“Fratelli d’Italia voterà sì al referendum per il taglio dei parlamentari ma ora pensiamo ad offrire un governo migliore da quello offerto da De Luca”

di Erika Noschese

“Ora pensiamo ad avere un governo migliore rispetto a quello offerto da De Luca”. Parla così il Capogruppo alla Camera di Fratelli d’Italia Francesco Lollobrigida intervenuto ieri mattina a Salerno a sostegno dei candidati al consiglio regionale della Campania Alessandro Roberto Arpaia, Francesco Bellomo, Nunzio Carpentieri, Carlo Ferrigno (detto Fabio), Giovanni Fortunato, Antonella Ianniello, Vitantonio Marchesano, Giusy Sorgente, Maria Immacolata Vietri (detta Imma).
“Intanto pensiamo alla Campania, ad avere un governo migliore di quello che ha offerto De Luca. E’ la priorità assoluta per i cittadini campani e per le forze politiche che lo hanno contrastato, in maniera sempre chiara, coerente, con una progettualità forte che qui è ben rappresentata – ha dichiarato l’onorevole Lollobrigida – Dopodichè ci saranno, speriamo, a seguire prese d’atto forti, dai partiti di maggioranza, dal presidente della Repubblica, magari, tenendo conto del risultato che è necessario andare al voto anche a livello nazionale per dare un governo che sia in sintonia con il popolo italiano che certamente non vuole il governo giallo rosso e sostanzialmente non ha mai avuto la possibilità nemmeno di dimostrarlo con una elezione che permettesse ai cittadini di esprimersi su un programma, idee, leadership che hanno visto il Partito Democratico e i 5 Stelle sempre odiarsi e contrastarsi e poi trovarsi uniti per una ragione semplice: tenersi le poltrone”. Il capogruppo alla Camera di FdI ha poi puntato l’attenzione sul referendum costituzionale per il taglio dei parlamentari, voluto dal Movimento 5 Stelle, annunciando che il partito di centro destra voterà sì. “Noi abbiamo votato 4 volte sì in parlamento sul taglio dei parlamentari, non siamo noi i parlamentari che intendono difendere le poltrone. C’è un referendum che non abbiamo voluto, non abbiamo sottoscritto nè richiesto ma adesso, quando c’è un referendum, è il popolo che parla e noi non possiamo far altro che adeguarci alle indicazioni della gente – ha detto infatti Lollobrigida – Fratelli d’Italia vota sì, questo è un fatto e personalmente voto sì. Poi, i cittadini sono chiamati al referendum, uno strumento democratico di massa e scelgono come ritengono più opportuno”. Per il Questore della Camera dei Deputati Edmondo Cirielli l’obiettivo, in questo momento, è far vincere Caldoro ma senza tralasciare il fatto che il partito guidato a livello nazionale da Giorgia Meloni potrebbe essere il primo partito della coalizione di centro destra. “E’ chiaro che la nostra corsa a cambiare e migliorare la Campania, oltre che a far vincere Caldoro ma allo stesso tempo Fratelli d’Italia è consapevole della responsabilità che in questo momento ha di guida sia politica che numerica della coalizione – ha infatti dichiarato il parlamentare salernitano – Siamo convinti che questo non sarà una cosa negativa per il centro destra ma positiva grazie al risultato di Caldoro nel suo complesso”. Cirielli ha poi chiarito perchè, nella lista, non ci sono candidati di Salerno città, spiegando che “c’erano alcune persone che si volevano candidare ma, complessivamente, le persone che avevano chiesto di candidarsi erano più forti – ha detto infine il deputato – Non voglio dire che uno vale uno perchè mi viene da ridere se vedo come è andata a finire per i 5 Stelle ma è chiaro che un voto di Sapri vale un voto di Nocera e un voto di Salerno e quindi, alla fine, il partito di Salerno sono convinto non sfigurerà; tutti i militanti si comportano come se fossero candidati e c’è il segretario provinciale uscente Imma Vietri che su Salerno, da tempo, fa la sua azione politica ed è un po’ la candidata della città”.



Gli spin doctor scaldano i motori «Caso Umbria diverso dalla Campania»

Domenico Giordano, spin doctor dell’agenzia Arcadia e socio di ComPol, l’associazione italiana che riunisce docenti e professionisti della comunicazione politica. Ideatore del “Piccolo Festival della Politica” scrive di comunicazione politica sul blog www.votantonio.it. Attualmente al suo attivo più di duecento campagne elettorali. Costruisce, come pochi, i segreti del successo.

