Volontari della Protezione civile senza rimborso per pranzo e cena Scaricabarile tra Comune e Regione

di Erika Noschese

25 euro al giorno: a tanto ammonta il rimborso spese per i volontari che stanno partecipando alle Universiadi, le olimpiadi destinate agli studenti universitari. E tra i volontari spicca sicuramente il nucleo comunale di protezione civile di Salerno. Ancora una volta però sembra proprio che gli uomini guidati da Giovanni Zevolino vengano trattati con aria di menefreghismo dagli enti locali. A prova di ciò lo scaricabarile tra Regione e Comune per anticipare ai volontari, in servizio ogni giorno dalle 6 alle 23, il denaro necessario per il loro sostentamento. E se da Palazzo di Città sostengono che ad occuparsi di loro debba essere la Regione a Palazzo Santa Lucia rimandano al Comune. Nel frattempo però i volontari hanno bisogno di panini per il pranzo e la cena e non sempre possono procurarsi tutto da soli in quanto il loro servizio, va ricordato, è sempre stato a titolo gratuito. A dare però uno schiaffo morale alle istituzioni è un privato che ha deciso di provvedere al sostentamento dei volontari fino al termine delle Universiadi: si tratta del titolare del gruppo Eté di Salerno che ogni giorno sta facendo recapitare ai ragazzi della protezione civile in servizio non solo panini ma anche piatti già pronti senza chiedere nulla in cambio. Segno evidente che dove non possono – o non vogliono – arrivare le istituzioni intervengono i privati.




I clochard restano a via dei Carrari

Erika Noschese

La proroga c’è. Manca solo la formale burocrazia per l’ufficialità: i clochard potrebbero essere ospiti presso la struttura di via Dei Carrari fino a Pasqua. A confermarlo è la consigliera comunale di Salerno per i Giovani, Paola De Roberto, al termine dell’incontro con il presidente dell’associazione Venite Libenter, Rossano Braca. La richiesta era stata avanzata dallo stesso Braca, di comune accordo con il coordinatore della protezione civile di Salerno, Giovanni Zevolino in quanto sul territorio salernitano potrebbe abbattersi presto una nuova ondata di freddo, già ribattezzata Burian 2. La scadenza era inizialmente prevista per il 28 febbraio ma l’amministrazione comunale di Salerno ha concesso una proroga fino al 12 marzo. Con l’avvicinarsi della scadenza, non sono pochi gli appelli lanciati per richiedere una nuova proroga all’amministrazione comunale di Salerno. Il primo appello è stato lanciato proprio dal presidente di Venite Libenter, Rossano Braca e dagli ospiti del centro di accoglienza di via Dei Carrari, preoccupati per la loro sorte ma soprattutto per quella dei giovani, magari meno abituati alla vita di strada. La De Roberto, dal canto suo, ha tenuto a precisare che l’assessorato alle Politiche Sociali ha già dato la sua disponibilità, prorogando anche il servizio per l’utilizzo dei bagni chimici. Il Comune di Salerno ha deciso di attivare un’azione di supporto in questo periodo dell’anno, con la disponibilità delle associazioni salernitane. Il Comune, per l’emergenza freddo, ha investito ben 25mila euro. Dall’incontro è dunque emerso che anche le associazioni di volontariato impegnate nell’emergenza freddo sono d’accordo sul prolungamento del servizio fino a Pasqua. Inoltre, i volontari si sono resi disponibili ad individuare risorse per i pasti che vengono servizi ai senza fissa dimora in quanto il Comune è impossibilitato a stanziare ulteriori somme di denaro. L’amministrazione comunale sta però incidendo sulla gestione dei bagni in quanto a noleggio e sull’utenza. «Facciamo lavorare la rete», ha dichiarato la De Roberto al termine dell’incontro, aggiungendo altresì che stanno lavorando per trovare una struttura definitiva dai destinare ai senza tetto, grazie al tavolo di concertazione e al mondo del volontariato e su cui il Comune ha già dato disponibilità ad investire risorse. Inoltre, l’amministrazione si occuperà della presa in carico dei clochard, per il reinserimento nel mondo del lavoro o per permettere loro le cure necessarie.




