La riflessione / Fra i primati di Salerno il rischio Ambiente, cambiamo le politiche

All’indomani di ogni tragedia causata dai cambiamenti climatici, ci si domanda cosa si poteva fare di più. Si poteva prevedere? Perché non è stato dato l’allarme adeguato? Quali opere pubbliche avrebbero potuto evitare il disastro? Quali interventi di manutenzione potevano prevenire un evento di tale portata? Mentre nelle Marche ancora si stanno cercando gli ultimi dispersi, un bambino e una madre, i familiari piangono le vittime e tanti cittadini hanno perso la casa e tutti i propri averi, è impossibile, per chi è di Salerno come me, non pensare al proprio territorio, più volte ferito, e non avere legittime preoccupazioni. Perché dal dolore deve necessariamente derivare il rispetto e l’impegno a prevenire. Il contrasto al dissesto idrogeologico deve essere una priorità. Partiamo da alcuni dati: l’Ispra, l’Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale, definisce Salerno fra le provincie con i valori più elevati di superficie, edifici, imprese e, ovviamente, popolazione a forte rischio di eventi franosi e con il maggior numero di chilometri di costa in erosione. Non a caso fra il 2010 e il 2020 è stato fra i territori più colpiti d’Italia. Sono oltre 30.000 le famiglie a rischio frane nella provincia di Salerno. Perché? Non bastano le caratteristiche orografiche e idrogeologiche a giustificare questi nefasti primati del nostro territorio. È il frutto di incuria, mancata prevenzione, opere pubbliche sbagliate, risorse sperperate. La politica ambientale non è un capriccio o un freno allo sviluppo economico, tutt’altro: è garantire sicurezza, benessere, vivibilità a tutti i cittadini e operatività alle imprese. È dare certezze. Pensiamo al caso delle Fonderie Pisano: non si possono lasciare cittadini nell’incertezza di essere sottoposti a un rischio o meno, e così per i lavoratori. Serve chiarezza e decisione negli interventi su ogni aspetto del trattamento dei rifiuti e dell’inquinamento a cui possono essere sottoposti i cittadini. Sulla delocalizzazione delle Fonderie Pisano occorrono fare chiarezza. Non possiamo più aggrapparci all’incertezza di dati che, puntualmente, vengono smentiti o divulgati solo parzialmente. Lo SPES, Studio di Esposizione nella Popolazione Suscettibile, ha evidenziato le contraddizioni di uno studio, commissionato dalla Regione Campania, che dice tutto e il contrario di tutto. È stato messo in piedi un tavolo tecnico al Comune di Salerno che continua a non dare alcuna certezza, a partire dai dati relativi al registro tumori. C’è un dato di fatto: l’area sulla quale oggi sorgono le Pisano è incompatibile con l’ex opificio, dalla proprietà abbiamo bisogno di risposte per la delocalizzazione. Ultime notizie certe parlano di autorizzazione concesse dalla Regione Campania che non sono state richieste e, dunque, il dubbio è lecito. Il trasferimento a Buccino deve necessariamente passare per la realizzazione di un nuovo impianto 2.0 per preservare l’area. Aspetto fondamentale è la tutela dei lavoratori: dobbiamo salvaguardare i livelli occupazionali, i dipendenti hanno bisogno di garanzie. Se anche si dovessero attivare misure in via precauzionale, in attesa di risposte certe, bisognerà poter accedere a tutti gli ammortizzatori sociali concessi dalla legge. Curare l’ambiente vuol dire porre attenzione ai luoghi in cui viviamo, all’aria che respiriamo, all terra su cui abbiamo costruito la nostra casa, la nostra attività, il nostro presente e il nostro futuro. Salerno ha tante eccellenze e primati, quello sulla pericolosità del proprio territorio non è più accettabile. È necessario dare una svolta alle politiche per l’ambiente, è essenziale cambiare un sistema di potere che ha consentito che Salerno diventasse fra i luoghi a più alto rischio ambientale e idrogeologico d’Italia.

