Ancora emergenza posti letto al Ruggi

Erika Noschese

Carenza di infermieri e posti letto nel reparto di Terapia intensiva neonatale dell’ospedale “Ruggi” di Salerno. A denunciarlo il segretario della Fials provinciale, Mario Polichetti che chiede al manager Giuseppe Longo un intervento immediato per la sistemazione di due posti letto, così da evitare il trasferimento presso altri presidi ospedalieri della Campania. Polichetti, da sempre attento alle dinamiche che interessano il “comparto” nascite nella struttura di via San Leonardo, chiede dunque massimo impegno ai vertici aziendali per la terapia intensiva neonatale del Ruggi d’Aragona. «Questo reparto, salito alla ribalta della cronaca qualche mese fa per un episodio spiacevole e che si è concluso per il meglio, vede una carenza stabile di infermieri. Questo non consente di svolgere in maniera ottimale il lavoro istituzionale e anche in considerazione del numero delle nascite», ha spiegato Polichetti, che così si fa portavoce dell’istanza di tanti colleghi medici che in questo momento stanno portando avanti la propria attività lavorativa, seppur con la massima professionalità, con immense difficoltà. «Servirebbero anche due posti letto in più nel reparto della Tin, visto il crescente aumento di parti che è sotto gli occhi di tutti. Le unità andrebbero aumentate da sei a otto con l’incremento di infermieri e attrezzature. Questo aspetto non va sottovalutato, perché nei periodi critici i colleghi del reparto Tin si vedono costretti a trasferire le pazienti verso altre strutture, in provincia o anche nel resto della regione Campania – ha poi aggiunto il segretario della Fials provinciale – Nel Salernitano si può contare solo su Nocera Inferiore ora che a Battipaglia il reparto ha chiuso e ci sono stati gli accorpamenti di Cava de’ Tirreni e Mercato San Severino. Questo comporta non pochi problemi». Da qui la richiesta al manager Giuseppe Longo e agli altri sindacati di categoria per avviare un discorso che, in tempi brevi, inverti questo trend. «Quanto denuncio da tempo è stato sollevato anche da altre sigle e questo non può che farmi piacere perché significa che esistono dei problemi, che si possono risolvere solo attraverso il dialogo. Al manager Longo chiedo di incontrare i sindacati prima di partire per le ferie – ha poi aggiunto il dottor Polichetti – Sappiamo del lavoro immane che svolge e con quanta dedizione che fa. Ma ascoltare chi opera ogni giorno tra mille difficoltà non sarebbe negativo, anzi porterebbe soltanto il “Ruggi” a crescere come struttura ospedaliera».




I sindaci della provincia a “rapporto” per affrontare l’emergenza rifiuti

Brigida Vicinanza

Un incontro per tracciare le linee programmatiche e tecniche per affrontare l’emergenza rifiuti che oramai sta attanagliando tutta la provincia di Salerno oramai da mesi. Un fenomeno che è aumentato con la stagione estiva. E ieri mattina i sindaci dei comuni di Pagani, Nocera, Sarno e Cava de’ Tirreni si sono incontrati per fare il punto della situazione con l’assessore regionale all’ambiente Fulvio Bonavitacola, l’assessore del Comune di Salerno Angelo Caramanno, il presenti Ato Giovanni Coscia e il commissario liquidatore di EcoAmbiente Petrosino. Una situazione peggiorata da una linea guasta del termovalorizzatore di Acerra ma che era già critica da mesi per il blocco dello Stir di Battipaglia e soprattutto per la chiusura dell’impianto di compostaggio di Salerno. Hanno dovuto affrontare infatti l’emergenza per essere operativi da subito. «E’ ora da affrontare la questione oramai drammatica, adesso ci saranno più incontri e speriamo di venirne a capo – ha dichiarato il primo cittadino di Nocera Inferiore Manlio Toequato – la prossima settimana dovremmo anche andare in Regione per fare nuovamente il punto della situazione». Si è deciso infatti di procedere ad una mappatura dei siti “utili e liberi” per il trattamento e lo smaltimento dei rifiuti, in modo che il conferimento possa avvenire puntuale per la sicurezza e la salute dei cittadini soprattutto. Mercoledì intato nuovo incontro per nominare il direttore generale Ato. Il pole position – come già riportato su queste colonne – Bruno Di Nesta. Ma tra le nomine e le questioni politiche ci sono i cittadini che attendono una risoluzione all’emergenza rifiuti che sta diventando sempre più grande in tutti i comuni della provincia di Salerno.




