Gambino, dopo l’addio l’attacco a Fdi: «Non ha creduto in me e ne ho preso atto»

Erika Noschese

l centrodestra si spacca in vista delle politiche 2018. Dopo la decisione di Fratelli d’Itlia non candidare Alberico Gambino, quest’ultimo ha abbandonato gli azzurri per aderire a Noi con l’Italia- Udc dove si è guadagnato una candidatura alla Camera dei Deputati come capolista nel collegio plu- rinominale per la circoscrizione di Salerno. Nella mattinata di ieri, Gambino ha incontrato amici e simpatizzanti per spiegare le ragioni della scelta e il programma che i candidati intendono presentare ai cittadini della provincia di Salerno per affrontare al meglio la sfida elettorale che coinvolge esponenti quali Romano, Fitto, Cesa «con i quali ci siamo intesi sul nuovo progetto politico da rilanciare in provincia di Salerno e in Regione Campania». «Io nel mio piccolo voglio entrare in punta di piedi affinché si possa dare spazio alla meritocrazia del territorio e soprattutto che il vero protagonista di questo progetto possa essere, come a me piace fare, il cittadino della provincia di Salerno e non politici calati dall’alto che non hanno neppure il proprio voto e si credono generali senza truppe», sottolineato Gambino che sottolinea come non si possa parlare di strappo con Fdi perchè «io rispetto le idee di tutti».. E, da qui l’attacco diretto al partito della Meloni: «Fratelli d’Italia non credeva nel sottoscritto nonostante la grande mole di lavoro che ho messo in campo nel corso di questi anni in Regione Campania. Ne ho preso atto e prendo un’altra strada, con la convinzione che si tratti di una strada maestra, giusta. Sto intraprendendo questa nuova avventura con entusiasmo». «Nei collegi uninominali della provincia di Salerno, per quanto riguarda il centrodestra, dobbiamo lavorare per questo progetto politico Noi con l’Italia al di là del fatto che si possa stare con un candidato piuttosto che un altro». Per il capolista alla Camera l’avversario da battere è il centrosinistra perchè «sono coloro i quali quotidianamente dicono bugie, sia a livello nazionale con Renzi, sia a livello regionale con il governatore De Luca. Quindi, mettere da parte questioni personali e cercare di lavorare tutti insieme nel supremo interesse del centrodestra, sia in provincia di Salerno che in Regione Campania». E sul rapporto con Edmondo Cirielli, candidato capolista alla Camera, nessuna rottura: «Lo ritenevo e lo ritengo tutt’ora un amico».

E sulla soglia del 3% da raggiungere, Gambino dice: « è l’ultimo dei pensieri e dei problemi. Mi preoccupa più cercare di prendere con- sensi nella nostra provincia. Attorno a questo progetto c’è grande entusiasmo in tutta la provincia di Salerno. Noi con l’Italia è un contenitore adesso dobbiamo riempirlo con donne, uomini, giovani che hanno a cuore le sorti della nostra comunità e della nostra provincia. Io mi auguro che insieme possiamo e dobbiamo fare cose im- portanti per questo territorio. Tra i presenti anche il sindaco di Positano, Michele De Lucia.




Ciccone-Volpe, lanciata la sfida per una poltrona

Per un posto vista camera sotto il sole di Roma sono in corsa anche l’avvocato Lello Ciccone ed il sindaco di Bellizzi Domenico Volpe, rispettivamente tra le fila di Forza Italia e del Partito democratico. Per l’avvocato, l’avversario da abbattere è l’indifferenza, la politica del non fare e delle false speranze, nessuna persona fisica, infatti tiene a sottolineare:« Non ho avversari, non ho mai fatto del male a nessuno e se l’ho fatto non me ne sono accorto. Tutto il know-how che ho da mettere a disposizione è totalmente a servizio delle comunità e dei problemi reali, non di dispute da cortile. Il confronto avverrà in maniera civile, come è mio costume, sulle emergenze e sulle soluzioni concrete da apportare». Per nulla sorpreso Ciccone della candidatura, dopo aver dato la disponibilità al quartier generale di Forza Italia, la posizione dominante dell’avvocato viene da lontano, dalle scorse regionali dove riuscì ad ottenere novemila preferenze, il numero da cui gli azzurri rappresentati da Ciccone intendono ripartire. Domenico Volpe e la relativa candidatura l’official sponsor sono state le direzioni provinciale e regionale dei democratici che hanno perorato la sua causa fino a Matteo Renzi in virtù di un ragionamento che vede protagonisti coloro che si occupano dei territori e dei problemi loro relativi con mano, con il grado più vicino possibile. «Credo che questa corsa – commenta la candidatura Volpe – raccolga realmente le istanze dei territori e può realmente accendere una nuova luce che porti a soluzioni reali per i territori e le comunità». «La candidatura – sempre Volpe – non era scontata e programmata, ho dato la mia disponibilità alle consultazioni ed è stato scelto chi ha il reale radicamento sul territorio. È importante recuperare lo spirito delle persone, recuperare la fiducia degli elettori. Ogni voto recuperato è già di per sé una vittoria». Dunque, il sindaco di Bellizzi sembra essere pronto ad entrare in gioco, sfidando tra gli altri Federico Conte, coordinatore provinciale di Artico- loUno-Mdp.