Torrione s’allaga: arriva la protezione civile

Erika Noschese

Torrione invasa d’acqua. Nella mattinata di ieri, intervento urgente da parte dei volontari della protezione civile di Salerno che, su sollecitazione del Comune di Salerno, sono intervenuti in un sottopiazza alle spalle della farmacia Grimaldi, a causa di un allagamento dovuto alle falde acquifere che non permettono il defluire normale dell’acqua. I volontari Giuseppe De Martino, Gennaro Rosa, Mario Memoli, Lucio De Vita e Vito Salzano, coordinati da Giovanni Zevolino, sono a lavoro già dalle prime ore del mattino di ieri, con due idrovore in dotazione alla protezione civile per liberare lo scantinato colmo di acqua. La situazione sembra essere molto delicata tanto da rendere necessario l’intervento dei volontari anche nella giornata di oggi. Ancora da stabilire a quanto ammonterebbe il danno causato dall’acqua. I volontari del nucleo comunale, intanto, continua ad essere occupato su più fronti. Terminata l’edizione di luci d’Artista ora sono concentrati ancora sull’emergenza freddo, con l’accoglienza dei clochard all’interno della struttura di via dei Carrari, con il montaggio del centro aperto 24 ore su 24. Del resto, non è la prima volta che la protezione civile di Salerno si ritrova ad affrontare questo tipo di emergenza, soprattutto in giornate di piogge abbondanti quando gli uomini di Zevolino si occupano della perlustrazione del territorio, in special modo dei fiumi e dei sottopassi per prevenire eventuali situazioni di pericolo.




La sede di via dei Carrari alla Protezione Civile

Erika Noschese

La sede di via dei Carrari è della Protezione Civile comunale di Salerno, ma solo per un piano. E’ quanto è stato decretato nel corso di una riunione tenutasi mercoledì a Napoli per l’assegnazione delle sedi comunali a protezione civile e Croce Rossa Italiana. Nello specifico, ai volontari spetta il primo piano della sede, oltre alla struttura in cui vengono ospitati i migranti nel corso dello sbarco e attualmente utilizzata per l’emergenza freddo e, dunque, messa a disposizione dei senza fissa dimora. Una struttura aperta 24 ore su 24 proprio per fronteggiare l’emergenza e che vede la collaborazione tra diverse associazioni di volontariato, tra cui Venite Libenter di Rossano Braca e le varie unità di strada che da sempre si occupano dei clochard. Il resto della  struttura di via dei Carrari, invece, spetta alla Cri di Salerno, oltre al capannone industriale. Alla protezione civile comunale, inoltre, sono state date 10 divise antincendio, dotate di tutte le attrezzature necessarie per permettere la formazione di un nucleo di volontari dediti all’antincendio. Ed è proprio ciò che intende fare il nucleo comunale di Salerno, come ha sottolineato più volte il coordinatore Giovanni Zevolino, al lavoro già da tempo per la formazione di una squadra che si dedicherà prevalentemente all’antincendio, grazie anche al nuovo mezzo concesso dalla Regione Campania. Da tempo i volontari lamentavano l’assenza di una sede comunale per una sorta di querelle con il Comune che avrebbe affidato la struttura alla Croce Rossa Italiana, rendendo – di fatto – la protezione civile ospiti, senza contare che i volontari si sono spesso trovati in difficoltà a causa della mancanza di fondi ma, nonostante ciò, non sono mai venuti meno ai loro doveri di volontari. Che qualcuno si sia reso conto dell’importanza che ricoprono e che Salerno non può vedersi precludere la possibilità di avere un nucleo comunale? La risposta non è data saperla, sta di fatto che con la riunione dello scorso 10 gennaio, è stato chiarito ogni dubbio: i volontari non sono ospiti, il primo piano della struttura di via dei Carrari spetta a loro, convivendo con la Cri di Salerno. Il nucleo comunale ricopre un ruolo fondamentale per i cittadini, non solo in occasione delle emergenze quali sbarchi o senza- tetto ma anche – e soprattutto – in vista del maltempo. Non di rado, infatti, i volontari sono scesi in strada a perlustrare il territorio nonostante l’assenza di mezzi e di divise che il Comune e la Regione Campania avrebbero dovuto destinare loro, proprio per permettere il perfetto svolgimento dei lavori. Soddisfatto per il riscontro ottenuto a Napoli il coordinatore Zevolino, pronto a formare una nuova squadra squadra di volontari, con un bando già work in progress.




