La graduatoria “fortunata”, Patrone dall’Asl alla Regione

di Andrea Pellegrino

Chissà in quanti, all’Asl di Salerno, si staranno mangiando le mani per non aver preso parte al concorso per un posto da dirigente amministrativo per l’unità operativa “Reporting e Contabilità”. Certo è che nessuno di loro si sarebbe immaginato che la graduatoria scorresse fino alla 14esima posizione. Insomma, così come pubblicato ieri su queste colonne, da un concorso per dirigente amministrativo, l’Asl ne ha assunti ben quattordici. E non solo. Tra comandanti e assunti all’ospedale di Benevento quella graduatoria può entrare di diritto tra le più fortunate della storia dei concorsi pubblici. Sul concorso pendono anche diversi ricorsi al Tar ma al momento non ci sarebbero sviluppi. In compenso l’ultima delibera del direttore generale recupera altri tre partecipanti dalla graduatoria. Tutti impiegati in altre mansioni, tranne per il posto bandito dal concorso che, paradossalmente, resta scoperto. Ma la graduatoria ha portato fortuna anche ad un attuale dirigente di punta della struttura sanitaria regionale. Si tratta di Gaetano Patrone, terzo classificato al concorso dell’Asl, assunto dalla direzione generale nel maggio 2016 e traslocato in Regione Campania pochi mesi dopo, con tanto di decreto di nomina a dirigente regionale della struttura sanitaria, firmato da Vincenzo De Luca.




Scafati. Dirigenti: Spending Review di Saladino e ridistribuzione deleghe

Di Adriano Falanga

Ottimizzare i costi, questo l’input su cui parte l’attività amministrativa del Prefetto Vittorio Saladino, commissario prefettizio. La spending review parte da dirigenti e posizioni organizzative. La Segretaria comunale Immacolata Di Saia ha diramato una nota interna, nella quale si rende noto che tutti gli incarichi dirigenziali cessano alla data del 31 dicembre 2016 e di conseguenza vi è la risoluzione anche di tutti i contratti a tempo determinato. La motivazione che ha reso necessario il provvedimento è il deficit strutturale in cui versa l’ente. Addio alle posizioni organizzative esterne quindi mentre restano al loro posto ma con contratto ridimensionato, i 4 dirigenti di Palazzo Meyer: Laura Aiello, Anna Sorrentino, Giacomo Cacchione e Nicola Fienga. Lasciano Michele Russo (unità di intervento area Pip) e Gaetano De Lorenzi, alla guida del settore Scafati Solidale, che gestisce i servizi sociali. Ridistribuite le deleghe in capo ai dirigenti già in organico. La dottoressa Sorrentino confermata ai Servizi al Territorio, Laura Aiello ai Servizi al Cittadino, Giacomo Cacchione ai Servizi Finanziari. Conferme anche per Nicola Fienga all’Urbanistica che rileva ad interim anche i Lavori Pubblici e Unità Pip, mentre Vittorio Minneci resta all’Ambiente e ritorna, dopo essersi dimesso lo scorso anno, alla Scafati Solidale. Particolare molto “curioso”, perché Minneci lasciò dichiarando di essere “fisicamente stanco” in quanto i servizi sociali era un settore stressante. Oggi, senza Pasquale Aliberti (e Gaetano De Lorenzi) ci ha ripensato.  “Intoccabile” anche con l’avvento della gestione commissariale è la segretaria comunale Immacolata Di Saia, unica a rimanere al suo posto. Un ruolo però fortemente contestato dalle forze politiche avverse agli alibertiani. Tutti in coro hanno già chiesto la rimozione dall’incarico. Le stesse forze che chiedono anche gli azzeramenti dei cda di Acse e Scafati Sviluppo, oltre alle nomine di Andrea Inserra e Filippo Accardi nel Consorzio Farmaceutico Interprovinciale. “Bisogna dare un netto segnale di discontinuità con la passata amministrazione” hanno spiegato all’unisono Pd, Fdi, M5s, Scafati Arancione. Non sono escluse nei prossimi giorni azioni in tal senso da parte del commissario Saladino.




E alla fine l’Asl resuscitò il concorso bandito 12 anni fa per tre dirigenti

Nel 2004 era stata varata la procedura per scegliere altri avvocati con ruolo dirigenziale e nel 2006 erano state eseguite le prove scritte tra processi amministrativi e penali. Volti noti della politica tra i 14 ammessi sulla scorta di quei compiti

Il dubbio principale: è proprio necessario procedere con il bando in tempo di tagli alla sanità pubblica e di carenza di personale sanitario?

