Aspiranti scrittori cercasi: al via il primo concorso targato Saggese Editori

E’ ufficialmente partito  il primo concorso letterario targato Saggese Editori.

La Saggese Editori è una casa editrice ideata è fondata dal giovane giornalista salernitano Francesco Maria Saggese.

L’idea di avviare questo progetto, nasce principalmente per l’amore della letteratura, e per la volontà di poter dare la possibilità, a tanti autori e autrici, emergenti e non, di poter pubblicare il proprio libro senza alcun costo da parte loro.

“Il nostro obiettivo” – dichiara Saggese  “è creare una comunità che attraverso la pubblicazione di lavori unici e originali, possa conoscere e far conoscere nuovi autori e valorizzare il loro talento”.

Il concorso letterario nasce con l’idea di valorizzare gli autori, prediligendo tre generi di romanzo: gillo, rosa e fantascienza.

Le proposte che risulteranno essere le migliori, in ognuno dei tre generi letterari, oltre alla pubblicazione, riceveranno una targhetta riconoscitiva utile alle divulgazioni di comunicazione, e la prima presentazione ufficiale del libro che si svolgerà a Salerno.

È possibile inviare gratuitamente il vostro romanzo all’indirizzo: concorsoletterario@saggeseeditori.it con oggetto:

– “Concorso letterario”;

– autore;

– titolo;

– genere di romanzo.

Alla email va allegata anche una biografia dell’autore.

Il concorso è totalmente gratuito è possono partecipare tutti coloro che abbiano compiuto il diciottesimo anno di età.

Termini e info sulla pagina Facebook “Saggese Editori” o sul sito internet saggeseeditori.it nella sezione concorso letterario.




Resto al Sud, ecco le novità per gli imprenditori under 46

Resto al Sud, il bando destinato ai giovani imprenditori meridionali per avviare nuove attività con l’obiettivo di rilanciare la crescita economica nel Mezzogiorno, prosegue ad evolversi.

Il finanziamento, come confermato anche dal Ministro per il Sud Giuseppe Provenzano, sarà accessibile anche alle imprese che erogano servizi e ai liberi professionisti.

L’obiettivo di Resto al Sud è fermare l’emorragia di giovani meridionali verso il Nord Italia o l’estero, avviando delle attività funzionali capaci di rilanciare definitivamente l’economia al meridione creando nuove opportunità lavorative.

Grazie alle nuove modifiche possono richiedere i finanziamenti anche gli imprenditori Under 46 che desiderano presentare progetti dedicati alla fornitura di servizi direttamente sulla piattaforma di Invitalia.

Le agevolazioni sono destinate a tutte le regioni del Sud Italia: Abruzzo, Basilicata, Calabria, Molise, Puglia, Sardegna, Sicilia e Campania.

Proprio la Campania risulta una delle regioni più attive nella richiesta di finanziamenti in virtù di una maggiore densità demografica e di una forte rinascita economica.

Il turismo, soprattutto quello ecosostenibile, è tra le principali attività che fanno da volano per l’imprenditoria campana, desiderosa di lanciare nuovi progetti. Anche altri settori sono però in forte ascesa come l’artigianato e l’agricoltura.

I giovani imprenditori campani che vogliono accedere al finanziamento e conoscere i dettagli del bando Resto al Sud possono richiedere l’assistenza di realtà come Contributi PMI.

Si tratta di un team di professionisti che si occupa di finanziamenti alle imprese ed offre consulenza per i contributi all’imprenditoria giovanile.

Prima di presentare la richiesta di finanziamento bisogna però assicurarsi di rispettare determinati requisiti.

I richiedenti devono essere residenti nelle regioni indicate dal bando, oppure trasferirsi entro 60 giorni dopo l’approvazione della domanda di finanziamento.

Gli imprenditori che fanno domanda non devono aver usufruito di altri finanziamenti a favore dell’imprenditorialità negli ultimi 3 anni, né essere titolari di attività alla data del 21 giugno 2017.

Infine chi beneficerà delle sovvenzioni non deve avere un contratto a tempo indeterminato per tutta la durata del finanziamento.

Per quanto riguarda le cifre del finanziamento ogni richiedente può accedere fino ad un massimo di 50.000 euro. Il 35% dell’agevolazione è a fondo perduto, mentre il restante 65% viene finanziato da una banca che ha aderito alla convezione tra ABI e Invitalia.

