Alla Digital Week di Milano approda il MakerStarts, un progetto made in Salerno che da voce a brevetti e invenzioni

Nella prestigiosa vetrina milanese della Digital Week, è stato anticipato un ambizioso progetto dedicato al mondo dei makers e dell’innovazione.

Si chiama “MakerStarts” (makerstarts.it) e si presenta come perfetto programma di valorizzazione di idee, invenzioni e brevetti industriali attraverso l’attribuzione di credito da 10.000 a 50.000€ in consulenza marketing, legale e commerciale.

Il progetto si annuncia come valido sostegno per gli inventori perché offre loro una concreta opportunità di trasformare idee in startup, un programma completo di affiancamento che culmina nell’esposizione annuale al Maker Expo, fiera internazionale del marketing per gli inventori.

L’iniziativa nasce a Salerno, ideata e presentata dal Salernitano Giovanni Sapere Art director dell’Agenzia di Comunicazione “Creatiwa Studio, promossa in collaborazione con l’’Associazione di professionisti Innova Marketing (innovamarketing.it), nata per lo sviluppo di progetti innovativi e che si offre come supporto concreto al maker che aspira ad entrare nel mondo dell’imprenditoria.

Al salotto intellettuale milanese, presenti imprenditori, consulenti e manager dell’innovazione che hanno condiviso e commentato favorevolmente la brillante proposta.

Intervenuti:

Maria Christina Hamel (CEO Start up Micro Design) e Cesare Castelli (Ass. Milano Makers) – “Il mondo dei maker sarà il mondo del futuro, quello soprattutto popolato da persone creative”

 “ Siamo davvero entusiasti di promuovere il Makerstarts, iniziativa che riteniamo nel mondo del design autoprodotto, sia argomento innovativo, c’è un enorme bisogno di alfabetizzazione dei Makers all’uso di questi strumenti che possono essere fondamentali per il settore.

Jacopo Guedado Mele (Marketer YourDIGITAL) – “Makerstarts è un’iniziativa che consentirà di aiutare i makers nella fase di go to market, crediamo sia fondamentale accompagnare gli inventori al mercato attraverso professionisti e aziende che si occupano di marketing e comunicazione.”

Giuseppe Spadone (Project Manager Oscar) e Dr. Joris Gadaleta (CEO e Art Director IMMENSO.SPACE) – “Makerstars intercetta un fabbisogno tangibile per chi come noi ha fatto un percorso d’impresa, Un progetto di grande interesse, c’è tanto da lavorare, l’ecosistema offre tanti spunti, è un’ottima idea, una bella avventura che mette in rete persone, fa conoscere diverse realtà che possono interagire tra loro, siamo conviti che la strada da percorrere è entusiasmante e proficua.”

Roberto Piazzola  (CEO e Art Director IMMENSO.SPACE) – “Una bella iniziativa, un progetto ambizioso e un avventura interessante ricca di curiosità. Essere invito a discutere in un ambiente così culturalmente stimolante è sempre un onore, speranza per un futuro sempre più evoluto.”

Giovanni Sapere (Executive creative director di Creatiwa Studio) – “Makerstarts è un programma rivoluzionario, perché è fatto da persone vere. Si pone in aiuto degli inventori attraverso il marketing, ed assicura una concreta opportunità di sviluppo delle idee.

Il progetto, per ora solo anticipato nella finestra Milanese della Digital Week, vedrà l’appuntamento completo al meeting previsto il prossimo 28 settembre a Palazzo Innovazione di Salerno.




Non è fantascienza: ecco cosa Google ha lanciato sul mercato

Il caso dei Google Glass, occhiali a realtà aumentata, sono solo un esempio di come si sta evolvendo la tecnologia, a testimonianza del fatto che poi non siamo tanto lontani dagli oggetti futuristici visti tante nei film di fantascienza.

I Google Glass promettono un’esperienza in grado di cambiare la vita, lettura di siti web, accesso ai social network, utilizzo di tutte le funzionalità di Google a partire da Maps e indicazioni stradali, possibilità di scattare fotografie, fare video e condividere online.

Ma come funzionano esattamente?

Il filosofo tedesco Immanuel Kant sosteneva che percepiamo la realtà modificata a causa delle “lenti colorate” amovibili che filtrano la reale essenza delle cose e ce la mostrano trasformata.

 I Google Glass saranno disponibili dal 14 maggio per tutti negli Stati Uniti d’America, a 1500 dollari.

Si suppone che una volta provati non si potrà più farne a meno, cambierà le nostre vite.

Sono tante le attività possibili, tramite comandi vocali o touchpad sul lato dell’occhiale, permettono di navigare sul web, usare i social network, telefonare, avviare videoconferenze, scattare foto.

