Eboli, corruzione e turbativa d’asta In 41 sul registro degli indagati. Tra gli indagati l’ex sindaco Cariello e la suocera

di Pina Ferro

Procedure di gara, assegnazioni, affidamenti e gestioni sotto la lente della Procura di Salerno. Il sostituto procuratore Silvio Marco Guarriello ha chiesto ed ottenuto la proroga delle indagini per 18 vicende che riguardano il territorio di Eboli. Il fascicolo d’inchiesto ha visto l’iscrizione sul registro degliindagati di ben 41 persone tra amministratori, dipendenti comunali e imprenditori. Nel dettaglio, l’avvviso di proroga delle indagini è stato notificato a: Massimo Cariello (ex sindaco di Eboli agli arresti domiciliari dallo scorso mese di ottobre); Giuseppe Barrella (responsabile settore urbanistica del Comune di Eboli, interdetto a seguito dell’inchiesta che ha portato all’arresto di Cariello); Damiano Bruno (dipendente comunale. Nominato da Cariello responsabile settore Anagrafe e Cimitero del Comune di Eboli); Anna Buoninfante (suocera di Cariello, presidente e poi vice presidente dimessasi della Cooperativa “Anche Noi”, società che si è aggiudicata numerosi bandi nell’era Cariello), Antonella Giarletta (nel Cda della Cooperativa Csm Service, che ha dato avvalimento alla Cooperativa “Anche Noi” nelle gare afferenti i servizi di assistenza per disabili nelle scuole di infanzia); Rosario La Corte (ex responsabile settore Opere Pubbliche Comune di Eboli, ora in pensione); Agostino Mastrangelo (ex responsabile settore Politiche Sociali Comune di Eboli, ora in pensione); Lucia Rossi (ex responsabile settore Manutenzione e Patrimonio, attuale responsabile settore Urbanistica Comune di Eboli); Gerardo Avallone (amministratore unico ditta “Dok Group”, affidataria di numerosi appalti afferenti pubblica illuminazione al Comune di Eboli); Carmine Fabbiano (amministratore società vigilanza “Security e Ivestigation”, affidataria di numerosi appalti afferenti i parcheggi in fascia costiera dal Comune di Eboli); Giovanni Russo (ex dirigente Piano di Zona S3 – Comune di Eboli capofila); Daniela Buccino, Carmela La Torraca, Gilda Viscido, Erminia Pendino (dipendenti del Comune di Eboli in forza al Piano di Zona- nominati in varie commissioni di gara); Assunta Di Novi (amministratore unico cooperativa “Csm Service”); Raffaele Forte; Fulvia Galardo (dipendente comune di Roccadaspide); Tommaso Maria Giuliani; Franco Graziuso; Gabriele Iuliano (sindaco in carica del Comune di Roccadaspide); Girolamo Auricchio, Annamaria Sasso (dipendente del Comune di Eboli, Ex dirigente Piano Di Zona S3, ora interdetto a seguito dell’inchiesta che ha portato all’arresto di Cariello); Annamaria Desiderio ( ex responsabile settore Affari Generali, ora in pensione. ) Antonio Calandriello; Anita Cataldo (dipendente comunale Settore Patrimonio Comune Eboli) Severina Gaudieri (ex dipendente comunale settore Alloggi popolari Comune Eboli); Filomena Latronico (dipendente comune di Eboli); Pino Schiavo (presidente Centrale Unica di Committenza, stazione appaltante del comune di Eboli ); Antonio Parente (ex responsabile Settore Patrimonio, ora in pensione); Giovanni Sacco (Amministratore unico ditta Sacco Giovanni); Cosimo Marmora (Attuale responsabile Settore Finanze comune di Eboli); Fiorentino Reppuccia (amministratore unico ditta “Integra e Development” che gestisce centro accoglienza migranti in Eboli e aggiudicataria gestione bar Palasele); Alfonso Troiano (amministratore “Anni 60 Produzioni”, organizza la quasi totalità degli eventi musicali presso il Palasele di Eboli); Nicola Paolino; Vincenzo Ippolito (candidato al consiglio comunale alle scorse elezioni comunali); Cosimo Martiniano; Paola Cataldo (consulente Cataldo Consulting ) Gennaro La Marca; Rosalinda Cammarota; Paul Atzwanger (amministratore unico ditta “Atzwangher” che gestisce il sito di compostaggio del comune di Eboli, già posto sotto sequestro per altra indagine della Procura di Salerno). Le accuse Sono 18 i capi di imputazione formulati, per reati che vanno dalla corruzione all’induzione indebita alla turbativa d’asta al falso e all’abuso d’ufficio. Massimo Cariello, Giovanni Russo, Mastrangelo Agostino, Daniela Buccino, Carmela Latorraca, Gilda Viscido, Erminia Pendino Assunta Di Novi, Antonella Giarletta e Raffaele Forte sono stati iscritti nel registro degli indagati con l’accusa di concorso Turbata libertà degli incanti in relazione all’affidamento del servizio di assistenza domiciliare integrata alle persone anziane non autosufficienti anno 2018. Gara bandita dal Piano di zona di Eboli S3 il 22 marzo 2018, e aggiudicata il 3 luglio 2018 alla cooperativa sociale a mutualità prevalente Csm Service con sede in Eboli: Massimo cariello e Antonella Giarletta sono anche accusati di induzione indebita a dare o promettere utilità: Massimo Cariello in qualità di sindaco di Eboli nel pieno svolgimento delle operazioni della gara indicata al capo precedente avrebbe contattato Antonella Giarletta vicepresidente della cooperativa Csm service partecipanti alla procedura di evidenza pubblica affinché la stessa assumesse alle proprie dipendenze, un giovane da lui indicato. Giovanni Russo, Agostino Mastrangelo Anna Maria desiderio Anna Maria Sasso Assunta di Novi e Antonella Giarletta in relazione alle procedure di gara per l’affidamento alla “Csm Service” del servizio di assistenza specialistica agli alunni con disabilità grave nelle scuole dell’infanzia – ‘anno scolastico 