Si iscrive al sindacato, licenziata La denuncia della Flai Cgil

di Erika Noschese

Licenziata perchè iscritta ad un sindacato. A denunciarlo la Flai Cgil di Salerno, attraverso la segretaria generale Giovanna Basile secondo cui due dipendenti della Ortoromi, azienda salernitana leader nel settore della quarta gamma, sarebbero state “punite” dopo aver scelto di entrare nel mondo del sindacato. Ad avere la peggio una delle due che è stata licenziata dopo l’iscrizione alla Flai Cgil mentre la collega avrebbe subito una sospensione di tre giorni senza retribuzione. Tutto ha inizio il 7 novembre quando la donna, in seguito ad una lettera di contestazione per aver “lasciato il posto di lavoro” dopo 8 ore decide di iscriversi al sindacato. «Dopo 8 ore avevo detto a tutti che sarei andata via, il mio turno era scaduto, avevo fatto anche gli straordinari», spiega la dipendente che subito dopo l’episodio in questione ha ricevuto altre lettere di contestazione. Dopo essersi iscritta al sindacato viene nominata delegato. Solo pochi giorni e scatta il licenziamento. «Lo scorso 29 novembre ricevo la lettera di licenziamento senza una ragione valida. Mi si avvicina una responsabile e mi dice di prendere tutte le cose mia e andar via, non ho potuto neanche salutare i miei colleghi», racconta la lavoratrice che nel corso dei suoi anni di lavoro ha sempre svolto con professionalità le sue mansioni. La Ortoromi, società cooperativa agricola con sede a Bellizzi, avrebbe giustificato il licenziamento in quanto la lavoratrice non avrebbe rispettato l’obbligo di fumo all’interno di un’apposita area – di appena due metri per tre – allestita all’esterno dello stabilimento. La Flai Cgil parla invece di un pretesto «per allontanare dall’azienda una dipendente che aveva scelto di aderire al sindacato diventando rappresentante aziendale». Stando a quanto racconta la dipendente il responsabile avrebbero riferito ai suoi colleghi di non parlare con le due donne colpevoli di essere iscritti al sindacato per non incappare in qualche punizione: « notavo comportamenti strani da parte dei miei colleghi di lavoro qualcuno a stento mi rivolgeva la parola ma in presenza dei responsabili tutti mi trattavano con estrema freddezza. Ho provato a chiedere spiegazioni ma mi dicevano che erano ordini dei responsabili». Prima del licenziamento e della sospensione, le due dipendenti avevano infatti ricevuto due contestazioni da parte dell’azienda, notificate peraltro nello stesso giorno.«Comportamento antisindacale», denuncia la segreteria provinciale della Flai Cgil, che adesso sta assistendo la lavoratrice licenziata e la collega sospesa,avviando una battaglia legale «per chiedere l’annullamento del provvedimento di licenziamento ed il reintegro – afferma la segretaria generale Flai Cgil Salerno, Giovanna Basile – in una delle principali realtà del settore della quarta gamma che si è resa protagonista di un’azione così spropositata nei confronti di due lavoratrici solo perché hanno aderito al sindacato». La donna licenziata non sembra aver dubbi: l’azienda avrebbe scelto di punirla solo perché iscritta al sindacato: «Prima del licenziamento avevo subito soltanto un richiamo – racconta la lavoratrice – Il regolamento aziendale prevede invece che ci siano tre richiami, poi l’ammonimento ed infine il licenziamento. Per un comportamento analogo – aggiunge – finora un collega aveva subito soltanto una sospensione di un giorno». Ma i campanelli d’allarme erano già scattati da qualche tempo. «Subito dopo la mia iscrizione al sindacato – prosegue la dipendente – avevo subito degli spostamenti di reparto ed un cambio mansioni, senza che mi venisse dato nessun tipo di formazione specifica. Inoltre, i colleghi avevano cominciato a non rivolgermi il saluto. Insomma – conclude amareggiata la dipendente – un vero e proprio atteggiamento di straining dovuto alla mia appartenenza al sindacato». Nessuna replica dall’azienda salernitana: «Ci sono sedi opportune che stabiliranno se si tratta o meno di un comportamento antisindacale, sono scelte aziendali che terremo per noi», ha infatti dichiarato l’avvocato Rosita Fannullo, intenzionata a non commentare quanto accaduto nei giorni scorsi.




