Otto casi in due mesi di pandemia, il Coronavirus non ferma la violenza sulle donne

di Erika Noschese

In piena emergenza Coronavirus anche le richieste d’aiuto, da parte di donne vittime della violenza dei loro compagni, è aumentata. A confermarlo Filomena Avagliano, presidente dell’associazione Resilienza che, da sempre, si batte contro ogni forma di violenza di genere. «E’ importante sottolineare che l’associazione si occupa di tutte le violenze di genere ma i numeri, purtroppo, parlano chiaro: sono sempre di più i casi di violenza femminile – ha dichiarato la presidente Avagliano – Le donne vengono ostacolate in tutti i campi e un esempio è il lockdown causato dall’emergenza Coronavirus con le donne costrette a decidere se stare a casa con i loro figli o andare a lavorare». In questi due mesi di emergenza, le richieste d’aiuto sono aumentate: sono state circa otto le donne che si sono rivolte all’associazione per chiedere aiuto, «anche donne provenienti dal nord che hanno saputo di noi attraverso i social e ci hanno chiesto aiuto perchè si fidano di noi», ha spiegato ancora la presidente Avagliano, sottolineando che – in due casi – hanno dovuto mandare i carabinieri a casa perchè le vittime, per proteggersi, sono state costrette a chiudersi nel bagno delle loro abitazioni. «In questo periodo sono aumentati i casi di stupri e pedofili perchè gli aguzzini sono in casa h 24, quasi – ha poi aggiunto la presidente – Purtroppo è il sistema sbagliato, un sistema che non aiuta chi è vittima di abusi e questa pandemia ha solo accentuato il tutto». Intanto, proprio a causa del Coronavirus, l’associazione ha dovuto ha dovuto momentaneamente chiudere il proprio sportello antiviolenza. Per non abbandonare chi ha la necessità di rivolgersi all’associazione, la presidentessa Filomena Avagliano ha annunciato fin da subito che il sostegno sarebbe continuato attraverso i social, con lo sportello on- line attivo il martedì ed il giovedì dalle 16 alle 19.




«Troppo duri, bastava dimezzare i posti a sedere»

di Adriano Rescigno

«La vedo nera, sarebbe stato più giusto dimezzare i posti a sedere o chiudere. La normativa è poco chiara e di questa situazione pagheremo i danni per i prossimi 5 anni». Così Pasquale Falcone, il re della movida cavese, regista e titolare della catena di locali “Delicious”. Ieri pomeriggio al Comune di Cava de’ Tirreni al tavolo allargato tra amministrazione, associazioni di categoria ed esercenti, c’era anche Falcone: «E’ tutto abbastanza catastrofico, è una situazione difficile e strana, se questo virus è così letale, se è in corso una guerra, fatto sta ci vorranno anni per far riprendere l’economia e nel mio piccolo – dice Falcone – io gestisco sei locali con un esercito di settanta dipendenti che al mese tra stipendi e contributi hanno un impatto sull’attività di 120mila euro e vista la situazione corrente o saremo costretti a licenziare o mettere in cassa integrazione. Per almeno sei mesi il governo dovrebbe istituire una cassa integrazione ad hoc e annullare il pagamento dell’iva, altrimenti con i locali chiusi, i posti dimezzati, la paura tra le persone che disdicono i tavoli, gli stipendi come faremo a pagarli?». «I piccoli locali – continua – non possono essere assimilati alle discoteche, e per i bar che si fa? Tutti ai banconi senza rispettare il metro di distanza. Pongo l’esempio dei miei locali: rispettando il metro di distanza tra i clienti, in un locale da 45 posti, vuol dire dimezzare i clienti con due persone che occupano due tavoli e quindi mi ritroverei più personale che clienti. Poi vista l’emergenza abbiamo rinviato l’uscita del film Alessandra ma tranquillamente arrivano in Europa 30mila soldati americani». «Io – conclude Falcone – consiglio prudenza da parte dei gestori dei locali e dell’utenza, visto che siamo in guerra ma non vediamo il nemico e quindi le persone non percepiscono reale come il problema, ma non farsi prendere dalla psicosi. Noi fino al 15 manteniamo in piedi le direttive ministeriali, saremo aperti anche per sole 20 persone per dare anche un segnale di vita, ma siamo in sofferenza». «C’è poco da fare, possiamo solo rispettare le direttive», così Aldo Trezza, presidente della Confesercenti di Cava de’ Tirreni a margine della riunione a Palazzo di Città. «Il mio consiglio è quello di rispettare le regole, prendere precauzioni, ma condurre una vita normale, uscire di casa ma l’importante è non farsi prendere da psicosi. E questo vale per tutti, per titolari ed utenza». «I danni – conclude Trezza – sono enormi all’economia, ma ci riprenderemo non appena passerà, mi preoccupo per i dipendenti dei locali, qualcuno verrà licenziato, ma ci sarà la cassa integrazione straordinaria». «La movida è uno dei motori principali dell’economia cavese, ma adesso dobbiamo pensare alla salute pubblica». Anna Altobello assessore alle attività produttive del Comune metelliano ieri pomeriggio è stata impegnata nel tavolo tecnico con le associazioni di categoria e gli esercenti che hanno dovuto rimodulare le proprie attività a causa dell’emergenza Covid19. 1. «Ne usciremo più forti di prima – dice la Altobello – l’amministrazione è vicina a tutti gli esercenti in questo momento difficile ma non potevamo mettere in discussione una normativa ministeriale a tutela della salute pubblica». «Passerà – tuona il primo cittadino Vincenzo Servalli, lanciando anche la prima iniziativa per il ripristino delle normali attività di svago – e torneremo la “reginetta della movida.” Stiamo già pensando ad una grande “Notte Rosa” appena possibile, dedicata alle donne sul modello della nostra grande “Notte Bianca”. Adesso dobbiamo resistere»




