Li hanno mandati tutti a casa

di Andrea Pellegrino

Li hanno mandati a casa. Senza appello. Il risultato uscito dalle urne è inequivocabile. Il Movimento 5 Stelle ha espugnato il fortino di Vincenzo De Luca ed anche quello di Franco Alfieri. Nulla da fare per Piero De Luca, sull’uninominale di Salerno, così come per l’ex sindaco di Agropoli, Franco Alfieri, benché sostenuto da una pattuglia di quattrocento amministratori locali. Qui l’ex capostaff di Vincenzo De Luca, è stato spazzato via dal centrodestra che ha superato perfino l’effetto del Movimento 5 Stelle. Quello di Agropoli è l’unico collegio che va alla coalizione di centrodestra guidata da Marzia Ferraioli, seguita da Alessia D’Alessandro e poi Alfieri. Per il resto, i Cinque Stelle si sono imposti con Virginia Villani anche nell’Agro nocerino sarnese, fortezza della destra che in campo aveva messo Edmondo Cirielli sull’uninominale e pezzi da 90 del calibro di Alberico Gambino sul proporzionale con “Noi con l’Italia”. Minimo storico, debacle assoluta per il Partito democratico e nello specifico per il partito di Vincenzo De Luca in Campania e nel salernitano. Non fosse altro che il governatore è sceso in campo in prima persona, sostenendo naturalmente il figlio, promettendo e scaricando fondi (fino ad un miliardo di euro) in piena campagna elettorale. Ma non è servito. Anche le roccaforti di Salerno città sono crollate sotto i colpi dell’antisistema che ha eletto – con una notevole forbice – Nicola Provenza. Perfino a Giovi, terra della candidata Eva Avossa (nel listino dopo Minniti a sua volta sconfitto sull’uninominale a Pesaro), ha avuto la meglio sul Pd. Un piano (politico) fallito che ha misurato anche la reale forza salernitana, provincia compresa, del cerchio magico di Vincenzo De Luca che ora dovrà fare i conti anche con una cocente sconfitta a livello provinciale e con l’insidia de Magistris che già annuncia la sua discesa in campo con DeMa. Le «fritture» prima e l’inchiesta di Fanpage e della Procura di Napoli sugli appalti regionali hanno sicuramente aperto una breccia all’interno del consolidato «sistema». Si ferma anche l’uscente Tino Iannuzzi che era traslocato al Senato. Solo terzo nel collegio a nord per Palazzo Madama. Ottima affermazione dell’uscente Andrea Cioffi che prende consensi quasi ovunque, anche nella terra del candidato del centrodestra Pasquale Marrazzo. Per una manciata di voti, Spinelli non andrà a Roma, con Franco Castiello impone il cappotto dei Cinque Stelle in terra salernitana. Non riesce l’impresa di Lello Ciccone che a Battipaglia viene superato dal pentastellato Nicola Acunzo, attore prestato alla politica. Solo terzo il sindaco di Bellizzi Mimmo Volpe.




«Sogno un’Italia governata ancora da Paolo Gentiloni»

