“Caldoro alla Regione? Ok Se tocca a Fdi sono pronto”

di Andrea Bignardi

“Caldoro alla Regione? Si, ma nel caso in cui gli accordi di coalizione dovessero cambiare ci sarò io come candidato”. Così il questore della Camera dei Deputati Edmondo Cirielli si è espresso ieri a margine dell’assemblea provinciale del partito guidato da Giorgia Meloni. Saranno gli accordi fissati a livello di coalizione – secondo Cirielli – a determinare la scelta del candidato che correrà per il centrodestra a Palazzo Santa Lucia. Per adesso, il nome predominante in lizza resta quello di Stefano Caldoro, dopo la consacrazione ricevuta da Silvio Berlusconi nei giorni scorsi. A meno di sorprese, dunque, dovrebbe essere l’ex governatore a guidare la coalizione di centrodestra in vista delle prossime regionali. Ma Fdi si dice pronta anche ad una rimodulazione degli accordi, qualora si decida a livello nazionale che la Campania non vada più assegnata agli azzurri ma ad una forza sovranista. Il centrodestra, in ogni caso, secondo Cirielli deve restare unito, per sconfiggere non solo De Luca ma anche e soprattutto un nuovo candidato unitario espressione della società civile nell’eventualità in cui la sinistra ed i 5 Stelle si presentino insieme alle prossime elezioni. “Io credo che De Luca non sarà candidato – ha affermato Cirielli – Ma lo sarà ad una condizione: che ci sia una rottura nazionale tra PD e 5 Stelle ma non credo che questo accada”. “Sconfiggere De Luca sarà più semplice – ha proseguito il questore della Camera – Perché l’elettorato campano sa quanto male abbia governato questa regione e poi correrebbe da solo”. Più complessa resta quindi – anche secondo i sondaggi – una sfida contro le sinistre compatte su un unico nome, come ad esempio quello circolato negli ultimi giorni del ministro dell’ambiente Sergio Costa. Ma i vertici della fiamma, tutto sommato, si dicono certi della vittoria del centrodestra: a cominciare da Cirielli fino ad Antonio Iannone. “La nostra priorità è quella di liberare la Campania da De Luca – ha commentato Iannone – Che aveva promesso di rivoluzionare sotto tutti i punti di vista, senza farlo. La sanità è allo sfascio come anche i trasporti. Cirielli è il nostro candidato ma restiamo fedeli al progetto del centrodestra”.

Regionali, ecco le prima candidature di Fdi

Tanti evergreen e qualche novità tra le disponibilità per comporre la lista salernitane per il consiglio regionale. È quanto emerso dall’assemblea di Fratelli d’Italia tenutasi ieri mattina presso l’hotel Mediterranea di Salerno. Un appuntamento preliminare alla composizione della lista che sarà schierata in occasione del prossimo scontro regionale da cui poi saranno tratti i nomi definitivi. Primo nome in corsa è stato quello della portavoce provinciale del partito Imma Vietri, che dovrebbe essere il candidato di punta della compagine di Fratelli d’Italia, insieme al suo collega battipagliese Ugo Tozzi. Poker d’assi dall’Agro, territorio fondamentale per l’affermazione elettorale in provincia, da cui sono arrivate ben cinque disponibilità: il sindaco di Sant’Egidio del Monte Albino Nunzio Carpentieri, il consigliere comunale di Nocera Inferiore Pasquale D’Acunzi e quello di Pagani Massimo d’Onofrio, il capo dell’opposizione a Nocera Superiore Giuseppe Fabbricatore, a cui si aggiungerà – nel rispetto delle quote di genere – anche il nome di una donna indicata da Alberico Gambino, che non dovrebbe candidarsi direttamente in quanto impegnato nella corsa a sindaco di Pagani. Nessuna certezza per adesso, ma i due nomi che filtrano sono quelli dell’attuale sindaco facente funzioni di Pagani Anna Rosa Sessa e della moglie di Gambino Rosanna Campitiello. Dall’area sud, oltre ad Ugo Tozzi, ha dato la sua disponibilità ad entrare in lista anche Antonio Anastasio, di Pontecagnano Faiano, insieme a Donato Gallotta di Eboli, Giovanni Fortunato, sindaco di Santa Marina ed ex caldoriano di ferro, Michele Pizza, coordinatore cittadino del partito ad Agropoli, da cui proviene anche Elvira Serra, già vicesindaco della città, il consigliere comunale di Atena Lucana Franco Bellomo. Da Cava De’Tirreni, oltre ad Imma Vietri ha dato disponibilità a candidarsi anche Renato Aliberti. Nessun nome, per il momento, è emerso da Salerno città, che resta al momento l’anello debole per quanto riguarda le potenziali candidature.




