“Devo consegnare cellulare per suo figlio”, la nuova frontiera dei furti

di Erika Noschese

Ancora furti sui rioni collinari. A lanciare l’allarme sono soprattutto i residenti di Ogliara che denunciano, ormai da diversi giorni, la presenza di una macchina sospetta. A bordo del mezzo tre persone, presumibilmente di nazionalità italiana, che chiedono di consegnare – dietro cospicua somma di denaro – cellulari e tablet. I malviventi, di fatti, sceglierebbero accuratamente le loro vittime dicendo, per lo più persone anziane o ragazzini, dicendo loro di dover consegnare questi pacchi, richiesti tramite internet, dai loro parenti. Nella giornata di ieri, vittima è stata un’anziana donna di Ogliare che, insospettitasi dall’atteggiamento delle tre persone, ha provveduto a contattare i carabinieri. Giunti sul posto, le forze dell’ordine non sono riusciti a risalire all’identità dei ladri. Sempre nella giornata di ieri la vettura si aggirava anche a Matierno. Secondo molti residenti della zona, i malviventi solo cambierebbero spesso vettura per non farsi riconoscere. Intanto, nonostante i ripetuti allarmi alle forze dell’ordine ad oggi dei ladri non vi è alcuna traccia. I rioni collinari, ormai da diversi mesi, sono presi d’assalto da una banda di malviventi che sta letteralmente seminando il panico, soprattutto in zone quali Giovi, Ogliara e Matierno. Solo pochi giorni fa, infatti, l’ennesimo furto ai danni di un’abitazione di Giovi: i malviventi si sono introdotti in casa, entrando da una finestra e portando via la fuciliera. Da tempo i residenti chiedono l’installazione di telecamere di sicurezza in punti strategici per provare a debellare il fenomeno ma, ad oggi, nonostante i numerosi solleciti nulla è stato fatto, tanto da costringere – nei mesi scorsi – i residenti a organizzare ronde per pattugliare il territorio.




Ancora furti a Giovi, malviventi portano via una fuciliera

Due colpi in pochi mesi. Non accenna a placarsi l’ondata di furti che sta colpendo i rioni collinari della città capoluogo. Nel tardo pomeriggio di oggi, i ladri si sono introdotti in un’abitazione di Giovi, quando in casa non c’era nessuno. I ladri sembrano ben conoscere l’abitazione, dal momento che si sono recati direttamente presso la fuciliera (lo scorso 7 marzo i banditi si erano introdotti nella stessa casa, portando via i fucili, diversi oggetti d’oro e denaro contante) portandola via. I banditi sono poi entrati in casa lasciando tutto a soqquadro, lasciando anche pochi oggetti d’oro che la famiglia aveva ancora nonostante il colpo precedente. Sul posto la polizia scientifica per gli accertamenti del caso. Già nella mattinata di domani la famiglia provvederà a sporgere regolare denuncia. Durante il trasporto della fuciliera i ladri hanno rotto anche uno scalino ma pare che non sia stata forzata la porta d’ingresso, entrando ipoteticamente dalla finestra del bagno.




Anche dei salernitani nel sodalizio criminale dedito ai furti agli anziani al nord

Cinque persone sono state arrestate tra Milano, Parma e Salerno dai carabinieri del Comando provinciale di Milano, con la collaborazione dei militari territorialmente competenti, con l’accusa di associazione per delinquere finalizzata alla commissione di più delitti di truffa aggravata in danno di persone anziane. L’’indagine, avviata nel maggio 2017, ha consentito di individuare un gruppo criminale dedito alle truffe nei confronti di anziani, operante nel nord Italia, con base operativa in provincia di Milano e strettamente collegato, anche per vincoli parentali, ai vertici della macro associazione indagata nell’operazione Condor che dieci giorni fa ha portato a 51 misure cautelari emesse dal Gip di Napoli su richiesta della Dda. All’interno del sodalizio sgominato ieri nell’operazione ribattezzata appunto “Condor 2”, individuato un capo dell’organizzazione, che reclutava i telefonisti e portava ogni settimana i preziosi provento della truffa a Napoli per monetizzare; due telefonisti; due “operativi” e un tesoriere. Sarebbero stati 23 gli episodi di truffa (18 consumate o tentate a Milano, 5 a Torino) per un valore di circa 260mila euro.




