Marco Caiano: «Campania tripolare: sarà sfida tra dem, grillini e forzisti»

Una Campania “tripolare” quella vista da Marco Caiano, spin doctor di Delinea, con esperienza nella comunicazione integrata con Sicomunicazione, gruppo leader del settore. Ha tra i suoi clienti: parlamentari, enti pubblici, Istituzioni. In Campania e nel panorama nazionale. E’all’avanguardia nella comunicazione video e social dove coniuga visione e fantasia.

In quale modo vanno lette le elezioni in Umbria?

«Le elezioni in Umbria hanno avuto, malgrado il numero limitato di votanti, un valore politico importante, che ha costretto il leader del M5S, Di Maio, a uno strappo con gli alleati del neo-governo giallorosso. Una scelta, quella del ministro, che ha messo in serio dubbio il futuro dell’esecutivo. Una mossa che ha dato una rilevanza al risultato delle elezioni nella piccola regione del centro Italia che forse non meritava. L’Umbria, infatti, con i suoi comuni, da tempo si era spostata verso centro-destra. La vittoria era scontata, soprattutto per la caratura e il percorso dei due candidati, una già nelle istituzioni e “programmata” per vincere, l’altro trovato all’ultimo momento e diventato uomo di una coalizione di governo che piace veramente a pochi. Per questo l’analisi reale vede unico partito perdente il Movimento 5 Stelle, mentre quello vincente è Fratelli d’Italia. Stabili rispetto alle elezioni europee Pd e Lega che hanno, in linea di massima, confermato quanto avvenuto in primavera. Quindi, malgrado il numero degli elettori sia 7 volte più piccolo della Campania, il dato umbro deve essere ben tenuto in considerazione e dettare le mosse politiche dei partiti in vista delle elezioni di maggio.

Cosa cambia, ora, per la Campania?

«Ben poco. La Lega resta il primo partito, con Forza Italia che tiene ancora rispetto al quadro nazionale. De Luca, con o senza Pd, non è certo dato per perdente in quanto governatore uscente, e i 5stelle molto forti in regione, malgrado tutto, non sono riusciti a dilapidare tutto il favore elettorale raccolto appena 18 mesi fa. Quindi in Campania si delinea una divisione tripolare, che però non ha ancora acceso i riflettori sui protagonisti. Saltata l’unione dopo le elezioni in Umbria, tra M5S e Pd, già difficilissima per le posizioni non convergenti tra il presidente De Luca e il leader in consiglio Ciarambino, probabile che i pentastellati cerchino un nome forte che riesca a portare con se una parte dell’elettorato di centro sinistra, magari un ministro molto attivo oggi sul territorio come Sergio Costa. Nel centrodestra, anche lui in ritardo, tornano i nomi di sempre, e potrebbe essere un handicap, di Caldoro e Carfagna.

Sembra che il Pd voglia puntare di nuovo su De Luca…

«È inverosimile l’idea di trovare un nuovo leader per il Pd. Fare fuggire dal partito De Luca sarebbe paragonabile al peggiore harakiri mai visto in politica, stile Renzi post Referendum. Complicata la vita, viceversa, anche per Vincenzo De Luca senza il Pd. Malgrado la mancanza di feeling con il Partito Democratico il presidente uscente da solo è perdente. Non può rinunciare a un 20% che il Partito gli assicura. Per questo il Pd non si farà incantare dalle sirene dei 5Stelle e De Luca non sceglierà la corsa da solo. Qualsiasi altra scelta consegnerebbe la Regione Campania al centrodestra». Nel centrodestra pare tocchi a Forza Italia e, al momento, pare che i due nomi siano quelli di Carfagna e Caldoro… «Come nel centrosinistra, alle spalle degli attuali leader nel centrodestra c’è il vuoto. Calare un nome dall’alto, magari poi proposto dalla Lega, non aiuterà di certo la coalizione a battere De Luca. In Campania il feudo di Forza Italia è ancora molto attivo. Quindi vedo poco plausibile la possibilità che un nome diverso da quello di Stefano Caldoro possa concorrere per la poltrona di Palazzo Santa Lucia. Anche perché l’ex presidente ha i motori accesi e aspetta solo il verde per partire con la campagna elettorale».

Quali saranno i temi principali sui quali puntare?