Scafati. L’acqua non c’è, ma la spazzatura non manca mai. Giorni difficili per gli scafatesi

Di Adriano Falanga

Senz’acqua e con la spazzatura ad invadere le strade. E’ una settimana difficile per gli scafatesi, messi in crisi dalla mancata (o parziale) raccolta dei rifiuti e dalla mancanza di acqua dovuta al guasto in località Cangiani. Se da un lato la Gori sta lavorando da tre gironi per ripristinare la fornitura idrica, dall’altro lato l’Acse sta lavorando meno. La partecipata scafatese guidata da Daniele Meriani ha deciso di eliminare uno dei tre turni per la raccolta della spazzatura. La decisione, non concertata con le forze lavorative, è stata presa nell’ottica del contenimento della spesa che sta caratterizzando ogni decisione di Palazzo Mayer. E così si registra l’ennesimo disservizio a danno della città. Dei tre turni previsti alle ore: 23-4-7 il cda Acse ha tagliato il primo, andando ad aumentare il carico di lavoro dei mezzi in uscita alle ore 4 e alle ore 7. Sarebbe questo il motivo per cui la raccolta prosegue con grosse difficoltà. I mezzi sono sempre gli stessi, a dividersi una quantità però maggiore. Il nuovo piano di razionalizzazione delle partecipate approvato dalla commissione straordinaria, preparato dai sovraordinati Valentino Antonetti e Giuseppe Rocco, ha previsto per l’Acse l’abolizione del cda, con l’impiego dell’amministratore unico. Non solo, al momento è in esame anche il piano industriale presentato dai vertici della partecipata, in cui, rispettando la politica di contenimento della spesa, è previsto anche il miglioramento del servizio. Non è noto il come, ma considerati i risultati fino ad oggi ottenuti, appare fondamentale certamente la lotta al sacchetto selvaggio, ma di contro, bisogna anche pensare ad una vera rivoluzione del sistema di conferimento dei rifiuti. Il porta a porta, utile e funzionale in occasione delle emergenze degli anni passati, oggi si mostra carente e lacunoso, decisamente superato. Lasciare i rifiuti a terra senza garantire la loro raccolta immediata, comporta il proliferare di animali, insetti, e soprattutto il rischio igienico sanitario per i cittadini.

CONDOTTA IDRICA ROTTA, DISAGI E RITARDI

L’ultimo avviso della Gori comunicava il possibile ripristino della rete idrica entro le ore 22 di ieri sera. Un guasto alla condotta principale che ha comportato enormi disagi sia per gli utenti che per attività commerciali e uffici pubblici. Chiuse le scuole, chiusi gli uffici comunali, chiusi bar e qualsiasi altra attività in cui diventa necessaria la fornitura di acqua. Gli operai della Gori lavorano ininterrottamente da lunedì, nonostante ciò, tutto si è drammaticamente complicato. A rompersi è stata una sezione della conduttura principale in via Cangiani, tra Scafati, Boscoreale e Poggiomarino. Un guasto che ha lasciato al secco i rubinetti anche dei comuni limitrofi, tra cui Pompei. Una conduttura da 1,3 mt di sezione, che comporta un importante scavo e lavoro accessorio. A rallentare i lavori è stata però la presenza di serre agricole nel punto di intervento. Prima che si potesse tirare fuori il danno e operare su di esso, è stato necessario lo smontaggio delle strutture da parte dei proprietari. Solo questa operazione ha portato via quasi due giorni, con tutte le gravi conseguenze a danno degli utenti. Comprensibili le polemiche di chi è restato da lunedì senza acqua corrente, e senza nessun preavviso. Polemiche anche verso il Comune di Scafati, non propriamente operativo, al punto da riuscire a contenere la difficile situazione. Una situazione che ha certamente comportato danni non solo alla regolare attività quotidiana di abitazioni ed esercizi commerciali, ma anche alle scuole di ogni ordine e grado. Nella giornata di ieri un primo miglioramento c’è stato solo per gli utenti situati nella parte bassa della città, e per le abitazioni ai primi piani degli edifici, qui l’acqua è comparsa a “filo d’olio”. Meglio di niente.




Scafati. “Inutile un pronto soccorso in miniatura. Meglio potenziare l’esistente di Nocera”.

Di Adriano Falanga

<<Faccio una profezia. A breve ci saranno le elezioni politiche. Scommettiamo che comincerà la solita passerella di politici “impegnati” a riaprire il pronto soccorso scafatese, magari sarà aperto anche un cantiere, che durerà giusto quanto la tornata elettorale?>>. Lo chiameremo Renato, è un operatore sanitario con provata esperienza sia al 118 che ad un pronto soccorso. Renato ci parla ufficiosamente, perché non essendo autorizzato non può parlare a nome dell’Asl, ma è chiaro che più del suo nome, troviamo interessante ciò che ci dice. E tutto sommato, la sua non è una profezia azzardata, è dal 2011 che ad ogni tornata elettorale torna prepotentemente in primo piano la riapertura del pronto soccorso, salvo poi finire nel dimenticatoio. A voler dire una cattiveria, pare quasi che la struttura sia elettoralmente più prolifica chiusa che aperta. Però Renato va oltre, la sua è un’analisi spigolosa e da operatore del settore. Lui conosce bene la realtà dell’emergenza a Scafati e nel distretto sanitario di riferimento. Ad esempio, Renato smentisce ciò che secondo lui è solo un finto allarmismo: non è vero che i tempi di percorrenza per l’ospedale di Nocera Inferiore abbiano influito in maniera sensibile sul numero di decessi. O meglio, non è dimostrato che la chiusura del ps scafatese abbia fatto aumentare i decessi dovuti agli aumentati tempi di percorrenza. <<Le prestazioni del 118 a Scafati si aggirano sulle 260/300 mensili, meno della metà termina in un ricovero ospedaliero. Pazienti deceduti durante il trasporto nessuno. Nessun aumento con il passato – spiega Renato, entrando nel dettaglio – I problemi dell’emergenza sono altri. Se pure aprisse un piccolo pronto soccorso a Scafati, molti problemi in gran parte rimarrebbero. Che significa ps pneumologico? Ho un forte dolore addominale posso andarci? E che prestazioni avrò? Ho un trauma posso andarci?>>.