2017/2018. Agostino Mastrangelo Anna Maria desiderio Anna Maria Sasso, Gilda viscido Antonio Calandriello: in relazione alla procedura di gara per l’affidamento all’ “Ati Tertium Millennium” società cooperativa soc, “Il Sentiero” società cooperativa soc. e l’opera di un’altra Coop soc con sede a Teggiano dell’appalto relativo all’accoglienza integrata nell’ambito dello Sprar 2017 2019. Lucia Rossi, Anita Cataldo Maria Severina Gaudieri, Filomena Latronico Carmine Fabbiano in relazione alle procedure di gare per l’assegnazione alla Security investigations srl l’appalto di affidamento in concessione dei servizi di gestione delle aree di sosta di pulizie manutenzione e vigilanza sul litorale del comune di Eboli biennio 2017-2018. Giuseppe Barrella, Pino Schiavo, Rosario La Corte, Lucia Rossi Anna Maria desiderio, Paul Atzwanger sono indagate in relazione alle procedure di gara per l’affidamento alla xuang spa relativa alla gestione dell’impianto di compostaggio per il trattamento delle frazioni organiche. Rosario La Corte, Lucia Rossi, Antonio Parente, e Gilda Viscito, Giovanni Sacco in relazione alla procedura di gara per l’affidamento a Sacco Giovanni srl dei lavori di riqualificazione urbana della strada statale 19 tratto tavoliello epitaffio Agostino Mastrangelo una Maria desiderio Ermini appendino Assunta di nobi e Antonella giarletta in relazione alle procedure di gara per l’assegnazione alla CSM service società cooperativa sociale dell’ appalto servizio di assistenza domiciliare integrata anziana relativo a 2016 Giovanni Russo Giovanni Agostino Mastrangelo Anna Maria Desiderio, Erminia Pendino, Assunta Di Novi, Anna Buoninfante Rosalinda Cammarota in relazione alle procedure di gare per l’affidamento al lati composta dalle cooperative sociali Csm Service anche noi e centro Sipsi del “Servizio di assistenza specialistica gli alunni con disabilità grave nelle scuole dell’infanzia anno scolastico 2015/2016”. Giovanni Russo Agostino Mastrangelo Anna Maria desiderio Erminia appendino Assunta di Novi in relazione alle procedure di gara per l’assegnazione alla Gsm Services società cooperativa sociale dell’ appalto servizio assistenza domiciliare anziani sociale Sad 2016/2017.. Rosario la Corte, Bruno Damiano, Cosimo Marmora, Giuseppe Borrello in relazione all’esecuzione del contratto relativo all’appalto per la manutenzione delle fosse di loculi cimiteriali a seguito di inumazione tumulazione esumazione ed estumulazione cimiteriale comunale, anno 2013, mediante emissioni di termine di pagamento non giustificate Lucia Rossi, Carmine Fabiano Massimo Cariello in relazione alla parto concernenti affidamento di concessione dei servizi di gestione delle aree di sosta pulizia e manutenzione dei siti e di vigilanza sul litorale del comune di Eboli per la stagione balneare 2016 – ditta aggiudicataria Security investigazioni srl. Fulvia Gallardo, Tommaso Maria Giuliani, Franco Grazioso, Gabriele Iuliano, Giroamo Auricchio, Assunta Di Novi, Antonella Giarletta relativamente all’aggiudicazione alla Coop CSM service delle gare per l’assistenza sociale ai disabili e per l’Home Care Premium hcp -2 gare- hcp home care Premium e assistenza sociale disabili . Massimo Cariello Fiorentina Reppuccia, Lucia Rossi in relazione al bando di gara per l’affidamento in concessione della gestione del bar interno del palasele per il triennio 2018-2020. Massimo Cariello, Alfonso Troiano per asservimento della funzione da parte di carillo massimo in favore dei responsabili della anni 60 produzioni della quale Troiano Alfonso il rappresentante legale che aveva in gestione il palazzo di là secondo l’accusa Cariello avrebbe agevolato il predetto nelle procedure di assegnazione ed estensioni del servizio omettendo di intervenire o di segnalare violazioni delle norme da parte della società tra l’altro, Cariello, in assenza di atto amministrativo avrebbe autorizzato a voce Troiano a gestire le aree adiacenti al palasele in relazione alla quale quest’ultimo riscuoteva somme per l’occupazione del suolo comunale da parte dei venditori ambulanti . Nicola Paolino, Massimo Cariello, Alfonso Troiano, Vincenzo Ippolito perché illecitamente occupavano e consentivano che venisse occupata l’area pubblica del parcheggio del Palasele. Cariello affida il servizio a voce a Troiano che tramite il suo collaboratore Vincenzo Ippolito (soggetto, scrive il magistrato, vicino a Paolo Esposito e Giuseppe Donnantuoni entrambi già legati al clan Maiale) a sua volta si avvaleva per l’occupazione gestione dell’area di Nicola Paolino (soggetto ritenuto vicino a Paolo Esposito) titolare di Security Group Service Lucia Rossi Gerardo Avallone: Lucia Rossi responsabile di settore comunale, invece, che programmare ed affidare in via stabile il servizio continuativo della manutenzione della pubblica illuminazione ometteva di procedere in tal senso con la gara di evidenza pubblica e, spezzetta va i lavori, in maniera da poter affidare direttamente senza procedura di evidenza pubblica, in violazione del codice degli appalti alla Dok Group di Gerardo Avallone lavori per un importo di euro 310.008,04 negli anni 2015-2017 Bruno Damiano del Rup, l’imprenditore Cosimo Martignano il consulente Paola Cataldo in relazione all’affidamento dei servizi e manutenzioni cimiteriali del comune. Gennaro la Marco e Massimo Cariello: il sindaco illecitamente avrebbe favorito La Marca nell’assegnazione di un’area in zona Pip.




