All’ufficio Politiche Sociali crolla il soffitto, l’allarme dei sindacati

Brigida Vicinanza

Crolla il soffitto all’interno dell’ufficio Politiche Sociali a Torrione nei pressi della Carnale e ad oggi lavori che proseguono a rilento. Con una nota protocollata agli uffici del Comune di Salerno, i sindacati chiedono provvedimenti urgenti in quanto dal primo agosto, presumibilmente nella notte, un crollo al piano terra di alcuni locali ha fatto bloccare le attività. Da quel giorno, il problema persiste, ma non solo non sono stati presi i dovuti provvedimenti, ma a quanto pare nei giorni a seguire ci sono stati altri crolli che hanno messo a rischio l’incolumità dei dipendenti del settore e dell’ufficio. Molti locali infatti sono completamente chiusi e dopo più di 20 giorni si attende che i lavori vengano conclusi. Il tutto però è passato quasi in “sordina” creando non pochi disagi all’utenza in quanto le attività sono state bloccate e nel migliore dei casi rallentate. «Nei giorni a seguire, dopo il primo crollo, si sono avuti altri crolli – si legge in una nota inviata al sindaco e ad alcuni dirigenti dai sindacalisti – che hanno posto in luce una patologia della struttura richiedendo l’immediata chiusura della palazzina con l’esodo dei lavoratori presso altri uffici ovviamente generando disagio nei lavoratori, ma soprattutto un rallentamento nelle normali attività. Al momento la situazione rimane stagnante – continuano – in quanto i lavori procedono secondo gli standard operativi, facendo supporre la lunghezza dei tempi di consegna.Tutto ciò comporta , oltre che un blocco quasi totale delle attività, soprattutto un disagio da parte dell’utenza, la quale, in un settore particolare come quello delle politiche sociali, ha sempre trovato risposte immediate e concrete verso le proprie esigenze”. Dunque un problema che sembra non essere passato inosservato tra i lavoratori, ma che pare non sia stato ancora risolto. Complice anche il periodo di ferie a cui si è andati incontro. Si spera, soprattutto per gli utenti, che possa essere risolto in fretta, ma anche per i dipendenti che non si sentono più al sicuro all’interno della struttura e che vengono messi a rischio quotidianamente.




Città turistica? Mezzi pubblici out e i musei a “singhiozzo”

Andrea Pellegrino

Alla Fantozzi diremmo così: dicesi città turistica, la città che offre accoglienza, ricettività e soprattutto servizi ai suoi turisti. La domanda, alla Lubrano, nasce spontanea: ma Salerno risponde a tutto ciò? Il meetup “Amici di Beppe Grillo” s’interroga: indifferenza o incapacità? Sicuramente, alla luce dei fatti, aggiungiamo noi, un progetto di città che punta tutto sull’edilizia anziché sul turismo. O meglio sull’idea progettuale su cui fondare l’offerta ricettiva in città. Passiamo ai fatti e, come una legenda di una cartina geografica, analizziamo come raggiungere la città di Salerno. Se si viene dal mare, ad esempio, s’approda ai confini del porto commerciale. Così capita che tra containers, mezzi pesanti ed attrezzi, sbarchino anche i crocieristi nel mentre la vicina stazione marittima – disegnata dalla Hadid – assolve più alla funzione che di palaeventi che di raccoglitore di turisti. Supponiamo che il crocierista riesca a superare le barriere del porto e voglia incamminarsi a piedi: si ritroverebbe nel bel mezzo dell’area portuale senza una minima indicazione che lo conduca verso il centro cittadino. Se dovesse approdare di domenica si ritroverebbe negozi chiusi almeno fino a tarda mattinata e mezzi di trasporto pubblico dimezzati. Ma questo è un altro aspetto. «I crocieristi – descrivono gli esponenti del MeetUp -, che dovrebbero essere i migliori ambasciatori della destinazione e del servizio offerto ma che sono privi di qualsiasi assistenza, attendono in aree non confortevoli i trasferimenti verso altre destinazioni». Più agevole potrebbe essere l’utilizzo della strada ferrata. Sostanzialmente Salerno ha la fortuna di avere la sua stazione proprio nel cuore della città. Le uniche difficoltà (si fa per dire) potrebbero essere rappresentate da una scarsa informazione e dai pochi mezzi pubblici di collegamento. Passiamo alla fase due. Musei e luoghi da visitare. Forte La Carnale è completamente chiusa e sbarrata. A mezzo servizio ci sono tutti gli altri luoghi, gran parte dei quali sono di «competenza» della Provincia di Salerno. Pochi soldi, tuona il presidente della Provincia Giuseppe Canfora. Soldi che non permettono da mesi ormai neppure di riaprire uno dei simboli di questo territorio: la storica residenza dell’ambasciatore Raffaele Guariglia a Raito di Vietri sul Mare. Villa che fu anche sede del governo Badoglio nei giorni di Salerno capitale. Orari dimezzati per il castello Arechi che è possibile visitare fino alle 17,00, escluso il lunedì. La domenica, invece, fino alle 15,30. Sempre che si riesca a raggiungerlo con un mezzo pubblico. Nei festivi, ad esempio, BusItalia non garantisce quasi nulla nel percorso urbano cittadino. «È indubbio – garantisce Canfora – che il castello Arechi vada valorizzato in termini di fruibilità. È una delle bellezze di Salerno e a noi tocca farlo fruttare, mostrarla al grande pubblico ed ai tanti turisti, anche per questo ho sposato la causa delle iniziative del trekking a piedi con associazioni di volontariato che a valle della collina organizzano la salita e le visite al sito. Oltre ad un incremento delle aperture del castello in ultimo è opportuno maggiorare i modi per raggiungerlo. Bisognerebbe pensare anche ad un palinsesto di eventi al fine di valorizzare uno dei luoghi più belli della provincia». Su Villa Guariglia, Canfora sostiene: «Sono affranto per quello che sta succedendo, stiamo cercando di fare il massimo possibile per la riapertura e renderla accessibile ma purtroppo i fondi sono pochi ed i problemi che concorrono sono tanti. Al momento un tempo preciso entro cui far ricadere l’apertura non posso fornirlo. È giusto però di parlare di entro fine anno». Mezza giornata, infine, per il Museo Diocesano che dal primo al 31 agosto è aperto solo dalle 9 alle 13.«È un dato di fatto incontrovertibile: per la maggior parte dei turisti, S alerno non risulta come città da visitare, ma solo uno scalo da utilizzare per raggiungere altre località come la Costiera Amalfitana e il Cilento – incalzano dal MeetUp – Ci chiediamo inoltre: si è mai pensato a come ovviare al ripristino, all’apertura e specialmente alla valorizzazione dei siti d’interesse storico, culturale e religioso che da tempo risultano in abbandono o non adeguatamente promossi per il potenziale che esprimono? A questo punto perché non promuovere itinerari alla “ scoperta dei tesoriperduti o chiusi…”? L’inefficienza dei servizi, la gestione miope delle risorse e lo scarso interesse nell’adempimento di tali attività, contribuiscono all’allontanamento di compagnie di navigazione e tour operator costretti a cercare nuove destinazioni con un’offerta più adeguata e la conseguente contrazione dei flussi turistici su Salerno. Una “vera” città turistica, oltre a quello che sa offrire, si caratterizza e si classifica, anche per il modo in cui lo fa e la mancanza di strategie organizzative, comunicative e promozionali trascinano il territorio verso un profondo stato di abbandono e di anonimato. Il degrado si aggiunge al degrado».




