Battipaglia verso il voto. Di Giorgio (FI): «Sì ai tavoli, ma coi coordinatori». E Ugo Tozzi…

di Carmine Landi

BATTIPAGLIA. «A Battipaglia, Forza Italia auspica l’unità del centrodestra».

Parola di Domenico Di Giorgio, sindaco di Montecorvino Pugliano e vicecoordinatore di Forza Italia Salerno.

Nei giorni scorsi, in città, s’è parlato in lungo e in largo dell’assenza dei forzisti al tavolo attorno al quale, su invito di Carmine Pagano, si sono riuniti i rappresentanti del centrodestra cittadino.

S’è detto che la causa dell’assenza dei berluscones andrebbe ricercata nella mancata ufficializzazione del nuovo referente: Giuseppe Provenza, ex capogruppo consiliare del Pdl, è ancora in attesa della nomina di coordinatore cittadino, per la quale resta il più accreditato. È vero, ma non del tutto, dal momento che, alla campagna d’ascolto di Etica per il Buon Governo, la delegazione forzista c’è andata.

«Parliamo con tutti – ha spiegato Di Giorgio – ma dipende dall’interlocutore, nel senso che il tavolo di sabato scorso è stato convocato da un simpatizzante di Fratelli d’Italia, mentre a Michele Gioia, coordinatore FdI di fresca nomina, abbiamo dato la massima disponibilità e, se fosse stato lui a organizzarlo, molto probabilmente avremmo preso parte all’incontro».

D’altronde, l’invito al summit con Etica è arrivato dalla presidente del movimento civico, Cecilia Francese, che, per il primo cittadino di Pugliano, «è una persona con cui ci sono convergenze di vedute e con la quale non s’escludono collegamenti per il futuro», ma, al momento, «è tutto ancora in fase embrionale». Come già scritto tra le colonne di questo quotidiano, ad ogni modo, Etica e Forza Italia organizzeranno in solidum un convegno sull’ambiente. Ma nel frattempo, per Di Giorgio, «l’imperativo è arrivare a un’ipotesi comune all’interno del centrodestra». Dello stesso avviso è Michele Gioia, neococrdinatore cittadino di Fratelli d’Italia: «Cerchiamo l’unità del centrodestra, e la richiesta è arrivata pure da Edmondo Cirielli e Michele Cuozzo, ed è per questo che proveremo l’intesa fino all’ultimo, ma, in caso di fallimento, prenderemo atto di quanto accaduto».

I nomi caldi nell’ambito del centrodestra restano quelli di Cecilia Francese e di Ugo Tozzi: «Sarebbero due ottimi candidati – spiega Gioia – ma è necessario anche evitare una prevaricazione dei movimenti civici sui partiti».

Tozzi, ad esempio, ha nel portafogli la tessera di Fratelli d’Italia e, sulle spalle, il mandato di “Insieme per il Futuro”, associazione civica che l’ha già lanciato alla conquista della fascia tricolore. «In questa fase – spiega l’ex presidente del consiglio comunale ai nostri taccuini – parlo di liste civiche perché è con esse che ho avviato un ragionamento, mentre i partiti cominciano soltanto adesso ad affacciarsi alla finestra: io vado nella mia direzione, e cerco di portarmi avanti col lavoro; i partiti devono fare il loro percorso».

In altre parole, per Tozzi, chi aspira al massimo scranno cittadino dovrebbe avere già un programma avviato: «Quel che è sicuro – aggiunge il presidente di “Insieme” – è che io sarò della partita, forte del supporto di almeno tre liste, e lo farò perché, dopo gli ottimi risultati ottenuti fin dal 2002, i cittadini premono affinché io faccia il grande passo, che mi fu già proposto nel 2009, verso la candidatura a sindaco».

Eppure, insistenti voci di corridoio parlano di Tozzi, che vanta una duratura amicizia col consigliere regionale paganese Alberico Gambino, come del candidato maggiormente gradito all’asse Cirielli-Cuozzo-Gioia. E se dovesse arrivare una proposta dal centrodestra o da FdI? «Ad oggi – chiosa l’anestetista – non saprei dare una risposta, perché in ballo ci sono molteplici fattori da dover prendere in considerazione».

 

E Giuseppe Provenza veste i panni del leader.

5. Giuseppe Provenza5. Giuseppe Provenza

Nel pomeriggio di ieri, l’ex capogruppo consiliare del Pdl, in odore di nomina a coordinatore cittadino di Forza Italia, ha incontrato Gerlando Iorio, presidente della commissione straordinaria che regge le sorti della città.

L’avvocato, col supporto dell’interrogazione parlamentare preparata dal senatore forzista Franco Cardiello,  ha interloquito a lungo con il viceprefetto in merito alla quaestio miasmi e all’impianto di compostaggio ebolitano. I due, poi, si sono intrattenuti a dialogare d’altre problematiche riguardanti la città.

Stamattina, in Prefettura, Iorio, Cariello e le altre autorità incontreranno il prefetto di Salerno, Antonella Scolamiero, per confrontarsi sul da farsi.

 

LA STRATEGIA DEL PD. BRUNO: «NO ALLE AUTOCANDIDATURE»

2. Davide Bruno 2

«Il Partito Democratico di Battipaglia ha deciso il suo percorso per  le prossime amministrative». Lo ha dichiarato, tramite nota stampa, il segretario cittadino del Pd, Davide Bruno, che ha spiegato che «sarà composta una delegazione unitaria che rappresenti tutti e che consulterà il corpo del partito, le associazioni collaterali d’area, i dirigenti provinciali iscritti al circolo di Battipaglia e chi in passato ha ricoperto cariche pubbliche».

Di lì il nome del candidato. E Bruno pare lanciare una stoccata a Pietro Ciott: «Al momento non ci sono state riunioni in merito e non c’è nessuna candidatura, non c’è nessun nome. Chi si muove fuori da questa logica fa un percorso differente, in quanto non basta dire di voler fare il candidato sindaco, ma è necessario esprimere una leadership per il partito e la coalizione, individuare i punti programmatici cardine che vanno dalla vocazione produttiva della città, al corretto procedimento amministrativo, ai servizi alla persona, indicare i criteri di costruzione delle liste e il sistema di alleanza in città».

