Chiude il sito di Sardone: «Vogliamo impianti moderni»

di Andrea Pellegrino

Sardone chiude fino alla totale evacuazione dei rifiuti attualmente presenti nella discarica di Giffoni Valle Piana. La disposizione è del direttore tecnico dell’area di Sardone della Gesco, Gerardo Sabato, che ha adottato l’atto ad horas, considerata l’elevata mole di rifiuti in arrivo nella discarica. Nei giorni scorsi e anche nella stessa mattinata di ieri il sindaco di Pontecagnano Faiano, Giuseppe Lanzara aveva lanciato un nuovo appello e predisposto anche un manifesto: «L’impianto di Sardone deve chiudere. Vogliamo impianti moderni, di piccole dimensioni e lontano dai centri abitati». Michele Cammarano, consigliere regionale del Movimento 5 Stelle, ha chiesto l’intervento del Ministro Costa. «In queste ore – annuncia Cammarano – investiremo della questione il ministro dell’Ambiente, sollecitando un’attività di verifiche e controlli del sito in questione. Lo svuotamento del capannone A potrebbe non essere risolutivo del problema e la successiva riapertura del sito potrebbe dare origine alle stesse criticità segnalate dai cittadini. Nel frattempo stiamo lavorando a una proposta di legge che disciplini in maniera seria e certa i limiti di emissioni prodotte da attività industriali e imprenditoriali». Alza il tiro anche Giovanni Romano, ex assessore regionale all’ambiente e attuale responsabile del dipartimento ambiente della Lega. «La chiusura dell’impianto di Sardone smaschera il Governatore pro tempore della Regione e le sue bugie. L’emergenza che ormai è alle porte non è originata solo dalla chiusura del termovalorizzatore di Acerra, ma anche dalla drammatica mancanza di impianti per il trattamento della frazione umida». «Un fallimento totale della politica dello struzzo del centrosinistra – prosegue Romano – che ha portato la Campania a dieci anni fa. In oltre quattro anni abbiamo assistito alla sola propaganda. Per la nostra martoriata Campania sarà un danno enorme che si aggiungerà alla percezione di “terra avvelenata” che si è aggravata con l’aumento dei roghi»




«Il Salernitano non sarà immondezzaio della regione»

di Andrea Pellegrino

Con il passare dei giorni l’incubo dell’emergenza rifiuti si concretizza sempre di più. Con la chiusura dell’impianto di Acerra e la mancata adozione di un piano di emergenza, la situazione potrebbe precipitare. A lanciare l’allarme è Dante Santoro, consigliere comunale di Salerno e consigliere provinciale DemA.

In questi giorni di fibrillazione per la crisi di Governo è passata in secondo piano il rischio concreto di una nuova emergenza rifiuti…

«La Campania sta piombando in una drammatica emergenza rifiuti per l’assoluta improvvisazione del Governatore pro tempore nella gestione del settore. Molti non sanno che sono stati programmati tre siti per lo smaltimento delle cosiddette ecoballe a Nocera Inferiore, Persano e Battipaglia. In pratica metteranno a marcire le ecoballe sul nostro territorio nell’agro Nocerino – Sarnese, a ridosso del Parco Nazionale del Cilento e nella Piana del Sele, terre fertili e produttive, eccellenze del nostro Paese per turismo, agroalimentare e risorse naturalistiche. Ma c’è di più. L’assenza di programmazione nella gestione del ciclo dei rifiuti da parte del Governatore pro tempore costringerà – per la chiusura dell’inceneritore di Acerra nota da anni – il sito di Polla ad accogliere nuovi carichi di rifiuti. Il dramma è che avremo in contemporanea camion che porteranno ecoballe nella nostra provincia ed altri camion che porteranno quintali di rifiuti nel Vallo di Diano. Noi siamo pronti a fare le barricate e diciamo no alla provincia ridotta ad immondezzaio della regione per pagare le cambiali politiche di Vincenzo De Luca, il governatore delle chiacchiere che ora sta riportando l’emergenza rifiuti in Campania. In questi anni nessuna azione concreta sulla presunta rivoluzione nel ciclo dei rifiuti promessa dal governatore: l’unico De Luca che si è reso noto per un interessamento nella gestione dei rifiuti in questi mesi è stato il secondogenito Roberto, che ha ospitato nel suo studio un personaggio che voleva avere notizie per truccare l’affidamento della gestione delle ecoballe e parlava di tangenti al 15 per cento ma di questo se ne sta occupando la magistratura».

