Cava de’ Tirreni. Un albero si è abbattuto nella villa comunale “Falcone – Borsellino”.

Cava de’ Tirreni. Un albero secolare si è abbattuto nella villa comunale “Falcone – Borsellino”. L’albero ha distrutto le opere presenti in villa e travolto le linee telecom. L’area è stata interdetta.




NOCERA SUP. Morto un 17enne in un incidente stradale su uno scooter

Asfalto killer a Nocera Superiore. Questa mattina, intorno alle 9, un 17enne di Mercato San Severino – M.I. le sue iniziali – ha violentemente impattato contro un muretto di cinta di via Randino, all’incrocio con via Citola.

Il ragazzo procedeva in direzione di Cava de’ Tirreni per recarsi a lavoro quando, per cause ancora in via di accertamento, ha perso il controllo dello scooter invadendo la carreggiata opposta prima del fatale impatto col muretto. Sul posto sono immediatamente intervenuti i soccorsi, coordinati dagli uomini della Polizia Locale di Nocera Superiore agli ordini del comandante Giovanni Vitolo.

Secondo l’esame esterno eseguito dal medico legale, il 17enne sarebbe morto sul colpo: visibile anche una abbondante fuoriuscita di sangue dalle orecchie. Il casco intatto escluderebbe un impatto diretto del ragazzo contro il muretto di cinta della strada, sul quale è invece finito sicuramente lo scooter, tenuto conto del cerchio posteriore completamente spaccato.

Gli uomini agli ordini del comandante Vitolo hanno raccolto le testimonianze di alcuni passanti al momento dell’impatto, provando a ricostruire l’accaduto senza escludere la possibilità di una manovra azzardata del 17enne. Il corpo è stato trasportato presso l’obitorio del cimitero di Nocera Superiore.

 




FdI – Città Democratica, l’intesa c’è

di Andrea Pellegrino

CAVA DE’ TIRRENI. E’ cosa quasi fatta l’accordo tra Città Democratica ed i Fratelli d’Italia. In pratica tra il gruppo dell’ex sindaco Luigi Gravagnuolo ed Edmondo Cirielli. La scorsa sera – nel corso dell’incontro promosso dal Mo! di Luigi Cretella – il primo approccio politico che avrebbe posto le basi ad una possibile trattativa che dovrebbe portare ad una “sintesi” tra le due componenti in campo per le prossime elezioni amministrative di maggio. Naturalmente c’è da superare lo scoglio dei candidati sindaco già in campo: ed in particolare Renato Aliberti, presentato solo sabato scorso per i Fratelli d’Italia e Stefano Cicalese, già da tempo individuato dal gruppo civico di “Città Democratica” come leader dello schieramento. Tra l’altro “Città democratica” avrebbe già liste pronte ed in campagna elettorale ormai da mesi, rispetto a Fratelli d’Italia che tenta di riorganizzarsi e rimettersi in campo dopo lo strappo con l’amministrazione Galdi e la fuoriuscita di alcuni suoi componenti, tra cui l’ex capogruppo consiliare Germano Baldi, ora in maggioranza con l’Udc. Non è un mistero che già da tempo tra i Fratelli d’Italia ed il gruppo di Gravagnuolo corresse un buon sangue. Ed ora il patto potrebbe concretizzarsi, riducendo così il numero di candidati e di liste in corsa per la successione a Marco Galdi. Al momento la convergenza è su alcuni punti e quel che resta da individuare è il nome del candidato unico che possa rappresentare entrambe le componenti, che di fatto sono distanti politicamente. Se accordo ci sarà, naturalmente saranno superati gli attuali nomi in campo, quindi Renato Aliberti e Stefano Cicalese. Più probabile, però, che venga individuato un terzo nome. In questo caso, il maggiore indiziato è Fabio Siani, portavoce dei Fratelli d’Italia, il quale finora ha accuratamente evitato che il suo nome venisse gettato nella mischia nonostante Cicalese e Aliberti avessero fin da subito dato la piena disponibilità a farsi da parte. Ma non si esclude una soluzione istituzionale che possa prevedere il ritorno di Luigi Gravagnuolo. Per ora l’ex sindaco smentisce: «Come al solito, quando si apre una prospettiva – dice Gravagnuolo – qualcuno a Cava de’ Tirreni mi mette in mezzo come aspirante candidato sindaco. Non ci penso proprio. Sto, umilmente e con spirito operaio, lavorando perché i cavesi abbiano la possibilità di scegliersi un’amministrazione di persone serie, forti di un progetto comune e libere da sudditanze a logiche di potere extraterritoriali. Finita la campagna elettorale, comincerò a preparare la spedizione in Himalaya. Magari vi invierò qualche foto». Ma in politica mai dire mai. Le trattative, intanto sono in corso nel mentre la fibrillazione e l’agitazione sono altissime anche negli altri schieramenti, soprattutto all’interno della maggioranza guidata da Galdi, ancora in cerca della quadratura del cerchio. In tal senso si continua a lavorare su una possibile candidatura a sindaco di Giovanni Baldi ed una discesa in campo per le Regionali (al posto di Baldi, appunto) dell’attuale sindaco metelliano. Ma anche in questo caso le trattative sono in corso e frenetiche.