Bastolla in campo contro Servalli: «Siamo senza compromessi e ambiguità»

di Adriano Rescigno

Enrico Bastolla concorrerà da solo alle prossime elezioni amministrative a Cava de’ Tirreni. E’ lo stesso ad annunciarlo e probabilmente il prossimo 16 marzo la sua lista “Liberi di…” verrà presentata alla città. «E’ dal giorno successivo alle mie dimissioni dalla carica di assessore – due anni fa, dice Bastolla – che sto lavorando ad un progetto civico competitivo che sappia rispondere presente alle istanze del territorio. Un progetto concreto e realizzabile. Siamo una compagine civica – dice Bastolla – che unisce la società civile con professionisti, uomini e donne, madri, donne lavoratrici che hanno voglia di fare per la propria città e non hanno l’intenzione di occupare poltrone». Proprio sul non occupare poltrone: «Noi a differenza degli altri abbiamo introdotto il vincolo di mandato per i consiglieri comunali. Solo così potremmo avere una purificazione delle liste, un primo vero segnale per la selezione della classe politica che non può che portare solo giovamento alla stessa e quindi al governo della città ed alla sua stabilità. La stabilità della città dunque e della sua classe politica è minata dalle stesse coalizioni che affronteranno la campagna elettorale, in buona sostanza, potrebbero vincere anche, ma non governeranno. Da destra a sinistra – conclude – vedo solo un insieme di trasformismo». Affrontando infine il tema del programma elettorale, lo stesso leader di “Liberi di…”, ed ex leader di “Cava Civile”, spiega che: «Sarà un programma che vuole realizzarsi su due livelli e che comprende sei macroaree. I livelli sono quelli della competenza e della programmazione con obiettivi precisi e realizzabili tramite la sinergia ed il rapporto organico tra il governo del territorio ed il mondo dell’associazionismo. Un impegno serio e programmatico senza compromessi ed ambiguità per la crescita della città con a cuore la salute pubblica cittadina». «Partiamo dalla gestione dell’ordinario con la tutela e la conservazione del patrimonio esistente, per arrivare alla gestione dello straordinario dove avranno vita le idee ed i progetti per la città – continua Bastolla – Idee e progetti che abbracciano sei macroaree: urbanistica, cultura, ambiente, sicurezza, poltiche sociali ed attività produttive, tutti argomenti che l’amministrazione ha solo toccato e mai affrontato per davvero». Dunque il guanto di sfida è lanciato e Servalli avrà contro anche il suo ex assessore oltre che Marcello Murolo per il centrodestra. Bisognerà aspettare che passi l’emergenza Coronavirus che al momento ha bloccato tutte le manifestazioni pubbliche quindi anche le aperture delle campagne elettorali, anche per sapere chi saranno i candidati al Consiglio comunale e Bastolla già avverte: «Spazio alle new entry, spazio a chi vuole bene al suo territorio e non agli arrivisti».




