Oggi si celebra la festa del papà: padri “separati” soffrono per i figli

Matteo Maiorano

Giornata importante, quella di oggi, per i papà. Il 19 marzo, in- fatti, oltre a festeggiare San Giuseppe, si celebra la figura paterna. La festa del papà, come la intendiamo oggi, nasce nei primi de- cenni del XX secolo, complementare alla festa della mamma per festeggiare la paternità e i padri in generale.Si tratta di una celebrazione che si tiene in tutto il mondo, seppur in giorni e mesi differenti. In quest’occasione, abbiamo voluto celebrare i papà raccontando le loro storie. spesso difficili anche a causa di una separazione che comporta poi l’allontanamento dai figli, per scelta della madre, del giudice e degli stessi bambini che, raggiunti un’età matura, scelgono di interrompere ogni rapporto con il padre, per svariate ragioni.  “Ho deciso di dedicare ai miei figli la mia vita affinché non gli manchi la figura paterna”. La storia di Domenico B. lo porterà oggi a vivere insieme a propri figli la festa del papà, nonostante un affidamento condiviso. “I miei figli sono ormai maggiorenni. A settimane alterne mi reco a casa e vivo con i miei figli”. Domenico si ritiene un uomo fortunato rispetto a tanti altri: “Conosco varie vicende diverse dalla mia e per questo valuto positivamente la mia questione. Ai miei figli non do esclusivamente il mantenimento ma soprattutto la presenza di un padre. Spero che un giorni essi comprendano i sacrifici che tutti i padri fanno e la mia vicinanza comprende l’importanza di trasferire determinati valori di vita e di famiglia. Non starò tutto il giorno con loro ma condivideremo insieme le ore del pranzo”. Domenico si sofferma inoltre più in generale sulla festività di oggi “Dovrebbe essere incentrata, più che sui genitori, sui figli: il compito è fargli comprendere cosa noi padri facciamo per loro. Alle madri , soprattutto quelle separate come nel mio caso, il compito di far no- tare ai propri figli il ruolo e il sacrifici della figura paterna, la quale, pur non vivendo la propria giornata con essi, la impegna con il lavoro per mantenere se stesso e la prole. Spesso alcuni padri separati vengono estromessi dalla famiglia quindi non c’è molto da festeggiare. Se oggi infatti non è giorno di affido per la legge non possono infatti nemmeno pretendere di tra- scorrere delle ore in loro compagnia. Niente e nessuno potrà restituire il mancato rapporto con i figli”. Domenico è stato trai i primi a Salerno a battersi per il di- ritto di parità genitoriale: “Ho dato la casa ai miei figli, pago tutte le spese ed in più gli do una quota mensile. In casa con loro vivo a settimane alterne. Non volevo perdere le piccole cose della vita come le cene insieme o i film in compagnia sul divano. Il male è rappresentato da quelle madri che non hanno rispetto né per i padri che per i figli, credendo egoisticamente che questi abbiano bisogno del solo amore materno”.

“Una festa inventata dalla società per farci venire sensi di colpa”

Vive con sereno distacco la festa del papà Ivano Formetta. L’uomo giudica la giornata di oggi “una festa inventata dalla società far venire sensi di colpa ed emozioni tristi a persone separate. Inoltre il 19 marzo crea false emozioni positive per gonfiare l’ego di padri non separati, ci si Illude e ci viene messo nella testa che sia un giorno importante. Per me è un giorno come tutti gli altri e va vissuto a pieno come fosse l’ultimo. La visione di Ivano ricalca una sorta di carpe diem:” La gente pensa a preparare la festa che avverrà lunedì ma non si rende conto della bellezza della vita che deve essere vissuta a pieno in questo esatto momento, perché purtroppo è così: oggi ci sei ma domani non lo sai. Padre come tanti, si sofferma sulla figura della prole: “I figli non sono nostri. Noi siamo solo uno strumento di Dio. Non abbiamo la proprietà di niente, ma solo la responsabilità di crescerli”. Non è la prima volta che l’uomo si trova a vivere la festa del papà in assenza dei propri figli: “Vivrò la cosa serenamente. Ho trovato una sorta di pace interiore,sono schietto”. Una visione della festa del papà un po’ differente da quella che in genere si ha ma non per questo meno importante, solo perchè si ha un giudizio totalmente differente dai classici luoghi comuni.

“Ho perso l’infanzia dei miei bambini”