Cesaro come Cosentino: ipotesi esclusione

Erika Noschese

Ultime ore per Forza Italia che sta così per chiudere le liste, prima della presentazione di domani. In casa degli azzurri il caso più spinoso è quello dei Cesaro, coinvolti in un’inchiesta di scambio politico relativo alle regionali del 2015. Luigi, parlamentare uscente, e Armando Cesaro, infatti, potrebbero essere i primi grandi esclusi dopo la polemica che li ha travolti. E proprio il Cesaro senior potrebbe ripercorrere la vicenda che a suo tempo coinvolse Nicola Cosentino, escluso all’ultimo perchè accusato di collusione con la camorra casalese. La decisione fu drastica tanto che all’ultimo fece saltare il tavolo fuggendo con tutte le carte e costringendo così il partito a richiamare i candidati per la firma, a meno di due ore dalla chiusura delle liste. E così, anche stavolta, a finire sotto la lente del Cavaliere Silvio Berlusconi potrebbero essere proprio i Cesaro, a cui potrebbe non essere perdonato lo scandalo che li vede coinvolti. Per le quote rosa, sembra essere confermata la posizione di Mara Carfagna a cui spetterebbe il listino proporzionale della Camera; Antonio Fasolino, invece, potrebbe puntare al collegio uninominale per il Senato della Repubblica. Da chiarire, invece, la posizione del sindaco di Pontecagnano, Ernesto Sica che potrebbe anche rientrare tra la lista dei grandi esclusi in casa Forza Italia. Fratelli d’Italia, dal canto suo sembra aver già ampia- mente bloccato il collegio di Salerno con Gennaro Esposito e quello dell’Agro con Edmondo Cirielli. A sud, invece, il collegio del Cilento sembra essere ancora in bilico: la scelta potrebbe ricadere o su Di Brizzo Valentino o su Marzia Ferraioli. L’anti Renzi per eccellenza, invece, Gianfranco Rotondi ha annunciato la sua decisione di non candidarsi alle politiche del 2018. Oltre a Sica, resta da verificare il nome di Claudio Lotito, patron della Salernitana, il cui nome è stato fatto più volte ma senza alcuna conferma o smentita da parte del diretto intressato. Se le indiscrezioni dovessero essere confermate, per lui potrebbe esserci un posto in Campania o addirittura a Salerno. Anche la posizione di Lady Mastella sembra essere confermata: per lei la sfida sarà a Benevento mentre Licia Ronzulli, fedelissima di Silvio Berlusconi potrebbe trovare anch’essa un posto in Campania. Mancano ancora poche ore per il termine ultimo della presentazione delle liste e entro la giornata di domani i giochi devono essere conclusi, senza alcun ripensamento. Ma, non è detto che dopo la presentazione delle liste del centrosinistra, il centrodestra non decida di effettuare qualche modifica alle liste per tentare di conquistare la vittoria, almeno in diversi collegi.




Collegi, Silvio vince ovunque

UNINOMINALI CAMERA

Campania 202 ARIANO IRPINO (7 Comuni del salernitano) Castelnuovo di Conza – Colliano – Contursi Terme – Laviano – Oliveto Citra – Santomenna – Valva

Campania 2 – 07 SCAFATI (14 Comuni)

Angri – Bracigliano – Castel San Giorgio – Corbara – Nocera Inferiore – Nocera Superiore – Pagani – Roccapiemonte – San Marzano sul Sarno – San Valentino Torio – Sant’Egidio del Monte Albino – Sarno – Scafati – Siano

Campania 2 – 08 SALERNO (19 Comuni)
Amalfi – Atrani – Baronissi – Cava de’ Tirreni – Cetara – Conca dei Marini – Fisciano – Furore – Maiori – Mercato San Severino – Minori – Pellezzano – Positano – Praiano – Ravello – Salerno – Scala – Tramonti – Vietri sul Mare

Campania 2 – 09 BATTIPAGLIA (22 Comuni)
Acerno – Albanella – Altavilla Silen- tina – Battipaglia – Bellizzi – Calvanico – Campagna – Capaccio Paestum – Castiglione del Genovesi – Eboli – Giffoni Sei Casali – Giffoni Valle Piana – Montecorvino Pugliano – Montecorvino Rovella – Olevano sul Tusciano – Palomonte – Pontecagnano Faiano – Postiglione – San Cipriano Picentino – San Mango Piemonte – Serre – Sicignano degli Alburni