Il segretario, dunque, pensa «che si debba dire basta a questa sterile rincorsa ai nomi».

Punti di partenza? «Si parte dalla coalizione che guida il governo della regione: PD,UDC,SCELTA CIVICA E PSI. Non si preclude il dialogo a sinistra e con le forze civiche di orientamento moderato e progressista».

Se ne parlerà pure «a metà ottobre, durante una due giorni del PD di Battipaglia, per mostrare alla città le idee programatiche».

Sul tavolo, tuttavia, il nome più forte rimane quello di Nicola Landolfi.




Focus amministrative a Battipaglia: il Pd candida Landolfi; caos a destra. E i Cinque Stelle…

di Carmine Landi

IL PD CANDIDA NICOLA LANDOLFI

BATTIPAGLIA. Il Pd s’affida a Nicola Landolfi.

Nelle ultime ore, s’è decisamente rafforzata la pista che potrebbe portare i democrat battipagliesi a candidare alla poltrona di primo cittadino il segretario provinciale del partito. Da qualche settimana a questa parte, infatti, il gruppo dirigente del Partito democratico di Battipaglia, coordinato dal segretario Davide Bruno, stava provando a praticare due strade, sì da tenersi spalancate entrambe le porte: da un lato, s’aspirava a un influente membro della società civile, mentre, dall’altro, era troppo forte la tentazione di proporre all’elettorato un nome che, da un po’ di anni a questa parte, è l’uomo di punta del Pd salernitano.

Una mossa, la più politica che ci sia, che pare aver preso il sopravvento, dopo che, venerdì scorso, i vertici dem cittadini hanno incassato il no del presidente provinciale d’un’organizzazione di settore, che è anche un eminente imprenditore appartenente a una storica famiglia battipagliese. Con la candidatura di Landolfi, ad ogni modo, Bruno e i suoi sperano di riuscire a ricostruire quella grosse koalition partitica che, in occasione delle scorse elezioni regionali, è scesa in campo a sostegno di Vincenzo De Luca.

Nel nome di Landolfi, d’altronde, l’intellighenzia dem cittadina s’è già riscoperta unita: paiono ricomposte, infatti, le profonde spaccature che, nei mesi scorsi, dividevano la maggioranza della direzione cittadina dall’opposizione interna.

«Il bene del partito va anteposto a tutto»: lo ha dichiarato ai nostri taccuini l’ex segretario cittadino, Luca Lascaleia, che è uno degli uomini di punta della minoranza del direttivo, riunita attorno ad Angelo Reggente, e che siede al tavolo della segreteria provinciale in qualità di responsabile dei rapporti istituzionali.

Landolfi sta pensando seriamente alla proposta che gli è arrivata dai vertici del Pd battipagliese. Il coordinatore provinciale dei democrat, nato e cresciuto a Salerno, è stato adottato dalla città del Tusciano: da diversi anni, infatti, vive a Battipaglia insieme alla moglie, che è battipagliese. Non vi sarebbe, poi, alcun tipo di incompatibilità tra la fascia tricolore e la carica, ricevuta di recente, di amministratore unico di Salerno Energia, che è una partecipata del Comune di Salerno.

Nel caso d’un diniego landolfiano di fronte alle advances di Bruno, il leader cittadino avrebbe già pronto un altro nome in grado di federare il fronte dei progressisti. Se, poi, dovessero andare a male entrambi i tentativi, il centrosinistra dovrebbe mettere in moto la logorante macchina delle primarie. In tal caso, i nomi sarebbero quelli di Pietro Ciotti (l’unico, durante il direttivo cittadino di martedì scorso, a dare la propria disponibilità), Piero Lascaleia, Alfonso Pace, Andrea Toriello e Nicola Vitolo.

 

E Bruno incontra l’Udc.

Nella serata di ieri, il segretario dei democrat ha già incontrato Michele Toriello, vicesegretario provinciale dell’Udc e punto di riferimento battipagliese – riconosciuto dal demitiano segretario salernitano Luigi Cobellis – per discutere d’amministrative e di strategie elettorali. «Vogliamo offrire alla città – aveva dichiarato ai nostri taccuini, nel pomeriggio, Bruno, che, però, non ci aveva detto nulla in merito all’incontro con Toriello – un governo stabile agganciato a quello della regione, e scenderemo in campo con il simbolo e con una nostra lista». Il leader renziano parla di «una consultazione interna al partito già avviata» e va all’attacco di chi si autocandida: «questo modo di fare autoreferenziale non ci appartiene».

Michele Toriello (UDC)

Michele Toriello (UDC)

Le incognite. Ciotti da solo? Che fa Motta?

Gerardo Motta

Gerardo Motta

I democrat s’interrogano su due spinose questioni.

Pietro Ciotti, presidente di Comunità Storia & Futuro, accetterebbe di ritirare la propria candidatura a sindaco al termine d’un percorso continuo, intrapreso nel 2013, al tramonto dell’era Santomauro?

E il deluchiano Gerardo Motta, che ha annunciato la propria candidatura a sindaco e che ha dichiarato d’aver già pronte diverse liste civiche, interloquirebbe con il deluchiano Landolfi o continuerebbe a correre da solo?

Lo scopriremo solo votando.

 

Pietro Ciotti

Pietro Ciotti

IL TAVOLO DELLE DESTRE

3.4. Il tavolo delle destre

BATTIPAGLIA. I moderati fanno la conta.

Nella mattinata di ieri, all’Hotel Palace, s’è riunito il tavolo delle destre, convocato da Carmine Pagano, ex consigliere comunale che s’è candidato alle scorse regionali tra le fila di Fratelli d’Italia.

Oltre all’organizzatore, hanno preso parte all’incontro Fernando Zara, Aldo Giulio Zangaro, Michele Gioia, Romeo Leo e Vincenzo Inverso.