Le elezioni in Umbria sono il termometro di un clima nazionale o vanno lette come dato nazionale?

«Le regionali umbre sono state elezioni asimmetriche con gli elettori che hanno di fatto subìto una polarizzazione su temi e leader nazionali e, di conseguenza, le loro scelte sono state (dis)orientate da questa nazionalizzazione del contesto: pro o contro Salvini piuttosto che sulla preferenza per il miglior candidato e la migliore proposta programmatica».

Dopo le elezioni in Umbria cosa cambia in Campania?

«Quasi nulla, il fallimento umbro del cartello elettorale Pd e M5S ha solo un effetto conservativo sull’attuale geografia delle alleanze e dei candidati a presidente. Inoltre, a mio avviso, non penso che in Campania gli schieramenti in campo possano replicare il modello di comunicazione visto in Umbria nell’ultimo mese. Le condizioni di contesto sono assai diverse e la nazionalizzazione della campagna sarà più attenuata».

Il Pd andrà su De Luca? Sarà lui il candidato o la sinistra proverà a cercare altra idea ?

«La scelta del Pd sarà influenzata dalla scelta del possibile successore di De Magistris. Nel 2021, si vota nella più grande città del Mezzogiorno e la scelta del candidato sindaco di Napoli potrebbe influenzare non poco il quadro delle alleanze nell’area del centrosinistra – M5S. Sulla possibile destituzione di De Luca credo che il fattore tempo giochi a favore del presidente uscente. Più settimane passano e meno competitor credibili possono spuntare alla sua sinistra. De Luca pensa che ritardare il più possibile il voto possa aiutarlo a vincere la concorrenza interna prima e le elezioni dopo. Al contrario, io gli suggerisco invece di anticipare la data delle elezioni».

Nel centrodestra pare tocchi a Forza Italia. Avrà più efficacia la scelta del leader nazionale, Mara Carfagna, dell’ex Presidente Caldoro? O bisognerà cercare altri nomi ?

«Chiunque sia il candidato del centrodestra per avere una concreta chance di battere gli avversari, ovvero di essere il successore di De Luca, dovrebbe da un lato costruire la propria narrazione con i tempi opportuni e non certo presentarsi a qualche giorno o settimana dalla ufficializzazione delle candidature. In secondo luogo, accettare e interpretare la prossima campagna elettorale vestendo i panni credibili del cannibale, di chi è costantemente all’attacco, di chi vive mattina, pomeriggio e sera i territori, rompendo il linguaggio della politica con una virulenza verbale e fisica che gli consenta di non essere lo sparring partner di turno».

E se dovesse essere Cirielli, ha un senso ‘strategico’ puntare su altro salernitano?

«Secondo me, la provenienza territoriale del candidato incide fino a un certo punto sulle motivazioni di scelta dell’elettore che tendenzialmente è diventato sempre più “last minute voters”. Pertanto, più che la territorialità il voto è influenzato da altri elementi, soprattutto assai meno fisici». Quali saranno i temi principali sui quali costruire il consenso in Campania ? «Se pensiamo a modellare una contro-narrazione deluchiana allora, a prescindere dai soliti temi del lavoro, dell’ambiente e della sanità, sarà importante logorare il presidente su due aspetti all’apparenza marginali ma che sedimentati a dovere nell’immaginario collettivo possono produrre una profonda».




«I 5 Stelle?Non si può curare il cancro con l’aspirina scaduta»

Adriano Rescigno

«Siamo all’ultima chiamata. Bisogna votare e votare bene. Sono fiducioso. 5stelle? Non si può curare il cancro con l’aspirina scaduta». Sono le parole di Antonio Ian- none, ex presidente della provincia candidato al Senato della Repubblica, esponente di spicco di Fratelli d’Italia.

