Assunzione Di Nesta alla Provincia La Corte dei Conti assolve Canfora

di Pina Ferro

“Costi sostenuti dalla Provincia di Salerno per l’illegittimno provvedimento delle funzioni di direttore generale all’avvocato Bruno Di Nesta”. La Corte dei Conti – sezione della Campania ha emanato l’ordinanza (sentenza non ancora definitiva) ha prosciolto il presidente della Provincia Giuseppe Canfora, difeso d a l l ’ a v v o c a t o Gaetano Paolino, Gerardo Bellino e Marina Frondadifesi rispettivamente dagli avvocati Alberto De Chiara e Andrea Bullo. La nomina era finita tra i rilievi del Mef (Ministero dell’Economia e Finanza), a seguito di una verifica contabile finita poi all’attenzione della Corte dei Conti. Quanto alla nomina di Di Nesta, gli ispettori l’avevano contestata nel corso del 2014, «pur in presenza di monitoraggi dei dati di bilancio dai quali si palesava la violazione del patto di stabilità per lo stesso esercizio finanziario». E non solo. Nella relazione, si legge: «Nonostante i marcati dubbi espressi dal responsabile del settore finanziario, il presidente della Provincia, il 4 dicembre 2014, decide di procedere all’assunzione di un direttore generale. Assunzione che viene disposta con decreto del presidente della Provincia il 9 dicembre dello stesso anno». Secondo l’accusa la nomina di Bruno Di Nesta aveva portato ad un danno erariale di 189 mila euro, ’indagine ha portato alla notifica di inviti a dedurre per il presidente Giuseppe Canfora, per l’allora responsabile dell ’ u f f i c i o personale Bellino e per la dirigente del settore finanziario Fronda. Q u e s t ’ u l t i m a convocata nonostante il parere negativo espresso all’atto della nomina, contrariamente a quello positivo formulato dall’allora segretario generale.




Inchiesta Asi, Fratelli d’Italia: «Canfora deve dimettersi»

di Andrea Pellegrino

«Canfora deve dimettersi». Dopo la richiesta di rinvio a giudizio per concussione a carico del presidente della provincia e del direttore generale Bruno Di Nesta(anticipata ieri su queste colonne)per presunte pressioni all’ex presidente dell’Asi, Gianluigi Cassandra, i Fratelli d’Italia chiedono chiarezza e soprattutto le dimissioni dei vertici. Edmondo Cirielli attraverso una interrogazione parlamentare chiederà lo scioglimento dell’amministrazione provinciale di Salerno dopo i recenti fatti. Da Antonio Iannone (presidente regionale di Fdi) e Michele Cuozzo (presidente provinciale Fratelli d’Italia) le dure accuse a Canfora. «Dovrebbe dimettersi – incalza Iannone – perché oltre a non essere capace di amministrare la Provincia sono due anni che è lì e non ha fatto nulla di quello che aveva annunciato dopo la mia presidenza». «Inoltre – prosegue – queste vicende giudiziarie se dovessero essere confermate in una sentenza di condanna, rappresentano una gravità unica, voglio ricordare che per la vicenda “Arechi Multiservice” per le dichiarazioni nei confronti di Feola è stato già rinviato a giudizio. Se la vicenda di Cassandra dovesse culminare in una condanna esisterebbe anche una possibilità di reiterazione del reato, perché continuando a svolgere il ruolo di presidente, può continuare a mettere in essere questa condotta ed è un aspetto molto serio in tempi di frittura di pesce. Il Pd veramente ha perso ogni vergogna questi erano quelli che facevano la morale a noi, la Raggi rispetto a Canfora come capacità amministrative e in termini di conoscenza del diritto amministrativo sembra essere Lorenzo Lentini». A rincarare la dose è Michele Cuozzo: «Le vicende giudiziarie di queste ore che vedono, ancora una volta, il Presidente Canfora protagonista in negativo, rappresentano solo la punta punta dell’iceberg di un fallimento senza eguali. Gli indicatori economici, purtroppo tutti negativi, hanno fatto sì che la Provincia di Salerno scivolasse agli ultimi posti, tra le Province italiane, per la qualità della vita. Una conclamata incapacità politica ed amministrativa di un Presidente, che colleziona tristi primati, è rappresentata dal fatto che a fine anno l’Ente non ha ancora approvato il bilancio di previsione». «E’ scandaloso, un anno senza programmazione significa un governo inutile, che nega futuro e speranza ai suoi amministrati. Il Prefetto dovrebbe sciogliere il consiglio e mandare a casa un presidente che quale ultimo atto dovrà certificare solo il suo fallimento. In queste ore apprendiamo che la Magistratura salernitana ha ipotizzato reati gravissimi a carico del Presidente Canfora. Il reato di concussione per presunte pressioni ai danni del presidente Cassandra. Questa vicenda, fa da cornice ad un quadro desolante emergente dalla indagine campana che vede al centro il suo governatore, le sue battute tutt’altro che goliardiche ed il suo modus amministrandi. In questo quadro – prosegue l’avvocato Cuozzo – Canfora deve andare a casa, deve dimettersi, e lo deve fare con immediatezza non solo è non tanto per il suo fallimento ma anche e soprattutto per dar modo alla magistratura salernitana di accertare quanto di gravissimo addebitatatogli. Attiveremo ogni legittima procedura per impedire che codesto Presidente possa addirittura gestire la fase elettorale del rinnovo del consiglio provinciale, invitando fin da ora la magistratura ad essere vigile onde evitare che altre battute goliardiche entrino a gamba tesa nella campagna elettorale». Poche parole, infine, da parte del consigliere del Comune di Salerno in quota Forza Italia, Roberto Celano, che ha commentato la vicenda che vede protagonisti Bruno Di Nesta e Giuseppe Canfora: «Ormai è evidente a tutti che il presidente Canfora è l’emblema di un sistema dinastico e famelico che mira all’occupazione sistematica di ogni spazio di potere».