I presenti, «sulla scorta di quanto indicato dai dirigenti provinciali», auspicano l’unitarietà del centrodestra nella città. Fattore che, in termini politici, va letto come “candidato unico”, che sarà definito in un secondo summit.

I conservatori, infatti, attendono di conoscere ufficialmente la posizione di Forza Italia, che ieri mattina non ha preso parte all’incontro per via di problematiche organizzative interne, motivate dal fatto che il futuro coordinatore – che, al 99%, sarà Giuseppe Provenza – non ha ancora ricevuto la nomina. In settimana, tuttavia, l’ex capogruppo consiliare del Pdl, in compagnia del vice coordinatore provinciale, Domenico Di Giorgio, e di Giuseppe Salvatore, aveva incontrato Cecilia Francese durante uno degli incontri della campagna d’ascolto promossa da “Etica”. Pagano e i suoi, dunque, attendono una presa di posizione ufficiale da parte dei forzisti. Assente ingiustificato Michele Ventriglia, referente cittadino di “Noi Con Salvini”, che probabilmente correrà da solo.

Un’occasione per guardarsi negli occhi, quella di ieri. «Non ho mai fatto fughe in avanti», ha fatto sapere Pagano. «Per l’unitarietà del centrodestra, io sono pronto a fare un passo indietro», Zara dixit. «Spero che la riorganizzazione del centrodestra stimoli pure il centrosinistra», ha fatto sapere Romeo Leo.

S’è parlato di indicazioni dei dirigenti provinciali, ma, stando alle dichiarazioni rilasciate da Luigi Cobellis («Il partito, a Battipaglia, è rappresentato solo da Michele Toriello») alla vigilia dell’incontro, il presidente provinciale dell’Udc non avrebbe preso parte alla riunione in rappresentanza dell’Udc. «Sono qui – ha dichiarato Inverso – perché gentilmente invitato dal dottor Carmine Pagano, e per me l’educazione viene prima di tutto, anche delle appartenenze politiche e partitiche, e perché il gruppo #perunnuovoinizio è al lavoro per il bene comune, per unire le migliori energie e non per creare altre divisioni in questa città».

E SE SI PUNTASSE SU TOZZI?

Ugo Tozzi

Ugo Tozzi

Si tratta solo di illazioni, ma la presenza di Gioia, coordinatore di Fratelli d’Italia e amico di Ugo Tozzi, potrebbe far pensare a quest’ultimo –  che tuttavia s’è detto «non attratto dalla lodevole iniziativa personale di Pagano» e ha dichiarato d’essere intenzionato a «scendere in campo senza i partiti» – nelle vesti di candidato federatore del centrodestra. Una candidatura che si giocherebbe sull’asse FdI Edmondo Cirielli – Alberico  Gambino, lungo il quale non è vista di buon occhio la forzista Mara Carfagna.

 

Francese e Forza Italia. «Niente inciuci: solo incontri ufficiali»

6. CECILIA FRANCESE

Cecilia Francese

BATTIPAGLIA. Etica Per il Buon Governo incontra Forza Italia.

Giovedì sera, nella sede di Piazza Aldo Moro, Cecilia Francese ha incontrato alcune personalità di spicco di Forza Italia.

All’incontro, infatti, erano presenti il vice coordinatore provinciale, Domenico Di Giorgio, il commissario cittadino, Raffaele Francese, il futuro coordinatore di FI Battipaglia, Giuseppe Provenza, e il numero uno provinciale della giovanile azzurra, Giuseppe Salvatore.

«Abbiamo avviato una campagna di ascolto per costruire, con tutte le energie che si vogliono mettere a disposizione, questo percorso di ricomposizione sociale, senza alcuna preclusione o pregiudizio», spiega la pasionaria endocrinologa.

«Abbiamo iniziato incontrando Forza Italia – prosegue la Francese – con la quale abbiamo discusso dei principali problemi di Battipaglia; della depurazione e la sua ricaduta sulle prospettive economiche legate al turismo; del tema ambientale; del ripristino di democrazia a partire dal Forum dei Giovani alla elezione dei Consigli Circoscrizionali previsti dallo Statuto Comunale; della tutela dei diritti individuali troppo spesso vessati dall’Amministrazione».

Gli etici e i forzisti hanno trovato ampia condivisione sul «focus sui contenuti, sulle iniziative concrete e sulla  necessità di valorizzare le giovani professionalità cittadine».

A breve, in solidum con Forza Italia – e con gli altri movimenti e le associazioni che vorranno partecipare – , Etica organizzerà un convegno sulle tematiche ambientali.

«L’incontro del 17 settembre con Forza Italia, come tutti gli altri che seguiranno, si è svolto alla luce del sole, nella sede di “Etica”, fra delegazioni ufficiali; niente più “inciuci ” o accordi segreti in qualche ristorante, ma soltanto incontri ufficiali». Parla così la Francese che, nei prossimi giorni, chiederà un incontro a Pietro Ciotti e ai vertici di Csf.

C’è una corposa parte di Forza Italia, ad ogni modo, che, come anticipato lo scorso 2 agosto da “Le Cronache”, vuol candidare la Francese: in prima fila, oltre ai membri della delegazione, ci sono il coordinatore provinciale Enzo Fasano e, a quanto pare, anche la stessa Mara Carfagna.

Quel che è certo, tuttavia, è che l’endocrinologa correrà con la casacca di Etica: da FI, insomma, può arrivare soltanto un supporto.

 

GLI OUTSIDER 

BATTIPAGLIA. Tra i due litiganti, il terzo gode.

Dopo gli ultimi fatti di cronaca, la politica, a Battipaglia, non è di certo vista di buon occhio.

I rappresentanti dei partiti ostentano sicurezza, ma la verità è che sono particolarmente temuti i civici e i movimenti.

 

Terrore a Cinque Stelle.

Enrico Farina (M5S)

Enrico Farina (M5S)

 

Sono i pentastellati il vero e proprio cruccio della politica cittadina. I rappresentanti battipagliesi del movimento di Beppe Grillo hanno già riscosso ottimi risultati in occasione delle elezioni regionali, ed è probabile che possano accumulare un vasto consenso derivante dal voto di protesta dei cittadini.