Campania 2 – 10 AGROPOLI (95 Comuni)
Agropoli – Alfano – Aquara – Ascea – Atena Lucana – Auletta – Bellosguardo – Buccino – Buonabitacolo – Caggiano – Camerota – Campora – Cannalonga – Casal Velino – Casalbuono – Casaletto Spartano – Caselle in Pittari – Castel San Lorenzo – Castelcivita – Castellabate – Castelnuovo Cilento – Celle di Bulgheria – Centola – Ceraso – Cicerale – Controne – Corleto Monforte – Cuccaro Vetere – Felitto – Futani – Gioi – Giungano – Ispani – Laureana Cilento – Laurino – Laurito – Lustra – Magliano Vetere – Moio della Civitella – Montano Antilia – Monte San Giacomo – Montecorice – Monteforte Cilento – Montesano sulla Marcellana – Morigerati – Novi Velia – Ogliastro Cilento – Omignano – Orria – Ottati – Padula – Perdifumo – Perito – Pertosa – Petina – Piaggine – Pisciotta – Polla – Pollica – Prignano Cilento – Ricigliano – Roccadaspide – Roccagloriosa – Rofrano – Romagnano al Monte – Roscigno – Rutino – Sacco – Sala Consilina – Salento – Salvitelle – San Giovanni a Piro – San Gregorio Magno – San Mauro Cilento – San Mauro la Bruca – San Pietro al Tanagro – San Rufo – Santa Marina – Sant’Angelo a Fasa- nella – Sant’Arsenio – Sanza – Sapri – Sassano – Serramezzana – Sessa Cilento – Stella Cilento – Stio – Teggiano – Torchiara – Torraca – Torre Orsaia – Tortorella – Trentinara – Valle dell’Angelo – Vallo della Lucania – Vibonati.

PLURINOMINALI CAMPANIA 2

Campania 2 – 07 SCAFATI

Campania 2 – 08 SALERNO

Campania 2 – 09 BATTIPAGLIA

Campania 2 – 10 AGROPOLI

UNINOMINALI SENATO

CAMPANIA 3 – AVELLINO (7 Comuni del salernitano)

Castelnuovo di Conza – Colliano – Contursi Terme – Laviano – Oliveto Citra – Santomenna – Valva

Campania 10 – SALERNO (33 Comuni)

Amalfi – Angri – Atrani – Baronissi – Bracigliano – Castel San Giorgio – Cava de’ Tirreni – Cetara – Conca dei Marini – Corbara – Fisciano – Furore – Maiori – Mercato San Severino – Minori – Nocera Inferiore – Nocera Superiore – Pagani – Pellezzano – Positano – Praiano – Ravello – Roccapiemonte – Salerno – San Marzano sul Sarno – San Valentino Torio – Sant’Egidio del Monte Albino – Sarno – Scafati – Scala – Siano – Tramonti – Vietri sul Mare

Campania 11 – BATTIPAGLIA (117 Comuni)

Acerno – Agropoli – Albanella – Alfano – Altavilla Silentina – Aquara – Ascea – Atena Lucana – Auletta – Battipaglia – Bellizzi – Bellosguardo – Buccino – Buonabitacolo – Caggiano – Calvanico – Camerota – Campagna – Campora – Cannalonga – Capaccio Paestum – Casal Velino – Casalbuono – Casaletto Spartano – Caselle in Pittari – Castel San Lorenzo – Castelcivita – Castellabate – Castelnuovo Cilento – Castiglione del Genovesi – Celle di Bulgheria – Centola – Ceraso – Cicerale – Controne – Corleto Monforte – Cuccaro Vetere – Eboli – Felitto – Futani – Giffoni Sei Casali – Giffoni Valle Piana – Gioi – Giungano – Ispani – Laureana Cilento – Laurino – Laurito – Lustra – Magliano Vetere – Moio della Civitella – Montano Antilia – Monte San Giacomo – Montecorice – Montecorvino Pugliano – Montecorvino Rovella – Monte- forte Cilento – Montesano sulla Marcellana – Morigerati – Novi Velia – Ogliastro Cilento – Olevano sul Tusciano – Omignano – Orria – Ottati – Padula – Palomonte – Perdifumo – Perito – Pertosa – Petina – Piaggine – Pisciotta – Polla – Pollica – Pontecagnano Faiano – Postiglione – Prignano Cilento – Ricigliano – Roccadaspide – Roccagloriosa – Rofrano – Romagnano al Monte – Roscigno – Rutino – Sacco – Sala Consilina – Salento – Salvitelle – San Cipriano Picentino – San Giovanni a Piro – San Gregorio Magno – San Mango Piemonte – San Mauro Cilento – San Mauro la Bruca – San Pietro al Tanagro – San Rufo – Santa Marina – Sant’Angelo a Fasanella – Sant’Arsenio – Sanza – Sapri – Sassano – Serramezzana – Serre – Sessa Cilento – Sicignano degli Alburni – Stella Cilento – Stio – Teggiano – Torchiara – Torraca – Torre Orsaia – Tortorella – Trentinara – Valle dell’Angelo – Vallo della Lucania – Vibonati

PLURINOMINALI SENATO

Campania 3

Campania 10 – SALERNO

Campania 11 – BATTIPAGLIA




Energie per l’Italia ha il suo primo candidato salernitano Senatore: «Voglio rendermi utile per la mia terra»

