Angelis – quando c’è una inchiesta è giusto informare, per trasparenza, i soggetti interessati. Non fosse altro che i lavoratori sono estremamente preoccupati per il loro futuro occupazionale. Sollecitiamo nuovamente la dottoressa Russo per un incontro con le parti sindacali». Intanto sotto il profilo delle indagini non si escludono sviluppi a giorni.




Napoli rifiuta le deleghe: troppo lavoro

 

di Brigida Vicinanza

Troppo lavoro e troppi impegni per il sindaco di Salerno Enzo Napoli, che rifiuta o meglio chiede al presidente della Provincia di Salerno, di non assegnargli nessuna delega da consiglieri provinciale. Ieri Giuseppe Canfora ha infatti delegato i consiglieri ai vari settori. Il presidente ha ritenuto, infatti, opportuno affidare ai consiglieri provinciali individuati specifiche deleghe in determinate materie, per dare continuità all’azione amministrativa, garantirne il buon andamento e coadiuvare il presidente. A Luca Cerretani (Vice-Presidente) i rapporti istituzionali, ad Antonio Giuliano delega all’Ambiente, mentre Paolo Imparato si occuperà dei Trasporti. E ancora Antonio Rescigno alla Viabilità, Vincenzo Servalli ai Lavori Pubblici – Grande Progetto “Risanamento Ambientale Corpi Idrici Superficiali della Provincia di Salerno” (Salerno Nord: comparti 3-6-7) – Grande Progetto “Interventi di difesa e ripascimento del litorale del Golfo di Salerno”, Carmelo Stanziola oltre ad essere il capogruppo del Pd avrà il compito per Urbanistica e Governo del Territorio e curerà i rapporti con l’Università ed enti sovracomunali. A Michele Strianese la delega al Personale e società partecipate, Marcello Ametrano invece si occuperà della programmazione della rete scolastica e sempre in ambito scolastico a Massimo Cariello la delega all’edilizia. Cosimo Ferraioli invece si occuperà dei centri per l’impiego e politiche attive per il lavoro, Pasquale Sorrentino delega alla polizia provinciale – Protezione Civile – Corpi Idrici Superficiali (comparti 1-2-4-5), e in ultimo Pasquale Mauri: supporto ed assistenza ai Comuni per lo sviluppo delle politiche giovanili. “Dalle elezioni dell’8 gennaio scorso è scaturita una maggioranza chiara, quella di centro-sinistra – ha spiegato il Presidente Canfora -. Dopo aver svolto la fase degli incontri con i vari rappresentanti dei partiti e con i consiglieri, tenendo conto dell’esito elettorale e delle specifiche competenze, ho provveduto a definire il quadro dell’assegnazione delle deleghe per creare una squadra di governo valida per continuare a dare risposte concrete ai cittadini e al territorio. Attraverso l’assegnazione formale delle deleghe – ha aggiunto Canfora – si ottimizzerà l’azione e la gestione dell’Ente, favorendo una più ampia e fruttuosa collegialità, necessaria rispetto alle tante problematiche che deve affrontare la Provincia di Salerno. A tutti i consiglieri delegati l’augurio di lavorare con perseveranza e con impegno, in quanto per noi questa è una sfida e per me i consiglieri sono già eroi, che affrontano quotidianamente la realtà dei loro territori, e fanno i conti con delle casse sempre più vuote. Al resto dei componenti del Consiglio l’invito alla collaborazione, mettendo sempre al centro l’interesse della nostra comunità”. Tasto dolente l’edilizia scolastica, inoltre, per cui si sta già lavorando per poter accedere ad alcuni finanziamenti regionali per garantirne sicurezza e stabilità, soprattutto all’interno degli istituti superiori. Assente Servalli all’incontro per motivi istituzionali, non fa mancare la propria soddisfazione: “Il mio impegno in Provincia rientra in un percorso di riappropriazione di un ruolo della città di Cava, per troppo tempo ai margini dei centri decisionali che contano. Adesso bisogna lavorare su 2 fronti, dare risposte serie ed ottenere i fondi per dare un senso alle Province”.