Rioni collinari presi di mira dai malviventi, ancora furti a Giovi

Di Erika Noschese 

I rioni collinari continuano ad essere presi di mira dai malviventi. Ladri in azione, questa sera, a Giovi. Ignoti si sono introdotti in una palazzina di Casa D’Amato per tentare di mettere a segno il colpo, per poi spostarsi in altre abitazioni vicini. Sono mesi che i residenti chiedono l’installazione di telecamere di videosorveglianza per porre fine a questa situazione. In pochi mesi, infatti, numerosi sono stati i colpi messi a segno a Giovi e in altre zone collinari della città di Salerno.

Intanto, sul posto è intervenuta la polizia.




Scambiati per ladri e aggrediti L’incubo dei Vico Masuccio

di Erika Noschese

L’ondata di furti a Cava de’ Tirreni sembra aver generato una vera e propria psicosi. Ultime vittime, se non altro per l’ordine cronologico, la nota band salernitana Vico Masuccio: due musicisti, domenica sera, sono infatti stati aggrediti dalle ronde. A denunciarlo, attraverso un video pubblicato sui canali social il cantante Antonio Amatruda che, insieme ad altre centinaia di persone, ha espresso la sua solidarietà ad Antonio Pappacoda e alla sua compagna Laura Panico, entrambi aggrediti dalle ronde.

Antonio cosa è accaduto domenica sera?

«Sono andato a suonare accompagnato dalla mia fidanzata col gruppo Vico Masuccio, in sostituzione al loro batterista ufficiale. Io seguivo con la mia macchina il chitarrista del gruppo che conosceva la strada ma ad un certo punto come accade anche per i navigatori più precisi, ci perdiamo e torniamo indietro dove sta passando una processione tra una delle frazioni dove dovevamo suonare. A quel punto, ci fermiamo e scendiamo dalle auto per chiedere informazioni. Veniamo così accerchiati da alcune persone del posto che ci chiedono: “chi cercate? dove dovete andare? che dovete fare? da dove venite?” e rispondendo pacatamente ad ognuna delle domande ci dirigiamo di nuovo verso le nostre auto cariche di strumenti. Ad un certo punto però ci accorgiamo di essere seguiti ci mettiamo in macchina e per precauzione blocchiamo le portiere e lasciamo i finestrini chiusi nonostante il caldo. Veniamo quindi inseguiti da due o tre scooter e un’auto; la mia auto (una Station Wagon) è più pesante e stento a stare dietro la macchina del chitarrista così si interpone un uomo sullo scooter che tagliandomi la strada mi obbliga a rallentare, ma riesco a sorpassarlo. Nel fare il sorpasso lui mi intima di fermarmi e di scendere dalla macchina e comincia a dare a pugni contro il mio finestrino e calci alla portiera».

Poi cosa è successo?

«”Chiama G. (il chitarrista) o la polizia” urlo alla mia compagna; poi arriviamo ad un semaforo rosso, che non rispettiamo per la troppa paura e arriviamo sul posto dove suonare dove troviamo i vigili ai quali chiediamo aiuto. Nel frattempo ci raggiunge la ronda – continuando a non capire il perché veniamo aggrediti. In 5 tentano di forzare le portiere, prendendo a pugni il parabrezza e i finestrini da entrambi i lati, coinvolgendo e terrorizzando la mia compagna. Tutto accade in fretta, i vigili intervengono cercando anche loro di capire e sedare gli animi. G (il chitarrista) scende dalla sua auto e dice agli aggressori “siamo musicisti, ci hanno chiamato a suonare” e a quel punto i vigili spiegano alla ronda che siamo musicisti, intimando di smettere di aggredirci (continuano imperterriti a dare pugni sui finestrini) perché non c’entriamo nulla con furti e scassi nella zona, “ma qua a capa c’ fa mal, c’eta capì” sono le uniche parole che capisco e scappano. E’ tutto finito ma è durato un’eternità, rimaniamo chiusi in macchina e nel frattempo ci raggiungono anche gli altri musicisti. Passano venti minuti e restiamo blindati in macchina, non riusciamo a fidarci di nessuno e vogliamo solo tornare a casa e lasciarci tutto alle spalle».

Come tu stesso hai dichiarato in un video pubblicato sui social non è stato facile esibirti quella sera. Come state tu e la tua compagna ora?

«I ragazzi ci tranquillizzano, ci dicono “ormai non torneranno, hanno capito” e solo dopo veniamo a sapere che questa era una ronda provocata dai vari episodi di furto nelle case dei quartieri di Cava. Ora stiamo bene ma è difficile tornare alla normalità. La mia compagna prova ancora molta rabbia».

Agirete per vie legali?