«In Campania i temi sono pressappoco gli stessi da 20 anni, nulla di diverso da gran parte del mezzogiorno. Occupazione e lavoro, inquinamento e ambiente, sanità, lotta alla criminalità, turismo, trasporti, federalismo e imposizioni fiscali. Questi i temi di quella che sarà una dura campagna elettorale che partirà tra non molto e che vedrà i cittadini al centro di numerosi contenziosi per più di sei mesi, fino alle urne. Una serie di promesse a cui andranno aggiunti gli insulti, i colpi di scena, e la discesa in campo dei leader nazionali. Sarà lunga».




Barbara La Rosa: «Elezioni umbre? Poche ripercussioni in Campania»

«Il risultato delle elezioni umbre? Potrebbe non avere ripercussioni sulla Campania». Lo ipotizza Barbara La Rosa, ceo di AB – Agenzia di Comunicazione, che cura l’immagine pubblica di numerosi politici, istituzioni, imprese e professionisti. Ha fatto da Spin Doctor per molteplici campagne elettorali locali, nazionali ed Europee. In particolare, tra gli altri, ha seguito Claudio Scajola, Silvio Berlusconi, Paolo Romani e Corrado Passera. Cura la comunicazione integrata per alcuni tra i principali partiti del panorama nazionali e quella di singoli parlamentari. Ha seguito l’attività di ufficio stampa per il gruppo di Forza Italia al Senato ed alla Camera. Oltre alla comunicazione tradizionale segue anche i Social Media.

Le elezioni in Umbria sono il termometro di un clima nazionale o vanno lette come dato nazionale?

«Ogni territorio è senza dubbio una storia a sè, ma è anche vero che vi è un “sentiment” generale che oggi va nella direzione del centrodestra, sebbene non sempre con le proporzioni che abbiamo visto in Umbria. Ma, al tal punto, da espugnare un’altra roccaforte “rossa”. Causa preponderante della sconfitta del candidato Bianconi, i guai giudiziari della giunta uscente e la “bizzarra” coalizione che vedeva correre un candidato sostenuto da Pd e Movimento 5stelle, hanno irrimediabilmente allontanato l’elettorato di centrosinistra, già diviso dopo la nascita del nuovo partito di Renzi». Dopo le elezioni in Umbria cosa cambia in Campania? «Il voto in Umbria potrebbe non avere ripercussioni drastiche in Campania, dove il governato uscente, Vincenzo De Luca, aveva già escluso un’alleanza con i 5Stelle. Sono noti infatti gli attacchi, con l’appellativo “il bibitaro”, fatto in particolare al Ministro degli Esteri, Luigi Di Maio. Visto il flop della nuova alleanza sarà pertanto improbabile chiedere un passo indietro di De Luca, ed ancora più difficile vedere i grillini sostenere il “nemico” Governatore».

Il Pd andrà su De Luca? Sarà lui il candidato o la sinistra proverà a cercare altra idea?

«Credo che il Pd, benché non ne sia per nulla entusiasta, sarà costretto a sostenere il Governatore uscente, in campagna elettorale già da mesi, che ad oggi pare l’unico candidato in campo. E la stessa cosa sembra sia intenzionato a fare Renzi».

Nel centrodestra pare tocchi a Forza Italia. Avrà più efficacia la scelta del leader nazionale, Mara Carfagna, dell’ex presidente Caldoro? O bisognerà cercare altri nomi?

«Nel centrodestra la partita pare essere più complicata solo per quanto concerne la scelta del candidato, visto che si è convinti di un’ulteriore vittoria, anche su De Luca. Infatti, a differenza di altre regioni, i sondaggi e l’andamento generale del centrodestra vedono vincente sia Mara Carfagna che Stefano Caldoro, dai rumors gradito anche ai leghisti, a differenza della prima, più volte postasi in contrasto con Matteo Salvini. Tutti sembrano volersi giocare una carta importante, ma molto dipenderà dal campo avversario e dalla definitiva composizione delle coalizioni. Sinceramente vedo la vicepresidente della Camera, più proiettata su fronti nazionali per cui propenderei per la candidatura dell’ex governatore socialista. In fondo, con lui, si giocherebbe il terzo tempo di una bella partita, se non altro per chi vede la politica da tecnico e non da tifoso».

E se dovesse essere Cirielli, ha un senso ‘strategico’ puntare su altro salernitano?