Vincenzo Passa: «Servalli? Ha fatto poco, FdI ha sottovalutato Murolo»

di Adriano Rescigno

Vincenzo Passa a tutto tondo: «Murolo l’unico in grado di rilanciare Cava. Servalli? Cinque anni di immobilismo» La scelta dunque è netta: per le prossime amministrative appoggerete Murolo. «Io già due anni fa scelsi di appoggiare Murolo quando seppi della sua candidatura a sindaco. Una persona per bene e che stimo. Sono 2 anni che ho contatti con Murolo».

Due anni fa voi però eravate in Consiglio comunale tra le fila del Partito socialista italiano. Eravate a sostegno di Servalli. Cosa ha dettato l’allontanamento?

«E’ il momento di fare chiarezza. Io sono stato eletto in una lista civica preparata da Luigi Napoli a sostegno di Armando Lamberti, antagonista di Servalli. Non andammo nemmeno al ballottaggio in prima battuta, poi dopo un po’ di tempo mi fu proposto dal segretario cittadino del Psi, di aderire al Psi ed io aderii, e dopo poco mi fu data la delega a tempo all’istruzione con l’obiettivo di realizzare il dimensionamento scolastico. Io all’epoca non sapevo che il Psi sarebbe entrato in amministrazione. Realizzato il dimensionamento mi fu tolta la delega, ma quello che non mi è andato giù è che il sindaco per oltre un anno ha tenuto quanto da me realizzato nel cassetto perdendo tempo e poi alla fine ha realizzato quanto io avevo messo su carta e di questo lo continuo a ringraziare. Successivamente si sono rotti i rapporti per mancanza di fiducia da ambo le parti e mi sono ritenuto consigliere libero come quando sono stato eletto».

Qual è il suo parere su questi 5 anni di amministrazione?

«Servalli ha fatto poco. Di ex novo Servalli cosa ha fatto? Ha risolto la questione del mercato coperto? Ma anche qui c’è da dire che il canone di affitto è stracciato e per il Comune c’è poco vantaggio. Palaeventi? Due volte deserta la gara. Per il velodromo non c’è futuro all’orizzonte. L’ospedale? Ormai è chiuso. Il secondo troncone del trincerone? Si dice che c’è il progetto, ma non ho visto nulla. La palestra Parisi? Il progetto di abbattimento l’ha fatto Galdi. Servalli ha solo tagliato i nastri per i lavori delle altre amministrazioni. Spero che la città si svegli da questo torpore ed immobilismo. Vogliamo parlare del parcheggio a San Francesco? Era parcheggio prima ed anche ora solo che adesso non è abusivo. Via Cinque? Dopo 7 anni è ancora così, e se non spinsi per i 30mila euro del progetto esecutivo, nemmeno la strada avrebbe avuto il progetto pronto. Le scuole? La scuola della Badia è aperta per 10 alunni e la legge non lo prevede. La scuola di San Cesareo? C’è il progetto esecutivo ma i soldi dove sono? La scuola di Santa Lucia? Nuova ma al primo maltempo sono volate le tegole. Passiano? Chissà quando verrà aperta. Ci sono ancora le finestre in ferro che per le normative sulla sicurezza andrebbero tolte».

E’ stato realizzato il Puc…

«Non è ancora stato approvato in Consiglio e non sappiamo ancora cosa è cambiato definitivamente. Le case abusive andranno abbattute, la zona Asi… non è ancora esecutivo».

Perché FdI non da il via libera a Murolo?

«Sembra che si siano incontrati e so che c’è l’ok. Avevano un problema interno ma il sì è stato dato. Mancano 2 mesi e mezzo alle elezioni. Marcello da un anno e mezzo è candidato, evidentemente lo avevano preso sottogamba».




Installato il pre-triage mentre a Palazzo di Città il sindaco Servalli era in conferenza con i presidi