«Sbloccare le opere», l’appello dei sindacati al prefetto Russo

di Erika Noschese

Sbloccare le opere, in provincia di Salerno, che potrebbero dare occupazione ad almeno 5mila lavoratori. A lanciare l’appello sono i sindacalisti salernitani che ieri mattina hanno protestato sotto palazzo della Prefettura per chiedere l’intervento del prefetto Russo. «Chiediamo un impegno maggiore per lo sblocco di tutte le opere appaltate e quelle non ancora cantierizzate», ha dichiarato il sindacalista Luca Daniele della Fillea Cgil che, ieri mattina, ha incontrato il prefetto Russo. In provincia di Salerno, di fatti, «ci sono tantissime opere, circa un milione che darebbero occupazione a circa 5mila lavoratori – ha dichiarato Luca Daniele – Alcune opere sono bloccate solo per cavilli burocratici, altre opere sono state finanziate solo parzialmente e noi vogliamo sollecitare le istituzioni affinché le stesse vengano completate sia in termini di finanziamenti che di completamento stesso».

Ma quali sono le opere incompiute?

Da completare c’è la metanizzazione Cilento per circa 140 milioni di euro; il palazzetto dello Sport (13 milioni di euro); il Fondovalle Calore (10.220 milioni di euro); Salerno Porta Ovest (121.519 milioni di euro); il teatro comunale di Castel San Giorgio che non ha superato il 9% della percentuale di avvio delle opere pur avendo ottenuto un finanziamento di circa 2.325 milioni di euro; villa Calvanese e il suo parco. L’impianto fotovoltaico sui tetti degli edifici pubblici è fermo al 47% per un finanziamento pari a quasi 3 milioni di euro. E ancora: la messa in sicurezza del Palazzo De Curtis a Roccagloriosa che ha ottenuto un finanziamento superiore a 1 milione di euro; la città dei Ragazzi a Siano (oltre 1 milione di euro) e il progetto del centro polivalente a Sarno.

Opere finanziate e mai cantierizzate.

Realizzazione della terza corsia autostrada Sa/Av per un importo totale pari a 240milioni di euro; la Cittadella scolastica a Sarno (7 milioni di euro); lavori di ripristino della variante lungo la Sp.447 tra Ascea e Pisciotta (12.9 milioni).

Opere urgenti da realizzare.

Allungamento alta velocità che colleghi Salerno e il sud Italia (300 milioni di euro); ampliamento dell’aeroporto Salerno-Costa d’Amalfi (230 milioni di euro); potenziamento metropolitana verso l’aeroporto e l’Unisa (100 milioni di euro); messa in sicurezza del dissesto idrogeologico, in particolare per la costiera Amalfitana e quella Cilentana (12 milioni di euro); messa in sicurezza del letto del fiume Sarno (198.36 milioni di euro); messa in sicurezza degli edifici scolastici dal rischio sismico (1.6 milioni di euro); progetto Più Europa per la riqualificazione dei centri storici (60 milioni di euro); riqualificazione dell’area destinata all’interporto di Battipaglia ( 11 milioni di euro). Il prefetto Russo, dal canto suo, convocherà – nelle prossime settimane – un tavolo provinciale per discutere di sicurezza e attivare operazioni di monitoraggio in tutti i comuni salernitani affinché le opere vengano presto sbloccate per incrementare l’occupazione in quanto le opere potrebbero generare un moltiplicatore economico-finanziario pari a 3,5 per ogni euro speso con un’occupazione aggiuntiva di oltre 5 mila addetti.