di Andrea Pellegrino

Anche se non diretto protagonista della campagna elettorale che ha preso ufficialmente il via, non può mancare il parere del primo cittadino di Sarno, Giuseppe Canfora, presidente della provincia. Dalla legge elettorale a Cesaro prima punta della formazione azzurra che gioca secondo gli schemi di Berlusconi, il commento trasversale del presidente. «Credo che una legge elettorale ha bisogno di essere contestualizzata nel luogo e nel contesto storico di applicazione e questa con la quale gli Italiani, i miei concittadini e gli abitanti di tutta la provincia, credo che sia la miglior legge elettorale possibile» Ci fornisce un parere sui componenti delle liste presentate dal Partito democratico? «Il Partito democratico ha composto delle rose di candidati formate da persone competenti, con un consenso radicato sul territorio, come si suol dire cresciuti a “pane ed amministrazione”. Persone per bene con la piena cognizione e competenza di quello che fanno e che si accingono a fare. Io – continua il presidente che vede tra i candidati di liberi e uguali anche un suo assessore, Dea Squillante – ho molta paura degli improvvisati, rimango esterrefatto quando le nuove leve non riescono a cogliere la differenza tra una delibera di giunta ed una determina dirigenziale. Fortunatamente il popolo è sovrano e sicuramente saprà scegliere il candidato ed il partito migliore tra chi realmente lavora per il territorio e chi ragiona esclusivamente in termini di propaganda» In competizione diretta sul territorio di Salerno città c’è Luigi Cesaro, prima scelta di Forza Italia, qual’è la chiave di lettura di questa scelta? «Luigi Cesare ragionando in termini di consenso potrebbe risultare il più agguerrito e pericoloso tra i diretti concorrenti del Partito democratico è un uomo di cultura e politicamente ben preparato». Quindi cosa si spera per il 5 marzo? «Di poter applaudire la vittoria di Paolo Gentiloni». Il presidente della Provincia di Salerno, dunque, esprime il suo parere sulle elezioni politiche che tanto hanno spaccato l’opinione pubblica per le scelte dei candidati ma anche – e soprattutto – per le coalizioni. Molte liste, infatti, per puntare all’obiettivo del 3% ed avere così una rappresentanza in Parlamento hanno deciso di scendere a compromessi con altri partiti ed altri movimenti. Come facilmente prevedibile, e come ampiamente raccontato, non è stato facile mettere d’accordo tante “teste” e all’ultimo non sono pochi i partiti che hanno minacciato una scissione così come non sono mancati i commenti negativi dei cosiddetti grandi esclusi tanto che, qualcuno di loro, ha deciso di lasciare anche il partito. Ma Canfora ha un solo obiettivo: esultare dinanzi la vittoria di Paolo Gentiloni che vorrebbe diventasse premier del Paese.




Candidatura Andrea Lembo:«E’ uno scivolone»

Erika Noschese

La candidatura a sindaco di Campagna del figlio del procuratore Capo, Andrea Lembo ha spaccato l’opinione pubblica. Dopo giorni di chiacchiericci e polemiche la questione sembra essere giunta al termine eppure così non è stato. A risollevare il polverone delle polemiche, stavolta sembra essere stato proprio il capogruppo di Campania Libera, Corrado Naddeo, che – a tal proposito – parla di “scivolone”: «Certamente, nell’ambito giudiziario, avvocati e giudici legati da parentela, non possono operare nello stesso distretto. Certo la politica non è la stessa cosa ma si comprende la discussione pubblica sull’opportunità di certe scelte. Non temo, comunque, per la tenuta democratica», ha dichiarato infatti il consigliere di maggioranza. La polemica iniziale era però stata sollevata dal capogruppo di Forza Italia, Roberto Celano riproponendo uno scritto in cui si parlava di un video che girava nelle chat whatsapp di alcuni magistrati che vedeva come protagonista proprio Andrea Lembo, per favorire la sua canidatura a sindaco. «Ed allora non siamo solo noi a sdegnarci, a denunciare la evidente inopportunità di un giovane che fa politica e si candida nella circoscrizione in cui il padre è il capo della Procura. Ed appare ancora più inopportuno se i suoi compagni di viaggio ed i suoi principali sponsor sono imputati (nella Procura in cui il papà è il capo) o suscitano sdegno per essere considerati l’esempio delle “clientele come Cristo comanda”. E lungi da noi essere giustizialisti. Chi controlla è in stretto legame di parentela con chi è in squadra con chi è “sotto controllo”», ha dichiarato Celano che ha poi aggiunto: « è un’evidente anomalia. Chi controlla non solo deve essere terzo (e non ho dubbi nella circostanza che lo sia) ma deve anche apparire tale. Immagino cosa si direbbe se una partita di calcio fosse arbitrata da un arbitro, il più bravo in assoluto, che però è il padre di un calciatore. Si è certi che la squadra avversaria potrebbe sentirsi del tutto garantita? E cosa penserebbero i suoi tifosi?». La candidatura di Andrea Lembo era stata resa nota ai più nel corso dell’incontro alla Leopolda, suscitando la dura reazione di Forza Italia, prima di dar vita ad un lungo ed immediato botta e risposta con il Pd che ha tentato di difendere Lembo Junior e la sua candidatura. Dal canto suo, il procuratore capo non si è mai espresso se non in occasione di una conferenza stampa tenutasi in Procura diverse settimane fa, liquidando la polemica con una semplice dichiarazione: « m i a madre diceva sempre il silenzio è d’oro e poi aggiungeva anche paga sempre. Io preferisco mantenere il silenzio su questa vicenda. Non aggiungo nient’altro». E da allora, il procuratore non ha più rilasciato alcuna dichiarazione. La vicenda sembra dunque non riuscire a finire nel dimenticatoio e ormai le chiacchiere si sprecano.




