Piscina Crescent, depuratore nel mirino

Andrea Pellegrino

Depuratore, torrente Fusandola o semplicemente morfologia del territorio. Il dito è puntato contro uno di questi tre elementi, responsabile dell’allagamento del settore 6 del Crescent (area ex Jolly Hotel) che si è registrato la scorsa settimana. Il caso approderà nei prossimi giorni in commissione trasparenza, dopo la segnalazione del consigliere comunale di Fi, Roberto Celano al presidente Antonio Cammarota. Intanto i tecnici sarebbero al lavoro e tra i principali indiziati ci sarebbe il depuratore. Quella zona accoglie, infatti, il collettamento delle fogne verso l’impianto della zona industriale. In più lì si allaccerebbe anche la fognatura del comune di Vietri sul Mare che a sua volta (ma c’è un contenzioso in atto) dovrebbe accogliere anche i reflui della vicina Cetara. Il caso sarebbe già al vaglio degli esperti. Tra l’altro la stessa area è stata interessata anche dalla contestata deviazione del torrente Fusandola che ha cambiato il suo tracciato proprio per far spazio al Crescent e alla costruenda Piazza della Libertà. Resta attualmente ferma la costruzione del pezzo dell’emiciclo affidato alla società subentrata all’ex Jolly Hotel. Uno stop già disposto circa un anno fa, dopo una diffida del Comune di Salerno, proprio per problemi di natura idrogeologica. D’altronde al di sotto delle nuove costruzioni ci sarebbero delle pompe – a tempo pieno – per il drenaggio dell’acqua




Sigilli al depuratore di Costa, nove indagati Accuse su impianti industriali e conservieri

Adriano Rescigno

I carabinieri del Noe mettono i sigilli al depuratore della frazione Costa di Mercato San Severino. In totale nove indagati, tra i quali compaiono i titolari di quattro aziende con sede a Montoro che hanno ricevuto l’esito delle indagini ambientali da parte dell’Arpac, due di Mercato San Severino operanti nel settore conserviero, un’altra ancora di Montoro ed una di Fisciano. Queste ultime quattro sono ancora sotto il vaglio ambientale dell’Arpac. A seguito delle attività di monitoraggio e controllo sul rispetto della normativa ambientale coordinate dalla Procura della Repubblica di Nocera Inferiore, i carabinieri hanno ispezionato l’impianto, accertando gravi ed attuali violazioni in materia ambientale ed conclusione degli accessi ispettivi avviati nel mese di giugno, era emerso infatti che l’impianto scrubber non era attivo né funzionante, nonchè i locali destinati ai trattamenti erano risultati non in depressione, ed in ultimo gli interventi migliorativi imposti dalla Giunta regionale erano stati realizzati solo parzialmente con l’evidente diffusione di miasmi maleodoranti in atmosfera. A seguito delle numerose segnalazioni negli ultimi giorni da parte delle Istituzioni locali e dei cittadini residenti nelle aree limitrofe all’impianto di depurazione circa sversamenti illeciti nei corsi d’acqua Cavaiola e Solofrana, l’attività ispettiva si è intensificata con il supporto dell’Arpac e del nucleo dei carabinieri forestali; ed il personale specializzato al temine delle stessa ha provveduto alla denuncia di 8 titolari di opifici industriali ritenuti responsabili a vario titolo di aver “stoccato fanghi di depurazione, nonché scaricato in pubblica fognatura le acque reflue industriali e le acque meteoriche di dilavamento dei piazzali suscettibili di contaminazione, in assenza di autorizzazione”. Non solo le industrie conserviere sotto accusa quindi, ma anche impianti industriali rivolti alla lavorazione di marmi, alla realizzazione di macchinari per trivellazione, lavorazione pelli, tipografia, produzione e lavorazione materiale plastico e metallico. Facente parte della stessa condotta di depurazione, rimane sotto sequestro, come disposto dalla magistratura avellinese nell’aprile 2017, l’impianto di depurazione di Solofra al quale si aggiunge da ieri quello di Mercato San Severino. Alla vicena si aggiunge la mancanza di fondi per la gestione del depuratore. Il grido dall’arme proviene direttamente dal gestore dell’impianto che aveva già provveduto ad informare tramite missiva nei giorni scorsi la regione Campania e le sigle sindacali.