«Lo escluderei, in quanto dal vertice dei leader del centrodestra si è deciso che la Campania e la Calabria andassero a Forza Italia. Impossibile poi una battaglia tutta salernitana che, a quel punto, dovrebbe fare i conti anche con i tanti non napoletani che scalpitano per un “posto al sole”. Da De Mita a Mastella i rappresentanti delle aree interne sono pronti a rivendicare un ruolo non secondario e non trascurabile. Non dimentichiamo che fu l’accordo tra il sindaco di Nusco e De Luca a determinare la vittoria di quest’ultimo nel 2015».

Quali saranno i temi principali sui quali costruire il consenso in Campania ?

«Lavoro, come sempre è la piaga del sud, e su questo De Luca si vuol giocare il tutto per tutto, basti guardare il concorsone. Il centrodestra del 2020 dovrà su questo saper declinare le proprie battaglie all’elettorato campano. Da sempre più vicino a Berlusconi che a Salvini».




«La soluzione non è promettere, bisogna agire. Voce a tutti»

L’ennesima sigaretta tra le dita, ricorda vagamente Zeman e la sua smania di fumare. Silverio Sica, del tecnico boemo, prende la voglia di attaccare, sempre e comunque. E così è la sua battaglia per la elezione a presidente dell’Ordine degli avvocati. Ma il “nemico” non sono i suoi sfidanti – “ragazzi che stimo”, il suo cruccio è bucare la rete del sistema giudiziario “tra i peggiori esistenti”. «Il punto è proprio questo, è un cane che si morde la coda. L’Ordine che prima aveva solo un ruolo istituzionale, con il passare degli anni ha ampliato il proprio perimetro d’azione. L’avvocatura non attraversa un buon momento ma la soluzione non è promettere ma agire. Il nuovo consiglio dell’Ordine sarà la bocca della verità, darà voce e ascolto a chiunque ha voglia di proporre delle nuove idee, non siamo più disposti a subire mortificazioni. Il problema non è se l’udienza viene spostata o prolungata. Ma è dalle piccole cose che si fanno le grandi». Ad esempio. «Il pagamento degli onorari ai colleghi che fanno la difesa di ufficio. Non può essere liquidata con tariffe irrisorie. Prima, pensate, era quasi un obbligo gratuito. Dopo anni di battaglie lo Stato ha capito che ad ogni cittadino deve essere assicurata la migliore difesa e gli avvocati vanno rispettati. Se non succede questo sono disposto a denunciare tutto al Csm, oltre che inviare una lettera di protesta al magistrato distratto. Due ore di udienza non possono essere pagate 30 euro. Bisogna metterci la faccia. A chi poi dice che l’Ordine ha il potere di indicare a potenziali clienti il nome degli avvocati da assumere dico che si sbaglia di grosso. Questo magari succedeva 40 anni fa, ora i tempi sono cambiati. L’Ordine fa altro, chi volete che telefoni. Quando si ragiona così ho l’impressione che ci troviamo davanti a giovani vecchi ”. E’ l’unica stoccata che si concede. Anzi la prima. La seconda ai figli d’arte che hanno visto scendere i guru dell’avvocatura». «Ma è solo una constatazione –precisa». Non sono mancate le polemiche sulla presidenza Montera. «Americo ha lavorato bene, tranne l’ultima parte probabilmente per via del trasferimento del tribunale. Ma anche qui ha scontato la forza della magistratura. Eppure se vedete, ad esempio, alla fine il civile è stato sistemato bene. Montera ha gestito bene una fase di espansione del nostro settore. Pensate che solo a Salerno ci sono 4100 avvocati. Anche in questo caso siamo difronte ad un sistema distorto e mi riferisco all’accesso alla nostra professione. L’università ha sfornato laureati su laureati ma svolgere la professione di legale è tutt’altra cosa e non basta certo un esame di Stato come si fa adesso. Molti li trovi negli studi di avvocati, altri sono in evidente difficoltà. Per questo, nel passato avevo chiesto di lavorare sulla specializzazione ma non è stato fatto. Oggi si prende di tutto per dragare il mercato». Lo schema di gioco è chiaro, Sica punta d’attacco ma con un collettivo alle spalle. “Sarà un consiglio forte, aperto a tutti, con grande voglia di rilancio. Il vulnus resta sempre il sistema giudiziario. Pensate che nonostante le innovazioni i processi civili continuano a durare una eternità. E nel penale? Pensate quanti processi arrivano in Appello. Fascicoli da mille pagine che i giudici devono leggere. E quanto tempo occorre? In gioco c’è l’assoluzione o la possibile condanna di un imputato. Si passa dalla fase orale, quella di primo grado al vaglio del cartaceo in secondo. Fatevi due conti e vedete quanto tempo che passa». Per gli imputati assolti in primo grado si parlò di uno stop al ricorso in Appello da parte dell’accusa. «Era una delle poche cose buone della riforma Pecorelli. Nemmeno quello portammo a casa. Eppure vi dico che nonostante le difficoltà la briosità degli avvocati del Sud è mille volte superiore a quelli del nord, troppo appiattiti su certe posizioni. E del resto lo scandalo dei magistrati che sta venendo fuori è la dimostrazione che occorre un’immediata riforma dell’intero sistema». E via con una nuova sigaretta.




