Luigi Iovino entra nell’ufficio di presidenza della Camera

di Giovanna Naddeo 

Con 243 voti, è stato eletto segretario all’ufficio di presidenza della Camera dei Deputati Luigi Iovino, deputato pentastellato e componente della commissione Difesa, nonché studente presso il dipartimento di scienze giuridiche dell’Ateneo salernitano. Grande soddisfazione la sua, poi l’annuncio:« ll mio primo impegno sarà quello di firmare la lettera per la rinuncia all’indennità di carica».

Onorevole, un piacevole rientro a casa dopo l’incarico a Montecitorio.

«È una grande emozione ed è proprio ai miei coetanei che dedico questo risultato. Possiamo e dobbiamo essere già il presente del nostro Paese. Per me è un grande momento di crescita e svolgerò con la massima dedizione questo delicato ruolo. Voglio ringraziare i colleghi del gruppo parlamentare che hanno creduto in me».

Oggi il M5s spegne dieci candeline. Un bilancio di questo primo decennio di attività?

«Decisamente positivo. L’Italia di oggi è diversa da quella di dieci anni fa. Firmerò a giorni la lettera di rinuncia all’indennità di carica per il ruolo da segretario. Dieci anni fa tutto questo era impensabile: immaginare un politico che rifiuta del denaro. C’è da dire che ci stiamo evolvendo perché essere forza di Governo è diverso da essere forza di opposizione. Ci siamo presi la responsabilità di governare il Paese e porteremo a termine questa missione. Dobbiamo ripartire coinvolgendo gli attivisti dai territori. Ci struttureremo e avremo un’organizzazione che permetterà di essere maggiormente coordinati sia a livello nazionale ma soprattutto a livello territoriale. Sono fiducioso. Il lavoro ripaga sempre».




«La politica imbavaglia gli artisti. Ora sono libero»

Erika Noschese

«Sono un nuovo libero, finalmente». Inizia così il video pubblicato on line dal candidato al collegio uninominale di Battipaglia, Nicola
Acunzo, presto diventato virale per le ammissioni fatte dallo stesso attore battipagliese d’azione. «Un uomo libero perchè ho potuto dichiarare la mia appartenenza ed il mio amore nei confronti del Movimento 5 Stelle. Questo perchè sono un attore e fino a qualche tempo fa non ho potuto dichiarare la mia appartenenza al Movimento 5 Stelle perchè gli attori, e gli artisti in generale, sono imbavagliati dalla politiche che, negli ultimi 20 anni ci ha imbavagliato», aggiunge poi l’attore pentastellato che accusa la politica locale e nazionale di essere artefice di un «imbavagliamento culturale generale. Ed è questo quello che io voglio combattere e, finalmente, dopo aver preso questo coraggio posso dichiarare questa mia appartenenza e posso sostenere che grazie ai 5 Stelle l’Italia può realmente cambiare». Acunzo, nel suo breve video di accusa e presentazione espone, nuovamente, i punti principali del programma elettorale dei grillini che intendono dunque ripartire dalla cultura, dallo spettacolo e dalle bellezze del territorio: «Cultura e spettacolo hanno necessità di essere prodotti e di essere attualizzati in territorio sano, ripulito che è privo di ogni forma di inquinamento. E la cultura, lo spettacolo possono diventare azienda se riusciamo ad essere focus in questo, capace di creare occupazione e posti di lavoro ma per far sì che questo accada devono essere privi di ogni forma di inquinamento». E da qui uno sguardo a Battipaglia, in questo periodo nell’occhio del ciclone per la vicenda dei rifiuti: «Io non voglio più che territori come Battipaglia diventino la pattumiera della Piana del Sele. Basta, non ce la facciamo più. Noi siamo qui per combattere questo».