BusItalia, malcontenti interni a seguito delle decisioni assunte dalla Cgil e Uil

di Erika Noschese

L’azienda Busitalia divide il mondo dei sindacati. E’ guerra interna, dopo quanto accaduto ieri mattina quando la Filt Cgil e la Uiltrasporti hanno accettato la nuova organizzazione aziendale per il trasporto pubblico su gomma in provincia di Salerno. Busitalia infatti ha presentato ai sindacati la nuova matrice di rotazione avente al suo interno oltre ai turni a ripresa anche le rimesse, ad eccezione dei capolinea. Secondo Di Lieto e Balzano per la Filt Cgil e Ottone e Quercitelli per la Uitrasporti, infatti, una più ampia motrice di rotazione consentirebbe una più equa distribuzione dei carichi di lavoro. I beninformati parlano però di “nuovi posti al comando” in cambio di un sì, come di fatto è avvenuto. Contrario all’accordo, la Cisl: “Teniamo molto al rapporto con i lavoratori e noi non firmeremo», ha dichiarato un sindacalista, amareggiato per quanto accaduto con la firma di un accordo che, ancora una volta, mette in difficoltà i lavoratori.




Busitalia-sindacati, è crisi: proclamata azione di sciopero

di Erika Noschese

Sarà un post vacanze estive amaro per i tanti salernitani che usufruiscono del trasporto pubblico in città. I segretari generali di Cgil, Cisl e Uil, unitamente ai segretari provinciali di categoria Filt Cgil, Fit Cisl e Uiltrasporti hanno proclamato una prima azione di sciopero che, verosimilmente, si verificherà nel mese di settembre. Alla base della scelta dei sindacalisti l’esito negativo della seconda fase della procedura di raffreddamento e conciliazione con la società Busitalia che si era formalmente impegnata ad informare la commissione orari e turni su ogni eventuale variazione apportata ai turni aziendali. I sindacasti riferiscono che a distanza di 15 giorni l’azienda ha disatteso gli impegni assunti mettendo in esercizio turni aggiuntivi e modifiche a percorsi di linea in occasione dell’ evento universiadi, senza alcun confronto con le organizzazioni sindacali, adducendo a pretesto la non obbligatorietà di coinvolgimento della commissione e che essa può essere convocata solo in occasione di cambi di servizio stagionali. E se da un lato i sindacati chiedevano la verifica delle modalità dei turni aziendali dall’altro i vertici della società hanno fatto orecchie da mercante con turni in deroga al contratto posti in esercizio in periodi brevissimi. In merito alla lotta all’evasione tariffaria e dunque anche alla variazione effettuata sui turni degli operatori in verifica titoli di viaggio, l’azienda non ha proferito parola nonostante le continue richieste da parte delle organizzazioni sindacali. Nulla di fatto anche per il blocco dei cambi turno per alcuni operatori con Busitalia che sceglie di restar ferma sulle sue decisioni. «Appare chiaro che la volontà della società sia quella di penalizzare e ledere i diritti dei lavoratori», hanno dichiarato i sindacalisti secondo cui l’azienda avrebbe disatteso gli impegni assunti lo scorso 10 giugno. «Nessun impegno concreto, anzi – hanno poi aggiunto – Proclameremo da subito la prima azione di sciopero».




Una tavola rotonda sullo sviluppo industriale Delocalizzazione la parola d’ordine

