Assembramento in chiesa, intervengono i carabinieri

Si e’ reso necessario l’intervento dei carabinieri della tenenza di Scafati  ieri sera per interrompere la veglia pasquale che era in corso nella parrocchia Santa Maria delle Vergini di piazza Vittorio Veneto. Al rito religioso, infatti, stavano partecipando una quarantina di persone che sono state identificate dai militari dell’Arma. “Va censurato e condannato categoricamente il comportando di tutti coloro che hanno violato le disposizioni in vigore, creando un assembramento che non puo’ essere giustificato a nessun livello, anche se motivato da esigenze di tipo spirituali e religiose”, ha detto attraverso i social il sindaco Cristoforo Salvati che ha annunciato che tutte le persone che hanno partecipato “saranno sanzionate e sottoposte a quarantena domiciliare per quattordici giorni”, come prevedono le norme vigenti in Campania. Per il primo cittadino non e’ possibile “ammettere comportamenti irresponsabili che rischiano di vanificare tutto quanto e’ stato fatto fino a questo momento”.




Salerno, la Carisal cambia volto La CamCom chiama i legali

di Andrea Pellegrino

Si profila un braccio di ferro tra la Camera di Commercio di Salerno e la Carisal (Fondazione cassa di risparmio salernitana). Il consiglio camerale avrebbe già dato mandato all’avvocato Lorenzo Lentini per un parere legale sul nuovo assetto immaginato dalla Carisal. Infatti, da qui a breve, il Consiglio d’amministrazionee di indirizzo della Fondazione dovrebbe cambiare i suoi connotati. O meglio, dovrebbe prevedere una sostanziale modifica dell’assetto manageriale e di rappresentanza. Una rappresentanza, secondo le prime indiscrezioni, che arriva direttamente dalla Diocesi di Salerno che sarà parte attiva dell’attività della Fondazione bancaria. Così come il Csi (centro sportivo italiano) di Salerno che sempre fa riferimento alla Chiesa. Ma non è tutto, il nuovo statuto e la nuova composizione del Consiglio prevedono ulteriori novità: come l’aumento della rappresentanza del Comune di Salerno. Una riorganizzazione che sarebbe a danno della Camera di Commercio che da tre componenti si riduce ad un solo rappresentante nel Cda della Fondazione Cassa di Risparmio di Salerno. Insomma, una riorganizzazione tecnica ma dai tratti politici che rischia di aprire una vera e propria guerra tra la Camera di Commercio a guida Andrea Prete e la Fondazione che invece è retta da Alfonso Cantarella. Sotto accusa il nuovo statuto, che ora passerà al vaglio dell’avvocato Lorenzo Lentini che, per contodella Camera di Commercio dovrà valutare eventuali azioni di tutela per l’ente camerale di Corso Garibaldi.




La chiesa è a porte chiuse: a Mariconda residenti esasperati

Brigida Vicinanza

Una situazione paradossale quella vissuta ieri mattina da una coppia di sposi del quartiere di Mariconda. All’arrivo in chiesa della donna infatti il sacerdote, don Angelo Barra, aveva già cominciato la funzione religiosa, senza di lei e solo con lo sposo presente. Si sa che una sposa si fa attendere per poi percorrere la navata davanti a tutti gli invitati, ma questa volta erano soltanto 7 minuti di ritardo. Il tutto perchè il rito del matrimonio era inserito all’interno della messa domenicale delle 10.30. La povera sposa, insieme agli invitati sorpresi, è stata poi fatta uscire di nuovo fuori per poi rientrare un attimo dopo che don Angelo aveva stoppato il rito già cominciato. La povera ragazza, visibilmente rammaricata ha però continuato la sua festa. Ma le polemiche non si fermano qui. A parlare è la famiglia di lei, che oramai esasperata come tutti i residenti di Mariconda non ci sta. Una goccia che ha fatto traboccare il vaso quella di ieri mattina e adesso esplode la polemica dei fedeli, che hanno il coraggio di denunciare. «Da quando è arrivato questo nuovo parroco, Mariconda si è spenta, sta facendo di tutto per allontanarci e sta chiudendo le porte della sua chiesa non includendo e con i suoi atteggiamenti». Infatti don Angelo non apre nemmeno le porte della sua parrocchia per la funzione religiosa della domenica sera. Ma non è tutto. Durante i riti funebri è capitato spesso che la messa sia cominciata anche senza la salma presente in chiesa, con il conseguente veto ai parenti di non inserire nulla di proprio all’interno della funzione. Quindi vietate lettere, pensieri da leggere. Si può fare soltanto fuori dalla chiesa. Per tanti motivi, dunque, l’oratorio di don Angelo e la sua parrocchia sono rimasti con pochi fedeli e pochi ragazzi e il quartiere di Mariconda adesso chiede che si faccia qualcosa. «In questo quartiere riceviamo tantissima assistenza dall’amministrazione comunale, ma adesso dalla chiesa non più – sottolineano dalla famiglia della sposa – abbiamo ricevuto questo torto dal parroco, ma lui è una persona che non accoglie, stiamo avendo tantissimi problemi da tanto tempo e siamo stanchi. Siamo persone di cuore e lui ci ha spenti. I ragazzi non frequentano più l’oratorio, fedeli che vanno in chiesa non ce ne sono più e persino per la festa patronale del nostro quartiere abbiamo dei problemi. Mariconda ha bisogno di mettere il cuore al centro di ogni cosa, abbiamo il rimpianto di don Natale che invece aveva il senso dell’accoglienza». Molte associazioni di riferimento del quartiere storiche insomma rivendicano il diritto di vivere al meglio la proprio fede, con i principi di accoglienza e di aggregazione, cosa che purtroppo adesso non avviene. Ma anzi a Mariconda c’è mente chiusa e restrizione a quanto pare, anche in quell’ambito che dovrebbe tendere la mano a tutti. Resta che i cittadini però sembrano esasperati.