Posti letto della Protezione Civile abbandonati

di Brigida Vicinanza

Attualmente a Salerno i centri di prima accoglienza sono davvero pochi. Da dormitori che funzionano solo di notte, a case famiglia. Come l’ostello Koinè infatti non esistono in centro città. Nel periodo di grande freddo, intanto fu aperto vicino alla sede della Protezione Civile e a cura dei volontari un centro che potesse ospitare i senza tetto e ovviamente per far fronte alla grande emergenza freddo e di neve che si è verificata a Salerno. Ma in quel posto, che conta addirittura 20 posti letto, fu mandato soltanto un clochard dal Comune di Salerno, il resto fu sistemato nel centro di Piazza San Francesco, ovvero nel dormitorio aperto solo di notte e che quindi di giorno non è funzionale alle esigenze di chi vive per strada. “Avevamo messo a disposizione 20 posti letto, ma abbiamo avuto soltanto un ospite, un clochard, nei giorni di grande freddo, poi nessuno più – ha sottolineato il coordinatore dei volontari di Protezione civile di Salerno Giovanni Zevolino – penso che abbia giocato anche la distanza in cui è ubicato il centro, fuori dalla città, in una zona che non è facilmente raggiungibile. In questo modo, se non portano nessuno, non possiamo accogliere nessuno e per questo si è preferito lasciare chi aveva necessità nei centri di prima accoglienza notturni del centro cittadino”. Insomma i venti posti letto sono ancora lì e non sono utilizzati, tant’è che anche i volontari della Protezione Civile dove c’è esigenza operano sul territorio e sono accanto al dormitorio di piazza San Francesco. “Noi continuano ad avere lì la disponibilità di venti posti letto, già attrezzati per chi ha necessità, ma preferiscono di più le zone del centro, quindi possiamo “operare” soltanto nelle grandi emergenze, laddove i posti a disposizione nel centro città dovessero essere già pieni. Siamo pronti solo per i casi estremi”. Insomma la Protezione Civile continua ad avere grandi difficoltà a livello economico, nonostante l’impegno dei volontari: “L’ordinario lo fanno gli altri, noi scendiamo in campo per lo straordinario e intanto per quanto riguarda i fondi e i contributi siamo messi malissimo, non abbiamo nulla e continua a non arrivarci nulla, purtroppo”, ha concluso il coordinatore Zevolino.