Erika Noschese

Delocalizzazione. E’ questa la parola d’ordine della tavola rotonda sul “futuro dell’industria in provincia di Salerno: il caso delle fonderie Pisano”, tenutasi ieri mattina presso la sede della Cgil. Un incontro a cui ha partecipato anche il sindaco di Buccino Nicola Parisi, fermo sulla sua idea di dire no allo storico opificio di Fratte”. «Ci troviamo di fronte ad una situazione per cui stamattina abbiamo ospiti per noi fondamentali affinché si possa riprendere una discussione vituosa intorno al problema delle fonderie Pisano», ha dichiarato il segretario generale della Cgil Salerno, Arturo Sessa. Le Pisano «preannunciano un nuovo insediamento con bonifica dell’area e con impianti tecnologici di altissimo livello, quindi si va verso un’industria 4.0 con finanziamenti importanti e assunzioni importanti – ha aggiunto Sessa – La politica il grande assente in tutta questa vicenda che poi assente non è perchè sottobanco opera in una direzione o nell’altra e non ci sta dando la possibilità di ragionare in termini programmatici veri». Favorevole alla delocalizzazione anche il presidente di Confindustria Andrea Prete: «Se un’azienda vuole fare un investimento in un’area industriale, destinata ad accoglierla, e se rispetta le leggi che lo Stato prescrive quindi ambiente e sicurezza, ha legittimità ad insediarsi». Ferma l’opposizione del sindaco Parisi che ha modificato il Puc proprio per impedire la delocalizzazione dell’opificio: «Io non penso che lo sviluppo industriale passi per la delocalizzazione delle Pisano. Noi diciamo no perchè non ci sono le condizioni perchè la zona è fragile». Un provvedimento, quello del Puc già impugnato – come spiegato da Parisi – ma non dall’Asi perchè, come ha spiegato il presidente Antonio Visconti «abbiamo massimo rispetto per la variante apportata dal sindaco», ragion per cui il Consorzio non procederà con impugnative nei confronti della variazione del Puc che, di fatto, ha portato alla sospensione del bando per la zona industriale di Buccino per circa sei mesi. E, come dichiarato dallo stesso presidente, solo la famiglia Pisano ha presentato l’offerta per il lotto in questione, su circa 12 a disposizione. Dunque, Parisi non sembra intenzionato ad accogliere le fonderie nel suo territorio, scontrandosi più volte con il parere dei partecipanti alla tavola rotonda.




“Ruggi”: reparti e sale operatorie senza aria condizionata, la denuncia

Erika Noschese

Le sale operatorie del reparto di ginecologia dell’azienda ospedaliera universitaria San Giovanni di Dio e Ruggi d’Aragona senza aria condizionata. A denunciarlo il segretario della Fials provinciale Mario Polichetti, secondo cui l’azienda dovrebbe prendere provvedimenti immediati per evitare problemi alle sale operatorie senza aria condizionata nel reparto di ginecologia dell’ospedale di Salerno. «Nessuna polemica contro i vertici dell’azienda Ruggi, ma credo che sia necessario arrivare in un ambiente idoneo per rendere più gradevole la permanenza in loco delle pazienti, degli operatori ed evitare problemi legati a qualsiasi tipo d’infezione», ha detto Polichetti. L’assenza di aria condizionata è un problema che si ripete ogni anno, Erika Noschese in concomitanza con l’arrivo dei mesi estivi. «Capiamo le difficoltà dei manager nel far quadrare i conti con bilanci sempre più esigui, ma credo che la tenuta dei livelli essenziali di assistenza sia prioritaria – ha poi aggiunto il segretario provinciale della Fials provinciale – Non si sta polemizzando sul fatto che il chirurgo non trova la sala climatizzata per operare, ma è evidente che arrivare a sostenere un’operazione in situazioni di stress non è ottimale per nessuno». «Come Fials, ancora una volta, rinnoviamo l’invito a poter dialogare con i vertici di questa azienda che resta una delle migliori d’Italia per le professionalità tra medici e infermieri. Nessuno vuole il male del Ruggi, ma solo discutendo insieme si può veramente fare un passo in avanti verso quei livelli d’eccellenza a cui tutti ambiamo», ha poi detto il dottor Polichetti che chiede un incontro ai vertici dell’azienda per una risoluzione immediata del problema. Le sale operatorie del reparto di ginecologia non sono però le uniche ad avere questo tipo di problema, in estate. La Stroke Unit (neurologia) e anatomia patologica sono altri due dipartimenti che soffrono dell’assenza di aria condizionata nel periodo estivo, come denunciato dalla dottoressa Annamaria Naddeo della Cgil. «Non ho certezza di questo ma se così dovesse essere è una cosa molto grave. Non ho potuto constatare la cosa ma ci sono anche altri reparti senza climatizzazione», ha infatti spiegato la sindacalista della Cgil. Dunque, la Stroke Unit senza climatizzazione mentre per quanto riguarda il dipartimento di anatomia patologica, l’aria condizionata è guasta da tempo, costringendo infermieri e medici a lavorare in condizioni di disagio a causa delle alte temperature di cui, inevitabilmente, risentono anche i pazienti. «Siamo in condizioni difficili e di assoluto disagio e questo vale sia per noi dipendenti che per i pazienti, così come i dipendenti di anatomia patologica costretti a lavorare a temperature assurde poichè l’aria condizionata è guasta», ha poi aggiunto Annamaria Naddeo. Polichetti, come già spiegato, ha chiesto un incontro con i vertici dell’azienda ospedaliera universitaria Ruggi d’Aragona in quanto l’assenza di aria condizionata sta creando non pochi disagi per personale medico ed infermieristico e per le stesse pazienti del reparto di Ginecologia, chiedendo di fatto un intervento immediato per migliorare la situazione.