Eppure, almeno sulle schede elettorali, dovranno fare a meno del frontman delle regionali. Enrico Farina, infatti, ha declinato ogni invito alla candidatura: non scenderà in campo alle prossime amministrative né come aspirante sindaco né come potenziale consigliere. Il motivo della scelta sarebbe legato a una proposta di candidatura alla Camera in occasione delle prossime politiche. Ad ogni modo, gli attivisti stanno valutando diversi profili ma, almeno nella composizione delle liste, si muoveranno nell’imminenza delle elezioni. Discorso differente per il candidato sindaco, che, invece, dovrebbe essere ufficializzato a stretto giro di posta.

 

Lanaro e Inverso ai ferri corti.

Enrico Lanaro e Vincenzo Inverso

Enrico Lanaro e Vincenzo Inverso

 

Erano seduti l’uno accanto all’altro in occasione d’una recente conferenza stampa con la quale veniva ufficializzato l’ingresso del veterinario in seno al progetto #perunnuovoinizio. Poi, però, stando a quanto riferito da fonti accreditate, i rapporti tra Enrico Lanaro e Vincenzo Inverso si sono raffreddati. Entrambi continuano a lavorare alle amministrative: mentre il secondo s’è seduto al tavolo delle destre, il primo parrebbe intenzionato a migrare verso altri lidi.

 

Incognita Sagarese.

Antonio Sagarese

Antonio Sagarese

Tre liste civiche: una di sole donne. Anche Antonio Sagarese scenderà in campo in vista delle prossime amministrative, ma occorre capire se andrà fino in fondo. Lui, storico zariano, potrebbe far propria la scelta di tanti altri ex commilitoni, che hanno sposato la causa d’un altro medico: Cecilia Francese.




Battipaglia e ricorsi. Bruno (Pd): «Noi facciamo politica»

di Carmine LANDI

BATTIPAGLIA. «Noi non facciamo ricorsi; noi facciamo politica». Così parla Davide Bruno.

All’indomani della divulgazione, dalle pagine di “Le Cronache”, delle motivazioni che hanno indotto il Tar del Lazio a respingere i ricorsi contro lo scioglimento presentati da Giovanni Santomauro, Pasquale Tramontano, Pasquale Angione, Etica per il Buon Governo e Battipaglia Nostra, il coordinatore cittadino del Partito Democratico ha voluto rilasciare delle dichiarazioni ai nostri taccuini.

«Battipaglia – spiega il numero uno dei dem – non è citta di camorra, ma sarebbe da folli non riconoscere che, in passato, c’è stato un problema in rapporto ai legami tra politica, costituzione delle liste e governo della maggioranza che sosteneva Santomauro».

Vale a dire il sindaco che fu candidato tra le fila del Pd. «È vero – continua Bruno, che, all’epoca dei fatti, nel direttivo del Pd non c’era neppure – ma occorre ricordare pure che Santomauro passò all’UDC, che era il partito che, tra i 16 consiglieri della maggioranza, alla fine ne contava 10, e che era arrivato pure a ottenere 5 assessori su 10».

Per il leader democrat, allora, «il problema riguarda maggioranza e opposizione, riguarda l’intera città». E le responsabilità dem? «Noi – spiega Bruno – abbiamo gestito malissimo la fase post-elettorale, nella composizione della maggioranza come nell’aver favorito i transfughi dell’Udc».

E adesso s’avvicinano le elezioni. «Sarà il pd battipagliese a decidere modalità e tempi per l’assetto della coalizione, composizione delle liste e un programma chiaro per il rilancio della città». E il candidato sindaco? «Sarà una personalità fortemente rappresentativa per la città e in grado di attuare il programma di governo».

Eppure, all’indomani delle dimissioni di due membri della minoranza interna, Angelo Di Tore e Francesco Della Corte, dal direttivo, Bruno, a detta di qualche organo di stampa, pare isolato: «No, sto portando avanti un percorso innovativo, perché la fase congressuale è finita un anno fa, e ora bisogna aiutare il partito capendo cosa ci sia stato di buono e di sbagliato. Superiamo questo momento e lanciamo il partito verso le amministrative».




Elezioni a Battipaglia. Bruno (PD) incontra Iannuzzi e Oddati: ecco i probabili nomi.

di Carmine LANDI

 

BATTIPAGLIA. Summit dem per decidere il futuro.

Nella serata di ieri, a Salerno, s’è parlato a lungo di Battipaglia.

Nel capoluogo, infatti, c’è stato un incontro tutto democrat tra l’onorevole Tino Iannuzzi, il consigliere regionale Tommaso Amabile, il segretario battipagliese del Pd, Davide Bruno, e il suo vice, Vincenzo Spinelli.

Al centro della discussione, le elezioni amministrative che dovrebbero coinvolgere Battipaglia nel 2016 e la definizione di un candidato sindaco in grado di rappresentare il centrosinistra.

Al momento, vengono seguite due piste.

La prima parla il linguaggio del partito, e conduce a diverse stradine: sul tavolo, in questo caso, non ci sarebbero soltanto il sindacalista Pietro Ciotti, presidente di “Comunità Storia & Futuro”, e l’architetto Nicola Vitolo, numero uno di “A717 Battipaglia & Oltre”, ma pure Carmine Crudele, stimato medico battipagliese, Nicola Oddati, già assessore al Comune di Napoli e ora residente a Battipaglia, che però non parrebbe ben disposto ad accettare un’eventuale candidatura, e addirittura lo stesso segretario, Davide Bruno. Ci sono, poi, gli outsider, ossia la cerchia di giovani che gravita attorno a Andrea Volpe e il 31enne Dario Toriello, seriamente intenzionato a candidarsi alle primarie.

La seconda pista, invece, porta alla società civile. Imprenditori, commercianti o professionisti in grado di raccogliere un ampio consenso e di assicurare alla sinistra pure voti che di consueto sono andati alla destra: in tal senso – ma l’ipotesi non piace al segretario – a guidare la coalizione, seppur da civico, potrebbe esserci anche Gerardo Motta.