Adriano Rescigno

«Essere invitato ad occupare una posizione di rilievo nella lista di “Energie per l’Italia”, da due fondatori di questo partito, quali Parisi, oggi consigliere di opposizione concreta al comune di Milano, e l’onorevole Vaccaro, par- lamentare uscente, che vedrebbero nella persona di Alfonso Senatore, rappresentante autorevole della destra sociale pura, assente in Italia, per le sue tante battaglie storiche, radicato a Cava in provincia di Salerno e nel Sud, specie ora quale coordinatore di Meridione Nazionale, è motivo di orgoglio e segno di piena condivisione di intenti con chi ha sempre difeso valori umani e sociali». Così Alfonso Senatore all’alba del giorno dopo la notizia della proposta inviatagli per una sua candidatura. «Riconosco che c’è da lavorare, non tanto per convincere indecisi e sostenitori delle schede bianche e nulle, ma quanto per propagandare gli obiettivi percorribili e non le chimere che si stanno inseguendo nei dibattiti televisivi e radiofonici , istupidendo , come non mai, elettrici ed elettori, rendendo oltremodo innumerevoli le astensioni . Una campagna elettorale serena , sincera e realista è quella che mi hanno proposto e che stiamo valutando, nel tentativo di essere un punto di riferimento, a livello nazionale , per le problematiche del territorio».

Avvocato cosa c’è alla base di questa candidatura?

«La volontà di rendersi utile per la città di origine, per la Provincia , per la Regione di appartenenza, ma soprattutto per la patria che non solo gli ha dato i natali ma gli ha aperto la strada del lavoro, ha spinto Alfonso Senatore a prendere in considerazione con ogni mezzo la candidatura per le imminenti politiche , tralasciando le false e risibili promesse , affidandosi al partito di Stefano Parisi, nel 2016 competitor di Giuseppe Sala per la poltrona di sindaco della città meneghina».

“Energie per l’Italia” dove si colloca nello scacchiere politico?

«Nonostante fosse espressione del centrodestra , sostenuto da Berlusconi e Salvini, all’epoca delle amministrative di Milano , e pur avendo l’adesione da parte della Lega e di FdI, non ha ancora ricevuto segnali da Forza Italia per entrare, di diritto , nel gruppo del centro-destra , ma questo silenzio dei “vecchi amici di cordata” non lo ha distolto dall’entrare nell’affollato schieramento dei partiti, ed indipendentemente da ciò che hanno deciso nell’ultimo summit di Arcore , correrà per raggiungere risultati importanti al fine di essere presente nel futuro Parlamento».

Cosa ha spinto il politico metelliano ad esaminare insieme al direttivo e all’assemblea, senza per ora ancora decidere, la proposta della formazione politica di Parisi ?

«Energie per l’Italia è un progetto politico nuovo, chiediamo agli italiani di cambiare idea sulla politica ed il nostro intento è di farla in maniera diversa così da poterla rifondare. I cardini della nostra azione di governo sono far ripartire questo paese: con un debito pubblico così alto non si può andare avanti, vogliamo la diminuzione della spesa pubblica di un punto di pil all’anno e l’inversione del rapporto che c’è tra spesa corrente e spesa per investimenti».

Punti fondamentali del programma sono anche la giustizia, sicurezza e immigrazione, tanto a lei care.

«La giustizia deve essere riformata. La mancanza di certezza del diritto garantendo sicurezza e immigrazione regolamentata, sono obiettivi cardine, solo così si potrà raggiungere il più grande afflusso di investimenti privati, pur tenendo presente la questione di civiltà, se comunque dimenticare le problematiche e sviluppo del Sud in piena concordia con il Nord, per una grande Italia in Europa».

Senatore ha lasciato piena disponibilità ai voleri dell’assemblea costitutiva, confidando nell’apporto di amici, colleghi, donne e uomini che conoscono il suo passato ed hanno fiducia in quello che lui dice, scrive, propone ed ha fatto. E a loro che Senatore si atterrà per sciogliere la riserva nel giro di pochi giorni.




Scafati. Viaggio nella politica scafatese: partiti, movimenti, personaggi

Di Adriano Falanga

Le elezioni comunali sono lontane, con buona probabilità gli scafatesi torneranno alle urne per scegliere la nuova amministrazione nella primavera del 2019. Con l’insediamento della commissione straordinaria a Palazzo Mayer la politica eletta è stata sospesa, con tutte le gravi conseguenze relative ad uno scioglimento per infiltrazioni camorristiche. Seppur la scena mediatica è occupata ancora dalle indagini dell’inchiesta che ha comportato il commissariamento, partiti e movimenti politici non stanno fermi. Anzi, stare lontano dai riflettori può favorire (o almeno dovrebbe farlo) un dialogo interno e la costruzione di nuovi progetti politici. Partiamo dal Partito Democratico allora. Dopo le dimissioni di giugno della segretaria Margherita Rinaldi, al circolo di via Giovanni 23° si lavoro al prossimo congresso cittadino. La partita è molto importante, perché chi prenderà le redini in mano della sezione cittadina sarà chiamato a farlo fino alle amministrative, passando per le politiche 2018. Compito non facile, considerato l’alto tasso di “litigiosità” che alimenta il partito negli ultimi anni. Oggi si paga ancora il dazio per non aver presentato un proprio candidato alle elezioni regionali del 2015. Un’occasione persa, che avrebbe potuto “misurare” su scala provinciale e regionale la forza dem scafatese. Hanno preferito dividersi e oggi, non è forse un caso se il governatore Enzo De Luca non è mai stato a Scafati sia prima che dopo la sua elezione. E Scafati ha bisogno di un rapporto con la Regione come un diabetico con la sua insulina. Passano da Palazzo Santa Lucia le risposte ai principali temi che attanagliano la città dell’agro: ambiente, sanità, fiume Sarno. Ma oltre un comunicato stampa sulla firma del nuovo accordo di programma non si è visto e saputo nulla. Un accordo che va a finanziare opere già completate o interrotte, tutte progettate dall’amministrazione Aliberti. Il congresso cittadino necessita quindi di un forte segnale di unità e condivisione di intenti.