Anche all’ospedale Santa Maria dell’Olmo di Cava de’ Tirreni, su indicazione della regione Campania, è stato attivato in maniera preliminare un pre-triage per le persone che provengono dalle zone a rischio e che presentano sintomi come febbre, tosse e malattie respiratorie acute, che vengono così indirizzate ad un percorso dedicato. Al montaggio della tensostruttura, i volontari delle associazioni di Pubblica Assistenza Mani Amiche, P.a. Millenium Amalfi onlus e P.a. Corbara. Mentre il pre-triage veniva installato, il sindaco Vincenzo Servalli, con il vice sindaco, Armando Lamberti ed il Dirigente Responsabile Igiene Urbana e Ambientale e Epidemiologia e Profilassi delle malattie infettive d.s 63, Giovanni Baldi, l’assessore Nunzio Senatore, la presidente della commissione Sanità, Paola Landi, hanno tenuto un incontro con i dirigenti scolastici di tutti gli Istituti cavesi di ogni ordine e grado. informati sulle misure adottare che prevedono la disinfezione, dopo quella effettuata alle scuole di competenza comunale, anche di quelle di competenza provinciale che sarà eccezionalmente effettuata dall’amministrazione comunale. È vietata la circolazioni solo delle persone che dovessero provengono Comuni interessati alle misure urgenti di contenimento e gestione del contagio che sono: nella Regione Lombardia: Bertonico; Casalpusterlengo; Castelgerundo; Castiglione D’Adda; Codogno; Fombio; Maleo; San Fiorano; Somaglia; Terranova dei Passerini e nella Regione Veneto: Vo’. Non sono previste restrizioni di coloro che provengono da altre zone.




Bastolla al vetriolo: «Servalli facesse un profondo esame di coscienza»

di Adriano Rescigno

«Per ora non sono candidato e non sto cercando nessuna casella per accasarmi, però tutto potrebbe succedere». Parola di Enrico Bastolla, ex assessore proprio con Enzo Servalli e leader del movimento civico Cava Civile. Di Enrico Bastolla, politicamente parlando, dopo le ultime sfuriate contro l’ex amico Enzo Servalli, politicamente parlando se ne erano perse le tracce, ma poi all’improvviso: «Al momento non penso di competere alle prossime amministrative, ma tutto può succedere, basta aspettare qualche giorno». Sicuramente non sarà tra i sostenitori di Servalli, infatti: «Il sindaco ha un progetto di città fallimentare, inaugurò la sua campagna elettorale all’interno del Palaeventi, immagine netta del suo fallimento visto che fermo al palo era e fermo al palo è, dopo mille proclami. Dovrebbe fare un profondo esame di coscienza ed ammettere che del suo programma solo il venti per cento è stato realizzato, il resto è solo propaganda». E se l’appoggio a Servalli è negato, è negato anche quello a Marcello Murolo, sul cui nome il centrodestra sta trovando una quadra: «Murolo non ha un disegno concreto di città e non lo sosterrò», chiosa lapidario. Il colpo di scena dunque è atteso tra qualche giorno visto che: «Qualcuno mi ha cercato, ma io ancora devo dare una risposta e per il momento intendo tenere un profilo molto basso», e poi: «Servalli? ha già vinto», ride. Insomma tutt’altro che basso profilo, un criptico Bastolla secondo i ben informati sarebbe già a lavoro da tempo, però nessuna certezza è data sapere. Impossibile che non scenda in campo contro quello che è ormai il nemico capitale dopo il “tradimento” e l’induzione alle sue dimissioni.




Il pino che ha ucciso il 61enne era sicuro, lo dicono le perizie

di Adriano Rescigno

Il pino secolare che ha travolto ed ucciso sul colpo l’oculista 61enne Gioacchino Mollo nella prima mattinata di giovedì, era sicuro. Tre agronomi, nel gennaio 2019 avevano effettuato delle perizie specifiche su quel maledetto pino del parco comunale Falcone e Borsellino, e tutte e tre avevano dato esito positivo, in particolare proprio una apposita perizia su un possibile ribaltamento – poi verificatosi dopo appena un anno, probabilmente a causa delle forti raffiche di vento che hanno sfiorato i 120 km/h – ne scongiurava il pericolo. La pianta in questione, stando ai primi rilievi incaricati dalla procura della Repubblica di Nocera Inferiore – la quale ha disposto sia il sequestro della villa comunale che della salma dell’oculista che attualmente si trova nel civico cimitero – sarebbe collassata al suolo per una mancata tenuta dell’apparato radicale che non ha retto all’impatto del forte vento e che nel distaccarsi, facendo franare la pianta lungo viale Crispi ha rischiato di uccidere contestualmente altre 3 persone, una donna e 2 operai della Metellia Servizi, senza voler contare alla possibile ulteriore tragedia del se si sarebbe trovato lì sotto uno scuolabus, visto l’orario di entrata delle scuole vicine. Quanto emerge dalle perizie incaricate dal Comune, effettuate sulle piante secolari della villa, le due più grandi, i due pini, uno caduto e l’altro che ha resistito, posizionato proprio dinanzi a quello in questione, il meno sicuro (ma non da abbattere) è quello che ha resistito al vento, sul quale, dopo il dissequestro della villa e la conclusione delle indagini, probabilmente verrà adottato un provvedimento di abbattimento, dopo un’ulteriore perizia, visto che le piante in questione sono protette ed abbatterle senza autorizzazione farebbe incorrere in reato ambientale. Insomma, tutto porta ad una tragica fatalità, con le piante controllate ed altre abbattute in via precauzionale, mentre da Palazzo di Città si apprende la notizia che il giorno dei funerali, ancora da stabilire visto il sequestro della salma, sarà indetto lutto cittadino, mentre per scrivere la parola fine sulla triste vicenda di giovedì la procura nocerina continua le indagini le parco comunale, al fine di stabilire la verità e far emergere eventuali responsabilità. Sulla tragedia consumatasi a Cava l’altro ieri è interventuto anche il sindaco di Salerno Vincenzo Napoli: «Noi curiamo costantemente la manutenzione del nostro verde pubblico con gli uffici competenti e gli agronomi che certificano lo stato di salute dell’albero e provvediamo al riguardo. Se è ammalato dobbiamo, con nostro rammarico, procedere al taglio. Abbiamo appalto una serie di operazioni di ripiantumazione e provvederemo nei prossimi. giorni».




