Bisogno, il candidato dei “giovani” «Offriamo loro la possibilità di dibattito»

Adriano Rescigno

Quasi tutto pronto a Pontecagnano per le amministrative del 10 giugno. Domenica si aprirà ufficialmente la campagna elettorale che entrerà nel vivo. Giuseppe Bisogno inaugurerà il comitato elettorale de “Per la città pubblica”. A rispondere ad alcune domande è proprio Bisogno, appoggiato dai giovani di Pontecagnano, almeno per adesso.

Quando e come nasce il suo progetto “Per la città pubblica”?

«Ci siamo resi conto di una cosa: la città ha voglia di partecipare attivamente e può farlo solo attraverso la condivisione di un progetto. “Per la Città Pubblica” nasce con questo spirito».

I giovani sembrano preferire lei agli altri candidati. Come motiva questo sentimento?

«I giovani sono la parte della società che maggiormente vive il territorio. Per questo si appassionano a proposte politiche più che a dibattiti impantanati sui nomi. “Per la Città Pubblica” è una proposta che offre la possibilità di parlare, confrontarsi e portare il dibattito in una città dove la politica non c’è stata. Potrà sembrare banale, ma quando la politica è assente, la mancanza si avverte. Credo che i giovani si siano appassionati alla nostra proposta principalmente per questo».

Quali sono le assi portanti del suo programma elettorale? Quale punto le sta più a cuore realizzare?

«Se dovessi dirlo con una battuta, direi ovviamente che l’obiettivo da raggiungere sia realizzare la città pubblica. Pontecagnano Faiano, però, va resa prima di tutto una città normale. Normale significa anzitutto una città con un’amministrazione funzionante, un’amministrazione, cioè, che eroga servizi e non piaceri, che garantisce sicurezza e possibilità di sviluppo concrete ai suoi cittadini. Il punto che mi sta più a cuore, forse, è quello che riguarda lo sviluppo della Città di Mare, non perché sia più importante, ma perché l’adeguato sviluppo delle potenzialità di Pontecagnano Faiano come città marittima ingloba moltissime nuove prospettive: un nuovo modo di intendere il turismo, la vita in città, il nostro stesso approccio culturale. E quest’orizzonte è una sfida che non smette di appassionarci».




«In città un clima da caccia alle streghe e realizzazione ad ogni costo»

«Cosa spinge un ragazzo di vent’anni a fare politica?». La domanda che si pone Roberta D’Amico, giovane attivista picentina leader del movimento civico Avanti alla quale risponde Giuseppe Bisogno, candidato sindaco per “ Per la città pubblica” alla quale il movimento fa da spalla, con: «Sarà tutta n’ata storia». «Mi sono fatta spesso questa domanda e ancora di più me la pongo adesso. La politica mi ha regalato esperienze e momenti bellissimi, ma in città assisto ogni giorno a delle cose che mi fanno riflettere. Penso, in particolar modo, al clima da caccia alle streghe e alla ricerca di una realizzazione personale ad ogni costo. Credo che tutto questo non faccia bene a Pontecagnano Faiano, credo che i motivi per cui la città si è incancrenita risiedano anche in sensazioni di questo tipo e credo che appassionarsi in questa situazione sia davvero difficile. Diventa ancora più difficile se penso che dei ragazzi che anche solo per un fatto anagrafico non hanno alcuna responsabilità della situazione attuale sono costretti a ricevere quotidiane pressioni quando decidono di impegnarsi in prima persona. Le scelte politiche non devono essere condizionate da destini personali, ma da azioni collettive pensate per la comunità. Le scelte personali riguardano altro: la propria condizione, i propri affetti, le scelte di vita, ma smettetela di chiamare tutto questo “Politica”. È un’altra cosa».




