Nuove adesioni in casa Lega a Salerno Di Giorgio e Squillante i nuovi “big”

Erika Noschese

Domenico di Giorgio, Antonio Squillante, Nino Marsicano. Sono i nomi delle possibili new entry in casa Lega a Salerno. Dopo il soddisfacente risultato ottenuto dal partito di Matteo Salvini alle Politiche dello scorso 4 marzo, la famiglia leghista salernitana sembra crescere a livello territoriale. E con nomi di un certo spessore. In particolar modo, l’avvocato cilentano avrebbe detto addio a Fratelli d’Italia dopo la mancata presa di posizione di Giorgia Meloni circa la posizione di Luciano Passariello, candidato alle politiche, nonostante il coinvolgimento nell’inchiesta Bloody Money di Fanpage. Dal canto suo, l’ex sindaco di Montecorvino Pugliano, Domenico Di Giorgio, non smentisce il passaggio alla Lega: «Sono amico con Gianluca Cantalamessa (neo parlamentare eletto a Salerno e coordinatore regionale per la Campania ndr), prima ancora lo ero con il papà, Antonio. Nulla di particolare. E’ chiaro che si è in un momento particolare sul quale ci sono una marea di riflessioni in corso ma lo sta facendo il centro destra a livello nazionale e lo stiamo facendo noi a livello territoriale. Io non escludo che ci possano essere, nelle settimane a venire, riflessioni che possano andare in questa direzione», ha infatti dichiarato ma, sottolinea: «intanto, io sono e rimango in Forza Italia e non a caso nei prossimi giorni c’è l’intenzione di avviare una serie di confronti interni al partito». Di Giorgio, ritenuto tra i dissidenti del partito di Silvio Berlusconi, sarebbe stato accusato di aver fatto campagna elettorale per il Movimento 5 Stelle ma lui nega ogni accusa: «Non mi risulta di aver fatto manifestazioni pubbliche né private per il Movimento 5 Stelle». L’ex manager dell’Asl di Salerno, nonché ex assessore al bilancio al Comune di Sant’Anastasia, ha ammesso di aver votato Lega alle ultime politiche e di essere interessato alla realtà territoriale della Lega.«Stiamo ragionando, ovviamente è un progetto politico che mi interessa, io sono sempre stato un uomo di destra e attualmente questa realtà inizia a sviluppare dei ragionamenti che in qualche modo posso condividere. Sono interessato ma al momento non c’è nulla di concreto, di realizzato», ha dichiarato l’ex dg dell’Azienda sanitaria locale. E sulle possibili accuse per essere salito sul carro dei vincitori dice: «Io sono di destra e non c’è alcun dubbio su questo. La mia esperienza con Fratelli d’Italia è terminata con un distacco da quelli che erano i rappresentanti locali, ho fatto un periodo abbastanza lungo di transizione, di ragionamento. Rimango nell’ambito del centro destra, c’è questa realtà territoriale che in qualche modo ho sostenuto già in fase preliminare. Non sono andato con il cappello in mano a chiedere nulla perché non ho bisogno di nulla e non sono interessato a nulla di particolare nel senso che ritengo che la politica sia determinante nella vita di un cittadino e, avendo avuto un’esperienza precedente, in qualche modo sto con loro a ragionare ma ripeto nulla di materiale».Il segretario provinciale Mariano Falcone non esclude possibili nuovi ingressi: «Devo incontrarli, non escludo possano entrare a far parte del nostro partito».




Forza Italia si spacca: «Nessuna campagna elettorale per aiutare i candidati»

