Lembo: «Mia candidatura incompatibile con la carica di mio padre? Solo una polemica strumentale»

Erika Noschese

L’annuncio della sua candidatura a sindaco di Campagna ha suscitato non poche polemiche per via del cognome. Andrea Lembo, giovane aspirante primo cittadino è infatti il figlio del procuratore capo di Salerno, Corrado Lembo. Ma su questa vicenda dell’incompatibilità, con la carica del padre, preferisce il silenzio. Dottor Lembo, lei ha deciso di scendere in campo per candidarsi alla carica di sindaco.

Quali sono i punti più importanti del suo programma elettorale?

«Abbiamo avviato una serie di iniziative. Tra le più importanti c’è il rilancio del centro storico e dunque della ripresa di quella che attualmente è l’anima della città che sta scomparendo; parliamo degli incentivi all’agricoltura e alle famiglie che campano intorno a questo tipo di settore economico che è uno dei più rilevanti se non il più rilevante di Campagna. Parliamo di valorizzazione delle risorse naturali che abbiamo sul territorio, come ad esempio l’acqua. Ecco, noi siamo la città dell’acqua ma abbiamo avuto – negli ultimi tempi – diversi problemi rispetto all’approvvigionamento idrico nelle case, abbiamo in mente di concentrare gran parte dell’azione amministrativa per risolvere questo problema. Questa barzelletta della città dell’acqua dove manca l’acqua nelle case è una cosa che non vorremmo sentire più. Dopodiché è chiaro che forse uno dei punti fondamentali di quella che sarà l’azione amministrativa è il lavoro, quindi creare le condizioni affinché ci possa essere uno sviluppo occupazionale di un certo tipo nella nostra città e la sicurezza che è senz’altro uno degli altri temi sui quali si concentra la campagna elettorale, l’idea sarebbe anche quella. Abbiamo anche affrontato, qualche settimana fa, il tema dei beni confiscati e il loro riutilizzo, l’implementazione della videosorveglianza sul territorio comunale, la proposta di attivare una nuova tenenza dei carabinieri in città. Questi i punti più importanti del programma».

Lei, prima di dar inizio alla sua campagna elettorale, sta entrando nelle case dei cittadini, incontra le famiglie per ascoltare le loro istanze.

«Si, stiamo facendo una campagna di ascolto con le famiglie, con i cittadini di Campagna. Stiamo veramente girando casa per ascoltare prima di poter proporre perché è chiaro che i programmi elettorali spesso sono frutto di copia e incolla o di ricerche frettolose su internet tanto per consegnare qualcosa al momento della presentazione della candidatura. Noi abbiamo provato ad invertire questa tendenza e ad ascoltare e raccogliere sollecitazioni, istanze, proposte, idee, studiarle e metterle in un programma elettorale che non solo sia completo,ma che risponda davvero alle esigenze e istanze dei cittadini».

Lei sembra avere come unico rivale il sindaco uscente. Gli altri aspiranti candidati sembrano aver deciso di sostenere lei ed entrare così nella sua lista.

«Non so se è proprio così. Manca ancora del tempo ed io ho imparato che in politica gli scenari possono cambiare anche repentinamente. Ad oggi, pare sia così nel senso che l’avversario è sempre stato il sindaco uscente e altre alternative a questa maggioranza, oggi, in campo non ce ne siano. Ho sentito dire che forse il Movimento 5 Stelle stia ragionando sull’ipotesi di mettere in campo una lista però ad oggi non ho ancora notizie ufficiali. Dopo l’annuncio del ritiro della candidatura dell’ex sindaco Biagio Luongo pare sia intenzionato fare campagna elettorale per noi. L’altro candidato che dava una disponibilità di massima, ad oggi non è ancora pervenuto per cui si, credo sarà un confronto a due».

Lei non teme che il crollo registrato dal Pd alle politiche possa avere ripercussioni anche sulle amministrative?

