Emergenza idrica nel Cilento: 31 dicembre senz’acqua

di Michele Amoruso

Sono circa trenta i comuni che stamattina, 31 dicembre, si sono svegliati senz’acqua e nel pieno di un’emergenza idrica dovuta alla rottura completa di due condotte (Oronzo e Alto Sele), gestite dal Consorzio Idrico Asis. A secco tutto il Cilento, partendo dagli Alburni e fino a Castellabate, con ristoranti, alberghi e famiglie bloccati nella preparazione del gran cenone di Capodanno. Diversi i comuni ricorsi agli aiuti di Protezione Civile ed Humanitas con un gran via vai di cisterne ed autobotti: a Postiglione quest’ultima ha scaricato più di ventimila litri d’acqua ad uso della popolazione. Questi i comuni interessati: Oliveto Citra, Contursi Terme, Colliano, Palomonte, Buccino, San Gregorio Magno, Romagnano al Monte, Ricigliano, Sicignano degli Alburni, Postiglione, Serre, Controne, Castelcivita, Ottati, S. Angelo a Fasanella, Aquara, Roccadaspide, Castel San Lorenzo, Felitto, Altavilla Silentina, Albanella, Capaccio, Giungano, Ogliastro Cilento, Prignano Cilento, Torchiara, Rutino, Lustra, Laureana, Perdifumo, Castellabate.
È previsto intorno alle ore 23:00 il ritorno in funzione del servizio di erogazione, giusto allo scadere del 2015.




Nocera S.. Oliva si candida a sindaco. Quando lo annunciò Le Cronache fu accusata di scrivere «melassa»

 

NOCERA SUPERIORE. Era fantomatica politica. Così, in un “comunicato stampa urgente» di Polis Sa si leggeva circa la notizia, diffusa anche (e soprattutto) da Le Cronache di una possibile discesa in campo come primo cittadino di Mimmo Oliva.

Nel nostro articolo del 24 marzo scorso si leggeva: «Ed ora Mimmo Oliva candidato sindaco a Nocera Superiore? Dopo la vittoria al congresso del partito democratico  del fratello Alfonso, eletto segretario del Pd a Nocera Inferiore, secondo i ben informati Mimmo Oliva potrebbe candidarsi a primo cittadino dell’erede di Nuceria Alfaterna. Dopo la rottura con il primo cittadino nocerino Giovanni Maria Cuofano, del quale era stato tra i maggiori sostenitori e poi assessore per pochi mesi, Mimmo coverebbe l’ambizione di prendere il posto di Cuofano e starebbe lavorando per questo. Gli Oliva sarebbero diventati punti di riferimento del Pd nell’Agro nocerino, o quantomeno nelle due Nocera, e la governace provinciale potrebbe dover far i conti con loro. Mimmo Oliva, anima dell’associazione Polis Sa, ha iniziato a tessere una rete politica partire proprio dall’elezione di Cuofano che umiliò il Pd di Nocera Superiore con una vittoria schiacciante. Un lavoro iniziato dopo che aveva perso la battaglia nella Flai-Cgil. Poi la rottura con il sindaco Cuofano, dai contorni mai ben chiariti e la decisione di puntare su Polis Sa…  Un lavoro (politico a Nocera Superiore, ndr) continuato anche a livello culturale, attraverso l’istituto culturale, a nome proprio del padre, che aveva recuperato temi cari alla sinistra come quello della partecipazione di tre nocerini alla Resistenza. Poi le continue iniziative a Nocera Superiore, politico-amministrative (vedi la proposta per un asilo a Portaromana, dopo le polemiche per la scelte in merito operate  dal Comune) e culturali (molte presentazioni di libri, ad esempio) dove Oliva ha messo insieme, di volta in volta, molte persone di un’area di centro e di sinistra e diversi giovani. E’ partita quindi la lunga scalata di Mimmo Oliva alla poltrona  di sindaco di Nocera Superiore? E tale intensione può preludere anche a tentativi di far “cadere” Cuofano?». Lo stesso giorno, con ogni mezzo di comunicazione,  da facebook a  youtube e quant’altro,  Polis Sa lanciava il seguente messaggio: «Con grande sorpresa si legge che Mimmo Oliva portavoce di Polis Sa, a detta di alcuni che si definiscono ben informati, sia in lizza per una fantomatica corsa a sindaco di Nocera Superiore, scrivono dall’associazione-. Notizie senza alcun fondamento per vari motivi… Non si comprende l’ eccessiva attenzione che si dà a certe dinamiche che nulla hanno di fondato. Si sottolinea inoltre che questo continuo parlare, o per meglio dire sparlare di un movimento nascente e dei suoi componenti in questi termini e toni è “melassa” allo stato puro. Si smentisce pertanto ogni eventuale futura insinuazione mediatica nei nostri confronti».