Erika Noschese

Forza Italia rischia di spaccarsi, ancora una volta. A scatenare nuovamente la polemica all’interno del partito è la decisione dei candidati che concorreranno alle politiche del 4 marzo prossimo. I dissidenti, nella mattinata di ieri, hanno espresso il loro dissenso annunciando la loro decisione di non supportare i candidati nella campagna elettorale. Ad aver organizzato l’incontro il senatore uscente Franco Cardiello che esprime il suo dissenso per le scelte di Fasano in quanto, a suo dire, i candidati non appartengono al territorio e non possono in alcun modo rappresentarlo. L’ormai ex senatore non solo si scaglia contro il coordinatore provinciale degli azzurri ma non le manda a dire a Marzia Ferraioli che, nel collegio di Agropoli per un posto alla Camera dei Deputati dovrà fare i conti con l’ex sindaco Franco Alfieri. Non mancano gli attacchi diretti a Lello Ciccone («Prima di approdare in Fi ha cambiato sei partiti») e Costabile Spinelli ( «ha aderito al partito solo poco prima della candidatura. È probabile non sia neanche tesse- rato»). Per il Senato, la situazione non sembra essere poi tanto differente: «Non c’è alcun candidato di Salerno, abbiamo Luigi Cesaro (balzato agli onori della cronaca per la vicenda del voto di cambio su cui sta indagando la Procura di Napoli ndr)», ha detto ancora l’ex senatore. Dello stesso avviso anche Gaetano Amatruda che ha annunciato l’intenzione di limitarsi ad un contributo personale per le politiche 2018: «Non è la conferenza degli esclusi questa noi volevamo solo proporre un metodo. Il partito è diventata una macchina da scrivere ed è impossibile salvare qualcosa da questa esperienza che tradisce lo spirito di Berlusconi perché non ha rispetto dei territori», ha detto ancora Amatruda, puntando poi il dito contro Mara Carfagna che si sarebbe dovuta candidare a Salerno perché «era opportuno avere il nostro leader in città contro Minniti per contrastare il sistema di governo. Enzo (Fasano ndr) ha giocato la sua partita personale ed io non credo che un coordinatore possa farlo».Un pensiero, questo, che trova d’accordo anche Damiano Cardiello, il consigliere comunale di Capaccio Giovanni Piano e Domenico Di Giorgio, secondo cui le scelte del coordinatore provinciale e della leader avrebbero umiliato profondamente il territorio salernitano, piazzando personaggi che non rap- presenterebbero in alcun modo i cittadini. Tra i dissidenti spicca anche il nome di Ernesto Sica, sindaco di Pontecagnano Faiano, la cui candidatura sembrava ormai certa.




Salzano a Fasano: «Dimettiamoci»