Quote rosa e stop ai sindaci candidati Ecco le prime grane dei partiti politici

Andrea Pellegrino

Ultime ore del 2017, poi il nuovo anno farà il suo ingresso. Il 2017 si chiude, politicamente, con lo scioglimento delle Camere e con la data delle elezioni. Il 2018 si aprirà con una intensa campagna elettorale che durerà fino al 4 marzo, poi l’Italia avrà un nuovo Parlamento ed un nuovo Governo. Chi vincerà? I sondaggi delineano un primo quadro che, sostanzialmente, è la proiezione di ciò che si ascolta in strada. Poi dipenderà dai candidati e dalla proposta politica che metteranno in campo. E ci sarà anche il rodaggio della nuova legge elettorale, con alcuni candidati “costretti” a tornare al vecchio metodo del «porta a porta» per conquistare il loro voto. Salerno farà storia a sé. Soprattutto si misurerà il peso di Vincenzo De Luca che piazzerà il figlio Piero nel collegio cittadino, o meglio ancora nel listino bloccato del Partito democratico. Un test politico che avrà ripercussioni – checché ne dica il governatore – sulla tenuta della Regione Campania ma anche sul Comune di Salerno, dove il secondogenito del presidente, Roberto, sogna di indossare la fascia che fu del padre. Insomma qualsiasi cosa accada, cambieranno gli equilibri politici, interni, esterni e nella stessa casa De Luca. Mara Carfagna scenderà in campo a Salerno. Ma nel listino bloccato di Forza Italia. Al secondo posto ci sarà (o dovrebbe esserci) Enzo Fasano, che dal Senato dovrebbe traslocare alla Camera dei Deputati. Sostanzialmente Fasano correrà in pole position, considerate le multiple candidature offerte all’ex ministro salernitano alle pari opportunità. Ed a proposito di quote rosa, i partiti sono già alla ricerca di donne per superare i limiti imposti per legge. Licia Polizio (legale di Francesca Pascale) per Forza Italia ma anche l’ex assessore regionale all’istruzione Caterina Miraglia; nel Pd oltre Angelica Saggese è possibile anche il ritorno in campo dell’ex consigliere regionale Anna Petrone. Nell’Agro si profila anche un possibile impegno della segretaria dei Gd, Federica Fortino, attuale assessore comunale a Nocera Inferiore. Più problematica la discesa in campo dei sindaci. La norma bloccherebbe, allo stato attuale, i primi cittadini aspiranti parlamentari. Un ostacolo che potrebbe essere superato solo nei comuni a scadenza naturale. E’ il caso di Pontecagnano dove Sica dovrà fermarsi obbligatoriamente pensando, dunque, ad una candidatura al Senato. Ma l’ultima parola, in questo caso, dovrà dirla direttamente Silvio Berlusconi. Il ritorno della Margherita, dell’Ulivo, della Democrazia Cristiana e di Clemente Mastella dovrebbe accontentare tutti gli scontenti esclusi dai grandi partiti. Il nuovo soggetto, battezzato dalla famiglia De Mita e guidato dal ministro Lorenzin, dovrebbe vedere – nel salernitano – la candidatura di Luigi Cobellis, ex segretario provinciale dell’Udc e consigliere regionale della passata consiliatura. La formazione “Insieme”, nata anche dalle ceneri di Campo Progressista, garantirà la riproposta di Michele Ragosta, oltre una possibile candidatura di Enzo Maraio. I centristi di destra, invece, potrebbero risistemare Nino Marotta, che da sinistra passa (o ritorna) dall’altra parte. Il deputato potrebbe spuntare anche un collegio uninominale a Battipaglia. Ancora, nella quarta gamba ci dovrebbe essere posto anche per Lello Ciccone, attualmente organico in Forza Italia ma da anni in attesa di collocazione. Mastella, invece, a Benevento dovrebbe puntare sul figlio Pellegrino mentre a Salerno potrebberi spolverare Luigi Nocera, suo ex segretario provinciale ai tempi del Campanile.