Canfora non porta la giusta documentazione, salta il tavolo con i dipendenti

di Brigida Vicinanza

Nulla di fatto durante l’incontro tra i dipendenti della Provincia e l’amministrazione. Ieri mattina infatti i dipendenti erano stati (finalmente) convocati dall’amministrazione provinciale per risolvere molte delle criticità che i lavoratori avevano sottolineato e per le quali non si era fatto nulla per circa due anni. Un’assenza da parte del presidente e un silenzio a cui i dipendenti sono sicuramente abituati, ma che ha portato l’ente al collasso. “Ci siamo incontrati ma non abbiamo risolto nulla. La documentazione che avevamo richiesta non era corretta, o almeno era incompleta – ha sottolineato Angelo De Angelis segretario della Cgil – un confronto praticamente inutile. Dai documenti che ci hanno portato però che riguardano il salario accessorio, di cui avevamo fatto richiesta, abbiamo constatato che il fondo messo a disposizione è ridotto rispetto a quello previsto”. Un punto di incontro che pare non arrivare tra i dipendenti e l’amministrazione, ma soprattutto con la parte politica. Silenzio che è diventato quasi assordante, dopo tutte le richieste che sono rimaste inascoltate soprattutto dal presidente Canfora, che però ha asserito di “aver fatto il possibile sempre per l’ente”. Ora però il pensiero è un altro: “Crediamo che a questo punto stanno procrastinando qualsiasi cosa aspettando il 4 dicembre, data del referendum”, ha concluso De Angelis. Intanto i dipendenti attenderanno fino a venerdì altra documentazione utile, se le risposte non arriveranno gli Rsu sindacali si riuniranno in assemblea per decidere quali iniziative adottare e se eventualmente protestare, con un blocco delle attività.




Soldi in più ai dirigenti dal 2013, decreto riparatore di Canfora

di Andrea Pellegrino

I dirigenti provinciali dal primo gennaio 2013 hanno percepito in più rispetto a quanto dovuto. Un decreto del presidente della Provincia ora cerca di aggiustare la questione che potrebbe avere effetti innanzi alla Corte dei Conti. Si tratta del provvedimento numero 52 che ha come oggetto “Modifica al regolamento uffici e servizi”. Ma più che una modifica è una “pezza” che si cerca di mettere per sistemare la vicenda che fino ad ora è rimasta inosservata. Così, secondo quanto si legge dall’atto di Giuseppe Canfora, gli effetti saranno retroattivi. Ossia si torna alla data del 31 dicembre 2012, quando è cessata ‘ultima contrattazione collettiva della Provincia di Salerno con la sua mancata modifica entro la data prevista dalla legge. Il decreto manda, ora, al settore personale e finanze di effettuare «ogni operazione di conguaglio ed eventuale recupero a carico dei dirigenti di somme eccedenti i limiti, come ricalcolati a decorrere dal 1 gennaio 2013 e fino ad integrale recupero, privilegiando quale prima, ma non unica misura, la compensazione ove ne ricorrano i presupposti con le retribuzioni di risultato relative a ciascun anno oggetto di recupero o altre voci». Ancora, il decreto, manda «al settore Personale e finanze, quale ulteriore misura di autotutela, di disporre l’immediato adeguamento a quanto determinato in attuazione del presente decreto, dei valori di retribuzione di posizione dei dirigenti a far data dalla prima mensilità utile e di abrogare ogni altra previsione regolamentare in contrasto con quanto stabilito con il presente decreto, nonché di considerare non applicabili gli atti (decreti, determine, note) eventualmente prodotti nel tempo riconducibili alle parti abrogate o emendate del regolamento».