Quali sono le prossime battaglie elettorali?

«Saremo in prima fila alle Regionali per mandare a casa il padre e alle comunali per evitare di trovarci qualche figlio paracadutato nei ruoli di potere. Abbiamo un programma per la città, che portiamo avanti da diversi anni, pur essendo all’opposizione. Proviamo ad utilizzare un metodo diverso. Con il nostro fiato sul collo stiamo vincendo tante battaglie ed abbiamo realizzato progetti senza precedenti a costo zero per i cittadini. Con la nostra tenacia abbiamo realizzato la Casa del Diritto alla Salute, garantendo più di 700 visite gratuite per persone in stato di povertà, fatto rinascere spiagge ed aree pubbliche nel degrado da vent’anni, installato defibrillatori e presidi di prevenzione gratuiti nelle piazze, lanciato un progetto di riscoperta della storia della città senza precedenti e riportato interventi di manutenzione in strade della città abbandonate da tempo immemore. Abbiamo dato segnali forti: per la prima volta c’è un’alternativa vera e concreta a Salerno, adesso abbiamo bisogno dello sforzo di tanti salernitani per cambiare le cose. In questi giorni stiamo combattendo per restituire dignità al trasporto pubblico salernitano. Abbiamo scoperto che alcune corse di Busitalia, già pagate dal nostro Comune, non sono mai state attivate nell’assenza totale di controlli dell’assessore nel paese delle meraviglie. Con il “pensilina tour” stiamo ascoltando i tanti pendolari della nostra città, ed è stato avvilente scoprire le peripezie che affrontano tutti i giorni. Raggiungere la scuola o il posto di lavoro alcuni giorni è davvero un’impresa. Purtroppo il nostro sindaco non vive la realtà dell’utilizzo dei trasporti pubblici e non può capire il disagio dei salernitani. Chi ci amministra è alieno, distante dalla realtà. Stiamo lavorando anche per restituire decoro al nostro fronte mare, abbandonato dall’amministrazione. Dopo settimane di fiato sul collo, dopo aver fatto risistemare le panchine del lungomare Trieste, abbiamo fatto installare nuove panchine ed arredi al Porticciolo di Pastena, che da 10 anni versava nel degrado più assoluto. In queste settimane siamo riusciti a far riasfaltare via San Leonardo e via Dalmazia, dopo più di 10 anni di assoluto abbandono. Abbiamo lottato per mesi e finalmente lo s c o r s o mese tanti salernitani sono riusciti a poter a c c e d e r e alla rottamazione delle cartelle Soget. Tante altre battaglie sono andate in porto e tante altre le porteremo a termine. Neanche ad agosto ci fermeremo ed invito tutti i cittadini a segnalarci ulteriori disservizi causati da questa sciagurata amministrazione».

Quale sarà il suo slogan?

«Gli slogan li faranno tanti che in questi anni sono nel letargo totale o si stanno vendendo Salerno, noi non ci sforzeremo a fare slogan perché saremo gli unici a poter dire “Abbiamo fatto questo essendo stati all’opposizione, se ci darete fiducia portandoci al governo dei nostri territori potremo garantire un futuro migliore a migliaia di salernitani».




«Acerra non è ancora chiuso e siamo già in piena emergenza»

di Andrea Pellegrino

«Se non fosse una tragedia, ci sarebbe da morire dal ridere. Siamo in piena emergenza prima ancora che il termovalorizzatore di Acerra si fermi». L’ex assessore regionale all’ambiente Giovanni Romano, responsabile ambiente della Lega di Matteo Salvini, incalza ed attacca Vincenzo De Luca. «Metà dei sindaci della Campania – prosegue Romano – hanno dovuto “ordinare” ai gestori del servizio di raccolta di organizzare siti di stoccaggio provvisorio per i rifiuti indifferenziati e per l’organico. Sono sempre di più quelli che “ordinano” ai cittadini di tenere l’umido in casa. E lo “straordinario” presidente pro tempore della Regione organizza, magari a spese nostre, una manifestazione pubblica per comunicare i mirabolanti successi conseguiti dalla sua amministrazione nella rimozione delle balle e nella costruzione degli impianti di compostaggio». «Tutti sappiamo – dice ancora Romano – che in quattro anni è stato rimosso il 5 per cento dei rifiuti imballati e nessun impianto di compostaggio è stato realizzato. Crozza non avrebbe potuto far di meglio per far ridere. Solo che ormai alle barzellette e alla propaganda non crede più nessuno».