Camere verso lo scioglimento Conto alla rovescia per il voto

Andrea Pellegrino

Lo scioglimento delle Camere dovrebbe essere imminente. Archiviata la manovra economica, il 28 dicembre si potrebbe mettere fine alla XVII legislatura e fissare per il 4 marzo la data delle elezioni politiche. Il capo dello Stato Mattarella, quindi, dovrebbe sciogliere le Camere già giovedì pomeriggio e il presidente del Consiglio dovrebbe restare in carica per gli affari correnti, d’intesa con il Quirinale. Comincia il conto alla rovescia per i partiti, per gli uscenti che attendono una riconferma e per i tantissimi aspiranti parlamentari pronti a scendere in campo. Sabato si riunirà il Popolo della Famiglia con Mario Adinolfi che annuncerà ufficialmente la presenza del movimento, con tanto di simbolo, nei collegi di Camera e Senato. Qui c’è Raffaele Adinolfi, già consigliere comunale forzista di Salerno, pronto alla sfida elettorale. Cerca candidati anche +Europa di Emma Bonino. Riccardo Magi, segretario di Radicali Italiani e promotore della lista +Europa con Emma Bonino, aggiunge di essere pronto a raccogliere le firme per presentare candidati radicali nei collegi uninominali “dal primo dell’anno”. Più complessa la partita nel Partito democratico che nei collegi uninominali dovrà convivere con il partito socialista e con la formazione ulivista “Insieme”. Tradotto in nomi, nel salernitano, con Vincenzo Maraio (Psi) e con Michele Ragosta (campo progressista). I socialisti potrebbero spuntare un collegio nei picentini, sempre che la probabile candidatura di Mauro Maccauro nell’Agro non passi sotto la bandiera del Psi. Michele Ragosta, invece, dovrebbe giocarsi una doppia partita: l’una su un collegio uninominale al Senato, l’altra direttamente nel listino «blindato» del Pd. Per Tino Iannuzzi (area Rosato) s’attende la deroga per la candidatura. Salvo imprevisti l’uscente onorevole dovrebbe traslocare a Palazzo Madama. Viaggio inverso, invece, per Angelica Saggese. Problemi in vista a Salerno città. Piero De Luca – considerati i tempi che corrono in casa Pd – punterebbe al listino mentre sull’uninominale il Nazareno potrebbe catapultare un big, come ad esempio il sottosegretario De Vincenti. L’area Orlando, invece, dovrebbe garantire la ricandidatura a Tonino Cuomo; Emiliano, invece, a Simone Valiante. Resta il nodo Alfieri che da tempo ha già avviato la sua campagna elettorale. Scalpita, infine, Mimmo Volpe (area Martina), sindaco di Bellizzi e prossimo consigliere provinciale (subentrerà a Palazzo Sant’Agostino dopo le dimissioni – già annunciate – del sindaco Vincenzo Napoli