«Non è da escludere, ma stiamo valutando le condizioni per poterlo fare». Hai già anticipato però che non hai nulla contro le persone di Cava. Ci torneresti? «Da musicista mi reco a Cava quasi una volta alla settimana ed ho sempre girato per le vie del centro senza la sicura alle portiere. Come ho già detto ho molti amici a Cava, ci vivono persone straordinarie, piene di idee e cultura, e non stanno mai con le mani in mano, cercando di migliorare il territorio attorno a loro. Non credo che si debba giudicare un posto da quello che accade nei piccoli borghi periferici».

Ora che tutto è finito, vuoi lanciare un messaggio?

«Mi sento di aggiungere solo una cosa: oltre al ritorno alla normalità e alla tranquillità quotidiana, vorrei provare a lanciare un messaggio il più possibile vicino a queste persone: posso capire la disperazione che molta gente sta vivendo ultimamente, ma tutto questo non giustifica la violenza e la rabbia con cui siamo stati aggrediti. Inoltre, se fossero riusciti ad aprirci le portiere e solo dopo averci pestato, cosa avrebbero fatto una volta capito che noi – in quanto musicisti – non c’entravamo niente con i furti di cava? Pensare è più difficile e faticoso che cercare di rompere un vetro a pugni».




Arrestata la banda dei furti in garage, 7 in manette

Una banda di rapinatori di auto e’ stata sgominata dai Carabinieri, che hanno arrestato a NAPOLI sette persone, tra le quali un minorenne. Le indagini dei militari della Stazione del Vomero sono partite da un colpo messo a segno dalla banda il 2 Novembre 2018 in un garage del quartiere Arenella. Qui furono razziate cinque auto, un apparato del sistema di videosorveglianza e 200 euro. L’ addetto al turno del garage fu costretto a sdraiarsi a terra sotto la minaccia di una pistola e poi chiuso nel bagno. Nella fuga con le auto i rapinatori incrociarono il proprietario di una di esse, che non si rese conto dell’ accaduto. Luca Barbato, 44 anni, Davide Frattini, 24, Rosario Di Fusco, 41, Carlo Barbelle, 22, Emanuele Cuomo, 26, Raffaele Benivino, 41, ed un minorenne sono accusati di rapina aggravata, sequestro di persona e porto di arma da fuoco illegale. Grazie alle immagini di diversi impianti di videosorvegliana, i Carabinieri hanno ricostruito le fasi della rapina ed identificato i responsabili. Le auto rapinate sono state recuperate e restituite ai proprietari.




«Siamo disposti ad autotassarci»

Matteo Maiorano

Ancora due furti a Brignano. Non si arresta l’ondata criminale che sta colpendo la frazione. Mercoledì i residenti si sono riuniti in un comitato a cui hanno partecipato 120 persone, membri di altrettante famiglie. Tema all’ordine del giorno, inevitabilmente, la sicurezza. «Abbiamo chiesto che all’incontro venisse un referente per ogni famiglia, proprio per garantire la presenza di persone nelle abitazioni. Mentre ci recavamo all’incontro i ragazzi, che si stanno organizzando in piccole ronde, hanno dato l’allarme». Massimo Ronca è molto preoccupato per quanto sta avvenendo a Brignano. Soltanto pochi giorni fa l’uomo ha fermato due ladri che sta vano uscendo da un appartamento con il bottino. «I giovani hanno visto, nel medesimo luogo dove hanno tentato il furto qualche giorno fa, due figure vestite con delle tute nere, che hanno acceso una torcia dietro le palazzine, nel buio. Probabilmente era un segnale, dal momento in cui i cani hanno cominciato ad abbaiare e fare rumore». Sul posto, dopo pochi minuti, le forze dell’ordine. «Abbiamo subito avvertito i carabinieri. Sono giunte sul posto tre volanti: una ha stazionato a Brignano Inferiore, per chiudere eventuali vie di fuga, mentre dalle altre due sono scesi i carabinieri armati e con i giubbotti antiproiettile». Ronca spiega la dinamica: «Questi si sono recati tra le sterpaglie e i terreni sottostanti per veri ficare a cosa fosse dovuto il fumo. Non sono purtroppo riusciti a beccare i ladri». Anche nella giornata di ieri si è verificato un ennesimo tentativo di furto: «Ieri i ladri hanno provato a scassinare la porta di casa di uno dei residenti. Non ci sono riusciti. Un uomo, di ritorno presso la sua abitazione, alle 14:30 ha trovato la maniglia a terra. Fortunatamente l’abitazione dispone di un secondo ingresso principale, il quale ha bloccato i ladri perché non sono riusciti a scassinare l’antiporta. Il proprietario ci ha avvertito tramite whattsapp dell’accaduto. Sul posto sono ritornati i carabinieri». Dalla riunione sono emerse importanti iniziative: «Abbiamo stilato un programma in merito la questione sicurezza. Il primo punto riguarda un incontro tra un gruppo di tecnici e l’ente comunale, al fine di ottenere un colloquio. Un secondo gruppo chiederà al prefetto l’installazione di telecamere nella zona. Anche a spese nostre, siamo disposti ad auto-tassarci pur di dormire sonni tranquilli. Queste telecamere devono essere installate nei punti strategici dei quartieri, le vie di fuga come Casa Manzo, Giovi, via Irno, Fratte, Pastorano. Vogliamo capire da dove muovono i ladri. Qualora il comune non abbia i fondi necessari – prosegue Ronca – siamo disposti a cacciare dalle nostre tasche i soldi per tutelarci. Un terzo punto riguarda la creazione di ronde, formate da maggiorenni, dalle 18:30 fino alle 1 di notte, perché questo è l’orario in cui stanno colpendo».