«L’incertezza su De Luca è un caso unico in Europa»

di Erika Noschese

«L’incertezza sulla ricandidatura di De Luca? è un caso unico in Europa, evidentemente se ne vergognano anche loro». A parlare così, senza troppi giri di parole, è Stefano Caldoro, ipoteticamente candidato alla carica di governatore per il centro destra, intervenuto ieri pomeriggio a Salerno nel corso del convegno organizzato dal giornalista Gaetano Amatruda e promosso dalla Fondazione Craxi nel ventennale della scomparsa dell’ex segretario del Psi, Bettino Craxi. Caldoro prova a tirare un bilancio dei 5 anni di amministrazione De Luca: «abbiamo i trasporti al collasso, siamo ultimi nella sanità, nel reddito pro capite e siamo diventati ultimi nella spesa comunitaria e in Europa, dove aumenta il rischio povertà», ha dichiarato l’ex presidente di Palazzo Santa Lucia, la cui candidatura è stata fortemente voluta dal Cav ma che – ad oggi – sembra scontrarsi con il leader della Lega Matteo Salvini che chiede di rivendere non solo il nome dello stesso Caldoro ma anche quello di Fitto. E sulle richieste della Lega, l’esponente di Forza Italia non sembra essere particolarmente preoccupate. «Le candidature sono certe quando sono ufficializzate alla coalizione. Forza Italia ha fatto la sua scelta, pur non avendo chiesto io la candidatura; devo ringraziare il presidente Berlusconi ma ho ricevuto parole di stima anche da Salvini e la Meloni – ha infatti aggiunto Caldoro – Abbiamo sei Regioni su cui decidere e lo faremo insieme, come sempre». L’esponente degli azzurri è fermamente convinto dell’unità del centro destra, a prescindere dal nome del candidato che tenterà di conquistare lo scranno più alto a Palazzo Santa Lucia. E Caldoro non risparmia attacchi al suo diretto avversario politico reo, a suo dire, di aver gestito male la Regione: «Siamo in una situazione in cui dobbiamo preoccuparci, a prescindere da tutto, perché la situazione è veramente drammatica e da quando è stata istituita la Regione Campania non è stata mai così mal gestita». Per l’azzurro, il problema non è il centro destra ma «le dichiarazioni continue del centro sinistra con il presidente uscente che non si sa se è candidato o meno: caso unico in Europa, vuol dire che se ne vergognano». E sulla possibile alleanza Pd5Stelle dice: «non si capisce se vogliono presentarsi con le loro bandiere o con i 5 Stelle» che a loro volta, invece, «si interrogano ancora sulle alleanze e sia a livello nazionale che regionale» e con questo scenario, aggiunge Caldoro, «i cittadini non possono stare tranquilli». Intanto, anche la Carfagna condivide la “preoccupazione” di Salvini ma anche in questo caso il forzista non sembra essere particolarmente preoccupato: «chiedo al centro destra di pensare ai problemi dei cittadini il resto è tutto superabile – dice infatti – Bisogna dare soluzioni senza imbrogliare nessuno, con serietà perché i cittadini ancora hanno in testa le ecoballe da smaltire, pensano ancora alle liste d’attesa e alle barelle che dovevano andar via e invece nei pronto soccorso non se ne sono mai viste così tante». E infine parole di stima verso Edmondo Cirielli, questore della Camera nonché nome avanzato da Fratelli d’Italia: «Cirielli è uno straordinario amico e una persona capace, ha tutti i titoli per essere scelto come candidato presidente, c’è grande rispetto tra di noi».