Erika Noschese

«Dimettiamoci e lavoriamo per la squadra». Parla così Aniello Salzano, all’indomani della polemica scoppiata all’interno di Forza Italia che lo ha visto scontrarsi con l’onorevole Enzo Fasano, costringendo – di fatto – i militanti a schierarsi a favore dell’uno o dell’altro. «Ho più volte ripetuto, forse fino alla noia, che sono in campo per dare il mio modesto contributo a Forza Italia e al centrodestra, per aiutare la dirigenza salernitana ad individuare le soluzioni migliori per risollevare le sorti del Partito in città», ha dichiarato Salzano che chiarisce di non avere alcun interesse personale da tutelare o difendere e, «come più volte ho detto, non inseguo candidature. Ho sol- tanto l’ambizione di concorrere a far vincere quella parte politica a me più vicina, nella quale coerente- mente ho sempre militato a cui ho sempre dato il mio sostegno». «Alcuni mesi fa ho accettato l’invito pressante dell’onorevole Mara Carfagna che mi ha assegnato il compito di aggregare ed unire, di svelenire i rapporti e di abbattere il clima da congiura permanente al- l’interno di F.I. a Salerno, di tentare di riportare nel partito i tanti delusi e i moderati che se ne erano allontanati. E’ quanto mi sono sforzato di fare in questi mesi, scontrandomi sovente con chi giocava per se stesso invece che per la squadra, con chi talvolta voleva contemporaneamente ricoprire il ruolo di giocatore e di arbitro», ha detto ancora Salzano, sottolineando come, in tempo di elezioni, non sia più il tempo delle divisioni «ma di ritrovare la compattezza di una volta per tornare a vincere a Salerno e in Provincia. Perché questo si verifichi occorre però che nel Partito si ricerchi, anche dopo un confronto aspro e duro, una sintesi. Del resto nella mia vita politica ho privilegiato sempre la costruzione di un progetto e in ogni occasione ho preferito indicare la soluzione ai problemi. La qualcosa desidero fare anche stavolta, nell’interesse precipuo di Fi e dell’intera coalizione di centrodestra». «Pertanto per tutelare fino in fondo il Partito e i suoi dirigenti, in un momento particolare e delicato, chiedo a Enzo Fasano un gesto di buona volontà: di fare insieme un passo indietro, di rassegnare le dimissioni. Entrambi pronti a rinunciare a battaglie personali per salvare il pro- getto di un Partito coeso, a rilanciare la sua azione politica, entrambi pronti a fare spazio ad energie nuove. Il nostro compito non può che essere che quello di padri nobili». La situazione diventa sempre più delicata all’interno del partito di Salerno, con continui botta e risposta tra i sostenitori del senatore e del coordinatore cittadino. La situazione sembra essere sempre più delicata in casa Forza Italia che sembra essere ormai prossima ad una scissione. Tra chi sostiene il senatore Enzo Fasano e chi il professore Aniello Salzano, la situazione all’interno del partito di Salerno non sembra essere delle migliori. Ad attaccare Salzano è stavolta Domenico Di Giorgio, capogruppo Forza Italia: «E’ inaccettabile che il professore Aniello Salzano continui a rilasciare dichiarazioni a tv e giornali cariche di livore nei confronti del nostro coordinatore provinciale, senatore Enzo Fasano». «Non si comprende con quale autorità ed autorevolezza politica inviti alle dimissioni il senatore Fasano che in questi anni si è adoperato per radicare e tenere vivo il partito in provincia di Salerno mentre mi sfugge dove fosse e cosa facesse il professore Salzano per Forza Italia. Cosa faccia adesso in Forza Italia invece è chiaro: tenta di delegittimare un’intera classe dirigente a favore di una cordata ben identificata che anche a Salerno da sempre ha a cuore interessi trasversali e consociativi», ha poi aggiunto. Secondo Di Giorgio, Salzano piuttosto che invitare gli altri a dimettersi «farebbe bene a presentare le sue di dimissioni, se ritiene di non essere più in sintonia con la maggioranza del gruppo dirigente e con il senatore Fasano che lo ha tra l’altro nomi- nato. Per il resto si tranquillizzi: mi pare che i vertici nazionali e regionali, manifestando al senatore Fasano stima e solidarietà, abbiano già indicato al nostro coordinatore provinciale la strada da seguire. Il professore Salzano accetti infine un mio consiglio: per non dare di sé un’immagine patetica la smetta di cedere al suo protagonismo attaccando quotidianamente i vertici del partito». La lista dei sostenitori del senatore si allunga sempre di più. A prendere le sue difese anche la coordinatrice provinciale giovanile, Adriana Volzone: «In Campania ed a Salerno in particolare, laddove il sistema deluchiano è particolarmente pervasivo, è il momento del massimo sforzo, della condivisione degli obiettivi per affrancare un territorio dalle potenzialità straordinarie da logiche clientelari e insopportabili nepotismi. Il 4 marzo sarà l’occasione della svolta. Con il senatore Fasano, che in questi anni ha avuto il merito e la forza di mettersi in gioco senza mai arretrare di un passo, ci attende dunque un lavoro sicuramente impegnativo che tuttavia non potrà che trovarci più che mai motivati entusiasti e pronti». Ora non resta che attendere l’evolversi della situazione. Salzano replicherà alle accuse?




Battipaglia verso il voto. Di Giorgio (FI): «Sì ai tavoli, ma coi coordinatori». E Ugo Tozzi…

di Carmine Landi

BATTIPAGLIA. «A Battipaglia, Forza Italia auspica l’unità del centrodestra».

Parola di Domenico Di Giorgio, sindaco di Montecorvino Pugliano e vicecoordinatore di Forza Italia Salerno.

Nei giorni scorsi, in città, s’è parlato in lungo e in largo dell’assenza dei forzisti al tavolo attorno al quale, su invito di Carmine Pagano, si sono riuniti i rappresentanti del centrodestra cittadino.

S’è detto che la causa dell’assenza dei berluscones andrebbe ricercata nella mancata ufficializzazione del nuovo referente: Giuseppe Provenza, ex capogruppo consiliare del Pdl, è ancora in attesa della nomina di coordinatore cittadino, per la quale resta il più accreditato. È vero, ma non del tutto, dal momento che, alla campagna d’ascolto di Etica per il Buon Governo, la delegazione forzista c’è andata.

«Parliamo con tutti – ha spiegato Di Giorgio – ma dipende dall’interlocutore, nel senso che il tavolo di sabato scorso è stato convocato da un simpatizzante di Fratelli d’Italia, mentre a Michele Gioia, coordinatore FdI di fresca nomina, abbiamo dato la massima disponibilità e, se fosse stato lui a organizzarlo, molto probabilmente avremmo preso parte all’incontro».