Settembre s’avvicina Il Comune apre le porte del compostaggio

di Andrea Pellegrino

Il Comune di Salerno certifica l’imminente emergenza rifiuti e corre ai ripari. Lo fa con un’apposita delibera di giunta comunale, con la quale si aprono le porte dell’impianto di compostaggio di Salerno. Dopo il via libera della Salerno Pulita, la società che si occupa della gestione dell’impianto di trattamento rifiuti, ora arriva il nulla osta anche dell’amministrazione comunale. Nei limiti del possibile, insomma, si sverserà nella zona industriale della città, nel periodo in cui l’impianto di Acerra sarà chiuso per manutenzione. Secondo la stima, il sito di compostaggio riceverà circa 65,00 tonnellate a settimana che arriveranno direttamente dalla Gesco che pagherà a sua volta 168 euro a tonnellata, oltre Iva. In pratica, mentre dal governatore della Campania Vincenzo De Luca arrivano rassicurazioni, nel suo comune si certifica l’emergenza. Ed è tutto scritto nero su bianco: «Il Comune di Salerno esprime nulla osta al conferimento da parte della società Gesco presso l’impianto di compostaggio, della quota di rifiuti conferibile, sino alla concorrenza della quantità di frazione organica autorizzata dalla Regione Campania, al fine di fronteggiare l’emergenza in atto».

IL PIANO DELLA REGIONE CAMPANIA.

Per De Luca e Bonavitacola non bisogna parlare di emergenza. Oggi a Napoli il governatore e il suo vice illustreranno, nel corso di un incontro, i risultati raggiunti. Il tutto mentre spunta una bozza del piano rifiuti per fronteggiare l’emergenza. Per la provincia di Salerno sono (sarebbero) previsti il sito di Polla ed un incremento delle attività dello Stir di Battipaglia. A ciò si aggiungerebbe il sito di compostaggio di Salerno.




Rifiuti, la commissione d’inchiesta arriva a Salerno

La commissione parlamentare di inchiesta sulle attività illecite connesse al ciclo dei rifiuti e su illeciti ambientali ad esse correlati (Commissione Ecomafie) svolgerà una missione a Salerno nei giorni 2 e 3 luglio. L’obiettivo è svolgere sopralluoghi e audizioni su alcuni temi d’inchiesta della commissione: traffici illeciti di abiti usati, incendi in impianti di trattamento e stoccaggio rifiuti, traffici transfrontalieri e dragaggio dei porti. Il 2 luglio una delegazione della c o m m i s s i o n e , guidata dal presidente Stefano Vignaroli, effettuerà sopralluoghi al porto di Salerno e presso il sito sequestrato dalla guardia di finanza a Cercola (Napoli) per presunti illeciti nella gestione dei rifiuti, principalmente abiti usati e scarti tessili. Il 3 luglio, la delegazione terrà audizioni presso la prefettura di Salerno. Saranno auditi il comandante della Capitaneria di porto di Salerno Giuseppe Menna, il presidente dell’Autorità portuale di Salerno Pietro Spirito, il comandante delle forze operative Sud Rosario Castellano, i magistrati della procura di Nola e i rappresentanti delle Camere di commercio di Napoli e Salerno. Insieme al Presidente Vignaroli, parteciperanno alla missione i deputati Chiara Braga (Pd), Marzia Ferraioli (Fi), Antonio Del Monaco (M5S), Tullio Patassini (Lega), Renata Polverini (Fi) e i senatori Massimo Vittorio Berutti (Fi), Andrea Ferrazzi (Pd), Paola Nugnes “I territori di Napoli e Salerno sono al centro dell’attività di approfondimento della commissione su numerosi temi. Il nostro lavoro è legato sia a possibili illeciti che ruotano attorno alle aree portuali, sia alla depurazione delle acque, sia ai traffici illeciti di abiti usati, ambito quest’ultimo in cui la Campania rappresenta uno snodo di grande importanza. Tutte criticità che la commissione sta indagando con attenzione, per contribuire a contrastare l’illegalità ambientale e promuovere le energie positive che la Campania ha”, ha affermato Vignaroli.