Cirielli: «De Luca scaricato dal Pd quando in Campania gli devono tutto»

Cirielli a tutto campo, ma spezza una lancia a favore di Vincenzo De Luca: «Il Pd l’ha tradito per le poltrone quando, in Campania, gli devono tutto». E’ stato un Edmondo Cirielli a largo raggio quello presentatosi ai microfoni di Radio Castelluccio, dall’aeroporto alle prossime amministrative di Salerno 2021 passando per Renzi e l’avvicinamento ai deputati di Forza Italia, per concludere con Vincenzo e Roberto De Luca. Cirielli, leader campano di Fratelli d’Italia, non si fa mancare di gettare luce sul prossimo scenario politico regionale: «Io non condivido nulla di quello che fa il governatore De Luca, ma il suo partito, il Pd, l’ha tradito per le poltrone quando gli deve tutto». «E’ uno schifo – commenta – tanto da credere che Vincenzo De Luca farà dimettere in tempo utile il sindaco di Salerno, Napoli, per ricandidarsi con il solito sistema di liste civiche al Comune, lasciando al figlio Roberto, che ingiustamente, ha dovuto lasciare l’assessorato al bilancio salernitano, un ruolo politico alla Regione, per la mancata gioia dei consiglieri regionali Pd attuali». Per contrastare De Luca su Salerno, Cirielli ha pensato già a due possibili candidati: «Io sono per il rinnovamento, due giovani, Elena Criscuolo e Gherardo Marenghi». Un contrasto al governatore che va anche in campo regionale con la disponibilità personale per la candidatura alla presidenza: «Ho dato la mia disponibilità ma prima di tutto viene l’unità della coalizione. C’è Forza Italia che avanza richieste importanti: c’è Antonio Martusciello, Paolo Russo, Sibilia, ma a noi interessa soprattutto il programma, prima di tutto le infrastrutture». Infrastrutture, tema sul quale continua Cirielli: «Sono contento della fusione dell’aeroporto di Salerno con Gesac, fattore di rilancio che già io e Bassolino proponemmo a De Luca ma si schierò contro». Ultima riflessione del questore della Camera è su Forza Italia e Matteo Renzi: «Forza Italia è Silvio Berlusconi, Mara Carfagna ha un curriculum istituzionale di rilievo e spessore e deve tanto a Berlusconi tanto da non credere ad un suo avvicinamento a Renzi, credo più ad un avvicinamento di Renzi. In ottica di coalizione mi auguro che Forza Italia riacquisti linfa e forza».




«Uniti e compatti con il governatore», l’appello di De Luca jr

di Andrea Pellegrino

«Uniti e compatti con il governatore». Queste le parole d’ordine pronunciate da Piero De Luca a supporto della ricandidatura del papà presidente. Un summit con i consiglieri e gli assessori comunali di Salerno per avviare la campagna elettorale ma soprattutto per mettere in moto la macchina del consenso. Secondo un primo schema, salvo naturalmente manovre romane, De Luca sarà il candidato del Partito democratico. In Campania è quasi impossibile l’accordo con il Movimento 5 Stelle, ad eccezione di cadute di veti incrociati. Il Pd, dunque, percorrerà la sua strada mantenendo la barra su Vincenzo De Luca che dalla sua ha già abbastanza liste per poter scendere in campo. Tra queste anche quella dei renziani di Italia Viva, che in Campania potrebbero pensare ad una civica accogliendo anche i moderati di Cobellis, Matera e Ricchiuti. Stesso obiettivo per Calenda che pensa ad una civica. Via libera a Vincenzo De Luca già dai Socialisti di Vincenzo Maraio, oltre naturalmente a Campania Libera e De Luca presidente. E se De Luca jr (parlamentare) raggruppa lo stato maggiore cittadino, il fratello Roberto apre la scuola di politica in attesa di un ritorno a Palazzo di Città. Probabilmente per Natale ma dipenderà sempre dalle volontà di papà Vincenzo.