 

AGRO NOCERINO. Il concorso riesumato. Non si tratta di un’operazione da necrofori ma poco ci manca. L’Asl Salerno è risuscita in un miracolo e, come Lazzaro, un concorso per tre dirigenti avvocati bandito nel 2004 dall’allora azienda sanitaria locale Salerno 1 e la cui prova scritta era stata espletata nel 2006, è resuscitato. E così, il primo aprile scorso, 12 anni dopo essere stato bandito e 10 anni dopo le prove scritte, l’azienda sanitaria nomina una nuova commissione per procedere con il concorso. E qui scattano le prime perplessità. Che senso ha selezionare tre dirigenti avvocati 10 anni dopo le prove di un concorso? Qual è la convenienza di procedere in una selezione quando tempi e quadri di riferimento sono cambiati? Basterebbe ricordare che non esiste nemmeno più l’ente che ha bandito la procedura concorsuale. C’è proprio, ancora oggi, la necessità di avere altri tre dirigenti, per gli affari legali, quando si fanno i salti mortali nella sanità pubblica perché non ci sono i soldi per assicurare le prestazioni in convenzione fino al prossimo anno? Attualmente l’Asl di Salerno (che raggruppa le ex Salerno 1, 2 e 3) conta 11 avvocati di cui cinque dirigenti. Basterebbe già solo questo per porsi dei dubbi sull’utilità e la necessità di un simile concorso visto anche che, una volta espletato, aumenterà le spese a carico dell’azienda sanitaria.
Ma c’è di più, qualora ce ne fosse bisogno. Questo concorso è stato funestato da processi amministrativi e penali direttamente o indirettamente legati ad esso. Tre avvocati dipendenti dell’Asl Salerno 1 ed oggi all‘unica azienda sanitaria salernitana erano finiti nell’occhio del ciclone e poco dopo ne erano caduti altri: questi tre fanno parte dei 14 che avevano superato la prova scritta e che a giugno scorso sono stati ammessi alla seconda prova che si terrà mercoledì prossimo. Si tratta di tre  dipendenti ed avvocati dell’ufficio legale,  Rosa Russo di Castel San Giorgio -fino a pochi mesi fa nota anche per essere il presidente del consiglio comunale della sua cittadina e in forza all’ufficio legale del Comune di Salerno)-, Guido Verderosa (conosciuto per essere stato prima candidato nel centrodestra a ora vicinissimo all’area deluchiana e all’associazione “Progetto Agro”, di cui Rosa Zampetti, ex moglie del Governatore Vincenzo  De Luca è una delle promoter) e Fernando Miriano, entrambi di Nocera Inferiore erano stati esclusi dal concorso per aver copiato parte della loro prova scritta e pare in maniera anche non molto dissimile uguale tra loro. I tre furono esclusi dal concorso ma presentarono ricorso al Tar di Salerno che, nel 2008, diede loro ragione sostenendo più o meno per tutti e tre: «In definitiva, la Commissione, nello svolgimento del procedimento di valutazione, s’è sostanzialmente basata, onde pervenire al giudizio di “non originalità” di ben quattro elaborati, unicamente sulla presenza di elementi formali, più o meno similari, tra gli stessi, senza peraltro verificare, e motivare adeguatamente in sede di verbale, se la presenza di tali “consistenti periodi identici gli uni con gli altri” integrasse, davvero, quell’identità d’impianto concettuale tra i componimenti medesimi, che avrebbe rappresentato, viceversa, l’elemento sostanziale necessario per l’integrazione dell’ipotesi di plagio in questione». Insomma la commissione non avrebbe adeguatamente verificato e motivato nel verbale  la non “bontà” della prova scritta.I tre avvocati esclusi proposero querela e scattò un’indagine più complessa che alla fine vide imputati gli avvocati Annamaria Farano, capo dell’ufficio legale (in seguito sarà anche direttore amministrativo dell’Asl Salerno) e l’ex direttore generale Giovanni Russo ed Enrico Violante , tutti e tre cavesi (anche se Giovanni Russo è di Nocera Superiore). Secondo l’avvocato Farano,  i  tre “suoi” dipendenti  «denunciavano una serie di  comportamenti, a loro dire, ritorsivi nei propri confronti che aveva procurato loro danni professionali, morali e patrimoniali nonché danni anche all’Azienda. In particolare lamentavano: di essere stati estromessi da me dall’attività legale svolta fino ad allora per conto dell’Ente per mera ritorsione; che a seguito della esclusione gli incarichi defensionali erano stati conferiti a professionisti esterni  fra i quali un cugino della moglie dell’allora Direttore Generale della Asl Salerno 1 Giovanni Russo; di essere stati ingiustamente esclusi dal concorso pubblico per la copertura di tre posti di avvocato dirigente.  Cinque i capi di imputazione contestati agli avvocati Farano e Russo ed al dottore Violante». Il processo si concluderà nel novembre scorso in Cassazione per la Farano, Giovanni Russo e Violante con la loro piena assoluzione.  In primo e in secondo grado i giudici di appello ritennero legittima l’esclusione dal concorso dei tre dipendenti atteso la evidente sovrapponibilità degli elaborati tra loro e con il manuale esibito. Copiato o non copiato in parte poco interessa, certo un concorso che aveva contribuito ad un processo penale (che ora costerà diverse decine di miglia di euro di parcelle per ogni avvocato dei tre imputati assolti)  attivato su iniziativa dei tre dipendenti che avevano proposta querela conclusasi con la non colpevolezza di tre dirigenti dell’Asl oggi continua la sua vita e tra coloro che sono ammessi alle ulteriori prove ci sono proprio Miriano, Verderosa e Rosa Russo. Va detto che i tre, nel febbraio di quest’anno, hanno notificato un’istanza al Tar per ottemperanza delle sentenze del tribunale amministrativo risalenti al 2008, prima dei giudizi penali a carico dei dirigenti da loro accusati.
Ma non finisce qui. Si mormora di una composizione non in linea con gli usi della commissione nominata dall’Asl nell’aprile scorso e anomalie sulla correzione degli elaborati. Tante voci ma qui l’esigenza principale è comprendere se questo concorso sia davvero estremamente necessario al funzionamento delle attività dell’Asl, specie in periodo di riduzione drastica delle spese, anche quelle fondamentali nella cura del cittadino (ricordiamo che lo stesso lavoro dei dirigenti viene eseguito dai funzionari e quindi sarebbe bene chiarire l’utilità di nominare tre nuovi alti gradi); se prove scritte effettuate 10 anni prima garantiscano senza ombra di dubbio la migliore scelta per la pubblica amministrazione e se non fosse stato il caso di allargare la platea dei partecipanti  a concorrere su esigenze concrete ed attuali dell’azienda sanitaria, in un mondo che nell’ultimo decennio è certamente mutato. C’è poi da riflettere sulla valutazione anche dei compiti dei tre riammessi che presentano comunque parti copiate e eseguita da una commisione diversa rispetta a quella degli altri partecipanti. Insomma, non è il caso che questo concorso non si espleti più? Del resto, risparmiare qualche decina di migliaia di euro l’anno potrebbe essere cosa buona e giusta, a meno che non si voglia fare politica con la sanità, la stessa che si stigmatizzava quando a farla erano gli avversari.