Più piccolo è il comune più grande è l’incertezza

Le elezioni amministrative per il rinnovo della carica di sindaco e della giunta comunale toccano anche i piccoli comuni della Provincia di Salerno. Tra questi, Atena Lucana che vede Pasquale Iuzzolino come sindaco uscente; Polla, guidata, finora, da Rocco Giuliano; Novi Velia, comune commissariato dopo la bocciatura del bilancio e la decisione di sette consiglieri di maggioranza di rassegnare le dimissioni. Altro comune chiamato alle urne è Castelcivita, paese noto ai più per le suggestive grotte e Scala, 1200 abitanti, guidati da Manzi. Paesi piccoli, ma grandi incertezze. A poche settimane dall’inizio ufficiale della campagna elettorale per conquistare un posto al Comune, le liste non sono ancora pronte. Ma andiamo con ordine. Ad Atena Lucana, il primo cittadijno Iuzzolino non ha ancora deciso in merito al suo futuro politico alla guida del Comune.Qui, regna l’incertezza assoluta. Situazione simile a quella di Polla dove Giuliano è ancora in forse tra la ricandidatura ed un riposo meditativo. Manzi, a capo del Comune di Scala sembra avere già un “rivale”. Si tratta di Antonio Ferrigno, trentatrenne figlio dell’ex primo cittadino Lorenzo. Dunque, nel paese più antico della Costiera Amalfitana è in atto una piccola piccola rivoluzione: la formazione di una lista composta da giovani che sfiderà l’attuale sindaco Luigi Mansi, pronto a ricandidarsi per il terzo mandato.                                        en




Francesco Morra: “Pisapia? Solo esasperazione di promesse, poi nulla più”.

Adriano Rescigno

«Pisapia ha ingigantito l’illusione della promessa semplice ed il circuito che ha creato insieme a chi resta ha procurato solo danni». Continua il duello a distanza tra il sindaco decaduto Pisapia ed il candidato sindaco Francesco Morra, suo ex assessore. Nell’edizione di ieri, Giuseppe Pisapia, in una nostra intervista presentava il programma elettorale per poi sfidare Morra in confronto pubblico in quanto «Dice solo sciocchezze, e sempre ammesso che il confronto lo accetti». Non si è fatta desiderare la risposta dell’ex assessore che parte proprio dal programma elencato dall’ex sindaco.
«Pisapia parla di raccolta differenziata al settanta per cento, è vero. Grazie alla distribuzione dei sacchetti che precedentemente non veniva fatta, ma tale percentuale di raccolta non si è coniugata con l’abbassamento della tassa rifiuti, quindi nessun beneficio per i cittadini. Se non altro un plauso va fatto all’intera comunità di Pellezzano per la partecipazione ed il senso civico». «Vorrei ricordare al sindaco decaduto che le politiche sociali e la cultura come la protezione civile erano deleghe detenute dal sottoscritto e che se hanno funzionato è perché le ho seguite passo passo nonostante che mi venivano messi i bastoni fra le ruote dalla stesso Pisapia la mia attività e documentata dagli atti e da articoli di stampa che comprovano il mio continuo impegno nel sociale sia prima che anche dopo aver ricoperto l incarico di assessore.
E dopo quanto svolto a servizio della comunità, leggo che noi non abbiamo avuto senso di responsabilità per il ruolo ricoperto? Non è vero – continua Morra – perché il gesto delle dimissioni è stato un gesto difficile, sofferto e di questi tempi nessuno lascia la poltrona se noi l’abbiamo fatto è proprio per il grande senso di responsabilità perché l’amministrazione da lui capeggiata stava andando verso procedimenti deleteri come quello della patrimonializzazione della società pubblica che fu messa all’ ordine del giorno del Consiglio comunale del 28 agosto che poi fu ritirato dalla stesso Pisapia perché non aveva ricevuto i pareri del revisore dei conti». L’aspirante sindaco Morra torna poi sull’affermazione di Pisapia che lo vede protagonista solo di una ambizione alla carica di sindaco e basta. «Credo che la mia ambizione a fare il sindaco di Pellezzano sia legitima come la sua, poi sarà l’elettorato a decidere a chi affidare la gestione dell’ Ente comunale. Fare il sindaco o ricoprire l’incarico non mi sembra che è ad esclusiva di qualcuno e a discapito di altri anzi in democrazia la pluralità di pensiero a volte è un bene per una comunità. Per quanto mi riguarda l’amministrazione uscente aveva abbandonato l’analisi dei problemi, Pisapia ha ingigantito l’illusione della promessa semplice e questo circuito creato da lui e da chi resta con lui ha procurato solo danni». «Giuseppe Pisapia vuole un incontro pubblico per un pubblico dibattito? Si incarichi Le Cronache di organizzare. Io do la mia totale disponibilità».