Ancora emergenza furti a Matierno

Erika Noschese

Una nuova ondata di furti si sta registrando, in queste ore, in città. L’allarme riguarda la frazione di Matierno ed in particolare la zona Parchi dovesi sono registrati diversi tentativi di furto in poche ore. L’ultimo, in ordine cronologico, risale alla notte tra l’8 ed il 9 agosto, alle 2.45. A denunciarlo, attraverso i canali social, una residente. La giovane era intenta a guardare la televisione insieme ai suoi cani quando questi ultimi hanno cominciato ad abbaiare. Insospettita, la donna si è affacciata alla finestra ed ha notato tre individui che, arrampicandosi sul tubo del gas, erano già arrivati sul balcone del terzo piano di un appartamento.“Rapina sventata solo grazie ai miei cani che si sono allarmati per un “qualcosa di strano” fuori dalla finestra”, ha spiegato Lucia Pacifico. “Questa volta è andata bene, non sono riusciti nel loro intento ma nella fuga, per proteggersi, lanciavano pietre e altri oggetti contro le finestre”, ha poi aggiunto la giovane, secondo cui i malviventi sono andati via scavalcando recinzioni e ringhiere, senza correre, e dileguandosi nei pressi dell’ Anas, scendendo verso l’autostrada. “A nulla sono valse le urla, non si sono minimamente scomposti ed hanno mantenuto il sangue freddo – ha spiegato ancora la giovane di Matierno – La settimana scorsa sono riusciti ad entrare in un altro appartamento, nel condominio accanto, fra le 3 e le 4 del mattino, arrampicandosi sul tubo del gas e con la famiglia che dormiva”. Un furto, andato a buon fine è infatti avvenuto la notte tra il 26 e 27 luglio e i malviventi hanno utilizzato sostanze per far cadere in sonno profondo i due anziani pensionati che vivevono in quella casa, portando via diversi oggetti, in maniera indisturbata. I malviventi, anche in questo caso, sono riusciti a raggiungere l’abitazione sempre tramite il tubo del gas, agendo indisturbati. “Occhi aperti a tutti, finestre chiuse. Le sole persiane abbassate non bastano. E attenzione!”, ha suggerito la ragazza, lanciando l’allarme anche per i vicini di casa. Matierno, era una delle poche zone della città che non avevano ancora subito quest’ondata di furti che ormai da mesi sta terrorizzando i residenti. Le forze dell’ordine sono prontamente intervenute, mettendosi alla ricerca dei tre malviventi che hanno fatto perdere le loro tracce. Dunque, un nuovo allarme si è diffuso in città dopo i numerosi furti che si sono verificati nei mesi scorsi sui rioni collinari di Salerno.




“Giovi c’è”: prende il via l’associazione di protezione civile del rione collinare