Arrivare ad un congresso unitario è fondamentale, come fondamentale è trovare il giusto segretario che riesca a far sintesi interna e rendere appetibile il partito all’esterno. Pare che la convergenza stiano portando alla scelta di Michele Grimaldi, ex leader dei Giovani Democratici. Grimaldi, nonostante la giovane età, ha alle spalle una forte esperienza di partito, ha capacità di aggregazione e dopo l’esperienza da consigliere comunale ha assunto un carattere più “moderato”, così da piacere anche all’area ex democristiana del partito. Quanto ai possibili aspiranti alla poltrona di primo cittadino, spicca su tutti Marco Cucurachi, che neanche lo ha mai nascosto. A guardare alla poltrona che fu di Aliberti c’è anche Michele Marano, noto imprenditore scafatese e già sponsor dell’ex sindaco Francesco Bottoni. Potrebbe inserirsi nella partita, in prospettiva primarie, anche Gennaro Velardo, il cui nome è stato ad un passo dall’essere candidato alle regionali scorse. Il già due volte sindaco Nicola Pesce potrebbe avere anche il sostegno di Art.1-Mdp mentre in quota rosa potrebbe spuntare Margherita Rinaldi, che pure ha ben lavorato alla guida del partito, fino ad essere eletta in Assemblea Nazionale. Tutte ipotesi che avranno maggiori certezze soltanto dopo le elezioni politiche in programma la prossima primavera.

CENTRODESTRA DIVISO

Il centrodestra attualmente a Scafati non ha più un partito di riferimento. E non è detto possa essere un male, visti i trascorsi. Si parte dalle macerie dello scioglimento, con due correnti contrapposte, l’una facente capo a Pasquale Aliberti, l’altra che raccoglie tutto il resto. Gli alibertiani per forza di cose non potranno contare (salvo colpi di scena giudiziari) in una candidatura diretta proveniente dalla famiglia Aliberti. Monica Paolino terminerà il mandato regionale nel 2020, mentre tra le fila dei fedelissimi, l’inchiesta Sarastra ha bruciato il nome di Giancarlo Fele, unico capace di fare sintesi dopo Aliberti, durante l’esperienza amministrativa. Restando dentro l’ex maggioranza consiliare, Brigida Marra o Annalisa Pisacane potrebbero segnare la continuità alibertiana. Ma sono solo mere ipotesi, tutte legate agli sviluppi dell’inchiesta giudiziaria. L’altra corrente di centrodestra potrebbe far capo all’ex presidente del consiglio comunale Pasquale Coppola, ma quest’ultimo al momento ha assunto un profilo basso, non certo da leader politico. Coppola potrebbe sintetizzare un paio di liste, assieme all’amico di sempre Pasquale Vitiello, all’ex vicesindaco Giacinto Grandito, e qualche ex alibertiano in crisi di identità. Una candidatura più “partitica” potrebbe essere quella di Cristoforo Salvati, che nel 2019 andrebbe a ritentare il grande salto. Al momento però il medico scafatese deve prima trovare l’unità nel suo schieramento. Con lui in Fratelli d’Italia anche Mario Santocchio e Angelo Matrone. Il primo pare guardare ad una coalizione di moderati, molto allargata e di stampo civico, seppur avendo espresso gradimento per Pasquale Coppola. Angelo Matrone è invece determinato a giocarsi la partita da protagonista, almeno al primo turno. Poi ci sono gli “ex”. Su tutti Luca Celiberti, che punta a guidare Forza Italia a Scafati, sponsorizzando la candidatura di Filippo Accardi, già assessore con Aliberti.