La piscina sarà riaperta

di Andrea Pellegrino

CAVA DE’ TIRRENI. Per la società Porzio la piscina di Cava de’ Tirreni riaprirà. Ieri la nota della dirigenza che ha in gestione l’impianto sportivo metelliano. Non c’è la data di apertura ma assicurano che la piscina di via Palumbo, sarà meta della terza tappa dei campionati di nuoto Fin. «Il mondo del nuoto campano sceglie, ancora una volta, la piscina comunale di Cava de’ Tirreni – si legge – come cornice per la terza tappa dei campionati regionali di nuoto Fin riservato alla categoria Esordienti A. In quel di Cava, dunque, anche per le prossime gare, sfileranno centinaia di famiglie dedite a seguire i propri bambini in un’attività sana, lo sport del nuoto, sotto l’aspetto fisico ed educativo. Proprio a Cava de’Tirreni la società Acquachiara, una delle realtà più importanti a carattere nazionale ed internazionale per quanto riguarda le discipline acquatiche e non solo, lavora da anni producendo risultati eccezionali e sfornando talenti nel mondo del nuoto e della pallanuoto. Un esempio? Tra i tanti, Martina Guglielmelli e Chiara Pellegrino, due atlete della formazione agonistica di nuoto, guidata dal tecnico Diego De Sio, la scorsa estate sono salite sul podio (medaglia d’argento per entrambe) nel corso dei campionati italiani di categoria in quel di Rovereto; non solo, due stagioni fà la formazione giovanile del Cavasports è diventata vicecampione d’Italia nell’under 17B. Lo scorso anno, invece, ben due atleti cavesi il portiere Mykhaylo Sudomlyak e l’attaccante Samuele Monetta del Cavasports, allenati dal tecnico Alessandro D’Auria, hanno conquistato il titolo di Vice Campioni d’Italia nel trofeo delle Regioni di Anzio, convocati nella Rappresentativa Regionale Campana. Sudomlyak è stato eletto, tra l’altro, miglior portiere italiano». A parlare della realtà di Cava è il patron onorario della Carpisa Yamamay Acquachiara Franco Porzio, medaglia d’oro alle Olimpiadi di Barcellona ’92 (uno insomma cresciuto a pane e sport): «Basta riavvolgere il nastro per capire il grande lavoro svolto a Cava de’Tirreni in questi anni- spiega Porzio- Sono i risultati ottenuti a parlare chiaro. Le polemiche sulla piscina Comunale a Cava de’Tirreni? Io amo la sostanza! Sinceramente la mia attenzione da sempre va all’attività sportiva ed agonistica e non a beghe che con lo sport non c’entrano nulla. Sono molto dispiaciuto per i ragazzi che subiscono la strumentalizzazione politica o di altri interessi. Prova ne è che quanto si è letto in questi giorni travisa realtà e atti ufficiali. Vi è una precisa volontà di denigrare e di distruggere. Mi rimetto al buon senso delle persone per bene che vogliono vedere nel giusto e salvaguardare la città. L’autorità giudiziaria sta facendo parallelamente gli stessi accertamenti a tutela della verità. Il mio obiettivo principale è continuare a permettere ai cavesi di svolgere regolare attività sportiva e salvaguardare i posti di lavoro – pur essendo il bilancio economico in perdita – in un impianto che è già punto di riferimento per l’intera cittadinanza grazie al lavoro della società Acquachiara e del suo staff altamente qualificato, riconosciuto tale non solo in Campania ma in tutta Italia ed Europa». A confermare la prossima apertura della piscina comunale è anche l’assessore allo Sport Gerardo Baldi: «Mi sono immediatamente attivato per risolvere questo problema. Sono costantemente in contatto con la società affinché nel più breve tempo possibile si riaprano le porte della struttura. I lavori sono già in fase di ultimazione. Mancherebbero ultimi sopralluoghi poi l’attività a mio avviso può anche ripartire». Già stamattina un incontro tecnico dovrebbe annunciare la data di riapertura della piscina.