Il ragionamento dell’operatore sanitario è semplice, più che aprire un altro pronto soccorso, per altro insufficiente per alcune patologie come i politraumatizzati da incidente stradale o gli infartuati acuti, o ancora le donne in attesa con problemi al feto, sarebbe opportuno e ragionevole potenziare la struttura esistente che è il ps dell’Umberto I° di Nocera Inferiore. <<Non è una questione di tempi di percorrenza, il 118 una volta sul posto è in grado di stabilizzare il paziente e trasportarlo a Nocera – continua Renato – piuttosto i problemi nascono nel momento in cui i tempi di attesa si allungano per avere in loco un’ambulanza medicalizzata>>. Quindi, inutile un pronto soccorso in miniatura, incapace di gestire alcune patologie, perché mancante di reparto ospedaliero dedicato: <<Senza ginecologia o una emodinamica, a chi chiedere consulenza? In questo modo alcuni pazienti in codice rosso possono rischiare davvero la vita, non arrivando in una struttura realmente idonea alla loro patologia>> e allora, quale la soluzione? <<Potenziare fattivamente l’Umberto I° con un aumento dei posti letto per le urgenze e l’obi, ma soprattutto aumentare il personale medico ed infermieristico. Creando un vero triage dove il paziente viene valutato da infermieri addestrati a ciò. Io se avessi un fatto acuto non andrei a Scafati com’è ora o come dicono che dovrebbe essere.  Meglio attivare il 118 che ti stabilizza sul posto e ti porta all’ospedale più adatto alla tua patologia>>.




Scafati. Pronto soccorso al palo: “Se le Regione ci prende in giro…”. Appello al Pd

Di Adriano Falanga

<<Bisogna avviare tutte le procedure, far partire i lavori per le sale operatorie, c’è poi la deroga per l’assunzione del personale, il tutto, entro un anno al massimo. Il Governatore Enzo De Luca farà un sopralluogo allo Scarlato tra fine agosto inizio settembre>>. Rischiano di finire nella nutrita serie delle “ultime parole famose” le dichiarazioni dei consiglieri regionali Pd Luca Cascone e Franco Picarone, pronunciate in conferenza stampa il 14 luglio scorso. I due esponenti regionali furono “inviati” da De Luca per mettere una pezza alle dichiarazioni definite “estrapolate” in cui il governatore ammetteva che a Scafati l’emergenza non sarebbe stata ripristinata. <<La volontà di riaprire il pronto soccorso scafatese non è mai stata messa in discussione – dissero Cascone e Picarone – ma anzi, è tutto già scritto negli atti>> e a supporto della loro dichiarazione arrivò anche il dissequestro delle sale operatorie, necessario per avviare i lavori di adeguamento. Da allora però oltre alle buone intenzioni dichiarate nulla è ufficialmente andato avanti. I locali dell’ex pronto soccorso al Mauro Scarlato sono nelle stesse condizioni, nessun cantiere è stato avviato. <<La situazione attualmente è di stallo. Sospesi (o terminati) i lavori per la messa in sicurezza dell’impiantistica generale che intersecavano una delle sale operatorie, non si hanno accenni ai lavori di recupero previsti nel piano della sanità di De Luca>>. Così Jessica Cesarano, portavoce di Cittadinanzattiva che allo Scarlato gestisce anche il Tribunale del Malato. <<In questo preciso momento è necessario un maggior controllo ed una maggiore pressione sulle istituzioni. Chiedo a gran voce, da cittadina e rappresentate di Cittadinanzattiva, un intervento deciso del Partito Democratico scafatese, il quale è stato garante delle parole dell’onorevole Picarone, che annunciava il già risaputo dissequestro delle sale>>. L’appello della Cesarano è però bipartisan: <<Chiedo allo stesso modo alla rappresentanza della destra scafatese, di assumersi le responsabilità degli errori fatti dalla precedente amministrazione in merito, di abbandonare le frasi fatte ad hoc per i giornali e di mettere in discussione l’operato di una regione che non tratta di sanità. Non possiamo tenere fuori la politica dai diritti dei cittadini>>. Poi il monito: <<Se la Regione ci prende in giro, le istituzioni cittadine hanno il sacrosanto dovere di non piegarsi e andarci contro>>.