Addio al compagno Gennaro Giordano L’ultima battaglia il no al referendum

Erika Noschese

Lutto nel mondo del sindacato e, in special modo, nella Cgil. Nella giornata di ieri, si è spento Gennaro Giordano, ex segretario Pci e, successivamente, segretario provinciale del Pds, il partito politico nato intorno agli anni ‘90, legato ai valori del socialismo democratico e che – di fatto – ha sostituito il Partito comunista italiano. Giordano è stato anche il rappresentante sindacale dei ferrovieri, a lato in una foto nella stanza del SFI CGIL del 1971dove si vede un giovanissimo Salvatore Forte. Giordano, 74 anni, è stato colpito da un infarto. Fino alla fine, ha mantenuto la sua linea politica che – da sempre – lo ha contraddistinto come uomo di sinistra, pur essendosi allontanato dal partito democratico. A ricordarlo, Ferdinando Argentino, ex presidente di Salerno Energia che, con Giordano, ha condiviso l’esperienza sindacale nella Cgil. «Sono personalmente e politicamente legato a Gennaro Giordano – ha dichiarato Argentino – A lui mi legano anni di battaglia nella Cgil quando era impegnato nel settore dei trasporti. Quando tornai a far parte della Cgil Salerno proposi a Giordano di occuparsi del settore tessile in Campania e lui concentrò la sua attività politica nella piccola e piccolissima impresa». In quell’occasione, ricorda l’ex presidente, Giordano organizzò un convegno sulla moda Positano che tanto successo riscosse non solo in Costiera Amalfitana ma in tutta la provincia di Salerno. Attivo anche nel comitato per il “no” al referendum costituzionale, l’ultimo incontro tra Giordano e Argentino risale a due mesi fa quando insieme presero parte alla presentazione del libro scritto a due mani da Franca Chiaromonte, Fulvia Bandoli “Al lavoro e alla lotta. Le parole del Pci”. Papà di Massimiliano Giordano, presidente di Salerno Mobilità, Gennaro lascia un vuoto enorme nella vita di chi lo ha conosciuto e nel mondo sindacale, grazie alle attività da lui portate avanti. «La notizia della improvvisa dipartita di Gennaro Giordano mi ha profondamente colpito. Pochi mesi fa l’ultimo, interessante confronto, con lui e con altri compagni della nostra generazione, sulla sinistra a Salerno ed in Italia», ha dichiarato il già senatore Andrea De Simone. «Gennaro, personalità forte e sensibile, soffriva molto di fronte alle gravissime difficoltà, per la sinistra, di ritrovare la via maestra per riconfermarsi riferimento sicuro per i lavoratori, per i giovani, per le categorie più svantaggiate – ha poi ricordato De Simone – Ne abbiamo discusso approfonditamente negli ultimi anni.L’ho voluto incontrare per coinvolgerlo nella battaglia referendaria e per provare ad impegnarlo nel processo di ricostruzione di un nuovo soggetto politico a sinistra del PD. Ho raccolto le sue amarezze e le sue delusioni ma anche il profondo convincimento che valeva la pena provarci. Con lui ho condiviso un pezzo importante della mia vita. Dalla fine del Pci, alla nascita del Pds e fino ai Ds abbiamo lavorato insieme ed in tutte le scadenze congressuali, siamo stati sempre dalla stessa parte. Gennaro, per la serietà e per la pacatezza, lo abbiamo scelto per dirigere il Partito e per coordinare la nostra area politica. Ha svolto il lavoro di direzione sempre con spirito unitario. Lascia un segno importante nella storia della sinistra salernitana. In un mondo dove tante cose sono in discussione resiste, sono sicuro, il patrimonio umano e politico di intere generazioni di dirigenti del movimento operaio. Gennaro, militante appassionato e generoso, è parte integrante di una storia che non si può annullare». A ricordarlo anche Franco Tavella, già segretario regionale della Cgil Campania: «E’ un giorno triste per il mondo sindacale, per il partito democratico. Gennaro è stato dirigente sindacale, dirigente di partito e segretario regionale della Cgil nel comparto tessile. Apparteneva a quella generazione che sapeva coniugare la militanza con l’essere dirigente. Era dirigente di straordinario valore, di straordinaria intelligenza e generosità. Lascia un vuoto enorme nel sindacato e in quelle forze democratiche in cui lui credeva». Della stessa idea anche Giuseppe Beluto, direttore tecnico di Salerno pulita che parla, anch’esso, di giorno triste per il mondo del sindacato.