Giuseppe Bicchielli (Noi Moderati), candidato alla Camera per il centrodestra nel collegio uninominale Campania2 – Salerno




De Magistris: “Il Crescent simbolo della cattiva politica deluchiana, resta lo scempio”

di Erika Noschese

“I cittadini hanno diritto ad un lavoro dignitoso come al diritto alla salute. Con Unione Popolare non si perderanno posti di lavoro perché crediamo che serva investire in una vera transizione ecologica che coniughi diritto alla vita e diritto al futuro”. Parla così Luigi De Magistris, ex sindaco di Napoli e oggi leader di Unione Popolare, ieri a Salerno con una prima tappa al Crescent, simbolo indiscusso dello strapotere di Vincenzo De Luca e del suo operato nei suoi anni di sindaco e poi governatore della Campania e poi dinanzi le fonderie Pisano. “Il Crescent è l’emblema, il simbolo del potere di De Luca, non solo a Salerno ma in tutta la Regione. Così come il dittatore Erdogan ha preteso la costruzione di una regia ad Ankara, spendendo decine di milioni di soldi pubblici per celebrare il suo potere ed erigere un vero e proprio monumento alla sua persona, anche sui nostri territori Vincenzo De Luca è una sorta di satrapo locale. Sarà ricordato dalla storia per questo ecomostro, ma anche per colui che non ha fatto nulla per mettere in sicurezza la nostra sanità pubblica, né per cercare di ridare un futuro a questa terra”. E ancora: “Noi non vogliamo che questa terra diventi oggetto di soddisfazione del solo ego di De Luca. Noi vogliamo che dia soddisfazione ai bisogni delle tante persone che ogni anno non ce la fanno ad andare avanti, dei tanti che nel salernitano e nell’avellinese, sono costantemente umiliate da un sistema politico che si fonda su clientele e fritture di pesce. Dalla sola città di Salerno, ogni anno, partono circa mille giovani di età compresa fra i 18 e i 35 anni. C’è un unico salernitano che se ne va contento, si tratta del giovane Piero, figlio di De Luca, che grazie ai voti del padre, grazie al “Sistema Salerno”, viene piazzato in Parlamento”, ha dichiarato Giuliano Granato, portavoce nazionale di Potere al Popolo.

De Magistris, continua la campagna elettorale, quali sono le Sue sensazioni?

“Noi stiamo facendo una bellissima campagna elettorale, col vento in poppa delle 60mila firme raccolte, con l’esigenza e l’entusiasmo di farci conoscere in tutta Italia, qualche volta anche completamente oscurati dai media e dai telegiornali. Stiamo dimostrando di essere l’unica forza alternativa al sistema e a quei partiti che stanno portando l’Italia in una situazione molto grave, dal caro bollette al consumo della vita che è schizzata; siamo l’unica forza alternativa e anche i candidati e le candidate stanno facendo un ottimo lavoro sul territorio”.

Oggi (ieri per chi legge) lei è a Salerno, la città del governatore De Luca. Quali le problematiche e quali le soluzioni?

“Noi veniamo per evidenziare due scempi della cattiva politica: il Crescent, dunque la politica che distrugge i territori e costruisce un edificio così maestoso in uno degli angoli più belli non solo di Salerno ma della Campania. Qui evidenziamo il silenzio della politica deluchiana rispetto agli insediamenti industriali che, con il ricatto del posto di lavoro, continua a distruggere l’ambiente; noi, nel nostro programma tuteliamo il diritto al lavoro, all’ambiente, a fare impresa, alla salute, del paesaggio, del territorio. Noi diciamo basta al consumo di suolo a favore della valorizzazione del nostro territorio naturale ed immobiliare”.

Unione Popolare è attiva anche nel Cilento, quali le problematiche nel sud della provincia?

“Bisognerebbe utilizzare meglio e rapidamente il Pnrr che, soprattutto in termini di infrastrutture e mobilità può sostenere diversi territori del nostro Mezzogiorno, a cominciare dal Cilento su cui bisogna creare un rapporto più stretto, a mio avviso, tra chi ricopre ruoli politici anche a livello nazionale e le richieste del territorio, a partire dall’agricoltura, la biodiversità, sul turismo e la cultura ma faremo l’inverso rispetto alla politica deluchiana che ha smantellato anche la sanità pubblica. Noi vogliamo che il denaro pubblico si utilizzi in maniera totalmente differente, più efficace e differente”.