Cosa è accaduto nelle ultime ore? Marianna Considerato di Polis Sa che all’epoca condivise il messaggio di smentita, nelle scorse ore ha condiviso su facebook (come anche il profilo ufficiale di Polis Sa) il link del Risorgimento nocerino a titolo «Nocera Superiore, Mimmo Oliva candidato sindaco?». E il giorno dopo un comunicato stampa che conferma la discesa in campo di Oliva quale candidato sindaco, anche se per il 2019.

Quella di Cronache, del 24 marzo scorso, era quindi «melassa»? Forse Le Cronache ha doti di prevegenza? Si parla tanto dei toni bassi che devono i giornali devono tenere ma sarebbe utile esortazione per tutti, soprattutto prima di attaccare gli altri.




Inchiesta le Cronache su pronto soccorsi 1: Salerno ed area sud

Le lunghe attese per ottenere una prestazione al pronto soccorso di Salerno-“San Giovanni di Dio e Ruggi D’Aragona” e a Battipaglia, il nodo dell’ospedale di Agropoli e il conseguente socraccarico di quello di Vallo della Lucania, la situazione più tranquilla di Oliveto citra, Eboli, Polla, Roccadaspide e Sapri.

A cura di Alessia Bielli, Sergio Vessicchio, Carmine Landi e Maurizio Condelli

  • SALERNO Sette ore  per una radiografia. La disavventura è capitata domenica scorsa al figlio di una salernitana  che ha fatto ricorso  alle cure dei sanitari dell’ospedale di  Salerno per problemi respiratori. La signora Fulvia Ritonnale è la terza volta che  deve fare i conti  con il pronto soccorso dell’azienda universitaria ospedaliera san Giovanni di Dio e Ruggi D’Aragona di Salerno. Passi per le prime due  che l’hanno vista protagonista  come diretta interessata delle difficoltà  e dei ritardi del pronto soccorso , ma sulla terza , che riguardava il figlio di 27 anni, non ce l’ha fatta piu’ ed è esplosa. Tutto è successo domenica mattina. Il giovane lamentava difficoltà respiratorie. La mamma lo carica in macchina, è giorno festivo e si reca  alla guardia medica. Qui, come lei ci racconta, la prima disavventura. La fermano all’ingresso dicendo che non puo’ entrare perchè era stato lavato il pavimento.  Superato l’inconveniente arriva la visita con il medico che consiglia al ragazzo di rivolgersi urgentemente al pronto soccorso dell’azienda universitaria ospedaliera di  Salerno per una radiografia in modo da verificare se ci fosse un’ affezione bronchiale.  I due salgono in macchine e alle 11.09 fanno l’accettazione. Il ragazzo viene portato dentro e la madre resta fuori. Alle 13.35 viene fatta la radiografia, poi  altri esami di routine e alle 17,52 il giovane viene dimesso con una terapia da fare a casa cortisonica ed antibiotica: ” capisco che ci sono difficoltà, dice la signora Fulvia, che medici ed infermieri sono pochi, ma quello che non accetto  è il fatto che sono dovuta stare sette ore ad aspettare senza poter parlare con mio figlio e senza che nessuno mi dicesse che cosa stesse accadendo. Io intanto in quel lasso di tempo vedevo che qualcuno aveva dei piccoli favori  accompagnato da questo o da quella persona, mentre io , che pur potevo far sentire la mia voce, ho preferito rispettare le regole”. La signora Fulvia Ritonnale ha così aspettato , ma ieri non ce l’ha fatta piu’ e ha voluto denunciare, lo farà anche al tribunale per i diritti del malato,  un’avventura incredibile: ” Voi mi direte che vado in ospedale forse anche quando non ce n’è bisogno, ma che colpa ne ho io se mio figlio si è sentito male di domenica e alla guardia medica mi  hanno detto di rivolgermi al pronto soccorso dell’ospedale di Salerno?”.  Ne fa una questione di principio la signora Fulvia e quando cerchiamo di capire se ha un po’ esagerato nella descrizione dell’accaduto, ci accorgiamo che quanto riferito  purtroppo corrisponde al vero.  A darcene conferma il segretario  della UIL  medici  Lello Albano: ”  I nodi  purtroppo stanno venendo al pettine e la verità è che al pronto soccorso ma non solo, non riusciamo piu’ a garantire nemmeno l’essenziale. E il peggio deve ancora venire. Il San Giovanni di Dio e Ruggi D’Aragona di Salerno è una  struttura complessa e al suo pronto soccorso afferisce un bacino enorme che con l’estate tendenzialmente aumenta. Arrivano i turisti, aumentano le patologie a carico degli anziani, insomma il rischio collasso è vicino. Intanto  giovedì 24 giugno alle ore 13.00  avremo un incontro con il direttore generale del Ruggi Vincenzo Viggiani per cercare di valutare la situazione e  adottare provvedimenti straordinari  da richiedere alla gestione commissariale specifici  per l’azienda  salernitana. Ma il pronto soccorso non è l’unico reparto che sconta le carenze di organico: pediatria, osservazione breve, chirurgia e  medicina d’urgenza, anestesia e rianimazione. In questi reparti dagli operatori socio sanitari ai medici  mancano decine di figure professionali.  Insomma una situazione insostenibile  che rischia di aggravarsi ancora di piu’ proprio con l’arrivo della stagione estiva e mentre per  l’ospedale Cardarelli  di Napoli si sono trovate delle soluzioni, dice ancora Lello Albano, per l’ospedale di Salerno resta ancora tutto in alto mare”  Alessia Bielli