Su cosa verte la sua proposta elettorale?
«Sull’applicare a mo’ di vangelo i 15 punti concordati dal partito su scala nazionale: piano di sostegno per le famiglie e la natalità; prima l’Italia e gli italiani quindi sicurezza, contrasto all’immigrazione incontrollata e no allo ius soli, tu- tela dell’identità nazionale, no islamizzazione, meno tasse e burocrazia. Istituzioni efficienti, difesa del made in Italy, rilancio del meridione, politiche sociali e tutela della salute. I giovani ed il loro futuro, sostegno a chi crea occupazione e banche al servizio della famiglia e delle imprese, cultura e bellezza, lotta alla povertà; tutela dell’ambiente»

Convinca un elettore indeciso.

«Il Pd chi ha condotto al disastro più totale dal calcio all’economia. E’ un cancro che sicuramente non potrà essere curato con l’aspirina scaduta dei 5stelle incapaci anche di comprare un albero di Natale dignitoso. O vince il centro destra o non c’è maggioranza. Nemmeno con un inciucio. Noi siamo l’unica compagine di centro destra che non ha mai inciuciato con la sinistra, nemmeno per la pessima legge elettorale che ci ritroviamo».

Cosa augura ad Alberico Gambino?

«In bocca al lupo di rito, ma sono scettico che il suo schieramento riesca ad arrivare al 3%»
Cirielli nell’Agro ha già vinto o ha qualcosa da temere?

«Cirielli è il miglior racconto della politica locale e vanta, rispetto a tanti, un curriculum politico di statura nazionale. E’ l’unico del centro-destra che ha vinto sempre contro la sinistra negli ultimi 25 anni».

Su chi Iannone vorrebbe stravincere?

«Sull’incoerenza della politica. Sui personalismi, su tutti coloro che sono candidati per il culto del proprio ego».

Cosa ha più a cuore cambiare?

«La provincia e la regione hanno potenzialità enormi ed oltre alla classe politica dirigente è necessario cambiare la mentalità. Noi campani abbiamo il grave limite di non saper fare sistema tra di noi quando poi calati in altri contesti siamo geniali e sempre i migliori. Il rilancio del Mezzogiorno è la priorità delle priorità in quanto per fatti storici abbiamo avuto sempre meno degli altri. Possiamo passare anche ad un sistema federale solo se messi a livello con gli altri e se otterremo tutto quello che non abbiamo avuto».




Longo supera il doppio ruolo di Coscioni Esposto di Cirielli, imbarazzo al “Ruggi”

Andrea Pellegrino

Primario e consulente alla sanità del presidente. Alla fine, Enrico Coscioni è riuscito a spuntarla. Nonostante il doppio incarico e le perplessità di Nicola Cantone, ex manager del “Ruggi d’Aragona”, rimosso qualche mese fa dal governatore De Luca per far posto a Longo. La nomina era stata congelata, a quanto pare, per la poca disponibilità di tempo (aveva “concesso” tre giorni a settimana) di Coscioni, fornita all’indomani della pubblicazione della graduatoria per l’affidamento dell’incarico di direttore della cardiochirurgia d’elezione. Da qui l’indicazione dell’ex manager finita sul secondo arrivato: Pasquale Totaro, che ora con il provvedimento firmato lunedì dall’attuale dg Longo, è fuori partita. A meno che non ricorra alla giustizia, così come ha fatto Cantone sulla sua improvvisa rimozione dal vertice della struttura ospedaliera universitaria di via San Leonardo. Intanto, Coscioni – oltre che primario – è anche consigliere per la sanità di Vincenzo De Luca. Lo stesso, quest’ultimo, che ha nominato e poi rimosso Cantone e che poi ha piazzato Longo, già a sua volta direttore generale dell’Asl di Salerno. E che nell’intermezzo ha seguito da Palazzo Santa Lucia l’approvazione del nuovo piano aziendale, che di fatto ha sdoppiato il reparto di cardiochirurgia aprendo così la strada a Coscioni. Annuncia un esposto, Edmondo Cirielli: «La nomina di Enrico Coscioni, consigliere per la Sanità del presidente della Regione Campania Vincenzo De Luca già imputato in altro procedimento per concussione, a primario dell’unità di Cardiochirurgia dell’azienda ospedaliera universitaria San Giovanni di Dio e Ruggi d’Aragona, avvalora i sospetti adombrati da numerosi quotidiani locali, ingenerando i sospetti di un sistema di favori e ricatti nella sanità campana: è quanto dichiara in una nota Edmondo Cirielli, parlamentare di Fratelli di Italia, annunciando un “esposto-denuncia alla Procura della Repubblica di Salerno oltre che di una proposta di legge per l’istituzione di una Commissione d’inchiesta e di una interrogazione parlamentare sia sulla nomina di Coscioni che sulla rimozione dell’ex direttore generale Nicola Cantone». «La vicenda di Coscioni – spiega Cirielli – è la fotografia del sistema di lottizzazioni politiche e pressioni creato in Campania dal Pd e dal governatore De Luca. Un sistema che sembrerebbe premiare gli amici fedeli, penalizzando competenze e professionalità, a discapito dei cittadini». «Noi non ci fermeremo dinnanzi all’arroganza della corte deluchiana e di manager pronti ad assecondare gli ordini di De Luca ma continueremo a batterci in tutte le sedi per riaffermare anche in Campania i principi di meritocrazia e di una sanità che non sia più al servizio della politica ma solo dei cittadini» – conclude il deputato salernitano. Soddisfazione, invece, è stata espressa per la nomina di Severino Iesu che guiderà la cardiochirurgia d’urgenza. Un provvedimento che ha sventato il trasferimento dell’apprezzato chirurgo a Napoli. Nei giorni scorsi anche il consigliere comunale di “Davvero Verdi” Giuseppe Ventura aveva lanciato un appello al governatore. «Sono soddisfatto – dice Ventura – fortunatamente si è salvaguardata una eccellenza dell’ospedale “Ruggi d’Aragona” di Salerno».

