Ex Capitol, il Tar dà ragione al Comune di Cava

Il Tar Campania Salerno ha respinto la domanda di sospensione cautelare del provvedimento impugnato (diniego dell’istanza di demolizione e ricostruzione dell’Ex Cinema Capitol, presentata ai sensi dell’art. 7 bis della L.R. 19/09 e del decreto-sviluppo), riconoscendo che il parere contrario della Soprintendenza è stato reso nel rispetto della scansione temporale del procedimento di autorizzazione paesaggistica; autonoma rilevanza al precedente, concorde avviso sfavorevole già espresso dalla Commissione locale per il paesaggio con il verbale n. 29 del 30.7.2018; “la disciplina sul Piano Casa di cui alla l. r. Campania n. 19/2001, ; “il progetto presentato dalla Vismas s.r.l. non risulta, poi, soddisfare univocamente gli standard urbanistici da esso indotti. “Il Tar di Salerno – afferma il Sindaco Vincenzo Servalli – ha confermato le tesi sostenute dal nostro Comune, circa la impossibilità di trasformare i locali dell’ex cinema Capitol, in una avveniristica costruzione a più piani. È una vittoria importante dalla quale, mi auguro, si potrà ripartire per trovare una soluzione a questa annosa vicenda. Ringrazio l’avvocatura comunale per la significativa affermazione e per lo straordinario lavoro svolto nell’interesse della nostra città”.




Cava. Un mega parcheggio per nessuno: le accuse di Galdi

In occasione del Consiglio comunale del 28 marzo, la Sinistra cavese ha chiesto al sindaco Vincenzo Servalli e all’Amministrazione di rivalutare la realizzazione di un parcheggio da quasi 3 milioni di euro per il Palaeventi, prima di un progetto esecutivo per la struttura. L’ex sindaco Marco Galdi ha poi incontrato nel pomeriggio della stessa giornata altri rappresentanti della Sinistra, come l’ex assessore Enrico Bastolla, per un tavolo programmatico in cui proporre un’alternativa ad un progetto esoso. “Ho fatto un’interrogazione perchè mi era giunta voce dell’intenzione dell’Amministrazione – ha dichiarato l’ex primo cittadino di Cava de’ Tirreni- di procedere alla realizzazione di questo appalto ad un parcheggio a servizio del Palaeventi, ancora da ristrutturare, del costo complessivo di 2 milioni e settecento mila euro. Quindi, un grande parcheggio senza Fedele Di Nunno prima avere nemmeno il progetto esecutivo e nemmeno avviato concretamente l’appalto per la ristrutturazione del Palaeventi, con un rischio molto concreto di realizzare questo mega parcheggio a servizio di nulla perchè, nel frattempo, il Palaeventi potrebbe non organizzarsi. Ho chiesto se questa notizia corrispondesse al vero, mi è stata confermata dal sindaco che mi ha risposto che, indipendentemente dal Palaeventi, il parcheggio sarebbe utile alla zona. Ovviamente, un parcheggio per una cinquantina di macchine può anche essere utile, ad esempio per la vicinanza al campetto sportivo di Pregiato, ma un investimento di quasi 3 milioni è un’altra cosa. Ho chiesto di riflettere su questa iniziativa però, fino ad ora, mi sembra che ci siano tutti i segnali di voler andare avanti in questa direzione. Peraltro, c’è stato anche un incontro delle forze della Sinistra cavese che comprendono il Dema, l’ex assessore Enrico Bastolla ed io per fare voto all’Amministrazione di ripensare questa iniziativa. Spendere complessivamente più di 8 milioni per la ristrutturazione del Palaeventi dopo che è andata deserta già la prima gara non è una scelta da continuare a perseguire in questa maniera. Probabilmente in quella zona andrebbe meglio un’area verde attrezzata, anche qualche area di parcheggio, ma soprattutto una riqualificazione urbana funzionale per rispondere a chi vive in quella zona della città che è periferica e avrebbe bisogno di maggiore attenzione”.