Emergenza rifiuti: dietro l’angolo: «De Luca ha fallito»

Di Andrea Pellegrino 

«Il fallimento di De Luca è sotto gli occhi di tutti e ora scarica le responsabilità sui sindaci». Proseguono gli attacchi al presidente della Regione Campania, Vincenzo De Luca, dopo l’appello ai sindaci campani, lanciato dai microfoni di LiraTv, affinché si adoperino ad individuare dei siti temporanei per lo stoccaggio dei rifiuti nel pros- simo mese di settembre, ovvero quando il termovalorizzatore di Acerra resterà chiu- so per circa quaranta giorni per lavori di manutenzione. «Tutti ricordano gli impegni assunti: la Campania non avrebbe più vissuto emergenze in relazione allo smalti-mento dei rifiuti e sarebbe stata in breve tempo liberata da milioni di ecoballe stoccate sull’intero territorio regiona- le» – si legge in una nota dei consiglieri provinciali di For- za Italia, Roberto Celano e Giuseppe Ruberto. «Invece alle ecoballe si sono aggiunte le “balle” abilmente raccon- tate per anni dal presidente della Regione – proseguono – Le discariche sono ormai sature, non un un solo impianto in più realizzato in regione, il piano regionale risulta di- satteso, gli Ato non partono ma, magari, assumono qualche direttore generale “ami-co”, l’indisponibilità di rice- vere rifiuti Campani in impianti fuori regione per l’inaffidabilità finanziaria degli enti che gestiscono il ciclo. La Regione Campania non si governa con demagogia e populismo ma con la capacità e l’impegno e con iniziative che vanno incontro l’esclusivo interesse dei cittadini. Con le tele-prediche non si risolvono i problemi!». Sempre restando in casa az-zurra, è il coordinatore provinciale di Forza Italia, Enzo Fasano che parla di «atteg- giamento irresponsabile da parte della Regione che, avendo perso quattro anni e non avendo i mezzi e la struttura per governare questa emergenza, pensa di poter scaricare ogni responsabilità sui sindaci. La Regione, piuttosto che pensare a iniziative-spot da campagna elettorale, inizi a lavorare concretamente per capire come fronteggiare la situazione».




Venosi: «Il sito di Sardone ha tutte le caratteristiche per ospitare le ecoballe prodotte dal Tmb. Sbagliato revocare la decisione»

Marcello D’Ambrosio

Erasmo Venosi è responsabile Igiene per la Funzione Pubblica Cgil Salerno, componente dell’esecutivo nazionale e della delegazione trattante per il rinnovo dei contratti di settore e da tempo segue la vertenza dei lavoratori di EcoAmbiente all’interno dello Stir di Battipaglia. Una situazione che da mesi non è chiara ma che soltanto qualche giorno fa ha ritrovato per un attimo la “serenità” con la chiusura dell’accordo tra lavoratori e società liquidatrice. Lavoratori che hanno poi da subito ritirato lo stato di agitazione che non contribuiva alla già difficile situazione dell’emergenza rifiuti in provincia di Salerno.

Qual è la situazione dell’ex Stir di Battipaglia?

“Il Tmb di Battipaglia sta provando a superare una fase emergenziale frutto di una gestione passata che ha visto non effettuare per anni né manutenzione ordinaria né manutenzione straordinaria. Mentre sul piano strettamente amministrativo ha visto la mancata approvazione di ben tre bilanci di esercizio: 2014, 2015, 2016”

Lo stato di agitazione dei lavoratori è rientrato?

“Sì, perché l’attuale governance (liquidatore unico) dopo un primo incontro con esito negativo e rescissione unilaterale della contrattazione di secondo livello, ha riconvocato la Rappresentanza Unitaria per il 16 agosto accettando le condizioni da questa avanzate: riconferma degli importi del salario accessorio scaduto”

Dal punto di vista impiantistico qual è ora la situazione dell’ex Stir nel ciclo integrato dei rifiuti?

