Roccapiemonte. Scopre il marito morto e muore

ROCCAPIEMONTE.Morti insieme, così come hanno sempre vissuto. Tragedia nel comune nel comune dell’Agro nocerino, lasciando nel dolore non solo i familiari dei una coppia di anziani ma l’intera comunità rocchese. Sopno morti praticamente insieme due coniugi di Roccapiemonte, lui di 87 anni lei di 82. Michele Curci e Clelia Saporini hanno vissuto insieme per tantissimi anni, lavorando sodo e tirando su il loro unico figlio Antonio, che per lavoro è stato costretto ad allontanarsi dal suo paese d’infanzia.  La coppia viveva assistita da una badante, che si è ritrovata a dover constatare il decesso prima dell’uomo, poi della donna. Un dolore senza fine, una famiglia stroncata così, all’improvviso. Michele è deceduto mentre si apprestava a fare la doccia, Clelia invece è finita poco dopo la notizia della morte del marito, che le è costata un infarto. Così, i nipoti Michele e Fabio ricordano i nonni: “Seguiremo sempre i vostri consigli e i valori di una vita che ci avete trasmesso”. Vicini alla famiglia anche gli amministratori comunali. Al figlio Antonio e ai parenti tutti è giunto il cordoglio di una cittadina intera, rimasta allibita dalla notizia.roccapiemonte coniugi morti insieme marito moglie anziani




Omicidio di Fabio Petrone, domani al tribunale della Libertà

Toccherà ai giudice del Riesame valutare la posizione di Vincenzo D’Andrea e Vincenzo “Ciro” Villacaro, accusati dell’omicidio di Fabio Petrone. Domani i giudici del tribunale della Libertà discuteranno il ricorso presentato dai legali difensori Massimo Torre e Antonio Boffa. D’Andrea e Villacaro sono ritenuti dalla procura di Salerno (l’inchiesta è stata coordinata dal pm Rosa Volpe e conclusa da Rocca Alfano)  i presunti killer e mandanti dell’omicidio di Fabio Petrone, il salernitano ucciso nella notte tra l’11 e il 12 agosto 2007, all’uscita dello svincolo autostradale di Baronissi. In carcere sono stati notificati le ordinanze di custodia cautelare a Vincenzo (detto) Ciro Villacaro, ritenuto il mandante dell’assassinio, e Vincenzo D’Andrea, il presunto esecutore materiale del delitto. Sul registro degli indagati anche altre persone, tra i quali un avvocato salernitano I due si trovavano già in carcere e D’Andrea è stato condannato in abbreviato a 30 anni di reclusione (sentenza non definitiva) per un altro omicidio, quello di Donato Stellato. Le indagini condotte dalla Squadra Mobile e dalla Dia di Salerno e, integrate dalle intercettazioni eseguite tra il 2013 ed il 2014, corroborate dalle dichiarazioni rese da Ciro De Simone (detto ” ‘o Limone”), Pasquale Di Fiore e Walter Castagna, hanno dimostrato che l’omicidio Petrone è strettamente connesso a quello Stellato (ricondotto al progetto per l’ affermazione criminale dell’avverso gruppo, inquadrato nel clan D’Agostino storicamente egemone nel capoluogo salernitano, all’epoca diretto da D’Andrea e Villacaro) .  Petrone, era organico al gruppo D’Andrea,/Villacaro, è stato barbaramente trucidato dai suoi  stessi sodali con 4 colpi d’arma da fuoco, di cui uno al volto, poiché aveva confidato nell’ambiente la sua diretta partecipazione all’omicidio  di Donato Stellato. Domani il caso approda al Riesame.




Omicidio di Fabio Petrone. Arrestati mandante ed esecutore, indagato un avvocato

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D’Andrea

 

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Villacaro

Salerno. Arrestati i presunti killer e mandanti dell’omicidio di Fabio Petrone, il salernitano ucciso nella notte tra l’11 e il 12 agosto 2007, all’uscita dello svincolo autostradale di Baronissi. In carcere sono stati notificati le ordinanze di custodia cautelare a Vincenzo (detto) Ciro Villacaro, ritenuto il mandante dell’assassinio, e Vincenzo D’Andrea, il presunto esecutore materiale del delitto. Sul registro degli indagati anche altre persone, tra i quali un avvocato salernitano

I due si trovavano già in carcere e D’Andrea è stato condannato in abbreviato a 30 anni di reclusione (sentenza non definitiva) per un altro omicidio, quello di Donato Stellato.

Ieri sera, personale della D.I.A. e della Squadra Mobile di Salerno, ha eseguito il provvedimento cautelare emesso dal G.I.P. presso il Tribunale di

Salerno su richiesta della D.D.A.. Contestata l’aggravante del metodo camorristico.

