«Doppio reparto è regalo di fine mandato di De Luca a Coscioni»

di Erika Noschese

«Siamo convinti che l’operazione nata con il progetto di sdoppiamento del reparto di cardiochirurgia del Ruggi di Salerno sia il regalo di fine mandato di De Luca al suo consulente alla sanità Enrico Coscioni». Parole dure quelle pronunciate dal consigliere regionale del Movimento 5 Stelle Michele Cammarano in merito al doppio reparto di cardiochirurgia che dovrebbe sorgere presso il nosocomio locale, togliendo – inevitabilmente – spazio sia al centro per la procreazione medicalmente assistita e il reparto di oculistica pediatrica. «Siamo sempre più convinti, alla luce dell’audizione celebrata oggi in Commissione Sburocratizzazione, che l’operazione nata con il progetto di sdoppiamento del reparto di cardiochirurgia del Ruggi di Salerno e perfezionata con la delibera 35/2020, con la quale viene stipulata una convenzione tra la cardiochirurgia dell’Ospedale del Mare e il nosocomio di Salerno per consulenze cardiochirurgiche, sia il regalo di fine mandato di De Luca al suo consulente alla sanità Enrico Coscioni – ha infatti dichiarato il consigliere pentastellato – Lo stesso Coscioni da due anni nominato, non a caso, primario di un reparto mai ancora nato. Piuttosto che adeguare le sale operatorie e i reparti di rianimazione del Ruggi, si va a costituire un reparto che, una volta operativo, andrebbe a inficiare il lavoro egregio portato avanti da chi da anni gestisce l’attuale cardiochirurgia. Per non parlare del disagio provocato ai reparti di oculistica pediatrica e di procreazione assistita, smobilitati per fare posto al doppione della cardiochirurgia. Inutile dire che nessuno dei direttori e dirigenti sanitari convocati in audizione si è presentato, ad avallare i sospetti su un atto difficile da giustificare». Il gruppo regionale dei 5 Stelle, in audizione si sono confrontati con le confrontati con le parti sociali, che «hanno condiviso i nostri dubbi. Non c’è logica nella scelta di stipulare una convezione per consulenze cardiochirurgiche tra due ospedali distanti oltre 50 chilometri, comportando il trasporto da Napoli a Salerno di pazienti cardiopatici, nonostante la presenza di strutture e reparti specializzati nella Asl Napoli 1 – ha poi aggiunto Michele Cammarano – Un’operazione che si spiega solo se finalizzata a garantire lavoro e pazienti a Coscioni, a pochi mesi dalla fine del suo mandato di consigliere alla sanità che verrà meno con la sicura mancata rielezione del suo governatore». Intanto, parole forti sono state pronunciate anche dal gruppo consiliare Caldoro presidente che punta il dito contro il braccio destro del governatore uscente:«Enrico Coscioni spieghi un po’ di cose. L’assenza in Commissione Sburocratizzazione, presieduta da Maria Grazia Di Scala, non aiuta», hanno dichiarato dal gruppo campano secondo cui il presidente De Luca «avrebbe potuto spiegare la vicenda dello sdoppiamento del reparto di cardiochirurgia a Salerno, avrebbe potuto parlare delle consulenze all’Ospedale del Mare ed ancora del ridimensionamento del centro per la procreazione medicalemente assistita a Salerno». E ancora: «Soprattutto avrebbe dato la sua versione sulla inopportunità politica della nomina nel Cda di Agenas». Rincara la dose il giornalista Gaetano Amatruda dell’Associazione “Andare Avanti”:«Coscioni di fatto scappa ed evita il confronto istituzionale perché non sa cosa dire». «È tutto molto imbarazzante. Prima il cda di Agenas, poi lo sdoppiamento del reparto di cardiochirurgia, poi le consulenze per la sua struttura ed infine, ma non ultimo, il ridimensionamento del reparto della procreazione medicalemente assistita. Dica qualcosa», conduce Amatruda.