 

  • BATTIPAGLIA/EBOLI/OLIVETO CITRA. È il 7 giugno del 2015. All’interno dell’ospedale “Santa Maria della Speranza”, a Battipaglia, un uomo usa violenza ai danni di un tecnico del reparto di radiologia. Dice d’esser stato aggredito, e chiede al povero dipendente dell’Asl di fargli comparire sulla lastra una frattura che, di fatto, non c’è. È soltanto un episodio, che all’epoca raccontammo doviziosamente dalle colonne di questo quotidiano, ma dalle parti del nosocomio di via Fiorignano la tensione s’innalza frequentemente: molte volte, infatti, accade che i convenuti si prodighino in urla e schiamazzi. E pare che ciò si verifichi spesso dalle parti del pronto soccorso. Qui, in effetti, i servizi offerti non paiono di certo contribuire a rasserenare gli animi focosi: a occuparsi del contatto immediato con chi si reca all’ospedale, infatti, ci sono soltanto, a turno, tre infermieri, un triagista e un ausiliario. E gli ausiliari, di fatto, non sono neppure sufficienti: la politica di tagli che negli ultimi anni è stata portata avanti in Campania, e in particolare in provincia di Salerno, ha portato ad un vistoso calo di collaboratori sanitari di siffatta tipologia, ed è per questo che si cerca di sopperire con gli straordinari degli infermieri. L’utenza è numerosa: quotidianamente, infatti, un numero compreso tra un minimo di cinquanta e un massimo di cento unità affolla le sale del pronto soccorso. Per quel che riguarda la tempistica, naturalmente è tutto in relazione alle varie tipologie di codici, ma talvolta accade che dal momento della presentazione alla visita passino pure due o tre ore. E il discorso diviene ancor più complesso nel caso dei posti letto: le liste d’attesa, infatti, sono particolarmente lunghe, e spesso, per ottenere il giaciglio invocato in pronto soccorso, occorre attendere pure qualche giorno. Più tranquilla, invece, la situazione dell’ospedale di Eboli, anche se nei mesi estivi, il pronto soccorso registra numerosi accessi per l’arrivo di molti emigranti che rientrano nei vari piccoli paesi della zona e per i turisti che affollano l’area costiera. Stesso discorso per Oliveto Citra che, inoltre, come anche per Eboli, spesso diventa presidio dove ricoverare persone che non trovano posto negli ospedali dell’Agro nocerino e in quelli di Salerno. Carmine Landi