Alcuni problemi del Cilento riguarda le aree interne, non serviti da linee internet o strade percorribili. Il Pnrr può essere utilizzato anche per questo…

“Assolutamente. Il nostro programma parla di spopolamento delle aree interne, la desertificazione giovanile delle aree interne, il depauperamento delle risorse, assenza di digitalizzazione, mobilità; noi vogliamo intervenire su tutte le fragilità come lo sono oggi le aree interne che possono essere una grande potenzialità ma occorre intervenire e investire, in termini economici, sociali e di opportunità”.

Scuola, viabilità sono di competenza delle province, depauperate dei loro poteri…

“Noi pensiamo esattamente il contrario di ciò che pensa il cosiddetto centrosinistra, 5 Stelle e centrodestra con l’autonomia differenziata: puntano sull’autonomia differenziata per togliere ai territori, ai sindaci, togliere l’autonomia e dunque al popolo togliere servizi e peggiorare ulteriormente la qualità della vita. Noi vogliamo dare forza al territorio, risorse, strumenti normativi agli enti territoriali per garantire l’armonia e offrire maggiori servizi, qualitativamente migliori. Mi fa sorridere De Luca che attacca il centrodestra sull’autonomia differenziata perché la posizione è la stessa: vogliono avere più potere per opprimere le vere autonomie locali”.

Riforma Stato-Regioni…

“Quello è un altro abominio del centrosinistra che invece di dare forza ai territori è stato lo strumento per centralizzare il potere a livello regionale, dare di più ai ricchi e meno ai poveri”.

Esiste oggi la sinistra in Italia?

“L’unica proposta di sinistra in questa tornata elettorale è Unione Popolare, proposta anche ambientalista, pacifista, costituzionalmente orientata, per le libertà civili. Non penso si possa definire di sinistra chi ha chiuso i porti, rischiando di far morire le persone in mare, non lo è Fratoianni e Bonelli che vanno con il Pd per tenersi la poltrona e sono a favore del nucleare. Loro provano a posizionarsi su un campo scoperto ma l’unica proposta di sinistra dove c’è la giustizia ambientale, sociale, è Unione Popolare, l’inizio di una sinistra che possa essere adeguatamente rappresentata in Parlamento”




Fonderie Pisano, “bisogna accelerare processo delocalizzazione a Buccino”

di Erika Noschese

Accelerare il processo di delocalizzazione. Dopo il terzo tavolo tecnico tenutosi al Comune di Salerno si rinnovano gli appelli da parte degli amministratori locali ad avviare l’iter per il trasferimento dello stabile di via Dei Greci, a Buccino. “Adesso è necessario accelerare al massimo la delocalizzazione delle Fonderie Pisano. Il progetto presentato dalla proprietà è fortemente innovativo e sostenibile: dopo anni di rinvii, i tempi sono maturi. La Regione è intervenuta e auspichiamo che il cronoprogramma della delocalizzazione venga rispettato”, ha infatti dichiarato il sindaco di Baronissi Gianfranco Valiante commentando la futura delocalizzazione delle Fonderie Pisano, dopo che la proprietà ha presentato alla Regione Campania la documentazione necessaria per la valutazione d’impatto ambientale necessaria per la realizzazione del nuovo opificio industriale. “L’auspicio è che vengano rispettati i tempi – sottolinea Valiante – e la successiva bonifica e riqualificazione dell’area. Il Comune di Baronissi non è competente sull’area in questione che insiste sul territorio di Salerno ma le problematiche legate al sito di Fratte si riverberano anche sulla nostra città, in particolare alle frazioni di Aiello e Acquamela”. Il primo cittadino ha ricordato che “la vicenda Fonderie Pisano va definita e in tempi brevi – fa eco l’assessore all’ambiente Alfonso Farina – forte e costante è la preoccupazione e numerose sono le segnalazioni anche sul territorio di Baronissi. La delocalizzazione in un’area adeguata da un lato salvaguarderà lavoratori e produzione e dall’altra la salute pubblica dei cittadini e l’ambiente”. “Sicuramente la presentazione del progetto di delocalizzazione in Regione Campania è una buona notizia per tutta la Valle dell’Irno – sostiene la presidente della commissione consiliare ambiente Maria Chiara Barrella – è da tempo che anche il Comune di Baronissi segue la vicenda che da sempre divide e crea grande preoccupazione tra la popolazione. E’ il momento della svolta”. Ad attaccare l’amministrazione comunale dopo il tavolo tecnico è la leader dell’opposizione, Elisabetta Barone: “È inaccettabile un tavolo tecnico sulle fonderie Pisano che usa dati non specifici come quello del registro dei tumori della provincia di Salerno per affermare in modo palesemente falso e fraudolento l’inesistenza di un nesso causale tra le emissioni giornaliere delle fonderie Pisano e l’aumento pure registrato dei malati di cancro.Non ci voleva la ‘zingara’ per concludere che i dati del registro provinciale dei tumori non sono adeguati né attendibili in relazione alla questione Fonderie Pisano, visto che riguardano l’intero territorio – ha detto la consigliera – E allora sorge spontanea una domanda: perché ad in tavolo tecnico volto a far chiarezza sul nesso causale tra danno ambientale determinato dai fumi tossici emessi dalle fonderie e incidenza dei tumori nella zona, si tira in ballo uno strumento inadeguato se non per costruire un alibi a chi aveva e ha il dovere di tutelare la salute pubblica?Il sillogismo artatamente costruito non regge né dal punto di vista scientifico poiché si sceglie uno strumento inadeguato né dal punto di vista politico poiché deroga ad altri la responsabilità delle scelte volte a tutelare la salute dei cittadini. Ignobile farsa che mostra cinismo e ottundimento della ragione e della volontà”.