Soldi in più ai dirigenti dal 2013, decreto riparatore di Canfora

di Andrea Pellegrino

I dirigenti provinciali dal primo gennaio 2013 hanno percepito in più rispetto a quanto dovuto. Un decreto del presidente della Provincia ora cerca di aggiustare la questione che potrebbe avere effetti innanzi alla Corte dei Conti. Si tratta del provvedimento numero 52 che ha come oggetto “Modifica al regolamento uffici e servizi”. Ma più che una modifica è una “pezza” che si cerca di mettere per sistemare la vicenda che fino ad ora è rimasta inosservata. Così, secondo quanto si legge dall’atto di Giuseppe Canfora, gli effetti saranno retroattivi. Ossia si torna alla data del 31 dicembre 2012, quando è cessata ‘ultima contrattazione collettiva della Provincia di Salerno con la sua mancata modifica entro la data prevista dalla legge. Il decreto manda, ora, al settore personale e finanze di effettuare «ogni operazione di conguaglio ed eventuale recupero a carico dei dirigenti di somme eccedenti i limiti, come ricalcolati a decorrere dal 1 gennaio 2013 e fino ad integrale recupero, privilegiando quale prima, ma non unica misura, la compensazione ove ne ricorrano i presupposti con le retribuzioni di risultato relative a ciascun anno oggetto di recupero o altre voci». Ancora, il decreto, manda «al settore Personale e finanze, quale ulteriore misura di autotutela, di disporre l’immediato adeguamento a quanto determinato in attuazione del presente decreto, dei valori di retribuzione di posizione dei dirigenti a far data dalla prima mensilità utile e di abrogare ogni altra previsione regolamentare in contrasto con quanto stabilito con il presente decreto, nonché di considerare non applicabili gli atti (decreti, determine, note) eventualmente prodotti nel tempo riconducibili alle parti abrogate o emendate del regolamento».