Stefania Craxi a Salerno per ricordare Bettino: «Con lui l’Italia contava nel mondo, oggi no»

di Erika Noschese

Il mondo socialista si riunisce sotto il segno – e il nome – di Bettino Craxi. Ieri, al Mediterranea hotel, è stato ricordato lo storico leader del Psi, nel corso del convegno, organizzato dal giornalista Gaetano Amtruda, “Craxi ed il governo delle città, il socialismo dei comuni”, promosso dalla Fondazione Craxi nel ventennale della scomparsa dell’ex segretario del Psi e che ha visto la partecipazione di Stefano Caldoro, capo della opposizione di centrodestra in Consiglio regionale della Campania e già esponete del Psi; Carmelo Conte, ex Ministro delle Aree Urbane, ed Enzo Maraio, segretario nazionale del Partito Socialista. ««Su Craxi non è matura la riflessione solo a sinistra per il resto credo che vent’anni siano un tempo sufficiente per riflettere sull’opera e la figura di Craxi – ha dichiarato Stefania, figlia di Bettino e parlamentare di Forza Italia – È un’opera immensa , un lavoro che ha fatto, tutta la vita con passione e con onestà, per il bene del suo Paese e per affermare a sinistra la cultura riformista. Vent’anni sono anche un tempo sufficiente per fare un bilancio tra l’Italia di ieri e l’Italia di oggi, ricordo che l’Italia di ieri cresceva del 4%, diventava la quinta potenza economica mondiale, contava nel mondo, aveva voce nel Mediterraneo. Oggi l’Italia vive un declino che sembra inarrestabile, non contiamo nulla sullo scenario internazionale e ci è scappata di mano perfino la Libia».




Centro Pma, alla petizione aderiscono anche Mocerio, Martusciello, Zinzi e Paolino

Continuano le adesioni alla petizione lanciata dal giornalista nonché membro dell’associazione “Andare Avanti” Gaetano Amatruda a favore del centro per la procreazione medicalmente assistita. Alla petizione “Per far nascere i sogni, a Salerno si rilanci il centro per la procreazione medicalmente assistita” lanciato dall’associazione Andare Avanti di Salerno con i componenti Michele Romaniello e Fabio Mammone, hanno aderito anche Carmine Mocerino, presidente della Commissione regionale anticamorra della Campania; Fulvio Martusciello, europarlamentare di Forza Italia; Giampiero Zinzi, consigliere regionale e presidente della Commissione Speciale su Terra dei Fuochi; Monica Paolino, consigliere regionale di Forza Italia. «Si sono aggiunte, in queste ore – aggiungono dall’associazione – le adesioni di Carmine Mocerino, Presidente della Commissione regionale anticamorra della Campania, di Fulvio Martusciello, europarlamentare di Forza Italia, di Giampiero Zinzi, consigliere regionale e presidente della Commissione Speciale su Terra dei Fuochi, Monica Paolino, consigliere regionale di Forza Italia». Fra i primi firmatari, molti sono medici, si ricordano Francesco Morra, sindaco di Pellezzano; Luigi Manzi, sindaco di Scala; Carmine Pagano; sindaco di Roccapiemonte e Giovanni Fortunato, sindaco di Santa Marina ed esponente di punta di Fdi; l’ex senatore Andrea De Simone; il consigliere provinciale Roberto Celano; il presidente del Comitato Salute e Vita Lorenzo Forte; la dirigente della Lega Pia Napoli; l’ex manager Asl Antonio Squillante; l’attrice Carola Santopaolo; la conduttrice tv Manuela Lucchini; l’ex Miss Svizzera Amelia Giannarelli; il regista Ambrogio Crespi, poi ancora le giornaliste napoletane Katia Vitale e Nunzia Marciano. Per le associazioni si registra la firma di Italo Ventura, responsabile nazionale di Fareambiente Mare. «Ci sono – rilancia Amatruda – diritti alla genitorialità che vanno tutelati. Una battaglia di civiltà per le giovani coppie e le donne. il “sogno Pma. Prestazioni al Ruggi».