Dopo la piscina la Mediateca

di Andrea Pellegrino

Alla Porzio Managment non si esprimono ancora. Voglio vedere cosa realmente sia accaduto alla piscina che hanno in gestione a Cava de’ Tirreni ed annunciano che entro fine settimana ci sarà un loro intervento. A quanto pare la comunicazione – a quanto si apprende – è giunta come “un fulmine a ciel sereno” con due diverse note, l’una da parte della federazione nuoto e l’altra del Comune di Cava de’ Tirreni. Entrambe per annunciare la sospensione delle attività. Ed in particolare anche di una gara in programma per domenica mattina. Ma se per la Porzio Managment è stato un fulmine a ciel sereno, per i tanti fruitori dell’impianto sportivo metelliano è stato un danno ed una beffa. Molti di loro, infatti, hanno versato le proprie quote (che si aggirano intorno ai 150 euro per tre mesi) senza sapere, ad oggi, che fine farà la struttura e quindi i soldi già sborsati. Naturalmente oltre i disagi ed il dispiacere per i tanti fruitori dell’impianto ed ancora degli atleti. Stando alle carte, l’ordinanza del sindaco del 9 maggio scorso parla di carenze igienico-sanitarie tali da sospendere ad horas tutte le attività della piscina comunale di via Gino Palumbo. Nel dettagliato atto sindacale, Marco Galdi descrive i sopralluoghi effettuati da tecnici comunali e dall’ufficiale sanitario e descrive le carenze igieniche e strutturali della piscina. E la stessa Asl, si legge nell’ordinanza, ad imporre al primo cittadino di emettere “apposito provvedimento di ordinanza sindacale nei confronti del soggetto obbligato (la Porzio Managment, ndr) relativo alla sospensione dell’attività sportiva fino a quando non saranno completati gli interventi prescritti e consegnata la documentazione richiesta”. Ma alla base di tutto ci sarebbe una questione di soldi. Sì perché tra il Comune di Cava de’ Tirreni e la Porzio Managment c’è un contenzioso in atto. Tant’è che nel marzo del 2013 la giunta comunale con una delibera revoca la concessione della gestione venticinquennale della piscina comunale coperta di via Palumbo con conseguente risoluzione del contratto. Il motivo? Naturalmente economico. La delibera quantificava la somma di 207mila euro circa che l’Ati Porzio Sport Managment avrebbe dovuto corrispondere al Comune di Cava de’ Tirreni. Cifra contestata dalla società che avrebbe presentato a sua volta il conto dei lavori eseguiti presso la struttura sportiva. Da qui sarebbe nato un contenzioso tra le parti oggi pendente innanzi al Consiglio di Stato. Nel giugno 2013 un nuovo atto giuntale prende atto del contenzioso amministrativo mentre nel luglio dello stesso anno l’argomento approda direttamente in Consiglio comunale, dove il sindaco Marco Galdi richiede una commissione di inchiesta per la piscina. Argomento poi ritirato. Ma chi doveva controllare su tutto ciò? L’affidamento alla società napoletana non nasce ieri, bensì nel lontano 2004. Da allora solo oggi si è arrivato all’estrema conseguenza con la chiusura. Eppure, sempre spulciando gli atti comunali, nel 2011 la giunta comunale rinnova la composizione di controllo e di gestione della piscina comunale, composta da cinque, tra dirigenti e funzionari dell’ente. Tra questi ci sono almeno due funzionari che non sono più in servizio al Comune di Cava de’ Tirreni ma di integrazioni o nuovi atti della commissione nessuna altra traccia. Segno – probabilmente – che l’organo si è incontrato poche volte. E di eventuali responsabilità dei dirigenti – o quanto meno di chi era preposto al controllo – n’è convinto anche il consigliere comunale Massimiliano Di Matteo che afferma: «E’ possibile che dopo dieci anni accada questo? Perché la società non ha mai pagato quanto previsto e soprattutto perché la struttura ora versa in queste condizioni? Chi doveva controllare tutto ciò e perché avviene solo ora?». Quanto alla soluzione del problema, Di Matteo non nasconde preoccupazione: «E’ abbastanza difficile, oltre ad una soluzione tecnica ora occorre anche una soluzione politica. Innanzitutto trovare un accordo con la società e poi pensare al futuro». Ed infine avverte: «La piscina è solo l’ultimo degli esempi negativi – conclude Di Matteo – non mi meraviglierei che la stessa sorte ben presto tocchi anche alla Mediateca Marte».