D’altronde, l’invito al summit con Etica è arrivato dalla presidente del movimento civico, Cecilia Francese, che, per il primo cittadino di Pugliano, «è una persona con cui ci sono convergenze di vedute e con la quale non s’escludono collegamenti per il futuro», ma, al momento, «è tutto ancora in fase embrionale». Come già scritto tra le colonne di questo quotidiano, ad ogni modo, Etica e Forza Italia organizzeranno in solidum un convegno sull’ambiente. Ma nel frattempo, per Di Giorgio, «l’imperativo è arrivare a un’ipotesi comune all’interno del centrodestra». Dello stesso avviso è Michele Gioia, neococrdinatore cittadino di Fratelli d’Italia: «Cerchiamo l’unità del centrodestra, e la richiesta è arrivata pure da Edmondo Cirielli e Michele Cuozzo, ed è per questo che proveremo l’intesa fino all’ultimo, ma, in caso di fallimento, prenderemo atto di quanto accaduto».

I nomi caldi nell’ambito del centrodestra restano quelli di Cecilia Francese e di Ugo Tozzi: «Sarebbero due ottimi candidati – spiega Gioia – ma è necessario anche evitare una prevaricazione dei movimenti civici sui partiti».

Tozzi, ad esempio, ha nel portafogli la tessera di Fratelli d’Italia e, sulle spalle, il mandato di “Insieme per il Futuro”, associazione civica che l’ha già lanciato alla conquista della fascia tricolore. «In questa fase – spiega l’ex presidente del consiglio comunale ai nostri taccuini – parlo di liste civiche perché è con esse che ho avviato un ragionamento, mentre i partiti cominciano soltanto adesso ad affacciarsi alla finestra: io vado nella mia direzione, e cerco di portarmi avanti col lavoro; i partiti devono fare il loro percorso».

In altre parole, per Tozzi, chi aspira al massimo scranno cittadino dovrebbe avere già un programma avviato: «Quel che è sicuro – aggiunge il presidente di “Insieme” – è che io sarò della partita, forte del supporto di almeno tre liste, e lo farò perché, dopo gli ottimi risultati ottenuti fin dal 2002, i cittadini premono affinché io faccia il grande passo, che mi fu già proposto nel 2009, verso la candidatura a sindaco».

Eppure, insistenti voci di corridoio parlano di Tozzi, che vanta una duratura amicizia col consigliere regionale paganese Alberico Gambino, come del candidato maggiormente gradito all’asse Cirielli-Cuozzo-Gioia. E se dovesse arrivare una proposta dal centrodestra o da FdI? «Ad oggi – chiosa l’anestetista – non saprei dare una risposta, perché in ballo ci sono molteplici fattori da dover prendere in considerazione».

 

E Giuseppe Provenza veste i panni del leader.

5. Giuseppe Provenza5. Giuseppe Provenza

Nel pomeriggio di ieri, l’ex capogruppo consiliare del Pdl, in odore di nomina a coordinatore cittadino di Forza Italia, ha incontrato Gerlando Iorio, presidente della commissione straordinaria che regge le sorti della città.

L’avvocato, col supporto dell’interrogazione parlamentare preparata dal senatore forzista Franco Cardiello,  ha interloquito a lungo con il viceprefetto in merito alla quaestio miasmi e all’impianto di compostaggio ebolitano. I due, poi, si sono intrattenuti a dialogare d’altre problematiche riguardanti la città.

Stamattina, in Prefettura, Iorio, Cariello e le altre autorità incontreranno il prefetto di Salerno, Antonella Scolamiero, per confrontarsi sul da farsi.

 

LA STRATEGIA DEL PD. BRUNO: «NO ALLE AUTOCANDIDATURE»

2. Davide Bruno 2

«Il Partito Democratico di Battipaglia ha deciso il suo percorso per  le prossime amministrative». Lo ha dichiarato, tramite nota stampa, il segretario cittadino del Pd, Davide Bruno, che ha spiegato che «sarà composta una delegazione unitaria che rappresenti tutti e che consulterà il corpo del partito, le associazioni collaterali d’area, i dirigenti provinciali iscritti al circolo di Battipaglia e chi in passato ha ricoperto cariche pubbliche».