«Situazione grave, si smantella la sanità»

di Erika Noschese

«La situazione è grave, continuano a smantellare la sanità a danno di migliaia di famiglie. In questo caso cinquemila utenti subirebbero una scelta che conferma come l’interesse per la salute dei cittadini non è priorità di chi pianifica e governa la sanità campana. Il nostro fiato sul collo per questa situazione». Lo dichiara il consigliere comunale e provinciale Dante Santoro in merito al centro per la procreazione medicalmente assistita che rischia la chiusura, a favore di un secondo reparto di cardiochirurgia gestito da Enrico Coscioni, nominato primario a seguito dello sdoppiamento della cardiochirurgia del “Ruggi” ed attuale consigliere politico per la sanità del presidente della Regione Campania, Vincenzo De Luca. Intanto, a tentare di far chiarezza sono proprio i vertici del nosocomio locale che smentiscono categoricamente i fatti. “L’Aou Ruggi dispone di un centro Pma (procreazione medicalmente assistita ndr) di I livello rispondente ai requisiti specifici previsti dalla normativa vigente temporaneamente allocato presso la Torre del Cuore – sostengono i vertici dell’azienda ospedaliera – Con Deliberazione numero 6 del 28.08.19 questa Struttura Commissariale ha approvato il progetto esecutivo per l’adeguamento dei locali siti al primo piano corpi L/H/K – del Plesso “Ruggi” adiacenti al reparto di ostetricia e ginecologia e alle sale operatorie a ciò dedicate da destinarsi a Centro di Procreazione Medicalmente Assistita (Pma) di II Livello. Tale programmazione, che prevede una spesa complessiva di euro 1.281.854,76 con contestuale realizzazione del laboratorio di crioconservazione, è stata definita anche al fine di razionalizzare e omogeneizzare il servizio che risulterà in contiguità con tutte le attività inerenti la salute della donna e della coppia». Stando a quanto riferisce il nosocomio locale, dunque, il progetto esecutivo sarebbe già stato approvato e si tratterebbe semplicemente di un trasferimento di locali e non di una chiusura definitiva. Per quanto attiene alle attrezzature e al personale si evidenzia che la Struttura Commissariale ha espletato la gara per l’acquisto delle attrezzature, ha avviato specifico avviso per il reclutamento di biologi anche con esperienza nel settore della Pma di almeno due anni nell’ultimo quinquennio ed ha previsto una borsa di studio per il reclutamento di un biologo/biotecnologo. “In merito alla paventata chiusura del Centro di I livello, si precisa che, dovendo procedere ad una riorganizzazione degli spazi all’interno della Torre Cardiologica per permettere l’attuazione di quanto previsto nell’Atto Aziendale ed in linea con il Piano di Programmazione della Rete Ospedaliera, si è resa necessaria una lieve rimodulazione degli spazi al momento impegnati dalla Pma, garantendo il mantenimento dei requisiti previsti dalla norma, previa comunicazione al Dipartimento di Prevenzione dell’Asl Salerno che si è espresso positivamente – ha aggiunto l’azienda ospedaliera – Pertanto non sussiste nessun rischio di interruzione o chiusura delle attività di Procreazione Medicalmente assistita di I livello attualmente erogata e né, tantomeno, di perdita dell’Autorizzazione sanitaria; bensì, l’attuale Direzione dell’Azienda è impegnata per garantire alle coppie un servizio sempre più qualificato e specializzato”. Immediata la replica di Gaetano Amatruda, già portavoce del Presidente Caldoro e rappresentante dell’Associazione ‘Andare Avanti’: «Dall’azienda ospedaliera del Ruggi arriva una garbata risposta ma non è sufficiente. Il centro per la procreazione medicalmente assistita viene ridimensionato e non rilanciato, al netto degli impegni e degli annunci sul futuro». Per Amatruda, infatti, non sono garantite le adeguate prestazioni: «L’Aou Ruggi dispone di un centro Pma di I Livello ma ad oggi, per la mancanza di biologi, non sono garantite adeguate prestazioni. Mancano, poi, quelle di II livello. In questo contesto garantire più spazi ad Enrico Coscioni, consigliere del Presidente De Luca, non è una soluzione. Serve accelerare, rilanciare ed investire e non rimodulare gli spazi a danno di alcuni ed a vantaggio di altri – ha aggiunto Amatruda – Il tema è altro: Coscioni mette in difficoltà il serio management dell’azienda, la stessa Giunta di Santa Lucia che è costretta al silenzio. Per fugare ogni dubbio Coscioni scelga. Sarebbe opportuno decidere fra l’attività di consigliere del Presidente o l’attività lavorativa al Ruggi. É persona di valore e sono certo farà di tutto per eliminare ogni dubbio». Poi Amatruda conclude con una riflessione di carattere generale: «Per quanto mi riguarda non garantire il pieno sviluppo di un centro di eccellenza per la procreazione medicalmente assistita, rallentare, osteggiare, è violenza contro le donne e le giovani coppie».