 




Luca Cerretani “candidato” vice di Canfora

di Andrea Pellegrino

Sarà Luca Cerretani il vicepresidente della Provincia di Salerno. Questo secondo le ultime trattative all’interno della nuova maggioranza di Palazzo Sant’Agostino. Le deleghe dovrebbero essere conferite nei prossimi giorni dal presidente Giuseppe Canfora. Il ruolo di vice, dunque, dovrebbe andare al più votato, tra l’altro delfino di Franco Alfieri, riuscito anche a superare alle scorse elezioni provinciali il sindaco di Salerno. Secondo indiscrezioni Enzo Napoli a tal proposito potrebbe ricevere l’incarico di capogruppo del Pd. Al sindaco di Cava de’ Tirreni, Servalli, potrebbe andare la delega all’ambiente mentre quella alla viabilità verrebbe spacchettata in due con Rescigno che si dovrebbe occupare dell’area nord e Paolo Imparato dell’area sud. All’Udc invece dovrebbe andare la delega all’edilizia scolastica, che sempre secondo un primo accordo politico, dovrebbe essere affidata al sindaco di Eboli Massimo Cariello.




“Il Pd non ha saputo ascoltare i territori”

di Brigida Vicinanza

Una Provincia da rinnovare e da guidare e per certi versi da rifare completamente. A pochi giorni dall’elezione dei nuovi consiglieri provinciali, il presidente Giuseppe Canfora si dice soddisfatto per il risultato ottenuto. La squadra che lo affiancherà è composta da amministratori dei comuni salernitani che vogliono impegnarsi fortemente sul territorio provinciale, secondo il presidente in carica e che sono pronti a dare il massimo, nonostante le previsioni prima del referendum erano ben altre. “Come prima considerazione per le elezioni appena concluse, mi piace sottolineare la partecipazione e la percentuale di voto strabiliante – ha dichiarato sorpreso Giuseppe Canfora – a quanto pare tutti i comuni della nostra Provincia e soprattutto gli amministratori sono legati all’ente e a ciò che rappresenta per loro, un vero e proprio collegamento con le realtà del territorio di appartenenza”. Palazzo Sant’Agostino diventa quindi un anello di congiunzione tra tutte le realtà territoriale in provincia di Salerno, ma i problemi non sono pochi per gli enti provinciali. Anzi a quanto pare non si vivono momenti difficili e sebbene la vittoria del “sì” al referendum avrebbe spazzato via le nuvole e i temporali, ora bisogna stringere la corda e cercare di far quadrare impegno, dedizione e soprattutto proposte concrete per cercare di risanare il più possibile le tante ferite dell’ente. “E’ innegabile la partecipazione e quanto i comuni, dal più piccolo al più grande, hanno creduto in questo progetto – ha continuato Canfora – le province sono nonostante tutto vicine e questa vicinanza viene sentita da chi amministra in ogni località”. E sui consiglieri del Pd che comporranno gran parte della maggioranza dell’assise provinciale, il sindaco di Sarno ribatte: “Sono contento per la vittoria del partito democratico e per gli 8 che entreranno a far parte del Consiglio. Ma so che si poteva fare di più, potevamo raggiungere anche i 10 consiglieri. Se avessimo ascoltato un poco meglio e di più gli amministratori di tutti i territori, sono sicuro che avremmo fatto altri numeri, di questo sono consapevole. Nota dolente? Posso dire che il Pd non riesce spesso a razionalizzare al meglio il voto”. Poi Canfora ha concluso: “In ogni caso sono da un lato contento per chi entra e mi dispiace per chi invece non è stato riconfermato, poteva ancora dare all’ente”.