Camerota punta su Del Duca «Importante riferimento per il territorio»

Omar Domingo Manganelli

La lista Insieme, a Camerota, punta tutto su Silvano Del Duca, segretario provinciale del Psi alla sua prima candidatura nazionale. A confermarlo è Giangaetano Petrillo che parla di una scelta unanime «da parte del coordinamento provinciale di Salerno, di candidare come capolista alla Camera dei Deputati il nostro segretario provinciale Silvano Del Duca, nella circoscrizione di Salerno provincia. Una decisione che nasce da una valutazione più che positiva del lavoro svolto dal nostro segretario in questi anni in cui, con competenza e assoluta dedizione, ha guidato le redini del partito». Secondo Petrilli, il Psi è un partito che oggi esprime la seconda forza nella coalizione di centro sinistra ed è ritornato ad occupare importati ruoli istituzionali e amministrativi, con sindaci, consiglieri provinciali a Salerno città e in provincia con il consigliere Sorrentino: «Risultati che sono frutto non del caso, ma di un’organizzazione e di un parsimonioso lavoro condotto dal nostro segretario. Oggi la nuova sfida ci vede protagonisti di una lista pluralista e civica d’ispirazione ulivista, con l’intento di risanare le innumerevoli fratture a sinistra, un risultato non impossibile e raggiungibile con un vero e grande lavoro di squadra per raggiungere il nostro obiettivo». Per Camerota, ancora secondo Giangaetano Petrilli, la candidatura di Silvano Del Duca potrebbe essere «un’occasione importante che non si è mai verificata nel passato. Poter esprimere un rappresentante del nostro comune vuol significare portare direttamente nelle aule parlamentari le difficoltà e le conflittualità che affannano il nostro territorio, dalla viabilità allo sviluppo turistico ed economico; dal terzo settore alle politiche sociali, fino ad arrivare ad una concreta opportunità di politiche giovanili che rivalutino il ruolo importante dei nostri giovani per il rilancio del nostro futuro perché bisogna ripartire dal coinvolgi- mento e il diretto interessamento degli elettori, perché il vero dato allarmante e da evidenziare sono le percentuali di astensionismo che rendono ancor più drammatica l’analisi politica che sta attraversando la nostra nazione».




Colpo di scena in casa Lega: per un errore De Luca ritira la sua candidatura. Al via gli appuntamenti elettorali

Erika Noschese

La Lega di Salerno ha ufficia mente presentato la lista dei candidati che il prossimo 4 marzo tenteranno di conquistarsi un posto in Parlamento. Tra i candidati spicca il nome di Stafano De Luca, presidente del Partito Liberale Italiano. A poche ore dalla consegna delle liste presso la Corte d’Appello di Napoli ecco il colpo di scena: il presidente De Luca avrebbe ritirato la sua candidatura nel collegio Campania 3 (Salerno). La motivazione sarebbe riconducibile ad un errore di trascrizione dei nomi. Stefano De Luca, infatti, si sarebbe proposto per una nel collegio di Napoli 2. Al momento, il presidente del Pli non avrebbe ancora ufficializzato la sua decisione per iscritto ma avrebbe già avvertito che a breve procederà a comunicare la propria decisione di non partecipare alle elezioni nel collegio di Salerno formalizzando la rinuncia alla com- petente commissione elettorale. Nessuna dichiarazione al momento da parte del coordinatore regionale Gianluca Cantalamessa e dal segretario provinciale della Lega Salerno, Mariano Falcone che – di ritorno da Napoli – hanno appreso la notizia. Il posto di De Luca dovrebbe essere sostituto da uno dei candidati già prescelti per candidarsi in caso di rinuncia di qualche attivisti, durante la tornata elettorale ma al momento i nomi non sarebbero ancora stati definiti. Al momento, solo in casa Lega sembra essersi registrato il colpo di scena ma non si esclude la possibilità che qualche altro candidato, nei vari partiti possa decidere di fare lo stesso. Intanto, gli altri partiti sembrano aver già dato inizio alla campagna elettorale, a poche ore dalla conferma delle loro candidature. I primi appuntamenti elettorali si terranno nelle prossime ore. I primi a parlare al pubblico, per mostrare il programma elettorale – e probabilmente senza risparmiare frecciatine agli avversari – è Forza Italia che stamane incontrerà elettori,sostenitori e amici presso il bar Moka di Salerno alle 10.30. Domani, invece, sarà il turno di Insieme, la coalizione di Centrosinistra, che parlerà al pubblico alle 18 presso l’hotel Mediterranea. Alle 11, sempre di domani, invece, toccherà a Noi con l’Italia: Alberico Gambino ha annunciato la sua intenzione di parlare al pubblico presso il bar Goccia, motivando – come facilmente prevedibile – le motivazioni che lo hanno spinto a lasciare Fratelli d’Italia per aderire alla cosiddetta “quarta gamba” del centrodestra per assicurarsi un posto in Parlamento, anche sfidando i suoi stessi ex compagni. Un mercoledì pieno di appuntamenti elettorali, quello di domani, quando Piero De Luca incontrerà amici e simpatizzanti presso l’hotel Villa Romana di Minori. A chiudere la settimana di incontri sarà invece Liberi e Uguali: l’appuntamento è fissato alle 10.30 presso il bar Moka di Salerno, con Federico Conte, segretario provinciale di ArticoloUno-Mdp. Insomma, i partiti sono entrati nell’ottica della campagna elettorale e per almeno altre 5 settimane ci sarà un susseguirsi di appunta- menti che vedranno i protagonisti di queste politiche 2018 parlare al pubblico dei loro programmi elettorali, delle idee che intendono mettere in campo. Tutto pur di conquistare anche l’ultimo voto, utile per aggiudicarsi una poltrona alla Camera o al Senato.