Agosto, Piscitelli e Sica per la presidenza dell’Ordine

di Andrea Pellegrino

Altre ventiquattro ore per la presentazione delle candidature per l’ordine degli avvocati di Salerno. Le elezioni sono fissate per i prossimi 16, 17 e 18 luglio, dopo essere state annullate e rinviate in attesa della d e c i s i o n e della Consulta sul limite del doppio mandato. Una pronuncia che, di fatto, ha sbarrato la strada della ricandidatura a tanti avvocati uscenti, compreso lo storico presidente Americo Montera. L’avvocatura indipendente di Oreste Agosto torna alla carica e chiede chiarezza sulle liste bloccate e sulle candidature, nonché la convocazione di una assemblea straordinaria per presentare i programmi elettorali. Con Agosto c’è anche, tra gli altri, l’avvocato cavese Giovanni Del Vecchio. «Il momento storico dell’avvocatura e del sistema giustizia italiano – spiegano i componenti dell’avvocatura indipendente – richiedono un dibattito serio, soprattutto nell’interesse dei giovani avvocati, affinché gli organi rappresentativi sia territoriali che nazionali siano espressione di un consenso partecipato sui contenuti e sui programmi. L’assemblea straordinaria per la discussione dei programmi potrà essere fissata per il giorno antecedente all’inizio delle operazioni elettorali». Ma ancora, dicono: «Abbiamo chiesto il voto elettronico, denegato immotivatamente, nel mentre lo stesso è stato applicato legittimamente presso l’Ordine di Nocera Inferiore. Stiamo perfezionando il programma da attuare nel prossimo quadriennio per gli interessi di tutta la categoria forense che deve essere libera ed indipendente dalla politica e dalla magistratura. Assistiamo, di converso, alla formazione di liste bloccate precostituite, con la partecipazione di avvocati intimamente collegati a quelli incandidabili che hanno già auto proclamato i presidenti. Una palese violazione di legge ed un atto di presunzione rispetto a tutti gli avvocati che hanno diritto dovere di candidarsi individualmente. Noi ragioniamo diversamente, in primis con la predisposizione di un programma concreto e nell’interesse di tutti gli iscritti, in ossequio ai principi di trasparenza, partecipazione e tutela degli avvocati più giovani». Infine: «Solo dopo il 2 luglio, termine ultimo per la presentazione delle candidature individuali, conoscendo i candidati, chiederemo agli stessi di condividere il nostro programma e di aggregarsi elettoralmente con Avvocatura Indipendente, per rendere effettivo il rinnovamento del Consiglio dell’Ordine». LE NUOVE PROCEDURE E I CANDIDATI Si dovranno presentare candidature individuali e si potranno votare fino a quattordici avvocati. Secondo un primo schema i candidati che aspirano alla carica di presidente dell’ordine sono tre, al momento. Si tratta di Carmen Maria Piscitelli, Silverio Sica e Oreste Agosto. A supporto dell’avvocato Piscitelli ci sono Domenico De Nicolellis, Arnaldo Franco, Luigi Cacciatore, Alfonso Viscardi, Luciano Pepe, Clementina Diana Tozzi, Viviana Caponigro, Stanislao Giammarino, Biancamaria Nanni Grieco, Ilaria Di Domenico, Diamante D’Auria Del Medico, Maura De Angelis ed Emanuele Rossomando. Con Silverio Sica, invece ci sono Cecchino Cacciatore, Paola Ianni, Federico Acocella, Fabio Moliterno, Ersilia Trotta, Luigi Palmieri, Lia Fortunato, Alberto Toriello, Giovanni Allegro, Stefania Vecchio e Giuseppe Vitolo.