I dipendenti della Provincia “svegliano” Canfora

di Brigida Vicinanza

Una lettera aperta, quasi come l’ennesimo appello che non si sa se verrà ascoltato o meno. I dipendenti della Provincia di Salerno ora sono sul piede di guerra. “Stanchi di subire” – come si legge in una nota, in cui si rivolgono direttamente al presidente dell’ente provinciale – ora chiedono il cambio di rotta a Giuseppe Canfora, da tempo non più “interessato” ai problemi dei lavoratori. “Presidente Canfora, così non va. A distanza di due anni dall’inizio del suo mandato nessun tema riguardante il personale è stato affrontato” – scrivono – ancora una volta lamentiamo la mancanza della riorganizzazione, e della contrattazione del salario accessorio”. La situazione dell’ente è infatti sempre più al collasso, vittima della riforma sì nazionale, ma a questo punto per quanto riguarda Salerno, anche di un presidente che è assente e non ha mai provato ad incontrare i dipendenti, come dichiarano, in due anni. “Rivendichiamo progressioni economiche, chiarezza su polizia provinciale, risposte sulle criticità della viabilità, sull’ennesimo sforamento del patto di stabilità pagato ancora esclusivamente dai lavoratori del comparto. E sono solo alcuni esempi. Inerzia, non curanza, arroganza, mancato rispetto degli impegni assunti al tavolo trattante, sono stati il filo conduttore della gestione del personale dell’Ente, vessato oltre che dalla legge di riordino, da una gestione scriteriata, caratterizzata tra l’altro dalla disparità di trattamento economico tra dirigenti, compresi direttore e segretario generale, e dipendenti tutti. Ai primi il salario è garantito senza nessuna penalizzazione. Per gli altri dipendenti, nonostante l’aumento dei carichi di lavoro e delle prestazioni da rendere, non è mai finito il calvario per il riconoscimento di quanto dovuto. Presidente, questo immobilismo non è più sopportabile. Occorre un cambio di rotta”. Da qui, la richiesta e l’appello a Canfora, di rimuovere il direttore generale: “Per questo le chiediamo la rimozione del direttore generale e la modifica della intera delegazione trattante di parte pubblica. Né il direttore, né i dirigenti incaricati hanno adempiuto ai suoi indirizzi, né ai propri doveri, stabiliti per legge e negli incarichi attribuiti, configurando ipotesi di danno erariale a carico dell’Ente per mancato svolgimento dei compiti per i quali vengono pagati. Per tutti questi motivi, nel pretendere una sua sollecita risposta nel merito, preannunciamo l’indizione dell’assemblea generale del personale della Provincia, nella quale saranno condivise con i lavoratori le necessarie forme di lotta per porre fine a questi problemi”.




Elezioni provinciali, si vota l’8 gennaio

di Andrea Pellegrino

Si voterà domenica 8 gennaio per il rinnovo del Consiglio provinciale di Salerno. Il presidente Giuseppe Canfora ha firmato il decreto che fissa le elezioni che saranno destinate solo ad amministratori locali e riguarderanno solo ed esclusivamente il Consiglio provinciale. In pratica Canfora, salvo variazioni della maggioranza, resterà in carica. Le liste si presenteranno domenica 18 dicembre e lunedì 19 fino alle ore 12,00. Sono sedici i consiglieri che sindaci ed amministratori locali dovranno eleggere. In fermento ci sono già i Fratelli d’Italia e Forza Italia che studiano le liste. Ad Alberico Gambino il compito di mettere su la lista Fdi che per ora conta sulla riconferma di Giuseppe Fabbricatore e sul sindaco di Positano Michele De Lucia. Riunioni in corso anche in Forza Italia che questa volta accoglierà anche la lista nel Nuovo Psi di Antonio Fasolino. L’operazione politica più rilevante mira a candidare un consigliere comunale di Salerno. Si parla di Ciro Russomando, attuale esponente di “Attiva Salerno” che potrebbe contare sul voto (rilevante in termini di peso ponderato) di Roberto Celano e di Peppe Zitarosa. In corsa, poi, ci sarebbero Mimmo Di Giorgio, ex sindaco di Montecorvino Pugliano e l’uscente Flavio Vitagliano. Ancora Giovanni Fortunato, sindaco di Santa Marina e Rocco Giuliano, primo cittadino di Polla. Nell’elenco anche i nomi di Egidio Criscuolo, consigliere comunale di Ascea e l’uscente Roberto Monaco, primo cittadino di Campagna. Non facile la quadra nel Pd che dovrà fare i conti con le ambizioni dei consiglieri comunali di Salerno e con gli strappi in maggioranza sempre più evidenti. Ma dall’aula consiliare cittadina dovrebbero uscire almeno due candidature per Palazzo Sant’Agostino. I moderati dovrebbero muoversi autonomamente con in pole il consigliere comunale di Salerno, Pietro Stasi. Con molta probabilità non ci sarà la lista del Movimento 5 stelle, mentre c’è l’incognita Dante Santoro. Il consigliere comunale di Salerno del gruppo Giovani salernitani potrebbe infatti candidarsi oppure preparare una propria lista sullo stile di quelle già presentate alle scorse amministrative.