 

  • Agropoli. Da quando hanno chiuso l’ospedale di Agropoli non c’è nemmeno più il pronto soccorso. Il Psaut è solo un ambulatorio dove possono praticare al massimo delle medicazioni tanto è vero che quando è chiamato ad intervenire il 118 invia l’ambulanza con il paziente a bordo o a Vallo della Lucania o a Roccadaspide. Agropoli quindi è senza alcun presidio reale di soccorso, i danni fatti da Caldoro e Squillante per la chiusura dell’ospedale sono tantissimi e hanno svuotato il territorio di quell’assistenza primaria importantissima. Per circa 30 anni il pronto soccorso ad Agropoli era stato assicurato dalla clinica Malzoni convenzionata dalla Regione Campania. Dopo l’apertura dell’ospedale fu chiuso quel pronto soccorso e ora non è stato riattivato quello della clinica privata. La situazione è gravissima, specie d’estate. Nelle more di un’eventuale quanto improbabile riapertura dell’ospedale almeno il pronto soccorso potrebbe essere attivato presso la clinica Malzoni. Una popolazione mortificata e umiliata che senti il disagio specie nei mesi estivi, quando le coste e i paesi interni si ripopolano e diventano meta di numerosi turisti. Sergio Vessicchio.
  • Vallo della Lucania. Il pronto soccorso dell’ospedale vallese è considerato un’eccellenza per come è strutturato e per il servizio che offre. Tuttavia da quando è chiuso l’ospedale di Agropoli anche Vallo della Lucania ha fatto registrare clamorose battute di arresto per il troppo lavoro e per l’intasamento che hanno provocato sovente numerosi arrivi di ambulanze. Un tempo, all’ospedale di vallo della Lucania si rivolgevano la metà degli utenti di quelli di Agropoli, ma dalla chiusura della struttura sanitaria agropolese, i pazienti sono triplicati e il presidio di Vallo della Lucania serve un territorio vastissimo che va da Palinuro – Marina di Camerota fino a Paestum passando per l’alto Cilento. Sapri è lontanissimo e poco attrezzato. Togliere Agropoli ha causato uno sconquasso viste anche le condizioni in cui sono ridotte le strade in special modo la Cilentana e per un’ambulanza è molto difficile percorrere le strade. La  professionalità del pronto soccorso  di Vallo della Lucania comunque non può essere a rischio tuttavia le proteste dei sindacati negli ultimi tempi si fanno sempre più copiose per il sovraccarico di interventi e di lavoro che penalizza soprattutto gli utenti. Un altro buon motivo per riaprire l’ospedale di Agropoli. Sergio Vessicchio
  • SAPRI/POLLA/ROCCADASPIDE. Gli ospedali di Sapri, Polla e Roccadaspide sono tre realtà tranquille dove gli accessi, tranne nei mesi estivi non sono numerosi e i tempi di accesso per ottenere una visita rientrano nella norma. Certamente, non si tratta di strutture attrezzatissime ma svolgono una funzione di presidio, almeno per la gestione ordinaria dell’emergenza. Nei mesi estive si registrano un numero maggiore di prestazioni ma comunque non tali da fare andare in tilt l’organizzazione sanitaria delle tre aree più lontane del capoluogo nella provincia di Salerno. In particolare quello di Sapri vede aumentare gli accessi di utenti in estate: potrebbe essere utile anche per la zona a sud di Agropoli, ma le distanze e le condizioni non ottimali delle strade non ne consentono un reale utilità. Difficile, inoltre, il trasferimento in ambulanza di pazienti gravi, con trasferte che durano anche due e più ore. Maurizio Condelli

 

 




Alessandra Mussolini pubblica la prima pagina di Le Cronache su Facebook

Sulla propria pagina Facebook ufficiale Alessandra Mussolini, candidata con Stefano Caldoro per le prossime Regionali, pubblica la prima  del nostro quotidiano, Le Cronache, chiedendo a De Luca e al PD di intervenire riguardo la vicenda della casa sequestrata al Boss Vaccaro e ritornata di nuovo in sua disponibilità.