La festa del papà che vivrà Claudio S. sarà molto diversa dalle altre. Niente bracci di ferro o carezze con i propri figli, perché la giornata di oggi l’uomo la vivrà lontano chilometri dai suoi due bambini. Claudio ha vissuto dal 2002 un’escalation di vicende giudiziarie che lo hanno portato da Eboli fino ad un paesino della Toscana, passando per la Sardegna. “Ho perso l’infanzia dei miei figli ed il tempo non può tornare indietro”. Noi invece tentiamo di farlo, provando a riavvolgere il nastro a quanto successo sedici anni fa: “La mia ex moglie conobbe persone che l’hanno cambiata in tutto e per tutto. Pochi anni dopo mi ha accusato di stalking nei suoi confronti, lei frequentava con un altro uomo. Ho trascorso quindici giorni nel carcere di Alba e successivamente mi hanno trasferito ad Eboli, laddove ho vissuto con mia madre sei mesi agli arresti domiciliari”. La ex moglie si era intanto trasferita in Sardegna a sua insaputa con i figli: “Ho perso le tracce di tutti, sono venuto a sapere brutte cose che sono capitate ai miei due figli e tre anni fa mi sono subito fiondato da loro”. Bambini che, a detta di Claudio, sono stati segnati per sempre: “ In mia assenza sono stati maltrattati. Adesso sono stati affidati alla mia ex suocera perché purtroppo io sono senza lavoro. Sono in cerca da diverso tempo, attualmente vivo in Toscana ospite di mia zia”. Claudio si sofferma inevitabilmente sulla festa del papà: “Tutti i papà separati la passeranno uno schifo, perché una persona fa tanti sacrifici per tirare su un figlio e da un giorno all’altro se li vede portar via. Quando lo fanno ti portano via una parte di cuore che non tornerà mai più”. Storie di vita difficili, quelle raccontate da questi papà e che forse li rendono anche un po’ eroi proprio per la distanza dai loro figli.




Nocera Inferiore. Sosta a pagamento in via Papa Giovanni XXIII e via Cicalese

NOCERA INFERIORE. Via all’istituzione di stalli di sosta a pagamento in via Papa Giovanni XXIII e in via Cicalese, in via sperimentale e provvisoria per 60 giorni. Arriva l’ordinanza del sindaco per quella che era nota come via San matteo che “è una strada ad una carreggiata ad una corsia di marcia a senso unico di circolazione in direzione via Isaia Rossi, sufficientemente larga per consentire il transito e sosta dei veicoli”. Allo stesso modo “Via D. Cicalese è una strada ad una carreggiata a due corsie, una per ogni senso di circolazione, sufficientemente ampia per consentire il transito e la sosta”. IL sindaco Manlio Torquato ha dato inizio alla sperimentazione in quanto “intende riordinare le aree destinate a parcheggio sulle quali la sosta dei veicoli è subordinata al pagamento di una somma”. Il provvedimento arriva anche “per favorire la rotazione della sosta dei veicoli rendendo efficace a tal fine la regolamentazione degli orari e della tariffe”. L’amministrazione così ha avviato la sosta a pagamento in via sperimentale e provvisoria per 60 giorni in via Papa Giovanni XXIII e in via Cicalese.




Nocera/pagani. «Chiedo solo il rispetto delle regole». Vincenzo Paolillo replica alle accuse del Cogmo

PAGANI. «Non intendo entrare in polemica con nessuno e quella del Consiglio di amministrazione non è una presa di posizione contro qualcuno ma solo il rispetto delle regole». Il presidente del mercato ortofrutticolo Nocera-Pagani, Vincenzo Paolillo (nella foto), risponde alle accuse piombate sulla dirigenza del Consorzio in seguito ai fatti che hanno visto il Cogmo sfrattato dalla propria sede per il mancato versamento dei canoni di locazione. Per Paolillo è stato necessario e doveroso porre fine al comodato d’uso a titolo gratuito dei locali utilizzati dal Consorzio Operatori Grossisti del Mercato Ortofrutticolo per il bene della stessa struttura:«Le richieste avanzate dall’associazione di categoria, la maggiore parte sono state tutte evase tranne quella del fitto gratuito anche perché noi non siamo un Ente di beneficenza come altri ma manteniamo questa struttura, sia nella manutenzione sia nei lavori, proprio perché i proventi vengono dai flussi dei veicoli in entrata e dai canoni dei fitti che consentono di offrire i servizi al mercato, di far fronte ai debiti contratti in passato e di fare nuovi lavori di manutenzione». Precisazioni chiare quelle del presidente Paolillo che probabilmente daranno il via a una nuova serie di polemiche con il Cogmo, il cui direttivo aveva protestato per una mancanza di patti che lo stesso Paolillo avrebbe stipulato un anno e mezzo fa per affidare a titolo gratuito la sede in cui tutt’ora risiede. In tal senso, Paolillo si rivolge al presidente dell’associazione dei commissionari, Domenico Rosario Tortora, soffermandosi su una dichiarazione rilasciata durante la conferenza stampa di lunedì mattina:«Penso e spero che il Presidente del Cogmo quando afferma che questa è una “via senza ritorno” si riferisca a tutt’altro perché per noi parlano i fatti».
E ancora, Paolillo risponde anche al consigliere regionale Alberico Gambino, intervenuto questa mattina in favore del Cogmo e contro il Cda del mercato, reputando giuridicamente scorretti gli incassi per proventi derivanti dall’utilizzo della struttura mercantile da parte dei concessionari:«Gambino? Non mi stupisce in quanto anche in un consiglio comunale di fronte a un pagamento dichiarò  “Per pagare e morire c’è sempre tempo!”. Gambino tra l’altro ha dichiarato che questa città, con tutte le sue attività, può risorgere solo se si sogna: pregherei qualcuno di andare a svegliarlo! Gambino sa cosa significare amministrare: è vero che deve fare la politica ma il rispetto delle regole viene prima di tutto».  E infine: «Sono aperto ad ogni pubblico confronto e ad ogni chiarimento in ogni sede opportuna o indicata dagli attori».