Canfora: «Il trasferimento non sarà immediato» ma ieri in 57 hanno già firmato, la polizia provinciale resta senza comandante, ecco dove andranno gli agenti

di Andrea Pellegrino

Hanno firmato i loro nuovi contratti i 57 dipendenti della Provincia di Salerno trasferiti al servizio della Giunta Regionale della Campania, per effetto della legge Delrio sul ridimensionamento e trasformazione degli enti provinciali. Da lunedì prederanno servizio a Napoli. Poi eventuali trasferimenti in sedi distaccate si vedranno successivamente. E i 57 dipendenti provinciali traslocati sono gli unici che ieri mattina sono rimasti orfani dei loro ex rappresentanti istituzionali. Il giorno prima avevano, tra l’altro, stigmatizzato anche il mancato saluto del presidente della provincia Giuseppe Canfora. Così ieri è arrivata la nota di Canfora che spiega: «Solo perché impegnato in altre incombenze istituzionali non ho potuto essere presente ieri in tarda mattinata in Provincia per salutare i dipendenti che lasceranno l’Ente – ha voluto precisare il presidente Canfora – e mi propongo di farlo al più presto, all’inizio della settimana prossima, atteso che ritengo improbabile che materialmente i dipendenti saranno assegnati ad altre sedi fin da subito». Purtroppo a quanto pare, contrariamente a quanto affermato da Canfora, i 57 dipendenti già ieri mattina hanno firmato il loro contratto e lunedì dovranno raggiungere già la nuova sede di lavoro. Così se Canfora vorrà, potrà stringere le loro mani, lunedì mattina, probabilmente alla fermata dei mezzi pubblici, o al loro ritorno dalla prima trasferta napoletana. «Nessuna mancanza di sensibilità da parte mia per questa situazione che vede tanti bravi lavoratori con anni di esperienza costretti a trasferirsi presso altri enti – continua il presidente Canfora -. I dipendenti della Provincia sanno bene che non condivido molti aspetti della pessima Legge Delrio che ha di fatto stravolto le Province creando una insopportabile e ingiusta situazione di precarietà per i dipendenti e depauperando i servizi per la collettività». Intanto la Polizia provinciale perde il suo comandante, in quanto Roberto Caisni ieri mattina ha firmato il suo nuovo contratto con la Regione Campania e quindi i dipendenti che sono anche loro in attesa di trasferimento saranno diretti da un comandante provvisorio. Nel frattempo dopo il 18 luglio, data in cui saranno ufficiali le destinazioni per i dipendenti della polizia provinciale pare che ufficiosamente 7 andranno al comune di Pontecagnano, 2 al comune di Eboli, 1 a Baronissi, 1 a Montecorvino Rovella per occuparsi della vigilanza. Mentre saranno nel settore amministrativo 1 a Bellizzi, 1 al ministero delle infrastrutture, 1 all’università e 1 al ministero della giustizia.

 