Renzi:«Qui abbiamo usato il lanciafiamme»

Andrea Pellegrino

All’alba ancora non sembrava vero agli esclusi. Nomi eccellenti improvvisamente depennati da Matteo Renzi. Il primo, quello di De Vincenti indicato come capolista in Campania, ed in particolare a Salerno, per poi sparire dall’elenco. Pare che l’equivoco (o la polemica) sia nato con il Ministro dopo il suo no ad una candidatura in terra salernitana. Ieri Renzi pare che abbia aperto uno spiraglio: «Troveremo uno spazio». Da De Vincenti, caso chiuso: «Ringrazio Matteo Renzi per le parole usate nei miei confronti durante la conferenza stampa. Parole che mi hanno fatto molto piacere, anche perche’ chiariscono che l’incomprensione e’ ormai alle nostre spalle». Ma ancora c’è l’esclusione di Marco Di Lello, socialista prestato alla corrente di Orlando per una possibile ricandidatura. L’ex sottosegretario Psi Iossa dice: «Incomprensibile il veto su Di Lello. Inviterò i socialisti a non votare il Pd. Il risultato è che a Napoli sono stati premiati tutti quelli che hanno distrutto il Pd». Non ci sarà il giovanissimo portavoce dell’area guidata dal ministro Orlando, Marco Sarracino. «Ci sono stati veti e mortificazioni che potevano essere evitate – incalzano gli orlandiani – Se c’è una cosa che invece è vera è che Renzi non ha fatto come Bersani nel 2013, perché ha fatto molto peggio?». Ma ancora manca Annamaria Carloni, moglie di Bassolino, che annuncia di «non aver saputo nulla e di non essere stata neppure interpellata». «Avrei voluto – scrive la Carloni – che si esprimesse una valutazione sul lavoro dei Deputati PD uscenti da parte del gruppo parlamentare e dei dirigenti del partito.  Purtroppo questo non è avvenuto, e non vi è stata alcuna forma di consultazione, sia interna che pubblica». Ma gli stessi fedelissimi di Matteo Renzi sono ad un passo dallo psicodramma. Amendola scivola in basso nel collegio senatoriale di Salerno. Anche Valentina Paris è quarta a Benevento. Fuori anche lo storico renziano Famiglietti che chiude il listino Caserta – Benevento – Avellino. In zona rossa c’è perfino Assunta Tartaglione, numero due a Portici, dopo Lello Topo, e sempre numero due a Benevento dopo Umberto Del Basso de Caro. L’incubo degli esclusi ha inizio proprio quando la direzione notturna, quasi all’alba, vota – senza la minoranza – l’elenco. Da qui iniziano i tempi supplementari che dureranno fino alle 20, quando Renzi annuncia in conferenza stampa le liste per poi pubblicarle online. La parola fine viene messa. O forse no. Considerato che fino alle 20,00 di domani ci sarà ancora tempo per gli aggiustamenti del caso. LeU, dalla sua, apre le porte agli scontenti ed attende al varco. Lancia l’appello a Paolo Siani, ingaggiato dal Pd su Napoli: «Come fai – dicono esponenti partenopei di Liberi e Uguali – a stare con l’uomo delle fritture di pesce?». Per Matteo Renzi in Campania però: «Non dico che è arrivato il lanciafiamme ma qualche segnale bello e lo abbiamo visto. Avremo candidati professionisti della Giustizia». 