Le indagini condotte dalla Squadra Mobile e dalla D.I.A. di Salerno e, integrate dalle intercettazioni eseguite tra il 2013 ed il 2014, corroborate dalle
dichiarazioni rese da Ciro De Simone (detto ” ‘o Limone”), Pasquale Di Fiore e Walter Castagna, hanno dimostrato che l’omicidio Petrone è strettamente connesso a
quello Stellato (ricondotto al progetto per l’ affermazione criminale dell’avverso gruppo, inquadrato nel clan D’Agostino storicamente egemone nel capoluogo salernitano, all’epoca diretto da D’Andrea e Villacaro) .

Il Petrone, organico al gruppo D’Andrea,/Villacaro, è stato barbaramente trucidato dai suoi  stessi sodali con 4 colpi d’arma da fuoco, di cui uno al volto, poiché aveva
confidato nell’ambiente la sua diretta partecipazione all’omicidio  di Donato Stellato, ingenerando, così, il timore dei correi di una sua possibile collaborazione con la
giustizia, avvalorata dal fatto che, al tempo, manteneva stretti rapporti con Castagna Walter il quale, proprio in quel periodo, aveva iniziato a collaborare con la giustizia.

Le indagini svolte hanno fornito informazioni di estrema utilità per la ricostruzione dell’omicidio Petrone fornendo un quadro chiaro nelle fasi immediatamente precedenti l’omicidio e, in particolare, che la vittima aveva da poco lasciato l’abitazione di Villacaro allorquando era stata poi oggetto della violenta azione cli fuoco. Nel medesimo contesto investigativo, inoltre, è stato ampiamente dimostrata la partecipazione del Petrone all’omicidio di Stellato Donato, così come peraltro  ampiamente confermato dal collaboratore di giustizia Ciro De Simone.

 




Angri. Raccolta rifiuti: il sindaco Mauri risponde alle diffide del Consorzio di Bacino SA 1

Il Sindaco di Angri, Pasquale Mauri, in seguito alla diffida ricevuta dal Consorzio di Bacino Sa 1  che invocava la revoca del bando indetto  dall’azienda “Angri Eco Servizi” per addetti alla raccolta e spazzamento dei rifiuti, ha inviato, in data 20 Febbraio 2015,  una missiva che è stata indirizzata al Commissario liquidatore del Consorzio, Avv. Fabio Siani, all’Assessore Regionale all’Ambiente,  Giovanni Romano, al Presidente della Provincia Giuseppe Canfora e alla Prefettura di Salerno, nella quale chiarisce alcuni aspetti.

Questo il testo della missiva : «In ordine alle diffide pervenute da codesto Consorzio   invocanti la revoca del bando indetto  dall’azienda “Angri Eco Servizi” per addetti alla raccolta  e/o allo spazzamento rifiuti, si ritiene opportuno chiarire quanto segue.  La procedura concorsuale  cui Ella si riferisce riguarda esclusivamente la formazione di una graduatoria di idonei cui attingere per eventuali assunzioni a tempo determinato, senza quindi procedere ad alcuna stabilizzazione o a ridefinire stabilmente l’assetto organizzativo della Nostra azienda speciale. Pertanto considerato che l’art. 13 della Legge Regionale n. 5/2014 che recita testualmente: Il personale di cui al comma 2 è utilmente impiegato per l’assolvimento dei compiti di vigilanza ambientale, di prevenzione del fenomeno di abbandono incontrollato dei rifiuti, di controllo della qualità del servizio e di gestione degli impianti a supporto del ciclo, con particolare riferimento ai centri di raccolta, agli impianti di valorizzazione delle diverse frazioni merceologiche e di trattamento della frazione organica; in particolare, il personale tecnico-amministrativo è utilizzato in via prioritaria  presso gli uffici dei comuni delle Conferenza d’ambito, costituiti ai sensi dell’art. 15 bis comma 10 della Legge Regionale  4/2007  come introdotto dall’art. 6 delle presente legge”, se ne desume  di nella fattispecie a procedura contestata. Essa non prevede l’impiego  nessuno dei profili di cui al citato comma 3 della Legge Regionale n. 5 /2014. Se ne desume che lo stesso non è applicabile al caso di specie, poiché l’attività di raccolta e spazzamento no n sono contemplati  nella normativa richiamata.  Infatti il bando fa riferimento alla formazione di una graduatoria per eventuali assunzioni a tempo determinato, mentre l’art. 13 della Legge Regionale si riferisce  all’assegnazione e al trasferimento ai Comuni, mediante passaggio di cantiere, dei dipendenti del Consorzio già assunti alla data del 31 dicembre 2008 a tempo indeterminato.  Da ciò si desume che poiché il bando è finalizzato alla formazione di una graduatoria per assumere personale a tempo determinato, non contrasta la normativa regionale. Inoltre si precisa che l’eventuale utilizzazione di personale a tempo determinato si rende necessaria per garantire un servizio essenziale finalizzato all’igiene urbana e alla salute pubblica. Il Sindaco Pasquale Mauri».