L’importo deve essere rimborsato entro 8 anni a tasso zero ed è richiesto il pagamento della prima rata dopo 2 anni dal ricevimento dei fondi.

Una società composta da più persone può invece richiedere un finanziamento di 50.000 euro per ogni socio, per un tetto massimo complessivo di 200.000 euro.

Il finanziamento può essere elargito anche alle imprese non ancora costituite, purché lo siano entro 60 giorni dalla risposta favorevole alla domanda.




Crollo A10 a Genova, morti quattro giovanissimi di Torre del Greco

Col passare delle ore si aggrava il quadro dei dispersi e delle possibili vittime del crollo del ponte Morandi avvenuto ieri a Genova. Si è purtroppo verificato il peggio anche per quattro ragazzi di Torre del Greco:Matteo Bertonati, Giovanni Battiloro, Gerardo Esposito e Antonio Stanzione , i quattro tutti tra i 23 e i 28 anni, di cui non si avevano più  notizie dalle 11 di ieri, erano partiti alla volta di Nizza per trascorrere il ferragosto ed erano di passaggio a Genova proprio al momento del crollo. Il sindaco di Torre del Greco, Giovanni Palomba si è immediatamente mobilitato e dopo una notte passata in costante contatto con l’unità di crisi che sta monitorando tutte le operazioni di salvataggio e recupero nel capoluogo ligure, stamattina tramite un messaggio sui social ha riportato la tragica notizia del ritrovamento dei quattro ragazzi che non hanno avuto scampo. Una giornata tristissima per tutta la comunità Torrese, al quale il Sindaco volge l’appello di unirsi tutti in preghiera in memoria dei quattro giovani ritrovati morti.




Psi, Maraio e Nencini alla Camera per presentare le ultime misure

Erika Noschese

Importante appuntamento, ieri mattima, alla Camera dei Deputati, Il Partito socialista italiano ha illustrato le ultime misure presentate in Parlamento dai socialisti. Presenti all’incontro il segretario del Psi, Riccardo Nencini; il responsabile Organizzazione, Enzo Maraio ed il responsabile Riforme Istituzionali, Vincenzo Iacovissi. Quattro i temi importanti su cui i socialisti hanno puntato l’attenzione: un ddl costituzionale per allargare il diritto di voto ai sedicenni: «I grillini pensano di abolire il Parlamento e noi presentiamo un disegno di legge per estendere il voto ai sedicenni per l’elezione dei consigli comunali e delle regioni», ha dichiarato Nencini. Sempre sul tema di giovani in età scolare, i socialisti hanno proposto anche un intervento a favore degli studenti capaci e meritevoli ma privi di mezzi economici, con un innalzamento di 200 milioni di euro dei fondi destinati alle borse di studio universitarie per gli anni 2018 e 2019. E ancora: altri 600 milioni di euro, suddivisi in 300 per il 2018 e 300 per il 2019, sono previsti dalle norme presentate dai socialisti per quanto riguarda il sistema formativo nei primi sei anni di vita. «Paesi all’avanguardia nei settori dell’educazione e del welfare, come quelli scandinavi, iniziano il percorso educativo negli asili, già dai primi anni di vita, ma in Italia l’assenza di una rete pubblica efficiente o di una presenza diffusa di strutture convenzionate rende difficile offrire tali servizi alla cittadinanza», ha spiegato Nencini. Infine, l’ultima proposta presentata da dal segretatio socialista riguarda l’emergenza abitativa con la ricostituzione del Fondo nazionale per il sostegno all’accesso alle abitazioni in locazione. Enzo Maraio ha sottolineato come nel complesso le «proposte socialiste sono costituite da un pacchetto di norme sostenibili a favore del giovani». «Un pacchetto che la rete degli amministratori socialisti – ha detto ancora il consigliere regionale – è pronta a ricevere e a rilanciare negli enti locali nei limiti delle proprie competenze». «Per questo – ha concluso Maraio – vi è la necessità di coinvolgere una intera generazione sia dal punto di vista civico, sia nella scuola sia nella partecipazione democratica della vita del Paese».