Scafati. Liceo Caccioppoli, lettera a Renzi. Studenti contro la Provincia

Di Adriano Falanga

“Caro Presidente Matteo Renzi, la nostra scuola non è una Buona Scuola”. Dopo la forte protesta del 14 aprile scorso sotto le finestre della Casa Comunale, gli studenti del Liceo Caccioppoli scrivono al Presidente del Consiglio. I ragazzi cercano con ogni mezzo possibile di evitare l’incubo dei doppi turni con l’apertura del prossimo anno scolastico. Una struttura che negli anni è cresciuta molto, grazie alla molteplicità dell’offerta formativa: scientifico, classico e linguistico. Il Caccioppoli è però l’unica scuola superiore presente a Scafati, oltre all’Itis Pacinotti. Due sole strutture per quella che è demograficamente la terza città della provincia di Salerno. Già da alcuni anni l’ente Provincia, competente sulle scuole superiori, ha cercato di tamponare la grave carenza di aule locando una seconda struttura distaccata. Questa però non basta più, oltre a non essere idonea all’uso, e poco amata dai ragazzi, in quanto adiacente ad un opificio industriale conserviero. “Caro Renzi, le elenchiamo i motivi per cui la nostra non è una Buona Scuola – scrivono i rappresentanti di istituto Davide Morlicchio, Raffaele Cesarano, Manuel Masucci ed Elio Falanga – non ha un’adeguata struttura per soddisfare le richieste del territorio, siamo in 1500 studenti, ma mancano nove aule. Non può contare su una sede distaccata efficiente: trattasi di ex uffici di un’industria conserviera tuttora attiva e funzionante, la cui lavorazione non consente l’inizio delle lezioni prima della metà di ottobre”. Il comitato studentesco lamenta anche la scarsa collaborazione e supporto della Provincia: “che pure si era impegnata a trovare una sede distaccata migliore, senza successo”. Il liceo Caccioppoli, continua la missiva al capo del Governo: “non può contare su un progetto presentato dalla Provincia per poter ricavare dalla biblioteca della sede centrale ulteriori cinque aule”.

1-liceo sede centraleProgetto che il consiglio comunale di Scafati ha bocciato in quanto non rispetterebbe gli standard urbanistici previsti dalle normative vigenti. Inoltre, manca ancora il completamento della palestra, i cui lavori iniziati quattro anni fa si sono fermati per un contenzioso tra la Provincia e la ditta appaltatrice “aggiungendo un altro cantiere alla lista delle opere incompiute” aggiungono delusi i liceali. L’anno prossimo sono previste circa 130 nuove iscrizioni di studenti scafatesi, ma la carenza di aule, apre la strada all’unica soluzione possibile: i doppi turni. “Presidente Renzi, è questa la buona scuola descritta dalla legge 107? Dove già garantire il diritto allo studio diventa difficile, figuriamoci la progettualità pomeridiana, l’apertura al territorio, l’alternanza scuola lavoro e quanto altro lei aveva in mente?”. Il consiglio comunale di Scafati non solo ha negato l’autorizzazione alla costruzione delle cinque aule, ma ha anche negato il cambio di destinazione d’uso dell’ex liceo situato in via Martiri D’Ungheria. La struttura consta di uno stabile residenziale di quattro piani più seminterrato abbandonata nei primi anni 2000. Esseno nata come civile abitazione, non rispetterebbe oggi le normative per l’uso scolastico. La Provincia guidata da Giuseppe Canfora avrebbe intenzione di vendere due piani ai privati per farne uffici, ma la pubblica Assise di Scafati, unanimemente, ha respinto la richiesta di concedere il cambio di destinazione d’uso. “Non è possibile cambiare la destinazione d’uso del vecchio liceo senza risolvere il problema delle aule mancanti manifestato a gran voce dagli studenti del Liceo Caccioppoli. Pertanto condividiamo e sosteniamo la protesta degli studenti – le parole di Pasquale Aliberti incontrando gli studenti il mese scorso – E’ inconcepibile che oggi, davanti ad una carenza dichiarata di aule per il prossimo anno, la Provincia non abbia trovato e condiviso con questa Amministrazione una soluzione seria”. E soluzioni fattibili non sembrano esserci nell’immediato. “No caro Presidente, la nostra non è una Buona Scuola, e lo gridiamo con amarezza, soprattutto perché le persone che ci lavorano, e il nostro impegno, hanno fatto sì che fosse considerata dall’opinione pubblica una scuola Buona”, conclude la missiva che i ragazzi del Caccioppoli hanno trasmesso a Matteo Renzi.