Simone, quelle confidenze al padre

di Marta Naddei

Era il confidente di suo figlio Simone e dal racconto, che il 39enne gli avrebbe fatto in più di una occasione prima di morire, potrebbero emergere particolari cruciali per portare a galla la verità su un suicidio ancora ammantato dal mistero. Confidenze che sarebbero state raccolte in un memoriale pronto ad essere depositato agli atti dell’inchiesta aperta presso la Procura di Salerno a seguito di una denuncia partita proprio dalla stessa famiglia De Falco. E’ stato ascoltato venerdì mattina dal magistrato Gianfranco Russo, titolare dell’inchiesta, il padre di Simone De Falco, l’appuntato dei carabinieri originario di Cava de’ Tirreni che si è tolto la vita – sparandosi un colpo di pistola in bocca – lo scorso 4 aprile, in una stanza al primo piano della caserma “Arena e Pezzuto” di via Mauri, sede del comando provinciale dell’Arma. E sarebbe proprio il funzionario di banca in pensione, il signor De Falco, a custodire i segreti del figlio, alcune confidenze che il giovane gli avrebbe fatto alcuni giorni prima di prendere l’improvvisa ed inaspettata decisione di suicidarsi sul proprio posto di lavoro. Una vicenda che fin dall’inizio è stata caratterizzata dal mistero: il 39enne appuntato dei carabinieri, Simone De Falco – sposato e padre di tre bimbi piccoli – non aveva certamente mostrato, secondo quanto hanno sempre raccontato i familiari, segni di malessere o di intolleranza verso una situazione. Tanto che – assistiti dall’avvocato Alfonso Senatore – si sono immediatamente rivolti alla magistratura per far luce sulle reali motivazioni che hanno indotto il loro congiunto a compiere l’insano gesto. Così, dopo che l’autopsia effettuata dal medico legale Giovanni Zotti ha confermato il suicidio, ora c’è da chiarire il perché Simone abbia deciso di porre fine alla propria esistenza in un giorno di inizio aprile. L’ipotesi che fin dal principio ha spinto la famiglia De Falco a far aprire una inchiesta penale è che sia accaduto qualcosa – nella mattina del 4 aprile – che avrebbe poi indotto il militare dell’Arma a estrarre la pistola d’ordinanza dalla fondina e puntarsela alla gola, per poi premere il grilletto. Insomma, per i parenti ed il loro avvocato Senatore si è trattato di una istigazione al suicidio. Già nelle scorse settimane era venuta a galla la presenza di un confidente di Simone, di qualcuno a lui molto vicino che avrebbe raccolto gli sfoghi e le preoccupazioni del giovane carabiniere cavese. Venerdì la svolta con papà De Falco che è stato ascoltato dal Pm Gianfranco Russo come persona informata dei fatti. Un particolare, questo, che potrebbe rappresentare la vera e propria chiave di volta nelle indagini sul caso De Falco. Stando a quanto raccolto fino a questo momento, infatti, sono state escluse tutte le piste al di fuori del contesto lavorativo: Simone De Falco non aveva problemi di salute (così come i suoi familiari, ndr), non aveva problemi di carattere economico né era in preda ad alcuna crisi mistica, dovuta all’attività di diacono presso alcune parrocchie di Cava de’ Tirreni, in primis quella di fra’ Gigino. Né tanto meno, quella mattina, Simone De Falco avrebbe fatto un gesto d’addio nei confronti dei familiari: nessun abbraccio, nessun messaggio. Eppure Simone quel giorno si sarebbe dovuto recare in caserma nel pomeriggio ma improvvisi impegni familiari lo indussero a richiedere un cambio turno. Insomma, è nell’arco di quella mattinata che il destino di Simone De Falco e della sua intera famiglia è cambiato irreversibilmente. Ora, in un memoriale sarebbe contenuto il perché.