«No, non credo. Ho fatto non molte campagne elettorali data la mia giovane età ma quelle che ho fatto mi hanno dimostrato che il voto politico con il voto amministrativo non sempre corrisponde. La dinamica del voto politico e quello amministrativo è diversa poi è evidente che quello che è avvenuto a livello di elezioni politiche rispetto a ciò che stiamo facendo a Campagna non ha nulla a che vedere anzi, se il risultato dei 5 Stelle vuole rappresentare il cambiamento allora è chiaro che il cambiamento siamo noi e non il sindaco uscente».

L’annuncio della sua candidatura ha suscitato non poche polemiche per via di suo padre, il prefetto di Salerno. Pensa che questo possa influire negativamente?

«Questo preferirei non commentarlo perché in passato ho avuto modo di esprimere la mia posizione. Preferirei ci si concentrasse su quella che è la campagna elettorale e con la politica, del ruolo di mio padre non parlo».

Lei però non crede ci sia alcun incompatibilità.

«Secondo il mio punto di vista, è chiaro che non c’è alcun incompatibilità perché lui fa un lavoro mentre io faccio politica e non ho nulla a che vedere con il lavoro di mio padre. A settembre lui andrà in pensione quindi una polemica piuttosto strumentale quella che si sta articolando».




«De Luca ha svenduto Salerno»

La candidatura di Piero De Luca non è stata accolta di buon grado dagli av- versari politici. «Il governatore Vincenzo De Luca ha svenduto Salerno e provincia per tutelare la sua corte». Lo dichiara il deputato di Fratelli d’Italia, Edmondo Cirielli. « Al Senato il partito del governatore De Luca schiera come capolista il lucano Gianni Pittella. Che i salernitani ricordano bene per essere stato l’artefice dello scippo del Tribunale di Vallo della Lucania, trasferito in Basilicata. Alla Camera dei Deputati c’è il ministro dell’Interno che ha sottoscritto un protocollo di intesa con i sindaci per dare lavoro a 10mila migranti in una Regione in cui il tasso disoccupazione giovanile sfiora il 40%. Completa il quadro, Franco Alfieri con la sue fritture avariate», aggiunge Cirielli. «Ci volevano far credere che si chiedeva la candidatura di Piero De Luca sul proporzionale a Salerno per consentire all’apparato dinastico di “tirare” il Pd in tutta la provincia e non per timore di sconfitta sul collegio uninominale del capoluogo. Poi la verità viene sempre a galla», ha dichiarato dal canto suo il consigliere d’opposizione Roberto Celano. Dello stesso avviso anche il consigliere di giovani salernitani-demA, Dante Santoro: “Mi manda papà, quando la politica diventa un affare di famiglia.L’immagine di Salerno ne esce terribilmente danneggiata e la nostra città viene ormai dipinta da fuori come prostrata ed asservita agli interessi della dina- stia De Luca. Per fortuna c’è tanta gente che non si arrende all’idea che la sto- ria debba continuare così. Meritiamo di meglio. Liberiamo Salerno”.




Oltre quattrocento amministratori pro Alfieri Vassallo: «Faremo battaglia nazionale anti Pd»