DAL VERTICE COMUNE/PROVINCIA TUTTO TACE

1-succursale“Per accogliere i ragazzi il preside ha rinunciato all’ufficio di Presidenza, trasformato l’aula magna, la biblioteca e il laboratorio di fisica in aule – spiegava Annalisa Grimaldi, presidente del Consiglio d’istituto del Caccioppoli – le nuove iscrizioni prevedono un surplus di circa 130 unità, il che significa la necessità di almeno altre 5 aule, senza contare che i laboratori, l’aula magna, la presidenza devono ritornare alla loro originaria assegnazione. Quindi il totale delle aule diventa nove”. Lo scorso aprile oltre 800 studenti si resero protagonisti di un sit in di protesta sotto Palazzo Mayer: “Siamo consapevoli che la soluzione definitiva debba essere presa dalla Provincia, ma comunque resta il fatto che l’utenza del Liceo è composta da cittadini scafatesi e la politica locale deve prestare il dovuto impegno per trovare una soluzione” aggiungeva la Grimaldi. Come a dire: vero che tocca alla Provincia, ma i disagi li vivono però gli studenti e le famiglie scafatesi. Alla protesta seguì la convocazione di un tavolo tecnico presso Palazzo Sant’Agostino. Presenti una delegazione composta dal sindaco Pasquale Aliberti, dall’ingegnere Nicola Fienga, con preside Domenico D’Alessandro, e una rappresentanza di studenti e genitori, e per la Provincia il presidente Giuseppe Canfora con l’ingegner Lizio, delegato all’edilizia scolastica. Il vertice ebbe però una fumata grigia, l’impegno ad effettuare un sopralluogo presso la vecchia struttura abbandonata di via Martiri D’Ungheria (che la provincia intende vendere in parte a un privato) per capire la fattibilità di poter riutilizzare i primi due piani e infine, non disdegnare la soluzione offerta dal sindaco Pasquale Aliberti, di usare quattro aule contigue, oggi vuote, situate nella scuola media Anardi. Ad oggi però oltre alle buone intenzioni nulla si è mosso, e resta in stallo anche l’idea di utilizzare le aule della Anardi. “A noi non interessa dove ospitare le nuove aule, a noi interessa poter studiare dignitosamente – la richiesta degli studenti – a Scafati ci sono molte strutture inutilizzate da poter utilizzare, noi chiediamo semplicemente di valutare quale possa essere idonea”. Intanto, con la chiusura dell’anno scolastico si avvicina lo spettro dei doppi turni.




Scafati. Liceo Caccioppoli, intesa Canfora-Aliberti

Di Adriano Falanga

Vertice alla Provincia per risolvere la triste questione legata alla carenza di aule del liceo Caccioppoli. Dopo la forte protesta dei ragazzi sotto Palazzo Mayer della settimana scorsa, mercoledì pomeriggio una delegazione composta dal sindaco Pasquale Aliberti, dall’ingegnere Nicola Fienga, con preside Domenico D’Alessandro, e una rappresentanza di studenti e genitori, hanno incontrato per la Provincia il presidente Giuseppe Canfora e l’ingegner Lizio, delegato all’edilizia scolastica. C’è stato un lungo scambio di vedute giuridiche sul decreto ministeriale del 8 Dicembre 1975, la norma sulla quale il Comune di Scafati ha negato all’Ente provinciale il permesso di costruire nuove aule laddove oggi esiste la biblioteca del Liceo, presso la sede centrale di via Velleca. Il vertice ha avuto una fumata grigia, e cioè l’impegno ad effettuare un sopralluogo presso la vecchia struttura abbandonata di via Martiri D’Ungheria (che la provincia intende vendere in parte a un privato) per capire la fattibilità di poter riutilizzare i primi due piani e infine, non disdegnare la soluzione offerta dal sindaco Pasquale Aliberti, di usare quattro aule contigue, oggi vuote, situate nella scuola media Anardi. Sono ottimisti gli studenti, e promettono di non calare la guardia: “Sembra esserci apertura dalle componenti per una risoluzione delle urgenze in tempi brevi – spiega Manuel Masucci, tra i rappresentati d’istituto –  ma speriamo che non siano le solite parole vuote e che questa volta si riescano a superare i soliti problemi burocratici e logistici per il bene della scuola tutta e per garantire un inizio del nuovo anno scolastico in modo decoroso e senza doppi turni”. Il liceo Caccioppoli attualmente dispone già di una succursale in via Sant’Antonio Abate, una struttura però contestata dai ragazzi e docenti, in quanto adiacente un opificio industriale conserviero. Nonostante i quasi 90 mila euro annuali di affitto pagati dalla Provincia, questa struttura non è in grado di far fronte ai circa 130 alunni di nuova iscrizione, quasi tutti residenti a Scafati. Da qui la necessità di trovare o nuovi locali, o almeno nuove aule.