Google è continuamente a lavoro per aggiornare e rendere sempre più funzionale questo prodotto, ma ciò che desta non poche preoccupazioni, è questione la privacy.

Google rassicura dicendo che, per usare tecnologie come queste, è necessario interagire con la mano direttamente sul device, oppure con comandi vocali, in modo da farsi notare da chi ci sta intorno e fargli capire ciò che sta accadendo.

Google Glass, arma a doppio taglio?

Se da un lato usare i Google Glass ci facilita la vita, dall’altro potrebbe creare dei disagi in luoghi pubblici, quali un ristorante. E’ quello che è successo in un noto ristorante a NYC, dove Katy Kamasai, fondatrice di Glass NYC, comunità di Explorer che possiede ovviamente i Google Glass, si è seduta al tavolo ma, poco dopo, ha lasciato il locale senza aver consumato, intorno a lei molti clienti si sentivano a disagio.

Uno degli addetti del locale ha chiesto alla donna di togliere gli occhiali, Katy è uscita indispettita.

Quanto accaduto è stato recensito negativamente su google, e come la donna, anche altri appassionati del device hanno seguito l’esempio, facendo crollare il voto del ristorante.

Ciò avviene probabilmente perchè i Google Glass creano differenza tra chi li indossa e chi no, intimorendo questi ultimi e creando tensione o qualche invidia.

Google corre percià ai ripari e stila delle regole sull’utilizzo e i comportamenti da assumere per chi indossa il prodotto.

I Google Glass sono creati per liberare l’utente dallo schermo del pc o dello smartphone.

Per la diffusione in Italia bisognerà aspettare ancora un po’, tuttavia il 25 marzo scorso, Google ha siglato un accordo con Luxottica per la realizzazione di una nuova collezione di occhiali in grado di mettere insieme l’innovazione e l’intelligenza dei Google Glass con lo stile di marchi quali Ray-Ban e Oakley.

Questo di Google è un prodotto che non lascia dubbi, il nostro futuro sarà ricco di gadget indossabili.

Intanto Google dovrà fronteggiare già alcuni competitor come Samsung, che da mesi, sta lavorando al lancio dei Gear Glass, occhiali da pc, sul mercato dal prossimo autunno.

Microsoft e Sony invece, avrebbero depositato i propri brevetti per la realizzazione di gadget indossabili.

di Letizia Giugliano




La tecnologia negli anni, come si sono evoluti gli oggetti

Oggetti e tecnologia evolvono, ma quando si tratta delle donne, la loro vanità sembra restare immutata nel tempo, e la loro borsa ne è la prova!

Smartphone, fazzoletti di carta, mascara, rossetto e specchietto, negli anni ’50 una donna portava con sé un paio di occhiali a farfalla, un bocchino per sigarette, un fazzoletto di stoffa e una boccetta di profumo.

Al Museo nazionale della Scienza di Milano sono esposte la borsa dell’epoca, realizzata in lucite simile al moderno plexiglass, e quella moderna in ecopelle.

Una delle azioni che oggi si compiono facilmente in casa, come lavare la biancheria, negli anni 50’ era ancora un’operazione faticosa, infatti è nella prima metà dell’800 che nascono le grandi lavanderie pubbliche in Francia ed in seguito si diffondono quelle individuali che diventano il regalo di nozze più ambito del 1870 .

Solo a partire dagli anni ’50 e nel 1960, si diffonde a livello popolare in Europa la lavatrice automatica, di forma squadrata e programmabile, che faceva risparmiare 17,5 ore settimanali di lavoro fisico individuale.

Simona Casonato, producer audiovisiva del Museo della Scienza e della tecnologia di Milano, spiega come oggetti e tecnologie nel tempo hanno migliorato la qualità della vita quotidiana. La cucina è la stanza in cui sono stati sperimentati i primi elettrodomestici

Il primo brevetto di un aspirapolvere con motore elettrico è stato depositato nel 1900, sfruttando un motore montato su un carro a gasolio parcheggiato in strada, infilando un lungo tubo aspirante nelle finestre dei palazzi reali di Londra per pulire i tappeti della Casa Reale. 

Il primo brevetto di rasoio, con una piastrina dentata inserita per non ferirsi, è del 1762 e nel 1901 King Kamp Gillette, imprenditore e inventore statunitense, lo perfeziona con la lama usa e getta.

Nel 1929 un ingegnere milanese, Mino Pelizzola, brevetta invece un rasoio multiplex con 5 lame parallele, ma troppo costoso per l’epoca.

Con questa introduzione, al Museo nazionale della Scienza di Milano dal 28 al 15 giugno ci sarà una mostra dove verranno ricreati i vari gli ambienti della casa, per raccontare appunto le conquiste dell’igiene, l’avvento del makeup moderno e l’arrivo degli elettrodomestici.

 

 

di Letizia Giugliano