Abuso d’ufficio e corruzione, arrestato il sindaco di Eboli Massimo Cariello

Abuso di ufficio e corruzione. Sono le accuse mosse al sindaco di Eboli Massimo Cariello, arrestato mattina e attualmente agli arresti domiciliari. Il primo cittadino era stato appena rieletto con percentuali plebiscitarie: quasi l’80 per cento al primo turno. Tra l’altro ieri e ieri aveva nominato i nuovi assessori, ed oggi avrebbe dovuto presiedere la prima riunione della nuova giunta.

L’inchiesta, coordinata dal procuratore capo di Salerno Giuseppe Borrelli e dal pm Francesco Rotondo, riguarda presunte irregolarità in concorsi culminati nell’assunzione di persone vicine al primo cittadino. Cariello è accusato anche di falso ideologico e rivelazione di segreto d’ufficio, e sono indagati a piede libero, ma con la misura dell’interdizione dai pubblici uffici, quattro funzionari dei Comuni di Eboli e Cava de’ Tirreni.




Sentenze favorevoli e assoluzioni in cambio di denaro e sesso

Prestazioni sessuali, soldi in contanti, preziosi, promessi e consegnati a più riprese dagli indagati accusati di corruzione a un magistrato in servizio presso la Corte di Appello di Catanzaro. E’ quanto emerso dalle indagini avviate nel 2018, condotte dalla Guardia di Finanza di Crotone e dirette dalla Dda in esecuzione di una ordinanza cautelare emessa dal Gip del Tribunale di Salerno, Giovanna Pacifico, nei confronti di otto indagati, sette in carcere uno ai domiciliari. Tutti i destinatari delle misure cautelari sono gravemente indiziati, a vario titolo, di corruzione in atti giudiziari, in alcuni casi, aggravata dall’articolo 416 bis. Tra i destinatari della misura cautelare in carcere Marco Petrini, magistrato in servizio alla Corte di Appello di Catanzaro, e un avvocato del foro di Catanzaro, mentre a un collega del foro di Locri è stata applicata la misura degli arresti domiciliari. Quanto emerso da un’attività investigativa è una sistematica attività corruttiva nei confronti di un presidente di sezione della Corte di Appello di Catanzaro nonché presidente della Commissione Provinciale Tributaria del capoluogo di regione calabrese. Gli indagati sono accusati di aver promesso e consegnato al magistrato beni e utilità, prestazioni sessuali comprese, in cambio del suo intervento per ottenere in processi penali, civili o in cause tributarie, sentenze o comunque provvedimenti favorevoli In alcuni casi i provvedimenti favorevoli richiesti al magistrato e da questo promessi erano diretti a vanificare, con assoluzioni o consistenti riduzioni di pena, sentenze di condanna pronunciate in primo grado dai Tribunali del Distretto di Catanzaro, provvedimenti di misure di prevenzione, già definite in primo grado, o sequestri patrimoniali in applicazione della normativa antimafia, nonché sentenze in cause civili e accertamenti tributari.Oltre al magistrato, una figura centrale del sistema corruttivo sarebbe stata un insospettabile medico in pensione ed ex dirigente dell’Azienda Sanitaria Provinciale di Cosenza. Oltre a “stipendiare” mensilmente il magistrato per garantirsi le sue funzioni, si sarebbe dato da fare per procacciare nuove occasioni di corruzione, proponendo a imputati o a parenti di imputati condannati in primo grado, nonché a privati implicati in cause civili, decisioni favorevoli in cambio di denaro, di beni o di altre utilità. Nello specifico, le azioni corruttive documentate anche attraverso intercettazioni audio e video, sarebbero servite a far riottenere il vitalizio a un ex politico calabrese che, nel corso della V Legislatura regionale, ricopriva la carica di consigliere della Regione Calabria già condannato nel 2014 a sei anni di reclusione e quindi non più