Fumata bianca, Borrelli neo procuratore

di Pina Ferro

Dal Consiglio Superiore della Magistratura arriva la fumata bianca. Giuseppe Borrelli, attualmente procuratore aggiunto di Napoli, è il nuovo capo della procura di Salerno. Il plenum del Csm lo ha nominato con 19 voti a favore e cinque astensioni. A luglio dello scorso anno la Commissione per gli incarichi direttivi aveva proposto la sua nomina. Poi si era deciso di congelare la decisione a seguito della pubblicazione di alcune conversazioni intercettate tra il pubblico ministero romano Luca Palamara e il magistrato della Procura nazionale antimafia Cesare Sirignano, in cui i due colleghi parlavano di lui e della sua candidatura all’incarico di procuratore di Perugia. Intercettazioni da cui non è emerso “nessun rilievo ostativo” alla nomina di Borrelli al vertice della procura di Salerno, sottolinea la delibera approvata nella giornata di iero. Anche dall’audizione del magistrato da parte del Csm “non sono emersi elementi sulla base dei quali poter fondatamente ipotizzare eventuali forme di coinvolgimento, diretto o indiretto, del dottor Borrelli nelle note vicende riconducibili ad alcuni ex componenti del Consiglio Superiore della Magistratura, nè, più in generale, è emerso che il dottor Borrelli si sia attivato per caldeggiare, in qualsiasi forma, la sua candidatura nelle procedure di conferimento degli incarichi direttivi per i quali aveva fatto domanda”. Raggiunto telefonicamente nella serata di ieri, il neo procuratore di Salerno non ha voluto rilasciare alcuna dichiarazione ufficiale. Si è detto molto emozionato per la nomina, considerato anche quanto accaduto nei mesi addietro. “Questo è un momento privato”, si è limitato a dire. Non è da escludere che lo stessa possa già essere presente a Salerno all’inaugurazione dell’anno giudiziario in programma il prossimo 1 febbraio presso la Cittadella giudiziaria.




Capo della Procura di Salerno, torna in auge il nome di Giuseppe Borrelli

di Andrea Pellegrino

Giuseppe Borrelli torna in campo come possibile nuovo procuratore capo della Procura di Salerno. La quinta commissione del Consiglio superiore della Magistratura ha deliberato, con cinque voti a favore, ed una astensione, la nomina di Giuseppe Borrelli al vertice della procura salernitana, rimasta vuota dopo il pensionamento di Corrado Lembo ed oggi retta dal vicario Luca Masini. Ora la nomina di Borrelli, così come accaduto qualche mese fa prima dello stop e del rinvio in commissione, passerà al vaglio del plenum, che si riunisce oggi, per il via libera definitivo. Borrelli, per la seconda volta, scalza, dunque, gli altri aspiranti procuratori a Salerno, tra cui l’attuale procuratore generale Leonida Primicerio, indicato fin da subito quale successore di Lembo, per poi ritirarsi autonomamente della corsa. Per la commissione: «Borrelli è un magistrato di notevole valore e preparazione giuridica». Alla direzione investigativa antimafia di Napoli si è distinto, “per delicatissime indagini sulle attività svolte dalla criminalità organizzata di tipo camorristico”, nonché “si è occupato delle attività illecite svolte dai gruppi collegati al clan Alfieri”. Secondo il ministero della Giustizia, Borrelli: “Ha rapidamente conseguito e consolidato ottime capacita di dirigere e coordinare le equipe, di progettarne ed orientarne in concreto l’attività, di gestire con efficienza le risorse a sua disposizione, di valorizzare al meglio le professionalità del personale ispettivo alle sue dipendenze e di affrontare con competenza ed equilibrio le concrete problematiche, sia organizzative che disciplinari, emergenti nel corso delle operazioni di verifica”. Ora l’ultima parola spetta al plenum del Consiglio superiore della Magistratura.