«Incredibile tener chiuso Forte La Carnale»

Erika Noschese

Riaprire Forte La Carnale. E’ la richiesta che Fratelli d’Italia ha inoltrato, tramite una lettera aperta, al governatore della Regione Campania, Vincenzo De Luca; all’assessore regionale al Turismo, Corrado Matera ed al sindaco Enzo Napoli. Nello specifico, il coordinatore cittadino di FdI Salerno, Elena Criscuolo ed il dirigente provinciale del partito guidato da Giorgia Meloni, Antonio Roscia chiedono la riapertura del monumento storico di Torrione. “Appare davvero incredibile che si possa tenere chiuso un monumento storico di straordinaria bellezza come il forte La Carnale di Salerno, la cosiddetta Polveriera di Torrione. La torre del XVI secolo affaccia direttamente sul mare, è caratterizzata da larghi spazi per attività artistiche e teatrali oltreche da una meravigliosa terrazza panoramica eppure la struttura appare sempre chiusa e non fruibile dai cittadini e dai turisti”, hanno scritto gli attivisti che chiedono al governatore, all’assessore regionale ed al sindaco di adoperarsi con urgenza per un rilancio reale dello storico monumento posto al centro di Salerno peraltro in posizione strategica. “Le proposte di poli creativi o centri della dieta mediterranea, pur apprezzabili, appaiono aleatorie e comunque riduttive rispetto ad una autentica valorizzazione dello storico monumento”, hanno poi aggiunto Roscia e Criscuolo, secondo cui con un rilancio strutturale e finalistico della Carnale, si potrebbero organizzare sale museali, mostre d’arte, esposizioni d’epoca o percorsi guidati da affidare ad una delle tante associazioni culturali di Salerno oppure si potrebbero ospitare concerti di musica classica all’aperto specie nel periodo estivo. “Sollecitiamo dunque, per le rispettive competenze, una immediata piena apertura della Carnale, patrimonio di tutta Salerno, affinché possa divenire vero attrattore di storia, cultura e turismo”, hanno detto infine il dirigente provinciale ed il coordinatore cittadino.