“È l’unico ex Stir, riconvertito in TMB (trattamento meccanico e biologico del rifiuto indifferenziato), che naturalmente necessita di un programma di interventi sia di manutenzione ordinaria che straordinaria. È fondamentale non solo per la filiera Impiantistica provinciale ma anche per quella regionale. Resta però il problema delle evacuazioni dei prodotti del trattamento, per cui è fondamentale una ‘discarica’ provinciale e un impianto di compostaggio”

E sulla decisione, poi revocata, di individuare Sardone come sito di stoccaggio per il rifiuto proveniente dal Tmb di Battipaglia?

“La ritengo una decisione sbagliata perché il sito di Sardone, gestito dalla Gesco, ha tutte le caratteristiche tecniche e di sicurezza per ospitare temporaneamente le ecoballe prodotte dal TMB, che sono inodore e biostabilizzate. Mi chiedo perché no a queste e sì alla trasferenza dell’organico prodotto dal comune di Caserta e gestito dalla società provinciale di Caserta, la Gisec”




Rifiuti,«questione emergenziale»

Marcello D’Ambrosio

«Quello dei rifiuti, in Campania, è una questione emergenziale che tocca nel cuore il problema dei problemi della vita e della politica, l’ambiente e la salute». A dichiararlo l’onorevole Federico Conte di Liberi e Uguali che interviene in merito all’emergenza rifiuti che, in questo periodo, sta mettendo in ginocchio la provincia di Salerno. Onorevole, sta svolgendo una pressante iniziativa sul problema dei rifiuti, si deve alla sua particolare sensibilità per la tutela dell’ambiente e della salute o una preoccupazione specifica e di settore? «Nello specifico duole dover constatare che nessuna delle previsioni del Piano regionale dei rifiuti del 2016 è stata realizzata. Bisognava portare la percentuale di raccolta differenziata al 65%, siamo poco oltre il 50, con dati non del tutto verificati. Non si sono costruiti gli impianti previsti che avrebbero dovuto entrare in funzione nel 2019. Non è stata ridotta la produzione complessiva di rifiuti: doveva diminuire di 100mila tonnellate, è aumentata di 70mila». È stata data priorità allo smaltimento delle ecoballe? «Purtroppo no, il piano di 450 milioni di euro per rimuovere le ecoballe depositate su vari siti del suolo regionale, è stato attuato solo al 2%. E, dopo 10 anni si è riavviata la loro produzione che è destinate ad aggravare le giacenze. Siamo già in emergenza nelle province di Napoli, Salerno e Caserta. Si accumulano rifiuti nelle strade nei quartieri periferici delle maggiori città con effetti devastanti sul turismo e sulla vita delle persone». C’è il problema degli impianti esistenti, che sono ingolfati. «Nel 2017 in Campania sono stati prodotte circa 1.200.000 tonnellate di rifiuti urbani indifferenziati. Di questi circa 70mila tonnellate sono stoccate negli impianti Stir, che risultano intasati, anche perché nel 2018 si sono aggiunte altre 60mila tonnellate. Le criticità nascono proprio dal mancato svuotamento dagli Stir, perché i conferimenti fuori regione si sono ridotti per effetto dell’aggravarsi delle condizioni finanziarie e della cattiva gestione delle società provinciali, divenute un sottogoverno politico. Basti rilevare che, da oltre un anno, la Società provinciale di Salerno conferisce il 100 per cento dei rifiuti al termovalorizzatore di Acerra, l’unico attivo, anche se, per problemi di manutenzione e di guasti funziona a ritmi ridotti. È una situazione di collasso annunciato che coinvolge anche il sito di Sardone». Come giudica le risposte che intende dare la Regione Campania. «Sembrano funzionali a giustificare i ritardi e a prendere tempo, sono insufficienti e tardive. Si ipotizza la realizzazione di un nuovo stoccaggio di rifiuti nelle cave vicine all’inceneritore di Acerra e la realizzazione di altri siti di stoccaggio di rifiuti in cave dismesse e presso gli Stir su gran parte del territorio. Praticamente un ritorno al passato che è prodromico a una nuova e più grave emergenza». Lei ha depositato un’interrogazione al Ministro per l’Ambiente: con quale obiettivo? «Ho segnalato al Ministro la gravità della situazione e ho chiesto un suo intervento urgente, un piano organico che di intesa con la Regione valga ad impedire una nuova emergenza ambientale e dei rifiuti in Campania. Qualcosa si può ancora fare, è necessario agire». Lei ha anche indirizzato una lettera a vari livelli istituzionali, e a tutti i sindaci e consiglieri comunali della Valle del Sele, con una sua proposta. Di che si tratta? «Contestualmente all’interrogazione ho ritenuto di inviare al Presidente del Consiglio, al Ministro per l’Ambiente, al Presidente della Regione Campania, al suo assessore all’ambiente, e a tutti i sindaci e i consiglieri comunali della Piana del Sele, una lettera e un documento politico. Con i due atti, avanzo una proposta per coniugare sviluppo e tutela dell’ambiente di una delle aree più fertili d’Italia. Segnalo la necessità di uscire dall’idea di realizzare impianti mediograndi di compostaggio e rilancio il progetto, già delineato dal Ministero dell’Ambiente, per la realizzazione di 100-200 mini impianti di vicinato tra comuni contigui. «È un piano alternativo a quello di De Luca. È la mia proposta e come tale va presa e discussa nel merito. Riguarda un problema gravissimo i che affligge i cittadini e le comunità della Campania, quindi ritengo mio dovere discuterne senza reticenze. Sono partito dall’analisi dei fatti ed ho indicato una soluzione»