GLI ALTRI

Se il centrodestra, monco di Pasquale Aliberti, è ancora alla ricerca di un leader, la sinistra può vantare di tutta una serie di realtà ben organizzate e piuttosto attive. Articolo Uno-Mdp non è ancora “sposato” con il Pd, e non è detto possa diventarlo, visto il lavoro che il segretario Mirko Secondulfo sta realizzando. Certo, molto dipende dagli esiti delle elezioni politiche, ma l’ambizione è di esprimere un proprio candidato, da mettere magari sulla bilancia delle primarie. Un nome su tutti: Ignazio Tafuro. Nell’attivismo di sinistra impossibile non citare Francesco Carotenuto. Alla guida di Scafati Arancione (corrente vicina al sindaco di Napoli Luigi De Magistris) Carotenuto potrebbe e meriterebbe più spazio, in una forza politica di maggiore spessore. Carotenuto dalla sua ha la capacità di saper aggregare giovani, e formare una lista elettorale non di poco valore. C’è poi il M5S, in città rappresentato da Scafati in Movimento. I militanti sono stati vera spina nel fianco dell’amministrazione sciolta, a differenza dei meet up del comprensorio, da queste parti si è andati oltre i gazebo e l’eco degli slogan romani. Ai grillini va riconosciuto il merito di essere stati costantemente attivi, con o senza amministrazione comunale. Però per le elezioni comunali bisogna uscire dalla mentalità dell’attivismo e cominciare a mettere le basi di un vero progetto programmatico, che sintetizzi non solo giovani militanti, ma anche personalità provenienti dall’esterno del Movimento. L’uno vale uno in fase elettorale serve a poco, se non a creare divisioni. Il M5S deve esprimere un leader, che possa essere espressione sintetica e concreta dell’attività politica da anni portata avanti dal meet up in città. E chissà che non esca da queste fila un candidato rosa.




Scafati. L’ex vicesindaco Fele: “Se tornassi indietro eviterei di mettere tante energie nelle azioni di governo”

Di Adriano Falanga

“Se tornassi indietro eviterei forse di mettere tante energie nelle azioni di governo perché non sempre la passione vera per la politica o la Città viene compresa, cosa che suggerirei anche al sindaco che davvero ha lavorato come pochi in questi anni”. Un atto d’amore quello che Giancarlo Fele riserva a Pasquale Aliberti. Il primo vice dell’altro fino a un mese fa, entrambi caratterialmente opposti, Fele è infatti noto per la sua pacatezza e l’arte del mediare. Tutto sommato, in maggioranza era la “lunga mano” del sindaco, così come un buon vice doveva fare. Attualmente resta lui il nome più “gradito” tra le fila dell’ex maggioranza per l’eredità politica di Aliberti. Anche se, l’ex primo cittadino potrebbe preferirgli un altro nome, che sia in linea continua con il suo sindacato e meno “autonomo” elettoralmente. Lui però minimizza, da bravo uomo di squadra. “Sono legato a Pasquale Aliberti da amicizia e politica da sempre, anche quando facevamo le nostre battaglie, per anni, dall’ opposizione. Non è un problema di ruoli ma di condivisione di un obbiettivo – spiega Fele – É piacevole sentire la stima di tante persone, ma senza conoscere la data del voto, legata ovviamente alla decisione sullo scioglimento, è probabilmente inutile pensare ai nomi. Per adesso è divertente vedere la ressa che già si è creata tra i primi contendenti alla candidatura”. A proposito di scioglimento, questo mese potrebbe essere decisivo, quali le attese? “Quello che sarebbe giusto per come abbiamo agito: che il sindaco possa dimostrare la sua estraneità e che il comune vada il prima possibile al voto”. Il commissario Saladino è a Palazzo Mayer da meno di un mese, ma ha già chiarito, almeno nelle intenzioni, le sue linee guida. “Le capisco se dovessi valutarle con la testa di un commissario, non le comprendo per la visione che ho da ex vicesindaco, come probabilmente non le comprende nemmeno chi applaude per convenienza”. E da vicensindaco, cosa suggerisce al funzionario prefettizio? “Programmare e firmare in Regione il nuovo accordo di programma Più Europa per non perdere gli oltre 10 milioni di euro di fondi che avevamo già rendicontato. Far ripartire le politiche sociali, il centro Raggio di Sole, i centri polifunzionali e l’assistenza domiciliare e seguire con attenzione le problematiche quotidiane. I riscaldamenti a scuola che non funzionano, il cambio del piano viario senza confrontarsi con nessuno o la pubblica illuminazione che continua a dare evidenti problemi di tenuta sono cose per cui ci avrebbero massacrati, ma lo spirito critico noto con piacere che si è appiattito col Natale – la ricetta dell’ex assessore all’Urbanistica – I cittadini hanno bisogno di interlocutori e un comune come Scafati esige assunzione di responsabilità e presenza. Abbiamo deliberato in giunta atti di indirizzo relativi all’Accordo di Programma, alla realizzazione del Polo Scolastico, all’assegnazione dell’immobile confiscato in Via Vitiello alla Curia e del terreno adiacente alla chiesa di San Francesco alla stessa parrocchia, oltre all’adesione alla rottamazione delle cartelle, cose non scritte da nessuno ma da cui può sicuramente partire il Commissario. Se dovessi decidere di incontrarlo, cosa che mi auspico accada, lo farei insieme alla ex maggioranza, per illustrare cosa avevamo in itinere e cosa avevamo programmato, nell’interesse della città e non per avere qualche titolo di prima pagina”.