NcS a Napoli per dire no al piano per l’integrazione dei migranti

Erika Noschese

“Napoli città rifugio”. È l’articolato piano Campania per l’integrazione dei migranti che stamane verrà firmato presso la Prefettura di Napoli, alle 11, con il ministro dell’Interno Marco Minniti, il presidente della Regione Vincenzo De Luca ed il primo cittadino Luigi de Magistris che – per la firma del protocollo – assume la veste di vertice della Città Metropolitana. Il piano – grazie ai 30 milioni di fondi, prevede l’impiego di circa 2000 migranti solo su Napoli, almeno altri 5-7 mila in regione e ciò ha scatenato l’ira di Noi con Salvini. Una delegazione proveniente da diverse zone della Campania – tra cui Salerno ed Avellino – stamane metterà in atto una protesta per esprimere la propria contrarietà al piano che prevedrebbe l’impiego dei migranti nei siti di Pompei e Caserta. A partecipare alla manifestazione anche il segretario provinciale giovanile di NcS Tiziano Sica, con una delegazione del movimento dei giovani. «La ricollocazione dei circa 2mila migranti su Napoli ed altri poco meno di 7mila sulle altre zone della regione costa 30milioni di euro, soldi che potrebbero essere spesi per aiutare gli italiani che hanno bisogno. Perchè non esiste un bando simile per gli italiani. E’ una vergogna», ha dichiarato Tiziano Sica. «In Campania il tasso di disoccupazione è al 20,4% il doppio rispetto alla media europea. Migliaia di giovani e famiglie che passeranno un natale poco felice e il governo di centro sinistra che fa? Elargisce un fondo di 30 milioni di euro per circa 10mila immigrati con facilitazioni bonus e possibilita’di assunzioni in deroga al tetto di spesa per i comuni che aderiscono al protocollo d’intesa.Tra le altre cose attivita’ di vigilanza presso gli scavi di pompei e la reggia di caserta. Uno schiaffo,ulteriore alle famiglie italiane. Un atto di tradimento verso gli italiani. Ma noi nn staremo a guardare ne staremo zitti. Sara’ nostra cura denunciare questo schifo. Si ricordino gli italiani dei loro sindaci che aderiranno a questa vergogna, del governatore De luca che sarà complice di questo crimine contro il nostro popolo, di questo governo mai eletto che si è fatto servo di questa europa dei poteri forti che ogni giorno ci toglie un pezzo di dignità e libertaà», ha dichiarato il segretario provinciale di Ncs Salerno, Mariano Falcone.Si dissocia “da tale scempio”, invece, il coordinatore provinciale di Avellino, Giuseppe D’Alessio, che parla di “invasione in atto” e si chiede come mai un’opportunità simile non sia stata offerta agli italiani. Gli attivisti di NcS, oggi intendono quindi far emergere il loro dissenso alla scelta di Minniti.




Tutti in corsa per un posto a Roma

Andrea Pellegrino

Se confermata la data del 4 marzo, i tempi per le candidature si accorceranno notevolmente. Le trattative per le coalizioni sono in fase avanzata mentre per i collegi (uninominali e proporzionali) la partita è completamente aperta in ogni partito politico. Il Pd a Salerno dovrà “convivere” – secondo un primo schema – con i socialisti e con i demitiani. Almeno un collegio uninominale dovrà andare al listone “Insieme”. Qui sicuramente c’è l’uscente Michele Ragosta in cerca di una candidatura ma ci sarebbe anche la volontà di Enzo Maraio di fare il salto di qualità, lasciando lo scranno regionale a Gianni Iuliano. Ma oltre la fusione con Verdi e pezzi di Campo progressista, i socialisti continuano a rafforzare la propria base. Si vocifera di una possibile adesione del sindaco di Cava de’ Tirreni, Enzo Servalli al Psi. Un’indiscrezione supportata dalla delusione del primo cittadino metelliano nei confronti del Partito democratico che, secondo una prima valutazione, sarebbe abbastanza in affanno nella città dei portici. Nell’agro nocerino il Partito democratico cerca una donna. Qui il centrodestra è pronto a far scendere in campo Alberico Gambino che a sua volta – se eletto – lascerà il suo posto in consiglio regionale al sindaco di Sant’Egidio del Monte Albino Nunzio Carpentieri. I democrat pensano a Federica Fortino, assessore della giunta Torquato e segretaria provinciale dei Gd. Ma in questo territorio scalpita anche Giuseppe Canfora pronto alla “giusta ricompensa” dopo la guida di Palazzo Sant’Agostino. Si vocifera, inoltre, di un possibile impegno di Mauro Maccauro. A Sud, nodo da scioglieresu Franco Alfieri che, stavolta, pare proprio non disposto a nessun passo indietro. Poi nell’elenco ci sono i nomi di Stefano Pisani (sindaco di Pollica) e Tommaso Pellegrino (sindaco di Sassano), oltre a Simone Valiante, deputato uscente che ha smentito un suo “trasloco” nella Puglia di Emiliano. Tino Iannuzzi, invece, della Camera passerà al Senato, superando così il limite dei mandati imposti dal Pd. Nel listino, invece, oltre i catapultati romani (probabile anche Maria Elena Boschi, in affanno in gran parte dell’Italia), posto blindato per Angelica Saggese mentre non si esclude anche una possibile ricandidatura di Sabrina Capozzolo. Nel centrodestra, ed in particolare in Forza Italia, è polemica sulla presenza di Franco Alfieri ad un premio organizzato un consigliere comunale di Forza Italia Battipaglia e ritratto insieme ad Enzo Fasano e Mimmo Di Giorgio. Fulvio Martusciello attacca: «Io a Alfieri non gli stringerei mai la mano». Intanto ieri mattina il Rettore di Salerno Aurelio Tommasetti ha incontrato Mara Carfagna per definire un possibile impegno. L’ex ministro dovrebbe candidarsi nel listino di Salerno ma anche in un collegio dell’area nolana. Oggi, invece, si riunisce Sinistra Italiana per indicare il nuovo percorso di costituzione di Liberi ed Uguali mentre il 22 dicembre, alle ore 17,00, al Polo Nautico si riunisce il coordinamento di Mdp.