Legambiente ripulisce le spiagge della città Un dossier sulle condizioni del mare

Erika Noschese

Le migliaia di dischetti di plastica ritrovati lungo le spiagge del litorale campano, dalla Campania alla Feniglia, in Toscana, passando per il Lazio e isole comprese, ha messo in allarme Legambiente. Dalle indagini effettuate dalla Guardia Costiera, in collaborazione con le diverse capitanerie è emerso che si tratta di filtri a biomassa adesa provenienti dal depuratore di Varolato, a Capaccio Paestum, utilizzati per la depurazione delle acque reflue che a causa del cedimento strutturale di una vasca hanno raggiunto il Sele, riversandosi poi nel Mar Tirreno. Nella mattinata di ieri, Legambiente- in collaborazione con l’associazione Arcan Salerno Cantieri&Architettura e l’associazione MareVivo Salerno e Costiera Amalfitana , insieme ad un nutrito gruppo di volontari, ha ripulito le spiagge della città di Salerno, quali la Baia, Pastena, Mercatello, quella antistante il Grand Hotel, solo per citarne alcune. «Siamo qui questa mattina insieme a tanti volontari che hanno raccolto a venire con noi sulle spiagge e raccogliere i dischetti che sono fuoriusciti dall’impianto di depurazione delle acque di Capaccio. Si tratta di dischetti che hanno ricoperto tutte le spiagge della Campania, arrivando poi fino in Toscana. Ma il mare non restituisce solo dischetti: abbiamo trovato una scarpa, un pallone, », ha dichiarato Elisa Macciocchi, presidente di Legambiente Salerno. I rifiuti rinvenuti sono stati suddivisi e catalogati per poi preparare un folto dossier mentre i dischetti recuperati lungo le spiagge della città sono state portate all’Isola ecologica. L’iniziativa è stata fortemente voluta dai volontari, anche grazie al sostegno del film “Le Meraviglie del Mare”, distribuito da M2 Pictures, e in uscita nelle sale il prossimo 17 maggio. «Finalmente conosciamo l’origine di questi dischetti che dal fiume Sele, a causa probabilmente delle mareggiate, hanno raggiungo anche le coste laziali. Ora è necessario recuperarli – spiega Carmen Di Penta, direttore generale di Marevivo – perché non possiamo per- metterci che restino ancora in mare. Per questo abbiamo deciso di attivarci per raccoglierli e smaltirli nel modo opportuno. Non solo dischetti, cercheremo ovviamente di ripulire la spiaggia di Salerno da qualsiasi tipo di rifiuto. Generalmente del mare ci si ricorda solo durante l’estate, ma è soprattutto in questo periodo che dobbiamo intervenire se vogliamo trovarlo pulito». L’attività di pulizia è stata lanciata in seguito all’emergenza del ritrovamento di questi filtri sulle spiagge, che hanno ormai raggiunto il litorale laziale, ma anche per lanciare il nuovo film del regista Jean-Michel Cousteau, di cui Marevivo è partner, che vuole sensibilizzare sulla tutela del nostro Polmone Blu, sostenendo attività di pulizia e riduzione dei rifiuti in mare. Durante le riprese, il regista si è imbarcato con i figli Celine e Fabien e la sua troupe, in un viaggio dalle isole Fiji alle Bahamas, per esplorare oceani sconosciuti e scoprire di più su ciò che li minaccia. Le meraviglie del mare, narrato da Arnold Schwarzenegger, qui anche produttore, è un’esperienza straordinaria, un omaggio al mare che vuole portare l’attenzione del grande pubblico sull’urgenza di salvaguardarlo.




Battipaglia: dove sono le quote per la depurazione?

di Carmine LANDI

BATTIPAGLIA. Chiarezza sui fondi per la depurazione.

Il Comitato cittadino battipagliese per le bonifiche, timonato da Antonio Gazzaneo, chiede lumi all’Asis e all’Autorità di Ambito Sele. E pure al Comune di Battipaglia.

«Come sono stati utilizzati – si chiedono Gazzaneo e i suoi – i contributi per la depurazione?».

Il punto di partenza è la Convenzione per la gestione del servizio idrico integrato nell’Area Sele: correva l’anno 2012, e i contraenti, appunto, erano l’Autorità di Ambito Sele e l’Asis.

L’importante documento, all’articolo 16, parlava dell’istituzione di un fondo speciale per gli impianti di depurazione. Chi stipulò la convenzione parlava d’una quota di tariffa che «non è dovuta dagli utenti, anche se collegati alla fognatura, quando essa risulta sprovvista di impianti centralizzati di depurazione o gli stessi sono temporaneamente inattivi» ma che, invece, deve esser corrisposta dai contribuenti «anche nel caso in cui la fognatura sia sprovvista di impianti centralizzati di depurazione o questi siano temporaneamente inattivi, solo allorquando sia stato conferito incarico per la progettazione delle opere ai fini della realizzazione o completamento dell’impianto di depurazione o tali interventi siano in corso di realizzazione purché siano compresi nel Piano di Ambito». Queste quote di tariffa, poi, stando ai dettami della convenzione, sarebbero dovute confluire «in un fondo vincolato intestato all’Autorità d’ambito, che lo mette a disposizione del gestore per l’attuazione degli interventi relativi alle reti di fognatura».