Una città sull’orlo del suicidio, parla il direttore Antonio Zarrillo

Adriano Rescigno

Un’altra ondata funesta di suicidi nelle ultime 72 ore ha travolto Salerno ed i territori della provincia, un fenomeno nero che secondo il direttore del centro di igiene mentale di Salerno, Antonio Zarrillo: “A Salerno manca l’educazione alla sensibilità, manca l’ascolto e tutto viene accentuato da un uso e abuso dilagante di alcol e droghe, se a tutto questo si aggiunge famiglie assenti o incapaci di osservare cogliendo i comportamenti ed i segnali di figli depressi, non curati, anche perchè ci si vergogna di rivolgersi ad uno psichiatra, si ha un quadro chiaro di quanto ci accade sotto gli occhi”. Come è possibile evitare, prevenire tali fenomeni che ormai si susseguono con troppa frequenza? “Il suicidio è un qualcosa di imprevedibile, soprattutto nei casi di persone affette da depressione. Chi ha deciso il suicidio prima di compierlo vive sensazioni di benessere, lo vede come un qualcosa che pone fine a tutti problemi e così si giustificano anche i messaggi di ringraziamento alle persone care o amici. Quel ragazzo avrà lanciato segnali che nessuno ha raccolto. Manca una sensibilità al malessere, si sottovaluta la depressione che già è difficile da inquadrare, comportamenti, parole, passano nel silenzio. Quello che sento di dire è di rivolgersi allo psichiatra di superare questa mancanza di cultura. Si pensa allo psichiatra come quello che somministra pillole, ma non è così, noi parliamo con le persone, le persone si curano prima parlando, poi eventualmente si passa alla cura farmacologica. La vita è fluida, noi raccogliamo i cambiamenti della società, delle persone, non siamo matematici, e siamo costretti invece a combattere con l’idea che noi siamo quelli dei malati mentali”. Ci sono modi per avvicinarsi a queste persone cercando di salvarli da questa fine indotta? Salerno è pronta ad avviare questo procedimento? “Innanzitutto c’è da riconoscere che questa città fa schifo. Si è pensato ad abbellirla, a migliorarla architettonicamente ed infrastrutturalmente ma non si è pensato a chi vive la città, alle persone. Salerno è una città che isola, senza luoghi di incontro per i giovani, si vivono stress di ogni tipo e sollecitazioni emozionali difficili nelle famiglie con i problemi quotidiani e familiari, poi ci si aggiunge l’alcol, la droga, l’indifferenza e le patologie come l’obesità. Al Cim abbiamo in cura oltre 3000 persone affette da schizofrenia, bipolarismo, forme di depressione. Un cittadino su tre non sta bene, ha sintomi diffusi di malessere, ma noi facciamo finta di assistere. E’ un bluff. Quando le persone arrivano qui, evitando il settore privato che pensa a monetizzare, già sono in uno stato avanzato di problemi, bisogna intervenire prima, quindi bisogna che l’Asl metta in campo iniziative di sensibilizzazione, occasioni di incontro e discussione nei luoghi di lavoro, nelle scuole e poi mettere in campo un organico maggiore, con solo undici medici non si può assistere una città intera. Le persone hanno bisogno di sapere, vanno informate, è importante insegnare a riconoscere i sintomi per rivolgersi agli specialisti, imparare a riconoscere i sintomi delle malattie mentali significa spesso salvare vite. Questo chiedo all’Asl, come chiedo alla città di imparare a non vergognarsi, di rivolgersi a noi psichiatri abbandonando il cliche falso dei cura matti”.




«A Salerno battaglia per la libertà»