Il Pd è ancora al lavoro. Il discorso relativo alle amministrative, tuttavia, sarà avviato ufficialmente domani sera, all’interno della sezione battipagliese di via Domodossola, durante una direzione che sarà presieduta dal segretario provinciale Nicola Landolfi.




Btp Tecno: capannone a 15 milioni. E quegli acquisti dalla Oms Ratto

di Carmine LANDI

BATTIPAGLIA. Poco più di 15 milioni: tanto vale la Btp Tecno.

Stando a quanto dichiarato dai revisori, il valore della struttura che ospitò l’azienda fallita è di 15 milioni di euro: una cifra ragguardevole, ma lontana dai 60 milioni del buco debitorio.

Difficile che qualcuno, in tempi simili, investa nella struttura, che, tra l’altro, richiede pure dei lavori di manutenzione.

Era il 2010 quando, con il placet del MiSE, Gian Federico Vivado ricevette l’edificio in regalo dalle mani di Alcatel-Lucent: oltre al capannone, all’epoca, furono ceduti pure tutti gli asset al prezzo simbolico di un euro.

Ed ora si cerca di piazzare quel poco che si ha tra le mani. In questi giorni, gli ex dipendenti – che stasera, alle 17:30, si riuniranno al centro sociale per un’assemblea – stanno contattando i vecchi clienti per cercare di piazzare la componentistica. La curatela fallimentare, poi, girerà i soldi ai creditori: dapprima verranno pagati i consulenti, poi lo Stato e dunque i lavoratori e le aziende private.

Oltre al capannone pare che ci sia poco o nulla, ma non è certo: l’elenco dei cespiti, infatti, sarebbe esclusivamente in possesso dello studio Gentile di Caserta, i cui contabili hanno gestito a lungo gli interessi dell’azienda di Vivado. Ad ogni modo, i circa 25 veicoli aziendali – pare che molti fossero tra le mani di persone estranee a Btp – erano stati presi in leasing, e lo stesso vale pure per molti macchinari industriali. In compenso, c’è parecchio manufacturing proveniente dalla Oms Ratto, azienda fallita di Guidonia che pure rientrava nella sfera delle ditte vivadiane, che avrebbe misteriosamente venduto (pare, tra l’altro, a prezzi triplicati rispetto a quelli previsti dal mercato) un bel po’ di merce inutile a Btp Tecno.

Sul fronte salariale, infine, pare che qualcosa si stia muovendo: i consulenti del lavoro dello studio Lupi di Genova, infatti, hanno comunicato che a breve invieranno gli sr41 relativi agli ultimi cinque mesi all’Inps di Battipaglia, sì da garantire l’erogazione della Cigs approvata un mese fa, in tempi record, dal Ministero.

L’IRA DI DAVIDE BRUNO (PD)

Davide BrunoSulla quaestio è intervenuto il segretario del Pd, Davide Bruno.

«La dignità delle persone – ha dichiarato il dem – viene prima di tutto, ma da 10 mesi i 90 lavoratori non percepiscono un euro, tra contratti di solidarietà erogati parzialmente, mancato pagamento delle giornate lavorative di febbraio e ritardi per l’erogazione dei primi quattro mesi di CIGS: non è accettabile, e dunque, oltre ad interessare i commissari, è al vaglio un tavolo con il prefetto per sbloccare tutto».

E sul futuro «è determinante rifinanziare con i fondi strutturali il decreto sulle aree di crisi per la selezione di programmi di sviluppo industriale, costituiti da progetti di investimento e di ricerca».

 




Squillante “caccia” Vuotto, il primario di chirurgia. Bruno (Pd): «È colpa di Fratelli d’Italia»

di Carmine Landi

BATTIPAGLIA. Va via Antonio Vuotto, arriva Raffaele Guglielmi.

È l’ultima novità relativa al nosocomio cittadino, l’ospedale “Santa Maria della Speranza”, la cui unità di chirurgia generale, a partire dal primo di maggio, avrà un nuovo timoniere.

Lo ha stabilito il direttore generale dell’Asl salernitana, Antonio Squillante, che lo scorso 29 luglio, in un solo dì, portò a termine la lunga procedura di revoche avviata due anni prima, il 28 aprile del 2012, dall’allora commissario straordinario della sanità provinciale, Maurizio Bortoletti: ben 35 provvedimenti, con cui furono sottratti degli incarichi di dirigenza ad altrettanti medici del salernitano. La causa delle revoche, a detta di Bortolotti prima e di Squillante poi, era da ricercarsi, in pratica, nell’ormai arcinoto articolo 18 del CCNL (Contratto Collettivo Nazionale del Lavoro), ossia quello relativo alle sostituzioni: molte di quelle nomine, a detta del manager, hanno dato luogo a incarichi sine die. Nomine temporanee, insomma, che son divenute pluriennali. Proprio per questo, lo scorso anno, Vuotto – che era stato nominato nel 2007 –  entrò ufficialmente nel novero dei dirigenti medici epurati da Squillante: il primario battipagliese, tuttavia, era in illustre compagnia, dal momento che, tra le revoche varate dall’ex assessore di Edmondo Cirielli c’era anche il dirigente della rianimazione di Sarno, tal Giuseppe Canfora, che poi, per conto del centrosinistra provinciale, a ottobre avrebbe assunto le redini di Palazzo Sant’Agostino, prendendosi lo scranno in precedenza appartenuto a Cirielli prima e ad Antonio Iannone poi.