«Nei giorni scorsi hanno polemizzato sul pride, lo facciano anche per la Chiesa»

Brigida Vicinanza

Un corteo religioso da una parte e il Salerno Pride dall’altra confluiranno in città il prossimo 26 maggio. E non mancano le perplessità da parte dell’Arcigay Salerno. “Apprendiamo – spiega Francesco Napoli, presidente Arcigay Salerno – di un evento religioso nella giornata conclusiva del Salerno Pride 2018, un evento che, a quello che sembra, bloccherà per ore le strade del centro della città con un corteo e l’arrivo di autobus. Pur confermando e ribadendo la nostra posizione di sempre, ovvero la libertà per tutte e tutti di manifestare e di partecipare alla vita della comunità locale, dobbiamo pero osservare quanto questa manifestazione appaia ‘ad orologeria’, un tentativo gia’ messo in atto dalle istituzioni ecclesiali in occasione del Pride Regionale di Pompei dove la Curia ha spostato a giugno, nella stessa data, una manifestazione che si è sempre tenuta nel mese di settembre. Credo che adesso tutti quelli che nei giorni scorsi hanno osteggiato il Pride come un evento che avrebbe messo a rischio l’ordine pubblico e compromesso la viabilità dovranno protestare a maggior ragione con una manifestazione che rischia di mandare in tilt il traffico cittadino in un weekend estivo che già di per sè mette a dura prova la circolazione in città”. “Il Pride – aggiunge Francesco Napoli – non avrà alcun impatto sulla vita della città perchè si svolgerà in area pedonale, e non impatterà sulla circolazione. Non chiederemo, come hanno fatto altri, di spostare in periferia la manifestazione, perchè pensiamo che tutti debbano avere lo spazio sociale e civile di vivere il proprio credo o le proprie idee. Ci saremmo aspettati pero altrettanto rispetto da chi ci vuole cittadine e cittadini di serie B, emarginati o che intende marginalizzare la manifestazione dei nostri diritti”. Insomma non si arrestano le polemiche per la giornata del 26 maggio, dapprima dedicate solo al pride, ma adesso anche per la manifestazione organizzata dall’Arcidiocesi di Salerno-Campagna-Acerno.




Pastore 85enne abusava delle fedeli Accusato di violenza e riduzione in schiavitù

Dal 1999 al 2016, un pastore evangelico di origini salernitane avrebbe abusato sessualmente e ridotto in schiavitù delle donne – almeno sei – alcune delle quali, a quanto sembra, all’epoca dei fatti ancora minorenni. Chi non acconsentiva alle sue richieste morbose sarebbe precipitato nel peccato. La notizia, riportata da irpinianews, ha fatto in queste ore il giro del web ed ha lasciato tutti sconcertati e con un senso di profonda amarezza. L’incubo per alcune fedeli incappate in questa rete di inganni e violenze si è materializzato nella piccola comunità di Sant’Andrea di Conza. Il tutto è partito dalla denuncia di una delle vittime, una donna fedele alla chiesa evangelica, che avrebbe subito violenza dall’uomo dietro minaccia di una ritorsione di tipo religioso, un ricatto nel quale è precipitata anche la figlia 16enne della donna. Con loro sarebbero coinvolte molte altre donne della comunità che, nelle denunce raccolte dai Carabinieri dalle dirette interessate, hanno raccontato anche di “regole” da rispettare come l’obbligo di indossare la gonna e di frequentare solo gli appartenenti alla comunità, oppure il divieto di guardare la tv o anche di studiare o lavorare. La Procura della Repubblica di Napoli ha disposto l’imputazione coatta nei confronti del pastore oggi 85enne: il reato, oltre a quello di violenza sessuale, è di riduzione in schiavitù.