1-foto maggioranza e giuntaIl centrodestra oggi presenta almeno due anime distinte e separate dagli alibertiani, possibile ricompattarlo? “Lo spero ma purtroppo non ci credo. Le buone intenzioni spesso sbandierate in realtà nascondono velleità personali che alcuni non ritireranno mai per il bene o un obiettivo comune. E quando la situazione è questa non c’è possibilità di unità tra uomini che ragionano senza pensare alla squadra. Sarebbe bello poter unire il centrodestra come nel 2008, quando a Scafati ha vinto un’idea di città, una visione di sviluppo, una squadra capace di riconoscersi nel suo leader, oltre i partiti. Ma vedrà che qualcuno che oggi si vanta di amare questa città sarà il primo a fare le barricate verso l’unità qualora dovesse fare un passo indietro. Le condizioni, escludendo ovviamente le parti davvero inconciliabili, sono unità di intenti e soprattutto umiltà”.  Le opposizioni a Saladino chiedono l’azzeramento dei cda. Molte di queste nomine le ha fatte Fele, compreso Maddalena Di Somma al Pdz. Bisogna davvero azzerare? “Demagogia solita a parte, alla dottoressa Di Somma, che è la sintesi condivisa dai sindaci del Piano di Zona, è stata fatta una nomina fino al 31 dicembre scorso per evitare si fermassero servizi essenziali per le fasce deboli, non oso immaginare cosa avrebbero detto se avessimo interrotto le attività del Piano, ma tanto da fuori e a chiacchiere tutti farebbero meglio – precisa l’ex vicesindaco – L’Acse è una delle poche società che si occupa di rifiuti con bilanci solidi. Le persone bisogna valutarle per l’operato, non per l’appartenenza. E per questo credo che il dottor Saladino, da persona intelligente e preparata qual è, valuti l’operato dei vari CdA dalle carte e dagli incontri che sicuramente farà con gli stessi”. Se Fele è stato braccio destro, a sinistra di Aliberti c’era senza dubbio la moglie, consigliera regionale Monica Paolino. “Una donna di valore sul piano umano e che silenziosamente si impegna sul piano politico. Credo assolutamente debba continuare ad essere punto di riferimento in Regione per questa città perché molte cose le abbiamo realizzate anche grazie a questa sinergia istituzionale. Un lavoro molto spesso oscurato dal sindaco, questo glielo rimprovero”. Gli alibertiani serrano le fila, al momento la squadra resta ancora compatta. E c’è chi crede al voto in primavera.




Calabrese si piazza al Cgs con i voti del centrodestra

di Andrea Pellegrino

Da qualche giorno Gerardo Calabrese è il nuovo presidente del Cgs di Salerno. Il consorzio che fa riferimento all’Asi ha il suo nuovo assetto gestionale. Lo sconfitto assessore all’ambiente, non rieletto al Consiglio comunale e non riconfermato in giunta, ha trovato la sua nuova collocazione politica: guiderà il consorzio che gestisce gli impianti tecnologici e delle Aree Industriali del Cratere Salernitano e l’impianto di depurazione di Battipaglia. Il nuovo assetto è stato eletto all’unanimità dal consiglio dell’Asi, compreso dai membri politicamente più distanti dalla gestione deluchiana del consorzio. E’ il caso del sindaco di Eboli Massimo Cariello, sempre più vicino allo schieramento di Vincenzo De Luca, e ad un ritorno, dunque, alle origini. Ex Rifondazione, Cariello è poi passato al Nuovo Psi (quindi a destra) per poi aprire, durante l’attuale mandato sindacale ad Eboli, all’area centrista che sostiene Vincenzo De Luca in Regione Campania ed al Comune di Salerno. Confermato, inoltre, come amministratore unico del Cgs, Salvatore Arena, ex consigliere regionale all’epoca dell’Udeur di Clemente Mastella. Arena era stato nominato al Cgs, invece, in quota Cirielli, durante la passata consiliatura a Palazzo Sant’Agostino. Vicepresidente, invece, sarà Pasquale Cirino, vicino agli ambienti democrat. Costituito il Cgs, la prossima settimana toccherà direttamente all’Asi, dove Felice Marotta, recentemente nominato alla presidenza, ha rassegnato le dimissioni dopo aver valutato lo stato di salute del consorzio di sviluppo industriale di Salerno, precedentemente guidato dall’avvocato Gianluigi Cassandra, ex candidato sindaco alle amministrative 2016. Sullo sfondo resta l’ipotesi di un possibile commissariamento da parte della Regione Campania ma fino ad allora l’assemblea dei soci potrebbe nominare un nuovo presidente. E nell’aria circola il nome di Anna Ferrazzano, un tempo berlusconiana, da qualche tempo deluchiana. Si avvicina sempre più, invece, la nomina all’Asis per Ermanno Guerra, l’ex assessore alla cultura rimasto fuori dall’esecutivo di Vincenzo Napoli. Guerra dovrebbe prendere il posto di Nello Fiore che allo stato siede sulla poltrona dell’Asis e contemporaneamente in Consiglio regionale. L’ex assessore, tra i più votati di Progressisti per Salerno alle amministrative, potrebbe lasciare il posto in aula consiliare all’atto della nomina.