Nocera/Pagani. Mercato ortofrutticolo, è guerra Cogmo-Consorzio

Dopo la richiesta di sfratto da parte della dirigenza del mercato ortofrutticolo Nocera-Pagani e le accuse di morosità legate al mancato pagamento dei canoni di locazione per due anni, arriva la risposta del Cogmo che respinge le accuse convocando, questa mattina, una conferenza dove il presidente Domenico Rosario Tortora e il consiglio dell’associazione dei commissionari spiegano la loro verità, puntando il dito il presidente del Consorzio Vincenzo Paolillo, il quale non avrebbe mantenuto vecchi accordi che avrebbero permesso al Cogmo di usufruire della struttura in cui risiede a titolo gratuito.

«I canoni di locazione non venivano pagati in attesa di una delibera di Consiglio che approvasse l’utilizzo in comodato d’uso gratuito – spiega Tortora – A tal proposito, oltre un anno e mezzo fa è stata protocollata una richiesta di uso gratuito della sede, concordata con impegno personale del Presidente Paolillo che sosteneva fosse assurdo e illogico che il Cogmo pagasse per l’utilizzo della sede che riteneva, tra l’altro, non idonea per spazi e condizione strutturale tanto da prometterci l’assegnazione dei vecchi locali della Direzione. Se questo accordo tacito non fosse mai esistito, questo denota ancor più l’incapacità gestionale di chi, avendo la legge dalla sua parte, non opera in modo proficuo. Sia chiaro dunque una cosa: non abbiamo pagato perché morosi ma perché ci era stato chiesto di farne a meno». Tortora precisa che tale decisione è arrivata in maniera paradossale visto che gli avvocati delle due parti avevano raggiunto un accordo atto ad evitare lo sfratto che, alla fine dei conti, è stato comunque firmato.

Oltre al caso delle presunte morosità, il Cogmo ha anche lamentano la mancanza dei dovuti interventi di manutenzione e riqualificazione non solo della sede ma anche di buona parte della struttura mercatale, considerata insicura e pericolosa. Ed è proprio su questo particolare che Tortora ripassa la mano visto che di recente l’Ente Gestore avrebbe impiegato 15mila euro per organizzare l’evento “Benvenuto 2016”: «Denunciamo pubblicamente il totale lassismo di questo Ente che, anziché provvedere alla ristrutturazione del Mercato, pensa a sponsorizzare feste, festini non ultimo “Benvenuto 2016”, con il quale se ne vanno in aria bel oltre 15 mila euro che in maniera sicuramente più proficua avrebbero portato benessere al mercato. Per questo motivo abbiamo fatto richiesta di rendicontazione e copertura economica: vogliamo capire in quel verbale del consiglio di amministrazione è stata approvata tale cosa ma soprattutto perché questo spreco di denaro quando a noi serve una pezza di asfalto? Perché ci viene detto che i fondi non ci sono? Qui si parla di ordinaria amministrazione». Calcoli alla mano, il presidente Cogmo spiega che di questi 15 mila euro, solo due sarebbero stati sponsorizzati, mentre gli altri 13 proverrebbero dalle casse del consorzio ortofrutticolo e dei commissionari. E ancora: «Ci siamo visti costretti a denunciare al Presidente della Regione Campania, Vincenzo De Luca, lo stato di abbandono di tutti noi commissionari che continuiamo a lavorare in una struttura diventata uno scheletro di cemento vista l’assenza delle più elementari misure di sicurezza».

Il Cogmo smentisce anche una presunta spaccatura tra i suoi soci in seguito alla scelte di sostenere Confcommercio mettendo a disposizione del neo presidente Luigi Amendola i locali di via Mangioni per aprire la prima riunione: «E’ falso sostenere che questa associazione di sia frantumata. Sosteniamo Confcommercio perché molti nostri associati sono parte di esso e uno dei nostri consiglieri, Marcello Sforza, fa parte del neonato direttivo di Confcommercio ed è anche per questo che abbiamo deciso di mettere a loro disposizione, in comodato d’uso, la nostra sede. Il una situazione di tale immobilismo abbiamo deciso insieme di aderire a Confcommercio allo scopo di condividere le problematiche degli investitori privati. La nostra partecipazione ci consente di avvicinare gli imprenditori alle Banche, alla Camera di Commercio, Inps, Inail ed Enti che possono coadiuvare gli operatori del commercio».

Infine, conclude Tortora: «Siamo a un punto di non ritorno. Qualcuno vuole scatenare delle guerre al nostro interno per poter agire sottobanco e fare i propri interessi. Siamo soci del mercato e non possiamo far finta di nulla: bisogna intervenire».

 

Dopo la richiesta di sfratto da parte della dirigenza del mercato ortofrutticolo Nocera-Pagani e le accuse di morosità legate al mancato pagamento dei canoni di locazione per due anni, arriva la risposta del Cogmo che respinge le accuse convocando, questa mattina, una conferenza dove il presidente Domenico Rosario Tortora e il consiglio dell’associazione dei commissionari spiegano la loro verità, puntando il dito il presidente del Consorzio Vincenzo Paolillo, il quale non avrebbe mantenuto vecchi accordi che avrebbero permesso al Cogmo di usufruire della struttura in cui risiede a titolo gratuito.