Centro per la procreazione assistita: chiude il reparto per fare spazio a Coscioni

di Andrea Pellegrino

Rischia di perdere una delle sue più importanti scommesse, l’azienda ospedaliera universitaria “Ruggi d’Aragona” di Salerno. Il centro per la procreazione medicalmente assistita potrebbe essere chiuso a favore di un nuovo reparto. La struttura, collocata all’interno della torre cardiologica di via San Leonardo, potrebbe, tra non molto, dover far spazio a nuove attività di Enrico Coscioni, nominato primario a seguito dello sdoppiamento della cardiochirurgia del “Ruggi” ed attuale consigliere politico per la sanità del presidente della Regione Campania, Vincenzo De Luca. Insomma il percorso del centro per la procreazione medicalmente assistita potrebbe bruscamente interrompersi già nei prossimi giorni. Il progetto venne avviato dall’allora giunta regionale a guida Caldoro che nel 2014 stanziò 600 mila euro a favore della bio banca per la conservazione e lo studio del tessuto ovarico. Progetto che però non si è mai avviato con le risorse dirottate altrove. « Bisogna fare chiarezza sul centro per la procreazione medicalmente assistita del Ruggi – incalza l’ex governatore della Campania Stefano Caldoro – Dal 2014 è tutto fermo, noi gettammo le basi per un lavoro che doveva partire e crescere. Non bisogna ridurre le prestazioni ed offrire, soprattutto alle giovani coppie, un servizio di qualità». «Non si penalizzi il centro per la procreazione medicalmente assistita del Ruggi d’Aragona. Circa cinquemila coppie, è questa la media, rischiano di rimanere senza assistenza», dice, invece, il giornalista Gaetano Amatruda, dell’Associazione ‘Andare Avanti’. Gaetano Amatruda era anche il portavoce della giunta regionale della Campania quando partì il progetto. «Non credo – dice – si possa rinunciare ad una eccellenza per dare ancora più spazio al dottore Enrico Coscioni che è, fra l’altro, consigliere del Governatore. Mi auguro intervengano il presidente De Luca e il commissario del Ruggi d’Aragona Vincenzo D’Amato, che è persona seria».




“Hammamet”, Del Duca: «La rivalutazione di Craxi è uno stimolo per la nostra comunità»