A Battipaglia, com’è noto, il mese prossimo dovrebbero prendere il via i lavori per il potenziamento dell’impianto di depurazione in località Tavernola e per il collettamento fognario di via Padova alla rete di Salerno: due importantissime opere, che la città attende da tempo, ma che saranno finanziate dal Ministero dell’Ambiente e dalla Regione Campania nell’ambito del “Programma strategico per le Compensazioni Ambientali nella Regione Campania del 18.07.2008 e successivo Atto di modifica in data 08.04.2009”.

Al Comitato, tuttavia, lo stanziamento non va giù. Nel 2012, ai tempi in cui il sindaco di Battipaglia era Giovanni Santomauro, una delibera consiliare stabilì legittimamente che quei fondi venissero utilizzati per la bonifica dei siti di stoccaggio temporaneo presenti sul territorio.

I soldi per la depurazione, insomma, andrebbero presi da quel fondo vincolato, previsto dalla convenzione del 2012: il rischio, altrimenti, è che i due siti battipagliesi che vanno ancora bonificati, ossia l’area della collina del Castelluccio e quella di località Buccoli, vengano ignorati ancora a lungo.

Il Comitato, allora, presenterà un istanza indirizzata all’Asis: «Vogliamo sapere – dichiara Gazzaneo – in che modo sono stati utilizzati quei soldi, sì da metterci l’anima in pace».

Gazzaneo, inoltre, sta chiedendo da un po’ di tempo un incontro all’Autorità di Ambito: per ora, le sue richieste sono state ignorate.




Battipaglia, al via i lavori al depuratore di Tavernola

BATTIPAGLIA. La Commissione Straordinaria, con Deliberazione n.109/G del 30.07.2015, ha approvato il progetto definitivo di adeguamento funzionale dell’impianto di depurazione di Tavernola.

Il progetto viene trasmesso alla Stazione Unica Appaltante istituita presso il Provveditorato alle Opere Pubbliche di Salerno, per l’espletamento delle procedure di gara.

I lavori inizieranno entro il prossimo mese di ottobre, per essere completati nei primi mesi del 2016.

L’impianto di depurazione. una volta entrato a regime, permetterà di trattare rifiuti fognari pari a 200 litri al secondo, rispetto agli attuali 40 litri al secondo, soddisfacendo il fabbisogno di circa 60.000 abitanti, ferma restando la realizzazione del collettore principale del quartiere Belvedere, pure in fase di espletamento di gara.




Collettori fognari e espropri in ritardo: è caos

di Carmine LANDI

BATTIPAGLIA. Collettore: Comune espropria, Etica tituba.

Il movimento civico, Etica per il Buon Governo, timonato dall’endocrinologa Cecilia Francese, ha infatti reso pubbliche alcune riserve legate al modus operandi della macchina comunale in fatto di procedimenti di esproprio per la realizzazione del collettore fognario di via Padova: è di pochi giorni fa – e fu pubblicata anche tra le colonne di questo quotidiano – la notizia relativa alla sottoscrizione di una convenzione con la Regione Campania per disciplinare i rapporti fra i due enti per l’opera in questione e per l’adeguamento del depuratore di Tavernola.

Due importantissimi interventi in fatto di edilizia pubblica, che saranno effettuati sul dolce velluto dei finanziamenti ministeriali e regionali: alla tesoreria di Palazzo di Città, infatti, arriveranno 3,5 milioni di euro dal Ministero dell’Ambiente e 300mila euro da Palazzo Santa Lucia. Per quel che riguarda il collettore, è già stato presentato lo scorso 1 aprile – a firma della Sogesid, convenzionaria del Ministero – il progetto esecutivo, e a stretto giro di posta si arriverà all’indizione della gara d’appalto. S’attende, po

i, il piano definitivo anche per il depuratore di Tavernola, ma è sulla gestione della vicenda relativa agli espropri riguardanti il collettore di via Padova che Etica ha dei dubbi. Dubbi espressi dalla presidente e dal fidato ingegnere del movimento, Pietro Benesatto, che hanno voluto dir la loro circa gli espropri che il dirigente dell’Ufficio tecnico, Giancarlo D’Aco, e il responsabile del procedimento, Angela Costantino, hanno notificato a Pompea Parisi e a Riccardo Sica, proprietari di due immobili che, ricorrendo gli estremi della pubblica utilità, saranno in parte occupati temporaneamente e in parte espropriati: «Il Comune di Battipaglia – affermano gli “etici” – comunica l’avvio del procedimento di esproprio per il collettore fognario, ma il procedimento è già in corso da molti anni, e la comunicazione ai proprietari andava fatta prima dell’approvazione del progetto, come impone l’articolo di legge pure citato nel provvedimento a firma del nuovo dirigente. A pena di nullità».