Il 5 giugno del 2014, ad ogni modo, era già stata nominata la commissione: oltre al direttore sanitario aziendale (Anna Luisa Caiazzo, nel marzo del 2015, sarebbe stata sostituita da Angela Annechiarico) ne avrebbero fatto parte Aniello Aiello e Bartolo Fusco, rispettivamente primari chirurgici del “Villa Malta” di Sarno e del “San Luca” di Vallo della Lucania. In altre parole, si tratta di due dirigenti ospedalieri che lavorano per conto dell’Asl salernitana, diretta proprio da Squillante. Ad ogni modo, il bando fu pubblicato nell’ottobre del 2014; qualche giorno fa, lo scorso 21 aprile, come vincitore del bando è stato nominato proprio il dottor Guglielmi, amico di lunga data di Cirielli – era il responsabile del dipartimento sanità di Alleanza nazionale quando l’attuale parlamentare ne era il coordinatore provinciale – che era già all’interno dello staff di Vuotto. A mezzo servizio, però. Dal 30 gennaio del 2014, infatti, il dottore salernitano – che, tra l’altro, è segretario provinciale di CIMO ASMD, il sindacato dei medici – si divide tra il presidio di via Fiorignano e lo staff di Squillante in persona, con il quale, dunque, deve essere nato un rapporto abbastanza confidenziale: il manager dell’Asl, in effetti, dispose che Guglielmi lavorasse per due giorni a settimana – il mercoledì e il giovedì – presso la direzione generale, e non volle saperne di privarsi del contributo del medico sindacalista neppure a luglio, quando, a fronte degli straordinari estivi, Vuotto richiese invano che il chirurgo salernitano lavorasse a tempo pieno per l’ospedale battipagliese.

Ora Guglielmi è stato nominato vincitore: sarà dirigente proprio ex articolo 18, ossia quel precetto che un anno fa, a fronte dei provvedimenti di revoca, fu considerato illegittimo.

UNA VITA SPESA AL SERVIZIO DEI BATTIPAGLIESI. L’allontanamento di Vuotto – a cui è stato comunicato soltanto a voce di dover liberare l’ufficio a beneficio di Guglielmi entro domani – rappresenta la vera e propria fine di un’era per l’ospedale di Battipaglia. Il medico 61enne, nato nel 1953 nella città del Tusciano, è alle dipendenze del “Santa Maria della Speranza” da sempre. Un’esperienza che ebbe inizio nel 1981, quando, in seguito a un tirocinio presso il “Santa Maria Addolorata di Eboli”, il chirurgo battipagliese vinse il concorso per assistente di ruolo al nosocomio di via Fiorignano nella divisione di chirurgia d’urgenza; nel 1993, poi, divenne aiuto di ruolo, affiancando alla mansione principale, nel frattempo, gli incarichi di responsabile del servizio di senologia (dal 1999 al 2002) e del centro di colonproctologia (dal 2002 al 2007).

Dapprima dirigente della struttura dipartimentale di chirurgia generale da marzo del 2007, sul finir dell’anno ebbe la nomina di dirigente responsabile dell’unità operativa complessa di chirurgia generale.

Dal 2002 a oggi, la casistica operatoria del medico in qualità di primo operatore è di oltre 3mila interventi di chirurgia open e laparoscopica.

L’ATTO D’ACCUSA DI BRUNO (PD). 

Davide BrunoDavide Bruno difende Vuotto e punta il dito contro Fratelli d’Italia.

Il segretario cittadino del Partito democratico, che è stato il primo a sollevare, tramite nota stampa, il caso Vuotto, ha rilasciato delle pesanti dichiarazioni contro Squillante e il centrodestra: «la sanità – ha affermato il dem – non può continuare ad essere il luogo di occupazione di posizioni in base all’appartenenza a sfavore delle capacità professionali e delle carriere dei medici. Ed è vergognoso che a discapito della qualità professionale, sulla pelle dei cittadini e della qualità del servizio, venga portato avanti un atto come la revoca di tanti primari e la contestuale nomina utilizzando in maniera indiscriminata l’art.18 del contratto collettivo nazionale, tutto questo a ridosso della campagna elettorale per le prossime regionali. Il centrodestra, con Fratelli d’Italia, sta portando avanti un modo di utilizzare la sanità lontano dalla civiltà e dalle finalità che dovrebbero competere alle funzioni pubbliche».

Un affaire politico, a detta del progressista, che proprio non accetta quanto stabilito dal manager della sanità salernitana: «stigmatizzo la revoca ai danni di  Antonio Vuotto, a cui va il riconoscimento per il lavoro svolto e la qualità portata nel nostro presidio. Scelte compiute ai danni di un’intera comunità, contro valori professionali condivisi e riconosciuti,  contro il merito,pensando alla sanità come un terreno di conquista. Di fronte a noi abbiam uno scenario desolante con la riduzione dei livelli di assistenza alle nostre comunità e con il personale medico costretto a turni massacranti; la chiusura delle sale operatorie; l’eliminazione delle attività di intervento ordinario riducendole solo all’emergenza-urgenza. Un’operazione su vasta scala, un  tentativo che mira a ridimensionare l’offerta pubblica».

Non è escluso che nei prossimi giorni il Pd cittadino organizzi qualche iniziativa per sensibilizzare la cittadinanza circa l’emergenza sanità.

 

 




Motta: «De Luca sì, Pd no»

di Carmine LANDI

BATTIPAGLIA. In città è scoppiato il “caso Motta”.

Lungo i marciapiedi, nelle piazze e sui social-network non si parla e non si scrive d’altro da quando, nello scorsoweekend, in occasione dell’inaugurazione del comitato elettorale battipagliese di Franco Alfieri, Gerardo e Vincenzo Motta hanno palesemente dichiarato – come documentato domenica scorsa da questo quotidiano – di essere intenzionati a votare e a supportare il sindaco di Agropoli e il candidato governatore, Vincenzo De Luca, in vista delle elezioni regionali del prossimo 31 maggio.

La quaestio ha destato parecchio scalpore, dal momento che, in occasione della scorsa tornata elettoralecomunale, nel 2009, Gerardo Motta corse per la poltrona di sindaco tra le fila del centrodestra, gareggiando fino all’ultimo voto con Giovanni Santomauro, esponente del centrosinistra – poi passato all’UDC – che, al ballottaggio, riuscì ad avere la meglio.

L’ex-candidato sindaco, d’altronde, è politicamente cresciuto tra i partiti e i movimenti della destra; Vincenzo, poi, in veste di candidato all’assise consiliare regionale con “Noi Sud”, nel 2010 sostenne l’attuale presidente della regione, Stefano Caldoro, che, anche in quell’occasione, si contese lo scettro del governatorato proprio con De Luca.