Speciale. Sostenibile ed esperienziale, ecco le nuove frontiere del turismo

Tutti a caccia di esperienze uniche. È ciò che emerge dal workshop sulle nuove frontiere del turismo che intendo, ora, inglobare in un hub d’innovazione per il turismo sostenibile imprese artigiane, dei trasporti, strutture ricettive e di servizi. Parte da un’idea di Giampiero Zito un giovane manager alla guida della start-up Mediterraneo Lab. La giornata d’incontri sul progetto H.I.T.S. ha visto sedere attorno al tavolo esperti del turismo, rappresentati di categoria, professori universitari, operatori ma soprattutto innovatori delle esperienza turistiche. Il successo del workshop chiamato “Med Lab 2016”, organizzato all’Auditorium di Scala ed accolti dal Sindaco Luigi Mansi, è dovuto soprattutto all’entusiasmo degli incoming turistici provenienti dal Regno Unito, Brasile, Corea del Sud e Iran che hanno trovato riscontro alla dettagliata ed esigente richiesta dei loro clienti che vogliono vivere il viaggio come turisti 2.0. «Un partenariato pubblico-privato necessario per costituire una rete di imprese e una business school per aumentare le competenze professionali e dunque la competitività del settore a livello mondiale» questo è l’obiettivo del meeting di Scala. «Con i tour operator internazionali abbiamo voluto dialogare per comprendere meglio e avviare insieme un percorso virtuoso tanto da rispondere al meglio alle esigenze dei turisti provenienti da ogni parte del mondo» dice Zito. Ingenti investimenti di fondi privati e pubblici hanno prodotto ed immesso sul mercato del turismo mondiale nuove mete che rispondono alle mutate richieste dei turisti. Ecco alcune richieste dei turisti d’oltralpe: wi-fi gratuito nelle strutture ricettive, una rete di trasporti efficienti, strutture ecofriendly, servizi per i diversamente abili e così via. Un settore, quello del turismo, sempre più competitivo a livello globale. «Il Glocalism propone una offerta che parte dal basso e arriva a livello internazionale» fa sapere Zito. Dunque, lavorare all’analisi dei flussi e alle esigenze dei turisti permette una migliore offerta e quindi un sicuro miglioramento delle percentuali di attrazione targettizzate a ciò che gli operatori propongono, dicono gli esperti presenti al meeting. Ma cosa cercano i turisti? Quelli che vengono in Italia cercano un turismo esperienziale, ovvero, non solo mare o ricettività di qualità ma vogliono vivere appieno il territorio con percorsi ed itinerari enogastronomici, sportivi, relax. Vogliono visitare le imprese artigiane che producono o trasformano prodotti tipici del territorio e per i quali siamo rinomati in tutto il mondo. Ada Rosa Balzan, responsabile per il turismo sostenibile di Federturismo e docente all’Università Cattolica, rende noti i dati raccolti da una ricerca Tripadvisor sulle nuove frontiere richiesti dai viaggiatori orientati sempre di più verso mete amiche dell’ambiente. «Le imprese devono maggiormente offrire servizi sostenibili, perché per i clienti significa maggiore qualità dei servizi offerti – continua Balzan – abbiamo tutte le eccellenze e le qualità per giocare questa partita e riuscire ad ottenere non solo un incremento di presenze ma soprattutto un turismo che rispetta il nostro territorio e resti più a lungo e non faccia solamente il mordi e fuggi». In Corea del Sud, invece, lo stesso ente per il turismo promuove mete verso la Costiera Amalfitana e dalla prossima stagione, annuncia mister SeungHo LEE tour operator di incoming coreano, hanno ampliato l’offerta turistica per la Divina «inserendo percorsi di trekking con percorsi studiati nel sentiero degli dei, dell’Avvocatella di Cava, di Scala e soprattutto abbiamo potenziato l’offerta wedding» poiché, a dire di mr LEE, c’è l’interesse per i suoi connazionali a restare più giorni e vivere esperienze uniche ed indimenticabili sul territorio del Monti Lattari. All’incontro non è mancata la Camera di Commercio Italiana a Londra «Gli inglesi sono innamorati dei prodotti italiani, del design e della nostra qualità, bisogna però investire di più e fare sistema tra le risorse locali – dice Verena Caris, vice segretario generale camera di commercio di Londra – offrire un prodotto integrato con delle strategia di marketing garantisce un successo nel mercato anglosassone ovviamente senza dimenticare la targetizzazione di tale prodotto». L’Italia è un insieme di territori unici e fantastici ma nessuno fa sistema» dice l’ex ministro dell’ambiente Alfonso Pecoraro Scanio. «Dopo la fallimentare esperienza di italia.org non abbiamo più un sito istituzionale sul Paese Italia, ne ovviamente siamo sui social ragion per la quale ognuno propone e presenta il racconto del proprio territorio a modo suo» dice il docente di turismo della Bicocca di Milano. «Ma per fortuna l’Italia è soprattutto patria di best practice nel mondo degli agriturismo». Per il presidente della provincia Giuseppe Canfora che ha dato il via alla giornata, «proporre un hub a partire dal turismo sostenibile è una iniziativa intelligente e sagace considerando soprattutto che è una iniziativa a totale capitale privato. Questo è il pregio maggiore di questa iniziativa che vede tanti attori sulla filiera corta e internazionali, credo sia un iniziativa da esportare su tutti i cinque distretti turistici salernitani».