Provincia, soldi in più ai dirigenti: ecco quanto dovranno restituire alle casse

di Andrea Pellegrino

Sono state quantificate le cifre in più guadagnate dai dirigenti provinciali dal 2013 in poi. Un decreto del presidente della provincia Giuseppe Canfora ha fatto attivare le procedure per il recupero e l’adeguamento degli stipendi modificando così il regolamento degli uffici e servizi di Palazzo Sant’Agostino. Si torna sostanzialmente alla data del 31 dicembre 2012, quando è cessata ultima contrattazione collettiva della Provincia di Salerno con la sua mancata modifica entro la data prevista dalla legge. Il dirigente del settore personale e finanze Marina Fronda ha quindi rimodulato ed adeguato i livelli retributivi riguardanti le indennità di posizione dirigenziale, per quanto concerne l’annualità 2014. Circa 70mila euro la cifra che le casse provinciali dovranno recuperare per il solo anno 2014. Secondo il prospetto rivisitato, Gerardo Bellino (che si occupa della gestione di risorse umane) dovrà restituire quasi 8mila euro all’ente; così come Alfonso Ferraioli (contenzioso) o la stessa Marina Fronda (settore finanziario). Ancora Angelo Cavaliere (protezione civile) dovrà restituire 5300 euro; Roberto Casini (ora trasferito in Regione Campania), invece 7242 euro; Angelo Casella (trasparenza e comunicazione) duemila euro circa. Anche Lorenzo Criscuolo, già dirigente al Comune di Salerno, poi trasferito a Palazzo Sant’Agostino, dovrà restituire 7730 euro circa. Prenderanno in più, invece, Catello Bonadia, che contrariamente ai colleghi dirigenti, dovrà ricevere dall’ente provinciale, dopo l’adeguamento, 2000 euro. Alfonso Longobardi (settore trasporti ed autoscuole) dovrà recuperare invece mille euro. Perde, infine, solo 700 euro, il dirigente Ciro Castaldo del settore turismo, cultura, sport e spettacolo.




Giallo curriculum all’Oiv della Provincia

di Andrea Pellegrino

E’ giallo sui curriculum di due dei componenti dell’organismo indipendente di valutazione nominato lo scorso febbraio dal presidente Giuseppe Canfora. Così, una si dimette e l’altra viene sostituita con un apposito decreto di fine giugno. Partiamo dall’estromessa. Si tratta dell’avvocato Amelia Albano, nominata come componente dell’Oiv. A quanto pare, così come emerge dal decreto di revoca parziale del precedente atto del 26 febbraio 2016, le verifiche degli uffici avrebbero riscontrato delle anomalie da quanto scritto nel curriculum a quanto poi richiesto successivamente. Il 3 maggio, si legge testualmente, «l’avvocato Amelia Albano faceva pervenire nota priva di elementi idonei a comprovare quanto dichiarato nel curriculum nonché nella relazione di accompagnamento, e comunque carente di elementi ultimi a giustificare le discordanze rilevate dell’amministrazione». Così il 27 dello stesso mese l’ufficio risollecita la componete dell’organismo. Comunicazione che «al 31 maggio è rimasta senza risposta». In pratica l’avvocato Albano non aveva dimostrato l’«esperienza lavorativa così come indicata nel curriculum e della relazione di accompagnamento», presentata agli uffici di Palazzo Sant’Agostino all’atto della nomina. Per lei, dunque, è scattata la revoca dell’incarico. Ma non è tutto. Un altro “giallo” coinvolgerebbe l’avvocato Autilia Stefania Pizza, nominata presidente dell’organismo ma dimessasi prima dell’accettazione dell’incarico. Nel medesimo decreto, infatti si legge che «la dottoressa Autilia Stefania Pizza in data 13 giugno 2016 ha fatto pervenire nota di non accettazione dell’incarico di presidente dell’Oiv». Ma il caso Pizza si era già sollevato nelle settimane successive la nomina. Al centro sempre anomalie rispetto al curriculum presentato agli uffici provinciali. E si tratta sempre, secondo indiscrezioni, di esperienze lavorative indicate nel curriculum ma non certificate. Ma a quanto pare ci sarebbe proprio una nota della stessa Pizza, inviata via Pec il 28 aprile scorso, nella quale pare si confessi l'”errore”. Così la presidente avrebbe preferito a questo punto rinunciare all’incarico evitando la sorte toccata alla collega Albano. Ad oggi, quindi, resta in carica solo l’avvocato Mario Della Porta.