Seggi e riconteggi, traballa De Luca jr. Forza Italia vuole il posto a Caserta

di Andrea Pellegrino

Dove c’è De Luca c’è un mistero. L’elezione di Piero sembrerebbe attaccata ad un filo. Al punto che Democratica (organo d’informazione del Partito democratico) l’avrebbe addirittura escluso in un primo momento, per poi reinserirlo in tarda serata. Un giallo, l’ennesimo di questa campagna elettorale e di questo post voto. Il dato certo è che il riconteggio da parte del Viminale c’è ed è ancora in corso. L’altra certezza è che Forza Italia rivendica un ulteriore seggio proprio a Caserta. Secondo i dati in possesso del coordinamento provinciale e regionale azzurro, quel seggio attribuito al Partito democratico sarebbe di Forza Italia. In più il caso del Movimento 5 Stelle che deve recuperare ancora parlamentari che mancano all’appello. Il tutto mentre sostanzialmente mancherebbero tutti i dati necessari affinché il Viminale possa esprimersi definitivamente sull’attribuzione dei seggi sul proporzionale. Dunque, nonostante si sia votato domenica, ad oggi regnerebbe ancora il caos più completo. Ore e giorni d’ansia per gli eletti dei vari collegi che, secondo un riconteggio, potrebbero ritrovarsi fuori dai giochi. In bilico non ci sarebbero solo i seggi del Partito democratico, ma anche quelli di LeU e di Fratelli d’Italia. Tutti e tre i partiti rischierebbero posti sia nella circoscrizione Campania 1 che in quella che raggruppa le province di Salerno, Avellino, Caserta e Benevento. Al Senato ci spera, invece, Claudio Lotito, già pronto, inoltre, a presentare ricorso. Nel Pd, invece, si cerca di convincere Gianni Pittella e restare a Bruxelles riaprendo così le porte di Palazzo Madama ad Angelica Saggese.