Salma congelata, slitta l’autopsia di De Falco

di Andrea Pellegrino

Non c’è pace, neppure da morto, per il carabiniere Simone De Falco morto la scorsa settimana con un colpo di pistola in bocca. L’esame autoptico disposto dalla Procura di Salerno per ieri mattina è stato rinviato a fine settimana a causa di un errore (clamoroso secondo l’avvocato Alfonso Senatore) compiuto all’ospedale di Cava de’ Tirreni. Infatti la salma è stata congelata così da rendere impossibile l’autopsia che si sarebbe dovuta svolgere al cimitero di Cava de’ Tirreni alla presenza del medico legale incaricato dalla Procura, il dottor Giovanni Zotti e del consulente nominato dalla famiglia, il dottor Vladimiro De Bellis. A quanto pare entro fine settimana, più probabile sabato, l’esame potrebbe essere svolto, seppur sembra che la salma ben presto sarà trasferita al cimitero di Battipaglia. Comprensibile l’indignazione dei familiari – che tra l’altro avevano già immaginato la data dei funerali – e che ora dovranno attendere ancora qualche giorno. Rabbia e polemiche da parte dell’avvocato Alfonso Senatore (incaricato dalla famiglia del 40enne) che ha annunciato un esposto in Procura. «Si tratta di un errore grave – spiega il legale – ed ho chiesto che intervenga la magistratura per far chiarezza sull’accaduto». Ma ancora Senatore ha anche contestato le cattive condizioni della sala mortuaria del cimitero di Cava de’ Tirreni. «Una condizione questa – dice – che ci costringe ad andare altrove. L’esame si farà al cimitero di Battipaglia». Sulla data dovranno esprimersi i due medici mentre le indagini per appurare la dinamica del suicidio dell’appuntato metelliano proseguono su tutti i fronti. Al vaglio del perito balistico – nominato sempre dalla famiglia – c’è la prova dello stub effettuata immediatamente dopo la morte. Ancora si cercano testimonianze per ricostruire la mattinata di Simone De Falco all’interno del comando provinciale dell’Arma di via Mauri a Salerno. A Cava de’ Tirreni sono in tanti ancora increduli per l’accaduto. Chi conosceva il 40enne ancora non riesce a farsene una ragione. Ed è per questo che si seguono con attenzione tutti gli sviluppi della triste vicenda.