Sono quattrocentotrenta gli amministratori locali e i dirigenti di partito che hanno sottoscritto il documento pro Alfieri che oggi sarà all’attenzione del Nazareno. Quattrocento esponenti del Partito democratico (e non) che vogliono l’ex sindaco di Agropoli deputato o senatore della Repubblica. Insomma, che lo voglio a Roma senza e senza ma. «Ringrazio gli oltre 430 amici tra sindaci, amministratori locali e segretari di circolo del Partito Democratico – scrive Alfieri – che hanno sottoscritto il documento per sostenere la mia candidatura alla Camera dei Deputati nel collegio Agropoli, Cilento, Vallo di Diano e Alburni. Nei prossimi giorni la Direzione nazionale sceglierà i nomi dei candidati. Attendo con serenità e fiducia questa decisione, forte del sostegno ed affetto che mi avete dimostrato anche in questa occasione. Lo sapete bene, io amo le sfide. Se me ne sarà data la possibilità, sono pronto ad affrontare anche questa, sempre forte del vostro appoggio ed entusiasmo». Tra i supporters del capo segreteria di Vincenzo De Luca ci sono il vicepresidente della Provincia di Salerno Luca Cerretani, il sindaco di Padula – e consigliere provinciale – Paolo Imperato e i primi cittadini di Sanza, Atena, San Rufo e Casal- buono. Tra i firmatari anche Tommaso Pellegrino, sindaco di Sassano che da giorni pare che abbia condotto una battaglia contro l’ex primo cittadino di Agropoli. In soccorso di Alfieri è arrivato anche il deputato uscente Michele Ragosta, ex Pd – oggi Area Progressista alleata con “+Europa” di Emma Bonino: «Vorrei esprimere la mia personale solidarietà a Franco Alfieri, per i continui attacchi meschini e senza nessun fondamento! È deprimente assistere al degrado della battaglia politica. Mi auguro che Franco sia candidato e possa essere eletto in Parlamento e, come sempre ha fatto, rappresentare al meglio gli interessi del nostro territorio». Ma tra “fritture” e veti incrociati il Cilento si spacca anche sul caso Vassallo. A Pollica, dove l’erede del sindaco pescatore, Stefano Pisani è renziano doc, la famiglia Vassallo – anche all’indomani della possibile archiviazione dell’inchiesta sull’uccisione del primo cittadino – non risparmia accuse al Pd. «Appena ufficializzeranno la candidatura di Alfieri – scrive Dario Vassallo – noi cominceremo la nostra campagna elettorale contro il Partito democratico a livello nazionale».




«Cafone e volgare chi critica Piero»

La candidatura in Campania di Piero De Luca, alle prossime elezioni politiche, ha creato non poche polemiche e perplessità, con continui attacchi da parte degli avversari politici. A mettere a tacere la questione ci ha provato il padre, il governatore De Luca. Il numero uno di Palazzo Santa Lucia non utilizza mezzi termini, additando come “volgari” e “cafoni” chi polemizza sulla candidatura di De Luca junior. si votino le candidature a scrutinio segreto negli organismi dirigenti di partito provinciale; si chiarisca chi vive di politica e chi della propria attività’ professionale; si obblighi ogni candidato a rendere pubblico il proprio curriculum, in modo che ogni cittadino possa valutarne la qualità’. Questa e’ la proposta, rispettosa dei diritti costituzionali e indifferente alla volgarita’ e alla cafoneria di chi pensa di fare polemiche a gratis”.




«Non sono intenzionato a candidarmi»