 

«Ed ora una business school»

Tra le affermazioni più importanti di Giampiero Zito, amministratore del Mediterraneo Lab va certamente annoverata la seguente: «Ora avanti con una business school per aumentare le competenze professionali e dunque la competitività del territorio a livello mondiale». La professionalità diventa l’arma vincente dei singoli operatori e delle società, come delle reti d’ìimpresa in un mercato sempre più alla ricerca della qualità in ogni settore per clienti esigenti

 

Gli inglesi amano vivere come gli italiani

Verena Carris: «Gli inglesi amano vivere, mangiare e vestire come gli italiani, ma per gli  imprenditori del Belpaese è necessario avere un prodotto con una strategia di marketing integrato.

 

 

Trekking e wedding per i viaggiatori asiatici

SeungHo Lee, tour operator di incoming Corea del Sud: «Proponiamo ai coreani percorsi di trekking per la Divina e un’ampia offerta sul wedding, dalle location da favola, ai migliori ristoranti sul mare, alla moda sino al servizio fotografico».

 

«Servizi efficienti fanno la differenza per la scelta»

Gabriella Marcon Clark (nella foto), responsabile network di 65 tour operator della Regno unito ha affermato: «Servizi efficienti fanno la differenza per la scelta della meta. Tutti amano l’Italia ma non sempre la scelgono. Spesso vanno in Catalogna poiché offre un turismo esperienziale molto ricercato negli ultimi anni»

 

Produzioni tipiche e rispetto per l’ambiente

Puntare sulle produzioni tipiche locali per promuovere il territorio, favorire le azione locali e offrire un pacchetto unico e diverso da area ad area. Il professore Alfonso Pecoraro Scanio (nella foto), ex ministro per l’Ambiente, ha più volte sottolineato la necessità di investire nei prodotti locali ma anche nel rispetto del contesto, con il passaggio all’illuminazione a Led, l’istallazione delle colonnine per la ricarica delle auto elettriche, il privilegio del trasporto pubblico su quello privato. «La Costa campana ha grandissime potenzialità come tutta la regione ma è necessario fare progettis eri verso il rispetto dell’ambiente e le produzioni del territorio per evitare la massificazione e un’offerta indistinta».

 

Ecofriendly e diversificazione

Ada Rosa Balzan (nella foto), responsabile per il turismo sostenibile di Federturismo ha tenuto a sottolineare che: «I turisti stranieri scelgono strutture che adottano processi ecofriendly, prenotano online e pretendono una diversificazione di offerte sulla stessa meta». Da tenere in considerazione per gli operatori che offrono pacchetti in Campania.




Agro nocerino. Confora: «Il Piano di zona è una mostruosità  Basta assunzioni senza bando. Smantelliamolo»