Gioacchino Mollo, vittima del maltempo, identificato dal microchip del suo cane

di Adriano Rescigno

Gioacchino Mollo, noto oculista di Cava de’ Tirreni, classe ’59 è la vittima di Cava de’ Tirreni. L’uomo ha perso la vita dopo essere stato letteralmente travolto da un pino secolare, questa mattina alle 8.15, mentre passeggiava, con il suo cane, lungo viale Crispi. La strada in questione, infatti, conduce a due licei e ad una scuola materna. A far crollare il pino le forti raffiche di vento che, da questa notte, si sono abbattute su tutto il territorio provinciale. L’albero, di fatti, ha colpito l’inferriata della villa comunale, creando un buco nella recinzione di quasi tre metri; il pino ha poi travolto la macchina, la multipla del dirigente comunale Francesco Sorrentino. L’albero, nell’abbattersi, ha travolto il furgoncino della Metellia Servizi, con due operai a bordo, lievemente contusi ed una piccola utilitaria, la cui conducente è all’ospedale Santa Maria dell’Olmo di Cava de’ Tirreni. La villa comunale era chiusa da due giorni, per allerta meteo, così come il cimitero. Gli alberi interni erano stati periziati dall’ufficio tecnico e dagli agronomi incaricati lo scorso 4 dicembre; alcuni sono stati tagliati ma secondo la perizia, il pino in questione non era pericolante. Nello schianto, l’albero ha travolto l’oculista che ha perso la vita sul colpo, identificato attraverso il microchip del cane che, come di consueto, portava a passeggio la mattina presto. Mollo lascia tre figlie e la moglie, Rosanna Avagliano, classe ’63, insegnante presso la scuola elementare a Santa Maria del Rogo. Vigili del fuoco e protezione civile sono riusciti ad estrarre il corpo dell’uomo solo dopo due ore di lavoro. Il cane, ferito, è stato affidato alle cure degli operatori del canile comunale.




«Mio figlio in Psichiatria per adulti da giovedì, esca oggi o mi incateno davanti al Tribunale»