A meno di due mesi dalle elezioni politiche del prossimo 4 marzo, è già scattato il toto-nome dei possibili candidati che andranno a comporre le liste dei vari partiti locali. E così, tra nomi che spuntano e personaggi politici che decidono di fare un passo indietro, a favore di giovani amanti della politica iniziano a concretizzarsi le prime ipotesi. A tirarsi fuori dalle politiche è il vice coordinatore provinciale di Forza Italia Salerno, Gaetano Amatruda che di fatto smentisce categoricamente la sua candidatura: «Si avvicinano le elezioni politiche. Leggo da più parti il mio nome. La stampa, anche quella nazionale, mi considera in campo. Non lo nascondo, la cosa mi lusinga. Non sono però interessato, in questa tornata elettorale, ad una candidatura. La mia passione non si traduce e limita nella ricerca di uno scranno», ha detto in merito il vice coordinatore provinciale di Forza Italia Salerno.  «Sono interessato. A Salerno sono in campo e resterò in campo per costruire una alternativa seria e credi- bile al sistema De Luca. Mi attaccano, non mi fermo. Voglio continuare. Malox per lui ed i suoi quando mi vedono. Non farò, nella mia comunità, nessun passo indietro sulle battaglie, solleciterò le denunce. Sulle clientele, sul uso spregiudicato del potere e delle Istituzioni», ha poi aggiunto Amatruda, secondo cui bisognerà essere più decisi e attenti «a stimolare i nostri che sono in silenzio. In troppi sono troppo timidi. Bisogna abbattere questo sistema e costruire un progetto nuovo e credibile. Sono interessato a questo e non ad altro. Nella mia comunità, in Forza Italia mi impegnerò perché ci sia un rinnovamento massiccio. Senza mortificate nessuno ma senza digerire l’indigeribile». Amatruda intende rilanciare l’occupazione e la riduzione delle tasse mentre a livello locale il coordinatore provinciale punta sul rilancio della fascia costiera, della zona industriale: «dobbiamo rilanciare l’idea della rottamazione degli edifici. Parlare di un piano casa per le giovani coppie. In forza Italia bisognerà trovare gli interpreti migliori. Bisognava convocare gli organismi a Salerno, decidere insieme. Parlare il linguaggio della verità senza raccontare balle, senza illudere nessuno. Non ci dovranno essere accordi nelle segrete stanze», ha dichiarato ancora Amatruda. «C’è sempre stato un defict elettorale in Forza Italia a Salerno, non va sotto- valuto. Qui abbiamo perso le regionali e qui rischiamo tantissimo alle elezioni politiche, qui rischiamo di non cogliere il vento favorevole de- terminato solo dall’azione del Presidente Berlusconi. Ecco la mia battaglia. Nel mio piccolo la condurrò. Darò un contributo soprattutto sulla comunicazione perché, soprattutto a Salerno, abbiamo metodi antichi. Non penso ad un progetto che si esaurisca il 4 Marzo. Penso ad un progetto, a Forza Italia 2020 sono un visionario», ha detto ancora. Il coordinatore di Forza Italia pensa anche alle elezioni amministrative, Europee e regionali, chiedendo ai suoi di non improvvisare. «Chi ci crede vince», conclude Amatruda. Dunque, Forza Italia non potrà contare sulla candidatura di Amatruda che, dopo le diverse voci circa una possibile discesa in campo, ha voluto mettere un punto definitivo, annunciando così che non scenderà in campo.




Candidatura Andrea Lembo:«E’ uno scivolone»

Erika Noschese

La candidatura a sindaco di Campagna del figlio del procuratore Capo, Andrea Lembo ha spaccato l’opinione pubblica. Dopo giorni di chiacchiericci e polemiche la questione sembra essere giunta al termine eppure così non è stato. A risollevare il polverone delle polemiche, stavolta sembra essere stato proprio il capogruppo di Campania Libera, Corrado Naddeo, che – a tal proposito – parla di “scivolone”: «Certamente, nell’ambito giudiziario, avvocati e giudici legati da parentela, non possono operare nello stesso distretto. Certo la politica non è la stessa cosa ma si comprende la discussione pubblica sull’opportunità di certe scelte. Non temo, comunque, per la tenuta democratica», ha dichiarato infatti il consigliere di maggioranza. La polemica iniziale era però stata sollevata dal capogruppo di Forza Italia, Roberto Celano riproponendo uno scritto in cui si parlava di un video che girava nelle chat whatsapp di alcuni magistrati che vedeva come protagonista proprio Andrea Lembo, per favorire la sua canidatura a sindaco. «Ed allora non siamo solo noi a sdegnarci, a denunciare la evidente inopportunità di un giovane che fa politica e si candida nella circoscrizione in cui il padre è il capo della Procura. Ed appare ancora più inopportuno se i suoi compagni di viaggio ed i suoi principali sponsor sono imputati (nella Procura in cui il papà è il capo) o suscitano sdegno per essere considerati l’esempio delle “clientele come Cristo comanda”. E lungi da noi essere giustizialisti. Chi controlla è in stretto legame di parentela con chi è in squadra con chi è “sotto controllo”», ha dichiarato Celano che ha poi aggiunto: « è un’evidente anomalia. Chi controlla non solo deve essere terzo (e non ho dubbi nella circostanza che lo sia) ma deve anche apparire tale. Immagino cosa si direbbe se una partita di calcio fosse arbitrata da un arbitro, il più bravo in assoluto, che però è il padre di un calciatore. Si è certi che la squadra avversaria potrebbe sentirsi del tutto garantita? E cosa penserebbero i suoi tifosi?». La candidatura di Andrea Lembo era stata resa nota ai più nel corso dell’incontro alla Leopolda, suscitando la dura reazione di Forza Italia, prima di dar vita ad un lungo ed immediato botta e risposta con il Pd che ha tentato di difendere Lembo Junior e la sua candidatura. Dal canto suo, il procuratore capo non si è mai espresso se non in occasione di una conferenza stampa tenutasi in Procura diverse settimane fa, liquidando la polemica con una semplice dichiarazione: « m i a madre diceva sempre il silenzio è d’oro e poi aggiungeva anche paga sempre. Io preferisco mantenere il silenzio su questa vicenda. Non aggiungo nient’altro». E da allora, il procuratore non ha più rilasciato alcuna dichiarazione. La vicenda sembra dunque non riuscire a finire nel dimenticatoio e ormai le chiacchiere si sprecano.