Scafati. “Dopo Matrone, anche Minneci. E’ una girandola di funzionari e dirigenti”

Di Adriano Falanga

La rivoluzione amministrativa portata avanti da Pasquale Aliberti arriva al delicato comparto dei Servizi Sociali. Dopo aver “eliminato” l’assessore delegato, e dopo aver azzerato il cda dell’Istituzione Scafati Solidale, il primo cittadino ha indetto avviso pubblico per la selezione di un nuovo responsabile del settore “Scafati Solidale” e questo perché il responsabile attuale, il dottor Vittorio Minneci, ha chiesto di poter lasciare l’ufficio. Ufficialmente Minneci ha definito troppo “usurante” questa tematica, molto impegnativa e stressante, ufficiosamente c’è però chi dietro ci vede la volontà di staccare la spina in un settore costantemente sotto i fari della Procura della Repubblica. Scafati Solidale gestisce infatti le politiche sociali in coordinamento con il Piano Di Zona. Concorsi, nomine, assunzioni, bandi, cooperative, tutto molto complicato e ultimamente attenzionato. Arrivano le osservazioni delle forze di opposizione. “E’ l’ennesimo funzionario che scappa dal proprio ruolo. Si sta dando l’impressione di cambiamento ma in realtà non cambia niente perché il direttore dell’orchestra e sempre lo stesso – così Mario Santocchio – In questi anni al Comune di Scafati manca la parola imparzialità, dirigente che entrano ed escono come se fosse una ditta privata”. Strali anche dal Partito Democratico: “Da sempre come PD denunciamo una gestione delle politiche sociali qui a Scafati fumosa e di tipo clientelare, una gestione che subisce costantemente le pressioni della politica che sui bisogni delle fasce più deboli costruisce il proprio consenso in termini di voti, il che è vergognoso – il commento di Margherita Rinaldi, segretaria del locale circolo – Basta vedere cosa accade al Piano di Zona di cui Scafati è il Comune capofila, non ultimo il concorso finito in Procura; cosa è accaduto e ancora accade nella gestione e nel controllo dei centri anziani, da quello della Villa comunale a quello di San Pietro; cosa si verifica costantemente nei centri per disabili dove troviamo impiegati soggetti privi dei titoli e delle competenze necessarie che hanno come unico requisito utile la vicinanza politica a questa maggioranza”.

1-vittorio minneciPerplessità sulle motivazioni che hanno spinto Minneci a lasciare il comparto: “Aliberti ci ha abituati a cambi di vertici nei vari uffici senza dare alcuna spiegazione. Sappiamo però che nel tipo di gestione da noi denunciata il ruolo dei dirigenti diventa funzionale e strategico. Forse la figura di Minneci non era più in linea con i ”progetti” del primo cittadino come probabilmente non lo era più quella di Matrone nell’ufficio urbanistico”. Sulla stessa linea Michele Grimaldi, consigliere comunale dei democrat: “La girandola di funzionari e dirigenti di queste ore è la dimostrazione della violenta ingerenza della maggioranza politica di centrodestra in quella che dovrebbe essere l’ordinaria e imparziale attività della pubblica amministrazione, cosa ancora più grave se si verifica in settori quali il sociale, come nei casi del Piano di zona e dei Centri anziani”. Il Pd nei giorni scorsi ha chiesto il commissariamento del centro anziani di San Pietro, dopo le polemiche sulla gestione finanziaria della struttura, a cui è seguita regolare denuncia alla Procura Di Nocera Inferiore, attraverso la Guardia di Finanza di Scafati. “Vorrei esprimere la mia solidarietà a quei tanti onesti impiegati del comune, persone capaci e perbene, che quotidianamente sono costretti a vivere un clima di tensione e costanti pressioni, nel mentre invece dovrebbero, con serenità e professionalità, svolgere il loro lavoro al servizio non di un despota ma dei cittadini scafatesi e della nostra comunità” chiosa Grimaldi.