di Adriano Rescigno

L. Z., 14enne di Cava de’ Tirreni è attualmente ospite, dallo scorso giovedì, del reparto di psichiatria per adulti del nosocomio nocerino Umberto I, la madre Antonella: “Non è un posto per lui, o lo mandano in una struttura dedicata oppure mi incateno davanti il tribunale o l’ospedale”. Luigi è affetto da Adhd, ovvero un disturbo della psiche e comportamentale che lo porta ad un sovrasviluppo degli atteggiamenti aggressivi e provocatori. Nelle scorse settimane Luigi era anche scomparso da casa e poi fortunatamente ritrovato ma da giovedì, dopo l’ultima e grave crisi è stato trasferito all’interno del reparto dell’Umberto I, ma stando a quanto racconta la madre, Antonella Lambiase: “Dopo il ricovero di giovedì sono stata diverse volte all’Asl di Cava de’ Tirreni dove vi sono la neuropsichiatra e l’assistente sociale che lo ha a carico – che secondo la madre – la quale non si interessa del ragazzo e sa solo denunciare noi genitori ex articolo 333, ovvero sostenendo che non ci occupiamo del piccolo. Io – continua Antonella Lambiase – posso dire si essermi occupata di cercare le strutture dove far accogliere mio figlio, visto che anche la scuola lo ha rifiutato, che sono o l’Aias di Nola oppure il Simir ad Ottaviano, dove il bambino sarebbe anche potuto andare a scuola. Dunque, il bambino già da ieri mattina sarebbe dovuto essere in una delle due strutture, arrivando quindi alle telefonate delle 14.00 che ricevo ieri dall’assistente sociale, la quale mi dice che in accordo con il Tribunale dei minori di Salerno il ragazzo entro oggi sarebbe stato trasferito all’Aias di Nola”. Accade che alle 17.00 di ieri pomeriggio però, Luigi, stanco dei continui rinvii del suo spostamento e la promessa di un trasferimento in una struttura lui idonea disattesa da quasi un anno e mezzo, ha un’ennesima importante crisi, per la quale accorrono anche i carabinieri, vengono informati il procuratore Frattini di Salerno e gli assistenti sociali e: “All’improvviso nessuna traccia del trasferimento a Nola – conclude la madre – nessuno sapeva più nulla, e mio figlio è stato sedato. Non stanno tutelando un minore, che non va a scuola, che è ricoverato in un reparto a lui non idoneo, come dicono anche i medici, e che soffre la sua condizione attuale. Se entro questa mattina non accade nulla, io sporgo un’ulteriore denuncia e mi incateno davanti o l’ospedale o il tribunale. Mi denunciassero, a me non fa differenza, io lotto per i diritti di mio figlio. E’ un anno e mezzo che cerchiamo una sistemazione adeguata per mio figlio, ma nessuno pare assumersi le sue responsabilità. Adesso basta”. In soccorso della signora Lambiase, Filomena Avagliano, presidente dell’associazione Resilienza di Agorà, di Cava de’ Tirreni. “L’associazione chiede che si fa luce sui ritardi ed i rinvii segnalati dalla signora Lambiase, madre del piccolo Luigi, ormai sempre più disperata per una situazione che appare quanto mai ingarbugliata. Le donne e le madri non vanno lasciate mai sole, noi siamo al loro fianco ed al contempo ci chiediamo: perché il piccolo Luigi non è ancora in una struttura in grado di accoglierlo, idonea alla sua patologia?”.




La disperazione di mamma Mimma: «Voglio avere fiducia nella giustizia»

di Erika Noschese

«Voglio avere ancora fiducia nella giustizia». Parla così mamma Mimma, la donna di Cava de’ Tirreni che da anni, ormai, porta avanti una lotta giudiziaria per poter ottenere nuovamente l’affidamento della figlia che le è stata sottratta dal suo ex marito. La giustizia, infatti, aveva fatto il suo corso: aveva affidato la bambina alla madre ma un giorno suo padre, durante una delle consuete visite, non ha riportato a casa la figlia. Una serie di vicende che hanno costretto la donna, assistita da un noto avvocato di Cava de’ Tirreni, a far nuovamente ricorso al tribunale di Nocera Inferiore. Nella mattinata di ieri, infatti, si è tenuta l’udienza, per la modifica della separazione. Mamma Mimma non si abbatte e, ammette, «voglio avere ancora fiducia nella giustizia – ha dichiarato infatti – Credo che un genitore, che non rispetta il ruolo dell’altro genitore e che non rispetta i provvedimenti del giudice, non possa essere considerato idoneo al collocamento prevalente». La donna lancia un appello affinché «la mia voce e quella di mia figlia vengano ascoltate perchè non esistono genitori di serie A e genitori di serie B ma esiste solo una bambina che ha il diritto di vivere sua madre, soprattutto quando dall’altro lato non sono capaci» Un grido di dolore, quello lanciato dalla giovane mamma di Cava de’ Tirreni: «Credere nella magistratura è l’unica speranza che ho, in 5 anni di separazione nessuno ha mai letto con attenzione tutto il mio fascicolo – ha detto la donna, disperata – Nonostante tutto non mollerò, una mamma non può mollare, mai». Va ricordato, infatti, che il giudice del tribunale di Nocera Inferiore aveva disposto l’affido prevalente a casa della mamma in quanto l’abitazione in cui la bambina vive attualmente non è idonea. Nonostante ciò la sentenza non è mai stata rispettata e la bimba vive ancora con suo padre.