Cava. Vandalizzata la lapide dedicata al piccolo Marco

Vergognoso e inqualificabile l’atto vandalico accaduto a Cava de’Tirreni nello scorso fine settimana in località Monte Castello. Alcuni vandali, infatti, hanno gravemente danneggiato la lapide posta in memoria di Marco L., un bimbo cavese scomparso venticinque anni fa a soli 8 anni. La lapide era stata realizzata dal Gruppo Pistonieri Santa Maria del Rovo, a cui il bambino era legatissimo. I vandali, oltre ad aver danneggiato gravemente la lapide, hanno anche divelto alcune panchine e sedie in legno ed abbandonato rifiuti di ogni genere.I genitori del piccolo Marco non hanno trattenuto la loro indignazione e la mamma ha ribadito che il suo piccolo rimarrà sempre e comunque un angelo.




Cava. Sul destino della metrò s’interroga il rappresentante di Cava Civile

“Metropolitana… Cosa intende fare il sindaco di Cava de’’Tirreni?”. A porre il quesito è il rappresentante di “Cava Civile” Enrico Bastolla il quale sferra un duro attacco al primo cittadino, reo a suo dire di immobilismo su questioni molto importanti quale, ad esempio, appunto la metropolitana. In una nota Bastolla evidenzia che, negli ultimi giorni le cronache cittadine hanno esaltato alcuni passaggi della giunta Servalli, “ma l’avvento del professor Lamberti alla poltrona di vice sindaco ed alle numerose deleghe assessoriali non hanno fatto perdere di vista i numerosi bluff dell’amministrazione, che oltre a perdere qualche pezzo, lascia impietriti per il silenzio che avvolge alcuni punti, legati al programma della cosiddetta “svolta buona” di cui andava fiero colui che poi ha guidato e guida la città dal lontano 2015”. Il rappresentante politico ha richiamato all’attenzione la sottoscrizione, avvenuta alcuni giorni fa, di un’intesa tra i sindaci di Eboli, Battipaglia,Bellizzi e l’Assessore regionale ai trasporti, Cascone, per consentire l’arrivo della metropolitana salernitana fino ai loro Comuni, raggiungendo così l’intera Piana del Sele. “E Cava, rappresentata dal silente Servalli, cosa prevede a tal proposito?”. Si chiede Bastolla, considerato che il Comune metallizzano non era tra i Comuni che si impegnano ad avere la metropolitana? Secondo l’esponente di Cava Civile, il sindaco Servalli è venuto meno a quanto riportato dallo stesso a pagina 29 del programma pre-elettorale “l’inserimento di Cava de’ Tirreni nel sistema della cosiddetta metropolitana leggera di Salerno è decisivo per il futuro della mobilità della città”. “Dormire, dolce dormire, questo il motto del primo cittadino, che di mantenere i patti non è capace, registrando ancora passi indietro rispetto alle intenzioni, volenterose ma quasi mai seguite da fatti concreti. – Tuona Bastolla nella nota diffusa -. Antipatico doversi ripetere, ma è sintomatico accertare che è venuto meno alle promesse fondanti del suo programma, tra le quali la riduzione della Tari con rifiuti zero, la vendita della Cofima, la gara andata deserta sul Palaeventi (a proposito, l’assessore Senatore garantiva, combinando anche un errore di deontologia professionale, che esistevano tre imprese interessate al recupero del Palaeventi, ad oggi però non si conoscono né i tempi né le modalità della nuova gara), le continue gare deserte sulla vendita del patrimonio immobiliare. Ed ancora, dal Piano Regionale di Bonifica della Campania, agsime abilità visive e artistiche. Ma tornando all’istituto Riabilitativo Juventus, l’obiettivo del contest, sarà quello rendere “visibile”, non solo attraverso un percorso fotografico ma anche con l’esposizione di elaborati originali, le peculiarità, i punti di forza e le difficoltà delle persone Autistiche. Infine, sempre durante la mattinata del 2 aprile 2019, verrà allestito anche uno spazio dove sarà possibile vedere alcuni dei lavori realizzati dai pazienti autistici e non, insieme ai bambini con un palloncino blu e a tutto il personale che per l’occasione indosserà un cuore blu. Clementina Leone giornato a dicembre 2018, risultano ventitré siti contaminati sul territorio metelliano, evidenziando che ancora nulla si conosce sulla bonifica dell’isola ecologica e sulla discarica abusiva di Vallone: e Servalli ha la mappa di questi siti? Può rendere nota la situazione ai cittadini, che, magari, continuano a vendere o comprare,per poi mangiarli, prodotti coltivati in queste zone? Siamo ormai abituati al silenzio anche sulle risposte, evidentemente temendo confronti sulle numerose pecche che si porta dietro questo mandato, cercando di bissare il successo di quattro anni addietro, reclutando prima consiglieri che gli garantiscano la maggioranza e poi gli elettori incantati dalle sue promesse… da marinaio!!!”.