Sibilio: «La qualità è ricerca, didattica e terza missione»

di Giovanna Naddeo

“Il consolidamento della funzione sociale della nostra Università è una delle sfide che ci attende per il prossimo futuro, cogliendo l’opportunità che ci è offerta dal nostro Ateneo, di trasformare il campus in un laboratorio di comunità, promuovendo una cultura della corresponsabilità, del progressivo allargamento della partecipazione che coinvolga pariteticamente studenti, docenti, personale tecnico e amministrativo”. Muove da questi presupposti l’idea programmatica del professor Maurizio Sibilio, attuale direttore del Dipartimento di scienze umane, filosofiche e della formazione e delegato per l’educazione e l’inclusione, nonché candidato alla carica di rettore dell’ateneo salernitano per il prossimo sessennio.

Perché ha deciso di candidarsi?

«Per una spinta che è venuta dal basso, con l’obiettivo di creare una grande comunità legata alla tradizione e allo stesso tempo proiettata verso l’innovazione. E’ questa la nostra forza». Tra i punti del suo programma elettorale spicca la questione del reclutamento, delle progressioni di carriera e dello sviluppo professionale dei ricercatori.

La sua strategia in merito?

«Dobbiamo ripristinare un rapporto con l’aumento delle risorse, interagendo con i soggetti territoriali e curando un rapporto forte con gli enti territoriali, in particolar modo la Regione Campania. Al tempo stesso, occorre sostenere una proposta – già presente in altre regioni – di reclutamento attraverso una norma regionale, nonché svolgere una funzione all’interno della Crui (la Conferenza dei rettori delle università italiane, ndr) che possa dare forza al tema dei costi effettivi che si aggiungono ai punti organici, studiando come aumentare le risorse attraverso il meccanismo dei costi effettivi. A questo si aggiunge una funzione ulteriore che il nostro campus può portare avanti, quale è quella della terza missione, accanto ovviamente a didattica e ricerca»

La crescita della terza missione, un altro punto importante del suo programma elettorale.

«Siamo una città della conoscenza che, accanto alle funzioni tradizionali, deve porre le sue ricchezze multidisciplinari al servizio del territorio, offrendo strumenti di crescita culturale, civile e sociale. Dobbiamo mappare il territorio e consentire ai nostri diciassette dipartimenti di interagire con il territorio, costruendo una rete di relazioni non episodica, bensì stabile, che arrivi a coinvolgere tutti gli attori dell’Ateneo».

Nei giorni scorsi ha destato non poco scalpore nel mondo accademico la mail inviata da un forte sostenitore del professor Vincenzo Loia che invitava tutti gli aventi diritto a votare compatti per il candidato in questione in quanto “unico tra i candidati in grado di promuovere una mera meritocrazia”. La sua opinione in merito?

«Non do una risposta in merito alla dichiarazione del collega. Sostengo invece un’università del merito. Cos’è il merito? Sostenere la qualità già presente e aiutare la crescita della qualità della nostra comunità. Qualità, ossia ricerca, didattica, terza missione. Infine, ci tengo a precisare i profili di alto e prestigioso valore di tutti i candidati. Sono candidato anche io ma la mia posizione è di stima e apprezzamento per tutti i candidati. Mi pare doveroso, in qualità di accademico e soprattutto di candidato, riconoscere la qualità di tutti i colleghi, in particolar modo di coloro che hanno deciso di scendere in campo e aspirare alla carica di rettore per il prossimo sessennio».