Venerdì 20 Marzo 2015: L’eclissi del secolo! Inviaci le tue foto!

In occasione della spettacolare eclissi solare Le Cronache Del Salernitano pubblicherà uno speciale su questo giornale con le foto Inviate dai nostri lettori.

Invia anche le tue a: scrivici@lecronache.it 

Le più belle domani potrai trovarle sulle nostre pagine!




Strada Provinciale Croce: una discarica a cielo aperto

di Michele Amoruso

La Strada Provinciale Croce, quella che porta al Castello Arechi e più tortuosamente a Cava de’ Tirreni, percorsa in ogni momento dell’anno da turisti diretti alla importante roccaforte longobarda, da coppie di sposi desiderosi di una foto con Salerno sullo sfondo, dagli abitanti dei due comuni diretti nell’una e nell’altra direzione, è a tutti gli effetti una discarica a cielo aperto, distesa per la lunghezza di un paio di chilometri. A destra e a sinistra i cumuli di rifiuti abbandonati, di buste lanciate, di depositi e lasciti di immondizia riempiono cunette, cancelli, scarpate, canali. È uno spettacolo agghiacciante quello che si presenta agli occhi di chi percorre la strada provinciale Croce, vale a poco interrogarsi sul senso di civiltà della specie umana, ancor meno sul controllo di autorità ed enti da queste parti. L’ingresso del castello, ai cancelli più esterni del parcheggio, è un tappeto di vetri rotti proprio ai piedi della campana verde che dovrebbe accoglierli. Scendendo in direzione Salerno, alcuni scarti di mobilia smontati, accatastati e lasciati a bordo strada. E poi le curve, quasi sempre concomitanti con i valloni della formazione collinare, ospitano nel loro susseguirsi quella che è indubbiamente spazzatura domestica, le cui buste tranciate e sventrate, riversano tragicamente il loro contenuto un po’ tutto intorno. I canali, già ostruiti pericolosamente dalla fitta vegetazione, accolgono inermi pile di spazzatura accumulatasi nel tempo, pronti a formare tappi e sbarramenti che provvederà poi la pioggia a stappare, con le conseguenze tragiche e maledette che tutti conosciamo. Il lancio della busta oltre il guardrail è pratica assai diffusa, prova ne é la ripetitività con cui si incontra immondizia ai bordi della strada, dalle scatolette di simmenthal, ai barattoli di pelati, ai flaconi di detersivi e per l’igiene intima. Tutto fa punteggio. I cancelli, essendo spesso arretrati rispetto al taglio di strada, sono il luogo ideale per i grandi accumuli. Al di qua ed al di là. Lì l’accanimento è maggiore, si lasciano cose ingombranti e spesso enormi buste di materiale indifferenziato, risulta di traslochi, pulizie di primavera, immondizia accumulata. Menzione a parte per le latrine, una qua una là, qualcuna rotta, qualche altra intera. Col periodo di saldi ci si disfa spesso degli indumenti vecchi, ed anche quelli non mancano, ci sono tappetini di automobili, guaine e coperture, fogli di compensato. La varietà dei rifiuti è seconda solo alla quantità ed al degrado di uno spettacolo simile. Viene da chiedersi cosa possa pensare un turista, sbarcato nella città più europea di tutte a detta di qualcuno, alla vista di tanta violenza all’ambiente e al paesaggio. Ma poi a quel punto bisognerebbe anche chiedersi cosa possa pensare, ammesso pensi qualcosa, chi si rende reo di tale vergogna. Senza porsi dubbio alcuno sul perché non si intervenga, nella raccolta e nel controllo, perché come dimostrano le immagini di Google Maps riavvolgibili sino al 2008, la situazione di degrado ed abbandono non ha visto né soste né misericordie. Se la strada che porta al castello del glorioso Arechi II, versa in queste orribili condizioni, si può indubbiamente intuire che l’invasione dei barbari alla sua conquista è già abbondantemente iniziata.