Cava, rocambolesco incidente: auto in bilico su un sottopassaggio. La foto

CAVA DE’ TIRRENI. Poco prima della mezzanotte, una Toyota yaris di colore nero preveniente da viale Benedetto Gravaguolo nell’immettersi su via Principe Amedeo ha velocità sostenuta ha perso il controllo nell’immboccare la curva, ed è finita sul lato opposto. La vettura ha abbattutto la ringhiera del sottopassaggio, finendo la sua corsa in bilico, tra il marciapiede e le scale. Nessun ferito nello spettacolare incidente. A bordo dell’auto quattro giovani rimasti illesi.




Relazione Dia…. Gli eredi del clan Panella in aumento…..

Pina Ferro

Il clan D’Agostino – Panella continua a detenere il controllo della città di Salerno mentre a sud è ripresa l’attività del sodalizio Pecoraro – Renna grazie alle nuove leve. E’ quanto emerge dalla relazione della Direzione investigativa Antimafia, a Salerno diretta dal colonnello Giulio Pini, relativa al secondo semestre del 2016. Dalla lettura della stessa emerge che gli equilibri e le dinamiche interne della criminalità nell’ambito del territorio della provincia sono rimasti sostanzialmente stabili. Le principali attività illecite restano le estorsioni, l’usura, l’esercizio abusivo del credito, il traffico e lo spaccio di stupefacenti L’azione repressiva, condotta anche con il contributo di collaboratori di giustizia, ha inciso sull’operatività di storici sodalizi, privati della guida di capi carismatici. Ma, mentre i capi storici dei sodalizi criminali sono stati assicurati alla giustizia, si sono fatti largo nuovi gruppi che non esitano a commettere delitti efferati pur di ritagliarsi spazi sul territorio, come confermano alcuni reati spia, quali gli attentati dinamitardi e incendiari in danno di attività imprenditoriali. Le prioritarie attività illecite dei sodalizi locali rimangono le estorsioni, l’usura, l’esercizio abusivo del credito, il traffico e lo spaccio di stupefacenti, il cui approvvigionamento avverrebbe per lo più dall’area vesuviana e napoletana. Nella città di Salerno, nonostante i tentativi di imporsi da parte di gruppi emergenti, lo storico clan D’Agostino -Panella rimane punto di riferimento per la gestione del traffico di stupefacenti, dell’usura e delle estorsioni. A Vietri sul Mare si segnala l’interesse criminale di un gruppo facente capo alla famiglia Apicella. Il comune di Cava dei Tirreni, contiguo all’agro nocerino-sarnese, continua a subire l’influenza delle organizzazioni dell’area limitrofa. Sebbene fortemente ridimensionato, il clan Bisogno risulta tuttora attivo nelle estorsioni si starebbe maggiormente affermando il gruppo Celentano, dedito ad attività di natura usuraia, estorsiva ed al traffico di stupefacenti. La rilevanza della città di Cava dei Tirreni e la centralità avuta in passato negli interessi della criminalità organizzata campana è confermata dall’esecuzione, nel mese di ottobre, da parte della Dia. di Salerno, del decreto di confisca dei beni, per un valore di circa 5 milioni di euro, a carico di un imprenditore del settore petrolifero, affiliato alla citata “Nuova Famiglia. Nella Valle dell’Irno, dove insistono i comuni di Baronissi, Fisciano, Lancusi, Mercato San Severino, Montoro e Solofra, interessati dalla presenza di importanti insediamenti commerciali, permane l’influenza del clan Genovese. Oltre a quest’ultimo, a Mercato San Severino è attivo un gruppo promosso da un soggetto, già noto alle forze dell’ordine, di Pagani che, attraverso sodali della zona, starebbe tentando di assumere il controllo delle attività estorsive e del traffico di stupefacenti.