E in effetti i dubbi ci sono tutti, perché le planimetrie catastali a cui si fa riferimento erano già nel progetto preliminare, approvato nel 2011: « Se i proprietari – concludono i due – sono danneggiati dalla presenza del collettore, allora avrebbero potuto proporre una deviazione del tracciato che riducesse il disagio e quindi il problema non è solo formale. Per il resto, più l’opera è complessa, più enti sono coinvolti, più soldi girano e maggiori sono i rischi di non veder conclusa l’opera. Per questo è meglio ricorrere a soluzioni più fattibili, più economiche e più rapide, come il recupero del depuratore di Belvedere, ultimato e mai entrato in funzione, e l’impiego del depuratore ASI, che pare sia già collegato alla rete fognaria di Battipaglia».

Cecilia Francese comizioUNA VICENDA LUNGA MOLTI ANNI. Una vera e propria battaglia. Dall’epoca in cui la più importante poltrona di Palazzo di Città era occupata da Giovanni Santomauro, il movimento di Cecilia Francese sta portando avanti una dura lotta contro la mastodontica opera del collettore fognario.

Fin dal 2009, infatti, Etica per il Buon Governo sta indicando all’amministrazione comunale due strade ben diverse da quelle che poi, alla fine, sembra saranno intraprese, ossia la messa a nuovo dell’impianto di depurazione di Belvedere o del depuratore della zona Asi.

In quell’anno, ad agosto, la Francese, che era consigliere di minoranza, presentò un’interrogazione all’amministrazione Santomauro, chiedendo al sindaco quali fossero le sue intenzioni circa il problema depurazione: il primo cittadino rispose di aver lavorato per tutta l’estate per riuscire ad ottenere un finanziamento di 4,9 milioni di euro.

Nel 2011, poi, Etica rilanciò la quaestio e, attraverso Pietro Benesatto e Antonio Renna, presentò la prima mozione di iniziativa popolare della storia di Battipaglia: il Comune si sarebbe impegnato a definire un programma per la depurazione per tutti i battipagliesi e a impegnarsi per la restituzione delle tariffe Asis per la depurazione. L’amministrazione, allora, manifestò chiaramente l’intenzione di riprendere tra le mani un progetto risalente agli anni Settanta che prevedeva, appunto, la realizzazione di un collettore fognario che connettesse Battipaglia a Bellizzi prima e al depuratore di Salerno poi: un’opera da ben 90 milioni di euro, che agli “etici”, che hanno sempre considerato più agevolmente praticabile e più efficace la strada che porta a Belvedere e alla zona Asi, non è mai piaciuta.

La redazione del progetto, al costo di 37mila euro, fu affidata in maniera fiduciaria da Santomauro all’attuale senatore grillino, Andrea Cioffi, e la Francese manifestò il proprio disappunto: solo Andrea Cioffiper un incarico oltre i 40mila euro, in effetti, sarebbe stato necessario affidare il lavoro tecnico con una gara ad evidenza pubblica, è vero; eppure, l’articolo 91 comma 2 del Decreto Legislativo 163/2006 spiega che gli incarichi tecnici di importo inferiore a € 100.000 possono essere affidati nel rispetto dei principi di non discriminazione, parità di trattamento, proporzionalità e trasparenza, e secondo la procedura prevista dall’articolo 57, comma 6, e dunque l’invito avrebbe dovuto essere rivolto ad almeno cinque soggetti. Santomauro fu arrestato, e al suo posto arrivò il commissario prefettizio, Mario Rosario Ruffo, che scelse di tirar comunque fuori dalla polvere il progetto – svanito nel corso dei mesi antecedenti – della grande opera.

«Rimettendo a nuovo quegli impianti – ha spiegato a più riprese la Francese – riusciremmo a soddisfare il fabbisogno non solo di tutta Battipaglia, ma addirittura di una collettività battipagliese-ebolitana, mentre l’attuale depuratore di Tavernola (che poi è quello che verrà ampliato con il progetto stipulato, NdA), che è l’unico funzionante, purifica i reflui di soli 15mila cittadini, costringendone altri 35mila a sversare direttamente nel Tusciano».

Verifiche a Belvedere e in area Asi, dunque, che Etica ha richiesto anche pochi mesi fa a Gerlando Iorio, Ada Ferrara e Carlo Picone – ai quali ha manifestato anche il problema relativo alle procedure di esproprio – e pare che i membri della commissione straordinaria abbiano manifestato la propria disponibilità a muoversi in tal senso.

Oggi, però, la strada intrapresa è maggiormente lunga e dispendiosa. E resta qualche enigma sospeso. E mezzo litorale battipagliese, anche per quest’anno, non sarà balneabile.