«I canoni di locazione non venivano pagati in attesa di una delibera di Consiglio che approvasse l’utilizzo in comodato d’uso gratuito – spiega Tortora – A tal proposito, oltre un anno e mezzo fa è stata protocollata una richiesta di uso gratuito della sede, concordata con impegno personale del Presidente Paolillo che sosteneva fosse assurdo e illogico che il Cogmo pagasse per l’utilizzo della sede che riteneva, tra l’altro, non idonea per spazi e condizione strutturale tanto da prometterci l’assegnazione dei vecchi locali della Direzione. Se questo accordo tacito non fosse mai esistito, questo denota ancor più l’incapacità gestionale di chi, avendo la legge dalla sua parte, non opera in modo proficuo. Sia chiaro dunque una cosa: non abbiamo pagato perché morosi ma perché ci era stato chiesto di farne a meno». Tortora precisa che tale decisione è arrivata in maniera paradossale visto che gli avvocati delle due parti avevano raggiunto un accordo atto ad evitare lo sfratto che, alla fine dei conti, è stato comunque firmato.

Oltre al caso delle presunte morosità, il Cogmo ha anche lamentano la mancanza dei dovuti interventi di manutenzione e riqualificazione non solo della sede ma anche di buona parte della struttura mercatale, considerata insicura e pericolosa. Ed è proprio su questo particolare che Tortora ripassa la mano visto che di recente l’Ente Gestore avrebbe impiegato 15mila euro per organizzare l’evento “Benvenuto 2016”: «Denunciamo pubblicamente il totale lassismo di questo Ente che, anziché provvedere alla ristrutturazione del Mercato, pensa a sponsorizzare feste, festini non ultimo “Benvenuto 2016”, con il quale se ne vanno in aria bel oltre 15 mila euro che in maniera sicuramente più proficua avrebbero portato benessere al mercato. Per questo motivo abbiamo fatto richiesta di rendicontazione e copertura economica: vogliamo capire in quel verbale del consiglio di amministrazione è stata approvata tale cosa ma soprattutto perché questo spreco di denaro quando a noi serve una pezza di asfalto? Perché ci viene detto che i fondi non ci sono? Qui si parla di ordinaria amministrazione». Calcoli alla mano, il presidente Cogmo spiega che di questi 15 mila euro, solo due sarebbero stati sponsorizzati, mentre gli altri 13 proverrebbero dalle casse del consorzio ortofrutticolo e dei commissionari. E ancora: «Ci siamo visti costretti a denunciare al Presidente della Regione Campania, Vincenzo De Luca, lo stato di abbandono di tutti noi commissionari che continuiamo a lavorare in una struttura diventata uno scheletro di cemento vista l’assenza delle più elementari misure di sicurezza».

Il Cogmo smentisce anche una presunta spaccatura tra i suoi soci in seguito alla scelte di sostenere Confcommercio mettendo a disposizione del neo presidente Luigi Amendola i locali di via Mangioni per aprire la prima riunione: «E’ falso sostenere che questa associazione di sia frantumata. Sosteniamo Confcommercio perché molti nostri associati sono parte di esso e uno dei nostri consiglieri, Marcello Sforza, fa parte del neonato direttivo di Confcommercio ed è anche per questo che abbiamo deciso di mettere a loro disposizione, in comodato d’uso, la nostra sede. Il una situazione di tale immobilismo abbiamo deciso insieme di aderire a Confcommercio allo scopo di condividere le problematiche degli investitori privati. La nostra partecipazione ci consente di avvicinare gli imprenditori alle Banche, alla Camera di Commercio, Inps, Inail ed Enti che possono coadiuvare gli operatori del commercio».

Infine, conclude Tortora: «Siamo a un punto di non ritorno. Qualcuno vuole scatenare delle guerre al nostro interno per poter agire sottobanco e fare i propri interessi. Siamo soci del mercato e non possiamo far finta di nulla: bisogna intervenire».

 




Trovato a letto senza vita Pagani si ferma per Domenico

PAGANI. Una città avvolta nel dolore e nella tristezza  piange il giovane Domenico Ungaro, 33enne che da oltre 15 anni lavorava nella gioielleria di famiglia di via Marconi. Il giovane è stato trovato privo di vita nel suo letto, ieri mattina dal padre che era andato a svegliarlo. Dolore e sconforto in città. In pochi minuti la notizia ha fatto il giro della città e del web. Immenso il dolore di chi lo conosceva, che lo ricorda anche attraverso Facebook come un ragazzo sempre solare, sorridente, disponibile con tutti, uno dei giovani imprenditori paganesei che amava la sua terra, tanto da adoperarsi pienamente per le iniziative natalizie.
E Pagani si ferma davanti alla tragica scomparsa di Domenico Ungaro. Il 33enne gioielliere era stato tra gli organizzatori delle varie manifestazioni natalizie della città. Proprio per questo motivo e in segno di lutto, Pagani si ferma per rispettare il dolore della nota famiglia paganese: tutte le iniziative in programma per oggi sono state rinviate a data da definire. Tra i primi a chiedere la sospensione delle attività di animazione è stato il neo presidente di Ascom-Confcommercio, Luigi Amendola che esprime tutta la sua vicinanza e dispiacere alla famiglia Ungaro. L’amministrazione comunale ha fermato gli ultimi eventi in programma per il cartellone “Pagani Sotto Le Stelle”. Rinviato anche il pranzo dell’epifania organizzato al Circolo Unione di Pagani per poveri della città di Sant’Alfonso. Un dolore immenso, inenarrabile.