Procura, strada in salita per Borrelli Ora Fragliasso torna in pole

di Andrea Pellegrino

Bisognerà attendere, con molta probabilità, l’anno nuovo per la nomina del nuovo procuratore capo di Salerno. Lo stop and go al Csm ha rallentato notevolmente la decisione per coprire il posto lasciato libero da Corrado Lembo a seguito del pensionamento. Una guerra di correnti interne alla magistratura, acuitasi dopo lo scandalo che ha travolto Palamara che non ha risparmiato neppure la procura di Salerno, attualmente retta dal vicario Luca Masini. Eppure la nomina era ad un passo fino a qualche settimana fa, quando la commissione (relatore Davigo) all’unanimità aveva espresso il suo gradimento verso Giuseppe Borrelli, attuale procuratore aggiunto presso il Tribunale di Napoli. «E’ senza dubbio – si legge nella relazione – il magistrato più idoneo per attitudini e merito, al conferimento dell’ufficio in concorso». Sarebbe bastato solo il via libera del plenum per spedire Borrelli a Salerno. Invece la nomina si sarebbe arenata per ben due sedute del Consiglio superiore della magistratura, rimescolando così le carte con il caso che ritorna in commissione per gli approfondimenti richiesti. Non si esclude, a questo punto, che si possa ritornare al punto di partenza, con la nomina di Borrelli che sembra sempre più in salita nel mentre risalgono le quotazioni degli altri aspiranti procuratori in lizza. Tra questi, Nunzio Fragliasso, sostituto procuratore presso il tribunale di Napoli, il cui nome era circolato fin dall’inizio insieme a quello dell’attuale procuratore generale Leonida Primicerio, primo indicato come possibile successore di Lembo. La Procura di Salerno, dunque, al centro del Consiglio superiore della magistratura con la nomina del nuovo capo che diventa un vero e proprio caso.




Il Tar Lazio annulla la nomina di Alfano a procuratore aggiunto

di Pina Ferro

Il tribunale regionale amministrativo del Lazio annulla la nomina a procuratore aggiunto del magistrato Rocco Alfano. La sentenza è stata emessa, nei giorni scorsi, dai giudici romani che hanno accolto il ricorso presentato da Roberto Penna della Procura di Salerno, assistito dall’avvocato Pasquale Gargano, e dal magistrato napoletano, attualmente fuori ruolo, Francesco Soviero (oggi presidente di una commissione parlamentare d’inchiesta sulle attività illecite legate al ciclo dei rifiuti). Quasi certamente la decisione dei giudici del Tar Lazio sarà impugnata da Rocco Alfano che, in un tempo massimo di 60 giorni, potrebbe ricorrere al Consiglio di Stato. La decisione del Consiglio di Stato, potrebbe, far aprire diversi e, nuovi scenari. Infatti, se il ricorso venisse respinto il fascicolo relativo alla nomina di Rocco Alfano a procuratore aggiunto tornerebbe al Csm aprendo così la strada ad una eventuale nomina di Roberto Penna o di Soviero a procuratore aggiunto. Il ritorno del fascicolo al Consiglio superiore della magistratura (Csm) non esclude, in ogni caso, che il penum potrebbe nuovamente ricandidare a tale ruolo sempre Rocco Alfano. Le nomine dei procuratori aggiunto da parte del Csm avvengono tenendo in considerazione e quindi valutando sia degli indicatori specifici che generici. Nel ricorso presentato al Tar Lazio i magistrati Penna e Soviero hanno evidenziato di essere in possesso di un numero maggiore di indicatori specifici, rispetto al collega nominato. Ad esempio Francesco Soviero, stando a quanto riportato nel ricorso avrebbe accumulato un numero di anni maggiore in Dda rispetto a quelli di Alfano.




Assunzioni in cambio di “sentenze”

Pina Ferro

Procedimento contro il comune di Baronissi “aggiustato” in cambio di una cucina. E’ uno dei tanti “regali” ottenuti dal giudice Mario Pagano per l’interessamento e l’intervento effettuato a favore di “amici”. E’ il caso, ad esempio della vicenda giudiziaria che aveva come attori il comune di Baronissi e la Sacar Forni di Giacomo Sessa. Secondo quanto si legge nell’ordinanza emessa dal Gip del Tribunale di Napoli, il giudice Mario Pagano si sarebbe accordato con Giacomo Sessa per favorirlo nei procedimenti civili pendenti presso il Tribunale di Salerno “attraverso l’illecito condizionamento delle decisioni dei giudici assegnatari di tali cause, e comunque l’indebita richiesta di notizie sull’andamente di tali cause”. In particolare i procedimenti finiti nel mirino degli investigatori vi sono quella tra il comune di Baronissi e e la Sacar Forni tratta presso la sezione distaccata del Tribunale di Mercato San Severino (sentenza del 9/9/2015) dove il Comune fu condannato al risarcimento del danno a favore della Sacar Forni per una somma ammontante a 49.470,47. Si tratta di una sentenza emessa dal Got a seguito di specifiche indicazioni in merito fornite dal giudice Pagano. Ancora vi è il procedimento tra la Boulangerie (di M.Vicedomini) e la Boulangerie (di C. Vicedomini) contro la Sacar Forni anche in questo caso la sentenza pronunciata dal Got  a favore della Sacar Forni. In cambio Pagano ebbe la promessa di una fornitura di cucine alla cooperativa mista Eremo di cui Pagano era di fatto il gestore. Cucina che fu acquistata attraverso la società Salsicaia gestita anche essa di fatto dal giudice Mario Pagano .
Mario Pagano in più occasioni ha anche favorito Luigi Celeste Angrisani e la casa di Cura Villa dei Fiori. Sono decine le sentenze esaminate dagli investigatori in cui l’Asl viene condannato a pagare somme di denaro alla struttura privata dell’Agro Nocerino Sarnese. Somme a sei zero quelle che l’azienda sanitaria locale ha dovuto versare alla Casa di Cura su decisione di Pagano. Va precisato che Pagano avrebbe dovuto astenersi dal trattare tali procedimenti in quanto era amico di Angrisani  e consulente giuridico della Casa di Cura. In cambio Pagano ha ricevuto dalla casa di cura un orologio Breguet dal valore di 20mila euro e vari bonifici da 10,mila euro versati sul conto della polisportiva Rocchese per un importo complessivo di oltre 60mila euro e ‘assunzione presso la casa di Cura Angrisani – Villa dei Fiori di numerose persone alle quali Pagano era legato da rapporti di natura politico/clientelare.