Adriano Rescigno

Da un’idea di Vittorio Acocella, responsabile per la formazione dei giovani di Forza Italia, ieri mattina al caffè Moka di Salerno si è tenuto un simposio politico tra i candidati di Forza Italia ed i giovani ed amministratori locali nonchè esponenti del mondo universitario. Un cammeo è stato riservato anche a Tiziano Sica della Lega e Domenico Masullo presidente della sezione giovani di Fratelli d’Italia. A raccogliere temi e proposte dei giovani azzurri c’erano Vincenzo Fa- sano, Luigi Casciello, Sonia Senatore, Pasquale Marrazzo e Rossella Sessa, sollecitati da Adriana Volzone responsabile provinciale delle giovanili di Forza Italia, Aniello Palumbo, Edoardo Galiano consigliere comunale di Mercato San Severino e Luca Esposito, consigliere di amministrazione dell’università degli studi di Salerno. Tante le tematiche affrontate, lavoro, istruzione, amore per la politica e sentimento di rinnovamento ma non sono mancate le sferzate a De Luca ed ai suoi figli da parte un po’ di tutti, ma la Volzone picchia più duro: «Per noi giovani salernitani Roberto De Luca non è un esempio», mentre il senatore Fasano e segretario pro- vinciale: «In tanti vengono in segreteria a chiedere una sistemazione per i figli, risposte che noi non possiamo dare, se in provincia di Salerno vuoi un lavoro devi andare da Vincenzo De Luca. Mio figlio lavora fuori ed il dispiacere di padre è tanto, ma questo la dice lunga sul nostro modo di fare politica». Per Galiano, consiliere comunale di Mercato San Severino è opportuno ripristinare l’interesse della politica nazionale verso gli enti locali che ha causato il distacco delle varie classi dirigenti dal locale al nazionale, inspiegabile l’eliminazione delle province a discapito dell’organizzazione dei servizi di prossimità. Casciello, su imbeccata di Luca Esposito che vede l’allontanarsi degli studenti dalla buona politica avvicinandosi sempre più alla critica facile senza proporre, sempre più vicini al M5s, indica la via d’uscita da questa prima stasi e successivo degrado intellettuale, ovvero riscoprire l’amore della politica, una politica fatta a servizio di tutti e non solo del questuante di turno che un domani potrà renderti il favore, concordando anch’egli con Pasquale Marrazzo sulla posizione dei cinque stelle che nel 2016 non presentarono la lista per il rinnovo del consiglio comunale di Salerno dove con l’oltre 30% di astensioni la strada fu spianata alla compagine deluchiana: «Sono complici di De Luca e di questa situazione in città, adesso non possono pre- tendere di venire ad insegnarci qualcosa, cosa vogliono insegnarci? Il sistema per sconfiggere una situazione a cui loro hanno contribuito? Lezioni non ne prendiamo da nessuno». Applausi anche per Silvio Berlusconi, sempre giovane che ad ottant’anni ancora immagina un futuro mostrando le forze di un ventenne spese proprio per i ventenni ed i giovani, in virtù di assunzioni definitive, incentivi alle imprese nell’ottica della crescita del Paese. Tra i giovani, al canto di Luca Esposito, Carmine Manzione, avvocato e dirigente cittadino di Forza Italia che ha invitato i futuri parlamentari ad esortare una riforma della giustizia e del ruolo dell’avvocato in virtù di equo com- penso per le prestazioni, processi equi e tempi della giustizia rapidi. Raffaella Sessa a strombatutto contro la rabbia dei cinque stelle che rimane tale e non viene convogliata verso un progetto serio di rilancio, solo cavalcata sull’onta del populismo, mentre Sonia Senatore ha ripreso la mancanza in città del forum dei giovani, l’unica città della provincia a non vedere questa istituzione a discapito della democrazia e dei giovani stessi. Unanime il coro conclusivo: «A Salerno non è solo campagna elettorale ma una battaglia per la libertà».




«Salerno capitale degli Erasmus»

Mariangela Molinari

Una crisi sociale e culturale, prima ancora che occupazionale, che pesa come un macigno sui giovani salernitani. Giovani a cui deve essere data sempre più voce affinché possano venire fuori, con le proprie forze e con le opportune misure predisposte da chi di dovere, dal pantano. Di questo è convinto il presidente di “Donation Italia”, Luigi Bisogno, per il quale «il ruolo della politica deve essere quello di attuare misure necessarie affinché i giovani neolaureati e non possano cercare lavoro o crearsi opportunità occupazionali in maniera autonoma nella nostra città, sfruttando nel miglior modo possibile le molteplici possibilità che l’Unione Europea mette a disposizione, tramite lo stanziamento di fondi e i bandi rivolti alle nuove generazioni». «Il nostro territorio – dice ancora Luigi Bisogno – deve necessariamente sfruttare le bellezze e sue risorse, attraverso lo sviluppo dei settori turistico e gastronomico. Salerno ospita ogni anno circa 270-300 studenti del progetto “Erasmus”, un turismo giovanile di notevole importanza. Creiamo le giuste condizioni affinché questo numero possa accrescere negli anni, per poter immaginare una Salerno capitale degli “Erasmus”». Ma quali sono, secondo il giovane presidente di “Donation Italia”, gli strumenti che l’amministrazione comunale e gli altri enti compe- tenti potrebbe e dovrebbe adottare per avvicinare i giovani alla vita pubblica? «Dovrebbero ritornare a costruire una rete con il territorio, concedendo, ad esempio, i giusti spazi alle tante realtà associative che, con enorme fatica, lavorano per offrire servizi importanti alla comunità». Fondamentale – sottolinea, infine, Bisogno – è «istituire il “Forum dei giovani” e nel contempo costituire una consulta delle associazioni e luoghi di network e coworking per i giovani di tutte le età. Salerno è ricca di giovani talentuosi ma l’elemento che manca è il coraggio di affrontare nuove sfide e di imbattersi in un sistema burocratico che necessita di un reale cambiamento. Spetta a noi – conclude – rimboccarci le maniche con forza e determinazione, riprendendoci i nostri sogni. Tutto ciò è possibile anche nella nostra città».