Di lì il nome del candidato. E Bruno pare lanciare una stoccata a Pietro Ciott: «Al momento non ci sono state riunioni in merito e non c’è nessuna candidatura, non c’è nessun nome. Chi si muove fuori da questa logica fa un percorso differente, in quanto non basta dire di voler fare il candidato sindaco, ma è necessario esprimere una leadership per il partito e la coalizione, individuare i punti programmatici cardine che vanno dalla vocazione produttiva della città, al corretto procedimento amministrativo, ai servizi alla persona, indicare i criteri di costruzione delle liste e il sistema di alleanza in città».

Il segretario, dunque, pensa «che si debba dire basta a questa sterile rincorsa ai nomi».

Punti di partenza? «Si parte dalla coalizione che guida il governo della regione: PD,UDC,SCELTA CIVICA E PSI. Non si preclude il dialogo a sinistra e con le forze civiche di orientamento moderato e progressista».

Se ne parlerà pure «a metà ottobre, durante una due giorni del PD di Battipaglia, per mostrare alla città le idee programatiche».

Sul tavolo, tuttavia, il nome più forte rimane quello di Nicola Landolfi.




Focus amministrative a Battipaglia: il Pd candida Landolfi; caos a destra. E i Cinque Stelle…

di Carmine Landi

IL PD CANDIDA NICOLA LANDOLFI

BATTIPAGLIA. Il Pd s’affida a Nicola Landolfi.

Nelle ultime ore, s’è decisamente rafforzata la pista che potrebbe portare i democrat battipagliesi a candidare alla poltrona di primo cittadino il segretario provinciale del partito. Da qualche settimana a questa parte, infatti, il gruppo dirigente del Partito democratico di Battipaglia, coordinato dal segretario Davide Bruno, stava provando a praticare due strade, sì da tenersi spalancate entrambe le porte: da un lato, s’aspirava a un influente membro della società civile, mentre, dall’altro, era troppo forte la tentazione di proporre all’elettorato un nome che, da un po’ di anni a questa parte, è l’uomo di punta del Pd salernitano.

Una mossa, la più politica che ci sia, che pare aver preso il sopravvento, dopo che, venerdì scorso, i vertici dem cittadini hanno incassato il no del presidente provinciale d’un’organizzazione di settore, che è anche un eminente imprenditore appartenente a una storica famiglia battipagliese. Con la candidatura di Landolfi, ad ogni modo, Bruno e i suoi sperano di riuscire a ricostruire quella grosse koalition partitica che, in occasione delle scorse elezioni regionali, è scesa in campo a sostegno di Vincenzo De Luca.

Nel nome di Landolfi, d’altronde, l’intellighenzia dem cittadina s’è già riscoperta unita: paiono ricomposte, infatti, le profonde spaccature che, nei mesi scorsi, dividevano la maggioranza della direzione cittadina dall’opposizione interna.

«Il bene del partito va anteposto a tutto»: lo ha dichiarato ai nostri taccuini l’ex segretario cittadino, Luca Lascaleia, che è uno degli uomini di punta della minoranza del direttivo, riunita attorno ad Angelo Reggente, e che siede al tavolo della segreteria provinciale in qualità di responsabile dei rapporti istituzionali.

Landolfi sta pensando seriamente alla proposta che gli è arrivata dai vertici del Pd battipagliese. Il coordinatore provinciale dei democrat, nato e cresciuto a Salerno, è stato adottato dalla città del Tusciano: da diversi anni, infatti, vive a Battipaglia insieme alla moglie, che è battipagliese. Non vi sarebbe, poi, alcun tipo di incompatibilità tra la fascia tricolore e la carica, ricevuta di recente, di amministratore unico di Salerno Energia, che è una partecipata del Comune di Salerno.

Nel caso d’un diniego landolfiano di fronte alle advances di Bruno, il leader cittadino avrebbe già pronto un altro nome in grado di federare il fronte dei progressisti. Se, poi, dovessero andare a male entrambi i tentativi, il centrosinistra dovrebbe mettere in moto la logorante macchina delle primarie. In tal caso, i nomi sarebbero quelli di Pietro Ciotti (l’unico, durante il direttivo cittadino di martedì scorso, a dare la propria disponibilità), Piero Lascaleia, Alfonso Pace, Andrea Toriello e Nicola Vitolo.

 

E Bruno incontra l’Udc.

