Carmine è ancora in prognosi riservata

di Massimo Salvo

Mentre una buona parte degli istituti salernitani scende in piazza per mostrargli stima e affetto, la vittima 16enne, Carmine Siniscalchi, è in ospedale a fare i conti con le ferite che stavano per togliergli la vita.

Come riporta infatti il sito web di informazione aSalerno.it, il giovane si trova in coma farmacologico, assistito con ventilazione meccanica, costantemente visionato e monitorato dai medici del “Ruggi”. La prognosi è ovviamente riservata. Al corteo si associano le decine e decine di messaggi che stanno in queste ore invadendo il suo profilo Facebook, compresi gli attestati di stima di chi certo non era un suo stretto amico. Ne sono un esempio alcuni giovani studenti dell’istituto per geometri “Di Palo”, che ieri mattina hanno fatto sapere di conoscere appena di vista Carmine, eppure di averne avuto sin da subito un’ottima impressione.

Intanto il suo aggressore, G.S, 16enne anch’egli, è ancora in stato di arresto con l’accusa di tentato omicidio. Le indagini proseguono e cercheranno di chiarire meglio se alla base dell’episodio ci fosse una tensione di fondo, magari culminata con la rottura dell’ombrello che ha dato il là all’accoltellamento.
Una voce, questa, che si è molto diffusa nelle ultime ore e che rischia di cambiare l’intero scenario fin qui delineatosi, narrante di un banale motivo tipico della giovane età dei due individui coinvolti.

Al “Genovesi”, teatro degli eventi, non si sa ancora se la cosiddetta “settimana dello studente” sarà regolarmente protratta o verrà interrotta, facendo di nuovo spazio alla classica lezione frontale: sarà il preside dell’istituto, Nicola Annunziata, a decidere il da farsi.




«Siamo vittime e non responsabili. Chiediamo più garanzie»

di Massimo Salvo

«Più che educare e istruire, noi davvero non sappiamo cos’altro fare». Tuonano forte gli insegnanti dell’istituto tecnico commerciale “A. Genovesi”, in queste ore al centro di polemiche relative alla presunta superficialità che con cui avrebbero affrontato la lite di due giorni fa, secondo alcuni frutto di tensione pregresse tra i giovani.

«Da lunedì siamo costantemente al centro di accuse di ogni genere, che ci vengono mosse indistintamente da adulti e minorenni. Eppure dovremmo essere noi a lamentarci a fronte della solitudine in cui riversiamo come figure educatrici. Ci sentiamo abbandonati a noi stessi, diversamente rispetto a quanto accade ad esempio in altre nazioni, laddove la scuola è “linkata” ad apposite istituzioni come i servizi sociali, che col loro intervento fanno da tramite agendo sulla psiche del ragazzo».

Per sottolineare il concetto, molte insegnanti hanno preso parte al corteo di ieri assieme ai ragazzi. Una di loro è la professoressa Terrone, che insegna Informatica. «Passiamo coi ragazzi buona parte dei nostri giorni, per cui ai nostri occhi sono quasi dei figli».

«L’episodio di lunedì è frutto di un problema più ampio – le fanno eco le colleghe -; la logica produttiva induce le famiglie a prendersi cura dei propri figli in maniera diversa. La scuola così paga dazioo, finendo per essere l’ultimo avamposto».




Esercito di studenti in piazza: «Siamo contro la violenza»

di Massimo Salvo

Sono da poco passate le 9.30 quando in Corso Garibaldi, all’altezza di “Foot Locker”, un manipolo di persone, impossibile da decifrare numericamente, avanza a grandi passi. Fischietto alla bocca e megafono alla mano, quel manipolo intona quasi all’unisono i cori più disparati, su tutti “Carminuccio uno di noi”.

«In fondo è per lui che oggi siamo qui», afferma uno dei due rappresentanti del “Da Procida”, Lorenzo Rago. «Questi fatti non devono più accadere. Sappiamo bene che il “Genovesi” è stato solo il teatro casuale degli eventi, che si sarebbero potuti manifestare ovunque». Dello stesso avviso è anche l’altro rappresentante dello stesso liceo, Luca Di Giuseppe. «Si tratta chiaramente di un caso isolato, dal quale ci dissociamo».
Difende la sua scuola Christian Pezzuto, rappresentante del tecnico commerciale coinvolto nei fatti. «Il messaggio che stanno facendo passare è errato. Macchia di credibilità l’intero istituto, che mai prima d’ora era stato coinvolto in casi simili. Tutto ciò non è giusto».

Il corteo intanto avanza rumoroso, sotto l’occhio costante di un paio di pattuglie dei carabinieri. Da Piazza Ferrovia attraversa via SS. Martiri Salernitani, accarezza Piazzetta Barracano e incrocia via dei Principati, non prima di aver costeggiato il tribunale. Passa anche sotto la redazione di “Le Cronache”, salvo poi approdare infine in Piazza Portanova, dove il corteo si arresta e si congeda.
«Vogliamo fortemente dimostrare che il “Genovesi” non è quello che è stato descritto», urla al megafono Gennaro Testa, al cui istituto tecnico appartiene. Qualcuno intanto, ordina ironicamente un applauso per lui, facendolo arrossire.

Meno timida è sicuramente Annalisa Di Filippo, del liceo scientifico “Francesco Severi”, che dice: «Siamo scesi principalmente in piazza per contrastare la violenza che c’è negli istituti, gli atti di bullismo e la strafottenza, se posso permettermi, da parte delle scuole, delle presidenze e dei professori, che non osservano questi fatti e se ne accorgono solo a gravità accaduta. La scuola – continua Annalisa – non è attenta a tali questioni, nel senso che si aspetta sempre che accada qualcosa di più grave prima di affrontarlo. Ora io non conosco la situazione del “Genovesi”, ma in generale invito chi di dovere a trattare maggiormente il tema della violenza negli istituti scolastici».

In sottofondo si consiglia a tutti di restare in campana. «Ogni giorno e sotto i nostri occhi accadono atti di bullismo, e i docenti o chi per essi non se ne accorgono. Questo anche perché la vittima di bullismo difficilmente denuncerà la propria condizione, per cui sta a noi intervenire in massa: l’unione, si sa, fa la forza». E ancora: «Carmine è solo il simbolo del fenomeno, che riguarda tanti altri ragazzi che ogni giorno vivono in una situazione difficile».




Lite tra studenti: accoltellato un allievo del “Genovesi”.

SALERNO. Lite tra studenti: accoltellato un allievo del “Genovesi”. In gravi condizioni un 16enne ferito alla giugulare, ricoverato in ospedale. E’ accaduto stamattina, al secondo piano dell’istituto scolastico. Durante una banale lite, un alunno di Pontecagnano ha sferrato un colpo, pare con un coltello, ad un altro studente, mentre si trovavano nei corridoi della scuola. Il feritore avrebbe gettato il coltello dalla finestra. La dinamica è ancora da accertare. Sul posto i volontari dell’Humanitas  e la Polizia.