Scafati. Quarantenne, sposato con un figlio: ecco lo scafatese medio. Scafati città di giovani

Di Adriano Falanga

Ha quarant’anni ed è sposato con un figlio: è questa la fotografia dello scafatese medio secondo l’Istat.  Un paese di giovani Scafati, complice anche il positivo indice di natalità, in gran parte dovuto anche alla presenza della quinta comunità di stranieri residenti della provincia. L’età media degli scafatesi è di 40 anni, mentre il dato provinciale si attesta a 43. L’indice di natalità era di 8,8 nel 2015, nel 2016 è salito a 9,5 e rappresenta il numero medio di nascite in un anno ogni mille abitanti. La media provinciale segna 8 nati per ogni mille abitanti, e il dato è leggermente in calo rispetto al 2015 (8,1). L’indice di mortalità nel 2015 era di 7,6. Nel 2016 è sensibilmente salito, attestandosi a 7,7. Rappresenta il numero medio di decessi in un anno ogni mille abitanti. In provincia si muore di più, perché la media arriva a 9,7 nel 2016. Nel 2017 l’indice di vecchiaia per il comune di Scafati dice che ci sono 101 anziani ogni 100 giovani. Molto più basso rispetto al dato provinciale che riporta ben 146,2 anziani ogni 100 giovani. È il rapporto percentuale tra il numero degli ultrasessantacinquenni ed il numero dei giovani fino ai 14 anni. A Scafati nel 2017 ci sono 46,4 individui a carico, ogni 100 che lavorano. Rappresenta il carico sociale ed economico della popolazione non attiva (0-14 anni e 65 anni ed oltre) su quella attiva (15-64 anni). L’indice di ricambio è 86,3 e significa che nella popolazione in età lavorativa prevalgono i giovani. Rappresenta il rapporto percentuale tra la fascia di popolazione che sta per andare in pensione (55-64 anni) e quella che sta per entrare nel mondo del lavoro (15-24 anni). La popolazione attiva è tanto più giovane quanto più l’indicatore è minore di 100. Anche questo dato è in forte controtendenza rispetto alla media provinciale che registra 115,3 a significare che la popolazione in età lavorativa è abbastanza anziana.

MENO SCAFATESI PIU’ STRANIERI

Continua ad avere segno negativo il flusso migratorio, seppur sensibilmente migliorato rispetto all’ultimo biennio, tanto quanto basta per far aumentare il numero di iscritti all’anagrafe. Erano 50.787 nel 2015, sono saliti a 50.833 al 31 dicembre 2016. Sono 17.276 le famiglie e una media di quasi tre componenti ciascuna. Secondo i dati Istat, aggiornati al 31 dicembre 2016, nel 2015 sono arrivati a Scafati 1.104 nuovi residenti, mentre hanno lasciato la città, per destinazioni italiane o estere, 1.208 iscritti all’anagrafe. Un saldo migratorio di -214 unità. Dato migliorato nel 2016, dove sono arrivati 1.213 nuovi residenti, a fronte di 1.256 trasferiti. Un saldo migratorio di -43 unità. Parliamo di cittadini trasferiti, perché il tasso di natalità è di contro in aumento, grazie anche alla crescita della popolazione straniera regolarmente residente. Nel 2015 a Scafati sono nati 447 bambini, morti 388 cittadini, saldo +59. Nel 2016 sono nati 482 e morti in 393, saldo: +89. Una città quindi giovane, dove gli ultrasettantenni sono appena in 5.205, pari al 10,3%. Centenari? Al primo gennaio 2016 risultano iscritti all’anagrafe 6 nonni a “tre cifre”, sono le femmine però a vivere più lungo, il rapporto è infatti 5 a 1. Il 51,2% dei residenti è donna. Si divorzia poco a Scafati, sono infatti 389 gli individui che hanno almeno un matrimonio finito alle spalle. Oltre 22.600 sono i celibi (chiaramente, neonati compresi) mentre portano la fede nuziale al dito quasi 25 mila residenti. Poco meno di 2.900 sono i vedovi.




