Droga da Torre del Greco alle località costiere cilentane: 25 persone arrestate.

di Giovanni Sapere

Droga da Torre del Greco alle località costiere cilentane: 25 persone arrestate. E i capi davano anche lezioni ai pusher minorenni cilentani. I carabinieri hanno eseguito un’ordinanza di custodia cautelare emessa dal gip di Napoli per associazione per delinquere finalizzata al traffico di stupefacenti e di spaccio di stupefacenti.

Al centro dell’inchiesta una coppia di coniugi torresi che agiva con l’aiuto dei quattro figli (tre minorenni) a Torre del Greco.

La droga veniva acquistata dai clan della vicina Torre Annunziata, i «Gionta» e «i Falanga». L’organizzazione “trattava” la vendita di ingenti quantità di cocaina, hashish e marijuana, grazie a una fitta rete di pusher cilentani, molti minorenni.

Sono finiti in carcere Giorgio Fedeli, Nora De Rosa, Gaetano Fedeli, Gennaro Tucci Vitiello, Antonio Borriello ,Raffaele Veneroso, Fabio Gioiello, Domenico Longobardi detto ‘Fofò’, Carmine Melucci, Pasquale Tambasco, Davide Nappa, Daniele Lippo e Ciro Marcedulo.

Agli arresti domiciliari sono andati: Alessandra Lattero, Santo Esposito, Luigi Auricchio, Salvatore Montemurro, Salvatore Aiello, Giuseppe Langella, Giuseppe De Rosa e  Vincenza Candurro

Obbligo di presentazione alla p.g: Michele Della Croce, Salvatore D’Alessio e Gianluca Fedullo




Cilentana, carabinieri in Provincia

di Andrea Pellegrino

I carabinieri avrebbero già acquisito tutti gli atti a Palazzo Sant’Agostino ed ora sarebbero già al vaglio del procuratore capo di Vallo della Lucania Giancarlo Grippo, che segue l’inchiesta sugli smottamenti che hanno interessato la strada provinciale 430 nel tratto che collega Agropoli a Prignano Cilento. Qui – da fine gennaio – la strada che collega il Cilento al resto della provincia è parzialmente chiusa e probabilmente neppure entro l’estate si ritornerà alla normalità. Non si tratterebbe, però, della solita frana bensì del cedimento di un pilone, le cui cause – al di là dell’aspetto giudiziario – sono tutte da chiarire. A quanto pare l’intera infrastruttura sarebbe messa in discussione sotto il profilo della sicurezza. Costruita negli anni ’70 ora pare stia mostrando segni gravi e preoccupanti di cedimento. Al vaglio naturalmente vi sono le fondamenta, il terreno sul quale è stato costruito e i fattori circostanti. A partire dalla discarica di Gorgo che, secondo l’esposto presentato dal Movimento 5 stelle del Cilento, potrebbe essere una delle concause degli smottamenti. «E’ intuibile – sostengono – che la notevole quantità di materiale aggiunto in discarica, unitamente all’acqua piovana che ristagna nel sito impermeabilizzato, abbia spinto verso la vallata il terreno causandone lo smottamento. E’ inoltre visibile dell’acqua defluire da un tubo di gomma quasi a ridosso dello smottamento. Nella parte sovrastante il cancello d’ingresso alla discarica si nota un valloncello tranciato dai lavori di sistemazione dell’area, l’acqua che ne defluisce sversa in solchi scavati alla meglio per poi disperdersi contribuendo ad impregnare ulteriormente il terreno. Le condizioni idrogeologiche della zona sembra siano considerate ad alto rischio ambientale dall’Autorità di Bacino». L’indagine della Procura di Vallo della Lucania parte proprio dall’esposto dei pentastellati. Ed in particolare da Lorenzo Lentini, Luigi Ruggiero, Carlo Ruocco, Consolato Natalino Caccamo, Aniello Ciccariello, Luigi Speranza, Bruno Campochiaro, Giovanni Prato, Carmine Lettieri, Luisa Ferraro, Aniello Amato, Maria Fortunato, Giovanni De Stefano e Claudio D’Urzo che al Procuratore hanno chiesto «di accertare se i lavori che hanno interessato la discarica Gorgo sono stati eseguiti a regola d’arte ivi compresa la manutenzione ordinaria e straordinaria. Ancora di accertare se sul fronte franoso della Cilentana, nell’area compresa tra gli svincoli di Agropoli Sud e Prignano, abbia inciso e in che misura la presenza della Discarica Gorgo». Intanto l’assessore provinciale ai lavori pubblici Attilio Pierro ha avviato le procedure per la gara per l’affidamento dei lavori. «E’ necessario- dichiara l’assessore Pierro – intervenire con la massima urgenza, al fine di ripristinare e mettere in sicurezza i versanti e le aree di frana, nonché il tratto della strada provinciale 430 danneggiata da fenomeni di grave dissesto idrogeologico. Il progetto che viene posto in gara è relativo al rilevato stradale franato in località Prignano». «Il Settore Lavori Pubblici della Provincia- continua- sta operando, inoltre, con celerità e professionalità per ripristinare il viadotto poco distante, che ha subito un danno strutturale a causa della frana generalizzata che ha interessato l’intera area attraversata dalla Sp 430 “Cilentana”».