 




A Cronache impedito di seguire lo sbarco dei migranti, arriva l’interrogazione parlamentare urgente

Il parlamentare Edmondo Cirielli di Fdi-An ha annunciato un’interrogazione parlamentare urgente al Ministro dell’Interno al fine di sapere per quale motivo sia stato impedito questa mattina a Le Cronache di seguire lo sbarco dei migranti. Seguono ulteriori aggionarmenti




Scafati. Chiusura dello Scarlato, a giudizio l’ex commissario Asl Maurizio Bortoletti.

Di Adriano Falanga

Rinviato a giudizio l’ex commissario Asl Maurizio Bortoletti per falso ideologico. Udienza fissata per il 7 marzo. La vicenda nasce nel maggio 2014 quando il sindaco Pasquale Aliberti con l’avvocato e consigliere delegato alla Sanità Brigida Marra, denunciarono l’ex dirigente sanitario in merito alla chiusura dell’ospedale Scarlato perché, adempiendo a quanto disposto dal decreto 49/2010, certificò nel Piano Attuativo Aziendale un tempo di percorrenza inferiore a cinque minuti tra Scafati e il Pronto Soccorso di Nocera, e inferiore a dieci minuti da Sarno. Una dichiarazione che motivò la chiusura del pronto soccorso scafatese e la sua uscita dalla rete delle emergenze. Dati smentiti da una relazione della Polizia Municipale del dicembre 2013, ma del resto, chiunque in questi anni sia stato costretto a ricorrere al pronto soccorso dell’Umberto I° di Nocera Inferiore sa benissimo che possono volerci anche 45 minuti in orario di punta. E come se non bastasse, la chiusura dello Scarlato ha comportato una costante congestione del nosocomio di Nocera, con il sovraffollamento del Pronto Soccorso e malati sistemati in barella nei reparti. Una decisione che la città di Scafati non ha mai non solo accettato, ma neanche compreso. Lo Scarlato, quanto a numero di prestazioni d’emergenza, era secondo solo al Ruggi D’Aragona di Salerno, servendo un bacino di oltre 250 mila abitanti. “Questa è una importante vittoria della città di Scafati e di chi non ha mai mollato anche quando altri, i soliti oppositori, sostenevano il contrario, facendo demagogia sulle responsabilità o addirittura tramavano, politicamente, insieme a chi aveva deciso la fine dello Scarlato – commenta oggi l’ex consigliera Marra – la dimostrazione che tutto nasceva da un macroscopico falso relativo ai tempi di percorrenza Scafati Nocera, cronometrati in 5 minuti. Un errore evidente, rispetto al quale nessuno ha mai osato opporsi al colonnello dei Fratelli d’Italia”.