Scafati. Forum Giovani, vince Sergianni. Tutti gli eletti

Di Adriano Falanga

E’ stata un’importante pagina di democrazia e partecipazione, la tornata elettorale appena conclusa per il rinnovo del Forum Dei Giovani di Scafati. Su circa 9 mila ragazzi residenti dai 15 ai 29 anni, hanno votato 1700 elettori: il 50% in più rispetto ai 1100 di due anni fa. Come da premesse della vigilia, i giovani scafatesi hanno premiato il coordinamento uscente, eleggendo Carmine Sergianni con 783 preferenze, sostenuto dall’uscente Francesco Velardo. E’ finito secondo Michele Cirillo con 566 voti, terzo Ivan Piedepalumbo con 173. Con loro, nel coordinamento anche Daniele Primato, Giuseppe Aquino, Simone Claudio Cavallaro, Luigi De Matteo, Biagio Adinolfi, Vittorio De Luca, Pasquale Romano, Agostino Sorrentino, Alessio Vitiello, Giuseppe Fontanella, Angela Tramonti, Padovano Francesca. Un coordinamento di chiara impronta maschile, a quanto pare. Si è votato sabato per l’intera giornata presso l’Istituzione Scafati Solidale. Nel dettaglio: 757 donne e 940 uomini, per un totale di 1697 votanti. “Un momento di grande partecipazione e democrazia – ha commentato il sindaco Pasquale Aliberti – il futuro sono loro”. Nonostante qualche inevitabile ingerenza “dei grandi”, il Forum dei Giovani riesce a tenere distanti le ideologie politiche, a dimostrarlo la larga confluenza, soprattutto dal mondo associativo, sul nome di Sergianni. Oltre al primo cittadino, i complimenti arrivano anche da Marco Cucurachi, consigliere comunale del Pd: “Il nuovo coordinatore, Carmine Sergianni, al quale vanno i miei più sinceri ed affettuosi auguri di un proficuo e solido percorso, avrà il compito di continuare, sulla scia del predecessore Francesco Velardo, a battersi per i giovani scafatesi e a creare una forte squadra, capace di rappresentare tutti, senza distinzioni di appartenenza e con la consapevolezza di costruire una Comunità fatta di persone e valori".

 




Scafati. Forum dei giovani. Tutto pronto per le elezioni

A Scafati ogni tornata elettorale viene presa sempre troppo sul serio, e l’impegno profuso è sempre su livelli alti. Ma è una cosa sicuramente buona, perché è nelle elezioni c’è il sale della democrazia e della partecipazione. Il Forum Dei Giovani è l’organo di contenimento, confronto, discussione e azione dei ragazzi scafatesi, dai 15 a 29 anni. Una sana palestra per chi più avanti deciderà il “salto politico” ma anche semplicemente una finestra sulla realtà giovanile. Il coordinamento uscente, guidato da Francesco Velardo, ha seguito questa direzione, affermandosi come uno dei più operativi e prolifici. Nel segno di questa continuità si candida Carmine Sergianni, studente di Economia aziendale alla Federico II. «Sono pronto ad impiegare il massimo impegno e tutte le mie energie per far sì che la gioventù scafatese sia al meglio rappresentata – così Sergianni -. In questi due anni ho conosciuto le tante problematiche di noi giovani, molte delle quali ho affrontato con tenacia insieme ai miei vecchi colleghi. È proprio per questo motivo che ho deciso di candidarmi. Posso assicurare un impegno massimo nel recepire le istanze dei giovani e di portarle all'attenzione degli organi competenti». Mostra di avere le idee chiare Sergianni: «Sarà importante favorire punti di aggregazione sfruttando al massimo le potenzialità delle tante strutture e degli spazi pubblici. Sarà altresì importante fornire ai giovani strumenti necessari per coltivare le passioni attraverso corsi formativi e laboratori creativi». Sergianni è indicato come il favorito della vigilia, si contende il ruolo di coordinatore con Ivan Piedepalumbo e Michele Cirillo. Le elezioni si terranno il 12 marzo presso l’Istituzione Scafati Solidale, dalle 11 alle 20.          (a.f.)