“E’ una priorità” ma i dem locali rimangono divisi

<<L’ospedale per me era e resta una priorità. Nonostante le sollecitazioni del circolo locale nulla sembra muoversi. Sono profondamente deluso ed indignato>>. Così Michelangelo Ambrunzo, da consigliere comunale piddino è stato tra i più impegnati sul tema riapertura del pronto soccorso. Getta però acqua sul fuoco l’ex collega Michele Grimaldi: <<A quanto ci risulta è confermata la time-line stabilita nella conferenza stampa di Luglio, a partire dalla data di ultimazione dei lavori. Siamo costantemente in contatto con la nostra delegazione in Consiglio Regionale e con loro monitoriamo il lavoro sulle risorse da reperire e le procedure burocratiche da espletare. Per noi così per loro la riapertura del Pronto Soccorso è una priorità, ed a questa lavoriamo e lavoreremo incessantemente. La politica è chiamata a dare risposte, non a fare proclami – continua Grimaldi – Per questo non prestiamo il fianco a chi cerca sterile polemica politica: l’unica cosa che ci interessa è il raggiungimento del risultato ed è su questo, come è giusto che sia, che noi ed il governo regionale verremo giudicati dai cittadini>>. Piglio più deciso è quello di Marco Cucurachi: <<E’ giunto il momento di agire e di adottare tutti gli atti consequenziali alla riapertura del Pronto Soccorso. Se il Piano Ospedaliero e l’Atto Aziendale vanno in questo senso, bisogna ottenere il dissequestro definitivo delle sale operatorie ed effettuare i lavori di riqualificazione delle stesse, rendendole praticabili ed agibili. I tempi stringono e non possiamo più aspettare>>. Insomma, dalla conferenza stampa ad oggi sono trascorsi due mesi e la situazione è rimasta in fase di “annuncio”. Troppo poco. Forse nulla ancora.




Scafati. Sale operatorie dissequestrate, il Pd: “entro un anno riapre il pronto soccorso”

Di Adriano Falanga

<<Dissequestrate le sale operatorie dell’ospedale Scarlato, adesso non vi sono più impedimenti per attuare l’atto aziendale dell’Asl e riaprire, come stabilito, il pronto soccorso>>. La notizia arriva in chiusura di conferenza stampa, e a darla è il consigliere regionale Franco Picarone. Una incontro voluto assieme al collega Luca Cascone, entrambi onorevoli regionali del Pd, per chiarire la posizione del neo commissario alla Sanità e governatore della Regione Campania Enzo De Luca. <<Siamo qui su volontà del governatore, che ci ha chiesto di ribadire con fermezza che la volontà di riaprire il pronto soccorso scafatese non è mai stata messa in discussione – hanno detto i due esponenti piddini – ma anzi, è tutto già scritto negli atti. Il pronto soccorso riapre>>. La conferenza è un tentativo del Pd locale e regionale di “mettere una pezza” alle dichiarazioni di De Luca che volevano la città senza pronto soccorso “perché già c’è quello di Nocera”. Il segretario reggente del circolo locale Alberto Pesce le ha definite <<incidente di percorso>>. Dichiarazioni <<rese in un momento di confusione e decontestualizzate, prontamente strumentalizzate dalle altre forze politiche>> secondo i due consiglieri regionali. Fatto sta che entrambi sono venuti a Scafati per garantire l’impegno nel riportare l’emergenza urgenza a Scafati. <<Il piano ospedaliero è già stato approvato e con l’atto aziendale disposto dal direttore generale dell’Asl Antonio Giordano, che abbiamo incontrato la settimana scorsa, è in fase di attuazione>>. Il dissequestro delle sale operatorie rappresenta la certezza di quanto scritto negli atti, perché spiana la strada all’iter burocratico e procedurale che porterà lo Scarlato in piena operatività. Picarone non ha dubbi: <<non è mai stato in discussione le necessità di riaprire l’ospedale, questo è il messaggio che deve passare così come pure ci è stato chiesto dal Governatore. Il centrodestra di Caldoro con un blitz lo ha chiuso, noi con gli atti lo stiamo riaprendo>>.

Non hanno dubbi: <<siamo qui per metterci la faccia, bisogna avviare tutte le procedure, è necessario far partire i lavori per le sale operatorie, c’è poi la deroga per l’assunzione del personale, il tutto, secondo il direttore Giordano, entro un anno al massimo>>. La venuta dei due consiglieri regionali anticipa anche un sopralluogo <<che De Luca farà presso l’ospedale tra agosto e settembre, salvo imprevisti>>. E per imprevisti viene citata la difficile situazione degli incendi di questi giorni. Tiene a “intestarsi” la vittoria il Partito Democratico, ed è per questo motivo che martedì il gruppo regionale non ha voluto portare in Consiglio la mozione del M5S che impegnava alla riapertura del nosocomio scafatese. <<Cosa dovevamo firmare? Un impegno già preso e avviato? Era solo un tentativo strumentale del M5S di intestarsi la vittoria – sottolinea Picarone – noi mai abbiamo avuto dubbi invece>>. La conferenza si è tenuta presso il Caffè Letterario dell’Istituzione Scafati Solidale. Presenti tutti gli ex consiglieri comunali, oltre a una nutrita fetta del direttivo e di iscritti. Presente a sorpresa anche Nicola Pesce, dato oramai con Art.1. L’ex sindaco ha ribadito la necessità di parlare della Helios: <<a Cappella la gente è furiosa>>. E in conferenza stampa Luca Cascone risponde: <<dopo l’ospedale verrà approfondita anche la questione ambientale, che pure è importante e sentita>>.