In campo la Fondazione Alario per la grave situazione della Cilentana

ASCEA. La Fondazione Alario ha definito attraverso un Concorso Internazionale, un progetto per candidare – come area strategica meridionale sulla programmazione dei fondi strutturali europei 2014-2020 – il Parco Nazionale del Cilento, Vallo di Diano e Alburni. Nella ricerca per l’elaborazione di tale progetto è emersa una limitazione per la mobilità interna ed esterna dell’area a causa dell’inadeguatezza e dello stato di manutenzione delle Statali 18 e 19. In particolare emerge la grave condizione in cui è venuto a trovarsi il Cilento dove la provinciale 430, realizzata dalla Provincia in variante alla ststale 18 nella tratta Capaccio-Sapri, difetta di manutenzione ed ora, colpita da frane in più punti, è praticamente inagibile. “Ciò premesso -scrive il Presidente Carmelo Conte – si impone, anche nella prospettiva dell’abolizione delle provincie, che la provinciale 430 sia assunta a carico dell’ANAS, non ostando a tal fine la disciplina generale perché la variante in oggetto, è, di fatto, sostitutiva della statale 18, ormai, divenuta in quella tratta una strada interna. Vale ricordare che, in mancanza di interventi urgenti, c’è il concreto rischio di un grave pregiudizio per l’immagine nazionale del Parco e per le popolazioni interessate, anche in vista dell’imminente stagione turistica che coinvolge territori e siti che sono stati dichiarati Patrimonio Mondiale dell’Umanità dall’UNESCO”. Conte chiede la costituzione urgente di un tavolo tecnico con la Regione Campania e la Provincia di Salerno per istruire ed assumere le necessarie decisioni.