Croce azzurra, convenzione sospesa

di Pina Ferro

L’Asl di Salerno, dopo la sfilata con le ambulanze per festeggiare l’elezione a sindaco di Franco Alfieri, ha sospeso la convenzione con la Croce Azzurra di Agropoli e Capaccio Paestum. La decisione è stata ratificata nel corso della mattinata di ieri dal commissario straordinario Mario Iervolino che, in seguito alle indagini avviate nella giornata di mercoledì dai carabinieri, ha adottato due provvedimenti di sospensione del rapporto convenzionale in essere con la onlus per il servizio trasporto infermi. La Croce Azzurra, infatti, la sera del 9 giugno aveva partecipato ai festeggiamenti per l’elezione del primo cittadino di Capaccio Paestum, sfilando tra le strade della citta’ dei templi con 5 ambulanze a sirene spiegate. L’episodio, all’indomani del turno di ballottaggio, era stato denunciato dal consigliere regionale del Movimento 5 Stelle, Michele Cammarano. Ieri i carabinieri della compagnia di Agropoli insieme ai militari del Nas hanno fatto visita alle sedi della Croce Azzurra ad Agropoli e Capaccio Paestum, identificando e multando i cinque autisti che erano alla guida dei mezzi di soccorso durante i festeggiamenti. Gli uomini del Nas, invece, hanno effettuato dei controlli sanitari sulle ambulanze, al termine dei quali sarebbe emersa la mancanza di alcuni presidi all’interno di uno dei mezzi di soccorso. L’istruttoria, successivamente, è stata trasmessa all’Asl di Salerno che, in giornata, ha provveduto a sospendere la convenzione in essere con la onlus per il servizio trasporto infermi.




Baronissi. La scure del Pd su Galdi e Coppola Negri

Clima politico a Baronissi in fermento in vista delle prossime amministrative. Lo scorso 28 marzo il candidato sindaco Luca Galdi e la ex consigliera Agnese Coppola Negri sono stati sospesi dal PD. La loro sospensione dal partito democratico avrà una durata di due anni, mentre per Galdi c’è anche la cancellazione dall’albo degli elettori e dall’anagrafe degli iscritti, per l’anno in corso e quello successivo. I due hanno hanno presentato ricorso per impugnare il provvedimento messo in atto. “Non ho possibilità di interferenza sul giudizio della commissione di garanzia – ha commentato così il segretario provinciale, Enzo Luciano, – che ha valutato nel primo caso (Galdi) una candidatura contraria a quella di Gianfranco Valiante, nel secondo (Coppola Negri) l’aver contribuito allo scioglimento del Consiglio votando la sfiducia. Ci si è limitati a prendere atto di un dato di fatto. Mi rendo conto che la situazione è spiacevole, ma lo sono altrettanto quelle che l’hanno determinata. Sono circostanze che si possono verificare, ma il nostro statuto parla chiaro. Non è corretto parlare di due candidature Pd. Ce n’è una, ed è quella di Gianfranco Valiante”.. Tutto inizia lo scorso 16 gennaio con una nota dove il Coordinamento del circolo Pd “Marcello Torre” di Baronissi all’unanimità ha deciso di ricandidare Gianfranco Valiante a Sindaco di Baronissi “premiando l’impegno ed i risultati conseguiti in questi anni dalla sua amministrazione”, nella convinzione che egli “sia l’amministratore più adatto a portare avanti il proficuo percorso di cambiamento avviato…”. Il 20 febbraio il Coordinamento del circolo PD di Baronissi, con voto unanime, considerata la palese e grave violazione delle norme statutarie che regolano la vita del partito, ha chiesto al Segretario provinciale del Pd ed alla Commissione provinciale di Garanzia, l’adozione dei provvedimenti previsti dallo statuto. In data 28 marzo 2019 la Commissione provinciale di Garanzia, nel pieno rispetto dell’iter previsto dalle norme statutarie del Pd, comunica al segretario del circolo la decisione della sospensione. Il Partito Democratico è una comunità fatta di uomini e donne che vi aderiscono liberamente – prosegue il Coordinamento- una comunità è fatta di regole e consuetudini, e funziona ed è credibile se queste vengono rispettate e valgono per tutti, tanto più se trattasi di soggetti che si candidano alla guida della comunità. Se il Partito Democratico uscito dalle primarie vuole recuperare il ruolo che gli compete, deve rimettere al primo posto l’interesse della gente, così come è stato fatto a Baronissi in questi anni. Le ambizioni personali, per quanto legittime, vengono dopo. I particolarismi vanno messi al bando! In questi cinque anni di sindacato di Gianfranco Valiante – conclude il Coordinamento – Baronissi è cresciuta, è andata avanti, è diventata ancora più bella e invidiata da tutti. Gianfranco Valiante ha dimostrato con l’impegno, la dedizione ed il sacrificio di saperla amare. Vogliamo che Baronissi cresca ancora, con progetti sempre più ambiziosi, lo vogliamo fare con Gianfranco Valiante che è una persona perbene. Non si sono fatte attendere le risposte dei due diretti interessati. “La sospensione è avvenuta con una notifica del Presidente della Commissione di Garanzia ma è solo un modo per accelerare e condizionare il voto a livello amministrativo – queste le parole del candidato sindaco Luca Galdi – Il provvedimento adottato, da un punto di vista tecnico, presenta una serie di lacune perché adottato da una Commissione che di chiara a verbale di non essere costituita in numero legale. Si tratta chiaramente di un atto politico” “Noi abbiamo preso una strada alternativa perché riteniamo che la città debba avere la possibilità di scegliere non subire imposizioni calate dall’alto. L’imposizione nasce perchè su Baronissi si vogliono continuare a spendere le cambiali politiche del Pd provinciale. Il Pd si preoccupa delle scelte di Luca Galdi però mantiente l’assoluto silenzio su Valiante che, nonostante non sia più Sindaco, continua a ricoprire ruoli nel CdA del Piano di zona e del Gal. Questo si dimostra – ha concluso l’ex assessore al ramo urbanistico – l’ennesimo modo per tenere ben stretta la poltrona segno che c’è la chiara volontà di occupare i posti di potere”. L’ex consigliere Coppola Negri ha aggiunto: “La riunione per la scelta del candidato sindaco si è tenuta a Salerno e non a Baronissi. È stata un’imposizione da parte del direttivo che non ho condiviso. Io tra il partito e Baronissi sceglierò sempre Baronissi”.