bdi Erika Noschese «La rivalutazione di Craxi è uno stimolo per la nostra comunità». A parlare così Silvano Del Duca, segretario provinciale del Psi di Salerno, commentando Hammamet, film diretto da Gianni Amelio che racconta gli ultimi sei mesi di vita di Bettino Craxi, interpretato da Pierfrancesco Favino. «Il film “Hammamet” illumina finalmente i periodi bui in cui Craxi, magistralmente interpretato da Pierfrancesco Favino, vive gli ultimi momenti della sua vita in solitudine in Tunisia», ha dichiarato unfatti del Duca. Ieri sera, i socialisti salernitani, di fatti, si sono recati presso il Cinema The Space di Salerno, insieme agli interpreti vecchi e nuovi di quella stagione per rivivere quei momenti e osservare il lavoro di Amelio. «Bettino Craxi fu uno straordinario leader politico che rivestì l’incarico di Presidente del Consiglio dall’83 all’87 quando i governi duravano in media 9 mesi; diede una svolta vera alla sonnolente creazione della Comunità Europea durante il vertice di Milano con il famoso “strappo Craxiano”, fu rappresentante del Segretario dell’Onu per i Paesi del Terzo Mondo e Vicepresidente dell’Internazionale Socialista – ha poi aggiunto il segretario provinciale di Salerno – Bettino Craxi portò l’Italia ad essere la quinta potenza mondiale rispettata in Europa e temuta in campo Internazionale. Non sarà un’operazione nostalgia – conclude Del Duca – ma servirà ad analizzare e capire il passato nella consapevolezza che senza storia non c’è futuro». A commentare la pellicola di Amelio anche Michele Tarantino, segretario regionale del Psi Campano: «Il grande schermo, con il film “Hammamet”, rimette a posto i tasselli della storia e restituisce alla società la figura rivalutata di Bettino Craxi», ha infatti dichiarato Tarantino secondo cui «il regista Gianni Amelio in questo film racconta gli ultimi momenti della vita in solitudine in Tunisia di Bettino Craxi con una pennellata sul discorso conclusivo del quarantacinquesimo congresso del partito». «E’ per noi un’occasione importante per rivedere quei momenti e magari dibattere sul lavoro di Amelio – ha poi aggiunto il segretario regionale – Bando ai revisionismi nostalgici. Rileggere la storia aiuta ad analizzare e capire cosa siamo stati; solo così possiamo costruire un futuro possibile». Presente alla prima del film anche Gaetano Amatruda, giornalista e socialista in Forza Italia: «Su Bettino Craxi sta cambiando la narrazione. Il 2020 è l’anno del ventennale, sarà l’anno per ricordare e per rilanciare un metodo: quello riformista che governa i processi e disegna il futuro – ha infatti dichiarato l’esponente di centro destra – Ricordare Craxi non è consegnarsi alla liturgia delle commemorazioni, è . Se tanti passi in avanti abbiamo fatto è grazie soprattutto all’impegno della famiglia, alla forza ed alla dignità della signora Anna, è merito di Bobo e, consentitemi, soprattutto di un donna eccezionale, Stefania Craxi. La Fondazione, che lei ha voluto, negli anni ha fatto cose incredibili. Ha documentato le verità, ha contribuito a riscrivere la storia, ha smontato i luoghi comuni». Amatruda ripercorre poi le tappe del rapporto personale con Stefania Craxi, figlia di Bettino e già sottosegretario agli Esteri e presidente onorario della Fondazione Craxi: «Ho avuto l’onore di conoscere Stefania nel 2000, con Enzo Giordano e Marcello Sorrentino. Il suo coraggio mi ha affascinato da subito e sono felice di aver trascorso questi venti anni, in parte, al suo fianco. Grazie Stefania. E la storia, la nostra storia continua».

20 anni fa moriva Craxi, Maraio: «Spero inizi nuova stagione col Pd»

“Liquidare troppo presto una stagione e’ stato un errore. Quella stagione merita di essere presa a punto di riferimento di tutto il centrosinistra. Spero che con Andrea Orlando e tutto il Partito Democratico si inizi una nuova stagione di condivisione ideologica e culturale. Il centrosinistra in Italia non puo’ che definirsi socialista”. Lo ha detto Enzo Maraio , Segretario del Psi, rispondendo ad Andrea Orlando, nel corso del dibattito sulla proiezione speciale del film “Hammamet” organizzata dal Psi Roma al Nuovo Cinema Aquila, insieme a Bobo Craxi e Ugo Intini.




Gaetano Amatruda: «Il Nazareno si libererà di De Luca ma con l’intesa Pd-M5S rischia di essere terzo, il centrodestra dovrà costruire l’unità, il trend favorevole è un punto di forza»

Gaetano Amatruda, giornalista professionista, social media manager. Da Palazzo Chigi alla Regione Campania e’, da anni, in prima linea con la cura degli uffici stampa, oggi collabora con Indexway. La società dei Crespi che si divide fra le produzioni sui temi della giustizia e la legalità, con Ambrogio, e sull’assistenza ai colossi dell’economia. Ha seguito, oltre la politica, il mondo della logistica, della farmaceutica e della sanità privata.

Dopo le elezioni in Umbria cosa cambia in Campania?