Scafati. Casciello si assuma le sue responsabiltà

Continua lo scontro politico sul fiume Sarno, tra il M5S e il consigliere di maggioranza Mimmo Casciello, arriva infatti la secca replica del deputato Angelo Tofalo (nella foto) dopo che Casciello lo aveva pungolato sulla mancata presentazione della denuncia sugli sversamenti abusivi nel corso d’acqua, a seguito del sopralluogo del parlamentare il 4 settembre scorso. Una denuncia annunciata, ma di fatto non ancora ufficializzata. “Aprendo il giornale di oggi, leggo il mio nome, utilizzato da un consigliere comunale di maggioranza che in breve tempo è passato da sinistra a destra. Oggi c’è chi ancora cerca visibilità disinformando i cittadini sulle nostre battaglie – scrive Tofalo in una nota – Sulla problematica del Sarno abbiamo fatto più interrogazioni e preparato un dettagliato dossier. Il problema è stato posto nelle commissioni del Parlamento italiano e anche in quello europeo. Stiamo continuando a lavorare su questo tema anche tramite i nostri consiglieri regionali. Stiamo svolgendo una forte attività ispettiva pressando gli uffici competenti affinché rispondano alle nostre interrogazioni”. Il parlamentare salernitano è molto vicino agli attivisti di Scafati in Movimento, e appoggia le loro battaglie, tra cui, appunto, quella sugli sversamenti illeciti nel Sarno e suoi affluenti. “Il nostro è dunque un lavoro a tutto campo su una problematica su cui la politica fallimentare degli ultimi 30 anni non si è mai seriamente interessata. Invitiamo tutti gli attori politici locali, che negli ultimi anni hanno generato queste problematiche dannose all’ambente ed alla salute, di consentire con informazioni utili a risolvere questo problema insieme ai cittadini” conclude Angelo Tofalo. Fanno eco gli attivisti locali, che calcano la mano: “Evidentemente il consigliere Casciello non avendo rappresentanti istituzionali cui rivolgersi avendo cambiato più volte casacca attacca noi che stiamo lavorando alacremente su questo tema! Si assuma piuttosto le sue responsabilità essendo corresponsabile insieme a questa amministrazione di questo stato di cose mai poste seriamente in discussione ai tavoli regionali e nazionali, cosa che invece il m5s sta facendo da opposizione responsabile e coerente”. Sembrerebbe che nelle prossime settimane il deputato ritornerà a Scafati e com il gruppo locale presenteranno una lunga e dettagliata denuncia-dossier che non riguarderà soltanto l’inquinamento del Sarno, ma anche una panoramica degli ultimi avvenimenti scafatesi, compreso le vicende giudiziarie del primo cittadino. (a.f.)




Nocera Inf e Sup./Angri. La burrasca nelle parrocchie

don Roberto Farruggio

don Roberto Farruggio

Don Mimmo Cinque

Don Mimmo Cinque

vescovo-giuseppe-giudiceI e

NOCERA. «Incongruenze oggettive dal punto di vista amministrativo». Con questa motivazione, il vescovo della diocesi Nocera Inferiore-Sarno, Giuseppe Giudice, ha bloccato il trasferimento di don Mimmo Cinque dalla parrocchia del Vescovado a Nocera Inferiore a quella di Maria Santissima di Costantinopoli a Pecorari di Nocera Superiore e di don Roberto Farruggio da quest’ultima alla chiesa di Santa Maria del Presepe a Nocera Inferiore. Proprio la chiesa di Santa Monica (come i nocerini continuano a chiamare Santa Maria del Presepe) rischia di rimanere senza parroco, non essendo stato revocato, come per tantissimi altri sacerdoti, il trasferimento di don Ciro Galisi a Santa Maria delle Grazie ad Angri.

Insomma, almeno per il momento, monsignor Giudice non fa quadrare i conti dei trasferimenti di parroci, lasciando scoperto la casella della principale parrocchia di Nocera Inferiore. E a propositi di far quadrare i conti, il vescovo ha anche citato gli articoli del codice canonico in base ai quali è tornato sulla sua decisione, come non erano riuscita a fare le proteste delle varie comunità, dove erano state trasferiti i parroci, decine nell’arco di due anni.

Scrive monsignor Giudice: «Tra l’annuncio dato il 27 luglio ultimo scorso  e l’entrata in vigore delle nomine, il Vescovo ha incontrato i sacerdoti e approfondito alcuni aspetti legati alle comunità e alla loro gestione. S.E. Rev.ma Monsignor Giuseppe Giudice, per il bene dei singoli e delle comunità, chiamato a salvaguardare la salus animarum, ha deciso di sospendere le nomine annunciate dopo aver riscontrato alcune incongruenze oggettive dal punto di vista amministrativo (cfr. canoni 1283-1284)».