Gerardo, poi, ha annunciato anche la propria candidatura a sindaco: «correrò per la carica di primo cittadino – aveva dichiarato – con il supporto di quattro o cinque liste civiche».

In tanti, dunque, correlando l’endorsement per Alfieri e De Luca con un’ipotetica futura candidatura dell’ex-An tra le fila del Partito democratico, si sono scagliati all’attacco di Gerardo Motta, visto dal centrodestra come una sorta di apostata e dal centrosinistra come una specie di infiltrata mina vagante.

Nel 2015, nell’era dei social, il tam-tam ha immediatamente coinvolto Facebook: dalle pagine web del portale di Marc Zuckerberg, infatti, il fratello maggiore ha subito rilasciato delle dichiarazioni a nome del fratello minore. «Qualcuno – ha scritto Vincenzo Motta – ha dato interpretazioni distorte delle nostre scelte che, invece, sono chiare e lineari; a seguito dei fallimentari risultati riscontrati nella gestione della cosa pubblica regionale nell’ultimo quinquennio, abbiamo deciso, da cittadini della Campania e da imprenditori, di privilegiare la scelta di De Luca e Alfieri, che, da amministratori pubblici, hanno dimostrato di avere a cuore i loro cittadini e che avremmo votato anche se avessero militato in un altro partito, perché hanno dimostrato di essere davvero capaci di affrontare e risolvere i mille problemi dei cittadini coniugandoli con lo sviluppo del territorio».

Eppure, a detta dei fratelli Motta, non ci sarebbe alcun legame con un «inspiegabile e fantasioso “accoppiamento” con il PD, partito a cui non siamo iscritti (una battuta: Gerardo non ce lo vedo con il colbacco e la balalaika!) quando invece, a precisa domanda, Gerardo ha risposto con chiarezza che la partecipazione alla prossima tornata elettorale ammnistrativa avverrà in un ambito civico, senza alcun patrocinio politico nè di destra ne di sinistra, di cui ritiene di non avere bisogno».

Molti cittadini, però, continuano a restare insospettiti dalla vicenda: «leggo – ha scritto Carmine Pagano, candidato al consiglio regionale con Fratelli d’Italia – di uomini di centrodestra, clamorosamente bocciati dal voto popolare, che ora annunciano il loro sostegno elettorale a candidati di centrosinistra, nella speranza di potersi attribuire una improbabile vittoria, e apprendo di candidati di centrosinistra (chiaro riferimento ad Alfieri, NdA) che arrivano nella nostra terra annunciando impegni per il territorio; la coerenza non è più di questo mondo. Gli elettori, però, per nostra fortuna riescono a capire da che parte stanno la verità e l’impegno quotidiano per un territorio».

Non ha guardato al centrodestra, ma a ciò che accade alla sua immediata destra, invece, l’ex-consigliere regionale di Rifondazione Comunista, Raffaele Cucco Petrone, che non ha risparmiato strali velenosi al Pd: «sulla vicenda Motta – ha scritto il comunista – il segretario, Davide Bruno, dice sostanzialmente: “Ben vengano i voti di Motta; quanto a candidarlo sindaco, vedremo alle primarie”. L’ex segretario, Luca Lascaleia, invece, chiude sulla candidatura ma è ben lieto “che persone di destra riconoscano il valore dei nostri candidati e li vogliano sostenere”».

Petrone, poi, ha proseguito la propria invettiva rivolgendosi direttamente ai dem: «nessuna sorpresa. Siete quelli che a Battipaglia scelgono per vicesindaco l’ultimo sindaco di Forza Italia, che per la Regione chiedono i voti a Cosentino e Cobellis, che in Italia distruggono lo statuto dei lavoratori e la stessa Costituzione repubblicana.Capisco l’entusiasmo di alcuni vostri giovani rampanti: entrano in un’associazione che si occupa solo ed esclusivamente della conquista, gestione e conservazione del potere. Il potere per il potere: fare affari, comandare, dare ordini, mettere e tenere “le mani in pasta”».




Lavoro e sviluppo, il dem Bruno: il mio vademecum

di Carmine LANDI

BATTIPAGLIA. La più grande piaga che affligge la città da un po’ di tempo a questa parte è sicuramente legata al lavoro. Se n’è reso conto il segretario cittadino del Pd, Davide Bruno, che è voluto entrare nel merito della spinosa quaestio.

«L’andamento delle vertenze che si stanno trascinando ormai da due anni per l’area industriale di Battipaglia – dichiara il leader dei dem – non è soddisfacente rispetto all’azione programmatoria a cui sono chiamate le istituzioni di ogni livello ai fini del rilancio del comparto industriale».

A parer di Bruno, infatti, occorre «attuare un intervento organico ed incisivo per rilanciare e riqualificare il sistema produttivo e manifatturiero di Battipaglia»: un atto che, a suo dire, rappresenta «una condizione fondamentale per riaprire una prospettiva per la forza lavoro coinvolta e per contribuire all’innovazione dell’apparato produttivo dell’intera Regione».

Area di crisi industriale? È quel che pensa il progressista: «La vicenda economica battipagliese risponde pienamente a quella tipologia di situazioni di “crisi industriale complessa” definite dal comma 1 dell’articolo 1 del Decreto del MISE del 24 marzo 2010; L’attivazione del procedimento, dunque, va portata all’attenzione della commissione straordinaria con una deliberazione dell’ente Comune per impegnarsi con ogni iniziativa presso il Ministero dello Sviluppo economico, così da favorire la riprogrammazione dei fondi strutturali comunitari e il riconoscimento dello stato di crisi complessa per l’area della Piana del Sele».

Il coinvolgimento dell’ente comunale, dunque, è condizione necessaria, ma non è sufficiente, perché il grosso passa da Napoli: «non basta coinvolgere il Comune e il governo nazionale; è determinante il governo della regione, visto che entro la fine del 2015 bisogna completare il fondo europeo per lo sviluppo regionale (Fesr) e  la Campania deve ancora spendere 2.025,7 milioni, ossia il 44,3% dell’intero programma: un immobilismo inaccettabile».