Immigrazione: 320 profughi sbarcati a Salerno. Preso lo scafista

L’ultimo sbarco è avvenuto  nel porto commerciale di Salerno, dove sono arrivati circa 320 profughi, la maggior parte provenienti dalla Libia. Stando alle prime informazioni, tra questi ci sarebbero 19 bambini e 30 donne, alcune delle quali in stato di gravidanza. A trasportare i migranti è stata la nave della Marina militare ‘Durand de La Penne’.La polizia ha condotto in caserma un uomo sospettato di essere un presunto scafista; l’uomo verra’ interrogato e identificato.




Comunali, si lavora su Andria. Iannuzzi ci spera

di Andrea Pellegrino

Cento giorni. Questo è il tempo, nel caso in cui si dovesse andare a votare a maggio, che hanno a disposizione partiti e coalizioni per mettere su liste e indicare candidati. Un tempo stretto sia a destra che a sinistra, che agita la stessa maggioranza De Luca, sempre più spaesata e preoccupata. Soprattutto se ci sarà un election day e quindi le urne saranno aperte sia per il rinnovo di Palazzo di Città che per Palazzo Santa Lucia. Il toto candidati già impazza soprattutto tra i componenti dell’attuale Consiglio comunale. In maggioranza ciò che spaventa è una successione di tipo familiare che vedrebbe in campo i due figli del sindaco decaduto: l’uno alle Regionali e l’altro alle Comunali. Tra chi invoca rinnovamento e chi invece auspica una sua ascesa, c’è soprattutto chi sta iniziando a prendere le distanze da Vincenzo De Luca e dal suo metodo. Naturalmente non si esclude che la carta Bonavitacola possa essere giocata fino alla fine, seppur il deputato salernitano pare voglia proseguire la sua attività parlamentare piuttosto che ritornare al Comune di Salerno.

Nel Partito democratico, d’altronde, oltre al gruppo di Landolfi ci sarebbero nuove aree emergenti pronte a prendere il sopravvento. E’ il caso del deputato Simone Valiante (vicino a Renzi), già in contestazione con il metodo Canfora in provincia di Salerno, pronto alla scalata interna al Partito democratico salernitano, forte anche dell’elezione di due consiglieri provinciali (Imparato e Stanziola). Ancora il gruppo dei renziani della prima ora, con Sergio Annunziata già in campo la scorsa volta per la conquista della segreteria provinciale. Ed ancora l’area di riferimento di Tino Iannuzzi che già viaggia autonomamente con i suoi candidati (tra cui il sindaco di Fisciano Tommaso Amabile che già ufficializzato la sua candidatura con il Pd) verso le elezioni regionali e la formazione della lista democrat. E lo stesso Iannuzzi già da tempo avrebbe mostrato l’intenzione di scendere in campo a Salerno come candidato sindaco. E ieri, tra le curiosità della giornata, ha modificato la sua immagine sul profilo facebook mostrandone una con lo stemma istituzionale del Comune di Salerno. A Palazzo di Città Iannuzzi può contare sul sostegno del presidente del Consiglio comunale Antonio D’Alessio.

Ma più che Iannuzzi pare si stia convergendo su Alfonso Andria. Gli stessi partiti (d’altronde De Luca o chi per lui si presenterà comunque con liste civiche) di centrosinistra sarebbero pronti a bissare l’esperienza di nove anno fa, mettendo in campo l’ex presidente della Provincia di Salerno. Il nome di Andria, potrebbe essere la giusta sintesi delle varie anime del Partito democratico della provincia di Salerno, (naturalmente deluchiani esclusi) ma potrebbe attirare anche qualche consigliere comunale più moderato e già in campo nella coalizione di centrosinistra che fu retta da Alfonso Andria.