Scafati. Nomine dei dirigenti comunali, presentato esposto all’Anac

Di Adriano Falanga

Nuovo riassetto della macchina comunale, parte l’esposto all’Anac di Raffaele Cantone. A rivolgersi all’anticorruzione è l’associazione cinque stelle di Scafati in Movimento. Nocciolo della questione, le nomine dell’ingegnere Michele Russo e dell’architetto Maria Gabriella Camera, entrambi a tempo determinato ed entrambi, secondo i grillini, in organico a palazzo Mayer senza aver seguito l’iter previsto dalla legge 90/2014 articolo 11. “All’ingegnere Michele Russo va tutta la nostra stima, ma ci chiediamo come mai non si è proceduto, come prevede la legge, ad una selezione pubblica per l’individuazione del responsabile di questi settori, ce lo chiediamo anche per l’altro dirigente a tempo Maria Gabriella Camera – si legge in una nota dei pentastellati – Qualunque sia la spiegazione che ci verrà data premettiamo che ci rivolgeremo all’Anac per avere delucidazioni in merito”. L’anticorruzione è intervenuta diverse volte su nomine effettuate dal primo cittadino Pasquale Aliberti, in ultima la revoca dell’amministratore delegato della Scafati Sviluppo, Mario Ametrano e del presidente di Scafati Solidale, Andrea Granata. I due sarebbero stati nominati in violazione delle legge che vieta incarichi di vertice per coloro che sono stati consiglieri comunali negli ultimi due anni. Secondo il M5S l’ingegnere Russo sarebbe stato già nominato in violazione della normativa l’anno scorso, quando fu messo a capo del settore dedicato al Pip. Con la nuova rimodulazione delle aree amministrative Russo andrà ad occuparsi, oltre al Pip, anche di Ambiente, Protezione Civile, ed Energia.

La Camera oltre ai Lavori Pubblici gestirà anche la Manutenzione. I grillini però hanno “attenzionato” anche l’avvicendamento tra l’ex dirigente dell’Urbanistica Andrea Matrone e il neo promosso dirigente Nicola Fienga. “Oltre le scuse tecniche edotte dal sindaco, ci chiediamo quale sia il vero motivo dell’avvicendamento, chiediamo chiarimenti su questi famosi permessi a costruire che riporterebbero la dicitura “secondo il Puc adottato”, lo chiediamo al primo cittadino, all’ex assessore all’urbanistica Fele e all’attuale assessore Nicola Acanfora”. Nel corso della conferenza stampa di martedi mattina, fu proprio Fele a prendere le distanze dalle determine contestate. Non solo dirigenti poi, Scafati in Movimento polemizza anche con le nuove deleghe degli assessori. “In ogni comune amministrato dal M5S la Giunta viene individuata tramite una selezione pubblica i cui requisiti fondamentali sono le capacità, l’esperienza e il curriculum. A Scafati invece il sindaco cambia assessori che avevano alle spalle anni e anni di esperienza nelle pertinenti deleghe. Non ci può essere altra spiegazione che un obiettivo politico ed è chiaro ormai che gli assessori Fele, Chirico e Sicignano non rientrano nei futuri progetti del primo cittadino – la stoccata dei grillini – Ancora una volta la politica assegna incarichi gestionali per progetti personalistici, quelli del sindaco, a scapito del bene comune”.




Scafati. Dirigenti, va via l’ing. Andrea Matrone, sostituito da Nicola Fienga. La novità Russo