Le bici bloccano i soccorsi Anziana muore a Minori

MINORI. Ha atteso l’arrivo del medico quasi un’ora prima di morire: è accaduto a Minori nella mattinata di ieri. Un’anziana signora, Antonia Graziani, è deceduta intorno alle 11,30 senza che il cardiologo potesse raggiungere la sua abitazione per prestare i soccorsi. I parenti della donna, impossibilitata a spostarsi da casa propria, avevano chiesto al dottor Antonio De Luca, cardiologo amalfitano (già sindaco ed attuale consigliere comunale di Amalfi) di intervenire per prestare assistenza domiciliare. Il caso ha voluto che la Statale Amalfitana 163 fosse interamente chiusa per consentire lo svolgimento di una granfondo ciclistica amatoriale e che, pertanto, il medico rimanesse bloccato con la sua auto al bivio di Castiglione. Nonostante i solleciti alle autorità presenti, infatti, il sopraggiungere del gruppo in senso opposto ha impedito che l’auto del dottore potesse essere lasciata passare. Quando alle 11,30 è arrivata l’ennesima telefonata dai familiari della sfortunata anziana, De Luca non ha potuto far altro che constatare il decesso. Non è possibile stabilire se l’intervento tempestivo dei soccorsi avrebbe potuto scongiurare la morte della donna. Il fatto però va sicuramente ad intrecciarsi con il noto problema alla viabilità di un territorio che in inverno è falcidiato da eventi franosi ed in estate è stretto nella morsa del traffico. E’ capitato durante una domenica di marzo ma sarebbe potuto succedere ugualmente in piena estate, specie se, come accaduto l’anno scorso, non viene garantito nemmeno il servizio degli ausiliari del traffico che regolano la percorrenza nei punti critici. Un campanello dall’allarme, l’ennesimo, che allerta i residenti e la classe dirigente locale. «L’intervento è stato rapido», spiega il sindaco di Minori Andrea Reale: «I familiari inizialmente hanno deciso di non procedere al ricovero. Ma l’ambulanza alle 8,15 era lì». «E’ scorretto – prosegue Reale – speculare su una simile disgrazia».

Davide Marciano




Il costone continua a franare

La roccia continua a cedere sul costone che sormonta la strada tra Salerno e Vietri sul Mare. Alcuni detriti nel pomeriggio di ieri, a causa delle forti precipitazioni,sono precipitati sulle auto sottostanti, destando momenti di panico. Intanto la questione riguaratante la gratuità del pedaggio al casello di Cava de’ Tirreni rimane ancora aperta. La fragile roccia della costiera amalfitana continua a procurare gravissimi disagi ai cittadini della provincia di Salerno. La frana, all’altezza dell’Hotel Baia, che ha bloccato la fondamentale strada di collegamento tra Salerno e Vietri sul Mare, costringe i cittadini a prendere l’autostrada Napoli-Salerno con grave dispendio di tempo e soldi per il pedaggio e provocando particolari ingorghi al casello di Cava de’ Tirreni. Al fine di risolvere questa problematica, in seguito alla riunione tenutasi il 19 febbraio in Prefettura, i comuni della costiera e della città stanno cercando di tamponare quantomeno il disagio economico per i pendolari con un accordo con cui si impegnano a versare fondi per il pagamento alla società Autostrade per l’Italia per l’apertura libera del casello di Cava de Tirreni dalle ore 7 alle 10 e dalle 16 alle 18 dei giorni feriali (Lunedì-Venerdì) nel periodo che va dal 24 Febbraio al 15 Marzo per una somma totale di 3.015 euro da dividere fra i comuni in base al numero di abitanti. Il sindaco di Minori Andrea Reale parla a nome di tutti i sindaci della costiera: «Siamo continuamente a lavoro per cercare di risolvere tutto quanto prima ed entro lunedì riusciremo a stabilire in quanto tempo l’intera questione verrà risolta con appositi lavori – aggiunge inoltre – da lunedì non si pagherà il pedaggio autostradale negli orari di punta». Tra i sindaci che danno la loro disponibilità alla partecipazione alle spese c’è il sindaco di Vietri sul Mare Francesco Benincasa, ed il primo cittadino di cava de’ Tirreni Marco Galdi che sin dalle prime ore si sono mobilitati per accordarsi con la società Autostrade. Sembra, invece, non aver preso ancora decisioni al riguardo il sindaco di Cetara Secondo Squizzato, assente all’incontro, che pare non sia propenso a sacrificare le casse dei comuni e non accetta la speculazione da parte della società Autostrade per l’Italia sulla disgrazia: «Non ci sembra giusto che non si riesca a convincere la società autostradale a liberalizzare e cercheremo ancora di imporci in modo che i cittadini non ne risentano». Disilluso, scoraggiato ma anche deciso a levare la sua voce contro la società autostradale è il sindaco di Maiori Antonio Della Pietra che afferma: “Subiremo il ricatto” e aggiunge «é veramente vergognoso che la società Autostrade per l’Italia speculi sulle disgrazie meridionali». Il deputato del Pd Tino Iannuzi, che dal primo momento si è fatto carico del problema, si è prodigato in questo senso approvando l’apertura delle autostrade dietro contributi dei comuni. Si terrà domani la conferenza dei sindaci della costiera che porrà il veto finale. Nonostante l’impegno dei vari sindaci è probabile un allungamento dei tempi che queste situazioni troppo spesso e purtroppo richiedono. Tutto da definire a martedì quando ci sarà un nuovo incontro in Prefettura in base alla relazione dei tecnici e potrebbe non essere necessario rendere gratuito il pedaggio del casello dal momento che si ritiene che il problema possa essere risolto in tempo brevi. Nel frattempo la montagna continua ancora a franare a causa delle precipitazioni di massi all’altezza di Vietri e ancora molte sono le situazioni irrisolte lungo la costiera problema ovviato solo con semafori e sensi unici alternati.