De Luca: “Io maggiore azionista renziano in Campania”

di Andrea Pellegrino


Riveste i panni di “sindaco emerito”, dice di essere lui “il maggiore azionista renziano in Campania” e di aver riflettuto sulla sua posizione, “mi candido alle primarie, così come prevede lo statuto”. Vincenzo De Luca ieri sera, ospite di Tgcom, ha rincarato la dose: “Altro che anatra zoppa. Nessuna regola stabilisce il mio ritiro dalle primarie o si dovrebbe dire all’Italia intera che ciò è provocato per aver attribuito ad un dirigente il termine di project manager”. De Luca si riferisce alla sentenza con la quale è stato condannato ad un anno per abuso d’ufficio nell’ambito del Termovalorizzatore. Pronuncia costatagli anche l’avvio della sospensione dalla carica, per effetto della legge Severino, poi sospesa al Tar.
Ma questo, secondo gli ambienti romani, non sarebbe l’unico problema che bloccherebbe la candidatura di Vincenzo De Luca alle primarie regionali del Pd. Per lui, infatti, l’inopportunità sarebbe sollevata da più fronti: in ultimo la decadenza dalla carica di sindaco per effetto dell’incompatibilità ai tempi dell’incarico nel governo Letta. Poi ci sarebbe la vicenda Crescent, Piazza della Libertà ed infine la Corte dei Conti che tiene sulla corda le finanze comunali. Insomma una serie di circostanze che terrebbero lontano De Luca da via del Nazareno. Senza considerare l’isolamento all’interno del partito regionale e nazionale, con le varie correnti schieratesi contro di lui già da mesi. Si dice, tra l’altro, che lo stesso Mario Casillo – unico suo sponsor forte politico all’interno del Pd – abbia già chiuso la sua personale trattativa, scaricando così il sindaco decaduto di Salerno. Il potente consigliere regionale, infatti, avrebbe richiesto la presidenza del Consiglio regionale. Con i suoi voti, nell’assemblea regionale del partito, si raggiungerebbe la soglia per annullare le primarie del 22 febbraio. Se si aggiunge che Cozzolino si accontenterebbe (si fa per dire) della candidatura a sindaco di Napoli, la partita sarebbe completamente chiusa. Il tempo di definire le alleanze (in primis con Ncd ed Udc) e Renzi, poi, in “stile Quirinale” – così come auspicato dal capogruppo regionale Pd Lello Topo – potrebbe tirar fuori il nome del candidato unico. Sui tempi si dice che massimo entro fine settimana il quadro sarà chiaro. A Porta a Porta Renzi, la scorsa sera, sulla Campania ha detto: “Sceglierò il candidato migliore per amministrare la regione. Non si tratta di scegliere un candidato d’area”. E quanto alla legge Severino, quasi rispondendo alle richieste di De Luca ha annunciato a Bruno Vespa: “Al momento non si tocca nulla”.
Sullo sfondo, quanto alle primarie, pasano le dichiarazioni di Cantone, ieri riprese dal deputato Stefano Fassina: “Occorre una legge che regolamenti le consultazioni” e su De Luca dice: “Si tratta di una situazione complicata che merita una riflessione”.
Lo stesso Luca Lotti la scorsa sera incontrando Fulvio Bonavitacola avrebbe chiuso la porta a Vincenzo De Luca. “Se De Luca prosegue sulla strada delle primarie, saranno cancellate”. In caso contrario, secondo quanto s’apprende, il Pd potrebbe anche “autorizzare” la competizione tra Andrea Cozzolino e Gennaro Migliore, seppur quest’ultimo ancora debba formalizzare la sua candidatura. Sabato, secondo il calendario, scadono i termini per la presentazione delle firme ma l’ex Sel attende ancora risposte da Matteo Renzi. Sul tavolo del rottamatore resistono però i nomi di Andrea Orlando e dello stesso Fabrizio Barca che pare abbia avviato una serie di consultazioni. Comprese quelle con Ciriaco De Mita.

 




De Luca di nuovo Sindaco

di Andrea Pellegrino

Vincenzo De Luca è ancora sindaco della Città di Salerno. Il presidente del TAR Campania, Salerno I Sezione, con decreto firmato in data odierna ha ufficialmente accolto la richiesta di sospensione cautelare, reintegrando De Luca nelle sue funzioni. In particolare, il provvedimento ha accolto l’istanza di sospensione con provvedimento urgente avanzata nel ricorso proposto dall’avvocato Antonio Brancaccio.