Caos seggi, il Viminale riconta. Ansia per gli eletti

di Andrea Pellegrino

E’ caos per l’attribuzione dei seggi sul proporzionale. Il Viminale si sarebbe preso una settimana per ufficializzare gli eletti effettivi che comporranno il nuovo Parlamento, già convocato per il 23 marzo. I conti non tornano nelle varie circoscrizioni, i dati non sarebbero arrivati tutti al Ministero ed infine c’è chi avrebbe confuso i risultati nella trascrizione dei verbali. Il primo problema da risolvere riguarderebbe l’attribuzione dei seggi al Movimento 5 Stelle. In pratica i voti sarebbero più dei candidati. Capita a Campania 1 dove all’appello mancherebbero tre deputati ed in Sicilia. Dovranno essere attributi su base nazionale e non è escluso che possa scattare anche il quarto candidato del Movimento 5 Stelle (Michela Rescigno) del collegio proporzionale di Salerno. «Per la Camera – spiega il giurista Gianluigi Pellegrino – il Rosatellum prevede situazioni di questo tipo e le sana con un sistema suppletivo che consente di riattribuire i seggi in altri collegi. Per il Senato, invece, la legge elettorale dice che si applica lo stesso sistema della Camera, eccetto la possibilità di pescare tra i candidati in altre circoscrizioni». Il Viminale non ha ancora esaurito il lavoro di conteggio dei voti e di ripartizione dei seggi di Camera e Senato. Nel Lazio in 27 sezioni elettorali per la Camera e in 20 per il Senato, a causa di contestazioni, le schede sono state portate all’ufficio elettorale circoscrizionale presso la Corte d’Appello, che avra’ bisogno di qualche giorno per esaminare tutte le schede e decidere. La mancanza del dato completo del Lazio fa si’ che non siano stati ancora assegnati, neppure a livello ufficioso, 10 deputati su 630. Alla Camera la ripartizione dei seggi a livello proporzionale avviene su base nazionale: quindi il dato mancante del Lazio blocca il resto d’Italia. Diverso il caso del Senato, dove il Viminale ha gia’ assegnato ufficiosamente tutti i 315 seggi, perche’ il conteggio sul proporzionale avviene su base regionale. E proprio al Viminale intanto giungono anche una valanga di segnalazioni. Anche a Ravello, denuncia l’eurodeputato Fulvio Martusciello, sono stati compiuti errori: «Nella terza sezione del Comune di Ravello in provincia di Salerno 133 voti di Forza Italia sono stati assegnati alla Lega per errore – dice Martusciello – Continuano ad arrivare le segnalazioni su errori commessi da parte dei funzionari comunali in sede di trasmissione dei dati al ministero dell’interno». Per l’eurodeputato, «alcuni dati del proporzionale cambieranno». A Paduli, comune del beneventano – denuncia ancora Martusciello – per esempio sono stati invertiti i dati di Forza Italia e Fratelli d’Italia attribuendo così a Forza Italia solo 148 invece dei 542. Da ora parte la verifica per ridare a Forza Italia quello che gli spetta». A rischio di sarebbero i posti attributi a Fratelli d’Italia, sia nella circoscrizione Campania 1 che in quella che raggruppa Salerno – Avellino – Benevento e Caserta. Ore di ansia per Edmondo Cirielli ed anche per Carmela Rescigno. Da rivalutare anche i posti finora assegnati a Forza Italia. Fiato sospeso, insomma, per tutti gli elettifino ad ora indicati dal sito del Ministero. Claudio Lotito, infine, potrebbe seguire il consiglio di Clemente Mastella e chiedere il riconteggio per l’eventuale ripescaggio. Ma non dovrebbe essere l’unico. Resta in piedi anche lo spoglio per i voti degli italiani all’estero: solo la circoscrizione Nordamerica per Camera e Senato ha visto il lavoro completato. Per Europa, Sudamerica, AsiaAfrica-Oceania bisognera’ attendere ancora per avere il numero esatto delle preferenze attribuite a ciascun candidato. Il Viminale ha comunque gia’ distribuito ufficiosamente i 18 seggi “esteri” tra le varie liste. Nei prossimi giorni ci sarà un ping-pong di dati tra gli uffici elettorali circoscrizionali e quello nazionale, anche per stabilire dove sarà eletto chi ha ottenuto piu’ di una elezione nei vari collegi proporzionali. Il candidato eletto “plurimo” verra’ assegnato al collegio dove la sua lista ha preso meno voti. Di conseguenza ci sono ancora degli esclusi, primi tra i non eletti, che possono nutrire qualche speranza.




Minniti e Cesaro sono parlamentari salernitani. Miracolo azzurro, entra anche Gigi Casciello