Di Adriano Falanga

Non solo Giunta, la rivoluzione delle deleghe coinvolge anche la macchina comunale. Pasquale Aliberti ha voluto rimodulare anche le deleghe dei dirigenti. “Una macchina riorganizzata in funzione degli obiettivi da raggiungere” spiega il primo cittadino. Confermati tutti i Dirigenti ma la vera grande novità sarà la Dirigenza all’Urbanistica affidata all’Ing. Nicola Fienga. Una promozione che segna anche l’uscita di Andrea Matrone, molto contestato dalle opposizioni per alcune sue azioni, in ultima una licenza concessa ad un industriale conserviero citando nella determina “secondo il Puc adottato”, che di fatto deve essere nuovamente discusso e approvato. Matrone è anche il dirigente che negò la Scia per la costruzione di una tettoia al primo cittadino in appena cinque giorni, aprendo di fatto il contenzioso con il Comune da parte del sindaco, per il via alla fase della decadenza. “Fienga è una persona competente, esperta e conoscitore della macchina comunale. Il suo incarico è la dimostrazione che al di là delle appartenenze questa è una macchina comunale si compone di persone svincolate dalle posizioni politiche e guarda unicamente al suo funzionamento”. C’è anche un’altra novità, la conferma in organico dell’ingegnere Michele Russo, che oltre a conservare l’area Pip (di fatto inutile) si occuperà anche di Ambiente, Protezione Civile e settore Energia. All’architetto Maria Gabriella Camera confermati i Lavori Pubblici, a cui si aggiunge la Manutenzione. Alla dottoressa Anna Sorrentino restano gli Appalti, anche se di fatto saranno curati dalla stazione unica appaltante, e si aggiungono Patrimonio e Beni Confiscati. Laura Aiello rimane ala guida dell’area Servizi al Cittadino Affari Generali”. Il settore Piu Europa non sarà più in capo ad una sola persona, o meglio, resta al primo cittadino che sarà però affiancato da una cabina di regia che mette assieme i diversi settori di competenza. Ci saranno quindi la Aiello con la Camera e Fienga, e i rispettivi assessori competenti. Sempre in area staff restano confermati i responsabili Vittorio Minneci ai servizi sociali e il comandante Alfredo D’Ambruoso alla guida della Polizia Municipale.

GLI STIPENDI D’ORO DEI DIRIGENTI




Scafati. Dirigenti d’oro, mezzo milione di euro in cinque. Super Di Saia

Di Adriano Falanga

Mezzo milione di euro da dividersi in cinque. E’ il totale lordo delle retribuzioni dei dirigenti di Palazzo Mayer, compresa la segretaria comunale Immacolata Di Saia. E alla professionista casertana, vero e unico braccio destro di Pasquale Aliberti, va la palma d’oro di dirigente più pagato del 2015. La Di Saia ha percepito nell’anno appena concluso una retribuzione lorda di 139.100 euro, compresi 39 mila euro di diritti di segreteria anche per anni pregressi e indennità per convenzione. Nel 2014 portò a casa 123.260 euro. E’ stato un buon 2015 anche per i restanti quattro dirigenti d’area. Porta a casa 113.130 euro l’architetto Maria Gabriella Camera (nel 2014 erano 103 mila). La professionista a capo dell’area Lavori Pubblici ha percepito 96.370 euro di retribuzione a cui si sono aggiunti 16.760 euro di incentivi legge Merloni. Questa legge istituisce “l’Incentivo per la progettazione”. Succede così che Geometri, Architetti e Ingegneri che lavorano nella Pubblica Amministrazione e sono quindi pubblici dipendenti, nonostante siano già pagati dai cittadini per svolgere il proprio lavoro d’ufficio, quando si occupano di “progettazione” ricevano un incentivo pari al 2% del valore dell’opera, e questo indipendentemente dal fatto che l’opera venga realizzata o meno. La Camera infatti riceverà l’incentivo anche per il defunto Polo Scolastico. Alla Camera segue la dottoressa Laura Aiello, una laurea in Lettere e un Master in Letteratura e Didattica delle lingue classiche, è a capo dell’Area Servizi al Cittadino e ad interim anche del Piu Europa. Nel 2015 ha percepito un compenso lordo di 88.730 euro, compresa la retribuzione di posizione e di risultato. Nel 2014 erano 81.310. Seguono, poi, gli altri due dirigenti di Palazzo Mayer, la dottoressa Anna Sorrentino e il dottor Giacomo Cacchione, rispettivamente a capo delle aree Servizi al Territorio (gare, contratti, commercio, Suap, cimitero, autoparco) e Servizi Economico Finanziari e Fiscalità Locale e Risorse. Cacchione ad interim è anche responsabile dell’anticorruzione. I due, nonostante siano a capo dei settori più “frequentati” e “intasati” di lavoro, nel 2015 hanno portato a casa 78.510 euro lordi a testa, nel 2014 erano 73.310. Ma chi è che controlla il lavoro dei dirigenti e decide le parti variabili del loro stipendio? La legge prevede il Nucleo di Valutazione e il Controllo di Gestione, organi teoricamente indipendenti, ma di fatto nominati dal sindaco, che a sua volta nomina anche gli stessi dirigenti. I componenti del Nucleo di Valutazione e del Controllo di Gestione percepiscono un compenso pari a 4.500 euro annui.