DE LUCA VS CALDORO

Sulla carta il duello potrebbe riproporsi. Lo scacchiere nazionale del centrodestra ha sbloccato le sue pedine: a Fratelli d’Italia la Puglia a Forza Italia la Campania. Insomma, strada sbarrata per Edmondo Cirielli, candidato presidente della Meloni in Campania, che dovrà quindi cedere il passo a un forzista. Il Cavaliere per ora tiene sul banco il nome dell’ex governatore Stefano Caldoro in attesa delle decisioni di Mara Carfagna che a sua volta è adulata dai renziani.




«Aeroporto di Salerno a pieno regime tra due anni»

di Erika Noschese

L’aeroporto Salerno-Costa d’Amalfi potrebbe entrare a pieno regime entro i prossimi due anni. Lo ha dichiarato il governatore della Regione Campania Vincenzo De Luca, nel corso di un incontro organizzato dalla Fit Cisl Campania su “Trasporto aereo: aiutiamo la Campania a decollare verso un futuro migliore”, in presenza del segretario della Ust Salerno Gerardo Ceres, il segretario generale della Fit Cisl Campania Alfonso Langella, il presidente della commissione Trasporti Luca Cascone, il presidente dello scalo salernitano Antonio Ferraro, l’amministratore delegato dell’aeroporto Giovanni Perillo, il segretario generale della Cisl Campania Doriana Buonavita e il segretario generale della Fit Cisl nazionale Salvatore Pellecchia. «Due anni, due anni e qualche mese e credo che saremo a regime», ha infatti detto il presidente di Palazzo Santa Lucia secondo cui «già da quest’anno avremo la scelta dell’impresa che deve realizzare i lavori di allungamento della pista, poi si dovrà fare la gara per ampliare l’aerostazione del Costa d’Amalfi. Da quando terminano i lavori, nell’arco di 3-5 anni possiamo portare almeno tre milioni di viaggiatori in piu’ su Salerno Costa d’Amalfi e dare respiro anche a Capodichino che oggi è uno degli aeroporti meglio gestiti d’Italia», ha aggiunto il numero uno che spinge affinché si concretizzi l’intesa con la Gesac per il decollo dello scalo salernitano. «Realizziamo per la prima volta un sistema aeroportuale regionale, accorpando in un’unica società l’aeroporto di Capodichino a quello di Salerno Costa d’Amalfi”, ha poi aggiunto l’ex sindaco, per il quale si tratta di «un’operazione di utilità reciproca» in quanto «Capodichino non ha più possibilità di espansione perchè’ è un aeroporto in pieno centro urbano e Salerno Costa d’Amalfi non è decollato anche per errori e limiti amministrativi. Sotto la direzione di Gesac, che avrà la responsabilità di gestione del sistema regionale, possiamo realizzare davvero un sistema di 5-6 milioni di unità di viaggiatori nella nostra regione. Una grande operazione, siamo molto fiduciosi». Secondo De Luca, inoltre, la creazione del sistema aeroportuale campano è un’operazione «di utilità reciproca tra tra lo scalo di Napoli-Capodichino e Salerno-Costa d’Amalfi». Secondo il governatore, infatti, proprio grazie all’accordo con la Gesac – che avrà la responsabilità di gestione del sistema regionale – si potrebbe aumentare il numero di viaggiatori in tutta la regione. Già entro la fine del 2019 dovrebbe essere scelta l’impresa che si occuperà dei lavori di allungamento della pista pari a circa 2.200 metri per poi procedere con la gara per ampliare l’aerostazione del Costa d’Amalfi. Parla di spot elettorali del «governatore pro tempore della Campania» il Questore della Camera dei Deputati Edmondo Cirielli: «De Luca sull’aeroporto di Salerno? Sono ricominciati gli spot elettorali del governatore pro tempore della Campania. Ma presto si accorgerà che la stagione delle bugie è finita», ha dichiarato infatti il parlamentare di Fratelli d’Italia. «De Luca ha sprecato ben quattro anni di tempo e guarda caso soltanto ora, a pochi mesi delle elezioni regionali, inizia a promettere cose che avrebbe già potuto fare: dalla sanità alle infrastrutture, dal lavoro al turismo. Doveva cambiare tutto e non ha cambiato niente. Ma i cittadini, anche sull’aeroporto “Costa d’Amalfi” di Salerno, conoscono la verità: fu proprio De Luca – ricorda Cirielli – a boicottare dieci anni fa l’ipotesi di accordo tra aeroporto di Salerno e Gesac, come puo’ testimoniare l’ex presidente della giunta regionale Bassolino, e sempre lui cercò di far fallire l’aeroporto quando era sindaco di Salerno non pagando la quota associativa e noi fummo costretti a fare causa e decreti ingiuntivi per obbligarlo a pagare». Attacchi per il governatore anche dal consigliere regionale pentastellato Michele Cammarano: «Ci fa piacere che De Luca cominci pubblicamente ad apprezzare il lavoro fatto dal nostro Governo e dal Movimento 5 Stelle in Consiglio regionale per il definitivo rilancio dell’aeroporto Salerno-Costa-D’Amalfi. Un lavoro, tra l’altro, in controtendenza all’opera ostruzionistica dello stesso De Luca, che in vent’anni non ha fatto altro che frenare il rilancio dello scalo salernitano. Il governatore che plaude all’intesa con Gesac è lo stesso che ha provato a impedire in ogni modo l’accordo con la società che gestisce Capodichino, che da sindaco di Salerno lo definiva un’invasione dei napoletani», ha infatti dichiarato Cammarano, secondo cui accorpando i due scali sotto un’unica società, nonostante De Luca, è stato possibile realizzare un sistema aeroportuale regionale che avrà ricadute notevoli in termini di presenze turistiche, quantificate in 3-5 milioni». Secondo il consigliere regionale, la Regione Campania non avrebbe messo in campo alcuna strategia, «tenuto conto che nel piano turistico triennale appena licenziato, all’operazione di nascita di un sistema campano aeroportuale siano state dedicate appena tre righe».