Scafati. Pronto soccorso, tornano i partiti ed è di nuovo confusione

Di Adriano Falanga

La riapertura del pronto soccorso dell’ospedale Scarlato è un poco come il cambio di stagione, e così nel caldo di luglio 2017 le forze politiche ritornano ad occuparsi della struttura chiusa nel 2011 dall’applicazione del decreto 49/2010 a firma del commissario per la Sanità Stefano Caldoro. Galeotta è stata la petizione lanciata da un gruppo di cittadini, culminata con il duro faccia a faccia con il governatore Enzo De Luca. In questa occasione l’ex sindaco di Salerno oltre ad una caduta di stile nei modi e nei termini adoperati, ha avuto l’ardire di dire agli attivisti “non sono io l’interlocutore, perché non sono il commissario. Dovete andare a Roma”. Questo è bastato per mettere in moto la macchina politica. Si parte da Monica Paolino, che a sette anni dalla sua prima elezione in Consiglio Regionale si ricorda di aver promesso agli scafatesi battaglia sulla riapertura del Pronto Soccorso. La forzista ha incontrato il vice commissario alla Sanità Claudio D’Amario. <<Come volevasi dimostrare, il vice commissario ha confermato il piano ospedaliero presentato un anno fa, piano approvato dal MEF, che prevede per Scafati il reinserimento nella rete dell’emergenza come Pronto Soccorso. Pertanto, nulla è cambiato e il piano è attuabile>>. Una novità importante, rispetto a chi credeva morto il piano presentato dall’uscente Caldoro poco prima delle elezioni regionali del 2015. <<Il problema è un altro. Se oggi la situazione sanitaria è stagnante è perché non vengono attuati i decreti commissariali. De Luca ha delegittimato i commissari, trovando un sistema alternativo per controllare la sanità in Campania – prosegue la Paolino – Ancora una volta, tutto si riduce ad una questione meramente politica. Come un bambino pretende il suo giocattolo, così De Luca bloccherà la sanità campana, fino a quando non otterrà la nomina di commissario>>. Sulla sponda opposta, oggi scopriamo che anche il piano ospedaliero redatto un anno fa dall’ex commissario Polimeni è attuabile. <<Al netto di questioni tecniche, come il dissequestro delle sale operatorie, e della fondamentale nomina del commissario governativo per la sanità, la volontà della Regione Campania e dell’Azienda Ospedaliera è quella di proseguire lungo la strada tracciata dal Piano ospedaliero approvato e dall’atto aziendale: la riapertura del nostro Pronto soccorso>>.

3-pd-scafati Così in una nota stampa il Pd di Scafati. Lunedi sera il direttivo cittadino ha incontrato il consigliere regionale Franco Picarone e il deputato Simone Valiante, mentre martedì mattina una delegazione ha incontrato il direttore generale dell’ASL Salerno, il dottor Antonio Giordano. <<Il direttore generale ci ha confermato che a breve verranno avviate le procedure legali per la richiesta di dissequestro e che a Settembre partiranno le procedure burocratiche e operative per riavviare la struttura>>. Nel dettaglio non è dato sapere cosa siano le procedure “burocratiche e legali” e neanche quali i tempi certi, suonando quindi di politichese. I democrat, che pure non avevano lesinato critiche al loro esponente di partito nonché Governatore campano, rassicurano: <<Anche il governatore De Luca, come ribadito nella trasmissione di venerdì scorso a Lira TV, è impegnato in tale direzione: nei prossimi giorni, tra l’altro, il Presidente di Regione concorderà un proprio sopralluogo diretto presso la nostra struttura cittadina per verificare in prima persona il da farsi>>. C’è da perderci la testa, De Luca è o non è il referente in materia? E ammesso che lo fosse e alla signora Anna Cioffi avrebbe detto una piccola bugia per levarsela da torno, perché due settimane fa in un evento pubblico disse che Scafati non avrebbe riavuto il ps perché già servito da quello di Nocera Inferiore? Insomma, nulla di nuovo tra l’afa di mezza estate. A Scafati si ritorna a parlare di ospedale, appunto: parlare.