«Se mi escludono neppure la mia famiglia voterà Pd»

Mario Marrone

Non è più disposto a farsi da parte e a favorire la scalata di altri. Questa volta, l’ex sindaco di Agropoli e attuale capo della segreteria del presidente della Regione Campania Vincenzo De Luca, Franco Alfieri ha un unico e solo obiettivo: candidarsi alle elezioni politiche del 2018 e approdare a Roma, senza fare sconti a nessuno. Lo ha chiarito, anche in maniera piuttosto decisa, nel corso di un’intervista rilasciata a StileTv, nel corso della quale ha, di fatto, dato un avvertimento al Partito democratico in vista della composizione delle liste per la tornata elettorale della prossima primavera. Il timore dell’ex primo cittadino agropolese è quello di rivivere l’esclusione già patita due anni e mezzo fa in occasione delle Regionali: all’epoca, Alfieri fu escluso dalla lista del Pd a supporto della candidatura di Vincenzo De Luca, a causa dei suoi guai giudiziari e la possibilità che la storia si ripeta non è poi così remota. “Faccio fatica a pensare che il partito mi chieda di fare un passo indietro. L’ho fatto quando mi è stato chiesto. Nel caso in cui dovesse accadere, vorrei capire perché mi si nega una candidatura che definirei naturale, invocata dalla gente invocata dalla gente. Non voglio credere a tanta disinvoltura del Pd nell’escludere il mio nome, ma se qualcuno pensa che Franco Alfieri possa di nuovo mettere a disposizione il suo consenso in favore di altri candidati del partito, avrò difficoltà a chiedere voti per il Pd anche a casa mia…”.




Lembo tace: «Il silenzio è d’oro» Mariano Falcone:«Fuori luogo»