Pontecagnano, il sindaco Lanzara: “Dico no al sito di stoccaggio”

di Marcello D’Ambrosio

“Nessuna azienda potrà mai inquinare la mia amata Città e il futuro dei nostri figli”. Questo il titolo dell’incontro che il primo cittadino di Pontecagnano Faiano Giuseppe Lanzara ha avuto con i cittadini nel pomeriggio di ieri presso il centro sportivo Golden Goal di via Irno. Il riferimento è proprio al potenziale impianto per il trattamento e lo stoccaggio di rifiuti che la Ecosider Srl di Pagani potrebbe costruire nell’area in cui si trova il luogo dell’incontro. Decine di pontecagnanesi ad ascoltare il sindaco, su una vicenda che ha visto numerosi colpi di scena: ultimo, domenica, l’assemblea pubblica in piazza Sabbato organizzata da Federico Arcangelo Marra, coordinatore cittadino di Sinistra Italiana, e Matteo M. Zoccoli, con circa duecento persone per spiegare le ragioni del no a impianti per i rifiuti a Pontecagnano. Sulla questione, dopo la conferenza dei servizi con la regione Campania e gli stakeholder, il deputato Edmondo Cirielli ha annunciato la presentazione di un’interrogazione. La mozione presentata in consiglio comunale dai consiglieri Mazza (gurppo “Movimento Libero“) e Pastore (Forza Italia) è stata votata all’unanimità dal consiglio e ha espresso la chiara volontà politica di dire no a qualsiasi ipotesi di impianto. Queste le parole di Lanzara: «Il nostro esclusivo approccio, paventato in campagna elettorale e confermato oggi, è di tipo ambientalista pertanto, pur avendo ereditato una bel problema dalla passata amministrazione – problema che ha preso piede dall’anno 2015 – lo affronteremo con il medesimo atteggiamento: di vicinanza alla popolazione e di instancabile battaglia con quanti insistono sull’insediamento di questo sito. Stavamo operando e continueremo ad operare una rivoluzione anche di carattere ambientale. Il nostro lavoro sarà premiato: collaboriamo insieme per un secco no a tutte quante le azioni che possano compromettere la salute dei cittadini». Che continua: «E sposiamo, uniti, il progetto di interventi alternativi, evoluti, moderni, che ci consentano di guardare senza paura ad un futuro eco sostenibile e più pulito». «Ogni azione che la legge ci consentirà, noi la metteremo in atto per il bene di PontecagnanoFaiano» conclude Lanzara.