«Si indebolisce la maggioranza di Governo che avrà un appeal sempre minore sull’elettorato, l’esperienza di governo che nasce, come ha sottolineato Renzi, da una ‘operazione di palazzo’ sarà sempre più lontana dal Paese reale. Emerge dai dati, Index Research lo racconta nei suoi sondaggi, e guardando il dibattito. In questo contesto sarà complicato ripetere l’esperienza ‘giallorossa’ nelle Regioni ed in Campania in particolare».

Il Pd andrà su De Luca?

«Sarà lui il candidato o la sinistra proverà a cercare altra idea ? «Il Pd subirà De Luca. Il Governatore mettera’ in campo tutta l’energia che ha per dettare il ritmo. Il gruppo dirigente campano è ostile ma non ha l’autorevolezza ed il coraggio per porre il tema. Il Nazareno, paradossalmente, si libererà di De Luca consentendogli la candidatura. In uno schema tripolare e con la probabile intesa M5S e Dema rischia di essere terzo».

Nel centrodestra pare tocchi a Forza Italia. Avrà più efficacia la scelta del leader nazionale, Mara Carfagna, dell’ex Presidente Caldoro? O bisognerà cercare altri nomi ?

«Il centrodestra dovrà costruire l’unita’. Il trend favorevole e le liste costituiranno un punto di forza. Se toccherà a Forza Italia, indubbiamente, i nomi più autorevoli, fatti da Berlusconi, sono Carfagna e Caldoro. Ma c’e’ un intero gruppo dirigente che ha le carte in regola per il governo del territorio».

E se dovesse essere Cirielli, ha un senso ‘strategico’ puntare su altro salernitano?

«Edmondo non passerebbe come un ‘salernitano’. Sarebbe la campagna elettorale di un uomo del Sud, con grande esperienza amministrativa».

Quali saranno i temi principali sui quali costruire il consenso in Campania ?

«De Luca proverà a raccontare una Campania che non c’è. Smentito dagli indicatori economici. Dovrà fare una campagna aggressiva. Il centrodestra ed il Movimento Cinque Stelle avranno vita facile nell’elenco dei problemi. Vincerà, però, chi metterà insieme il buongoverno ed il sogno. In Campania non attecchiranno le promesse. Non funzionano più. Servirà una operazione più complessa. Poi bisognerà misurarsi con l’uso intelligente dei social, sarà sfida nella sfida».




La storia socialista perde un altro pezzo Addio a Gennaro Rizzo

di Andrea Pellegrino

Addio a Gennaro Rizzo, un socialista battagliero. Così Stefano Caldoro ricorda lo storico amministratore socialista scomparso ieri all’età di 84 anni. Già sindaco di Campagna, assessore regionale, presidente della provincia di Salerno, un curriculum politico intenso, un pezzo di storia del salernitano. «Un riformista, un amico sincero, un compagno per tutti», dice ancora Caldoro. Il ricordo affettuoso arriva anche da un altro socialista doc, Gaetano Amatruda: «Gennaro è stato un grande socialista. Un amministratore lungimirante di Campagna, un ottimo presidente di Provincia, un assessore regionale attento e concreto». «Un socialista vicino alla gente, un gigante della semplicità ed autentico interprete del socialismo dal volto umano» « Piango – dice il giornalista – un maestro di vita, un amico ed un compagno. Gennaro era ricco di aneddoti, di insegnamenti. Non dimenticherò mai i suoi racconti, l’amore per le auto, per la vita, per la sua famiglia. I suoi insegnamenti che erano ancorati alle lealtà ed alla politica intesa come servizio». Chiosa Antonio Fasolino, rappresentante nazionale del Nuovo Psi, legato da affetto vero a Rizzo: «Perdiamo un uomo autentico, coerente, soprattutto libero. Guida e riferimento per tutti». Anche il sindaco di Campagna, Roberto Monaco ha espresso cordoglio ai familiari. I funerali si svolgeranno lunedì alle ore 10:30 nella concattedrale “Santa Maria della Pace” nel cuore del centro storico di Campagna.