 




Scafati. Dossier Liceo Caccioppoli: le proteste di oggi, e gli scenari del futuro

Prosegue il racconto di Cronache dell’odissea degli studenti del liceo Caccioppoli.

Di Adriano Falanga

Sit in degli studenti, docenti e genitori del liceo Caccioppoli ieri mattina fuori Palazzo Mayer. Oltre 800 partecipanti, e uno striscione decisamente esplicativo: “Tante promesse pochi fatti, vi sentite soddisfatti”. Pomo della discordia: mancanza di aule, palestra un eterno cantiere, succursale in un’industria conserviera e una domanda di iscrizione che aumenta di anno in anno. La competenza sulla struttura è provinciale, ma i ragazzi contestano all’amministrazione guidata da Pasquale Aliberti una scarsa considerazione del problema, chiedendo un maggiore impegno. Dal consiglio comunale di mercoledì sera la doccia fredda che spegne ogni illusione di poter costruire nuove aule presso la sede centrale: negata all’ente Provincia l’autorizzazione a poter costruire ulteriori 5 aule laddove oggi esiste la biblioteca. Non sarebbero rispettati gli standard dimensionali stabiliti dalla normativa di edilizia scolastica), è questa la motivazione edotta dall’ufficio tecnico del Comune di Scafati. “Il particolare contesto esclude la possibilità di ampliamenti della platea scolastica nell’attuale sede del liceo se non attraverso l’aumento dell’attuale superficie di oltre 15 mila metri quadrati – ha spiegato l’assessore all’Urbanistica, Nicola Acanfora – pertanto si invita la Provincia di Salerno ad individuare altri immobili ove reperire le aule necessarie per soddisfare l’incremento della platea scolastica”. Nella stessa seduta all’ordine del giorno anche la richiesta della Provincia di variazione della destinazione d’uso dello stabile di traversa Silvio Pellico, ex sede del liceo fino al 2000. L’ente guidato dal sindaco di Sarno Giuseppe Canfora vorrebbe trasformare gli ultimi due piani in locali residenziali, in quanto avrebbe ricevuto proposta d’acquisto da un privato. L’Assise consiliare ha però negato questo permesso, in virtù della crisi di aule in cui versa il Caccioppoli.

1-protesta3Il sit in è stato molto acceso, tanti i cori, fino a che non è arrivato il primo cittadino che ha rendicontato la seduta consiliare ai ragazzi in protesta. “Non è possibile cambiare la destinazione d’uso del vecchio liceo senza risolvere il problema delle aule mancanti manifestato a gran voce dagli studenti del Liceo Caccioppoli. Pertanto condividiamo e sosteniamo la protesta degli studenti – le parole di Pasquale Aliberti – E’ inconcepibile che oggi, davanti ad una carenza dichiarata di aule per il prossimo anno, la Provincia non abbia trovato e condiviso con questa Amministrazione una soluzione seria. Speriamo che il tavolo tecnico da noi convocato per martedì prossimo con il delegato provinciale all’Edilizia Scolastica Gerardo Malpede e l’ing. Angelo Michele Lizio possa portare ad una soluzione”. Al tavolo sarà presente anche una delegazione di liceali. “Per poter realizzare le nuove aule la Provincia deve prima adeguare la struttura agli standard urbanistici – prosegue Aliberti, che poi svela un interessante retroscena – qualche tempo fa sono stato invitato al liceo e c’era un imprenditore, il preside e i rappresentanti degli studenti e mi chiesero di fare una variante urbanistica alla fabbrica dell’imprenditore e così ci sarebbe stata la disponibilità delle aule, avremmo risolto il problema ma saremmo andati direttamente a Fuorni”. Di questo episodio Cronache he ha già parlato, ma i protagonisti non hanno mai confermato ufficialmente. Il noto imprenditore citato dal sindaco è Corrado Scarlato, e l’opificio industriale la ex cartiera Papiro Sud, attualmente in fase di totale ricostruzione, nonché ampliamento della volumetria. L’imprenditore avrebbe offerto all’ente provinciale la disponibilità a realizzare una struttura da adibire a succursale del Caccioppoli, magari da locare. Aliberti però aveva declinato, e fatto sapere che “le scuole le costruisce lo Stato, non il privato” insomma, quell’affare non è da concretizzare. Il tutto è rinviato a martedì prossimo, al tavolo tecnico ottenuto dai ragazzi in Provincia.