Fonderie Pisano, dalla Regione Campania l’ok

di Erika Noschese

Le fonderie Pisano potranno ricominciare a lavorare con un nuovo impianto per il trattamento acque di prima pioggia. Lo ha stabilito la Regione Campania che ha espresso parere favorevole circa la Via, Vas e Vi dopo che la commissione si è riunita circa la valutazione di incidenza e valutazione appropriata. Sotto la lente d’ingrandimento il “progetto di adeguamento sottoposto a riesame dell’Autorizzazione Integrata Ambientale rilasciata nel 2012 per l’attività Ippc presso la sede dello stabilimento di via dei Greci, a Fratte. Intanto, la commissione nominata dalla Regione Campania ha stabilito che, prima dell’inizio delle lavorazioni previste dal progetto, dovrà essere effettuata la caratterizzazione dei sedimenti fluviali ovvero la determinazione della concentrazione pura di ogni elemento/sostanza ricercata. Considerati i superamenti riscontrati nel campione C6 si dovrà procedere, nell’area interessata dall’impianto della siepe di Alloro e dalle attività di potenziamento dell’impianto di prima pioggia, in via precauzionale prima dell’inizio di ogni attività, all’effettuazione di indagini preliminari da eseguirsi secondo le indicazioni per le attività produttive attive riportate nell’Allegato 11 al Piano Regionale delle Bonifiche. Una serie di interventi utili per ridurre anche l’impatto sulle acque del fiume Irno e, di conseguenza, tamponare l’inquinamento ambientale anche con l’inserimento di un impianto di pre-trattamento di tipo chimico-fisico per le acque del piazzale est dove sono stoccate le materie prime seconde. Infatti, con il l potenziamento dell’impianto di prima pioggia, ubicato a sud del piazzale ovest (impianto principale), attraverso l’incremento della sua capacità di ritenuta e nella sua trasformazione in modo da consentire l’invio allo scarico in fognatura delle acque di prima pioggia raccolte proprio per escludere qualsiasi possibile contaminazione del fiume Irno. L’impatto su aria, invece, potrà essere abbattuto con l’installazione di un sistema di abbattimento delle emissioni odorigene costituito da un filtro che tratta l’aria prima della fuoriuscita dal camino a servizio dei cubilotti per la riduzione – eliminazione degli odori emessi mentre l’installazione di un sistema di irrorazione controllata di acqua servirà ad abbattere le polveri sottili dai piazzali e dalle aree interne.