beneficiario dell’assegno vitalizio per la carica rivestita. Beni e utilità venivano anche offerti per agevolare, per alcuni candidati, il superamento del concorso per l’abilitazione alla professione di avvocato. Tra i destinatari delle misure cautelari emesse dal Gip di Salerno c’è Giuseppe Tursi Prato, ex consigliere della Regione Calabria. Condannato nel 2004 a 6 anni di reclusione, aveva quindi perso l’assegno vitalizio. I soldi al giudice Marco Petrini, 347 03 58 510 Amici di LeCronache www.cronachesalerno.it LeCronache Finisce anche il processo contro il clan Soriano di Filandari, nel Vibonese, fra le contestazioni mosse al magistrato della Corte d’Appello di Catanzaro, Marco Petrini, ed all’avvocato Marzia Tassone di Davoli (Catanzaro) del foro di Catanzaro. Secondo l’accusa della Dda (Direzione distrettuale antimafia) di Salerno, giudice ed avvocato si sarebbero resi protagonisti di un episodio di concorso in corruzione in atti giudiziari in quanto il giudice Marco Petrini – presidente della Corte d’Appello nel processo “Ragno” contro il clan Soriano – non si sarebbe astenuto nel decidere sulla richiesta della Procura generale di Catanzaro di acquisire nel processo le dichiarazioni del nuovo collaboratore di giustizia Emanuele Mancuso (rampollo dell’omonimo clan di Limbadi) contro il clan Soriano, pur essendo l’avvocato Marzia Tassone (legale di alcuni imputati) la sua “amante stabile”. Nell’udienza del processo d’appello del 14 gennaio dello scorso anno, il giudice non ha ammesso il verbale del pentito ed in alcune occasioni avrebbe avuto rapporti sessuali – secondo la Guardia di finanza e la Dda di Salerno – con l’avvocato Tassone. Da qui l’accusa per entrambi di concorso in corruzione in atti giudiziari. Il giudice e’ finito in carcere, l’avvocato agli arresti domiciliari. stati promessi “per far adottare dal collegio giudicante un provvedimento favorevole rispetto al ricorso presentato da Tursi con il quale si chiedeva la declaratoria di ineseguibilità della sentenza di condanna definitiva al fine di consentire allo stesso Tursi il ripristino dell’assegno vitalizio regionale quale ex consigliere, di cui aveva beneficiato dal 2008 al 2014” per un ammontare complessivo di oltre 156mila euro. Emilio Santoro, che fungeva da intermediario, “consegnava al presidente Petrini una prima somma di denaro – scrive il Gip – per l’importo di 500 euro per l’interessamento di quest’ultimo finalizzato all’accoglimento del ricorso presentato da Giuseppe Tursi Prato”. “Il 17 ottobre Santoro e Luigi Falzetta incontravano nuovamente Marco Petrini che, in quella occasione, prometteva di consegnare a Santoro un documento prima del 2 novembre 2018, raccomandando massima riservatezza,aggiungendo le espressioni ‘Mario dì all’amico tuto che è amico mio che giorno 12 si fa’ e ancora ‘lui la causa l’ha vinta al 1000 per 1000’ e, nello stesso contesto, accettava un soggiorno gratuito presso una struttura gestita dallo stesso Falzetta a Brusson in Valle d’Aosta”.




Si dimette Roberto De Luca: “Rimetto il mio incarico nelle mani di Napoli”

Roberto De Luca annuncia le sue dimissioni dalla carica di assessore al bilancio al Comune di Salerno pubblicamente, dopo l’inchiesta delle ultime ore che lo vede indagato per corruzione. Le dichiarazioni sono state fatte durante la presentazione dei candidati alle politiche in quota Pd. “Rimetto il mio incarico nelle mani del sindaco Napoli”, ha dichiarato De Luca jr. Adesso la decisione spetta al primo cittadino di Salerno.




Nocera Inferiore, Voto in cambio di soldi e piaceri: Quattro gli arresti, tra questi i candidati Ciro Eboli con il centrodestra e Carlo Bianco con il centrosinistra

Pina Ferro

 