Erika Noschese

“Giovi c’è”. E’ questo il nome della nuova associazione di protezione civile sorta sul rione collinare di Salerno, dopo l’ondata di furti che per mesi ha colpito il territorio. Nelle scorse ore, infatti, c’è stata la registrazione dell’Atto Costitutivo e dello Statuto, prima di dare ufficialmente il via alle attività tipiche di protezione civile, prima fra tutte il costante monitoraggio del territorio. Operazione, questa, già avvenuta nel corso dei vari furti che si sono susseguiti, a discapito di numerose abitazioni colpite dai malviventi tanto che è stato necessario dar vita ad un vero e proprio gruppo ronde che si passavano le informazioni attraverso gruppi whatsapp. Presidente dell’associazione Giovanni Vicinanza, responsabile – tra l’altro – proprio del gruppo ronde. Da lui, infatti, è partita tempo fa la richiesta di un contributo minimo per aiutare le ronde con i beni necessari quali la benzina per le automobili, torce e ogni sorta di strumento necessario a perlustrare il territorio nel tentativo di individuare i malviventi e consegnarli alle forze dell’ordine. «A partire da oggi, occorre precisare a tutti che Giovi ha acquisito consapevolezza dei propri mezzi. Da questo momento in poi, la nostra ritrovata presenza deve far comprendere che non ci stiamo più a recitare la parte del rione marginale, periferico della città. Noi apparteniamo a Salerno, chiediamo pari diritti e pari dignità», ha dichiarato il presidente della neo associazione di volontariato. Della medesima opinione anche il vice presidente, Augusto Parisi, che ha dichiarato: «Occorre abbandonare lo stupido clichè del “Giovi, se ce lo porti, lo trovi. A Giovi – aggiunge Parisi – c’è ogni cosa. Semmai, potremmo essere noi a portare qualcosa agli altri». Dopo la registrazione dell’associazione e le formalità burocratiche, il primo passo sarà la convocazione di un’assemblea pubblica per coinvolgere quante più persone possibili nel progetto. Dopodichè, al via una serie di iniziative volte a rendere concreto l’ambizioso oggetto sociale dell’associazione. Attualmente, circa 40 i soci fondatori di “Giovi c’è”, tra cui avvocati, operai, biologi, artisti, militari, liberi professionisti e così via. Dunque, un’associazione di volontariato che ha prettamente lo scopo di tutelare Giovi e giovesi. Numerose, infatti, sono state le polemiche circa la totale assenza dell’amministrazione comunale soprattutto nel periodo dei furti, con varie accuse e polemiche.




Sei colpi in un mese:in manette

Pina Ferro

Armato di coltello metteva a segno rapine ai danni di esercizi commerciali oppure con destrezza allegeriva le borse delle signore. In manette è finito Nicola Ricco 32 anni già noto alle forze dell’ordine per vari reati. A far scattare le manette sono stati i carabinieri della stazione Mercatello in esecuzione di un’ordinanza di custodia cautelare in carcere, emessa, per i reati di furto aggravato e rapina, dal Giudice per le indagini preliminari presso il Tribunale di Salerno su richiesta della Procura. I carabinieri, nel corso di una complessa attività di indagine finalizzata al contrasto di reati predatori consumatisi in pieno centro nello scorso mese di gennaio,hanno identificato Ricco quale autore dello scippo posto in atto il 4 gennaio in via Davide Galdi:con destrezza asportò la borsa, contenente denaro ed effetti personali, di una 47enne di Salerno; il 12 gennaio, in via Fiume, si era impossessato, asportandola dall’abitacolo dell’autovettura della vittima, della borsa di una 56enne di Pontecagnano Faiano; il 20 gennaio, in piazza Monsignor Grasso, dopo essersi introdotto armato di coltello in una rivendita di materiali elettrici, aveva tentato di costringere dietro minaccia dell’arma il titolare dell’esercizio commerciale a consegnargli l’incasso giornaliero, desistendo dalla condotta a seguito della reazione della vittima; il 20 e il 31 gennaio, in via Posidonia, aveva perpetrato due diverse rapine, sotto minaccia di un coltello, ai danni di una rivendita di tabacchi, asportando in entrambi i casi l’incasso giornaliero; il 30 gennaio, in via Carlo Liberti, minacciandolo con un coltello, aveva costretto un 32enne di Salerno, che in quel momento stava effettuando consegne a domicilio per conto di una locale pizzeria, a consegnargli il denaro in suo possesso; il 31gennaio, in via Ugo Foscolo, dopo essersi introdotto, armato di coltello, all’interno di un bar caffetteria, aveva costretto il titolare a consegnargli l’intero incasso. Le investigazioni compiute, grazie alla visione delle immagini di tutti i sistemi di videosorveglianza pubblici e privati estrapolati, alla attenta escussione a sommarie informazioni delle vittime e all’analisi dei tabulati telefonici, avevano consentito di raccogliere inconfutabili elementi di colpevolezza a carico di Nicola Ricco, a cui erano stati altresì sequestrati, nel corso di perquisizioni compiute all’interno della sua abitazione, gli indumenti e l’arma utilizzati nel corso degli episodi criminosi. L’arrestato, espletate le formalità di rito, è stato tradotto presso la locale Casa Circondariale.