 

L’agro Nocerino-Sarnese è la zona della provincia di Salerno in cui la criminalità organizzata di stampo camorristico e quella comune hanno segnato maggiormente il tessuto economico locale. Nel passato hanno operato sulla zona clan capeggiati da personaggi di elevato spessore criminale, tutti sodali all’organizzazione camorristica definita “Nuova Famiglia”. L’attività repressiva condotta nel tempo ha eroso le strutture dei sodalizi più articolati, generando di conseguenza gruppi minori autonomi, che starebbero comunque risentendo dell’influenza dei clan più articolati dell’area napoletana o avellinese (Fontanella di Sant’Antonio Abate, Cesarani di Pompei e Castellammare di Stabia, Annunziata -Aquino di Boscoreale, Graziano di Quindici). A Nocera Inferiore, l’azione di contrasto delle Forze di Polizia sembrerebbe confermare il predominio del sodalizio Mariniello, i cui interessi illeciti si sarebbero affermati nello spaccio di stupefacenti, nell’infiltrazione degli appalti pubblici, nell’usura e nelle estorsioni. Sul territorio è stata comprovata la presenza di altri tre gruppi; si tratta dei clan Cuomo, capeggiato da un ex affiliato al gruppo Contaldo di Pagani, in passato egemone in gran parte dell’agro nocerino-sarnese; D’Elia, operante nel quartiere di Piedimonte e Bergaminelli. L’equilibrio criminale tra questi gruppi risulta alquanto instabile in ragione dei convergenti interessi nel settore degli stupefacenti. Nel comune di Angri, le attività di contrasto che hanno colpito il clan Nocera, alias dei “Tempesta”, avrebbero spinto giovani pregiudicati a tentare di conquistarne la leadership, anche con il sostegno dei clan attivi nei limitrofi centri dell’entroterra vesuviano. Proprio ad Angri, nel mese di ottobre, la Dia di Salerno ha eseguito la confisca di un immobile del valore di oltre duecentomila euro, nella disponibilità di un pluripregiudicato condannato per associazione per delinquere, usura, estorsione e sfruttamento della prostituzione. A Pagani, sebbene sensibilmente limitato nella sua operatività dall’azione di contrasto della magistratura, si conferma il predominio del sodalizio Fezza-Petrosino -D’Auria, particolarmente propenso ad infiltrare le attività imprenditoriali del posto. L’usura e le estorsioni, unitamente al traffico di stupefacenti, perpetrati in concorso con esponenti di organizzazioni camorristiche dell’hinterland vesuviano, risultano, in generale, le principali attività illecite condotte dalle restanti organizzazioni paganesi. A Sarno è attivo il clan Serino e si conferma la presenza di una propaggine del clan Graziano (originario dell’avellinese), che risulta operativa anche sui limitrofi comuni di Siano e Bracigliano. A Sant’Egidio del Monte Albino si registra una situazione criminale dagli equilibri mutevoli. Lo storico clan Sorrentino, la cui struttura organizzativa è stata fortemente minata dalle operazioni di polizia, continuerebbe a gestire le attività illecite sul territorio con l’ausilio di personaggi collegati alle organizzazioni attive a Pagani e Nocera Inferiore.