2-marra alibertiScafati doveva chiudere, così come già stabilito anche dalla bozza Zuccatelli della Giunta Bassolino, da cui è nato il decreto 49 a firma Caldoro. “E’ la dimostrazione che Scafati non doveva chiudere, come sostenuto dallo stesso PM Dottoressa Cassaniello che, nel provvedimento sostiene appunto che la falsa attestazione sui tempi, avrebbe tratto in inganno l’allora Commissario ad Acta Stefano Caldoro, fino ad indurre lo stesso alla chiusura, visto il grave deficit economico prodotto dalla gestione Bassolino. Il rinvio a giudizio del Commissario Bortoletti – prosegue la forzista – è un provvedimento che ci mette oggi più di ieri nelle condizioni di chiedere l’immediato stanziamento per i lavori funzionali alla riapertura, visto anche il nuovo Piano Ospedaliero, prima a firma Caldoro, oggi confermato dal commissario Polimeni al quale, pure avevo fatto appello”. Non solo, l’ex consigliera comunale intende andare oltre, e pensa anche al risarcimento danni. “Ci costituiremo parte civile e chiederemo, attraverso l’ex sindaco, un risarcimento danni di milioni di euro per i danni arrecati alla nostra comunità, sul piano della salute e dell’immagine”.

Bortoletti fu voluto da Cirielli, suo amico di corso

2-bortolettiNominato da Stefano Caldoro nel marzo 2011 come commissario dell’Asl Salerno, è restato in carica fino al luglio 2012, quando la sanità salernitana tornò in regime ordinario con incarico affidato ad Antonio Squillante. La Provincia era guidata dall’onorevole Edmondo Cirielli, allora Pdl oggi Fratelli D’Italia. Fu proprio quest’ultimo a indicarlo all’allora governatore campano. Bortoletti non solo è colonnello dei carabinieri come il parlamentare di Fdi, ma all’ex presidente di Palazzo Sant’Agostino è accomunato dall’essere nato nello stesso anno e dall’aver frequentato l’accademia dei carabinieri dal 1983 al 1985. “Mi piace ricordare l’opera di risanamento economico-finanziario portata a compimento alla guida dell’ASL che, nel marzo del 2011, al momento dell’assunzione della direzione commissariale perdeva oltre 700mila euro al giorno per un totale di circa 300 milioni di euro all’anno e che è stata lasciata dal colonnello Bortoletti con un avanzo di gestione del 2012 pari a 10 milioni di euro”. Così Cirielli, esprimendo soddisfazione per la candidatura dell’ex amico di corso alle elezioni europee del 2014, con Fratelli d’Italia-Alleanza Nazionale nella circoscrizione Nord-Est. Intervistato da Il Giornale nell’agosto 2012, l’ex commissario accusato oggi di falso ideologico dichiarò: “Il risamento è avvenuto senza tagli lineari, senza risorse aggiuntive, senza chiudere nulla e a legislazione invariata. Ho valorizzato innanzitutto il magazzino, che era superiore, come costo in percentuale, a quello della Fiat”.

 