Scafati. Ospedale Scarlato, le colpe della politica.

Di Adriano Falanga

A Scafati l’ospedale Mauro Scarlato è oggi un insieme di reparti sotto la direzione di altri due ospedali, quelli veri però: Villa Malta di Sarno e Umberto I° di Nocera Inferiore. Tutto iniziò nel 2010, quando la Magistratura decise, a seguito di tristi accadimenti, di accelerare il decreto regionale 49° firma Stefano Caldoro, nato sulle ceneri della bozza Zuccatelli dell’ex giunta Bassolino. Fu deciso che a Scafati il Pronto Soccorso non serviva, e poco importa se la struttura quanto a interventi effettuati era seconda solo al Ruggi di Salerno. Centinaia di migliaia di utenti potevano essere serviti dal pronto soccorso del nosocomio di Nocera Inferiore, e poco importava anche se, come era prevedibile, questo finisse con il collassare. Il resto è storia nota, Scafati ha subito una riconversione, ospitando il Polo Pneumologico trasferitosi da Nocera. Resta la lungodegenza, ma resta comunque senza pronto soccorso. Per avere un qualcosa che sulla carta si chiama primo intervento, c’è voluto l’intervento della giustizia amministrativa. La città, e con essa le forze politiche, sembrano aver metabolizzato la grave perdita, salvo poi ricordarsene quando accade il fattaccio, e ci si scontra con la pesante realtà e i disagi dal non avere un pronto soccorso a disposizione. Nulla contro nessuno, ma lo scontro politico sul delicato tema presenta tratti di pura ipocrisia. La politica protesta, ma è stata la politica a chiudere il pronto soccorso, e solo la politica può riaprirlo. E l’ipocrisia è ancora più evidente quando l’ospedale Scarlato si trasforma in materia da campagna elettorale.

Il centrodestra oggi dimentica di essersi “venduto”, elettoralmente parlando, la sua riapertura, ma il centrosinistra sembra non essersi accorto che a capo dei Ministeri, del Governo e della Regione Campania siedono oggi quei candidati per cui hanno chiesto voti in campagna elettorale. E lo stesso vale per il M5S, che ha parlamentari salernitani eletti anche con i voti degli scafatesi, sedere in commissione Sanità a Montecitorio, e non essere riusciti a cavarci un ragno dal buco. Non da ultimo il Cotucit, il tramite cui leader Michele Raviotta ha più volte minacciato le dimissioni: “Se entro fine settembre non saremo ricevuti da De Luca e avremo risposte certe, io sono pronto a dimettermi. Ed invito anche gli altri consiglieri comunali a farlo”. Le uniche dimissioni che Raviotta è stato disposto a firmare però, erano quelle che avrebbero permesso al sindaco Pasquale Aliberti di ricandidarsi per il terzo mandato, nonostante il commissariamento del Comune.




Scafati. Il vicesindaco Fele: “ci criticano, ma loro non hanno mai fatto nulla”. Pronta la sua investitura?

Di Adriano Falanga

“Ci criticano, ma quando sono stati loro al governo di questa città non hanno fatto nulla, nonostante non c’era ancora la crisi e non conoscevano il patti di stabilità”. Parole di Giancarlo Fele, vicensindaco e assessore all’Urbanistica. E’ stato lui ad aprire la manifestazione dedicata al Più europa venerdi sera. Dai toni sempre pacati, Fele è poco incline alla scena mediatica. Decisamente l’opposto del sindaco, che sostituirà per pochi mesi nel caso di elezioni anticipate conseguenziali alla decadenza. Aliberti è abile oratore, amante della platea, esperto comunicatore. Il suo vice è un “timido”, parla poco ma quando la fa, è diretto: “siamo uno squadrone” dice dal palco, spiegando il nuovo iter previsto per riprendere la costruzione del Polo Scolastico. Poi ringrazia, anche quella parte di minoranza che lavora per la città. Sbaglia però chi crede che la timidezza di Fele lo releghi al ruolo di secondo, in realtà il vice sindaco è indicato come colui che, volendo, potrebbe rappresentare il post Aliberti. Solo lui potrebbe compattare gli alibertiani, e solo lui sembra capace di fare da sintesi in tutto il perimetro del centrodestra, convogliando anche le simpatie dei centristi. Un centrodestra a guida Giancarlo Fele potrebbe sanare ogni frattura attuale. Un’ambizione che il vicesindaco però non ha mostrato di avere, o almeno non sembra affatto intenzionato a rompere un lungo e solido sodalizio con il primo cittadino. Lo dimostra il suo sostegno nonostante non sia d’accordo sulla decadenza, Fele lo ha ammesso, ma si tratta di un punto di vista, non vero dissenso. Guiderà lui l’amministrazione nel caso Aliberti decadesse, di contro, resterà vice fino alla naturale scadenza del mandato elettorale nel 2018. E sarà allora che Giancarlo Fele potrebbe ricevere l’investitura a candidato sindaco anche da Pasquale Aliberti.