Dieci anni fa l’addio a Giordano Il sindaco (dimenticato) della svolta

di Andrea Pellegrino

Sono trascorsi dieci anni dalla morte dell’ex sindaco socialista Vincenzo Giordano. Una figura legata a questo giornale, non solo per i suoi editoriali, ma anche per la considerazione che non è mai mancata rispetto ad un lavoro che è stato compiuto durante il suo sindacato. Tant’è che nel 2013 da queste colonne partì la forte e sostenuta battaglia per l’intitolazione di una piazza o di una strada che lo ricordasse. Battaglia che in parte convinse l’allora sindaco Vincenzo De Luca, che al suo predecessore ha riconosciuto uno spazio pubblico a pochi metri dalla sua storica residenza a Mariconda. Giordano, oltre ad essere stato protagonista di una stagione amministrativa e politica della città di Salerno (che vide tra gli altri anche l’attuale primo cittadino Vincenzo Napoli), fu drammatico protagonista della tragica stagione della tangentopoli salernitana, conclusasi poi con le assoluzioni. Una pagina buia, uno stop di un percorso politico e amministrativo, ripreso da Vincenzo De Luca che negli anni non si è mai voltato indietro, riconoscendo meriti ed onori anche quando la giustizia aveva appurato l’estraneità del suo predecessore. Oggi – a distanza di dieci anni – la figura di Giordano viene ricordata e omaggiata. «Fu il sindaco della svolta», dichiara l’ex governatore Stefano Caldoro. Fu il sindaco, infatti, che consentì il miracolo socialista a Salerno, mettendo, per la prima volta, nonostante i numeri a suo sfavore, all’opposizione la Democrazia Cristiana. Fu colui che a capo di un laboratorio urbanistico disegnò la nuova Salerno: a partire dall’ormai famoso “Corso da Re” oggi completamente abbandonato tra buche e assenza di manutenzione, perfino quella più ordinaria. Poi l’intuizione della lungoirno e di una cittadella giudiziaria che doveva nascere, però, fuori dalle mura cittadine. La visione era quella di una Salerno metropolitana, che uscisse fuori dai confini cittadini ponendosi al centro di un’area vasta. Un progetto in parte ripreso da Vincenzo De Luca senza mai svelarne la vera e propria paternità. Progetto che nel tempo è stato sostenuto – dimenticando il passato – dagli stessi socialisti o da quanti in quell’epoca erano parte integrante della giunta Giordano. Oggi i socialisti uniti ricordano il professore. «Ricordare la figura di Vincenzo Giordano è rendere omaggio all’amministratore galantuomo e lungimirante e deve essere l’occasione per rilanciare il metodo socialista e riformista», scrivono Silvano Del Duca, segretario provinciale del Psi, Massimiliano Natella, consigliere comunale del Psi a Salerno città, Marco Lamonica, segreteria provinciale del Psi, Carmine Romaniello del Nuovo Psi di Salerno, Gennaro Rizzo presidente del Nuovo Psi della provincia di Salerno ed ancora il giornalista Gaetano Amatruda. «Metteremo in campo – dicono – ogni utile iniziativa per ricordare il sindaco socialista, per recuperare il progetto e le ragioni della stagione socialista. Per unire e per crescere, oltre gli steccati ed i perimetri delle organizzazioni politiche. Giordano fu la sintesi di un grande gioco di squadra, in quella stagione, ed in tutti gli anni 80, si avviarono le più importanti trasformazioni della città, si gettarono le basi per la Salerno della modernità e del futuro». Per il prossimo venerdì 19 aprile è in programma, infatti, un incontro presso la sede della provincia di Salerno per ricordare Vincenzo Giordano e presentare alcuni progetti. Al ricordo si è unito anche il professore Aniello Salzano, sindaco democristiano della città. «Ricordare Enzo – ha detto – è ricordare un amico e soprattutto una stagione, quella del confronto sulle idee. E nostalgia per la politica capace di discutere e riflettere sui grandi temi». Ancora Gaetano Amatruda che negli anni è stato il ‘delfino’ del professore e fu lui, con Fulvio Bonavitacola, a ricordarlo nel giorno della sua scomparsa. «Per me un secondo padre, è costruire futuro, è recuperare un metodo. Spiace per la solita stitichezza della amministrazione comunale. Enzo Napoli aveva il dovere di fare qualcosa ma è, ormai da anni, fra i socialisti della sottomissione. Siamo in attesa di una piazza e di parte del Corso da intitolare ad Enzo Giordano, perché una città senza memoria non ha futuro. Una battaglia che portiamo avanti con Cronache. Non abbiamo digerito la scelta al ribasso di immaginare di risolvere il tema con l’androne di un palazzo. Enzo Napoli sappia che serve altro».