 

Nella Piana del Sele e in particolare nei comuni di Eboli, Battipaglia e Pontecagnano, storicamente soggetti all’egemonia del clan Pecoraro-Renna, la frattura realizzatasi in seno allo stesso ad opera di alcuni affiliati, aveva determinato la costituzione dei sodalizi Trimarco, Frappaolo e Giffoni. A Bellizzi il controllo delle attività illecite sarebbe mantenuto dal clan De Feo, anch’esso nel tempo indebolito. Più di recente è emersa l’operatività criminale di nuove leve nel traffico degli stupefacenti, acquistati a Napoli e nel suo hinterland. Allo stesso tempo sempre grazie ad opera di giovani leve, è ripresa l’attività del clan Pecoraro/Renna. Passando all’Alto Cilento, ad Agropoli si segnalano alcuni membri del menzionato clan napoletano Fabbrocino e la famiglia di nomadi Marotta. L’area del Medio e Basso Cilento, esposta anche alle mire della criminalità organizzata calabrese, si caratterizza per l’operatività dei gruppi facenti capo alle famiglie Gallo e Balsamo di Sala Consilina, in passato consorziate in un unico sodalizio e oggi divise. Nello specifico, la famiglia Gallo è risultata in contatto con cosche dell’alto Ionio e Tirreno cosentino. È quanto emerge dall’operazione “Frontiera”, conclusa dall’Arma dei Carabinieri nel mese di luglio con l’esecuzione di un’ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa nei confronti di 58 indagati per associazione di tipo mafioso, associazione finalizzata al traffico di sostanze stupefacenti, estorsione, rapina, usura e altri gravi reati. Contestualmente fu data esecuzione a un decreto di sequestro preventivo di beni mobili e immobili del valore di circa 7 milioni di euro. I provvedimenti scaturiscono da un’indagine avviata nei confronti di pregiudicati salernitani appartenenti alla citata famiglia Gallo, attivi nei territori del Cilento e del Vallo di Diano e risultati in collegamento con esponenti delle cosche ‘ndranghetiste Muto di Cetraro (CS) e Valente-Stummo di Scalea (CS).

 

A Scafati permane il clan Loreto -Ridosso, i cui vertici sono stati colpiti con l’operazione “Sarastra”, conclusa nel mese di luglio dalla Dia di Salerno e dall’Arma dei Carabinieri con l’esecuzione di un fermo di indiziato di delitto nei confronti di quattro soggetti, responsabili di diverse estorsioni nei confronti di imprenditori del settore ortofrutticolo della zona. La collaborazione con la giustizia di uno dei maggiori esponenti del citato clan ha peraltro disvelato le connivenze dell’organizzazione con organi amministrativi locali. Sempre nell’ambito del contesto investigativo “Sarastra”. Il 25 novembre 2016, la sezione del Riesame del Tribunale di Salerno – riconoscendo come particolarmente significative le risultanze investigative raccolte dalla locale Sezione operativa della Dia – ha emesso un’ordinanza con cui ha parzialmente accolto l’appello proposto dalla Procura della Repubblica della sede avverso il provvedimento di rigetto di applicazione di misure cautelari, emesso il 28 giugno 2016 dal Giudice per le indagini preliminari, conseguente alla richiesta di custodia cautelare in carcere nei confronti del sindaco pro tempore di Scafati e di altri tre soggetti, due dei quali ritenuti elementi di vertice del clan sopra citato. Il collegio giudicante ha accolto l’appello del pubblico ministero per violazione della legge elettorale, riconoscendo l’aggravante del metodo mafioso, in Occasione delle elezioni amministrative del 2013 e del 2015.