Pagani. Giuseppina Avitabile: “Sono candidata con Bottone”

“C’è ancora bisogno di noi”, così Giuseppina Avitabile annuncia la sua candidatura al Comune di Pagani. Laureata in sociologia e specializzata in educazione infantile, Avitale coltiva la passione per la politica, anzi della politica che si occupa dei bambini dai 0 a 16 anni. E naturalmente dei genitori che svolgono un ruolo importante e sempre più difficile. Biblioteca e asilo comunale, sportello unico per bambini e genitori,, linea telefonica di orientamento e informazione per gli stessi genitori attraverso un primo contatto con gli esperto. Ecco alcuni punti principali del programma di Giuseppina Avitabile, candidata nella lista civica Bottone sindaco. “Governare Pagani non è facile, con le responsabilità che gravano e pesano sugli amministratori. Occorre avere una vera e propria vocazione e una grande passione per la politica e verso Pagani”. Che poi aggiunge: “Sono le ragioni per cui ho deciso di scendere in campo e fornire il mio sostegno secondo le mie competenze, portando a Pagani laboratori e iniziative che da tempo esistono in città, in materia di adolescenti e realtà a supporto. Non è semplice reperire fondi, risorse umane a sostegno e la colpa ricade sul sindaco. Bisogna a mio giudizio ribaltare le dinamiche e operare per il bene comune senza incolpare chi è al vertice. Credo – conclude Avitabile- che la politica sia al servizio del cittadino, un impegno che richiede coerenza e passione, oltre che disponibilità senza riserve”.




Angri. Sma campania: Del Sorbo avvia le prove di sfratto

Il consigliere Del Sorbo (Lega) all’attacco della SMA Campania, che ha sede in città. La storia: nel maggio del 2018 il Comune e la SMA raggiunsero l’intesa per la cessione, a titolo gratuito, di una struttura nella quale la società in house della Regione Campania ha allestito i propri uffici gratuitamente. La sede è collocata nell’area degradata di in via Taverna del Passo. Una concessione valida per cinque anni. La società da quella data sta usufruendo dell’immobile a titolo completamente gratuito in cambio della fornitura di manodopera per interventi di manutenzione ordinaria in alcune aree verdi urbane del territorio tra le quali, appunto, anche l’area ex prefabbricati di Fondo Caiazzo, campo sportivo diventata una enorme discarica di rifiuti ed erbacce. Oggi questo contratto sembra essere stato messo seriamente in discussione, come sottolinea ancora Giuseppe Del Sorbo : “In risposta alle segnalazioni di numerosi cittadini ho chiesto agli uffici preposti di comunicare alla SMA Campania la necessità di un intervento di manutenzione di alcune aree verdi comunali, in particolare a Fondo Caiazzo, così come fatto in passato. Con delibera di giunta n.90 del 20/04/2018 l’amministrazione ha affidato alcuni locali di proprietà comunale alla società Campana in cambio di interventi di cura del territorio. Se la città ne trae benefici usufruendo di servizi, l’affidamento di locali di proprietà comunale non può che andar bene. Ad oggi, però, non è arrivata alcuna risposta dalla SMA Campania”. Infine il monito del consigliere del Sorbo alla SMA Campania: “Chiederò agli uffici di sollecitare nuovamente la società e, qualora non dovessero arrivare risposte concrete, chiederò la risoluzione anticipata del contratto di affidamento dell’immobile comunale”. Prove di sfratto?