Cinque Stelle, garantiti gli uscenti nei collegi

Andrea Pellegrino

Luigi Di Maio sarà numero uno del collegio proporzionale di Napoli 1; Roberto Fico, invece, guiderà la lista plurinominale del collegio Napoli 2. Ieri sera sono state rese pubbliche le candidature dei collegi plurinominali del Movimento 5 Stelle, fuoriuscite dalla due giorni di parlamentarie. A Salerno, conduce l’uscente Angelo Tofalo, primo della lista plurinominale del Movimento 5 Stelle. Segue Anna Bilotti, già collaboratrice dell’europarlamentare Isabella Adinolfi. Al terzo posto Cosimo Adelizzi, a seguire Michela Rescigno. Tra i supplenti, Vito Avallone, Raffaella Vitale e Salvatore Milione, componenti del “presidio permanente” per la chiusura delle Fonderie Pisano. Chiude Stefania Clemente. Al Senato, invece, conduce l’uscente Sergio Puglia, segue Emilia Giordano. Solo terzo il salernitano Andrea Cioffi. Ancora Luisa Angrisani. Tra i supplenti, Pasquale Milite di Nocera Inferiore, Felicia Guadiano, il salernitano Francesco Virtuoso e Stefania Guarracino. Conduce il collegio senatoriale “Campania 2”, l’uscente Paola Nugnes, attiva nella battaglia sul compostaggio di Salerno, dopo l’ispezione dell’Anac di Raffaele Cantone. Nel pomeriggio di ieri Di Maio ha presentato anche il programma. Il candidato premier del Movimento 5 Stelle ha annunciato lo slogan per la prossima campagna elettorale: ‘partecipa, scegli, cambia’; ed ha, poi, lanciato i venti punti del programma. Un discorso da leader istituzionale convinto che il Movimento abbia i numeri e il prestigio per sparigliare con la “testa e il cuore” che caratterizzeranno la squadra. “Decideranno gli italiani se mandarci al governo, ma noi dobbiamo mettercela tutta. Ci siamo noi e poi ci sono gli altri che  continuano ad attaccarci. Hanno ragione: fanno bene ad avere paura. Siamo la prima forza politica del paese e il primo Movimento in Europa”, ha scandito il candidato alla presidenza del consiglio dei ministri del Movimento. Il Rosatellum e’ una legge “strana, l’hanno fatta contro di noi, ma dai conti potremmo triplicare i seggi”, ha prefigurato e ha lanciato un warning agli altri partiti: per i collegi uninominali (che saranno noti nei prossimi giorni) “vedrete i nostri nomi nei prossimi giorni. Loro credono di aver già vinto”, hanno contattato alcuni dicendo” ‘ti prego non ti candidare con loro ci rovini’, fra i nomi scelti “ci sono 300 persone che faranno tremare i polsi” a chi pensa di avere la vittoria in tasca.