Cirielli guarda alle Regionali «Pronto a scendere in campo»

di Andrea Pellegrino

«Pronto a candidarmi». Edmondo Cirielli scioglie le riserve e si dice pronto a sfidare Vincenzo De Luca. Il nome di Cirielli era stato già avanzato per la Campania dai Fratelli d’Italia su uno scacchiere nazionale più ampio e di coalizione. Un percorso politico che passerà proprio dalle imminenti elezioni europee: una buona affermazione del partito di Giorgia Meloni in Campania potrebbe aprire la strada verso la leadership e quindi verso Edmondo Cirielli. Ed è lo stesso deputato a sbilanciarsi nel corso di una intervista a Ottopagine. «Se fosse necessario, scenderei in campo senza problemi. Così come ho fatto all’epoca delle elezioni provinciali». All’epoca Cirielli sfidò l’uscente Angelo Villani e conquistò la guida di palazzo Sant’Agostino, dopo un lungo governo di centrosinistra. Tempo di europee ed amministrative ma anche già tempo di regionali. «Non capisco come faccia Vincenzo De Luca a ricandidarsi dopo la sua gestione», incalza Edmondo Cirielli ai microfoni di Pierluigi Melillo. Rilancia poil’allarme su Capaccio Paestum, chiedendo l’intervento del ministro dell’Interno, Matteo Salvini. «Mi giungono notizie di promesse elettorali di assunzioni in Consorzi. Non ho gli strumenti investigativi necessari ed è per questo che ho chiesto e ribadisco l’intervento di Matteo Salvini». Qui, prosegue Cirielli: «C’è Alfieri che ha scelto la professione di sindaco: lo è stato a Torchiara, suo paese; ad Agropoli ed ora si candida a Capaccio. Ma è il delegato all’agricoltura della regione Campania, quindi l’assessore di fatto, che vigila proprio sui consorzi di bonifica e che fa nominare i suoi vertici. Stiamo attenti, dunque, a quel che accade a Capaccio Paestum».




Lega indecisa a Capaccio e Baronissi. Fratelli d’Italia: 3 candidati sindaco

di Andrea Pellegrino

Settimana cruciale per la composizione delle liste europee ed amministrative. Più complessa la situazione a livello locale dove il centrodestra ancora deve trovare la quadra in alcuni comuni. A Baronissi la Lega di Matteo Salvini è contesa da due candidati: Tony Siniscalco, che già avrebbe esposto i simboli leghisti, e l’ex sindaco Giovanni Moscatiello, pronto ad accogliere nella sua coalizione il partito di Matteo Salvini. Questo anche grazie alla mediazione di Lucia Vuolo che segue da vicino la campagna elettorale proprio di Baronissi, oltre ad essere ad un passo dalla candidatura per le elezioni europee. Da sciogliere anche il caso Capaccio Paestum. Al momento non ci sarebbe ancora intesa con Enzo Sica, candidato del centrodestra. Lega a trazione Fratelli d’Italia nei comuni di Nocera Superiore, dove sostiene Peppe Fabbricatore, e a Scafati dove corre con Cristoforo Salvati che, a sua volta, cammina autonomamente rispetto a Forza Italia che punta su Antonio Fogliame. Stesso scenario a Pagani ma con una coalizione più ampia a supporto del consigliere regionale Alberico Gambino. Oggi a Salerno arriva Gianluca Cantalamessa. L’occasione è l’incontro, moderato da Luca Lezzi, su “Le nuove vie della seta: il mare di mezzo crocevia di traffici e interessi”, promosso dal circolo Proudhon di Salerno che si terrà alle ore 19,00 presso la sede di via Guercio. Con il deputato ci sarà anche il segretario provinciale della Lega Mariano Falcone, oltre che l’avvocato Alfonso Mignone, il giornalista Clemente Ultimo e lo storico navale Alessandro Mazzetti. Alle 17.30, invece, sempre di oggi ci sarà Massimo Paolucci alla Sala Moka. L’eurodeputato, rientrato nel Pd, avvierà la campagna elettorale partendo proprio da Salerno. Al suo fianco Federico Conte, deputato di Leu, sempre più vicino al rientro nei dem grazie all’apertura di Nicola Zingaretti. Partito democratico che, in vista delle amministrative, deve ancora affrontare qualche problema locale. A partire da Nocera Superiore dove l’accordo con Giovanni Maria Cuofano, oltre a nascondere il simbolo ufficiale dalla coalizione, ha creato malumori all’interno dello stesso direttivo del Partito democratico. Di non facile gestione è anche il caso Capaccio con Franco Alfieri già finito al centro di un’interrogazione parlamentare presentata dal deputato di Fratelli d’Italia Edmondo Cirielli. Il marchio di «mister frittura» pesa ancora sulla testa dell’ex sindaco di Agropoli. Anche l’avanzata di Italo Voza prosegue, con la volontà dell’ex primo cittadino di sbarrare la strada “allo straniero” per non bissare quanto accaduto con Franco Palumbo alle scorse amministrative.