di Andrea Pellegrino

Se l’uninominale consegna un voto specifico, il proporzionale quasi ribalta la geografia del Parlamento. Tutto questo grazie all’esercito dei ripescati, catapultati in diversi collegi blindati. E’ il caso di Piero De Luca, uscito sconfitto nel suo feudo, attestandosi al terzo posto, dopo l’eletto Provenza (M5S) ed il candidato del centrodestra Gennaro Esposito, viene ripescato sul filo nel collegio plurinominale di Caserta, sbarrando la strada anche all’uscente del posto, Camilla Sgambati. Ma poi c’è Minniti, il Ministro dell’Interno – bocciato nel suo collegio (Pesaro) -, sarà deputato salernitano del Partito democratico. Vale lo stesso per Gianni Pittella, bocciato in Basilicata: sarà anche lui un senatore salernitano. E l’europarlamentare ferma la riconferma dell’uscente salernitana, Angelica Saggese. L’impresa di LeU, in provincia di Salerno, porta a Montecitorio Federico Conte. Il miracolo di Marzia Ferraioli nel Cilento, invece, ripesca Gigi Casciello. Forza Italia, infatti, conquista due seggi nel listino proporzionale. Uno naturalmente è occupato dal capolista Enzo Fasano, che da Palazzo Madama trasloca alla Camera. Tre seggi sul plurinominale vanno al Movimento 5 Stelle. Quindi Angelo Tofalo, Anna Bilotti e Cosimo Adelizzi che si aggiungono ai vincitori dei collegi uninominali Provenza, Acunzo e Villani. Prende tutto, invece, al Senato. Quindi Andrea Cioffi che, da vincitore sul collegio uninominale, lascia il posto a Felicia Gaudiano, sul plurinominale. Poi Sergio Puglia, Luisa Angrisani e Francesco Castiello che per un soffio ha strappato il collegio senatoriale nord al sindaco di Castellabate, Costabile Spinelli. Forza Italia, invece, parla partenopeo: Luigi Cesaro sarà senatore, eletto a Salerno, così come Vincenzo Carbone, ripescato dopo l’elezione di Lady Mastella a Benevento che, a sua volta, però, ha stoppato Claudio Lotito. Buona presenza per i Fratelli d’Italia, rappresentanti da Edmondo Cirielli alla Camera e da Antonio Iannone al Senato. Un seggio, invece, va anche alla Lega, qui presente con Gianluca Cantalamessa, segretario regionale del partito di Salvini. Non passa Assunta Tartaglione che ieri ha anche rassegnato le dimissioni da segretaria regionale del Partito democratico. Riesce, invece, a ritornare in Parlamento Gennaro Migliore mentre Paolo Siani è ripescato sul proporzionale. Lello Topo, invece, è l’unico consigliere regionale che lascerà l’aula del Centro Direzionale per approdare a Roma.




De Luca jr, deputato a scavalco: «Grazie Renzi»