Gli articoli “violati”

I due canoni si riferiscono ad obblighi che riguardano i patrimoni. Il 1283 si riferisce alla garanzia che il sacerdote, in questo caso, deve prestare con giuramento al vescovo di svolgere onestamente e fedelmente le funzioni amministrative; di redigere inventari dei beni immobili, dei beni mobili sia preziosi sia comunque riguardanti i beni culturali, e delle altre cose, con la loro descrizione e la stima, e sia rivisto dopo la redazione; e di annotare le variazioni patrimoniali su entrambe le copie dell’inventario (una conservata nell’archivio locale e uno in curia. Il canone 1284  attiene all’obbligo di tutti gli gli amministratori sono tenuti ad attendere alle loro funzioni con la diligenza di un buon padre di famiglia, vigilando sui i beni affidati, curando che sia messa al sicuro la proprietà dei beni ecclesiastici in modi validi civilmente e secondo le disposizioni canoniche e civili o quelle imposte dal fondatore o dal donatore o dalla legittima autorità e badare soprattutto che dall’inosservanza delle leggi civili non derivi danno alla Chiesa; esigendo i redditi dei beni e i proventi, pagando nel tempo stabilito gli interessi dovuti a causa di un mutuo o d’ipoteca curando opportunamente la restituzione dello stesso capitale; impiegando il denaro eccedente le spese e che possa essere collocato utilmente, per le finalità della Chiesa o dell’istituto; tenendo in ordine i libri delle entrate e delle uscite; redigendo il rendiconto amministrativo al termine di ogni anno; catalogando adeguatamente documenti e strumenti, sui quali si fondano i diritti della Chiesa o dell’istituto circa i beni, redigendo ogni anno il preventivo delle entrate e delle uscite.

Insomma le incongruenze oggettive riguarderebbero alcuni di questi aspetti legati ai patrimoni.

Le voci

Tante le voci che girano, ma sembra che i problemi sarebbero sorti per la parrocchia di Pecorari a Nocera Superiore, nota al grande pubblico per la grande festa in onore di San Pasquale che si fa ogni anno e per il concorso internazionale dei madonnari, e per i lavori in cattedrale e a Montalbino.

Il richiamo

Che la situazioni meriti attenzione e non solo lo si percepisce non solo per la decisione del presule, mai adottata prima, ma anche dal tenore di un’altra farse del comunicato del pastore diocesano: «Mentre rinnovo l’attenzione verso i presbiteri – ha scritto il Vescovo nella lettera indirizzata ai due sacerdoti –, invito a vivere questo momento sempre nella fede, nella discrezione e nella disponibilità alle direttive della Chiesa». Un invito alla discrezione e una disponibilità alle direttive della chiesa cha può alimentare dubbi.

Monsignor Domenico Cinque e Don Roberto Farruggio continueranno, dunque, il lavoro pastorale nelle parrocchie dove attualmente svolgono il loro ministero, come ha ricordato la stessa curia. Ma per Santa Maria del Presepe che si deciderà. Certamente non si può lasciare una parrocchia senza guida, soprattutto del “peso” di quella di Santa Monica. A questo punto, la soluzione ideale sarebbe quella di far rimanere don Ciro Galisi al suo posto fino a quando non saranno chiarite le cose.

Intanto, sembra che la vicenda al centro del blocco dei trasferimenti sia diventata di interesse del Vaticano.

 

Galisi-CiroLe conseguenze

NOCERA INFERIORE/ANGRI. Ed adesso chi sarà in nuovo parroco di Santa Maria del Presepe? Dopo il trasferimento di don Ciro Galisi a Santa Maria delle Grazie ad Angri, nell’ambito del turn over dei parroci, nella parrocchia considerata di maggior “peso” a Nocera Inferiore doveva arrivare don Roberto Farruggio. Vista la decisione del vescovo di lasciare don Roberto nella sua parrocchia di Maria Santissima di Costantinopoli a Nocera Superiore in attesa di chiarimenti sulla gestione della parrocchia, la casella della chiesa nel centro di Nocera Inferiore rimane vuota.

Pare che il vescovo stia esaminando diverse soluzioni, quella di lasciare per ora don Ciro al suo posto o di trovare un sacerdote che accetti di rimanere a capo della comunità di quella che i nocerini chiamano Santa Monica per un periodo limitato di tempo, una sorta di amministratore parrocchiale ed è un impresa non facile per le molteplici attività gestite dalla parrocchia. Una soluzione da trovare in pochi giorni, visto che il 14 ottobre don Ciro prende possesso di Santa Maria delle Grazie ad Angri.

Ovviamente, anche l’importante comunità parrocchiale angrese dove vive in “pensione” il vescovo emerito monsignor Gioacchino Illiano e ultima sede del poi nominato vescovo don Franco Alfano, attende chi sarà il suo nuovo parroco.

A monsignor Giudice il compito di districare la matassa.