Forte la Carnale al centro di un progetto internazionale per la dieta Mediterranea

Erika Noschese

Valorizzare l’area di Forte la Carnale. E’ quanto discusso, ieri mattina, nel corso della III Commissione consiliare Annona e Turismo, presieduta dal consigliere socialista Massiniliano Natella, in seduta congiunta con la Commissione Trasparenza, presieduta dall’avvocato Antonio Cammarota. Ripreso, dunque, l’argomento affrontato tempo fa relativo al Forte la Carnale, bene culturale di grosso valore per la città di Salerno e da tempo in disuso. Alla seduta era presente per l’Ente Provinciale per il Turismo di Salerno il dottor Ciro Adinolfi. L’area in questione sarà al centro di un progetto di respiro internazionale per la valorizzazione della dieta mediterranea come patrimonio dell’Unesco. Grazie ad un disegno di legge della Regione Campania sarà realizzato un “Polo Creativo per la dieta mediterranea”; tale progetto prevede la partecipazione dei sette stati membri di un modello nutrizionale che dal 2010 è stato incluso nella lista dei patrimoni culturali immateriali dell’umanità. La struttura e l’area circostante ospiteranno differenti attività, quali il polo di vendita dei prodotti tipici della dieta mediterranea; l’area di degustrazione; la biblioteca multimediale sulla dieta mediterranea; l’area eventi; la valorizzazione della collina per la coltivazione delle spezie tipiche della dieta mediterranea. Il progetto avrà dunque un respiro internazionale che consentirà alla città di Salerno di dotarsi di un attrattore Turistico / Culturale di eccellenza che varca i confini locali.




Via i posti auto per la nuova attività: il permesso arriva dalla Comandante

Brigida Vicinanza

Si infittisce il mistero sui 20 posti auto scomparsi in via Carella, zona Forte La Carnale, per dare spazio utile ad una nuova attività che sta per aprire le porte a Salerno. Dopo la denuncia apparsa su queste colonne ieri, non tardano infatti ad arrivare le reazioni. “In una città senza parcheggi quest’amministrazione comunale vergognosa cancella 20 posti auto per allargare un marciapiede di fronte ad alcuni locali – ha dichiarato il consigliere di Giovani salernitani-Dema Dante Santoro – Un’ulteriore riprova che chi governa la nostra città non decide mai nell’interesse vero dei cittadini né per il bene della città. Unica consolazione è che prima o poi tornino le elezioni comunali e tante persone verranno spazzate via”. Ma a quanto pare l’amministrazione comunale non avrebbe dato alcun permesso per “cancellare” i posti auto, ma le autorizzazioni sarebbero arrivate direttamente dalla comandante della Polizia municipale, Elvira Cantarella, senza passare per gli uffici comunali di competenza. Stessa situazione quindi anche per le modifiche che riguardano un marciapiedi nei pressi dello stadio Vestuti, che consentiranno l’apertura a breve di una boulangerie. Un problema quello dei parcheggi che a Salerno tiene costantemente banco. Ma specificamente per quanto riguarda via Carella, il condominio dove si aprirà la nuova attività pare non abbia dato autorizzazione per ottenere la “Scia”. E dopo la denuncia di questi ultimi, pare che addirittura la Procura abbia aperto un fascicolo per indagare sulla questione. Insomma, un mistero quello che avvolge la zona e soprattutto i residenti che adesso si vedono ancora una volta privati di un diritto, come quello della sosta auto.




Forte la Carnale: stop alla “movida”, sarà solo attrattore turistico tra storia e cultura

di Brigida Vicinanza

Al centro della Commissione Annona e Turismo durante la mattinata di ieri e presieduta da Massimiliano Natella, il Forte la Carnale che rappresenta un attrattore storico culturale di estrema rilevanza per la città di Salerno. “Da alcuni anni, la struttura, affidata all’ Ente Provinciale del turismo ed all’Azienda Soggiorno e Turismo, è stata concessa ad una società esterna. Il tipo di attività svolto con questa gestione è stato più volte oggetto di discussione anche da parte dei residenti della zona per disagi derivanti dalla incompatibilità degli eventi con le esigenze del quartiere”. A sottolinearlo è lo stesso Natella, che insieme agli altri commissari ha potuto proporre idee e iniziative per la destinazione d’uso. Uno “stop” quindi alle feste da “discoteca” e alla movida “fracassona” spesso al centro di proteste da parte dei residenti dell’area adiacente alla zona della struttura. “La commissione consiliare ha avuto la partecipazione di un dirigente dell’ Ept che ha relazionato sullo stato dei luoghi e sulla fase corrente di gestione della struttura. Si è sottolineato l’impegno della Regione Campania, guidata dal governatore De Luca, che in questo periodo sta lavorando ad un progetto di rilancio e valorizzazione, e nel contempo, si forniscono ulteriori osservazioni come la necessità di manutenzioni ed adeguamenti funzionali (come l’ascensore e l’impianto elettrico), la pianificazione di un concreto piano di utilizzo regolamentato da eventuale bando pubblico nell’interesse della valorizzazione turistica di un patrimonio di eccellenza della città e la salvaguardia delle peculiarità storiche e culturali attraverso una programmazione integrata nel panorama dei grandi eventi per la città”. Infatti all’interno della Commissione tantissime idee e proposte per valorizzare il luogo e renderlo magari più “turistico”.