Scafati. Intimidazione contro l’opposizione: insorgono Orfini, Paris e Cirielli

SCAFATI. «Da Aliberti intimidazioni a nostri esponenti».  la dura denubncia arriva da Matteo Orfini  presidente nazionale del Partito democratico. «Il sindaco di Scafati, indagato per reati gravissimi, ieri (venerdì, per chi legge, ndr) ha pubblicato su Facebook le foto di esponenti dell'opposizione, indicandoli come gli autori delle denunce dalle quali sono scaturite le indagini della Dia e della Procura di questi anni e di questi mesi, e il probabile arrivo della Commissione d’accesso, come annunciato dai media» scrive Orfini.  Il presidente nazionale del Pd aggiunge: «Ricordiamo a Pasquale Aliberti che le indagini e le inchieste le fanno la magistratura, non le opposizioni. Inoltre, il possibile arrivo della Commissione d’accesso sarebbe imputabile ai comportamenti poco chiari di chi amministra, non di chi li denuncia». Ed aggiunge: «Le intimidazioni nei confronti dei consiglieri democrat e di altri esponenti del Pd sono inaccettabili e non fermeranno, di certo, la nostra battaglia in difesa della trasparenza e della legalità». Dichiarazioni che contribuiranno a rendere ancor più incandescente il clima politico scafatese.
E sulla pubblicazione da parte del sindaco Pasquale Aliberti delle foto dei sui oppositori  su facebook accusandoli di essere gli autori dell’arrivo della commissione d’accesso agli atti, si esprimno anche Valentina Paris, deputato del Pd, responsabile nazionale Enti Locali del partito, ed il parlamentare Edmondo Cirielli (Fdi -An). "Sono gravi le intimidazioni del sindaco di Scafati nei confronti di Michele Grimaldi e dei nostri esponenti Pd a Scafati -dichiara Valentina Paris-. Pasquale Aliberti, purtroppo già sotto i riflettori per le pesanti inchieste che lo riguardano, ha ancora una volta oltrepassato il segno, pubblicando su Facebook le foto di dirigenti del nostro partito accusandoli di aver infangato il nome della città. A Michele e ai nostri tesserati va tutta la mia solidarietà. Purtroppo non sono le giuste denunce dei nostri iscritti a far arrivare la Dia negli uffici comunali, o la Commissione d'accesso ma la cattiva amministrazione del centrodestra scafatese”.
Ed Edmondo Cirielli scrive: “Le intimidazioni del sindaco di Scafati, Pasquale Aliberti, nei confronti di alcuni consiglieri comunali di Fratelli d’Italia-Alleanza Nazionale, sono incredibili e inaccettabili. Un atto gravissimo, quello compiuto dal primo cittadino, con la pubblicazione delle foto su Facebook degli esponenti dell’opposizione, indicati quali gli autori delle denunce da cui sono poi nate alcune inchieste della Dia e della Procura. Un gesto che lascia senza parole e la dice lunga sulla persona che amministra Scafati e sulla considerazione che ha della Magistratura”.




Cirielli contro Carfagna: “Lei responsabile del disastro elettorale a Salerno”

di Andrea Pellegrino

Nessun margine di manovra sul nome di Amatruda. Fratelli d’Italia, con Edmondo Cirielli in testa, contesta il metodo di Forza Italia ed accusa Mara Carfagna. «Ora che si è ricordata di Salerno chiede l’unità? Mi dispiace ha già fatto troppi danni», tuona Edmondo Cirielli che sbarra le porte alla candidatura di Gaetano Amatruda e riporta la vicenda sul tavolo nazionale. «Non senza – annuncia il deputato salernitano – ripercussioni a livello regionale». Edmondo Cirielli, infatti, ricorda: «Da tre mesi noi dei Fratelli d’Italia facciamo appello all’unità, ed abbiamo proposto anche il nome di un giovane brillante che è coordinatore regionale di Fdi e che ha fatto anche il presidente della provincia. Su questa proposta Forza Italia non ci ha degnato di un solo cenno. Ora la Carfagna si ricorda di Salerno e chiede l’unità. Il tutto – prosegue Cirielli – mentre a Battipaglia ha già scelto la sua candidata sindaco che alle scorse Regionali ha sostenuto De Luca». Unità, dunque, rispedita al mittente dal deputato che tuona ancora: «Per quanto ci riguarda ci rivolgeremo al tavolo nazionale e non escludo ripercussioni a livello regionale. Ricordo ancora che Mara Carfagna è la responsabile della disfatta del centrodestra nei comuni superiori ai 15mila abitanti ed è la responsabile della disfatta alle scorse elezioni regionali. Con un accordo sottobanco, Forza Italia ha fatto vincere il sindaco di Sarno, con ripercussioni anche per Stefano Caldoro nella corsa regionale. La nostra pazienza ha un limite ed ho compreso – conclude Cirielli – che Forza Italia a Salerno vuol giocare a perdere».
Enzo Fasano, coordinatore provinciale di Forza Italia resta però ottimista: «Guardiamo verso un unico obiettivo ed il contributo di Forza Italia è di far uscire il centrodestra dalle difficoltà». «Quello di Gaetano Amatruda – ha continuato Fasano – è un nome ampiamente condiviso da più forze politiche di centrodestra. Mi sono speso moltissimo per raggiungere il  risultato dell’unità, che insieme a noi sta concretizzando Amatruda. Spero nel dialogo con Fratelli d’Italia. Un passaggio che sicuramente devono fare i partiti, ma per il quale deve spendersi con la sua capacità anche il candidato, che aldilà della giovane età, ha esperienza ed autorevolezza per sciogliere quest’ultimo nodo». «Qualche distinguo è fisiologico – ha precisato Fasano -, perché tanti erano gli aspiranti. Finora abbiamo fatto un buon lavoro. Il profilo del candidato – ha concluso – è quello che cercavamo, è un giovane fuori dai veleni antichi del centrodestra che può dare il meglio di se in questa campagna elettorale, soprattutto sul campo della comunicazione dove giocano un ruolo primario le sue capacità professionali». Ma nonostante la tranquillità di Fasano in Forza Italia restano i problemi. A partire da Antonio Roscia che dice: « Il senatore Fasano davanti alla mia umile disponibilitá data per iscritto non ha avvertito nemmeno il garbo di dirmi o scrivermi un semplice “no, grazie”m utilizzano cuna arroganza istituzionale tipica di Forza Italia a Salerno. Quella di Amatruda è una scelta che non sosterrò per i motivi politici che ho cercato inutilmente di spiegargli ma che tanti altri hanno invece ben compreso. Mi auguro – continua Roscia –  allora che, a sostegno di Amatruda uomo nuovo di Forza Italia Salerno, si candidino in lista tutti i dirigenti salernitani a cominciare proprio da Enzo Fasano, il quale non farà certo mancare il suo importante contributo elettorale, visto che a differenza di Mara Carfagna non sta salvando il destino della Nazione». Ma stando ai nomi, a quanto pare, sul tavolo resisterebbe solo la candidatura di Peppe Zitarosa al Consiglio comunale. D’altronde Zitarosa pare sia stato uno dei principali sponsor di Gaetano Amatruda nel mentre prende le distanze sempre di più Raffaele Adinolfi che medita anche di lasciare la guida del partito cittadino. Alla finestra, invece, ci resta Lello Ciccone. Quanto agli alleati, Noi con Salvini annuncia: «Sette giorni ancora per fare chiarezza, poi ci dovrà essere una presentazione ufficiale con Carfagna e Caldoro del candidato sindaco».