Nocera S. «Altro che interessi privati, era solo un errore nel curriculum dell’assessore»

NOCERA SUPERIORE. Caso Informagiovani, il sindaco Giovanni Maria Cuofano: «Sciacallaggio intimidatorio, avvieremo azioni legali».
Il primo cittadino e l’assessore Maria Stefania Riso contro l’opposizione affermano che la «procedura è legittima, il lavoro va avanti. «Questo sciacallaggio politico non ci intimidisce e non ci appartiene. Avvieremo ogni azione legale a tutela dell’immagine del Comune e degli uffici messi indebitamente sotto accusa da un manipolo di egocentrici e calunniatori di quartiere –afferma il sindaco, riferendosi alle accuse della minoranza sulla procedura di affidamento del servizio Informagiovani-Biblioteca alla cooperativa Archè di Pagani.  I consiglieri comunali di minoranza e l’associazione Polis Sa parlano di conflitto di interessi tra la Cooperativa Archè e l’assessore Riso che avrebbe avuto rapporti di lavoro con la coop paganese e chiedono chiarimenti al primo cittadino. Le opposizioni hanno denunciato l’assoluta assenza del sindaco Cuofano dal territorio. Il sindaco replica: «Tutto è nato da un banalissimo errore di digitazione all’interno del curriculum dell’assessore Stefania Riso, dove erroneamente si riporta una prestazione professionale in corso fra l’assessore e la cooperativa quando, invece, per un mancato aggiornamento del documento, il rapporto è datato 2002 ed è ampiamente concluso. Corretto il refuso, in merito alla procedura adottata consiglio vivamente un corso accelerato di pubblica amministrazione per queste persone perché l’iter amministrativo seguito è regolare ed a norma di legge. A monte vi è la delibera di giunta con la quale l’organo esecutivo ha dettato il suo indirizzo politico. Dopodichè l’Ufficio ha predisposto una gara pubblica per l’affidamento del servizio invitando le cooperative iscritte all’Albo del Piano di Zona: erano in cinque, e solo l’Archè ha risposto. Una volta effettuata un’ulteriore verifica sui requisiti, l’Ufficio ha disposto la determina di affidamento del servizio. Nessuna ingerenza politica, dunque, essendo un atto prettamente gestionale. Nessun conflitto d’interessi, poiché l’unico rapporto professionale tra la cooperativa Archè e l’assessore Riso risale al lontano 2002». E l’assessore Riso: «Per la fretta di pubblicare il curriculum sul sito del Comune ho dimenticato di aggiornarlo – spiega – ma da qui alle calunnie gratuite ce ne passa».




Progettò il bunker del boss Zagaria e lavorava anche a Scafati

In edicola con Le Cronache di oggi

SCAFATI. Nel blitz contro i casalesi arrestato il direttore dei lavori per la realizzazione dei marciapiedi di via Santa Maria la Carità: a Scafati aumenta lo sgomento. In manette, tre giorni fa, era finito Carmine Domenico Nocera, l’ideatore del bunker dove si nascondeva ed eseguiva i suoi affari il boss dei casalesi Michele Zagaria. L’architetto del clan, secondo l’antimafia di Caserta. Ma a Scafati quel nome non era nuovo. Nocera era il tecnico adatto ad eseguire la direzione dei lavori di via Santa Maria la Carità, secondo l’architetto Maria Gabriella Camera che di quei lavori era il Rup. Nei giorni scorsi, però, si è aperto il vaso di Pandora ed è spuntato il nome di Nocera, facendo il giro dei media nazionali. In particolare, sono stati quattro gli arresti nel casertano in seguito ad un’operazione dei carabinieri dei reparti speciali (Ros) di Caserta coordinata dal pool antimafia di Napoli in cui è stato coinvolto anche l’architetto Carmine Domenico Nocera, direttore dei lavori in esecuzione a Scafati in  via Santa Maria la Carità. Gli arrestati sono tutti nomi di spicco del clan dei casalesi: Gesualda, la sorella dell’ex superlatitante Michele Zagaria; Filippo Capaldo, nipote del boss; Francesco Nobis il costruttore del bunker del capoclan e l’architetto Nocera che aveva progettato il nascondiglio utilizzato dal boss Zagaria durante la sua latitanza.
Nocera, quindi, a Scafati era noto quale direttore dei lavori per la costruzione di nuovi marciapiedi e, con una variante di pochi mesi fa, anche per il rifacimento della pubblica illuminazione che ebbe l’ok della Giunta scafatese. L’importo dell’opera era di circa un milione di euro, la ditta aggiudicatrice è la Gallo Costruzioni di Angri ed i lavori sono in fase di ultimazione ma oggetto spesso di contestazione da parte dei residenti per la lentezza nell’esecuzione e per la qualità dell’opera.
Dopo l’inchiesta della Dda di Salerno -che ha eseguito lo scorso 18 settembre delle perquisizioni e inviato un avviso di garanzia al sindaco di Scafati Pasquale Aliberti , alla segretaria comunale Di Saia , al fratello del sindaco Nello e allo staffista Giovanni Cozzolino per associazione mafiosa, corruzione, scambio di voto politico mafioso- l’arresto dell’architetto Nocera fa ripiombare la tensione dell’accostamento alla camorra alla città di Scafati.
Secondo la ricostruzione degli inquirenti antimafia l’architetto Nocera è uno di quei colletti bianchi, della zona grigia tra camorra e affari, che avrebbe messo a disposizione il suo studio a persone vicino al clan dei casalesi, le stesse che gli sarebbero tornate utili per avere incarichi di direzione lavori a Caserta e non solo. Inoltre Nocera avrebbe incontrato più volte nel suo studio Zagaria durante la latitanza oltre ad averlo aiutato a ideare una villa bunker a Casapesenna, comune in cui il Nocera era anche stato consigliere comunale. Carmine Domenico Nocera, infatti, era stato indagato all’epoca in cui sedeva nel civico consesso e su di lui pendeva una richiesta di rinvio a giudizio per le accuse di abuso d’ufficio e lottizzazione abusiva in relazione non ad una concessione qualsiasi, ma a quella data a Giovanni Nobis, commerciante di Casapesenna, ma, soprattutto, fratello di Salvatore Nobis, ras di primo piano del clan dei casalesi e del gruppo dell’ex primula rossa Michele Zagaria.
Tutto avveniva nello stesso Comune dove Immacolata Di Saia ha prestato servizio come segretaria comunale prima di arrivare a Scafati su chiamata diretta del sindaco scafatese Pasquale Aliberti. Resta ora da capire come un architetto, così chiacchierato da tempo, fosse stato scelto da Caserta per la direzione di lavori a Scafati dalla dirigente Camera, a sua volta nominata dal sindaco Aliberti all’inizio del suo primo mandato. Nocera compare nell’elenco dei professionisti esterni nel 2012 per 7mila e 900 euro (per i lavori in questione), lui ha proposto la variante e la Giunta scafatese l’ha accettata qualche mese fa.
Gennaro Avagnano