«De Luca junior, Carfagna&co. impegnati in prove di forza»

La campagna elettorale sta entrando ufficialmente nel vivo e non si risparmiano colpi tra le varie correnti politiche. L’ultimo attacco, almeno in ordine cronologico, arriva dal deputato Angelo Tofalo che commenta le indiscrezioni circa una possibile sfida, a Salerno, tra Mara Carfagna, candidata per Forza Italia, e Piero De Luca, per il Pd. «Mentre i partiti continuano a litigare per una poltrona, noi stiamo lavorando duramente su contenuti e programma”. «In Campania, e in particolare in provincia di Salerno sembrerebbe che i vari De Luca junior, Carfagna e company siano impegnati in prove di forza per posizionarsi sulle migliori poltrone. Noi, come sempre, procederemo con trasparenza nella scelta dei nostri futuri portavoce che saranno votati sulla piattaforma Rousseau da tutti gli iscritti certificati. Non esisteranno, dunque, pacchetti di voto ma cittadini liberi che saranno chiamati a scegliere i propri rappresentanti nelle istituzioni. Il M5S è pronto a sfidare soprattutto nei collegi uninominali i grandi partiti. La nostra arma segreta sarà un programma articolato scritto con la partecipazione di migliaia di persone», ha poi aggiunto il deputato pentastellato. Una lotta senza esclusione di colpi, in vista delle elezioni che dovrebbero tenersi il prossimo 4 marzo e che, come facilmente prevedibile, non mancherà di ricevere continui botta e risposta tanto da Forza Italia quanto dal Pd.




Ragosta-Maraio, accordo elettorale La direzione nazionale del Psi a Roma

Dovrebbe chiamarsi “Insieme per l’Italia” la nuova formazione “ulivista” alleata del Pd alle prossime elezioni di marzo – che dovrebbero tenersi il giorno 4 – che vedrà insieme socialisti, verdi, parlamentari vicini a Romano Prodi e parte dei sostenitori di Giuliano Pisapia. Oggi, a Roma, la presentazione del simbolo e della formazione. Tra i protagonisti anche Michele Ragosta (Campo progressista) che ieri ha incontrato Riccardo Nencini, Enzo Maraio, Giulio Santagata eAngelo Bonelli per definire l’accordo. Il simbolo in coalizione con il Pd si chiamerà ‘Insieme’ e avrà al suo interno i simboli del Psi, dei Verdi e di un’Area civica. Intanto sempre ieri, si è riunita, nella sede nazionale del Partito a Roma, la Direzione nazionale del Psi. La Direzione all’unanimità ha approvato la relazione del segretario Riccardo Nencini e ha votato un documento nel quale si definisce il rafforzamento e l’autonomia del Psi ai valori essenziali sia per un’azione di governo ancor più incisiva a difesa dei più deboli, sia al fine di una necessaria articolazione plurale della coalizione di centrosinistra. “L’Italia, nel terzo millennio, deve avere come vocazione prevalente quella di puntare, assieme all’industria 4.0, sullo sviluppo delle attività turistiche e culturali e sul risanamento e la valorizzazione dell’ambiente per determinare importanti prospettive di crescita economica e notevoli opportunità di nuova occupazione dentro un’Europa rinnovata”, si evince dal documento che “valuta positivamente l’evoluzione politica verso un’articolazione plurale della coalizione di centrosinistra alle prossime elezioni politiche, secondo quanto auspicato dai socialisti anche nell’ultimo Congresso nazionale del Partito”. Per queste ragioni, si ritiene opportuno che il Psi si adoperi fattivamente per dar vita, insieme con altri – civici, riformisti e ambientalisti – a una lista autonoma per la parte proporzionale, nell’ambito della coalizione di centrosinistra. Inoltre, si “manifesta l’auspicio che si realizzi l’unità delle forze politiche e civiche di centrosinistra al fine di sconfiggere le destre, i populismi, e i movimenti senza storia” e “reputa necessario che i socialisti, sin da ora, si impegnino a costruire comitati elettorali sul territorio, nei collegi e nelle circoscrizioni”. La Direzione nazionale ha quindi delegato il Segretario e la Segreteria a operare per la concreta attuazione di quanto contenuto nel documento.