Battipaglia, ma non solo, perché il rilancio della città del Tusciano, a detta del democratico, passa attraverso altri due elementi: «bisogna estendere il novero delle aree di crisi campane, che al momento si limita ad Avellino, Acerra e Castellamare ed esclude le nostre parti, e dare il giusto valore all’Accordo di Programma,  lo strumento operativo, concordato tra amministrazioni, anche locali, rappresentanze dei lavoratori e dei datori di lavoro, nonché eventuali altri soggetti interessati, per la realizzazione delle azioni finalizzate ad accelerare lo sviluppo per la realizzazione di un ambiente economico capace di attrarre nuove iniziative imprenditoriali, nuovi investitori e il rilancio dell’occupazione nei territori interessati da gravi crisi occupazionali».

 




Primarie Pd: a Battipaglia vince De Luca con 658 preferenze

di Carmine LANDI

BATTIPAGLIA. Battipaglia è con Vincenzo De Luca. Nella città del Tusciano, infatti, l’ex-sindaco di Salerno ha ottenuto ben 658 preferenze; si è fermato a 207 voti, invece, l’eurodeputato Andrea Cozzolino; una fetta irrisoria di 10 crocette, poi, per il socialista Marco Di Lello; gli scrutatori dem, poi, hanno annullato due schede.

877 battipagliesi hanno varcato le soglie dei quattro seggi allestiti in città: nella prima cabina elettorale, in via Silvio Pellico, 227 voti sono andati all’ex-primo cittadino di Salerno, 57 al parlamentare europeo e una preferenza per il coordinatore nazionale del PSI; nel secondo seggio, nei garage dell’associazione “Il Quartiere”, a via Olevano, 202 preferenze se l’è aggiudicate De Luca e 58 Cozzolino; nella quarta cabina, collocata all’interno dell’hotel “Belvedere”, 135 preferenze per l’amministratore salernitano, 31 per il deputato di Strasburgo e 5 per Di Lello.

Singolare, invece, s’è rivelato il caso del terzo seggio elettorale, all’interno del centro congressi “San Luca”, dove Andrea Cozzolino aveva incontrato i suoi alla vigilia del voto, e dove i consensi ottenuti dall’europarlamentare si son rilevati sensibilmente più ampi: qui, infatti, il deputato di Strasburgo ha ottenuto 64 preferenze, riuscendo a oltrepassare la percentuale del 35%, pur non raggiungendo De Luca, che s’è aggiudicato 91 voti; 4 crocette per Di Lello.

Non sono riusciti, dunque, a scalfire il pacchetto voti dell’ex-primo cittadino di Salerno – che ha ottenuto una percentuale superiore al 75% – i democrat della minoranza battipagliese: Angelo Reggente e i suoi, infatti, avevano deciso nelle ultime ore di supportare Andrea Cozzolino. Il boccone più amaro l’ha dovuto ingoiare di certo Egidio Mirra, ex-consigliere comunale, che in città era stato lo sponsor principale dell’europarlamentare. Più soddisfatta, invece, la maggioranza: il segretario cittadino Davide Bruno, che, pur lasciando libertà di scelta ai suoi, aveva scelto di sostenere l’ex-sindaco del capoluogo salernitano. «Si tratta di un grandissimo risultato – ha dichiarato il coordinatore locale ai nostri taccuini – che dimostra come con un’organizzazione completamente nuova rispetto al passato si possa avere un’ottima partecipazione da parte del territorio».

 




Niente pace nel Pd: Lascaleia stuzzica Bruno

 

di Carmine LANDI

BATTIPAGLIA. Non accenna a placarsi la bufera in casa dem: anche Luca Lascaleia, ex-segretario cittadino, al momento responsabile dei rapporti istituzionali all’interno della segreteria provinciale, ha voluto dire la sua sulle discordie sorte all’interno della sezione battipagliese.

«Il dibattito interno al Pd cittadino – ha dichiarato Lascaleia – è la fotografia di un partito vero, con donne e uomini in carne ed ossa che vivono l’impegno politico con grande passione. Eppure, tutto ciò sarà ancor più vero e utile se al confronto interno si accompagnerà il senso di responsabilità che è tanto più grande quanto più grande è il ruolo di rappresentanza».

Una stoccata al timoniere attuale, Davide Bruno? Non si sa, ma qualche sospetto c’è, come può venir fuori da un semplice inciso: «quando ho ricoperto – continua l’ex numero uno nella battipagliese casa dem – il ruolo di segretario cittadino, eletto all’unanimità dal congresso nel 2010, ho lavorato a far vivere concretamente una fase di rinnovamento al Pd attraverso iniziative e proposte in città, in una fase che ha prodotti risultati positivi e limiti politici e amministrativi». Quel secco “eletto all’unanimità”, infatti, ha l’aria di essere una frecciatina a Bruno, che ieri, ai nostri taccuini, s’è definito «l’unico segretario che, diversamente dai predecessori, è stato eletto e non nominato».

È più che plausibile, inoltre, che anche qualche altra parola di Lascaleia sia riferibile al segretario attuale: «quando ero alla guida dei democrat cittadini – ha spiegato il membro della segreteria provinciale – non ho mai puntato alla ricerca esclusiva del titolo di giornale e ho sempre assunto in prima persona la responsabilità delle cose positive e negative della mia esperienza». Pare, infatti, che la minoranza del Pd, timonata da Angelo Reggente – che, in occasione dell’ultimo congresso sezionale, aveva goduto del supporto di Lascaleia – abbia lanciato strali a Bruno proprio relativamente all’approccio alla carta stampata.

«Oggi – ha concluso il dem – continuo il mio impegno politico nella segreteria provinciale, senza mai venire meno alla responsabilità e all’attenzione verso la mia  città, sapendo che tutti abbiamo il dovere di lavorare  per costruire un percorso condiviso di proposte ed  essere così davvero utili e rappresentare un futuro possibile per Battipaglia».