Cstp, stipendi di luglio per interno: missione compiuta da sei dipendenti. La minaccia di Santocchio: «Ora cassa integrazione o gente a casa»

di Marta Naddei

I dipendenti per i dipendenti. Le maestranze del Cstp avranno per intero lo stipendio del mese di luglio. La missione è stata compiuta: il giudice della sezione feriale del Tribunale civile di Salerno, Mario Pagano, ha rilasciato l’autorizzazione al pagamento delle spettanze anche per il periodo dal primo al 16 di luglio con relativi accessori. Le somme saranno poste in pagamento il prossimo 7 agosto. Merito, sostanzialmente, di sei dipendenti del Cstp (cinque conducenti ed un amministrativo) che, facendo anche le veci dei colleghi, sono andati a prendersi il frutto del loro lavoro. Sei lavoratori che hanno incessantemente fatto la spola tra la sede del tribunale fallimentare di via Papio e quella della sezione feriale del tribunale civile, per poi spostarsi prima in azienda e poi presso la tesoreria del Cstp a portare i mandati di pagamento ad integrazione dei 14 giorni di spettanze già previsti. Hanno “tormentato”funzionari, hanno atteso dinanzi la stanza 101 del giudice Pagano, hanno fatto avanti e indietro, ma ce l’hanno fatta. C’è voluto, dunque, l’intervento diretto dei dipendenti stessi dell’azienda di trasporto pubblico locale affinché si potesse sbrogliare la matassa dopo giorni in cui gli stessi vertici societari non erano riusciti a venirne a capo. Giorni fatti di ben due istanze sbagliate dall’azienda e una terza, approntata nella giornata di giovedì con l’aiuto del commissario giudiziale Raimondo Pasquino, protocollata per l’appunto nella mattinata di ieri. A far sì che l’iter di accettazione da parte del magistrato avvenisse nel più breve tempo possibile ci hanno pensato, poi, cinque conducenti ed un impiegato, con tutti gli altri lavoratori pronti a dare battaglia, già da qualche giorno, nel caso in cui le cose non si fossero sbloccate. Come sottolinea anche il giudice Pagano nel suo provvedimento: «Il mancato pagamento potrebbe compromettere il normale svolgimento del servizio pubblico e pregiudicare gli interessi del consorzio». Riassumendo: se questa mattina non fossero scesi in campo i lavoratori, probabilmente, il prossimo 7 agosto lo stipendio sarebbe arrivato monco, il servizio avrebbe rischiato il blocco e l’azienda ne avrebbe pagato in termini di perdite.
Il liquidatore unico del Cstp, Mario Santocchio, ha colto la palla al balzo, dopo la notizia dell’autorizzazione da parte del tribunale per imbeccare i sindacati in merito alla questione della cassa integrazione: «Ciò risulta necessario per evitare non solo che quanto di buono fatto finora vada perso, ma soprattutto che vengano adottare misure piu’ drastiche, che in caso di mancata attuazione della Cig, risulteranno inevitabili». Una “minaccia” nemmeno troppo velata: o accettate la cassa integrazione o mandiamo la gente a casa.




Cstp, per i dipendenti solo 14 giorni di stipendio

di Marta Naddei

Quattordici giorni di stipendio. Di questo si dovranno accontentare i dipendenti del Cstp per il mese di luglio. Nelle more della decisione della sezione fallimentare del Tribunale di Salerno, i lavoratori dell’azienda di trasporto, il prossimo 7 agosto, si vedranno accreditare esclusivamente la metà del proprio emolumento. Il motivo alla base del provvedimento (l’ordine di servizio aziendale è stato pubblicato ieri mattina) è il mancato rilascio dell’autorizzazione da parte del Tribunale, a seguito di presentazione di istanza a firma congiunta da parte del commissario giudiziale Raimondo Pasquino e del liquidatore Mario Santocchio, al pagamento per intero degli stipendi da parte dell’azienda: quello presso i giudici è un passaggio fondamentale trattandosi di azienda in fase pre-fallimentare. E la mancata concessione dell’autorizzazione da parte del Tribunale sarebbe dettata esclusivamente da motivi tecnici: si è ormai in piena sessione feriale e, dunque, i procedimenti subiscono un rallentamento. In caso contrario, questa metà di stipendio andrà a fare il paio con l’altro mese e mezzo di spettanze non retribuite e congelate all’epoca dell’ingresso nella procedura di concordato preventivo. E’ ipotizzabile, comunque, che anche nel corso di questi giorni, lo stesso Tribunale possa sbloccare la situazione prendendo la decisione a stretto giro e garantire così lo stipendio per intero, anche se a qualche giorno di distanza, ai dipendenti.
Il risultato, comunque, sono lavoratori molto arrabbiati e ormai esasperati. Di questo sono ben consapevoli i sindacati di categoria che, ieri mattina, nel corso di una riunione presso la sede di piazza Matteo Luciani, hanno bocciato l’applicazione della cassa integrazione nei settori in cui vi è esubero di personale. Senza il concreto impegno da parte di tutti i protagonisti della vicenda, non saranno certamente i lavoratori ad essere gli unici a pagare ancora una volta. Tradotto: i soci pensino prima a mettere i soldi della ricapitalizzazione, poi anche i dipendenti faranno la propria parte. Il risparmio, con la cig in deroga che sarebbe dovuta partire dal prossimo 5 agosto e fino al prossimo primo settembre, sarebbe stato di soli 30 mila euro. Una cifra irrisoria rispetto alle perdite aziendali di oltre un milione di euro fatte registrare dal Cstp nel primo quadrimestre dell’anno. Tra le motivazioni addotte dall’azienda per giustificare l’ingresso in cig dei lavoratori in esubero, c’è anche «l’eventuale ulteriore definizione delle modalità applicative da attuare a partire dall’entrata in vigore delle modifiche di esercizio conseguenti agli effetti della nota della Provincia numero 74047 del 22/07/2013». Un passaggio che non è sfuggito all’assessore provinciale Michele Cuozzo: «Come al solito, il buon Barbarino non perde occasione per tirare in ballo la Provincia».