Nella serata di ieri, il segretario dei democrat ha già incontrato Michele Toriello, vicesegretario provinciale dell’Udc e punto di riferimento battipagliese – riconosciuto dal demitiano segretario salernitano Luigi Cobellis – per discutere d’amministrative e di strategie elettorali. «Vogliamo offrire alla città – aveva dichiarato ai nostri taccuini, nel pomeriggio, Bruno, che, però, non ci aveva detto nulla in merito all’incontro con Toriello – un governo stabile agganciato a quello della regione, e scenderemo in campo con il simbolo e con una nostra lista». Il leader renziano parla di «una consultazione interna al partito già avviata» e va all’attacco di chi si autocandida: «questo modo di fare autoreferenziale non ci appartiene».

Michele Toriello (UDC)

Michele Toriello (UDC)

Le incognite. Ciotti da solo? Che fa Motta?

Gerardo Motta

Gerardo Motta

I democrat s’interrogano su due spinose questioni.

Pietro Ciotti, presidente di Comunità Storia & Futuro, accetterebbe di ritirare la propria candidatura a sindaco al termine d’un percorso continuo, intrapreso nel 2013, al tramonto dell’era Santomauro?

E il deluchiano Gerardo Motta, che ha annunciato la propria candidatura a sindaco e che ha dichiarato d’aver già pronte diverse liste civiche, interloquirebbe con il deluchiano Landolfi o continuerebbe a correre da solo?

Lo scopriremo solo votando.

 

Pietro Ciotti

Pietro Ciotti

IL TAVOLO DELLE DESTRE

3.4. Il tavolo delle destre

BATTIPAGLIA. I moderati fanno la conta.

Nella mattinata di ieri, all’Hotel Palace, s’è riunito il tavolo delle destre, convocato da Carmine Pagano, ex consigliere comunale che s’è candidato alle scorse regionali tra le fila di Fratelli d’Italia.

Oltre all’organizzatore, hanno preso parte all’incontro Fernando Zara, Aldo Giulio Zangaro, Michele Gioia, Romeo Leo e Vincenzo Inverso.

I presenti, «sulla scorta di quanto indicato dai dirigenti provinciali», auspicano l’unitarietà del centrodestra nella città. Fattore che, in termini politici, va letto come “candidato unico”, che sarà definito in un secondo summit.

I conservatori, infatti, attendono di conoscere ufficialmente la posizione di Forza Italia, che ieri mattina non ha preso parte all’incontro per via di problematiche organizzative interne, motivate dal fatto che il futuro coordinatore – che, al 99%, sarà Giuseppe Provenza – non ha ancora ricevuto la nomina. In settimana, tuttavia, l’ex capogruppo consiliare del Pdl, in compagnia del vice coordinatore provinciale, Domenico Di Giorgio, e di Giuseppe Salvatore, aveva incontrato Cecilia Francese durante uno degli incontri della campagna d’ascolto promossa da “Etica”. Pagano e i suoi, dunque, attendono una presa di posizione ufficiale da parte dei forzisti. Assente ingiustificato Michele Ventriglia, referente cittadino di “Noi Con Salvini”, che probabilmente correrà da solo.

Un’occasione per guardarsi negli occhi, quella di ieri. «Non ho mai fatto fughe in avanti», ha fatto sapere Pagano. «Per l’unitarietà del centrodestra, io sono pronto a fare un passo indietro», Zara dixit. «Spero che la riorganizzazione del centrodestra stimoli pure il centrosinistra», ha fatto sapere Romeo Leo.

S’è parlato di indicazioni dei dirigenti provinciali, ma, stando alle dichiarazioni rilasciate da Luigi Cobellis («Il partito, a Battipaglia, è rappresentato solo da Michele Toriello») alla vigilia dell’incontro, il presidente provinciale dell’Udc non avrebbe preso parte alla riunione in rappresentanza dell’Udc. «Sono qui – ha dichiarato Inverso – perché gentilmente invitato dal dottor Carmine Pagano, e per me l’educazione viene prima di tutto, anche delle appartenenze politiche e partitiche, e perché il gruppo #perunnuovoinizio è al lavoro per il bene comune, per unire le migliori energie e non per creare altre divisioni in questa città».

E SE SI PUNTASSE SU TOZZI?

Ugo Tozzi

Ugo Tozzi

Si tratta solo di illazioni, ma la presenza di Gioia, coordinatore di Fratelli d’Italia e amico di Ugo Tozzi, potrebbe far pensare a quest’ultimo –  che tuttavia s’è detto «non attratto dalla lodevole iniziativa personale di Pagano» e ha dichiarato d’essere intenzionato a «scendere in campo senza i partiti» – nelle vesti di candidato federatore del centrodestra. Una candidatura che si giocherebbe sull’asse FdI Edmondo Cirielli – Alberico  Gambino, lungo il quale non è vista di buon occhio la forzista Mara Carfagna.