La delocalizzazione del porto una battaglia di Cirielli

Erika Noschese

Sembra essere la Piana del Sele l’area destinata ad accogliere il porto commerciale di Salerno, dopo una battaglia intrapresa – e durata circa 3 anni – da Edmondo Cirielli, deputato di Fratelli d’Italia e questore alla Camera dei Deputati, anni fa. Ora, la delocalizzazione del porto commerciale di Salerno sembra essere tornata a galla ma il parlamentare Cirielli rivendica con forza la sua iniziativa che ha visto l’approvazione del consiglio regionale e della Regione Campania. Ciò che manca sono i finanziamenti per procedere. A ricordare l’iniziativa lo stessi Questore della Camera dei Deputati.

Onorevole, la delocalizzazione del porto di Salerno una sua battaglia personale.

«E’ stata una battaglia durata 2-3 anni con un dibattito che ha riguardato confronti con il Comune di Salerno e quelli della Piana del Sele. C’è stato un ampio dibattito ma alla fine il consiglio provinciale, poi approvato dalla Regione, ha già approvato la dislocazione del porto di Salerno nella Piana del Sele con un porto isola. Sostanzialmente, verrebbe un porto che un braccio di 1,8 chilometri in collegamento con la terraferma, perché in prospettiva, il porto commerciale di Salerno sarà superato perché le navi di trasporto commerciale che arriveranno tenderanno ad essere sempre più grandi, al di là del fatto che crea un grande problema alla città di Salerno, è un porto superato. Quindi, ci vuole un porto con fondali assai più profondi e distante dalle città, che non crei problemi con altri tipi di traffici. Tra l’altro, siccome è a quasi due chilometri dalla città, non crea neanche problemi di inquinamento alla Piana del Sele perché oggi tutte le navi che arrivano nel porto di Salerno, passano già sul litorale anche a meno di due chilometri. Non ci sarebbe nessun tipo di problema ma anzi, diciamo che sarebbe anche un’attrazione grazie a questo braccio che collega la terraferma di due chilometri quasi che entra dentro al mare».

Dunque, possiamo dire che l’approvazione c’è già stata a suo tempo.

«Si, è già stata approvata ed è già prevista. Quello che ci manca è il finanziamento, indubbiamente una cosa importante, e l’attuazione ma è una scelta della Regione Campania che ha lo strumento giuridico, normativo e urbanistico per delocalizzare il porto. Deve solo trovare un finanziamento che, secondo me, di questi tempi si trova anche con i privati. Perché ci sono privati disposti ad investire pure un miliardo di euro per fare un porto, figuriamoci se lo dai in gestione per un certo tot di anni perché il porto che abbiamo immaginato sarebbe importante».