Amalfi. Sul tavolo del ministro il trasferimento dell’istituto per il turismo

AMALFI. Una vicenda che sarà sottoposta all’attenzione del ministro dell’Istruzione, dell’università e della ricerca, Stefania Giannini, quella relativa al trasferimento, concordato quattro anni fa e ad oggi ancora non effettuato, dell’Istituto tecnico per il turismo “Marini-Gioia” di Amalfi, presso il nuovo edificio scolastico dell’ex seminario del comune, dislocato temporaneamente nei due edifici di Amalfi e Minori. A sollecitare l’intervento del Ministero dell’Istruzione, attraverso un’interrogazione, il deputato di Fratelli d’Italia-Alleanza nazionale, Edmondo Cirielli. “Con precontratto sottoscritto nel settembre 2012 dall’allora dirigente preposto all’edilizia scolastica dell’ente provinciale di Salerno e la curia arcivescovile di Amalfi si conveniva il trasferimento nell’edificio”, si legge sul documento. Nonostante gli accordi stipulati e gli stessi lavori di ristrutturazione realizzati per accogliere l’Istituto tecnico, l’operazione di spostamento alla sede preposta non ha preso ancora piede. “Non sembra esserci la volontà della Provincia di Salerno di portare a compimento il trasferimento e onorare gli impegni assunti in sede di firma del contratto”, prosegue Cirielli. Cosa impedirebbe, quindi, di attenersi a quanto stipulato? “Nel corso degli ultimi incontri tenutisi nel novembre 2015, presso la Provincia di Salerno, sarebbero sorti contrasti legati ad esigenze di carattere prettamente economico, continua il deputato. In secondo luogo, stando ad una nota del Consiglio d’Istituto del “Marina-Gioia”, emergerebbe la volontà contrastante dell’Ente provinciale di effettuare il trasferimento, in virtù di una stipula contrattuale tra questi e il Comune di Minori, successiva però al precontratto del 2012: “Sembra che incida negativamente nella decisione la stipula contrattuale tra il Comune di Minori e l’Ente Provinciale per il permanere della sezione distaccata del Turistico a Minori, stipula che risale al 2014, quando erano già in essere sia il precontratto sottoscritto con la curia arcivescovile sia i lavori in corso all`ex Seminario finalizzati ad accogliere l’istituto tecnico”.
Infine, a porre un ulteriore freno la necessità, palesata dalla Provincia, di raccogliere il consenso di tutti i sindaci della Costiera amalfitana: “In tal senso, durante l’ultimo incontro del 25 novembre 2015, si sarebbero già espressi favorevolmente i sindaci di Amalfi, Maiori, Positano e Scala (questi ultimi due su delega del sindaco di Amalfi)”, sottolinea Cirielli, non mancando di evidenziare gli aspetti deficitari che presentano le sedi di Amalfi e Minori, tra l’altro, già segnalati dall’istituzione scolastica interessata: “L’importanza del trasferimento è innegabile, in quanto risolverebbe definitivamente gli annosi problemi, non più derogabili, relativi all’innovazione della didattica e alla sicurezza degli alunni di tutti gli istituti superiori accorpati nel ‘Marini-Gioia’”, conclude Cirielli, puntando l’accento, in ultima battuta, sulla sicurezza e l’idoneità degli spazi, ai fini della tutela della salute e del benessere degli alunni, del personale e dell’intera utenza scolastica.
Raissa Pergola