 

Il porto di Salerno utilizzato dalla ‘ndrangheta per l’approvvigionamento dello stupefacente. La droga veniva occultata in cargo contenenti riso, grazie alla copertura di un società di import-export, con sedi a Milano e Roma, controllata da imprenditori prestanome della consorteria mafiosa. Ancora la “rotta atlantica” è stata al centro delle investigazioni concluse, nel mese di luglio, dalla Guardia di Finanza nell’ambito dell’operazione “Vulcano”. Dalle indagini è, infatti, emerso come esponenti dei clan Molè, Piromalli, Alvaro e Crea avessero organizzato un vasto traffico di cocaina che, attraverso gli scali portuali panamensi di Cristobal e Balboa, veniva fatta arrivare nei porti di Rotterdam, Livorno, Napoli, Salerno, Genova e Gioia Tauro.

 

I clan calabresi tentano di conquistare il territorio della Campan ed in particolare quello Cilentano. I clan calabresi tentano di conquistare il territorio della Campan ed in particolare quello Cilentano.A Cosenza e nei comuni limitrofi permane l’aggregato denominato Rango-zingari, sorto dalla fusione tra i superstiti della scomparsa cosca Bruni e il clan degli zingari, capeggiato da elementi della famiglia Rango Il sodalizio risulta legato da un patto federativo con le altre due compagini mafiose cosentine dei Lanzino -Patitucci e dei Perna-Cicero.Nel periodo d’interesse la cosca Muto, egemone nell’alta fascia tirrenica cosentina, con importanti propaggini dalla Basilicata alla Campania, è stata significativamente colpita dall’operazione “Frontiera dell’Arma dei Carabinieri, conclusasi nel mese di luglio con l’esecuzione di un’ordinanza di custodia cautelare nei confronti di 58 responsabili,tra cui il capo clan.Le indagini, scaturite a seguito del omicidio avvenuto a Pollica  nel 2010 el sindaco Vassallo, hanno documentato l’operatività del clan nel Cilento e nel Vallo di Diano, facendo luce, al contempo, su una serie di condotte estorsive e su un vastotraffico di stupefacenti diretto alle principali località balneari della costa tirrenica.




Cava de’ Tirreni: abitazioni abusive, il No al Comune

di Andrea Pellegrino

Illegittime le delibere per l’acquisizione al patrimonio pubblico delle abitazioni abusive di Cava de’ Tirreni. La Procura generale della Corte d’Appello di Salerno ribadisce il concetto: gli atti di destinazione degli immobili ad housing sociale non possono concretizzarsi perché non prevedono l’intervento della Soprintendenza. Il Comune di Cava de’ Tirreni ci ha riprovato, nei giorni degli abbattimenti, e dopo lo stop già incassato dal Tribunale amministrativo di Salerno. Nulla da fare, dunque: alla base ci deve essere il parere della Soprintendenza che non può essere by- passato ed affidato alla commissione locale per il paesaggio. La Soprintendenza aveva già espresso il suo parere negativo, impugnato nel settembre di un anno fa innanzi al Tar di Salerno. I giudici amministrativi erano stati già chiari: nessuna acquisizione era possibile senza il via libera dell’organo soprintendizio. Da qui la decisione dell’amministrazione comunale di affidare il parere alla locale commissione paesaggistica, riaprendo così un procedimento
già concluso. Ma nonostante ciò, nei giorni scorsi, prima dell’avvio dell’azione delle ruspe, il sindaco Enzo Servalli si sarebbe rivolto alla Corte d’Appello per chiedere la sospensione degli abbattimenti. Un
ricorso vano che, anzi, avrebbe acceso i riflettori sulla procedura fino ad ora utilizzata. Il procuratore generale della Corte d’Appello, in- fatti, avrebbe tracciato un doppio profilo di illegittimità: l’adozione delle delibere senza il parere obbligatorio della Soprintendenza e la riapertura del procedimento amministrativo. Una circostanza, questa, che non escluderebbe all’orizzonte una indagine da parte
della Procura della Repubblica sulla lunga e complessa vicenda gli abbattimenti nella vallata metelliana.
Al Tar l’amministrazione comunale s’appello contro il parere negativo espresso in conferenza dei servizi. Tra il 2010 ed il 2012 il Consiglio comunale di Cava de’ Tirreni aveva deliberato il “preminente interesse pubblico” per non abbattere sedici case abusive, insistenti su aree sottoposte a tutela paesaggistica e già acquisite al patrimonio comunale. In conferenza di servizi venne ufficializzato il no della Soprintendenza, acquisito poi dal dirigente del settore che nel maggio 2014 dichiarava conclusa la procedura prendendo atto del “vincolante” parere negativo. A questo punto il Comune di Cava de’ Tirreni avrebbe dovuto provvedere alle demolizioni. Da qui il ri- corso al Tar, bocciato dai giudici amministrativi. Una sentenza che ha dato forza anche all’azione penale che ha dichiarato l’illegittimità delle delibere adottate. La scorsa settimana la macchina delle ruspe si è già messa in moto. Al- l’orizzonte ci sono già altri venti decreti di abbattimento.