Fi: prende quota Ciccone, spunta Marrazzo

Andrea Pellegrino

Nelle prossime ore Enzo Fasano stilerà la lista dei candidati. Dopo il mandato ricevuto dalla direzione provinciale, il coordinatore provinciale ha avviato le consultazioni interne. Sul tavolo ci sono decine di candidature, molte delle quali rispondono a correnti interne al partito. «Il direttivo provinciale di Forza Italia – si legge nel documento – ha affrontato i temi della campagna elettorale e la scelta delle candidature in un dibattito ampio, nel quale ogni singola posizione ha trovato sintesi in un programma unitario che accompagnerà il partito verso il 4 marzo. Si è ritenuto che la scelta dei candidati debba tenere conto di requisiti che si considerano essenziali per la storia di Forza Italia e le indicazioni date da tempo dal presidente Silvio Berlusconi: consenso, appartenenza, militanza ma anche rinnovamento e apertura a competenze ed eccellenze della città e della provincia. Ed a fronte delle tante disponibilità pervenute dal- l’interno del partito, dal mondo delle professioni, dell’impresa e della cultura, è stata data delega al Coordinatore provinciale, sen.Enzo Fasano, perché rappresenti, in linea con il mandato ricevuto ed in continuo contatto con il gruppo dirigente, tutte le proposte di candidatura al Coordinamento regionale ed ai vertici nazionali del partito. La campagna elettorale è ormai entrata nel vivo e in tutto il territorio provinciale verranno costituiti comitati elettorali per rendere ancora più forte la presenza di Forza Italia e per rappresentare, in maniera quanto più diffusa e capillare possibile, il programma del Centrodestra». Secondo un primo schema, per il collegio di Salerno città (Camera dei Deputati) in pole position ci sarebbe Lello Ciccone mentre nelle ultime ore sarebbe spuntato – per una candidatura in provincia – anche il nome di Pasquale Marrazzo. A nord Forza Italia dovrà cedere i posti a Fratelli d’Italia mentre la partita è completamente aperta nell’area Sud, ad eccezione del collegio di Battipaglia che potrebbe essere ceduto ad un alleato. Nel listino blindato – per la Camera dei Deputati – il primo elenco contempla: Mara Carfagna, lo stesso Fasano, Roberto Celano e Gigi Casciello. Da chiarire la posizione di Guido Milanese che potrebbe essere dirottato al Senato. Ancora Ernesto Sica e Marzia Ferraioli. Sul tavolo c’è anche la richiesta dei caldoriani che hanno calato la carta Fasolino. In più la sorpresa Monica Paolino. Il direttivo, inoltre, traccia già la linea programmatica: «Questa campagna elettorale sarà anche l’occasione per rilanciare l’azione politica del partito in un territorio che da un lato soffre l’invasiva presenza del sistema deluchiano in ogni aspetto della vita sociale e produttiva, dall’altra paga i guasti provocati dai Governi di centrosinistra e da un inefficiente ed autoreferenziale governo regionale. In questa prospettiva ci confronteremo con tutte le forze produttive, sociali, culturali, del volontariato e del terzo settore per costruire insieme una piattaforma programmatica per una Salerno libera, che possa uscire dalle secche di una depressione economica che non dà alcuna prospettiva alle nuove generazioni. Sarà una battaglia difficile ma esaltante, certi che da Salerno daremo un contributo essenziale per la vittoria di Forza Italia e del Centrodestra. E lo faremo anche denunciando i guasti provocati dal “sistema deluchiano” e dando una nuova idea di governo di Salerno e dei nostri territori».