Canfora allarga lo Stir, la Regione mette altri soldi

Andrea Pellegrino

Sospesa l’ipotesi Sardone, il presidente della Provincia Giuseppe Canfora «allarga» lo Stir di Battipaglia. Questa volta – contrariamente ai precedenti atti – l’ordinanza è pubblicata sul sito istituzionale dell’ente ed è stata resa nota. Allo Stir di Battipaglia è possibile stoccare, per i prossimi 90 giorni, ulteriori rifiuti. Questo per un nuovo rallentamento del termovalorizzatore di Acerra. Insomma, le balle che erano in viaggio verso Sardone resteranno a Battipaglia. Almeno secondo le ultime indicazioni. Non fosse altro che l’ordinanza numero 2 del 25 luglio 2018 resta in piedi o quantomeno non c’è traccia della sua revoca. Così come di una ulteriore ordinanza che consentiva alla Gesco di accogliere nuovi rifiuti nel sito di trasferenza del comune di Giffoni Valle Piana. Il tutto mentre la RegioneCampania stanzia nuovi fondi per svuotare gli Stir della Regione.

ROMANO: «DA CANFORA SOLO UNA PEZZA»

«Il presidente della Provincia di Salerno è costretto a firmare una ordinanza urgente per “sanare” le violazioni dell’Autorizzazione Integrata Ambientale in base alla quale sta funzionando l’ex Stir (ora Tmb) di Battipaglia»,incalza Giovanni Romano, ex assessore regionale all’ambiente. «In sostanza, avendo superato le quantità massime di rifiuti accumulati nell’impianto (oltre 15.000 tonnellate) a causa delle mancate evacuazioni della Frazione Secca Tritovagliata (FUT) e della Frazione Umida Tritovagliata e Stabilizzata (FUTS), per scongiurare il pericolo di una chiusura dell’impianto da parte delle Autorità di Controllo per la conseguente mancanza degli standard di sicurezza, il Presidente della Provincia ci mette “una pezza” e con l’ordinanza “sana” giuridicamente le gravi mancanze e addirittura “autorizza” ulteriori stoccaggi interni all’impianto di Battipaglia in previsione dell’aggravarsi della situazione a causa di un altro rallentamento del termovalorizzatore di Acerra».  Il provvedimento – secondo Romano – non risolve in alcun modo il problema strutturale dell’impianto di Battipaglia che risulta stracolmo di rifiuti non tanto per i rallentamenti del termovalorizzatore di Acerra, ma per due ordini di motivi che continuano ad essere ignorati dalla Provincia e dalla Regione Campania. «L’ordinanza del presidente della Provincia aggrava il già precario stato di sicurezza dello Stir di Battipaglia e la previsione di consentire questi stoccaggi “provvisori” per soli 90 giorni fa semplicemente sorridere visto che gliabbancamenti proseguono da oltre un anno».