Il Csm chiamato a decidere sulla sospensione del giudice

Martedì prossimo la sezione disciplinare del Consiglio superiore della magistratura (Csm) si pronuncerà sulla richiesta di sospendere dalle funzioni e dallo stipendio il giudice del tribunale di Reggio Calabria Mario Pagano, arrestato nei giorni scorsi con le accuse di associazione per delinquere, corruzione in atti giudiziari, truffa aggravata, e falso in atto pubblico. Il magistrato è accusato in particolare di aver fatto in modo che gli venissero assegnate cause civili ai quali erano interessati amici imprenditori, per adottare decisioni a loro favorevoli. In cambio avrebbe ricevuto somme di denaro, sotto forma di finanziamenti a una società sportiva, e regali.
Accuse che si riferiscono a quando prestava servizio al tribunale di Salerno. La sospensione è stata chiesta dal ministro della Giustizia; e sarà senz’altro decisa dal Csm, perchè costituisce un atto dovuto, quando un magistrato viene arrestato.  Intanto Pagano interrogato dal Gip del Tribunale di Napoli si è avvalso della facoltà di non rispondere.



Nocera, Giudice di pace: revocato il coordinatore

NOCERA INFERIORE. Revocato dal suo incarico il coordinatore dei giudici di pace di Nocera Inferiore, Vincenzo Iannucci. La decisione è giunta dal Csm dopo l’inchiesta della Procura di Napoli sull’assegnazione dei fascicoli da trattarsi nell’ufficio giudiziario nocerino. L’inchiesta riguarda anche le consulenze tecniche affidate durante le cause in discussione al giudice di pace e ai rapporti con studi professionali. Le indagini riguarderebbero l’attività svolta anche dal vecchio coordinatore. Ad aver alimentato l’inchiesta l’assegnazione di alcuni fascicoli a uno stesso magistrato di pace. Sarebbe stato alterato anche il sistema informatico del Tribunale. Pare che i fascicoli finiti nell’inchiesta siano 1.500. Un malumore pare serpeggiasse per le troppe cause finite sempre nelle stesse mani. Verifiche in corso anche per le consulenze tecniche. Il Consiglio superiore della magistratura ha emesso il provvedimento in via cautelativa per far proseguire le attività in un clima più sereno. La notizia del cambio alla guida dei giudice di pace, in verità, circolava già da giorni e ancor da più tempo si sapeva, anche per notizie apparse sulla stampa. Ora si attende l’esito delle indagini, per stabilire la verità e far chiarezza su quanto accaduto ai giudici di pace di Nocera Inferiore, un ufficio che gestisce una giustizia che erroneamente si crede di minor livello ma che spesso è quella che interessa la gente comune e che gestisce anche risarcimenti danni e ricorsi contro fornitori di servizi. Il giudice Iannucci pare abbia presentato ricorso avverso la decisione del Consiglio superiore della magistratura. Nel frattempo, si dovrà scegliere il nuovo coordinatore. In pole position, per anzianità, pare ci sia il giudice Maria De Bonis di Nocera Inferiore, conosciuta in provincia non solo per la sua attività ma anche per essere la madre dell’assessore provinciale Adriano Bellacosa. In ogni caso, l’inchiesta dei magistrati napoletani prosegue e non si può escludere, al momento, che arrivi a nuovi risultati di rilievo.