Un voto in cambio di 50 euro. Escamotage che non è servito alla rielezione ma che lo ha fatto finire nella rete della giustizia. L’asse politica e clan è stato bloccato al- l’alba di ieri dai carabinieri del Ros (reparto operativo speciale) del co- mando provinciale di Salerno. Quattro le persone finite in ma- nette con l’accusa a vario di titolo di associazione mafiosa, scambio elettorale politico mafioso ed estorsione. Le ordinanze di custodia cautelare sono state emesse dal Gip del tribunale di Salerno su richiesta del pm Senatore della Dda. Nel corso dell’operazione sono state effettuate anche perquisizioni a carico di altri 19 indagati per il reato di corruzione elettorale. Al centro delle indagini del Ros i clan camorristici operanti nel- l’Agro nocerino sarnese e, in particolare, i loro interessi nel settore imprenditoriale. Uno il clan in particolare quello facente capo ad Antonio Pignataro. L’indagine è partita nel 2016 e prosegue quella che ha visto finire agli arresti i giovani protagonisti delle nuove leve criminali cittadine quelle che avevano animato la guerre per lo spaccio tra settembre e novembre dello scorso anno e riconducibili in parte ai fratelli Cuomo (Luigi cuomo è il cognato di Ciro Eboli). Seguendo queste indagini, gli uomini del colonnello Mabor sono risaliti al personaggio chiave dell’inchiesta, Antonio Pignataro tra gli ideatori dell’omicidio di Simonetta Lamberti vittima involontaria dell’agguato orchestrato nel 1982 a Cava de’ Tirreni per uccidere il padre il giudice Alfonso Lamberti, procuratore di Sala Consilina. L’uomo era agli arresti domiciliari per motivi di salute. Antonio Pignataro, detto “Zio Antonio” era riuscito a creare un nuovo nucleo associativo operando «dal balcone di casa». L’ordinanza è stata inviata anche al prefetto di Salerno per quanto di sua competenza e valutare tutti gli aspetti relativi all’inquinamento eventuale dell’attività amministrativa cittadina e della politica, trasversale alle ultime elezioni e che riguarderebbe «un sistema diffuso e trasversale a diverse formazioni politiche». L’obiettivo del clan era quello di realizzare un progetto di loro interesse per la mensa della Caritas, attraverso il cambio di de- stinazione d’uso di un terreno, cambio che sarebbe avvenuto at- traverso una delibera di giunta. Interessamento avvenuto tramite il vicesindaco della Giunta Romano Antonio Cesarano (e uno dei punti di riferimento dei Riformisti per Nocera che aveva appoggiato la coalizione Torquato nel 2012), il suo amico e candidato della lista Carlo Bianco.Nell’ultima tornata elettorale ‘Zio Antonio’ si è impegnato in prima persona per accrescere i voti di degli arrestati Ciro Eboli e Carlo Bianco. Il quarto ar- restato, Luigi Sarno avrebbe pro- curato voti al candidato Nicola Maisto, eletto nelle fila di Uniti per Torquato: Sarno era destinato agli arresti domiciliari ma, grazie al rinvenimento di cocaina nella sua disponibilità è finito in carcere.

 

Antonio Pignataro, il killer di Simonetta Lamberti condannato e liberato

Si era detto pentito per avere ucciso quella bambina di 11 anni, Simonetta Lamberti, tanto da accusarsi di aver fatto parte del commando. E così, l’anziano criminale era stato condannato a 30 anni di reclusione. Antonio Pignataro noto boss della Nuova Camorra Organizzata a Nocera Inferiore e che per un periodo era transitato anche nella Nuova famiglia, quel ultimo omicidio non lo poteva dimenticare. Ma poi, ottenuti gli arresti domiciliari, era tornato ad avere un ruolo di preponderanza nel panorama criminale e sociale di Nocera Inferiore tanto da volersi occupare di affari e di altre vicende compreso gli appoggi alla politica. È così, come hanno riferito gli stessi inquirenti, ha inventato la «camorra dal balcone», un modo nuovo che sottolinea come gli arresti domiciliari, in alcuni casi, non siano con- cedibili a persone con un curriculum pericoloso come quello di Pignataro, pure se ammalato, e che questi devono essere trascorsi eventualmente in case di cura cura, comunque lontano dal territorio che hanno contribuito con le loro malefatte a distruggere.  Un cattivo esempio anche per altri componenti della famiglia, Pignataro, come lo è stato per il figlio Alessandro. Il giovane era av- viato su una strada diversa rispetto a quella del genitore ma già nel novembre 2015 era stato arrestato per furto di pneumatici a Batti- paglia e l’anno successivo condannato per per due rapine commesse tra Nocera Superiore a Cava de’ Tirreni. Insomma l’approssimarsi dell’uscita del genitore aveva avuto probabilmente un effetto deleterio anche sui familiari. Va ricordato che Nocera Inferiore come in altre realtà dov’è la ca- morra è stata molto presente, la liberazione di taluni criminali sol- lecita sempre le fantasie delle nuove leve delinquenziali e rappresentano un punto di unione e di raccordo tra vecchie e nuove leve criminali. Per questo sarebbe necessario scontare le pene lontano dalle pro- prie città o quantomeno in luoghi protetti e non accessibili a un vasto pubblico soprattutto quando i condannati hanno molti anni di reclusione da scontare e hanno un indubbio “cursus honorum” che può diventre un’arma per realizzare nuove strategia appena li- beri. Deve essere chiaro sempre e comunque chi commette gravissimi delitti va carcerato.

Ecco il modus operandi di “Zi ‘ntonio”