Agro Sarnese Nocerino al voto: basta ammuina, il Pd fa la voce grossa

Il Pd comincia a serrare le fila nell’agro nocerino sarnese. Tranne a Scafati, dove alla fine sceglie un candidato da tempo immemore vicino prima all’onorevole guglielmo Vaccaro, poi vicino ad aliberti e poi ancora vicino al Dem e con un passato ad agroinvest sia con Pasquale Mauri che con Mario Santocchio, negli altri comuni il Pd sembra stia finalmente decidendo di …decidere! a Nocera Superiore, per esempio, non ha voluto concedere l’uso del simbolo a chi di fatto aveva da tempo un accordo più o meno mascherato, con il candidato del centrodestra tanto alla fine da sacrificare lo stesso Montalbano prima irretito e poi lasciato solo nella speranza che anche lui appoggi il candidato di centrodestra. a Pagani il Pd decide di appoggiare il sindaco uscente che tra le divisioni di centristi e centrodestra, alla fine, si erge come un gigante tra il trasformismo degli altri e addirittura di chi con una lunga storia di militanza nel Pd, per una candidatura, decide di abbracciare il vessillo azzurro propostogli dall’onorevole Marzia Ferraioli che di Pagani, forse, conosce troppo poco pur avendo radici paganesi. Non è un torto, per carità, ma chi ha trascorso la sua vita professionale lontano dalla Lamia o dall’ex Fatme, e pensa di affrontare i problemi di una città come Pagani con il piglio del radical chic, forse, della città ha capito poco quasi nulla. a Castel San giorgio, finalmente, dopo due anni di silenzio complice e assordante, il Pd richiama all’ordine andrea Donato e in fretta e furia gli fa cambiare la pagina Social ideata come Pd per opporsi alla sindaca Lanzara anch’essa Pd e costringe gli ex comunisti sangiorgesi a ripiegare sulle posizioni di una pagina Facebook con il nome del gruppo consiliare di estrazione civica. Una figuraccia che forse è sfuggita anche a larghi strati della maggioranza, anch’essa più impegnata a fare “ammuina” sui Social come diceva il regolamento della real Marina Borbonica che a pensare alle cose serie. Solo a Sarno il Pd non teme concorrenti. Ma questo non si capisce se più grazie a Canfora sindaco uscente, o alle divisioni di un centrodestra che sembra non voglia capire la lezione dell’unità. L’unità, che non significa imporre il mio o il tuo candidato, bensì quello migliore per il paese, è un concetto che fa a cazzotti con la bramosia di potere. E qui centrodestra e centrosinistra uguali sono. a Salerno come nell’agro Nocerino, nel Cilento come nel Vallo di Diano. a gongolare restano solo il sindaco di Nocera Inferiore, Manlio Torquato e quello di Nocera Superiore, giovanni Maria Cuofano la cui unica vera sfida è quella di tentare il colpaccio già al primo turno. Stranamente sono proprio loro, i due più giovani, quelli che alla fine hanno governato meglio le loro comunità riuscendo anche a quadrare i conti e a rispondere meglio alle richieste dei cittadini. Solo frutto della loro età e vigoria fisica? Non solo. Entrambi sono figli d’arte, entrambi sono cresciuti all’ombra di una politica che aveva il rispetto della democrazia e il valore del consenso popolare. Valori da riscoprire perché solo così l’agro potrà tornare a contare e riuscire a salvarsi da un rischio napoletanizzazione o dall’altro di diventare periferia scomoda di Salerno. Molto dipenderà da chi verrà confermato o sarà eletto a maggio prossimo. Non resta che aspettare.