Erika Noschese

La candidatura a sindaco di Campagna di Andrea Lembo, figlio del Procuratore capo di Salerno, continua a tener banco e a dividere l’opinione pubblica. Così, tra Forza Italia che ritiene opportuno giungere alle dimissioni di Corrado Lembo per incompatibilità, il Pd che parla di strumentalizzazione e “autentico stillicidio” nei confronti dell’avvocato Lembo, Alessandra Celentano che esprime, ironicamente, la sua solidarietà al Capo della Procura per “avere un figlio imbarazzante” e l’ex governatore, fratello della stessa Alessandra, Stefano Caldoro che – forse inaspettatamente – si schiera a favore del Procuratore, definendolo un magistrato di “non comune professionalità, esperienza ed equilibrio”, ad esprimere la propria opinione in merito alla candidatura a primo cittadino di Andrea Lembo – annunciata alla Leopolda – è il segretario provinciale di Noi con Salvini, Mariano Falcone. “Fermo restando la libertà di ogni persona a poter esprimere le proprie idee e a potersi proporre in una competizione democratica, visto il ruolo del padre, credo sia fuori luogo”, ha dichiarato Falcone. “Nulla di personale ma non si può essere primo attore in politica con il padre che ricopre un ruolo importante nell’amministrazione giudiziaria. Nulla contro il fatto che il figlio di un Magistrato possa scendere in politica ma la vedo fuori luogo per il resto, massimo rispetto in quanto persone”, ha poi aggiunto il segretario provinciale di NcS. Intanto, il procuratore Corrado Lembo preferisce non esprimersi in merito alla candidatura del figlio e a tutta la vicenda che fa da contorno: «Mia madre diceva sempre “il silenzio è d’oro” e poi aggiungeva anche “paga sempre”. Io preferisco mantenere il silenzio su questa vicenda», ha infatti dichiarato il procuratore della Repubblica di Salerno, a margine di una conferenza tenutasi nella mattinata di ieri in Procura. «Non aggiungo nient’altro. Quello che dice lei – ha poi detto rivolgendosi ad un giornalista che sosteneva che i figli non debbano ‘pagare’ per i padri – può essere condiviso sicuramente ma non aggiungo neppure un commento a questa sua affermazione».




Rosa Egidio Masullo: «Simpatia verso Mdp ma non sarò candidata» Sì alla lista unica di sinistra, «così si costruisce qualcosa di solido»

Erika Noschese

L’avvocato salernitano Rosa Egidio Masullo, ex assessore ai Servizi Sociali ed ex candidata a sindaco alle amministrative del 2011, non ha intenzione di scendere nuovamente in campo per ricandidarsi. Ma la sua vicinanza al movimento Mdp è ben nota, tanto da aver preso parte alle assemblee pubbliche tenutesi recentemente in città. E, dunque, favorevole alla creazione di una lista unica a sinistra che possa rendere i democratici più solidi.                                                                                                                                    Avvocato, Lei sembra essere tra i possibili protagonisti di queste elezioni. Ha intenzione di scendere nuovamente in campo, dunque, e candidarsi con Mdp?                                                                                                                                                    «No, assolutamente. Non ho intenzione di candidarmi con Mdp e tantomeno la mia dichiarata simpatia, benchè riservata, per Mdp sta a significare questo e non ho ricevuto segnali in tal senso».                                                                                                                         Lei, dunque, non è tra i candidati ma è vicina al Movimento, giusto?                                                                         «Assolutamente si, sono vicina ad Mdp. Ho partecipato alle iniziative pubbliche. Lo seguo con interesse»                                               E sulla creazione di una lista unica a sinistra?                                                                                                                                               «Tutto il bene possibile, se la riusciamo a fare. Ovviamente, non mi interessa la lista di per sé ma il ragionamento di aggregazione a sinistra, solido».                                                                                                                                                                                                                  A Salerno, dunque, Mpd potrà sicuramente contare sull’appoggio dell’avvocato salernitano, impegnato in politica alle amministrative del 2011, con le liste Salerno Democratica, Italia dei Valori Di Pietro e Federazione della Sinistra, riuscendo ad otteneere solo il 2,36% dei consensi mentre le liste ottennero solo il 2,49%. Una candidatura, la sua, che nel centrosinistra non appoggiava l’attuale presidente della Regione Campania, Vincenzo De Luca. Già nel 2006, l’avvocato tentò la strada della politica, sempre puntando alla poltrona di primo cittadino , senza però ottenere i risultati sperati.