Impresentabile e invisibile: Cesaro il candidato che si nasconde a Salerno

Il candidato invisibile di Forza Italia si chiama Luigi Cesaro, meglio conosciuto come Giggino ‘a pulpetta Un impresentabile in piena regola che Di Maio non ha esitato a ricordarlo come l’autista di Cutolo. Né si hanno notizie di una sua replica a queste accuse. Fratelli in carcere e guai giudiziari per lui e il figlio, gli ultimi sono dell’anno passato, non proprio il massimo. La nuova legge elettorale lo ha catapultato tra iil napoletano e la provincia di Salerno, fino a dover rappresentare la nostra città. Da cui si è guardato bene dal farsi vedere e sentire non solo per le modalità della candidatura – il collegio era di Antonio Fasolino in quota Caldoro ma l’ex Governatore ha dimostrato di non avere forza , visibilità politica e qualcos’altro– ma ovviamente per la sua figura certamente poco chiara e ingombrante. E così Cesaro si nasconde, ieri sera in gran segreto era stata organizzata una cena-incontro al Mediterraneo, pare organizzata dal povero Gaetano Amatruda, e non si sa bene con chi. Poi tutto è saltato, ufficialmente per il maltempo ma pare che le adesioni all’incontro siano state così poche che si è preferito evitare polemiche, per la venuta di Cesaro e Salerno e una brutta figura in termini di presenze nel momento in cui Forza Italia sta facendo il massimo sforzo per il voto del 4 marzo. Del candidato invisibile e anche indagato non si hanno notizie né si sa della eventuale partecipazione all’iniziativa del primo marzo su cui sta lavorando il capolista all’uninominale Enzo Fasano e il suo staff.Questa intercettazione, agli atti dell’inchiesta della Procura di Napoli Nord che vede indagati padre e figlio per voto di scambio assieme ad altre 27 persone, è emblematica del sistema usato per ottenere voti; promesse di posti di lavoro, trasferimenti, promozioni. In questo caso si tratta dell’assunzione di un giovane alle Poste in cambio di 30 voti. Luigi De Biase, dirigente comunale di Marano, indagato nell’ambito dell’inchiesta sul Pip (Piano di insediamento produttivo), ne parla con l’imprenditore Antonio Di Guida. De Biase : «Lui è assunto a tempo determinato nelle Poste, prese il posto del padre, però è part time, hai capito? Gli hanno promesso che gli avrebbero fatto fare full time». Di Guida : «Ci dobbiamo andare a parlare». De Biase : «Però ci dovremo andare quanto prima. Perché Biagio Iacolare (presidente dimissionario di Sma, coinvolto nell’inchiesta di Fan page e indagato dalla Procura di Napoli, e all’epoca candidato nell’Udc che appoggiava De Luca, ndr) gli ha promesso che gli faceva questa cosa… Io penso che Biagio Iacolare non può fare proprio niente, per cui gli ho detto stamattina… Flora, mi consenti di fare un passaggio? Se faccio un passaggio, però, te lo dico prima. Se io ti dico di votare una persona, la devi votare e basta. Basta che facessero questa cosa: ti diamo il numero della sezione… La fotografia e tutte cose… sono una trentina di voti».Secondo i carabinieri del Ros, cui è delegata l’indagine, De Biase manifesta l’intenzione di chiedere al giovane che aspira ad essere assunto alle Poste, le foto- grafie delle schede votate. Di Guida propone di sottoporre la questione ad Armando Cesaro. De Biase : «Se è possibile poi, casomai gli portiamo il ragazzo e diciamo se può prendere l’impegno. Se può prendere l’impegno è bene, se non lo può prendere…».