Il clan Cava gestiva la prostituzione Ricevevano tra Capaccio e Salerno

Pina Ferro

Prendevano appuntamento telefonicamente e parlando in codice, poi venivano ricevuti in case di lusso ubicate a Salerno, in provincia e nel avellinese. In queste abitazioni dagli ambienti confortevoli le signore del sesso a pagamento soddisfavano le richieste dei clienti disposti a sborsare anche ingenti cifre per qualche ora di piacere assoluto. Le prostitute erano di varie nazionalità. A svelare il giro di sesso a pagamento, gestito da uno dei più importanti clan dell’irpinia è stato un collaboratore di giustizia. Erano gli stessi solidali a reclutare le lucciole e, a mettere a disposizione gli appartamenti dove poi si prostituivano. Sei al momento le persone indagate per traffico di droga e associazione per delinquere finalizzata allo sfruttamento della prostituzione; diverse le perquisizioni effettuate nella giornata di ieri a Salerno, Capaccio, Scala, Cesinati, Solofra e Serino. Le perquisizioni sono state effettuate, dagli uomini della Squadra Mobile di Avellino, nell’ambito di un’inchiesta della Direzione distrettuale antimafia di Napoli su un presunto giro di prostituzione tra l’Irpinia e il salernitano. L’inchiesta, ancora in corso, coordinata dal procuratore aggiunto Giuseppe Borrelli e dai pm della Dda DI Napoli Liana Esposito e Henry John Woodcock, è scaturita da intercettazioni telefoniche e dalle rivelazioni del collaboratore di giustizia che ha chiamato in causa un boss, Mario Ruggiero, ritenuto legato al clan camorristico dei Cava, attivo nell’Avellinese. Tutto è nato dall’indagine su uno strutturato traffico di droga, per lo più a base di cocaina. Poi è arrivata l’inattesa rivelazione della prostituzione. Gli appostamenti hanno permesso di ricostruire le modalità degli incontri e come operava la banda. Gli inquirenti ipotizzano infatti che ci potrebbero essere altri complici che partecipavano alle attività dell’associazione. E collegamenti proprio con storici clan che si muovono fra Avellino e il napoletano. Da Quindici e dal Vallo, negli anni passati, l’influenza dei clan si estesa in passato fino all’agro-nocerino sarnese.




Case di lusso a Sala Abbagnano, avviso di garanzia per la compagna di De Luca

Nuovi guai per l’ufficio tecnico del Comune di Salerno e per l’architetto Maria Maddalena Cantisani. Il dirigente comunale, compagna dell’attuale governatore della Campania Vincenzo De Luca, è stata destinataria nelle settimane scorse di un avviso di garanzia per la vicenda relativa alle ville superlusso di Sala Abbagnano, già al centro di una inchiesta della Procura della Repubblica di Salerno che aveva portato anche al sequestro del fabbricato in via di realizzazione che sorge nei pressi della Chiesa di San Felice in Felline. Destinatario dell’avviso di garanzia anche Angelo Viscido, architetto e legale rappresentante della società “Casa con Vista”. I sigilli erano scattati dopo le denunce presentate dai residenti della zona. Ed ora a quanto pare, sempre all’indomani di diffide da parte dei cittadini di Sala Abbagnano, l’inchiesta si è allargata anche al Comune di Salerno. Le ipotesi di reato contestato vanno dall’abuso alla falsità ideologica, oltre alle violazioni in materia urbanistica e paesaggistica. La Guardia di Finanza aveva riscontrato, inizialmente anomalie sul progetto. Successivamente anche il Tar aveva annullato i permessi di costruire rilasciati dal Comune di Salerno e dalla Soprintendenza. Un atto di diffida, tra l’altro, da parte dei residentI della zona aveva riguardato anche l’allora Soprintendente di Salerno Gennaro Miccio. Non si escludono sviluppi nel corso dell’inchiesta condotta dalla Procura della Repubblica di Salerno.