Fonderie Pisano e delocalizzazione: domani presidio dei lavoratori davanti a Palazzo Santa Lucia

Ancora dubbi sulla delocalizzazione delle Fonderie Pisano, ma soprattutto nessun futuro certo per gli operai dell’opificio attualmente in via dei Greci a Fratte. E domani, a partire dalle 9.30, i lavoratori delle Fonderie Pisano terranno un presidio a Napoli presso la sede della Regione Campania a Palazzo Santa Lucia.
“Dopo la richiesta di incontro inviata in Regione lo scorso 25 maggio dalle segreterie provinciali e regionali di Fiom e Cgil, nessuna risposta è giunta dagli uffici regionali a distanza di oltre un mese – scrivono in un nota i sindacati –  l’incontro era stato richiesto quale proseguimento del confronto, avviato già mesi fa in sede regionale, sul nuovo impianto da realizzarsi in area industriale, su quanto, nel frattempo, portato avanti dall’azienda e sulle possibili azioni a farsi per una rapida e concreta attuazione della nuova iniziativa produttiva. Quest’ultima, come è noto, rappresenta per noi la reale garanzia per il futuro delle maestranze attualmente impegnate nello stabilimento, oltre che per altri possibili sbocchi occupazionali. In concomitanza con il presidio di domani, Fiom e Cgil provinciale e regionale hanno chiesto al Presidente, al vice-presidente e all’assessore alle attività produttive della Regione Campania di essere ricevuti con una delegazione di lavoratori».
Brigida Vicinanza