Il Tar dà ragione alle Fonderie Pisano Annullata la revoca regionale dell’Aia

di Erika Noschese

«Nonostante il processo in corso per inquinamento ambientale si continua ad inquinare l’ambiente con emissioni nocive, non c’è altro da dichiarare». Parla così il presidente del Codacons Campania, Enrico Marchetti, che denuncia i miasmi prodotti dalle fonderie Pisano, lo storico opificio di via di Greci, al centro di numerose polemiche e di alcuni procedimenti giudiziari. Il Codacons, infatti, ha presentato innumerevoli denunce nel corso di questi anni vista la grave situazione per gli abitanti di Salerno e della Valle dell’Irno che per decenni hanno convissuto con le fonderie Pisano. «Il processo in fase avanzata ha fatto sperare in una soluzione, forse, anzi certamente, non rapida, ma la speranza di una soluzione, una lucetta accesa l’ha fatta vedere – ha dichiarato Marchetti – Purtroppo stamattina (ieri per chi legge ndr, ancora, i miasmi hanno svegliato i residenti delle zone adiacenti e non solo alle fonderie Pisano». Nelle scorse ore, inoltre, numerosi sono stati i cittadini salernitani che si sono rivolti al coordinamento delle associazioni per la difesa dell’ambiente e dei diritti degli utenti e dei consumatori per segnalare i cattivi odori prodotti dallo stabilimento di Fratte. Il Codacons, dal canto suo, ha chiesto l’intervento della Procura di Salerno affinchè coinvolga immediatamente Arpac e Noe. Intanto il Tar Salerno (Sezione Seconda), ha emesso sentenza favorevole. alle Fonderie Pisano nel processo amministrativo che vede a vario titolo coinvolti la Regione Campania, l’Arpac, l’Asl Salerno, il Comune di Salerno, il Ministero dell’Interno, le intervenute Associazione Forum Ambientalista e Associazione di
Volontariato “Salute e Vita” e che riunisce i sei giudizi che ruotavano intorno alle modalità di svolgimento dell’attività industriale delle
Fonderie Pisano, questione che ha portato anche alla revoca dell’AIA rilasciata alle Fonderie. Nel complesso bilanciamento tra la salvaguardia dei valori ambientali e quella dei diritti (acquisiti) di una realtà industriale – con molti dipendenti – preesistente anche alla
prima normativa comunitaria in materia ambientale, il Tar ha accolto la tesi delle Fonderie, assistite da in ogni fase e procedimento dalla jv FFT – Fatigato Follieri Teta, con il socio di Enrico Follieri & Associati, avvocato Enrico Follieri, coadiuvato dal socio dello stesso Studio prof. avvocato Francesco Follieri, nonché dall’avvocato Lorenzo Lentini. Con la sentenza il Tar Salerno ha annullato la revoca dell’AIA comminata dalla Regione, nonché la successiva sospensione dell’attività irrogata dalla Regione per una presunta violazione delle prescrizioni dell’AIA (a seguito della sospensione della revoca, concessa dal Tar Salerno alle Fonderie e confermata dal Consiglio di Stato) e ha accertato che il progetto di revamping dell’impianto non deve essere assoggettato a Valutazione di Impatto Ambientale, né a Valutazione di Incidenza.




Operaio travolto da mezzo: è in grave condizioni

di Pina Ferro

Ha riportato lo schiacciamento di un braccio e di una gamba il 61enne di Montoro rimasto coinvolto in un incidente sul lavoro verificatosi, nella mattinata di ieri, presso le fonderie Pisano a Fratte. Vittorio Cappellano a seguito del sinistro è stato trasportato al “San Giovanni di Dio e Ruggi d’Aragona” di Salerno dove è stato sottoposto ad un delicatissimo intervento chirurgico durato diverse ore e conclusosi poco prima delle 18. Le sue condizioni restano gravi ed è monitorato costantemente dal personale medico che lo ha in cura. Secondo una prima ricostruzione dei fatti, operata dalle forze dell’ordine anche grazie ad alcune testimonianze, l’operaio era intento ad espletare alcune mansioni quando è stato travolto da un mezzo in manovra. Immediatamente soccorso, sono stati i colleghi di lavoro a far scattare l’allarme e, ad allertare il servizio di emergenza territoriale 118. Sul posto un’ambulanza con a bordo un medico dell’emergenza che ha stabilizzato il paziente che successivamente è stato trasportato in codice rosso al pronto soccorso dell’ospedale “San Giovanni di dio e Ruggi d’Aragona” di Salerno. I medici del nosocomio dopo aver sottoposto l’operaio agli esami diagnostici di routine ne hanno disposto l’immediato trasferimento in sala operatoria. Sul luogo dell’incidente sono intervenuti i carabinieri della vicina stazione di Fratte che hanno effettuato i rilievi di rito e raccolto alcune testimonianze al fine di ricostruire l’esatta dinamica del sinistro e stabilire eventuali responsabilità o omissioni. Dell’incidente è stata anche informata l’autorità giudiziaria. Al momento sono state formulate solo ipotesi, le successive indagini stabiliranno le reali cause dell’accaduto.