“Liberi ed Uguali” si organizza in provincia di Salerno: «Ora comitati unitari»

Andrea Pellegrino

«Liberi e Uguali» muove i primi passi a Salerno. Tantissimi gli esponenti della sinistra che si sono ritrovati ieri sera alla sezione “Enrico Berlinguer” di via Luigi Cacciatore. Da Andrea De Simone a Michele Gravano, Franco Tavella, Franco Mari, Clara Lodomini, Margaret Cittadino, Maria Di Serio, Carmine Esposito, Luciana Mandarino, Giovanni Gioia, Valentina Botta, Francesco De Simone, Donato Bella, Franco Siani, Simona e Alessandra Saggese, Giampaolo Lambiase, Antonio Polichetti, Luciano Ragazzi, Assunta Striano, Rocco Iannone, Fausto Aliberti. In sala alcuni drappi per manifestare sostegno al popolo palestinese, contro la decisione Usa di trasferire la propria ambasciata a Gerusalemme. Michele Gravano ha introdotto tematiche che hanno dato vita ed una appassionante discussione sui temi dell’economia del paese e del mezzogiorno, i responsabili delle diverse forze della sinistra salernitana, hanno condiviso la necessità di lavorare insieme, oltre le sigle e le appartenenze: «Si tratta di una significativa esperienza di base. Ma l’auspicio è di coinvolgere i livelli provinciale e regionale affinché si moltiplichino i comitati unitari». «Pari dignità e senza volontà egemoniche – è stato detto – Ma con umiltà e spirito unitario per coinvolgere anche chi ancora non è convinto». Pare destinato al successo, dunque, il lavoro di tessitura che nelle ultime settimane ha visto protagonisti Andrea De Simone, con Tonino Scala, Franco Tavella, Franco Mari ma anche le organizzazioni di base come la sezione Berlinguer di Mdp, in primis il suo portavoce Massimo De Pascale. L’Assemblea nazionale del 3 dicembre con la discesa in campo di Pietro Grasso, ha suscitato interesse e speranze in settori ampi della società italiana. «“Liberi e Uguali” – spiega De Simone – può rappresentare un riferimento sicuro per le forze della sinistra ma anche per tante persone che negli ultimi anni hanno rinunciato a votare ed a partecipare. Un processo nuovo può partire dalle realtà di base, coinvolgere chi ancora non è convinto e aggregare mondi diversi. I partecipanti auspicano una formazione di sinistra, non solo una alleanza elettorale. Da ora inizia un percorso che vedrà sempre più insieme persone che provengono da diverse esperienze per andare nei luoghi di lavoro, nei quartieri,nelle piazze per ascoltare le persone, per confrontarsi, per costruire iniziative». Gli attivisti che si riconoscono in Liberi e Uguali intendono dare vita ora a comitati unitari e paritari aperti non solo alle organizzazioni come Mdp, Possibile e Sinistra Italiana che hanno promosso l’Assemblea del 3 dicembre ma anche – fanno sapere – ai tanti cittadini che hanno voglia di partecipare.