La Cgil si impone a Palazzo di Città

Brigida Vicinanza

La Cgil conferma il suo primato tra i sindacati al Comune di Salerno. Ieri i risultati delle elezioni del 17,18 e 19 aprile delle Rsu all’interno di Palazzo di Città ma non solo. Con 321 voti infatti la Cgil Fp si prende il primato tra i sindacati, con l’elezione di ben 6 delegati Rsu. Seguono la Cisl Fp con 216 voti, la Uil con 179 e il Csa con 162. Ancora una volta il più votato risulta Angelo De Angelis con 124 preferenze. «La vittoria più importante- ha sottolineato la Cgil alla fine dello scrutinio è la grande partecipazione al voto, infatti alle urne si è recato il 94% dei dipendenti comunali». Oltre Angelo De Angelis, già da tempo delegato e che segue da anni le vertenze dei lavoratori con impegno e soprattutto la giusta dedizione tra gli eletti ci sono Concetta Santulli, Pasquale Abignano, Aldo De Filippo, Domenico Sorice, Santo Vignes. La Cisl che si conferma secondo sindacato ha eletto 4 delegati tra cui Francesco Cavaliere, Franco Guerra, Guido Nicola Monaco e Raffaele Vitale. Per quanto riguarda la Uil invece sono stati eletti Gerardo Bracciante, Quirino Tedesco, Maria Fasano e Ciro Carbonaro. Tra i neoeletti infatti Quirino Tedesco, da subito al lavoro: “Lavorerò per il programma che prevede attraverso l’indizione di concorsi pubblici la creazione di nuovi posti di lavoro necessari affinchè si possa arginare la sempre più grave carenza di personale, alla riorganizzazione e dei Settori, al miglioramento di tutti i servizi per il cittadino”. Ultimo ma non meno importante il Csa che ha eletto altri 4 delegati, con la riconferma di Angelo Rispoli e l’elezione di Giovanni De Luca, Angelo Napoli, Claudio Vuolo. Soddisfazione da parte di Angelo Rispoli, che ha tenuto a sottolineare di essere il primo sindacato invece per quanto riguarda la Polizia Municipale. «Siamo il primo sindacato in assoluto della Polizia Municipale, queste elezioni hanno sicuramente premiato l’impegno assoluto e “punito” invece che ha sempre seminato divisione e continua a farlo». Parole forti quelle di Rispoli che continuerà ad impegnarsi a difesa dei dipendenti della Polizia Municipale. E al Comune di Salerno, a quanto pare la vertenza più “forte” che è ancora aperta è proprio quella dei vigili urbani. Tema scottante soprattutto le assunzioni, ferme al palo da troppo tempo costringendo il pattugliamento della Municipale solo in poche zone della città. Intanto la Cgil “sovrana” anche per quanto riguarda le scuole. I dati raccontano, infatti, di una grande partecipazione democratica che legittima il lavoro confederale. In moltissime scuole la Cgil si è infatti attestato quale primo sindacato: al Liceo “Medi” di Battipaglia, al Liceo Scientifico “Sensale” di Nocera Inferiore, al’I.C. di Ogliara, al “SabatiniMenna” di Salerno, all’IIS di Amalfi “Marini-Gioia”, all’I.C. di Positano o all’IIS”Parmenide” di Vallo della Lucania, solo per fare qualche esempio. “Un risultato straordinario che ci incoraggia – ha dichiarato Clara Lodomini segretaria generale Flc Cgil – ad andare avanti nella difesa della scuola pubblica e nella destrutturazione della legge della Buona scuola”.




L’onorevole Bersani su “Bloody Money”: «Senza Parole»

Erika Noschese

«È una cosa che lascia senza parole. Non voglio entrare in questioni giudiziarie, spero che facciano luce ma, dicevo di Matteo Renzi, troppe cose in pochi chilometri; lì invece troppe cose in pochi metri quadri». È il commento dell’onorevole Pierluigi Bersani, sabato a Roma al corteo antifascista in piazza del Popolo, alla domanda della giornalista di Le Cronache sull’inchiesta giornalistica portata avanti dalla redazione Fanpage.it “Bloody Money” in cui è coinvolto Roberto De Luca ed il governatore della regione Campania. Bersani ha evidenziato l’importanza di interpretare i valori della destra dalla sinistra: lavoro sicuro, sanità per tutti e un fisco giusto progressivo per tutti. Inoltre, l’Onorevole ha criticato anche l’assenza dei 5 stelle alla marcia: «Quando c’è stato da contrastare rigurgiti fascisti o terroristici abbiamo sempre fatto così: tutti, ma tutti, in piazza per affermare i principi costituzionali. L’assenza del M5s? Sbaglia alla grande. Sta chiuso nella sua monade».