PROCESSO BORTOLETTI, UDIENZA RINVIATA AL 9 gennaio 2018

marraMartedi mattina è stato anche il giorno della prima udienza che vede l’ex commissario Asl Maurizio Bortoletti indagato per falso ideologico. La controparte è il cittadino Pasquale Aliberti, difeso da Brigida Marra. <<E’ stata depositata la lista testi. Ho anche notificato al Ministero, Asl Salerno, Sub Commissario Regione Campania e al Presidente Vincenzo De Luca nonché a tutti i consiglieri della Regione Campania maggioranza e opposizione l’istanza con la quale, li informo ufficialmente non essendo parti nel giudizio, della pendenza del processo per falso nei confronti di Bortoletti e del dato oggettivo rispetto alla falsità dei cinque e dieci minuti>>. L’istanza ha lo scopo di costituirli in mora <<affinché ognuno per quanto di propria competenza intervenga per ripristinare il pronto soccorso a Scafati – spiega la Marra – L’istanza giungerà a tutto il Consiglio Regionale perché mi aspetto che mettano in essere atti concreti nel rispetto di quel principio più volte espresso secondo cui la salute non ha colore politico. Vediamo a quanti sta davvero a cuore>>. Tra i testi l’ex commissario Stefano Caldoro e l’ex assessore Angelo Montemarano. <<Sono quelli che potranno riferire sull’iter amministrativo che ha portato alla dismissione del pronto soccorso e del fatto che il piano attuativo redatto da Bortoletti, contrariamente a quanto dallo stesso asserito, è stato l’atto che ha determinato l’uscita dalla rete dell’emergenza del Mauro Scarlato>>. L’ex commissario si difende sostenendo infatti che la questione dei minuti è in realtà un refuso, e che comunque il tutto è conseguenza del decreto 49. E’ quindi tira e molla sulla responsabilità. Il Comune di Scafati, rappresentato dalla triade prefettizia, neanche questa volta si è costituito in giudizio.




Scafati. Ha una crisi cardiaca ma il 118 rassicura “sta bene”. Muore Alfonso Gallo, aperta un’inchiesta

Di Adriano Falanga

Rischia di trasformarsi nell’ennesimo caso di malasanità la morte di Alfonso Gallo, 55enne scafatese, conosciuto in città per la sua storica militanza nel meet up Cinque Stelle. Gallo, già cardiopatico, accusa dei disturbi già da qualche giorno. E’ a casa sua lunedì sera, in via Cavallaro, quando sente mancare l’aria. I familiari chiamano il 118, e una volta sul posto, stando a quanto racconta la famiglia dell’uomo, gli avrebbero diagnosticato una crisi d’ansia, e somministrato ansiolitici. L’uomo però non si stabilizza, continua a chiedere la somministrazione di ossigeno. Viene chiamata un’altra volta il 118 e a distanza di qualche ora sul posto di nuovo la stessa squadra di sanitari. Le condizioni dell’uomo precipitano e nonostante ogni tentativo di rianimarlo, viene constatato il decesso. La famiglia ha sporto denuncia presso la locale tenenza dei Carabinieri e il magistrato di turno ha disposto il sequestro della salma. Testimone degli ultimi minuti di vita di Alfonso Gallo l’ex assessore Antonio Fogliame. Il medico scafatese è arrivato dai Gallo sollecitato dai suoi familiari, nonostante non fosse il suo medico di base. <<Ho assistito agli ultimi minuti della sua vita. Non so cosa sia successo prima del mio arrivo, ho provato a fargli massaggio cardiaco e respirazione artificiale da solo, fino all’arrivo dei sanitari del 118>> racconta Fogliame, visibilmente scosso. Il 20 giugno sulla sua pagina Facebook Alfonso aveva lasciato un post oggi diventato profetico: <<Sono di nuovo ko, sto talmente male che se vi dovessi abbandonare sappiate che siete tutti uguali per me. Vi ho amati, stimati e rispettati. Spero di guarire ma la vedo difficile, per questo portate avanti il pensiero del Movimento perché sarà il futuro del nostro Paese. Vi abbraccio tutti>>. Sconvolti anche gli amici attivisti di Scafati in Movimento. <<Non ti dimenticheremo mai. Il tuo entusiasmo e lo spirito vitale che hai sprigionato continuerà a sostenerci, nel tuo ricordo, rallegrando le nostre giornate. Continueremo a lottare anche per te>>. Cordoglio anche dal deputato salernitano Angelo Tofalo <<Alfonso era uno di quelli che non si vedeva né si sentiva mai quando era presente ma notavi la sua importante assenza quando non c’era. Ciao guerriero, sentiremo la tua mancanza. Riposa in pace e sappi che continueremo a combattere anche per te>>.




Scafati. Pronto Soccorso, il Tar: “Il Comune mai si è opposto alla riconversione”