Andrea Lembo: “Mi candido a sindaco”

Erika Noschese

Andrea Lembo alla Leopolda annuncia la sua candidatura a sindaco di Campagna. Il figlio del Procuratore di Salerno, infatti, sostiene il Pd e ha annunciato la sua intenzione di concorrere alla carica di primo cittadino alle prossime elezioni amministrative. La decisione del figlio del capo della Procura ha suscitato la reazione di Forza Italia. “Una storia, quella raccontata da Andrea Lembo, difficile e da rispettare. Ma serve una riflessione più ampia sul caso”, ha infatti dichiarato il vice coordinatore provinciale di Forza Italia Salerno, Gaetano Amatruda, auspicando le dimissioni del Procuratore per l’incompatibilità che ne deriverebbe. “La sua passione per il Pd di Renzi e De Luca era già stata, per la verità, resa in più occasioni manifesta. Andrea Lembo può e deve legittimamente inseguire le sue passioni, avendone voglia e capacità, nella consapevolezza, però, che non è un politico qualunque. È il figlio del Capo della Procura nella cui circoscrizione insegue i suoi sogni, i suoi obiettivi e le sue aspirazioni. Procura che da tempo ormai indaga su vicende, talune anche particolarmente delicate, che coinvolgono dirigenti ed amministratori del Pd ed anche di partiti altri”, ha dichiarato il capogruppo di FI, Roberto Celano. Immediata la replica del Pdche dichiara: “Apprendiamo con sdegno che, dopo l’intervento dell’avvocato Andrea Lembo (candidato sindaco Pd di Campagna) alla Leopolda, alcuni esponenti di Forza Italia hanno strumentalizzato l’accaduto, iniziando (come nel loro stile) un autentico stillicidio nei confronti dell’avvocato Lembo, la cui unica colpa sarebbe quella di essere il figlio di Corrado Lembo, Procuratore della Repubblica di Salerno. La Federazione Provinciale del Pd di Salerno manifesta piena solidarietà al proprio candidato ed al Procuratore Lembo, integerrimo servitore dello Stato, e condanna i vergognosi attacchi creati da alcuni esponenti di Forza Italia. Questi, evidentemente, intendono sostenere il proprio candidato alle amministrative di Campagna, ricorrendo a metodi infelici ed illiberali, del tutto lontani dalla politica”. Un botta e risposta continuo tanto che Amatruda, a pochi minuti dalle dichiarazioni del Partito democratico, definisce la loro difesa “imbarazzante”. “La solidarietà espressa al candidato sindaco Pd, Andrea Lembo, ed al Porcutore, Corrado Lembo, conferma la sciatteria del gruppo dirigente del Pd salernitano. Lembo figlio ha il diritto di scendere in campo, Lembo padre eviti strumentalizzazioni. La scelta di lasciare Salerno sarebbe la più saggia”, ha infatti dichiarato Amatruda. A esprimere il suo parere anche Alessandra Caldoro, sorella dell’ex governatore Stefano che esprime la sua (ironica) solidarietà al procuratore Lembo per “avere un figlio imbarazzante, Andrea Lembo, figlio del procuratore capo di Salerno”. La Caldoro sottolinea, inoltre, come in sala ad applaudire il figlio del Capo della Procura anche Piero De Luca, messo sotto indagine dalla Procura giudata proprio da Corrado Lembo e oggi imputato nel processo Crac Ifil: “Piero De Luca è sotto processo a Salerno per bancarotta fraudolenta. Andrea lembo è candidato sindaco per il Pd a Campagna. Alcuni esponenti di Forza Italia fanno notare l’inopportunità che il figlio di un procuratore capo faccia politica nella stessa giurisdizione del padre, perché la magistratura, a tutela dell’autonomia della stessa, deve non solo essere ma anche apparire terza imparziale. Legittimo il dubbio che a Salerno non sia così”. “Come è legittimo auspicare un passo, se non indietro, almeno di lato del padre perché esiste un familismo amorale, ma anche uno amorevole”, ha detto la sorella dell’ex governatore.