Spedizioni punitive, atti intimidatori, rapine, richieste di sconti su forniture e di assunzioni. Era attra- verso queste pratiche che Antonio Pignataro, alias Zio Antonio stava imponendo il proprio volere sul territorio di Nocera Inferiore, forte del suo passato. Per affermare il suo potere Zio Antonio si avvaleva di Ciro Eboli, Guerino Prudente, Aristide Castro e di certo France- sco (ancora non identificato. I quattro erano gli esecutori materiali degli ordini impartiti dal boss ristretto ai domiciliari. Pignataro era pronto a tutto per affermare la propria volontà o, punire sgarri subiti non solo da lui ma anche dai suoi familiari. Basti pensare alla spedizione punitiva posta in essere nei confronti di Y.S., reo di aver aggredito e picchiato il figlio di An- tonio Pignataro, Alessandro durante un incontro della Nocerina Calcio. Zio Antonio aveva programmato anche, insieme a Domenico Orsini (altro nome noto) delle ritorsioni ai danni di “Peppe fallit” ed altri collaboratori di giustizia. Ma a Pignataro ci si rivolgeva anche per “rimettere a posto” certe situazioni. E’ il caso di quando Pignataro intervenne nei confronti di una famiglia per far desistere un parente dall’occupare abusivamente una casa che era nelle disponibilità di altro soggetto; e ancora per difendere una donna dall’aggressione subita. E, fu incaricato R.A. a recarsi presso la Nocerina Calcestruzzi per rappresentare che dietro la forni- tura di calcestruzzo vi era in realtà Pignataro e per questo doveva praticare uno sconto. Una volta Carlo Bianco e Luigi Sarno arrivarono a pianificare una rapina ai danni dei coniugi Vastola. Si trattava di una punizione per aver subito un torto sul luogo di lavoro. Infine Antonio Cesarano si interessò per conto di Pignataro di procurare un lavoro presso una cooperativa comunale di Nocera ad una giovane donna.

 

L’interessamento per l’“opera pia”: Bianco, Cesarano, Eboli e Pignataro tesi a far realizzare una casa famiglia della parrocchia, in cambio dei voti del clan

 

«Vedi che quella cosa (la delibera di giunta comunale, ndr) è stata votata, ho chiamato a… e gli ho detto che voglio una copia di quella delibera… la devi far vedere a zio Antonio e un’altra devo portare al prete. Io la parola mia l’ho mantenuta… questa è la dimostrazione eccola qua la delibera firmata». E’ questa l’intercettazione dei Ros che inguaia Carlo Bianco, che nel maggio scorso era ancora consigliere comunale. Bianco era a telefono con l’amico di sempre e suo grande sostenitore politico, Antonio Cesarano, già vicesindaco con la giunta del sindaco Antonio Romano. I due a telefono parlano della delibera della giunta comunale di No- cera Inferiore, del 16 maggio scorso. Per questa vicenda sono indagati per scambio elettorale politico-mafioso sia Cesarano sia Bianco ma anche Ciro Eboli e Antonio Pignataro, “zi Antonio”, che voleva rivestire il ruolo di criminale di peso atteso il suo passato.

La vicenda al centro dell’inchiesta è la richiesta del cambio di destina- zione d’uso di un terreno a Montalbino.

Secondo l’accusa, Carlo Bianco (candidato nella lista “Moderati per Torquato”  elezioni del 11 giugno scorso) avrebbe accettato da Antonio Pignataro la promessa di procurare voti (pare un centinaio) con la forza di intimidazione del vincolo associativo e della condizione di assoggettamento e di omertà che ne deriva dal nome che questi ha in quanto appartenente alla Nuova Camorra Organizzata la Nco di Raffaele Cutolo e la sua fama di pluriomicida. In cambio, Bianco si sarebbe interessato al cambio di destinazione d’uso di un fondo ubicato nella vicinanze della proprietà della diocesi di Nocera Inferiore sul quale doveva essere realizzato un edificio da destinare a mensa Caritas rispetto alla cui edificazione aveva interesse Pignataro e Ciro Eboli (attivo nella comunità parrocchiale della zona), grazie anche Antonio Cesarano che avrebbe avuto lo specifico compito di fungere da tramite tra Bianco e Pignataro che era agli arresti domi- ciliari.

La ricostruzione

Il sacerdote della parrocchia di San Giuseppe, don Alfonso Santoriello, il 15 ottobre scorso, aveva scritto al sindaco: « vengo a lei con la pre- sente, dettata dalla necessità del servizio pastorale che come par- roco svolgono nella parrocchia di San Giuseppe che abbraccia la fa- scia periferica di Nocera Inferiore dal rione Calenda fino alla zona di Montevescovado, per chiedere alla S.V.I. di poter beneficiare di una va- riante al Puc per il fondo limitrofo alla parrocchia suddetta. Si rende necessario un ampliamento delle strutture per le Opere Parrocchiali perché sono molte le richieste e pochi gli strumenti. Già da anni sia con gli operatori pastorali, sia con i giovani dell’associazione caritativa San Giuseppe ci siamo adoperati a soddisfare i bisogni del suddetto quartiere, perché sprovvisto di una casa di accoglienza una mensa e sale di catechismo e multimediale, dicevo da anni provvediamo in silenzio, senza lucro e nessuna pretesa dai vari enti, a sostegno di famiglie svantaggiate, al recupero scolastico dei bambini disagiati con attività di doposcuola e attività ludico-ricreative. Siamo in attesa di acquistare un fondo terreno rudere confinante sul lato nord con la proprietà della parrocchia. E, l’ampliamento e fondo esistente, consentirebbe la realizzazione delle suddette opere e faciliterebbe anche lo smalti- mento delle acque reflue dell’attuale chiesa parrocchiale nella fogna comunale in virtù di un avvicinamento al punto ottimale dimissione». L’area in questione è destinata ad area per verde urbano e non sono possibili gli interventi richiesti dal parroco visto il Puc in vigore. Il vescovo monsignor Giuseppe Giudice in una lettera del 9 maggio scorso, indirizzata al sindaco Manlio Torquato, in occasione della festa del Santo Patrono, scrive al Comune di Nocera Inferiore esprimendo parere favorevole alla richiesta inoltrata dal parroco e lo autorizzava la presentazione di un progetto corredato di quanto necessario.