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Sarno. Canfora riconferma i dirigenti. Al loro posto la Dato e Santorelli

Sarno. Canfora riconferma i dirigenti che erano finiti al centro di diverse polemiche. Nuovo incarico per Maria Teresa Dato ai servizi sociali e per Francesco Santorelli ai lavori pubblici anche per il 2016. Continua sulla strada che lui stesso aveva tracciato, il sindaco di Sarno e presidente della Provincia di Salerno: nella consueta riorganizzazione della macchina comunale di gennaio, il primo cittadino salda alle poltrone i dipendenti che avevano creato un po’ di malumore all’interno della sua maggioranza. Infatti attraverso decreti firmati qualche settimana fa, Giuseppe Canfora organizzato Palazzo San Francesco in 7 settori. Ai servizi sociali resta Maria Teresa Dato almeno in attesa della risposta di Cantone, presidente dell’Anac, circa il suo doppio ruolo e la presunta incompatibilità in quanto la funzionaria ė anche socio di una cooperativa che avuto incarichi dal piano di zona senza bando. Il doppio ruolo di imprenditrice del terzo settore e responsabile dei rapporti con il piano di zona e dei servizi sociali del comune di Sarno, non ha scoraggiato Canfora che ha deciso comunque di confermarla aspettando i chiarimenti circa la regolarità di questa posizione dall’anticorruzione.
Stesso discorso anche per Santorelli: il tecnico, figlio dello staffista del sindaco Canfora, continuerà ad essere il super ingegnere di Palazzo San Francesco anche per il 2016. I due incarichi, assolutamente legittimi, avevano però scatenato polemiche politiche tanto da suscitare anche inchieste giornalistiche e dimissioni dalla Commissione esaminatrice dei concorsi per l’ambito S1 da parte della Dato. Resta anche il responsabile del settore economico finanziario Salvatore Mazzocca: il dipendente era stato già colonna portante dell’amministrazione Mancusi e per il 2016 lo sarà anche per Canfora. Invece nel settore affari generali e avvocatura, Clelia Buonaiuto resterà responsabile. L’ex responsabile dei servizi sociali era stata trasferita in questo settore quando canfora avevo occupato nuovamente la poltrona più alta di Palazzo San Francesco. Resta al suo posto anche Antimo Angelino, “storico” dell’ufficio ambiente. Questa scelta ha confermato quello che molti già sospettavano: quando infatti erano emersi i problemi politici circa la nomina di Dato e Santorelli ( in due tempi e modi diversi), erano anche arrivate le dimissioni dell’allora assessore al personale Nicola Laudisio. Una coincidenza che faceva però presagire un cambio di rotta nella nuova pianta organica da approvare a inizio anno. Invece questa volta è stato proprio il sindaco Giuseppe Canfora a scegliere ( quindi riconfermare) gli stessi dirigenti: infatti, da quando Laudisio ha lasciato la giunta, la delega al Personale è rimasta nelle mani del primo cittadino fino a nuova nomina ed al rimpasto, che tarda ad arrivare.




Nocera Inferiore. Tre nuovi dirigenti comunali

NOCERA INFERIORE. Tre architetti nell’olimpoi dein dirigenti comunali. Ci sono anche l’architetto Antonio Giordano, l’architetto Francesco De Sio e l’architetto Giuseppe Amabile, infatti, tra i professionisti incaricati come dirigenti a Palazzo di Città.  Tra riconferme e proroghe l’Amministrazione comunale guidata dal sindaco Manlio Torquato,  in attesa del bando che è scaduto sabato ha deciso di riorganizzare la macchina comunale affidando il servizio Sportello Unico edilizia è quello dell’edilizia privata al tecnico Giuseppe Amabile. L’architetto Giordano va all’Ufficio di Piano per quanto concerne il Puc, il piano urbanistico comunale,  ma anche dell’ufficio che riguarda i servizi di protezione civile e di pubblica incolumità. Infine l’architetto De Sio coordinerà il Servizio Igiene Urbana.