 

Francese e Forza Italia. «Niente inciuci: solo incontri ufficiali»

6. CECILIA FRANCESE

Cecilia Francese

BATTIPAGLIA. Etica Per il Buon Governo incontra Forza Italia.

Giovedì sera, nella sede di Piazza Aldo Moro, Cecilia Francese ha incontrato alcune personalità di spicco di Forza Italia.

All’incontro, infatti, erano presenti il vice coordinatore provinciale, Domenico Di Giorgio, il commissario cittadino, Raffaele Francese, il futuro coordinatore di FI Battipaglia, Giuseppe Provenza, e il numero uno provinciale della giovanile azzurra, Giuseppe Salvatore.

«Abbiamo avviato una campagna di ascolto per costruire, con tutte le energie che si vogliono mettere a disposizione, questo percorso di ricomposizione sociale, senza alcuna preclusione o pregiudizio», spiega la pasionaria endocrinologa.

«Abbiamo iniziato incontrando Forza Italia – prosegue la Francese – con la quale abbiamo discusso dei principali problemi di Battipaglia; della depurazione e la sua ricaduta sulle prospettive economiche legate al turismo; del tema ambientale; del ripristino di democrazia a partire dal Forum dei Giovani alla elezione dei Consigli Circoscrizionali previsti dallo Statuto Comunale; della tutela dei diritti individuali troppo spesso vessati dall’Amministrazione».

Gli etici e i forzisti hanno trovato ampia condivisione sul «focus sui contenuti, sulle iniziative concrete e sulla  necessità di valorizzare le giovani professionalità cittadine».

A breve, in solidum con Forza Italia – e con gli altri movimenti e le associazioni che vorranno partecipare – , Etica organizzerà un convegno sulle tematiche ambientali.

«L’incontro del 17 settembre con Forza Italia, come tutti gli altri che seguiranno, si è svolto alla luce del sole, nella sede di “Etica”, fra delegazioni ufficiali; niente più “inciuci ” o accordi segreti in qualche ristorante, ma soltanto incontri ufficiali». Parla così la Francese che, nei prossimi giorni, chiederà un incontro a Pietro Ciotti e ai vertici di Csf.

C’è una corposa parte di Forza Italia, ad ogni modo, che, come anticipato lo scorso 2 agosto da “Le Cronache”, vuol candidare la Francese: in prima fila, oltre ai membri della delegazione, ci sono il coordinatore provinciale Enzo Fasano e, a quanto pare, anche la stessa Mara Carfagna.

Quel che è certo, tuttavia, è che l’endocrinologa correrà con la casacca di Etica: da FI, insomma, può arrivare soltanto un supporto.

 

GLI OUTSIDER 

BATTIPAGLIA. Tra i due litiganti, il terzo gode.

Dopo gli ultimi fatti di cronaca, la politica, a Battipaglia, non è di certo vista di buon occhio.

I rappresentanti dei partiti ostentano sicurezza, ma la verità è che sono particolarmente temuti i civici e i movimenti.

 

Terrore a Cinque Stelle.

Enrico Farina (M5S)

Enrico Farina (M5S)

 

Sono i pentastellati il vero e proprio cruccio della politica cittadina. I rappresentanti battipagliesi del movimento di Beppe Grillo hanno già riscosso ottimi risultati in occasione delle elezioni regionali, ed è probabile che possano accumulare un vasto consenso derivante dal voto di protesta dei cittadini.

Eppure, almeno sulle schede elettorali, dovranno fare a meno del frontman delle regionali. Enrico Farina, infatti, ha declinato ogni invito alla candidatura: non scenderà in campo alle prossime amministrative né come aspirante sindaco né come potenziale consigliere. Il motivo della scelta sarebbe legato a una proposta di candidatura alla Camera in occasione delle prossime politiche. Ad ogni modo, gli attivisti stanno valutando diversi profili ma, almeno nella composizione delle liste, si muoveranno nell’imminenza delle elezioni. Discorso differente per il candidato sindaco, che, invece, dovrebbe essere ufficializzato a stretto giro di posta.

 

Lanaro e Inverso ai ferri corti.