"Non si capisce per quale motivo il piano di zona non sia stato spacchettato subito dopo il coordinamento istituzionale dello scorso novembre ma solo quando il 5 febbraio mi sono recato in Regione Campania finalmente c'è stata una svolta. Nel giro di poche settimane il Piano di Zona sarà smantellato" con queste parole il sindaco di Sarno nonché presidente della Provincia di Salerno Giuseppe Canfora si dice perplesso circa la gestione del Piano di Zona di via Libroia Nocera Inferiore. "Io penso che il Piano di Zona sia una mostruosità ed è impensabile gestire i servizi sociali su un bacino di 275000 utenti quando poi dal 2013 esiste una legge regionale che prevede la suddivisione dei Piani di Zona dei servizi sociali così come i . Come mai per l'ambito S1 non è stata applicata? Per quale motivo anche dopo che il coordinamento ha dato disposizioni di smantellare il Piano di Zona, si è continuato ad andare avanti sempre nella direzione gestionale attuale senza però inviare le carte in Regione?" resta perplesso il primo cittadino di Sarno " Quando ho parlato con l'assessore Fortini della Giunta regionale mi ha rassicurato che nella prima seduta utile provvederà allo spacchettamento del Piano di zona dell'Agro. Quando arriverà il momento il Comune capofila e la coordinatrice Maddalena di Somma dovranno anche rendicontare tutto quello che è stato speso nel corso di questi anni dal Piano di Zona e prevedere anche la programmazione prima del definitivo spacchettamento. Insomma bisogna rendere conto di tutto quello che è stato fatto- continua Canfora – nel frattempo ho dato dirette indicazioni,in qualità di Sindaco ed insieme ad altri miei colleghi, alla coordinatrice Maddalena di Somma di non assumere nessuno al Piano di Zona per oltre tre mesi ed anzi di proseguire alle assunzioni del personale dalla graduatoria  post concorso senza però andare oltre 90 giorni". Eppure inizialmente i concorsi erano previsti per un contratto di durata triennale che adesso si è ben trasformato in trimestrale al massimo. Secondo alcune indiscrezioni, al piano di zona però intanto avrebbero dato il via anche l'assunzione di 3 persone attraverso agenzia interinale. Rispetto a questa vicenda la coordinatrice Maddalena di Somma sostiene di non voler commentare nulla mentre invece il sindaco di Sarno e presidente della Provincia in maniera molto chiara ed al quanto infastidito sottolinea: "E'  arrivato il momento di dire basta alla gestione fatta in questo modo del Piano di zona dell'Agro. È una cosa che avevo già detto in campagna elettorale che ribadisco ma soprattutto nel corso dell'ultimo coordinamento istituzionale abbiamo dato delle precise indicazioni vietando alla coordinatrice Maddalena di Somma di non assumere altro personale attraverso agenzia interinale e mi auguro che abbia rispettato quanto stabilito dai sindaci nel corso del coordinamento". Sullo scandalo propriamente Sarnese in merito alla nomina della dirigente Maria Teresa Dato nel comune come responsabile dei rapporti con il Piano di Zona dei servizi sociali per poi scoprire era lei stessa anche proprietario di una società operante nel terzo settore proprio con l'ambito S1, il sindaco Canfora commenta:
"Abbiamo deciso di rimuovere Maria Teresa dato dal suo ruolo per una questione di opportunità ma intanto aspettiamo la risposta della Anac per capire se la professionista sia veramente incompatibile rispetto al ruolo di dirigente essendo lei anche proprietaria di una società cooperativa del terzo settore".




Sarno. A sette mesi dall’approvazione resta fermo il progetto per l’ampliamento del cimitero

SARNO. Il Consiglio Comunale di Sarno, nel mese di maggio dello scorso 2015, convocato su richiesta della minoranza, aveva approvato, all’unanimità, l’atto di indirizzo per l’ampliamento del cimitero.
Si trattava di un provvedimento necessario, a tutela dei diritti di tutti coloro che avevano fatto pervenire all’Ente le loro domande e per completare il procedimento amministrativo già avviato. “La proposta di delibera della maggioranza veniva ratificata anche con il voto favorevole dell’opposizione, che aveva chiesto di inserire una modifica finale. Con l’omologazione dell’atto di indirizzo, gli uffici competenti dovevano predisporre, nel più breve tempo possibile, tutti gli atti amministrativi, per proseguire all’approvazione del progetto definitivo ed all’affidamento, per l’esecuzione dei lavori. secondo il modello di appalto integrato. Oggi, a distanza di sette mesi, siamo, ahinoi, costretti a registrare un nuova débâcle dell’Amministrazione Canfora, rivelatasi ancora una volta improduttiva, inconcludente e tardigrada, inidonea a soddisfare le aspettative di chi con sacrifici ha deciso di investire per la propria dimora eterna – dichiara il capogruppo Giuseppe Agovino- Senza portare avanti quanto sancito dal consiglio monotematico, l’Amministrazione di centro-sinistra, anziché nuove adesioni, a completare il quadro dei richiedenti ,raccoglie richieste di restituzione delle somme versate, appalesando la possibilità non remota di una realizzazione monca del progetto che dovrà essere stralciato e realizzato solo per gli effettivi richiedenti. Sarà che la fiducia degli investitori , vicina allo zero matematico, per questa squadra di governo è venuta meno? Un comportamento, quello messo in atto dal governo cittadino, che riteniamo assolutamente da censurare ”.