Il 16 maggio scorso, vista la richiesta del parroco e la nota del ve- scovo, oltre al valore sociale dell’iniziativa indirizzati alle persone svantaggiate, la Giunta comunale ha dato il via libera alla valutazione della proposta del sacerdote, che a sua volta, qualora fosse stata positiva, necessitava del- l’approvazione del consiglio comunale. La Giunta ha deliberato un atto d’indirizzo ai funzionari responsabili degli uffici di piano e di area privata per l’avvio di un del procedimento di formazione ed eventuale approvazione della variante al Puc riguardo la richiesta don Alfonso Santoriello. Nella de- libera l’indirizzo la giunta evidenzia che vanno comunicate a tutti i soggetti interessati a partecipare l’avvio del procedimento, che è necessario verificare con l’ufficio preposto la sostenibilità ambientale della variante. Una variante che poi dovrà essere approvata dal consiglio comunale, a quel punto dal successivo a quello ormai “scaduto”.

Il ruolo

Bianco, a suo dire, si sarebbe interessato alla vicenda che, dalla documentazione in delibera, risulta sponsorizzata dal vescovo (tanto da scrivere al sindaco nel giorno solenne del santo patrono) e chiesta dal parroco. Una delibera che, in realtà, avviava solo un procedi- mento di valutazione e non era già il cambio di destinazione d’uso da verde pubblico a quello necessario per l’opera parrocchiale. Per questo suo presunto interessamento, Bianco si sarebbe aspettato i voti procuratigli da Pignataro che alla fine non sarebbero arrivati (da consigliere uscente, Bianco prese solo 137 voti) tanto da gridare al tradimento e prendersela con i “correi” dopo le elezioni. Sinceramente è poco credibile che fosse necessario un intervento di Bianco dopo una richiesta al cattolico Torquato da parte del vescovo che “raccomandava” un’opera di valore sociale in una delle zone più disagiate della città. Comunque sia, rimane gravissimo per un cittadino normale e ancor più per un consigliere comunale, anche il semplice aver avuto a che fare con un camorrista come Pignataro, figuriamoci fare un patto per avere i voti. Che siano arrivati o meno questi voti, per Bianco o Eboli (qualora risultassero provate le accuse) la vicenda sarebbe gravissima e senza appello.

 

50 euro a chi aveva votato quegli “Uniti per Torquato”

Erano Rocco Sileo e Luigi Sarno ad avere il compito di reclutare gli elettori, di suggerire il nome del candidato da votare, nel dare loro istruzioni su come documentare il voto dato e, all’esito, nel remunerarli su espressa richiesta di Nicola Maisto, candidato al consiglio comunale alle elezioni amministrative 2017 ed eletto nelle lista “Uniti per Torquato”. Sileo e Sarno nella giornata delle elezioni effettua- vano elargizioni di denaro a fa- vore di chi, essendosi recato alle urne, documentava di aver dato la preferenza ai candidati indicati. Nel dettaglio a tale Gennaro detto “piedone” recatosi al voto intorno alle ore 12,50 A.C., S,C, e E.C, e della cugina di queste ultime A.E. per l’importo di euro 40 ciascuna; a M.G.R. alla madre di quest’ultima al fratello Alfonso per l’importo di euro 40 ciascuno. L’inchiesta in ogni caso prosegue e non si escludono ulteriori sviluppi, tali da renderla ancor più clamorosa.

 

 

 

Il primo blitz del dicembre 2016 denominato “Un’altra storia”, dai capi ai pusher ai picchiatori

Droga, l’indagine continua sulle tre gang dello spaccio Gli organigrammi decimati dagli arresti tra Nocera e l’Agro

di Riccardo Finzi

NOCERA INFERIORE – L’indagine nasce come proseguimento di “Un’altra storia” che lo scorso dicembre, portò in carcere i fratelli Michele (37enne) e Luigi Cuomo (33enne), il 44enne Mario Passa- mano, il 29enne Antonio De Na- poli, il 32enne Luigi Vicidomini, il 31enne Domenico Rese, il 43enne Leontino Cioffi, il 40enne Diego Landino, il 35enne Mario Comitini, i fratelli Francesco D’Elia (35enne detto “Checchetto” o “checchecco”) e il 33nne Mario, il 33enne Marco Iannone (detto “Marchitiello ‘o stallone), il 24enne Mario Tortora (detto “Mario sce- sce”), il 38enne Camillo Fedele (detto “bicchierino”), il 27enne Giuseppe Abate, i 46enni Giuseppe Bergaminelli e Giuseppe Stanzione, il 33enne Riccardo Siani, il 27enne Carmine Cuomo e il 33enne Giuseppe Petti, tutti di Nocera Inferiore e il 41enne Raffaele Mellone di Pagani. Sono accusati di associazione per associazione di stampo camorristico Michele e Luigi Cuomo, Mario Passamano, Antonio De Na- poli, Domenico Rese, Luigi Vicido- mini, Leontino Cioffi, Raffaele Mellone, Diego Landino, Mario Tortora e Marco Iannone. Sono accusati di associazione dedita allo spaccio di stupefacenti Mario e Francesco D’Elia, Marco Iannone, Mario Tortora, Camillo Fedele e Giuseppe Petti. Stessa contestazione per Giuseppe Abate, Giu seppe Bergaminelli, Giuseppe Stanzione, Riccardo Siani e Carmine Cuomo. Dei pestaggi sono accusati Michele Cuomo, Mario Comitini, Raffaele Mellone. Di Rissa sono accusati Iannone, Tor- tora, Fedele e Passamano. Tre le organizzazioni di spaccio che si fronteggiavano in città. Una è quella capeggiata da Michele Cuomo con il contributo di Mario Passamano, entrambi molto vicino al clan Contaldo di Pagani, ormai disciolto. Questo aveva base a Ca- sale Nuovo e prediligeva le piazze di spaccio di piazza del Corso e dei tre Casali oltre quella di Cupa del Serio. Un’altra quella tra Giuseppe Abate e Giuseppe Bergaminelli che aveva base a Piedimonte. Sempre a Piedimonte e a Cupa del Serio operavano gli “uomini” di Francesco D’Elia, “sopra alle palazzine”, via Filangieri, dove abitano, però anche i fratelli De Napoli, vicini ai Cuomo.