Cava. Divertimento e solidarietà nelle manifestazioni organizzate dagli “Amici della Terza Età Antico Borgo”

CAVA DE’ TIRRENI. Bellissima serata all’insegna della solidarietà e folla delle grandi occasioni per l’evento organizzato dall’Associazione di promozione sociale e culturale “Amici della Terza Età Antico Borgo” di Cava de’ Tirreni nel Salone del Social Tennis Club. L’evento intitolato “Festa del Papà-the day after” ha visto il coinvolgimento della Croce Rossa Italiana Comitato di Cava, impegnato in questo periodo nella raccolta fondi finalizzata all’acquisto di una ambulanza pediatrica neonatale, obiettivo di fondamentale importanza vista anche la paventata chiusura definitiva del centro nascite dell’ospedale Santa Maria Incoronata dell’Olmo di Cava de’ Tirreni. Generosa è stata la risposta dell’associazione e il presidente Gerardo Canora, nel ringraziare i soci per questa loro disponibilità, ha auspicato altre serate di collaborazione con la Croce Rossa, vista anche la forte e radicata attenzione che la stessa associazione rivolge alle problematiche che ormai emergono quotidianamente nel settore sociale. Il presidente del comitato locale della Cri Valentino Catino si è invece complimentato per l’organizzazione e per la grande partecipazione dei soci, lasciando alla collaboratrice Gabriella Pisapia il compito di descrivere le varie attività in essere della Croce Rossa, ripromettendosi di ritornare presto insieme alle sue colleghe vista la condivisione con i soci di alcuni momenti di ballo durante la serata. Continuano nel frattempo le attività dell’associazione che, dopo la festa delle donne, le commedie teatrali della compagnia L’Edera di Tito di Domenico,gli incontri di preparazione alla Pasqua con padre Giovanni Pisacane, le due commedie viste al teatro di Mercato San Severino, con un’altra da vedere il 20 aprile, e l’applauditissima perfomance di Enzo Toriello con la sua magica fisarmornica, ha in previsione per il primo maggio la visita agli scavi di Ercolano, mentre a fine maggio partirà il primo ciclo di cure termali a Contursi presso le terme Rosapepe. cri2




Cava. A rischio gli arresti di “Hair Coffee”