Attualmente, sotto i riflettori c’è anche la vicenda del viadotto Gatto di cui Lei si è già occupato, prima della tragedia di Genova.

«Sia nella scorsa legislatura che in questa ho fatto delle interrogazioni mirate. Speriamo di non dover aspettare una disgrazia, che risvegli poi anche la Procura di Salerno, per fare un’indagine. Io ho segnalato la pericolosità con un’interrogazione nella scorsa legislatura e l’ex ministro delle Infrastrutture Graziano Del Rio non mi ha dato alcuna risposta, così come non l’ha data per la vicenda del ponte Morandi, e adesso l’ho fatta anche al nuovo ministro, per una questione di correttezza, per informarlo. Questo a luglio, prima del crollo di Genova. Il Comune di Salerno non so cosa sta facendo. Mi auguro che si prenda la responsabilità di dire che non ci sono problemi sul Viadotto. Certo, hanno fatto passare 5 anni con il Pd che governava anche la Regione, potevano finanziare l’ammodernamento del viadotto, una realizzazione nuova che poteva essere meno negativa, dal punto di vista dell’impatto, e meno rischiosa. Vedremo in futuro cosa accade». Problematiche riscontrate anche sul Viadotto Olivieri. «Io questa vicenda l’avevo letta dai giornali ma dati i tempi di realizzazione, è del tutto plausibile. Anche da questo punto di vista ci vorrebbero controlli adeguati e immediati, senza aspettare le disgrazie».




A lanciare l’allarme sul «Gatto» fu Cirielli, prima del crollo del ponte di Genova

Brigida Vicinanza

A lanciare l’allarme sul viadotto Gatto, prima ancora del crollo del ponte Morandi a Genova è stato il deputato salernitano di Fratelli d’Italia Edmondo Cirielli, che il 24 luglio aveva protocollato un’interrogazione a risposta scritta al ministro dei trasporti Danilo Toninelli. “Il 31 maggio 2017 – si legge nell’atto ispettivo – il dirigente alle opere e ai lavori pubblici del comune di Salerno, nel corso della commissione trasparenza, ha dichiarato la necessità di una verifica strutturale urgente del viadotto Gatto, la strada che collega il porto di Salerno agli snodi autostradali, e che, data la complessità e la specificità nonché la mancanza di professionalità e mezzi, essa dovrà essere esternalizzata; secondo quanto si apprende da fonti di stampa, questo tipo d’intervento non è stato mai fatto e sarebbe invece necessario data la vetustà dell’opera”. Secondo il deputato “gli ultimi lavori di verifica della struttura, risalgono al 2005 (e che non riguardavano tutta l’infrastruttura)”, ma “non furono mai completati, in quanto il contratto con l’Ires venne rescisso per inadempienza”. “Da allora – aggiunge il salernitano Cirielli – sono stati effettuati solo interventi ordinari; si tratta di una strada che da quarant’anni è attraversata da camion carichi di merce e sottoposta quotidianamente a forti sollecitazioni, assorbendo volumi di traffico enormi; tutti i viadotti cittadini sarebbero, in realtà, sotto osservazione, perché la loro stabilità potrebbe essere gravemente compromessa”. “A destare preoccupazione è anche il viadotto Olivieri, per le vibrazioni che potrebbero essere causate dal traforo di Porta ovest”, precisa Cirielli che chiede al ministro Toninelli “se, considerata la gravità dei fatti esposti in premessa, non intenda assumere ogni iniziativa di competenza, anche in raccordo con il comune di Salerno, per verificare la stabilità e la sicurezza dei viadotti in questione, con particolare riferimento ai viadotti Gatto e Olivieri, alla luce della necessità di preservare la pubblica incolumità”. E proprio dopo i fatti di Genova il Comune di Salerno era corso ai ripari, organizzando subito una serie di verifiche sul viadotto in questione, effettuati dalla società Istemi. Società che ha rilasciato a Palazzo di Città una relazione parziale sui controlli effettuati che ad oggi non dovrebbero destare preoccupazione. Ma si attende ora quella finale, per fugare tutti i dubbi e le preoccupazioni dei salernitani.