PIU’ DI 8 MILIONI PER SVUOTARE GLI STIR

Quanto alla delibera regionale, Romano spiega: «La prova che la nostra Regione è sull’orlo del baratro trova una ulteriore conferma nella delibera della Giunta Regionale che ha deciso di “anticipare” 8.300.000 euro per svuotare gli ex Stir di Battipaglia e Tufino e consentire di recuperare gli spazi necessari per realizzare gli impianti di compostaggio che si prevede di realizzare all’interno degli stessi. A Battipaglia addirittura la gara si è conclusa lo scorso autunno e l’impresa aggiudicataria, la Monsud SpA, è in attesa da oltre nove mesi di iniziare i lavori». «Possiamo solo immaginare le inevitabile procedura per l’aggiornamento dei prezzi (con conseguente aumento del costo dell’opera) e, probabilmente per il ristoro dei danni causati ad una impresa che ha regolarmente vinto una gara e alla quale non viene consentito di effettuare i lavori perché le aree sono occupate da rifiuti non evacuati. Chiaramente la Regione, per evitare problemi con la Corte dei Conti, chiarisce che questasomma dovrà essere “recuperata” dalle due società (EcoAmbiente Salerno e Sa.p.Na. Napoli) anche perché le stesse società, incassando la tariffa dai Comuni (cioè dai cittadini), dovrebbero (il condizionale è d’obbligo) già avere queste somme e, quindi, non possono essere pagate due volte. Ci chiediamo – s’interroga Romano – stiamo parlando delle stesse società provinciali che sono state raggiunte da provvedimenti di pignoramento della stessa Regione (poi “opportunamente” sospesi) perchè non hanno pagato (nonostante le tariffe incassate) il conferimento al termovalorizzatore di Acerra? E se queste Società hanno già le risorse finanziarie acquisite attraverso i pagamenti dei Comuni, perché deve intervenire la Regione? In realtà si continua a nascondere che il sistema è fallito. Nonostante i milioni di euro del Governo Renzi. Nonostante i roboanti proclami dell’attuale Presidente pro-tempore della Regione che sta tristemente ritornando ad essere la Regione della “monnezza”».




Iannone contro Lanzara: «Quando amministravamo noi nessuna emergenza rifiuti»

Erika Noschese

«Lanzara fa il difensore d’ufficio di De Luca e Canfora invece di pensare ai rifiuti che sono per strada. Questo è il vero problema». Lo ha dichiarato il senatore di Fratelli d’Italia, Antonio Iannone rispondendo alle accuse lanciate dal sindaco di Pontecagnano Faiano Giuseppe Lanzara in merito all’emergenza rifiuti. Il primo cittadino di centro sinistra, infatti, circa i provvedimenti provvisori assunti dal Comune per fronteggiare l’emergenza che lo stesso era stato fatto da Cirielli e Iannone, tra il 2011 ed il 2013. «`Voglio ricordare al neo sindaco che non ha smesso i panni di dirigente del Pd che negli anni in cui abbiamo amministrato la provincia ed in cui il ciclo dei rifiuti era provincializzato non abbiamo avuto un solo giorno di emergenza, soprattutto d’estate quando la nostra provincia è meta turistica – ha poi attaccato il senatore – La premiata ditta De Luca-Canfora ci sta riportando alla triste attualità dei tempi di Bassolino. Avevo lanciato il grido di allarme già a maggio, appena avuto sentore che lo Stir di Battipaglia era in grave difficoltà, ma a nulla è servito per scuotere il presidente della Provincia a sua insaputa e il presidente della Regione delle rivoluzioni mancate». E ancora: « È così che in piena estate ci troviamo sommersi dalla munnezza mentre la politica del Pd, stesso partito di Lanzara, pensa alle nomine. Clamorosa quella del solito Di Nesta proprio all’Ato rifiuti sulla quale ho già presentato un’interrogazione parlamentare. Lanzara si preoccupi dei Cittadini di Pontecagnano-Faiano perché la prossima volta non potrà beneficiarsi di un voto contro l’amministrazione comunale uscente, dunque non azzardi paragoni tra noi e Canfora perché noi siamo fuori dalla provincia da quattro anni e la spazzatura che i cittadini vedono in strada è quella di oggi non quella di quattro anni fa»