Appalti e affari: Sica indagato per corruzione

di Andrea Pellegrino

Gli occhi della Direzione Distrettuale antimafia sono puntati su Pontecagnano Faiano e sull’amministrazione comunale del sindaco Ernesto Sica. L’avviso di conclusione delle indagini notificato al primo cittadino ed altre 9 persone – indagati per abuso d’ufficio per l’affidamento dell’appalto delle luminarie natalizie alla ditta di Rocco De Filippo – notificato qualche settimana fa, è solo una prima tranche della maxi inchiesta condotta dal pubblico ministero Vincenzo Senatore e nata nel 2014. Un nuovo e corposo filone vedrebbe, infatti, il sindaco Sica indagato per corruzione, nell’ambito di un contesto macchiato dalla criminalità organizzata. Al vaglio ci sarebbero affidamenti di appalti per l’organizzazione di alcune manifestazioni pubbliche, durante le festività natalizie e non solo. Ditte e personaggi che si intrecciano tra di loro. Politica ed imprenditoria che vanno a braccetto nel comune picentino. Tra i personaggi di punta c’è l’imprenditore Giovanni Attanasio che pare abbia incontrato diverse volte Ernesto Sica al Comune. In particolare il primo cittadino si interessa ad un finanziamento richiesta dalla Lavoro.doc riconducibile ad Attanasio. Ma per l’imprenditore passano anche accordi economici con la Esa Costruzioni dei fratelli Esposito (colpita da interdittiva antimafia), gli stessi coinvolti nelle inchieste di Piazza della Libertà di Salerno. In ballo ci sarebbe un subappalto per la realizzazione della metropolitana di Copenaghen in Danimarca ma anche un affare a Pontecagnano Faiano. Ma a balzare agli occhi degli inquirenti sarebbe un assegno di un milione e 800mila euro a firma di Esposito. Ed è sempre Attanasio che si interessa anche delle ultime elezioni regionali, “benedicendo” l’accordo tra Sica ed Alberico Gambino. Ma ancora sotto osservazione ci sarebbero le feste ai bagni Savoia, insieme ad Ettore Sica, in cambio di presunti provvedimenti in favori dello stabilimento balneare della famiglia Toriello, e gli appalti alla Golden Benten Music e alla Salerno Fiere, quest’ultima di Luigi Carrano, destinatario anche di una perquisizione all’interno degli uffici del consiglio regionale della Campania. Carrano, infatti, sarebbe un collaboratore del consigliere regionale Vincenzo Maraio. Al rappresentate delle Salerno Fiere, sarebbe contestata – in concorso con la “Venosa srl” – anche la turbativa d’asta in merito agli allestimenti, nel 2015, del Sea Sun Salerno all’Arena del Mare. Le prime perquisizioni del nucleo di polizia tributaria della Guardia di Finanza di Salerno risalgono all’ottobre 2015. Dodici persone, tra cui il sindaco e l’assessore comunale Francesco Pastore, furono “visitate” dai finanzieri. Da allora l’indagine della Procura della Repubblica prosegue e non si escludono novità.




Cirielli indagato per finto tesseramento

L’ex Presidente della Provincia di Salerno e deputato di Fratelli d’Italia, Edmondo Cirielli, è indagato dalla Procura di Salerno per corruzione aggravata e abuso d’ufficio aggravato. Il pm di Salerno Vincenzo Montemurro ha firmato l’informazione di garanzia e l’invito a rendere l’interrogatorio per il 9 agosto.Il deputato di Fratelli d’Italia, Edmondo Cirielli, e’ indagato per corruzione insieme a Giuseppe Fabbricatore e alla moglie di quest’ultimo, Assunta Manzo, perche’ nella campagna elettorale del 2011 in cambio di un finto tesseramento elettorale procurato dallo stesso Fabbricatore, ne ha tratto vantaggio politico a scapito della deputata Mara Carfagna. Cirielli in cambio del favore, secondo il Pm della Procura di Salerno, Montemurro, ha fatto si’ che Assunta Manzo vincesse un concorso pubblico.