Di Adriano Falanga

Il prossimo 4 luglio dinanzi alla II sezione penale di Salerno, si terrà il processo che vede imputato a seguito della denuncia presentata dall’ex Sindaco Pasquale Aliberti e da Brigida Marra, l’ex manager dell’Asl di Salerno, Maurizio Bortoletti, per falso ideologico. Questo è solo l’ultimo atto giudiziario prodotto dall’amministrazione di Pasquale Aliberti. Il primo ricorso al Tar fu presentato da Lorenzo Lentini nel marzo 2009 per l’annullamento della delibera aziendale n.1205/08, la cosiddetta “Bozza Zuccatelli” prodotta dalla giunta Bassolino da cui è scaturito il decreto 49/2010 di Caldoro. Lo Scarlato da DEA di II livello veniva riconvertito in mero ospedale di I livello, restando fuori dalla rete dell’emergenza. L’esposto è caduto però nel vuoto, in quanto non è stata presentata nuova istanza di fissazione di udienza, nei termini previsti dalla legge. Questa sentenza è stata pronunciata dal Tar in data 22 maggio 2017. Successivamente, fu il legale Marcello Fortunato a impugnare per conto del Comune di Scafati l’atto aziendale prodotto dal commissario Asl Bortoletti, recependo il decreto 49. Veniva chiesta l’immediata riapertura del preesistente pronto soccorso, l’immediata riapertura dei reparti di rianimazione, cardiologia ed UTIC per i quali è comunque garantito un pronto soccorso di tipo medico; dissequestro del blocco operatorio e della farmacia ospedaliera; l’immediata modifica del decreto 49 nella parte in cui prevede la riconversione del P.O. di Scafati in una struttura di tipo riabilitativo, atteso l’assoluto difetto dei presupposti. L’Asl si difende in giudizio evidenziando attraverso un’accurata ricostruzione dei fatti, l’inesistenza di un obbligo di provvedere in capo all’azienda, rimarcando che è invece tenuta, ad attuare esclusivamente le previsioni dei decreti n. 49 del 2010 e 73 del 2011 e non a quanto richiesto dal Comune di Scafati che sostanzialmente mira ad ottenere la riattivazione di tutte le attività preesistenti alla riconversione “il tutto senza aver giammai impugnato gli atti programmatori che hanno inciso progressivamente e profondamente sulla riconversione del P.O. di Scafati”. In poche parole, l’Asl è di fatto l’esecutrice, mentre sta alla Regione Campania (che pure resiste in giudizio) disporre modifiche. La sentenza arriva nel febbraio 2014, e il ricorso del comune di Scafati viene dichiarato inammissibile. Secondo i giudici amministrativi Presidente Luigi Antonio Esposito, Francesco Gaudieri e Giovanni Sabbato, Consiglieri, le richieste del Comune di Scafati sono respinte, avendo l’Amministrazione comunale “prestato acquiescenza alle stesse”, o meglio, non avendo prodotto ricorso nei tempi e modi previsti dalla legge. Viene però intimata all’Asl di procedere con l’attivazione del punto di Primo Intervento, per garantire sul territorio il diritto alla salute sancito dalla Costituzione. Un Primo Intervento molto strutturato, che potrebbe venire incontro alle esigenze di soccorso a codici bianchi, verdi, gialli fino alla stabilizzazione dei codici rossi. Di fatto però non funziona così, siccome il più delle volte il personale dello Scarlato rimbalza il paziente a Sarno o Nocera Inferiore, anche per prestazioni che potrebbero, e dovrebbero, essere svolte in loco.

LA PROTESTA SI SPOSTA IN REGIONE

1-de luca cioffiMartedi 11 luglio prevista una manifestazione presso la Regione Campania. Si spingono ancora oltre i promotori della petizione per la riapertura del pronto soccorso, dopo lo scontro avuto con il governatore Enzo De Luca, che li ha definiti “cafoni e maleducati”, scaricando ogni responsabilità sul Governo centrale. A Scafati è imbarazzo tra i deluchiani, abituati certamente alle sceriffate dell’ex sindaco di Salerno, mai forse però si sarebbero aspettati una “doppietta” infelice nei confronti della città. La prima con il passo indietro sulla possibilità di riaprire la struttura, dopo averla annunciata in campagna elettorale, la seconda quando ha affrontato un gruppo di attivisti venuti apposta da Scafati per chiedere contezza delle sue parole. Da queste parti, purtroppo, De Luca non si vede dalla campagna elettorale per le primarie regionali. Un video mostra chiaramente il diverbio, con il governatore piuttosto agitato, arrivare fino al punto di tenere fermo con forza il polso della signora Anna Cioffi, apostrofandola come cafona e maleducata. Una scena ripresa prontamente dagli avversari politici, con in testa Valeria Ciarambino del gruppo regionale del M5S (a cui alcuni attivisti sono legati) e da Monica Paolino. Da un colpo al cerchio e uno alla botte Pasquale Aliberti. <<Le persone che ieri ha incontrato e trattato con maleducazione, non erano della sua parte politica e sono gli stessi che, anche con violenza verbale, quotidianamente ancora continuano ad utilizzare modi e linguaggi pur di riversare responsabilità sulla chiusura dell’ospedale su soggetti istituzionalmente sbagliati, compreso il sottoscritto. Non ho condiviso il modo, I tempi e il linguaggio per parlare con lei di una vicenda così importante ma, ancora di più mi ha infastidito il suo atteggiamento di uomo delle Istituzioni. Non è così che si tratta una donna, anche la più aggressiva: non si stringono i polsi per allontanarla, non è quello il linguaggio che utilizza un Presidente di Regione>>. Pretende la pubbliche scuse verso gli scafatesi l’ex sindaco: <<che lei potrà anche odiare o ritenere figlio di un Dio minore ma che appartengono alla nostra città che, io come la maggioranza, continuiamo a ritenere la più bella del mondo>>.