di Brigida Vicinanza

Ringrazia, non risponde alle domande e va via. Non è il presidente della Regione Campania a cui tutti sono abituati, ma il figlio Piero De Luca, che nella sua prima uscita da deputato, non si stacca tanto dall’atteggiamento di famiglia. Una conferenza stampa, ieri pomeriggio, nella sede di via dei Principati in cui il neoeletto con il proporzionale a Caserta, ha voluto ringraziare quanti lo hanno sostenuto. In una sala gremita (di amministratori locali soprattutto) ha sottolineato ancora una volta di volersi impegnare per il territorio, ma ha voluto anche “dribblare” quelle critiche e quei commenti che lo mettono tra i “ripescati”. Non vuole passare alla storia come “un ripiego” dunque, come un eletto per un caso fortuito e non per “matita” degli elettori. Quegli stessi elettori che, però, a Salerno lo hanno abbondantemente lasciato nell’angolo. Ma De Luca jr prova a saltare l’ostacolo, valutando la sua campagna elettorale e il suo risultato come “straordinario”. “Di padre in figlio, le parole si tramandano”: canterebbero in Curva Sud. Così come non risulta originale nemmeno l’accenno agli attacchi mediatici e la “violenza” subìta durante la campagna elettorale, quasi come una scusante per gli scarsi risultati ottenuti all’apertura delle urne. “Abbiamo mantenuto la barra dritta, nonostante tutto, parlando non contro qualcuno ma di qualcosa – ha dichiarato Piero De Luca – abbiamo parlato di idee, programmi e progetti per lo sviluppo del nostro territorio, della provincia di Salerno, di Caserta, della regione e del nostro Paese. Sono davvero tante le persone che in questi giorni mi sono state vicine e hanno contribuito a da quel forte entusiasmo e quella forte mobilitazione che ho riscontrato in questi 30 giorni”. E dopo la lunga lista di ringraziamenti, portata come trofeo, Piero De Luca ha continuato con il suo “impegno”, tralasciando quell’importante dato che lo vede sconfitto nella città dove papà Enzo ha sempre trionfato: “Mi sento comunque vicino ai nostri candidati che si sono battuti in un contesto difficile ma credendoci sempre, a Matteo Renzi che ringrazio per avermi fortemente voluto come candidato del partito democratico a Salerno e Caserta, spero che continui a guidare il partito ovviamente. Un pensiero anche ad Assunta Tartaglione, che si è dimessa, ma che non possiamo che ringraziare. Il risultato ottenuto a Caserta – ha continuato – non è scontato, ma straordinario che abbiamo ottenuto tutti quanti insieme. Quello di Salerno è un risultato che non ha nulla a che vedere con l’amministrazione locale, ma è un dato registrato a livello nazionale. Non sono un ripescato – ha concluso – non c’è stato nessun resto, nessun ripescaggio. I tre seggi sono stati ottenuti grazie ai voti che sono risultato di un impegno serio e forte della nostra battaglia”. Non manca la commozione infine, frutto di una fibrillazione e di una tensione, che non ha precedenti, soprattutto per un De Luca.




Dopo la debacle Renzi lascia il timone, Valiante:«Dimissioni? Gioco delle 3 carte»

di Brigida Vicinanza

“Ricordo ancora come se fosse ieri le dimissioni di Pierluigi Bersani nel 2013 e la decisione di traghettare con una segreteria unitaria, della quale ebbi l’onore di far parte, il partito verso un nuovo congresso per uscire dalle difficoltà e per consentire anche la formazione di un Governo per il Paese”. A dichiararlo in una nota è Simone Valiante, deputato uscente del Pd e componente della direzione nazionale, commentando le dichiarazioni del segretario nazionale del Pd Matteo Renzi che lascia la guida del Partito Democratico, ma non prima di vedere il nuovo governo “formato”. Le urne non perdonano e i risultati parlano chiaro, il Pd ha fatto “flop “in tutta Italia, conquistata quasi completamente dai pentastellati. E ieri, durante una conferenza stampa attesa, Renzi ha annunciato di lasciare “ovviamente come atto dovuto, la guida del partito dem”. “Lascio dopo la formazione del governo perchè io sono garante di un impegno morale e politico: noi abbiamo detto no al governo con gli estremisti, ora non è che cambiamo idea, io non ho cambiato idea – ha dichiarato Renzi, affidando la scelta del nuovo segretario alle primarie di partito. “Renzi all’epoca – ha ricordato ancora Valiante – partecipò a quel processo con la indicazione di Luca Lotti, scoprendo che qualche volta il pluralismo e la gestione unitaria in momenti drammatici come questi, determinati tra l’altro dalla “sua” sconfitta elettorale, perché a molti di noi non è stato neanche consentito di partecipare, possono essere un valore e un gesto di umiltà nei confronti di quei militanti soprattutto che hanno subito la peggiore sconfitta dal dopoguerra ad oggi. E’ un gesto di rispetto anche per gli italiani che si sono pronunciati. Mi sembra poi evidente che un segretario dimissionario se fa sul serio si debba comportare come tale. A Napoli dove il Movimento 5stelle ha ottenuto quasi il 60% dei consensi, si direbbe in gergo locale, il ‘gioco delle tre carte’. Consentiamo allora al Pd di recuperare un percorso di serenità come fecero Renzi e Bersani nel 2013. La politica è serietà e responsabilità e mai come in questo momento per il bene del Paese, occorre mettere a disposizione del presidente Mattarella, impegnato in un difficilissimo compito, la nostra comunità politica, senza inciuci di berlusconiana memoria e in un percorso di dignità e grande chiarezza”, ha concluso poi Valiante. Intanto Matteo Orfini, annuncia già la direzione del partito dem, fissata per lunedì alle ore 15. “Alla luce delle dimissioni del segretario Matteo Renzi, ho convocato la direzione per lunedì alle ore 15 – ha dichiarato Orfini – e dopo la direzione fisserò la data di convocazione dell’assemblea nazionale che, come previsto da statuto, dovrà recepire le dimissioni e avviare gli adempimenti conseguenti. Questo prevede il nostro statuto, che come sempre rispetteremo”.