CAVA DE’ TIRRENI. Niente atti della procura, chiesto al tribunale del Riesame  l’annullamento dell’ordinanza cautelare a carico degli indagati nell’inchiesta “Hair Coffee” per detenzione di sostanze stupefacenti.
Gli avvocati, tra i quali Alfonso Senatore e Mario Secondino, hanno chiesto annullamento dell’ordinanza a carico degli indagati che il primo febbraio scorso erano stati raggiunti dalla misura cautelare per lo spaccio nel centro di Cava de’ Tirreni. A inzio mese erano finiti in tre in carcere: Antonio Benvenuto, 50enne residente a Nocera Superiore contitolare del caffè-parruccheria “Hair Coffee”; Domenico Caputano, detto Mimmo, 34enne cavese come lo è anche il 48enne Raffaele De Martino. Erano stati ristretti ai domiciliari:  Carlo Lamberti, 35enne cavese come anche lo è il 22enne Francesco Trabucco; il 26enne Fabrizio Milite di Nocera Superiore e il 33enne Pasquale Giuliano di Pompei. Erano stati sottoposti all’obbligo di presentazione quotidiano alla Polizia giudiziaria: la 33enne Maria Elena Dominique Guidotti di Montegualtieri, di Cava de’ Tirreni; Gennaro Scirgolea, 57enne cavese come lo sono anche la 40enne Arianna Villani, il 48enne Carmine Medolla (parrucchiere contitolare dell’“Hair Coffee”), il 52enne Claudio Mazzotta e il 40enne Umberto Della Corte. I giudici si sono riservarti la decisione
Nell’indagine, è emerso che alcuni degli indagati avrebbero perfino nascosto cocaina, hashish e marijuana nelle tazzine del caffè. Per gli inquirenti, con l’operazione del primo febbraio sarebbe stato sgominato un centro di spaccio nel pieno centro di Cava de’ Tirreni che ruotava, in parte, attorno all’“Hair Coffee” in via Montefusco, alle spalle delle Poste centrali e a due passi dai portici luogo della movida cavese.




Nocera/Cava. Rifiuti e l’annosa vertenza Seta, il Comune di Nocera Inferiore vince la partita

Vittoria per il Comune di Nocera Inferiore riguardo la vertenza Seta. «Oggi c'è stato un risultato molto importante per la città di Nocera che ha attraversato una fase impegnativa e difficile dal punto di vista finanziario per il servizio di raccolta e trasporto rifiuti». A parlare è il primo cittadino Manlio Torquato, in merito alla lunga e complessa vicenda Seta, società partecipata dal comune di Nocera Inferiore e da altri comuni come Cava de' Tirreni che si è occupata di gestire la raccolta dei rifiuti cittadini. «Ci fu un analogo incontro nel mese di luglio, per parlare delle principali cause dello squilibrio finanziario che ha accompagnato l'amministrazione – spiega il sindaco – e ora questa partita è stata vinta ed è una tappa fondamentale per quanto riguarda l'azione di risanamento finanziario, una tappa importante che ha rappresentato un punto di svolta dell'amministrazione comunale sia in termini finanziari veri e propri che è la cosa principale ma anche come valutazione di resa del servizio». «Molte delle nostre attività e l'utilizzo stesso dei beni strumentali di cui si deve avvalere una società che svolge attività di raccolti e di trasporti di rifiuti – continua Torquato – è stato fortemente ipotecato in questi tre anni e mezzo e ha fortemente condizionato la qualità del servizio e anche l'operatività stessa del servizio. Ci siamo dovuti sobbarcare decisioni spesso molto pesanti, non tutte note al pubblico, ma che hanno consentito comunque in questa sospensione di tempo e di attesa fino al provvedimento ordinativo del tribunale di Nocera di pochi giorni fa di concludere la procedura con dichiarazione di inammissibilità. Il Comune ha assolto ai suoi pagamenti». E adesso bisogna ripartire da zero, almeno per quanto riguarda l'amministrazione che ha affrontato «alcuni nodi sospesi e molto onerosi». «Ci sarà, inoltre, anche un avvio di risanamento finanziario, nato per colpa della partita rifiuti» – conclude il sindaco Manlio Torquato.
Alfonso Criscuolo

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