SANTOCCHIO: SCAFATI DIMENTICATA DA TUTTI

santocchio<<Già con Stefano Caldoro abbiamo assistito ad un inesorabile declino della città, dimenticata dalla Regione Campania. Enzo De Luca gira la Campania ad inaugurare cantieri e nuove opere, mentre la nostra città non raccoglie neanche le briciole>>. Scafati esclusa da ogni investimento, secondo Mario Santocchio, esponente di Fratelli D’Italia. <<Non serve allontanarsi per capire come Scafati sia stata dimenticata dalle Istituzioni. <<Mancano risposte sull’area Pip, mentre qui il Comune è chiamato a restituire milioni di euro agli espropriati, Sarno ed Angri vengono non solo finanziati, ma vedono l’insediamento di nuove imprese, portando lavoro e sviluppo. Da noi l’unica azienda che prospera è solo la Helios>>. Alla base di tutto, vi sono “vincoli di partito” secondo l’ex presidente del Cstp, che di fatto impedirebbero agli esponenti locali di protestare. E così Scafati resta inesorabilmente senza pronto soccorso, mentre opere come Polo Scolastico ed Ex Copmes, oltre naturalmente all’area Pip, sono fallite anche per mancanza di idonea copertura finanziaria. Insomma, altrove si spende e si spande, a Scafati l’unica cosa che restano in piedi sono i proclami elettorali. Scafati chiama, ma la Regione non risponde.




Scafati. Pronto Soccorso, De Luca contestato: “cafoni e maleducati”

Di Adriano Falanga

Finisce tra gli insulti l’inaugurazione della nuova stazione della Cirmuvesuviana “Villa Regina-Antiquarium”, al confine tra Torre Annunziata e Boscoreale. Il governatore della Regione Campania Enzo De Luca è stato incalzato e pressato da un pungo di attivisti scafatesi, promotori di una petizione in favore della riapertura del pronto soccorso dell’ospedale Scarlato. Saranno stati in pochi, ma la loro delusione per le parole di De Luca “Scafati non riavrà il pronto soccorso perché a 10 km da Nocera Inferiore” pronunciate la settimana scorsa è stata palese e incalzante. “Abbiamo raccolto in 20 giorni ottomila firme, quante altre ne vuoi per riaprire il pronto soccorso a Scafati?” era scritto su un volantino che i manifestanti hanno mostrato all’ex sindaco di Salerno. De Luca alla fine si è avvicinato, e non certo con l’aplomb che non lo contraddistingue, ha affrontato la delegazione scafatese. In testa Anna Cioffi, sul suo volto traspare tutta le frustazione per lo “scippo” subito con il decreto 49 firmato da Stefano Caldoro, ma soprattutto la rabbia per le ripetute promesse da campagna elettorale, rivelatesi solo dei dannosi spot di propaganda politica. E allora, se De Luca non viene a Scafati (neanche dietro invito ufficiale del suo stesso partito, il Pd) è Scafati che va da De Luca. Oltre la Cioffi c’erano Giuseppe Durazzo, Pina Battaglia, Ciro Langella, Pasquale Battaglia, Franca Crivella. Nel momento in cui il Governatore elenca i fondi spesi per migliorare i trasporti campani, dal pubblico Anna Cioffi replica: “e per la salute?” mostrando il volantino. “Cafoni e maleducati” è la risposta, tutto ripreso da un video diventato già virale sul web. A fine cerimonia, De Luca viene incalzato ancora sulla frase pronunciata la settimana scorsa quanto alla mancata riapertura del pronto soccorso. Torna indietro e si lascia andare ad una tipica “sceriffata”: <<dovrebbe andare a Roma, perché io non sono il commissario, ha sbagliato indirizzo>>.

1-de luca stringe i polsiCerto è che nella sua qualità di governatore non ha potere sulla Sanità, ancora sotto la diretta guida dei ministeri delle Finanze e della Salute, ma allora, si sono chiesti i cinque attivisti, perché parlare di Scafati e in campagna elettorale promettere la sua riapertura? <<Ha fatto una cafonata indirizzata al soggetto sbagliato>> sbotta il governatore, tenendo stretto il polso della signora Cioffi, che cercava di replicare. Nulla da fare, De Luca gira le spalle e va via. <<Mi ha fatto male stringendomi il polso, io cercavo solo di parlare, il video è chiaro. Sono molto delusa, perché pensavo di avere davanti l’Istituzione che dovrebbe tutelarmi e rappresentarmi, ed invece ho trovato una persona che non ti ha neanche lasciato parlare, usando toni poco garbati rispetto a come ci eravamo posti>>. Inutile a questo punto riportare i commenti deli scafatesi sotto al video, che in poche ore ha raccolto migliaia di visualizzazioni. Comprensibili del resto, sono anni che l’ospedale viene usato come spot elettorale da destra e sinistra, salvo poi sentirsi dire “io non sono il suo interlocutore, vada a Roma”. <<L’episodio ci ha invece spronato ad andare avanti, e stiamo già organizzando una manifestazione per l’autunno. Siamo stanchi delle chiacchiere, Scafati ha bisogno dell’emergenza>> chiosa la signora Cioffi.