I MANIFESTANTI: “L’AMMINISTRAZIONE COMUNALE DEVE IMPEGNARSI DI PIU”

1-protesta“Siamo consapevoli che la soluzione definitiva debba essere presa dalla Provincia, ma comunque resta il fatto che l’utenza del Liceo è composta da cittadini scafatesi e la politica locale deve prestare il dovuto impegno per trovare una soluzione” così Annalisa Grimaldi, presidente del Consiglio d’istituto del Caccioppoli. “Per accogliere i ragazzi il preside ha rinunciato all’ufficio di Presidenza, trasformato l’aula magna, la biblioteca e il laboratorio di fisica in aule – prosegue la rappresentante – le nuove iscrizioni prevedono un surplus di circa 130 unità, il che significa la necessità di almeno altre 5 aule, senza contare che i laboratori, l’aula magna, la presidenza devono ritornare alla loro originaria assegnazione. Quindi il totale delle aule diventa nove”. Sono stanchi gli studenti: “tutti i componenti del nostro istituto hanno sentito fortemente il bisogno, dopo mesi e mesi passati a far lezione al freddo nei laboratori, di scendere per le strade e far sentire la propria voce – spiega Davide Morlicchio – Speriamo che la manifestazione sia bastata agli amministratori affinché comprendessero finalmente lo stato di disagio in cui imperversa il nostro liceo. Noi rappresentanti degli studenti nostro malgrado sappiamo che questa protesta è stata solo l’inizio di un lungo percorso da fare tutti insieme per far valere il nostro diritto allo studio, quantomeno in modo dignitoso”. A margine dell’incontro con il primo cittadino, si dice speranzoso Raffaele Cesarano: “Con questa manifestazione siamo riusciti ad avere attenzione da parte dell’amministrazione comunale, ricevendone l’impegno del sindaco. Speriamo solo che non restino solo le parole”. Il sindaco ha raccontato ai ragazzi dell’incontro avuto con l’imprenditore privato, a cui era presente anche il preside dell’istituto superiore Domenico D’Alessandro e tecnici della Provincia, relativamente all’offerta di realizzare una succursale nella ex cartiera, una possibilità che Aliberti ha subito respinto. “A noi non interessa dove ospitare le nuove aule, a noi interessa poter studiare dignitosamente – prosegue Cesarano – a Scafati ci sono molte strutture inutilizzate da poter utilizzare, noi chiediamo semplicemente di valutare quale possa essere idonea” chiosa il rappresentante d’istituto.

SPUNTA L’IPOTESI “TOMMASO ANARDI”

Buone nuove per gli studenti del Caccioppoli, qualcosa si muove e seppur ancora da definire, l’Istituto Comprensivo Tommaso Anardi ha offerto disponibilità di quattro aule ben definite in un unico corridoio della struttura ubicata in via Pietro Melchiade. Essendo la Anardi una scuola media, le quattro aule andrebbero ad ospitare le prime classi del liceo, che oltre allo scientifico offre anche Classico e Linguistico. La dirigente scolastica Debora Minghelli ha dato la sua disponibilità, ma a decidere definitivamente sarà il consiglio di istituto convocato non appena passa la fase elettorale del Referendum, essendo l’Anardi sezione elettorale.