Pagani. Ipotesi censimento, portatori contro Curia: «…Impossibile»

PAGANI. «Censire i portatori? Difficile, per non dire impossibile». E’ la voce comune, unanime, dei rappresentanti di associazioni, confraternite e congregazioni religiose che da sempre seguono il Cristo e la Madonna Addolorata nella processione del Venerdì Santo. L’idea che sarebbe giunta dalla diocesi di Nocera-Sarno è quella di effettuare un censimento per sapere chi porterà la statua del Gesù morto e della Madonna Addolorata nella processione storica del Venerdì Santo, in tutto l’Agro. Ma chi ben conosce la realtà territoriale ne è certo: se la richiesta diventa ufficiale difficilmente si riuscirà ad espletare il compito di “censori”. Questo perché il giorno della processione avviene un vero e proprio “scippo popolare” della statua dell’Addolorata. I fedeli entrano in chiesa, si organizzano e portano in processione la Madonna. Poi lungo il percorso, chi per devozione, chi per grazia ricevuta si accoda e in men che non si dica, diventa “portatore”. Un’ipotesi, questa, che è giunta a pochi giorni dall’inizio della Settimana Santa, quando fervono i preparativi per la processione più lunga e attesa da tutti i fedeli. A Pagani partire dalle 17 circa tutti in piazza Corpo di Cristo per accompagnare il corpo di Gesù nel lungo esequie dopo la sua morte in croce. I preparativi fervono, ma quest’anno qualcosa appunto potrebbe cambiare. Pare che la diocesi dell’Agro voglia conoscere in anticipo chi porterà le due statue. Nomi e cognomi, insomma, con tanto di foglio di adesione e documento di riconoscimento. I rumors indicano che la possibile scelta del pastore diocesano sia venuta fuori a seguito delle polemiche dello scorso anno circa eventuali inchini che le statue abbiano fatto davanti alle abitazioni dei boss. Inchini sui quali si scatenò un vero e proprio polverone e che fecero registrare, già la sera della processione, tensioni e litigi tra i portatori. Nel mirino il tratto che da piazza Cappella va per via Amendola, dove abita Antonio Petrosino D’Auria. I portatori, secondo le testimonianze di molti, pare si siano fermati davanti al portone con entrambe le statue. La vicenda fece ovviamente scalpore ma suscitò anche le reazioni di chi portava le due statue stesse: «Il Gesù Morto e la Madonna Addolorata – hanno detto alcuni – si muovono a ritmo di 100 passi tra una sosta e l’altra perché le statue sono molto pesanti. Ci fermiamo in corrispondenza di molti portoni, giù alla cappella così come in altre zone cittadine, ma non c’è niente di preparato. Se i luoghi e le case rientrano nei punti di sosta non è certo colpa nostra». Il tragitto, insomma, sembrerebbe far pensare ad una vera e propria casualità soprattutto in corrispondenza di piazza Cappella. Lì, infatti, le due statue vengono accolte dal parroco della Chiesa della Madonna delle Grazie e dai fedeli per un momento di preghiera. Quando riprendono, ironia della sorte, i successivi cento passi vedono la nuova sosta proprio in prossimità del portone di via Amendola. Ma c’è di più: i portatori si fermano anche quando ci sono persone che vogliono donare fiori alle statue. «Parliamoci chiaro – ha detto un altro –: se vediamo una persona anziana che vuole donare dei fiori o chi ci chiede una sosta per una persona magari ammalata che vede le statue dalla propria finestra non ce la sentiamo di fare orecchie da mercante. Se succede qualcosa nell’anno successivo, se la persona che chiede magari muore o entra in uno stato di coma o altro… perché dobbiamo avere rimorsi di coscienza?».Staremo a vedere, cosa succederà quest’anno.

 




Castel San Giorgio. Rubano in chiesa durante la messa

CASTEL SAN GIORGIO. Furto sacrilego nella canonica e nella sacrestia della chiesa di Santa Maria di Costantinopoli. I ladri sono entrati in azione nella casa vicino alla chiesa della frazione Aiello. Portati via
oro, ex voto ed altri preziosi. il furto è avvenuto anche nella sacrestia durante la
messa vespertina, con il sacerdote e i fedeli impegnati nel seguire le varie parte della celebrazione eucaristica. Un furto che ha fatto scalpore in tutta la cittadina che segue a poche ore quelo messo a segno nella casa del sindaco Pasquale Sammartino. Dall’abitazione del primo cittadino sangiorgese sono stati portati via diversi monili in oro e argenteria per un valore di alcune migliaia di euro.
I malviventi pare abbiano  forzato una finestra del secondo piano, arrampicandosi dall’esterno dello stabile, e fatto irruzione nella casa.
Si cerca di stabilire se si tratta dello stesso gruppo che abbia agito a casa del sindaco e nella chiesa.
Su entrambi i due clamorosi episodi indagano i carabinieri della stazioen di castel San Giorgio e delal compagnia di Mercato san Severino.
Si indaga per stabilire anche connessioni con precedenti colpi messi a segno in zona.