Nocera S.. Oliva si candida a sindaco. Quando lo annunciò Le Cronache fu accusata di scrivere «melassa»

 

NOCERA SUPERIORE. Era fantomatica politica. Così, in un “comunicato stampa urgente» di Polis Sa si leggeva circa la notizia, diffusa anche (e soprattutto) da Le Cronache di una possibile discesa in campo come primo cittadino di Mimmo Oliva.

Nel nostro articolo del 24 marzo scorso si leggeva: «Ed ora Mimmo Oliva candidato sindaco a Nocera Superiore? Dopo la vittoria al congresso del partito democratico  del fratello Alfonso, eletto segretario del Pd a Nocera Inferiore, secondo i ben informati Mimmo Oliva potrebbe candidarsi a primo cittadino dell’erede di Nuceria Alfaterna. Dopo la rottura con il primo cittadino nocerino Giovanni Maria Cuofano, del quale era stato tra i maggiori sostenitori e poi assessore per pochi mesi, Mimmo coverebbe l’ambizione di prendere il posto di Cuofano e starebbe lavorando per questo. Gli Oliva sarebbero diventati punti di riferimento del Pd nell’Agro nocerino, o quantomeno nelle due Nocera, e la governace provinciale potrebbe dover far i conti con loro. Mimmo Oliva, anima dell’associazione Polis Sa, ha iniziato a tessere una rete politica partire proprio dall’elezione di Cuofano che umiliò il Pd di Nocera Superiore con una vittoria schiacciante. Un lavoro iniziato dopo che aveva perso la battaglia nella Flai-Cgil. Poi la rottura con il sindaco Cuofano, dai contorni mai ben chiariti e la decisione di puntare su Polis Sa…  Un lavoro (politico a Nocera Superiore, ndr) continuato anche a livello culturale, attraverso l’istituto culturale, a nome proprio del padre, che aveva recuperato temi cari alla sinistra come quello della partecipazione di tre nocerini alla Resistenza. Poi le continue iniziative a Nocera Superiore, politico-amministrative (vedi la proposta per un asilo a Portaromana, dopo le polemiche per la scelte in merito operate  dal Comune) e culturali (molte presentazioni di libri, ad esempio) dove Oliva ha messo insieme, di volta in volta, molte persone di un’area di centro e di sinistra e diversi giovani. E’ partita quindi la lunga scalata di Mimmo Oliva alla poltrona  di sindaco di Nocera Superiore? E tale intensione può preludere anche a tentativi di far “cadere” Cuofano?». Lo stesso giorno, con ogni mezzo di comunicazione,  da facebook a  youtube e quant’altro,  Polis Sa lanciava il seguente messaggio: «Con grande sorpresa si legge che Mimmo Oliva portavoce di Polis Sa, a detta di alcuni che si definiscono ben informati, sia in lizza per una fantomatica corsa a sindaco di Nocera Superiore, scrivono dall’associazione-. Notizie senza alcun fondamento per vari motivi… Non si comprende l’ eccessiva attenzione che si dà a certe dinamiche che nulla hanno di fondato. Si sottolinea inoltre che questo continuo parlare, o per meglio dire sparlare di un movimento nascente e dei suoi componenti in questi termini e toni è “melassa” allo stato puro. Si smentisce pertanto ogni eventuale futura insinuazione mediatica nei nostri confronti».

Cosa è accaduto nelle ultime ore? Marianna Considerato di Polis Sa che all’epoca condivise il messaggio di smentita, nelle scorse ore ha condiviso su facebook (come anche il profilo ufficiale di Polis Sa) il link del Risorgimento nocerino a titolo «Nocera Superiore, Mimmo Oliva candidato sindaco?». E il giorno dopo un comunicato stampa che conferma la discesa in campo di Oliva quale candidato sindaco, anche se per il 2019.

Quella di Cronache, del 24 marzo scorso, era quindi «melassa»? Forse Le Cronache ha doti di prevegenza? Si parla tanto dei toni bassi che devono i giornali devono tenere ma sarebbe utile esortazione per tutti, soprattutto prima di attaccare gli altri.