Cava. Ospedale, Cirielli stronca De Luca

CAVA DE’ TIRRENI.  «Dov’è finito De Luca? Cosa sta facendo per dare dignità all’ospedale di Cava de’ Tirreni? Ginecologia è chiusa. È questo il lavoro serio che ha promesso ai cavesi? Smetta di fare lo struzzo e dia le risposte di cui il nostro territorio ha bisogno. La campagna elettorale è finita ormai da un pezzo. Qualcuno glielo dica. È l’ora dei fatti». È quanto dichiara Edmondo Cirielli, deputato di Fratelli d’Italia-Alleanza Nazionale.
«I ridimensionamenti degli ospedali di Cava de’Tirreni e di Mercato San Severino – spiega – hanno determinato una situazione gravissima. Il Ruggi, designato da Caldoro quale grande polo ospedaliero universitario, riferimento non solo per Salerno e provincia ma per tutto il Sud, è praticamente al collasso».
«Per le donne cavesi – continua Cirielli – oltre al danno, c’è la beffa. Non solo non potranno partorire al Santa Maria dell’Olmo, ma dovranno farlo tra gravi disagi, in una struttura, purtroppo ridimensionata e ingolfata, quale è oggi il Ruggi».
«De Luca non offenda e non mortifichi la nostra comunità – conclude-. Dimostri di non essere venuto a Cava de’ Tirreni a prendere i voti, ingannando con falsi proclami i cittadini». D’altro canto la questione del ridimensionamento e della chiusura di molti dei più noti presidi ospedalieri della provincia di Salerno, è una questione che sta andando avanti ormai da anni, a tutto discapito della funzionalità del servizio sanitario ospedaliero nel suo complesso. Gli utenti, siano essi pazienti o parenti, si ritrovano dunque da anni, immersi in una situazione che li vede sballottati a destra e a manca, alla ricerca spesso vana e beffarda di un posto letto o anche solo di una semplice visita ambulatoriale. Anche la questione dei Pronto soccorso è di quelle che fanno discutere e anche su di essa si assiste ad uno scontro politico che coinvolge tutti i maggiori esponenti delle varie coalizioni in gioco, dal centrodestra al centrosinistra. Questa volta è il deputato di Fratelli d’Italia-Alleanza nazionale, a scendere in campo, rivolgendo un duro attacco contro i vertici dell’Amministrazione regionale della Campania, e al governatore Vincenzo De Luca in particolare, additandolo come autore di una delle tante sortite a soli effetti di propaganda elettorale che in cui i politici di ogni schieramento sono soliti cimentarsi nelle varie campagne elettorali. D’altronde, ci sarà probabilmente da attendersi per i prossimi giorni, una replica da parte del diretto interessato.  Frattanto però le problematiche riguardanti la sanità e il funzionamento del servizio ospedaliero, risultano notevolmente aggravate nel corso di questi ultimi mesi. Numerosi presidi del territorio provinciale, dall’Agro nocerino sarnese alla Valle dell’Irno, al Cilento e via dicendo, ne risultano notevolmente e gravemente sottopotenziati, con gravi ripercussioni e conseguenze per larghe fasce di popolazione da una parte come dall’altra. A subirne dei forti contraccolpi è tra l’altro anche la stessa percezione di funzionalità complessiva del servizio da parte degli utenti, molti tra di loro appaiono semplicemente scorati e scoraggiati.