Quote rosa e stop ai sindaci candidati Ecco le prime grane dei partiti politici

Andrea Pellegrino

Ultime ore del 2017, poi il nuovo anno farà il suo ingresso. Il 2017 si chiude, politicamente, con lo scioglimento delle Camere e con la data delle elezioni. Il 2018 si aprirà con una intensa campagna elettorale che durerà fino al 4 marzo, poi l’Italia avrà un nuovo Parlamento ed un nuovo Governo. Chi vincerà? I sondaggi delineano un primo quadro che, sostanzialmente, è la proiezione di ciò che si ascolta in strada. Poi dipenderà dai candidati e dalla proposta politica che metteranno in campo. E ci sarà anche il rodaggio della nuova legge elettorale, con alcuni candidati “costretti” a tornare al vecchio metodo del «porta a porta» per conquistare il loro voto. Salerno farà storia a sé. Soprattutto si misurerà il peso di Vincenzo De Luca che piazzerà il figlio Piero nel collegio cittadino, o meglio ancora nel listino bloccato del Partito democratico. Un test politico che avrà ripercussioni – checché ne dica il governatore – sulla tenuta della Regione Campania ma anche sul Comune di Salerno, dove il secondogenito del presidente, Roberto, sogna di indossare la fascia che fu del padre. Insomma qualsiasi cosa accada, cambieranno gli equilibri politici, interni, esterni e nella stessa casa De Luca. Mara Carfagna scenderà in campo a Salerno. Ma nel listino bloccato di Forza Italia. Al secondo posto ci sarà (o dovrebbe esserci) Enzo Fasano, che dal Senato dovrebbe traslocare alla Camera dei Deputati. Sostanzialmente Fasano correrà in pole position, considerate le multiple candidature offerte all’ex ministro salernitano alle pari opportunità. Ed a proposito di quote rosa, i partiti sono già alla ricerca di donne per superare i limiti imposti per legge. Licia Polizio (legale di Francesca Pascale) per Forza Italia ma anche l’ex assessore regionale all’istruzione Caterina Miraglia; nel Pd oltre Angelica Saggese è possibile anche il ritorno in campo dell’ex consigliere regionale Anna Petrone. Nell’Agro si profila anche un possibile impegno della segretaria dei Gd, Federica Fortino, attuale assessore comunale a Nocera Inferiore. Più problematica la discesa in campo dei sindaci. La norma bloccherebbe, allo stato attuale, i primi cittadini aspiranti parlamentari. Un ostacolo che potrebbe essere superato solo nei comuni a scadenza naturale. E’ il caso di Pontecagnano dove Sica dovrà fermarsi obbligatoriamente pensando, dunque, ad una candidatura al Senato. Ma l’ultima parola, in questo caso, dovrà dirla direttamente Silvio Berlusconi. Il ritorno della Margherita, dell’Ulivo, della Democrazia Cristiana e di Clemente Mastella dovrebbe accontentare tutti gli scontenti esclusi dai grandi partiti. Il nuovo soggetto, battezzato dalla famiglia De Mita e guidato dal ministro Lorenzin, dovrebbe vedere – nel salernitano – la candidatura di Luigi Cobellis, ex segretario provinciale dell’Udc e consigliere regionale della passata consiliatura. La formazione “Insieme”, nata anche dalle ceneri di Campo Progressista, garantirà la riproposta di Michele Ragosta, oltre una possibile candidatura di Enzo Maraio. I centristi di destra, invece, potrebbero risistemare Nino Marotta, che da sinistra passa (o ritorna) dall’altra parte. Il deputato potrebbe spuntare anche un collegio uninominale a Battipaglia. Ancora, nella quarta gamba ci dovrebbe essere posto anche per Lello Ciccone, attualmente organico in Forza Italia ma da anni in attesa di collocazione. Mastella, invece, a Benevento dovrebbe puntare sul figlio Pellegrino mentre a Salerno potrebberi spolverare Luigi Nocera, suo ex segretario provinciale ai tempi del Campanile.