LA SOLIDARIETA’ DELLA POLITICA

3-ex ospedale scafatiSono due anni che ripetono, senza avere riscontro, che la succursale del liceo Caccioppoli potrebbe essere ospitata nei locali dell’ex primo ospedale di Scafati, attualmente sede di uffici Asl e in parte in disuso. “Stiamo lavorando da circa due anni alla ricerca di soluzioni adeguate alla carenza di aule e al completamento della palestra – spiega Francesco Carotenuto, per Scafati Arancione – i locali dell’ex ospedale riteniamo siano una delle poche soluzioni adeguati sia da un punto di vista economico, in quanto la provincia risparmierebbe circa 90 mila euro per la struttura di via Sant’Antonio Abate ubicata all’interno di un’industria conserviera, sia da un punto di vista logistico, perché la distanza con la centrale di via Velleca sarebbe molto ridotta, permettendo quindi a docenti e personale di potersi recare con tranquillità nelle strutture”. Una proposta presentata sia a Palazzo Mayer, sia in Provincia, sia agli stessi studenti. Per compensare invece la mancanza della palestra, gli arancioni hanno pensato allo stadio comunale, distante pochi metri dall’istituto. “Riteniamo sia necessario garantire agli studenti spazi adeguati all’attività motoria e, in virtù della scandalosa vicenda dell’eterno cantiere/palestra, sulla quale è stato sperperato più di un milione di euro, riteniamo sia una proposta percorribile e fattibile” conclude Carotenuto. Solidarietà agli studenti anche da Mario Santocchio, Fdi: “Ogni azione a favore dell’incremento della popolazione scolastica va sempre e comunque sostenuta. Piena solidarietà alla popolazione studentesca, il progresso di una città si misura anche dalla sua offerta scolastica”. “Gli studenti pagano le conseguenze di una politica fallimentare a livello regionale, nazionale e locale – spiegano gli attivisti di Scafati in Movimento – Il centro destra e il centro sinistra nel tempo non hanno mai pensato seriamente a risolvere le problematiche degli studenti. La mancanza di aule è solo una parte del problema, tutte le scuole avrebbero bisogno di maggiore cura e manutenzione per adeguarsi agli standard europei di istruzione. Ricordiamo che il liceo non ha nemmeno la palestra”.

 




Scafati. La Provincia vende il vecchio liceo ai privati, la maggioranza dice no

Di Adriano Falanga

La Provincia vende parte dei locali dell’ex liceo scientifico, nel mentre l’attuale sede di via Niglio ha una carenza d’aule. Per poterlo fare, l’ente guidato dal sindaco di Sarno Giuseppe Canfora ha bisogno di una variante della destinazione d’uso, che deve essere approvata dal consiglio comunale. La maggioranza è propensa a votare contro, in quanto, raccontano i consiglieri alibertiani, non si vuole prestare il fianco ad una speculazione immobiliare di natura privata. E questo perché nel secondo e terzo piano dello stabile non sorgeranno uffici pubblici, bensì uffici privati. Tra i contrari anche l’indipendente Pasquale Vitiello: “Avrei votato a favore nel momento in cui la provincia si fosse impegnata a farne uffici pubblici, o anche vendere a privati, ma dietro la garanzia di reinvestire i soldi in entrata nella costruzione di nuove aule del liceo Caccioppoli, che vie uno stato di disagio da diversi anni oramai”. Riportare gli studenti in quello stabile, che ha ospitato i liceali scafatesi degli anni 80 e primi anni 90, non è però possibile, in quanto la struttura non è più idonea per quell’uso. La struttura abbandonata da anni, è situata in via Martiri D’Ungheria, traversa Silvio Pellico. Fu realizzata alla fine degli anni settanta e consta in un seminterrato, piano rialzato, primo, secondo e terzo piano. Con il piano delle alienazioni e valorizzazioni immobiliari 2015-2017, la Provincia decide di vendere il secondo e terzo piano, dopo che un privato (pare uno studio professionale scafatese) ha formulato una proposta d’acquisto. Il valore di ogni singolo piano è stimato in soli 200 mila euro (non si conosce però l’offerta d’acquisto) ed è composto da due appartamenti più terrazzi ognuno dei quali pari a circa 140 mq di superficie. Un totale di 560 mq, da cui, volendo, potrebbero ricavarsi dieci studi professionali da 56 mq cadauno. Non male, per chi compra. Attualmente lo stabile deve essere ristrutturato. Per l’affitto dell’attuale succursale in via Sant’Antonio Abate vengono sborsati quasi 90 mila euro l’anno. Non male anche questa volta, per chi fitta. Il primo piano dello stabile dovrebbe restare in carico alla Provincia, per trasferirci il Centro per L’Impiego, attualmente ospitato in locali privati in via Terza e per i quali il Comune di Scafati paga da anni un affitto di 52 mila euro annuali. Una somma non dovuta perché a carico della Provincia, e sulla quale nessuno protesta.