La lunga giornata di De Luca jr, ora punta a Caserta. Proporzionale nel caos. Ci sperano LeU e Lega

Lo scrutinio prosegue a circa 24 ore dalla chiusura dei seggi. Gli uninominali di Camera e Senato sono definiti ma all’appello mancano gli eletti sul proporzionale. Gran parte di loro è paracadutata e spera nel ripescaggio dopo le sconfitte sull’uninominale. E’ il caso di Piero De Luca, capolista a Caserta con il Partito democratico. Qui i dem non arrivano al 12 per cento ed il calcolo diventa complesso. Di sicuro De Luca jr sbarrerà la strada a Camilla Sgambato, deputata uscente di Caserta. Marco Minniti a Salerno, invece, blocca Eva Avossa mentre i Fratelli d’Italia ci sono. Cirielli viene recuperato sul proporzionale, Antonio Iannone viene eletto al Senato. Il Movimento 5 Stelle punta ai tre posti: Tofalo, Bilotti e Adelizzi. La Lega Nord con Cantalamessa invece sbarra la strada al secondo seggio in Forza Italia che per ora si dovrà accontentare della riconferma di Enzo Fasano. Al Senato i Cinque Stelle potrebbero fare l’en plein. L’elezione di Cioffi sull’uninominale fa scorrere tutto il listino bloccato. La mancata vittoria di Pittella in Basilicata potrebbe bloccare la riconferma di Angelica Saggese. Fuori dal Parlamento l’attuale sottosegretario agli Esteri Enzo Amendola. Si salva Luigi Cesaro catapultato in Forza Italia a Salerno. “Il sud ha voluto lanciare un segnale chiaro, esprimendo un voto di opinione. Un modo per manifestare la propria insofferenza”. A dichiararlo è .la leader campagna di Forza Italia, Mara Carfagna, che ha espresso comunque la sua soddisfazione per il risultato ottenuto. «Il segnale che il Sud ha voluto lanciare ai partiti e ai suoi rappresentanti esprimendo un voto d’opinione è chiaro: il Mezzogiorno si è sentito abbandonato in tutti questi anni. Ha sottolineato l’esponente salernitana di Forza Italia – il voto espresso dai cittadini è stato un voto con cui hanno manifestato l’insofferenza di essere messi ai margini di una politica che, in tutti questi anni di governo tecnico Monti e di governo di centrosinistra, ha dimenticato il Mezzogiorno. Il Sud vive un disagio profondo: sono troppe le famiglie che non riescono ad arrivare alla fine del mese. Sono troppe le famiglie costrette ad emigrare». Secondo la leader azzurro la popolazione del mezzogiorno d’Italia «E’ logorata perché chi ha avuto in questi anni responsabilità di governo, a livello locale e nazionale, ha trattato il Sud come un palcoscenico per fare propaganda, disinteressato ai bisogni profondi di questo pezzo del Paese. In questo contesto Forza Italia ha retto bene: la percentuale qui è superiore alla media nazionale ma questo non ci distoglie dalla necessità di fare un’analisi profonda per intercettare in modo più incisivo i bisogni del Sud”.