Enrico Lanaro e Vincenzo Inverso

Enrico Lanaro e Vincenzo Inverso

 

Erano seduti l’uno accanto all’altro in occasione d’una recente conferenza stampa con la quale veniva ufficializzato l’ingresso del veterinario in seno al progetto #perunnuovoinizio. Poi, però, stando a quanto riferito da fonti accreditate, i rapporti tra Enrico Lanaro e Vincenzo Inverso si sono raffreddati. Entrambi continuano a lavorare alle amministrative: mentre il secondo s’è seduto al tavolo delle destre, il primo parrebbe intenzionato a migrare verso altri lidi.

 

Incognita Sagarese.

Antonio Sagarese

Antonio Sagarese

Tre liste civiche: una di sole donne. Anche Antonio Sagarese scenderà in campo in vista delle prossime amministrative, ma occorre capire se andrà fino in fondo. Lui, storico zariano, potrebbe far propria la scelta di tanti altri ex commilitoni, che hanno sposato la causa d’un altro medico: Cecilia Francese.




Battipaglia. Destra al voto…con la Francese? Fdi con Tozzi. Zara passa a Rivoluzione Cristiana.

di Carmine LANDI

BATTIPAGLIA. Moderatamente elezioni.

Seppure in sordina, il centrodestra sta lavorando per riconquistare una città che, al di là dell’era di Giovanni Santomauro, è moderata per tradizione.

Enzo Fasano

Enzo Fasano

Una via irta di ostacoli. Tuttavia, il coordinatore di Forza Italia Salerno, Enzo Fasano, è già al lavoro per garantire una credibile proposta politica moderata a Battipaglia: «sono molto legato – racconta il senatore ai nostri taccuini – a quello che fu il collegio che mi elesse deputato per la prima volta».

«Non abbiamo ancora un candidato – spiega il coordinatore – ma faremmo bingo se designassimo un aspirante sindaco in grado di federare il centrodestra: confido molto, nel merito, nel parere di Domenico Di Giorgio».

Capitolo “volti nuovi”: «Pur di giungere a un accordo – aggiunge l’onorevole – digerirei anche un nome del passato, ma i veleni sono tanti e preferirei che chi ha già amministrato facesse un passo indietro».

Fasano si dice pure «disposto a supportare qualche candidato civico che dia una sterzata al centrodestra».

Si tratta di illazioni, è ovvio, ma il profilo tratteggiato ricorda quello di Cecilia Francese, presidente di “Etica per il Buon Governo”, che piace molto a Mara Carfagna. E che è gradita pure a Giuseppe Provenza, l’ex consigliere comunale che, secondo voci insistenti, dovrebbe essere il prossimo coordinatore cittadino di FI dopo Raffaele Francese, cugino dell’endocrinologa.

Fernando Zara

Fernando Zara

Chi non vedrebbe di buon occhio un centrodestra “Francese” è Fernando Zara. L’ex sindaco, che ha aderito di recente a “Rivoluzione Cristiana” e che è nella direzione nazionale del nuovo partito di Gianfranco Rotondi, vuole ricandidarsi. Un mese fa, parlò della Francese a guida dei moderati come di «una iattura», poiché «significherebbe affidarsi a una rifondarola che alle scorse regionali ha fatto votare Gerardo Rosania». Zara lanciò pure un appello ai candidati del centrodestra, chiamati «a sedere intorno a un unico tavolo per ricostruire una coalizione unitaria», ma la pista pare difficilmente praticabile per via delle ruggini tra la Carfagna e Edmondo Cirielli (Fratelli d’Italia).

Probabile che FdI scelga di correre da sola, affidandosi a Ugo Tozzi, amico del consigliere regionale Alberico Gambino. Alla finestra resta Enrico Tucci, che spera in un’investitura da Forza Italia.

Fa riferimento al centrodestra pure il presidente provinciale dell’Udc, Vincenzo Inverso, che in occasione delle regionali ha rotto con il demitiano Luigi Cobellis per sposare la causa dei moderati e di Stefano Caldoro. Uno tra lui e Enrico Lanaro dovrebbe candidarsi in rappresentanza delle liste che verranno fuori dalla campagna d’ascolto “#perunnuovoinizio”.

Stando alle dichiarazioni di Mariano Falcone, dovrebbero correre da soli anche i battipagliesi di “Noi con Salvini”, forse con Michele Ventriglia. Alla guida di altre tre civiche, infine, c’è Antonio Sagarese.