Vallo, frana sulla Cilentana: la procura apre un’inchiesta

VALLO DELLA LUCANIA. Finalmente qualcosa si muove sul fronte degli smottamenti che hanno interessato l’arteria principale che collega il Cilento al resto della provincia, ora parzialmente chiusa. A seguito dell’esposto presentato dai Cittadini Cinque Stelle del Cilento circa l’accertamento di eventuali responsabilità per le frane verificatesi sulla provinciale 430, meglio conosciuta come Cilentana, nel tratto compreso tra gli svincoli di Agropoli Sud e Prignano Cilento, la procura della Repubblica di Vallo della Lucania ha aperto un Procedimento, ed il procuratore Capo, Giancarlo Grippo, ha deciso di assegnarlo a se stesso per seguirlo con particolare attenzione. Avrà il compito di verificare le cause e gli eventuali ritardi o omissioni sugli interventi di ripristino e manutenzione del tratto stradale. Il 3 marzo scorso il gruppo locale M5S Cilento, vicino al MoVimento Cinque Stelle Nazionale, dopo aver già sollecitato attraverso un’Interrogazione Parlamentare a risposta scritta presentata dal Deputato Angelo Tofalo, M5S, più altri al Ministro Lupi, dopo una preliminare indagine, verificata la lentezza negli interventi di ripristino e il rischio concreto di vedere compromesso anche il percorso alternativo deviato sulla provinciale 45 interessata dagli stessi identici problemi, nello stesso punto, prima che la situazione peggiori, ha deciso di sollecitare ulteriormente gli Enti preposti – Provincia di Salerno, Prefettura e Regione Campania – allertando anche le Procure della Repubblica di Vallo della Lucania, Salerno e Napoli. La prima risposta è arrivata. Nel frattempo anche altri tratti della Cilentana presentano problemi tali da richiedere un’integrazione delle indagini che i Cittadini Cinque Stelle del Cilento s’impegnano a documentare e trasmettere alle autorità competenti. «Ci auguriamo che prima dell’estate il problema venga risolto definitivamente salvo poi stabilire le eventuali responsabilità che andranno perseguite – dicono i grillini -. Il danno che ha pagato, e sta pagando, il territorio è di particolare entità e contribuisce ad aggravare notevolmente la già precaria situazione economica determinata dalla crisi che non da respiro. Sarebbe opportuno che le associazioni di categoria, danneggiate dai disagi, unitamente ad altre spontanee di cittadini, eventualmente anche le amministrazioni comunali, prendessero posizione in merito».




Quell’auto laciata oltre i 145 chilometri orari

AGROPOLI. La Cilentana si tinge, nuovamente, di rosso sangue. E’ stata l’eccessiva velocità all’origine del terribile incidente stradale avvenuto domenica sera tra gli svincoli di Agropoli Sud e Agropoli Nord, e che ha causato quattro morti e tre feriti gravissimi. E’ quanto emerge dalle indagini condotte dal sostituto procuratore della Procura di Vallo della Lucania, Alfredo Greco. Il contachilometri di una delle automobili coinvolte si è bloccato a 145 chilometri orari. Secondo una prima ricostruzione della dinamica dell’incidente, infatti, almeno due delle tre auto coinvolte al momento dell’impatto, erano in fase di sorpasso. Nel dettaglio, la Fiat Bravo, sulla quale viaggiavano in direzione nord la 29enne Emma D’Auria, di Cava dei Tirreni, alla guida, e Annunziata Sorrentino, di 50 anni, anch’essa residente a Cava, si sarebbe scontrata frontalmente con una Mercedes “CLK” che sopraggiungeva sulla corsia opposta, guidata dal 43enne Gianfranco De Santis, entrambe praticamente al centro della carreggiata, a ridosso della linea di mezzeria e a velocità sostenuta, tanto che al momento dell’impatto il contachilometri dell’auto tedesca si è bloccato a 145 chilometri orari. Lo scontro, violentissimo, non ha lasciato scampo. Sul colpo sono morti i conducenti di entrambe le vetture, mentre Annunziata Sorrentino è deceduta durante il trasporto all’ospedale di Santa Maria della Speranza di Battipaglia. Stessa sorte per il conducente di un’Alfa Romeo 156, guidata da Vito Chechile, ebolitano di 52 anni e sulla quale vi erano anche la moglie, la figlia e la suocera. L’auto, probabilmente superata dalla Mercedes CLK è stata schiacciata da quest’ultima a causa del sollevamento del retrotreno seguito all’urto causato frontale con la Fiat “Bravo”. Non si esclude, tra l’altro, la presenza di una quarta vettura, forse superata dalla Fiat Bravo, e uscita indenne dall’incidente. Intanto, sono state dimesse ieri mattina dall’ospedale di Eboli le tre occupanti della Alfa Romeo, moglie, figlia e suocera di Vito Chechile, rimaste praticamente illese, anche se in stato di fortissimo shock. Intanto continuano le indagini e non è escluso che nelle prossime ore il sostituto procuratore Alfredo Greco possa chiedere l’autopsia sul corpo delle vittime. Da ricostruire le responsabilità di questa ennesima “carneficina” stradale che è costata la vita a quattro persone. In un tratto di strada da sempre pericoloso, che assieme all’imperizia alla guida e all’alta velocità costituisce un mix micidiale.