 




Fonderie, emissioni e decessi Il pm pronto alle riesumazioni

di Pina Ferro

Accertare l’esistenza o meno di nesso causale tra i morti e le emissioni delle Fonderie Pisano. E’ quanto dovranno stabilire gli esperti nominati, ieri, dal sostituto procuratore Roberto Penna titolare dell’inchiesta sulle Pisano e le morti. A tal proposto il magistrato, che ha anche chiesto una proroga delle indagini, ha anche anticipato di essere pronto a disporre la riesumazione dei soggetti deceduti in questi anni a causa, come sostiene la controparte, delle emissioni dell’azienda di Fratte. Il pool di esperti è stato nominato per redigere una nuova Ctu a seguito dell ’ o p p o s i z i o n e all’archiviazione da parte del gup Alofonso Scermino. Il magistrato ha conferito l’incarico della perizia a Cosacci Pisanelli, oncologo presso l’università di Roma; Giuseppe Vacchiano, medico legale università Federico II di Napoli; Francesco Forestiere, epidemiologo, Ibim Cnr; Annibale Biggeri, statistico, medico ed epidemiologo, Cnr; Daniele Grenchi, chimico ambientale, Arpa Toscana. Sulla nomina del pool di esperti è intervenuto anche il comitato Salute e Vita, presieduto da Lorenzo Forte, che da anni sostiene che le emissioni dell’opificio di Fratte sono “velenose”. «Come Associazione Salute e Vita abbiamo attraverso il nostro avvocato Fabio Torluccio, indicato tre periti di parte Luigi Esposito di Napoli – Epidemiologo, Paolo Fierro dirigente medico dell Asl ospedale del Mare di Napoli- vice presidente nazionale dell’Associazione Medicina Democratica – ed un tecnico Ambientale. Marco Caldiroli di Milano, presidente Nazionale dell Associazione Medicina democratica, da sempre accanto alla battaglia per la Vita la Giustizia e la Verità che abbiamo da tempo intrapreso. Pertanto in attesa che si svolgano le indagini esprimiamo piena soddisfazione e la speranza che venga finalmente fuori tutta la verità e finalmente i nostri morti potranno riposare in pace e i nostri ammalati , ottenere giustizia piena».




Fonderie Pisano, Bellandi incontra il comitato “Salute e Vita”

di Giovanna Naddeo

E’ durato all’incirca un’ora l’incontro a porte chiuse tra il nuovo arcivescovo di Salerno, Andrea Bellandi, e una delegazione del comitato “Salute e vita”, tenutosi nella giornata di ieri nel palazzo arcivescovile. Puntuale alle ore 12, Sua Eccellenza ha accolto il presidente del comitato, Lorenzo Forte, don Marco Raimondo, il consigliere comunale Gianpaolo Lambiase, nonché Massimo Calce, Anna Risi, Ernesto Langella, e Clementina, di soli 15 anni. «Bellandi è rimasto colpito dalle nostre parole: ci ha ascoltato con attenzione e ha preso appunti» afferma Forte, al termine dell’incontro. Tre le richieste portate al tavolo arcivescovile: oltre al ricordo dei defunti nelle preghiere del prelato, la possibilità di prender parte a un’udienza di Papa Francesco in Vaticano sulla salvaguardia del Creato e la celebrazione di una Messa per gli ammalati e coloro che hanno perso la vita a causa dell’inquinamento atmosferico nella valle dell’Irno. «Bellandi ha ascoltato le nostre testimonianze, tra le quali quella di Clementina, che per colpa della malattia ha dovuto rinunciare agli studi musicali» continua Forte. «La sua attenzione sulla vicenda andrà avanti». A ribadirlo è lo stesso prelato che, riservandosi di prendere maggiori informazioni sul caso anche da monsignor Moretti, dichiara: «Il problema c’è e gli studi effettuati lo dimostrano. Non sono a conoscenza della situazione nei suoi dettagli ma approfondirò e valuterò. Dovere morale è guardare alla vicenda senza interesse di parte», conclude così il neo arcivescovo della diocesi di Salerno – Campagna – Acerno