Maria Claudia Marra




Autostrada gratis nelle ore di punta

di Francesco Carriero

15 giorni di autostrada gratuita per i pendolari che si spostano tra Salerno e la Costiera Amalfitana. Dopo l’interruzione del tratto di strada che collega il comune capoluogo a Vietri sul mare, in tanti avevano chiesto l’abolizione del pedaggio, per alleviare i disagi tra i cittadini che quotidianamente si spostano dalla Divina e che erano costretti a ricorrere all’arteria viaria a pagamento. L’autorizzazione è giunta nella mattinata di ieri, quando il Ministero delle Infrastrutture, attraverso il dirigente della struttura di vigilanza delle concessionarie stradali, ha dato mandato ad Autostrade per l’Italia, di garantire il passaggio per il casello di Cava de’ Tirereni della A3 in maniera gratuita nelle fasce di maggiore affluenza, ossia dalle 7 del mattino alle 10 e dalle 16 alle 18, per le prossime due settimane, esclusi i giorni feriali. Gli oneri di tale iniziativa a favore dei cittadini, saranno ripartiti tra i Comuni interessati all’evento franoso. nella tarda serata di ieri, infatti le amministrazioni interessate hanno lavorato fino affinché il provvedimento entrasse in vigore già dalla mattina di oggi. perfezionati gli atti formali, si è potuto accendere “il semaforo verde” al casello nelle ore di punta. Il Comune di Vietri sul Mare ha comunque voluto garantire un servizio navetta per gli studenti universitari alle ore 8, che dal centro della cittadina, trasporterà gli studenti al campus di Fisciano via autostrada. Intanto i tecnici continuano a lavorare alacremente, nonostante le difficoltà create dalla pioggia, per liberare quanto prima la strada dalle rocce e mettere in sicurezza l’intero costone. ma a preoccupare i rocciatori è soprattutto lo stato di un grande masso che rimane in bilico sul costone: gli esperti stanno valutando l’ipotesi di frantumare la roccia per poi ripulire i detriti o di farla rotolare lungo la via per poi rimuoverla intera. In ogni caso, a seguito di questo intervento, l’intero costone sarà oggetto di un’opera di bonifica e messa in sicurezza. Dopo la consegna della relazione tecnica stilata dai rocciatori, Provincia e amministrazioni comunali coinvolte si rincontreranno in Prefettura al fine di stilare un piano d’azione e delineare i tempi di riapertura dell’importante arteria stradale. Questi 15 giorni di passaggio gratuito al casello per i pendolari sono un sospiro di sollievo, visto i forti disagi che da martedì scorso sono costretti a sopportare, tra pedaggi e peregrinaggi per mezza provincia di Salerno.