ESCLUSIVA CAVA: la maggioranza Servalli è già in Crisi

Uno degli esponenti più in vista della giunta Servalli, Enrico Polichetti, assessore con delega al Verde Pubblico, Sport, Centro Storico, Grandi Eventi, Rapporti con Enti ed Associazioni, quest’oggi durante la riunione del Centro Storico non si è presentato a causa di problemi interni alla maggioranza. L’assessore Polichetti non ha voluto ne smentire ne confermare queste voci di corridoio che sono immediatamente rimbalzate nelle mura del Palazzo di Città.

 

 

DOMANI IN ESCLUSIVA SU LE CRONACHE

Carmine Benincasa




Nasce il bambinello, ma è Aylan: il bimbo siriano annegato

Bambinello messo in anticipo sotto l’albero di Natale di Cava De Tirreni ma il bimbo non è Gesù ma Aylan, il bimbo di Kobane annegato durante la traversata del mediterraneo con un barcone per sfuggire alla guerra e poi ritrovato morto sulla spiaggia di un isola turca. Il bambinello può nascere ovunque. Anche in una spiaggia dell’isola turca e non necessariamente deve essere chiamato Gesù: quest’anno il bambinello, forse a Cava De Tirreni, lo chiameranno AYLAN. Aylan ha tre anni ed è siriano. Aylan aveva tre anni ed era siriano. L’opera, posizionata per poche ore , è stata lanciata per prima dal blog dello scrittore Pippo Zarrella (https://goo.gl/N1s9xQ). Oggi è nato in anticipo di qualche giorno nel presepe sobrio allestito ai piedi dell’albero di Natale del Comune di Cava de’ Tirreni un bambinello dipinto proprio come Aylan il bimbo siriano di tre anni che lo scorso 2 Settembre, è stato ritrovato esanime riverso sulla spiaggia di Bodrum mentre scappava in mare dalla guerra siriana  tentando di giungere in Europa. Il polso della statuetta rappresentante il bambinello  è legato ad un nastrino rosso che porta ad una barchetta di carta in mare tra le onde.  L’unica speranza di vita per le decine di bambini che ogni giorno sono inghiottiti nelle acque insanguinate del mar mediterraneo.  Sulla barca le firme degli autori di quest’opera di Street art GONE e HOOD nata per sensibilizzare e ricordare le vittime di questo massacro silenzioso che si consuma tra le urla di chi strumentalizza la questione immigrazione per finalità elettorali. Forse, immedesimandoci un momento negli autori di questo squarcio d’arte potremmo pensare: <<Non lo sappiamo se esiste Dio. Non sappiamo se è davvero nato Gesù in una grotta con il bue e l’asino. Sappiamo che se dovesse nascere in questo periodo storico, lo farebbe sicuramente in fondo al mare in compagnia di Aylan e di tutte le vittime di questa tragedia immane dell’immigrazione>>

Carmine Benincasa

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A spasso nella Cittadella: Luci accese e ascensori attivi. Un inutile spreco di denaro

Una visione, un sogno o un’indigestione. Una di queste tre cose, o forse tutte e tre, nel 1949, con la legge 717, fecero inserire l’obbligo di opere d’arte all’interno degli edifici pubblici. Nel salernitano, con 30 anni di ritardo, nacque il primo progetto della Cittadella Giudiziaria, che, però, sarebbe dovuta essere locata nella zona orientale di Salerno. Un sogno non avveratosi all’epoca, ma che, negli anni 90, l’allora sindaco, ed ora presidente della Regione, Vincenzo De Luca, affidò all’architetto britannico David Chipperfield, da non confondere con il noto illusionista, David Copperfield. Chipperfield localizzò l’opera nel pieno centro cittadino, nell’area dell’ex scalo merci. Una struttura mastodontica, visibile dal lungomare, «un grandissimo progetto per l’Italia e per la giustizia», così l’ha definita Vincenzo De Luca, alla prima delle tante inaugurazioni che susseguirono. I lavori cominciarono nel 2003, con la previsione di chiudere i cantieri in circa due anni, ma i piani non andarono come erano stati concepiti e l’opera si dovette interrompere a causa di alcuni ritrovamenti geologici. La Dea Bendata però non si accorse di questo edificio, infatti, nel 2008, l’impresa appaltatrice, che vinse con il massimo ribasso, fallì lasciando solo lo scheletro dei tre palazzoni che avrebbero dovuto comporre una parte della cittadella. Nel 2010 ripartirono i lavori e nel 2014 vennero consegnati i primi tre palazzoni mentre le restanti dovrebbero essere completate con un finanziamento di 27 milioni stanziato dal Cipe. Un’inaugurazione ad ogni riapertura dei lavori, e così, piano piano, la cittadella prese le sembianze di edificio, senza però mai diventarlo a tutti gli effetti. Oggi la struttura viene spacciata per completa – o quasi, dal momento che manca ancora l’ultimo lotto – e tutti gli uffici del tribunale stanno già traslocando da due anni portando tutte le scartoffie inutili, almeno fin quando non servono, ma, nessuno sa realmente cosa ci sia dentro. Al momento la Cittadella, con tutte le sue luci accese, sembrerebbe essere popolata ed attiva ma ciò non è vero. Solo il primo edificio può considerarsi completato, mentre tutti gli altri, sono in fase di completamento o, addirittura di costruzione. Le luci, però, non sono l’unica cosa accesa; i condotti di aerazione dei due edifici con gli infissi, sono in funzione; gli ascensori, anche se non devono trasportare nessuno, sono attivi; i servizi igienici sono tutti funzionanti e le luci non sono accese solo sul lato della strada ma in tutte le stanze. Una spesa inutile per tutti i cittadini salernitani, che, oltre alla beffa di pensare che sia completa, ricevono anche un danno economico, non ancora quantificabile, che si va a sommare ai 72 mila euro annui di manutenzione. Manutenzione non ben chiara dato che al momento la cittadella è solo un cantiere e non un edificio a tutti gli effetti. Per il momento, uno dei fiori all’occhiello di una Salerno che vuole presentarsi come città europea, è solamente un debito sta producendo solamente debiti e disservizi al piano giudiziario che si trova frammentato in più edifici, spesso molto distanti fra loro.

Carmine Benincasa

https://www.youtube.com/watch?v=_IPk-yK1qjo