DeMa, il responsabile del dipartimento salute contro le fonderie Pisano

di Erika Noschese

DeMa si schiera contro le fonderie Pisano. Ciro Amante, responsabile del dipartimento salute, del movimento fondato dal sindaco di Napoli Luigi De Magistris, chiede infatti al sindaco di Salerno, in qualità di massimo responsabile della salute dei cittadini di intervenire immediatamente per interrompere questo disastro, chiedendo al presidente della Regione Campania, Vincenzo De Luca, di mettere in campo tutte le azioni necessarie per tutelare il lavoro e la salute. «A Salerno, come a Taranto per l’Ilva, i cittadini sono costretti ad abbandonare le abitazioni e a disertare la scuola, per non respirare i veleni delle fonderie Pisano – dichiara infatti Amante – La regione Campania con la sua inerzia e Arpac con la sua incapacità si stanno rendendo complici di questo disastro ambientale che avvelena quotidianamente l’aria che si respira. I danni alla salute sono incalcolabili per lavoratori e cittadini». Da qui l’appello del responsabile del dipartimento salute di tutelare tanto il lavoro quanto la salute dei cittadini salernitani perchè, dice, «mettere i lavoratori in condizione di dover scegliere tra salute e lavoro assassino è indegno di una regione che si vanta di essere la più ricca di storia e di civiltà. Il tribunale di Salerno ha più volte dichiarato che vi è pericolo esiziale per la vita di lavoratori e abitanti, ha dichiarato che la situazione è irrisolta per l’inadeguatezza dell’Arpac e della Regione dalla quale dipende il suo funzionamento».



Fonderie Pisano, il Consiglio di Stato ordina l’abbattimento di un gabbiotto

di Erika Noschese

Assenza di titoli edilizi relativi all’opera, anche all’esito dell’infruttuoso passaggio procedimentale garantito dalla comunicazione di avvio alla proprietà. E’ questa la motivazione che ha spinto la sesta sezione del Consiglio di Stato a predisporre l’abbattimento del gabbiotto esterno alla fabbrica delle fonderie Pisano, realizzato abusivamente. Il Consiglio di Stato in sede giurisdizionale ha infatti respinto il ricorso presentato da Fonderie Pisano & C. Spa, difeso dall’avvocato Lorenzo Lentini contro la sentenza breve del Tribunale Amministrativo Regionale per la Campania sezione staccata di Salerno circa l’ordinanza di demolizione del gabbiotto risalente al 1 ottobre 2018 emessa dal direttore del Settore Trasformazioni Urbanistiche del Comune di Salerno. Gli abusi contestati consistevano nella realizzazione, in assenza di permesso di costruire, di un manufatto in muratura in aderenza all’edificio centrale del complesso industriale “Fonderie Pisano”, di via dei Greci, a Fratte. L’avvocato Lentini parlava di «error in iudicando» in quanto si sarebbero verificati diversi profili di eccesso di potere, poichè la porzione di fabbricato in contestazione era stata rappresentata nella relazione tecnica e nei grafici allegati alla richiesta dell’originaria concessione edilizia, oltre che nel certificato di agibilità. In linea di fatto, oggetto della controversia è la difformità contestata fra il manufatto assentito dall’originaria concessione e quanto esistente. In particolare, l’amministrazione comunale ha verificato l’assenza di titoli edilizi relativi all’opera in contestazione, anche all’esito dell’infruttuoso passaggio procedimentale garantito dalla comunicazione di avvio alla proprietà. Dunque, abbattimento immediato del gabbiotto e la proprietà dello storico opificio di via dei Greci dovrà sborsare 2mila euro, oltre le spese giudiziarie, in favore del Comune di Salerno. Intanto, anche il Movimento 5 stelle con l’impegno del deputato Nicola Provenza, aderisce alla nostra campagna”Fonderia Pisano stai uccidendo la nostra aria”. «Ancora una volta dimostra di stare dalla parte dei cittadini e del diritto alla Salute, contribuendo a dare voce al grido di dolore della popolazione che vive nella valle dell’Irno», ha dichiarato Lorenzo Forte, presidente del Comitato Salute e Vita.