Nucleo allo scioglimento: si guarda a L’abbraccio

di Andrea Pellegrino

L’obiettivo dovrebbe essere questo: disciogliere il nucleo cittadino di protezione civile e confluire tutti nell’associazione “L’abbraccio”. Ad accendere la miccia sarebbe stato il cambio della serratura avvenuto alla porta dei locali di via Dei Carrari. Cambio che sarebbe avvenuto ad opera della Regione Campania, ed in particolare del settore demanio, che avrebbe ripreso nella sua disponibilità l’immobile concesso circa dieci anni fa (per un solo anno) in comodato d’uso al Comune di Salerno. Da allora, di proroga in proroga, lo stabile sarebbe rimasto in forza al nucleo di protezione civile fino a qualche giorno fa quando le cose sono cambiate. Al Comune però sull’argomento le bocche sono cucite. Segno che qualcosa bolle in pentola e che per ora intorno al destino del nucleo regna solo caos. Per oggi pomeriggio Giovanni Zevolino, coordinatore del gruppo, ha convocato una riunione. Probabilmente, con tanto di divisa istituzionale, li vorrà tutti davanti ai locali blindati, senza utilizzare, dunque, i locali comunali (zona Forte La Carnale) messi a disposizione proprio alle protezione civile dal settore politiche sociali. All’ordine del giorno ci dovrebbe essere proprio la drastica decisione di scioglimento del nucleo. Una scelta compromessa, secondo indiscrezioni, dall’amarezza di alcuni volontari rispetto alle ultime vicende. In precedenza quel nucleo aveva avvisato il Comune di Salerno che non avrebbe preso parte a nessuna manifestazione pubblica (compreso l’evento Luci d’Artista) se non strettamente collegata ai propri compiti. Ed in più occasioni aveva evidenziato l’assenza di fondi e di mezzi per sopperire alle più semplici attività. Fin qui la storia del nucleo di protezione civile che oggi probabilmente stabilirà la sua nuova linea da seguire. All’orizzonte però pare che un porto sicuro sia stato già individuato. E ieri una manifestazione pubblica avrebbe saldato il rapporto di collaborazione con l’Abbraccio. Il tutto nascerebbe dagli sbarchi di migranti. L’Abbraccio, in pratica, avrebbe preso il posto dell’Humanitas di Schiavone nella fornitura dei pasti. Fornitura che durante l’ultimo sbarco sarebbe avvenuta anche attraverso l’opera dei volontari del nucleo. In mezzo ci sarebbe Rosario Caliulo che dirige il settore politiche sociali, nel mentre quello della protezione civile è però affidato a Luca Caselli. Insomma, una bella matassa da sbrogliare ma in sintesi se l’attuale nucleo dovesse trasferirsi altrove il Comune potrebbe affidare tutto al comando di polizia locale e partire da zero.




La protezione civile “resta fuori” dalla sede

di Andrea Pellegrino

Sono rimasti fuori dalla loro sede i volontari della Protezione Civile di Salerno che si sono visti cambiare la serratura dello stabile di via Dei Carrari. L’amara sorpresa nel pomeriggio quando alcuni si sono recati presso la struttura per il disbrigo di alcune pratiche relative all’ultimo sbarco di migranti napoletano. Ma lo stupore è stato grande quando si sono accorti che le chiavi erano cambiate improvvisamente, senza alcun tipo di comunicazione. Il coordinatore Giovanni Zevolino ha così ha provveduto a comunicare il fatto ai vigili urbani. Non c’è pace, dunque, all’interno del nucleo della protezione civile che, tra l’altro, venerdì tirerà le somme ed adotterà anche le conseguenti decisioni. Già prima del fattaccio era stata convocata la riunione che lasciava presagire uno scioglimento del nucleo cittadino che da tempo opera senza fondi e senza mezzi. Cronache se ne era occupato nei giorni successivi il terremoto che ha distrutto il centro Italia, accendendo anche i riflettori sul piano di protezione civile approdato ieri in aula consiliare attraverso una interrogazione presentata dai consiglieri comunali Roberto Celano, Ciro Russomando e Peppe Zitarosa. Ma ieri si è verificato l’episodio più grave. Eppure il nucleo aveva partecipato anche allo sbarco di Napoli e alle successive operazioni di accoglienza dei minori non accompagnati sistemati in una struttura di Salerno. Le conseguenze ora potrebbero essere abbastanza rilevanti rispetto al futuro del nucleo di protezione civile. Non si esclude che l’amministrazione comunale voglia perseguire una nuova strada, affidando così la gestione del nucleo direttamente ai vigili urbani. Inoltre, sembra che la sede di via Carrari non sia nella disponibilità del nucleo e dello stesso Comune di Salerno ma sia della Regione Campania e che allo stato non risulti nessun atto di comodato d’uso. Infine, sul piano di protezione civile, Celano chiede chiarezza in merito al piano antisismico e alle relative certificazione che mancherebbero per le scuole del territorio. Piano che sarebbe solo sulla carta in quanto mancherebbero – a detta dell’amministrazione comunale – i fondi. Ma lo stesso piano avrebbe ricevuto 100mila euro dalla Regione Campania nel 2014. Ma i soldi, secondo i dati riportati dal sito opencoesione, sono rimasti nel cassetto.