Camere verso lo scioglimento Conto alla rovescia per il voto

Andrea Pellegrino

Lo scioglimento delle Camere dovrebbe essere imminente. Archiviata la manovra economica, il 28 dicembre si potrebbe mettere fine alla XVII legislatura e fissare per il 4 marzo la data delle elezioni politiche. Il capo dello Stato Mattarella, quindi, dovrebbe sciogliere le Camere già giovedì pomeriggio e il presidente del Consiglio dovrebbe restare in carica per gli affari correnti, d’intesa con il Quirinale. Comincia il conto alla rovescia per i partiti, per gli uscenti che attendono una riconferma e per i tantissimi aspiranti parlamentari pronti a scendere in campo. Sabato si riunirà il Popolo della Famiglia con Mario Adinolfi che annuncerà ufficialmente la presenza del movimento, con tanto di simbolo, nei collegi di Camera e Senato. Qui c’è Raffaele Adinolfi, già consigliere comunale forzista di Salerno, pronto alla sfida elettorale. Cerca candidati anche +Europa di Emma Bonino. Riccardo Magi, segretario di Radicali Italiani e promotore della lista +Europa con Emma Bonino, aggiunge di essere pronto a raccogliere le firme per presentare candidati radicali nei collegi uninominali “dal primo dell’anno”. Più complessa la partita nel Partito democratico che nei collegi uninominali dovrà convivere con il partito socialista e con la formazione ulivista “Insieme”. Tradotto in nomi, nel salernitano, con Vincenzo Maraio (Psi) e con Michele Ragosta (campo progressista). I socialisti potrebbero spuntare un collegio nei picentini, sempre che la probabile candidatura di Mauro Maccauro nell’Agro non passi sotto la bandiera del Psi. Michele Ragosta, invece, dovrebbe giocarsi una doppia partita: l’una su un collegio uninominale al Senato, l’altra direttamente nel listino «blindato» del Pd. Per Tino Iannuzzi (area Rosato) s’attende la deroga per la candidatura. Salvo imprevisti l’uscente onorevole dovrebbe traslocare a Palazzo Madama. Viaggio inverso, invece, per Angelica Saggese. Problemi in vista a Salerno città. Piero De Luca – considerati i tempi che corrono in casa Pd – punterebbe al listino mentre sull’uninominale il Nazareno potrebbe catapultare un big, come ad esempio il sottosegretario De Vincenti. L’area Orlando, invece, dovrebbe garantire la ricandidatura a Tonino Cuomo; Emiliano, invece, a Simone Valiante. Resta il nodo Alfieri che da tempo ha già avviato la sua campagna elettorale. Scalpita, infine, Mimmo Volpe (area Martina), sindaco di Bellizzi e prossimo consigliere provinciale (subentrerà a Palazzo Sant’Agostino dopo le dimissioni – già annunciate – del sindaco Vincenzo Napoli




Collegi, scoglio quote rosa Oggi s’incontrano Fi e Fdi

Andrea Pellegrino

Collegi e quote rosa. Lo scoglio principale per i partiti è questo. Secondo un primo calcolo ogni formazione almeno dovrà trovare tre donne da calare nei rispettivi collegi. Forza Italia avrebbe già il suo asso: Licia Polizio, legale salernitana, avvocato di Francesca Pascale. Se Mara Carfagna dovesse scegliere il collegio (blindato) napoletano, per la Polizio si aprirebbe certamente una candidatura in pole position nel proporzionale di Camera o Senato. Non fosse altro che l’altro collegio proporzionale sarebbe già occupato da Antonio Fasolino. Tra le altre quote rosa, Forza Italia può contare su Sonia Senatore, Fabiana Gattola e Marzia Ferraioli. Meno probabile un ritorno di Elvira Morena. Oggi Forza Italia e Fratelli d’Italia dovrebbero «incontrarsi a Teano» per sancire finalmente l’unione, in vista delle elezioni. Ma naturalmente l’ultima parola spetterà ai due protagonisti della disputa: Mara Carfagna ed Edmondo Cirielli. Tra le candidate dei Fratelli d’Italia in campo ci sarebbero già Luisa Maiuri e Imma Vietri che dovrebbero trovare posto tra i collegi uninominali (da condividere con gli altri alleati) e la lista sul proporzionale di Fdi. Di certo Alberico Gambino correrà nell’Agro nocerino Sarnese. Un primo collegio (uninominale) che gli azzurri dovranno cedere agli alleati. Così come da piazzare ci sarebbe Guglielmo Vaccaro, candidato da blindare in quota Parisi. Ancora l’Udc che in Campania punta su Nunzio Testa. Nella “quarta gamba” la quota rosa dovrebbe essere occupata da Maria Rosaria Sica. Sempre in casa azzurra, Fabio Mammone, vicecoordinatore cittadino di Forza Italia, lancia l’appello: «Vorrei un atto di orgoglio da parte di chi, avendo fatto poco, facesse un passo indietro, per dare spazio e fiducia a forze nuove, già politicamente impegnate e realmente consapevoli del coevo disagio sociale. Vorrei che il centro destra ed, in particolare chi decide le candidature, ritornasse a guardare con attenzione alle doti degli uomini da schierare ed all’impegno dagli stessi profuso per l’intera comunità».